Storia del Molise

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Molise.

Bandiera del Molise

Il Molise, così come lo conosciamo ora, è il risultato di profondi cambiamenti territoriali. Dapprima noto come la parte montuosa della regione romana del "Sannio", insieme al sud Abruzzo, popolato dai Sanniti, dopo la caduta dell'Impero il territorio si disgregò e i territori di Caserta e Benevento si compattarono nel Ducato di Benevento, lasciando a Bojano, Isernia e Campobasso il controllo del perimetro circostante il Matese, il Biferno, il Trigno e il Volturno, fino ai confini di San Severo in Puglia.

Il piccolo territorio oggi conosciuto è il profitto della fusione del Contado di Molise e la Contea di Loritello (XIII secolo), per un periodo storico perse la propria identità amministrativa (XIX secolo), non territorale e cultuale, e venne aggregato all'Abruzzo (1816). Nel 1963 venne ricostituita di nuovo come entità territoriale ed amministrativa, dopo la soppressione della regione Abruzzi e Molise.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Teatro romano di Saepinum

L'epoca preistorica[modifica | modifica wikitesto]

La presenza umana in questa regione risale al Paleolitico: nei pressi di Isernia, in località La Pineta, sono state individuate tracce di ominidi appartenenti al cosiddetto Homo Aeserniensis, una varietà di Homo erectus o di Homo heidelbergensis. I primi reperti, individuati alla fine degli anni 70 durante gli scavi per la realizzazione della superstrada Napoli-Vasto, sono attualmente custoditi nel Museo nazionale del Paleolitico di Isernia. Recenti scavi hanno portato alla luce nuovi elementi, fra cui il più antico resto umano d'Italia: un dente da latte datato a circa 600mila anni fa[1].

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sanniti.

Storicamente, gran parte del territorio del Molise era abitato da popolazioni di stirpe sannitica. A partire dal III secolo a.C. la regione subì l'invasione dei Romani che si garantirono il controllo del territorio stabilendo una serie di insediamenti nei punti strategici più importanti, nei pressi di centri abitati già esistenti: è questo il caso di Aesernia, colonia di diritto latino fondata nel 263 a.C. L'influenza politica di Roma portò, nel giro di alcuni secoli, al completo assoggettamento del territorio e all'assimilazione dei suoi abitanti. In particolare, furono fondamentali la Guerra sociale e le sue conseguenze[senza fonte]: alla fine del I secolo a.C la romanizzazione era pressoché completa. Della fase precedente rimangono i resti, in varie località della regione, di insediamenti sannitici, abbandonati proprio in concomitanza della Guerra sociale: essi appartengono a numerose tipologie, dalle semplici cinte murarie a struttura poligonale al santuario d'altura e al santuario federale: sebbene molti studiosi (soprattutto di storia locale) abbiano provato ad associare a questi centri i nomi tramandati dagli autori antichi (in particolare Livio, Plinio e Strabone), l'assenza di ulteriori elementi relega questi tentativi a restare delle semplici ipotesi. Di origine romana sono le città di Aesernia, (Isernia), Bovianum (Bojano), Larinum (Larino), Terventum (Trivento) e Venafrum (Venafro): in questi centri si è sempre avuta continuità insediativa lungo tutto il medioevo e l'età moderna, come è evidente dall'impianto urbano e, soprattutto, dalla presenza di una sede vescovile. Città romana è anche Saepinum (Sepino): l'abitato originario, tuttavia, fu abbandonato fra la tarda antichità e l'alto medioevo; il centro attuale è di origine medioevale ed è situato più a valle. Nella riorganizzazione dell'Italia da parte di Augusto gran parte del territorio andò a costituire (ad eccezione della città di Venafrum, assegnato alla Regio I, e a Larinum, assegnato alla Regio II) la Regio IV[2]. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente vennero meno le suddivisioni amministrative esistenti; il territorio molisano, al pari di gran parte dell'Italia centrale e meridionale, subì le pesanti devastazioni legate alla Guerra greco-gotica. All'arrivo dei Longobardi divenne parte del Ducato di Benevento.

Dal 667 al 1045: i gastaldati longobardi[modifica | modifica wikitesto]

Castello svevo di Termoli (XIII secolo)

Sotto il dominio longobardo il territorio molisano era suddiviso fra sei gastaldati: quattro appartenenti al Ducato di Benevento (Boiano, Larino, Termoli, Trivento) e due al Principato di Capua (Isernia, Venafro); tale suddivisione amministrativa si è conservata nell'organizzazione ecclesiastica fino al 1976, quando con l'elevazione ad arcidiocesi metropolitana dell'arcidiocesi di Campobasso-Boiano le varie diocesi molisane hanno cessato di essere suffraganee dell'arcidiocesi di Capua (Isernia-Venafro) e dell'arcidiocesi di Benevento (Termoli-Larino).

Il gastaldato di Bojano, intorno al 667, venne concesso dal Re longobardo Grimoaldo al condottiero bulgaro Alzeco[3], che divenne il primo gastaldo[4] di un'area pressoché disabitata. Comunità bulgare (o meglio proto-bulgare) erano presenti oltre che a Boiano anche a Sepino, Isernia, Castropignano, e nella zona dell'agro dell'attuale Campobasso, come evidenziato dal ritrovamento di tombe umane di un tipo steppico-nomade, caratterizzate dalla presenza di sepolture equine, databili alla seconda metà dell'VIII secolo. Nella sua Historia Langobardorum Paolo Diacono scrive che i discendenti di questi Proto-bulgari parlavano ancora il loro idioma originario insieme al latino. Secondo uno studio di Francesco D'Ovidio, queste comunità sarebbero riuscite a integrarsi nel territorio e a conservare, nei secoli, alcuni elementi della propria cultura originale.

Dal 1045 al 1210, dalla Contea di Bojano al Contado di Molise[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Rodolfo di Moulins.
Facciata romanica della Cattedrale di Isernia

Nel 1045 il condottiero normanno Rodolfo di Moulins, disceso in Italia Meridionale con gli Altavilla, conquista la Contea di Bojano. È con l'arrivo dei normanni e della famiglia de' Moulins, tra la fine dell'XI secolo e l'inizio dell'XII secolo, infatti, che comincia ad affermarsi il toponimo Comitatus Molisii riferito, appunto, alla contea di Bojano, che, nel contempo, aveva inglobato altre contee dove governavano altre signorie feudali. Rodolfo di Moulins (noto anche come Rao o Rodolfo De Molisio o di Molise) fu il primo conte del Molise. Territori, quali Venafro, Larino, Trivento, Isernia, Campomarino, la montagna del Matese, Pietrabbondante, Termoli, Mignano fino a Capracotta, Capriata e Prata[5] passarono quindi sotto la signoria dei de' Moulins. Nel contempo, la Città di Campobasso assunse un'importanza economica sempre crescente riuscendo a diventare la “capitale” della Contea. Il nome Molise, quindi, compare nel Medioevo centrale per identificare una contea di appartenenza della famiglia normanna dei de' Moulins.

Cartina del Contado di Molise

Dinastia dei Conti del Molise , della casata dei de Moulins[modifica | modifica wikitesto]

Conte Guidomondo; Signore normanno del Castrum Molinis (Mortagne-au-Perche);

  • A1. Rodolfo de Moulins (o di Molhouse, de Molinis o Molisio)- Condottiero Normanno 1º Conte di Boiano e del Comitatus Molisii (1053 ca.);
  • B1. Guidmondo figlio di Rodolfo de Moulins - 2º Conte di Boiano e del Comitatus Molisii;
  • C1. Rodolfo II figlio di Guidmondo e Emma d'Eboli - 3º Conte di Boiano e del Comitatus Molisii (1092);
  • D1. Ugo I; 4º Conte di Boiano (1095) - Conte del Molise;

Nel 1130 Ugo I, aveva trasferito la sua dimora, da Bojano ad un borgo poco lontano dove ancora esiste un villaggio chiamato Molise, poi successivamente a Campobasso. Nel 1144 assunse quindi il titolo definitivo di Conte di Molise unificando tutti i titoli conferiti alla famiglia de Molinis .

  • E1. Simone; 2º Conte di Molise;
  • E2. Ugo II (1128-1160); 3º Conte di Molise;
  • G1. Ruggero; 5º Conte di Molise; nel 1170;

La casata dei de Molise finì nel 1326 con la morte di Guglielmo Clarisia de Molisio.

Si era, dunque, formata una entità territoriale unificando le varie contee sotto controllo della Contea di Bojano, che i normanni chiamarono Comitatus Molisii ovvero Contado di Molise, che avrebbe conservato una propria peculiare identità nel corso dei secoli. Il dominio della famiglia si estinse verso la fine del secolo XII. Tale condizione determino anche la fine della Contea che si smembrò in piccoli feudi. Dai Conti del Molise discesero presumibilmente altre casate come i Montagano, i Luparia, i Pietravalle, i Montaquila, i Busso, i Castropignano, i Cantalupo, i Pescolanciano, i Santangelo, i Gambatesa, che si divisero il territorio della contea; i loro nomi derivano dai feudi di provenienza.

Dal 1221 al 1806, dal Contado di Molise alla Provincia di Molise[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Contado di Molise e Contea di Loritello.
Il Molise nel Regno di Napoli nel 1454

L'integrità del contado di Molise, come detto, fu conservata fino al 1221, anno in cui Federico II di Svevia attaccò e conquistò Boiano convocandovi i feudatari e i nobili a lui fedeli. In quell'anno il Molise divenne la sede di un giustizierato (Justitiaratus Molisii), cioè di un distretto di giustizia imperiale, dove l'autorità del re si sovrapponeva a quella dei feudatari. La contea di Molise venne di fatto unita alla Contea di Loritello (attuale Rotello) formando un'unica entità amministrativa e territoriale che però, fu aggregata, prima, alla Terra di Lavoro (corrispondente all'attuale provincia di Caserta ed a parte delle attuali province di Frosinone e di Isernia) e poi, dal 1538, durante la dominazione spagnola, alla Capitanata (corrispondente all'attuale Provincia di Foggia).

La contea di Loritello e il Contado di Molise erano entrambe Normanne i De Molisio e Loritello, che anche dopo la fusione mantennero possedimenti ed il controllo dei rispettivi territori.

Fu questo un periodo di isolamento e di grave crisi economica e sociale, data la presenza sul territorio di numerose bande di briganti.

Castelli e casate del Molise al tempo Contado del Molise 1221 - 1806:

Pos. Comune Nome del Castello Periodo Famiglia
1 Campobasso Castello Monforte XIV secolo Monforte-Gambatesa
2 Castropignano Castello d'Evoli XIV secolo d'Evoli
3 Termoli Castello Svevo XIII secolo nd
4 Civitacampomarano Castello Angioino XIII secolo Alfonso I d'Aragona
5 Monteroduni Castello Pignatelli XIII secolo d'Ardicourt poi Pignatelli
6 Venafro Castello Pandone XIV secolo Pandone
7 Gambatesa Castello di Gambatesa XIV secolo Pietravalle poi De Capua
8 Ferrazzano Castello Carafa di Ferrazzano XIII secolo Carafa

Dal 1806 al 1811, La Provincia di Molise[modifica | modifica wikitesto]

Il Molise nel Regno di Napoli 1811

Di fatto la contea di Molise, nata dalla fusione del Contado del Molise e della Contea di Loriello, ebbe la sua autonomia ufficialmente il 27 settembre 1806, con la legge 132 del 1806 Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l'8 agosto di quell'anno, con Napoleone.

Il Molise divenne per la prima volta una provincia autonoma denominata Provincia di Molise con Campobasso capoluogo e che era suddivisa in tre distretti:

  • Distretto di Campobasso, dal 1806;
  • Distretto di Isernia, dal 1806;
  • Distretto di Larino, istituito nel 1806 come parte della Capitanata e (con mutamenti territoriali) aggregato al Molise nel 1811.

Dal 1811 al 1948[modifica | modifica wikitesto]

Castello Pandone di Venafro

La provincia di Molise ebbe un forte sviluppo grazie alle opere infrastrutturali e alle politiche messe in atto da Gioacchino Murat a partire dal 1811, e con l'annessione di Larino (in provincia di Campobasso) nel 1811 e del circondario di Venafro e di parte della Valle del Volturno nel 1863, assunse i confini simili a quelli della Regione poi istituita.

Dall'epoca del Regno di Napoli il territorio molisano era in realtà compreso in quattro giustizierati diversi: il Contado del Molise, l'Abruzzo Citeriore, la Terra di Lavoro e la Capitanata; ancora oggi è possibile riscontrare differenze dialettali, gastronomiche e folkloriche fra queste quattro aree. Con l'annessione al Regno d'Italia, nella regione scoppiarono molte ribellioni che furono completamente sedate solo alla fine del XIX secolo.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, il territorio attorno a Campobasso fu interessato da duri combattimenti, che si conclusero nel settembre 1943, con lo sbarco degli alleati a Termoli.

Dal 1948 al 1963: Il Molise unito all'Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Abruzzi e Molise e Variazioni territoriali e amministrative di Abruzzi e Molise.

All'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, fu prefigurata la formazione di due distinte regioni: l'Abruzzo e il Molise; tant'è che le due proponende regioni furono fatte votare separatamente già per le elezioni del Senato nel 1948. La decisione finale, però, fu poi procrastinata a data da destinarsi, data che arrivò nel 1963.

Dal 1963 a oggi: La Regione Molise[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963, grazie a una disposizione transitoria che consentì di derogare ai limiti imposti dall'art. 132 della Costituzione italiana, nacque la regione Molise dal territorio della provincia di Campobasso, dal seno di cui fu derivata la nuova provincia di Isernia.

È l'unico caso della storia dell'Italia repubblicana di formazione di una regione per distacco da un'altra.

Il Molise: prospettive future[modifica | modifica wikitesto]

Il XXI secolo si apre in Italia con un periodo di riforme, in particolare relative alla questione federalista: la riforma del Titolo V della Costituzione ha dato il via a una serie di modifiche dei rapporti fra Stato e Regioni più volte al centro del dibattito politico italiano. Una delle conseguenze più immediate è stata la riformulazione delle competenze delegate dallo Stato alle Provincie e alle Regioni, che tuttavia non ha soddisfatto l'opinione pubblica in quanto avrebbe, secondo alcune voci critiche, aumentato esclusivamente i centri di spesa[8][9][10]. Ha dunque suscitato nuovo interesse la proposta formulata già negli anni 90 dalla Fondazione Agnelli relativa a una revisione dell'organizzazione regionale italiana mediante la creazione di macroregioni; proprio le macroregioni sono al centro del Disegno di legge proposto dall'onorevole Morassut[11][12][13][14]: la proposta è quella di ridurre il numero di Regioni (secondo una logica che sembra richiamare le Regioni augustee) in modo da avere entità territoriali omogenee per numero di abitanti.

Secondo questo ddl la Regione Molise (più volte centro dell'attenzione mediatica per una gestione finanziaria non sempre felice e, più in generale, per le sue dimensioni non sempre ritenute adeguate a garantirle lo status di Regione) dovrebbe essere smembrata e suddivisa fra due differenti macroregioni: la Provincia di Campobasso andrebbe a far parte della cosiddetta Regione del Levante, la Provincia di Isernia sarebbe assegnata alla cosiddetta Regione adriatica oppure alla cosiddetta Regione tirrenica. Attualmente, però, il dibattito sul ddl è fermo in Parlamento, e non è facile prevedere se tale riforma andrà in porto o se vi saranno ulteriori aggiustamenti territoriali.

L'origine del toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Differenti teorie esistono sull'origine del toponimo "Molise". Di certa genesi medievale, la denominazione potrebbe derivare, secondo Francesco D'Ovidio, dalla forma aggettivata di mola o molinum, da cui molenses, ovvero abitanti presso la mola o il mulino[15]. Secondo altri, invece, deriverebbe dal nome di un feudo o di un castello o di una antica città sannita (la Melae citata da Livio). Secondo la leggenda, infatti, il primo gastaldo di Bojano, Alczeco, avrebbe edificato il suo castello proprio sulle rovine di Melae[5]. Un'altra ipotesi, ancora, fa risalire il nome Molise all'alterazione dei cognomi "Marchisio" e "de Molisio" presenti in un documento del 1195, dove il conte Corrado di Luzelinart, si firmò "Corradus Marchisium de Molisio". Tale firma avrebbe generato un equivoco: essa, infatti, male interpretata, sarebbe stata intesa come: "Corrado, Marchese del Molise"[5]. Giambattista Masciotta, invece, tenta di individuare una connessione tra il guerriero Alczeco e la famiglia de Molisio definendo una linea di discendenza diretta. Proprio dal cognome de Molisio, secondo la teoria più accreditata, è da farsi risalire l'origine del toponimo. Proveniente dal feudo di Moulins-la-Marche (parte del Ducato di Normandia), questa famiglia ebbe quale capostipite Rodolfo de Molisio[16]. Costui, compagno d'armi di Roberto il Guiscardo, divenne feudatario supportando gli Altavilla nella conquista di alcuni dei territori sanniti che saranno parte del Regno di Sicilia. Studi basati sull'analisi di antichi testi pubblicati nell'Italia Meridionale ed in Europa individuano in Conti de Molisio la genesi di Contado di Molise, proprio in virtù di quella espansione territoriale della contea di Bojano della quale essi furono artefici intorno al XII secolo. Tale teoria, inoltre, è avvalorata dal fatto che l'impiego dei cognomi veri e propri entra in uso, per l'appunto, in questo periodo[5].

I terremoti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il più antico resto umano d'Italia, unife.it.
  2. ^ L'Italia romana delle Regiones. Regio IV Sabina et Samnium in "Il Mondo dell'Archeologia", su www.treccani.it. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  3. ^ Gregorio Grimaldi, Istoria delle leggi e magistrati del regno di Napoli, vol. 1, Napoli, 1749, pagine 131-132. URL consultato il 2 agosto 2010. ISBN non esistente
  4. ^ Angelo Fumagalli, Delle antichità Longobardico-Milanesi, vol. 1, Milano, Imperial Monistero di S. Ambrogio Maggiore, 1792, p. 43. URL consultato il 2 agosto 2010. ISBN non esistente
  5. ^ a b c d Regione Molise, ComuniWeb.it. URL consultato il 2 agosto 2010.
  6. ^ Mandra in Puglia, nella regione di Troia. Storia della Sicilia sotto Guglielmo il Buono, Isidoro La Lumia (1867)
  7. ^ I Conti normanni di Molise
  8. ^ Sergio RizzoGian Antonio Stella, Privilegi, sprechi e bilanci colabrodo Tutte le (folli) spese delle Regioni, in Corriere della Sera. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  9. ^ Le regioni e i costi della politica. La mappa degli sprechi e come risparmiare 600 milioni, in QuiFinanza, 4 novembre 2011. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  10. ^ Regioni tra sprechi e tagli rinviati: ecco chi spende di più | Infonodo, su www.infonodo.org. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  11. ^ Fabio Salamida, Ridurre le regioni da 20 a 12: la proposta di Morassut, su www.ilquotidianoitaliano.com. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  12. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Lavori - Progetti di legge - Scheda del progetto di legge, su www.camera.it. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  13. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Lavori - Progetti di legge - Scheda del progetto di legge, su www.camera.it. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  14. ^ Le Regioni italiane secondo il Disegno di Legge Morassut – Ranucci, massacomune.it, 27 ottobre 2015. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  15. ^ Vincenzo Eduardo Gasdía, Storia di Campobasso, vol. 1, Verona, Linotipia veronese Ghidini e Fiorini, 1960, p. 306. ISBN non esistente
  16. ^ Giovanni Brancaccio, Il Molise medievale e moderno: storia di uno spazio regionale, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2005, p. 40, ISBN 978-88-495-1163-5.