SIAI S.8

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SIAI S.8
Vista frontale di un SIAI S.8
Vista frontale di un SIAI S.8
Descrizione
Tipo idroricognitore
Equipaggio 2
Progettista Raffaele Conflenti
Costruttore Italia SIAI
Data primo volo 1917
Utilizzatore principale Italia Regia Marina
Esemplari 214
Dimensioni e pesi
Lunghezza 9,84 m
Apertura alare 12,77 m
Altezza 3,30 m
Superficie alare 46,00
Peso a vuoto 900 kg
Peso max al decollo 1 375 kg
Propulsione
Motore un Isotta Fraschini V.4B
Potenza 160 CV (118 kW)
Prestazioni
Velocità max 144 km/h
Autonomia 700 km
Tangenza 6 000 m
Armamento
Mitragliatrici una calibro 7,7 mm
Bombe 120 kg

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Il SIAI S.8 era un idrovolante biplano da ricognizione e per attacco ai sommergibili prodotto dall'azienda italiana Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI) negli anni dieci del XX secolo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Progettato dall'ingegner Raffaele Conflenti, Il SIAI S.8 venne costruito in oltre duecento esemplari ed utilizzato dal Servizio Aeronautico della Marina alla fine della prima guerra mondiale.

Caratterizzato dalla propulsione ad elica spingente e 2 persone di equipaggio, era armato con una mitragliatrice calibro 7,7 mm e bombe da caduta leggere. Risultò di buona efficacia e diede seguito al modello SIAI S.9 non prodotto in Italia per la fine della guerra, ma in Francia su licenza dalla Chantiers Aéro-Maritimes de la Seine (CAMS).

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Una fila di SIAI S.8.

Caratterizzato da un aspetto che poi diventerà tradizionale per la sua epoca, l'S.8 conservava l'aspetto generale del Lohner L austro-ungarico catturato e che ne fece da modello al Macchi L.1.

Presentava uno scafo centrale realizzato in legno, dotato di un abitacolo aperto a due posti affiancati per il pilota ed il copilota osservatore. Posteriormente terminava in una coda collegata alla parte finale dello scafo tramite una struttura tubolare e caratterizzata da un impennaggio cruciforme, monoderiva e dai piani orizzontali controventati.

La configurazione alare era biplana, con ala superiore ed inferiore delle stesse dimensioni, la prima posizionata alta a parasole e la seconda montata alta sullo scafo, collegate, tra loro da una doppia coppia di montanti tubolari per lato integrati da tiranti in cavetto d'acciaio. La prima era collegata allo scafo centrale tramite un'incastellatura dove era anche collocato il motore e la seconda era dotata di due galleggianti equilibratori applicati sulla parte inferiore del profilo tramite una struttura tubolare.

La propulsione era affidata ad un motore Isotta Fraschini V.4B, un 6 cilindri in linea raffreddato a liquido in grado di erogare una potenza pari a 160 CV (118 kW), collocato in configurazione spingente ed abbinato ad un'elica bipala in legno a passo fisso. In alternativa era utilizzato anche un Colombo F-150 da 120 CV (88 kW).

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

bandiera Regno d'Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing.
  • Giorgio Bignozzi, Roberto Gentilli Roberto., Aeroplani S.I.A.I. - 1915-1935, Impruneta, Firenze, Ed.A.I. Edizioni Aeronautiche Italiane Srl, 1982.
  • (EN) C. G. Gray, Jane's All the World's Aircraft 1919, David & Charles, novembre 1969, ISBN 0-7153-4647-4.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]