Pomigliano d'Arco

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Pomigliano d'Arco
comune
Pomigliano d'Arco – Stemma
Pomigliano d'Arco – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Raffaele Russo (Lista Civica) dal 13/04/2010
Territorio
Coordinate 40°55′00″N 14°24′00″E / 40.916667°N 14.4°E40.916667; 14.4 (Pomigliano d'Arco)Coordinate: 40°55′00″N 14°24′00″E / 40.916667°N 14.4°E40.916667; 14.4 (Pomigliano d'Arco)
Altitudine 33 m s.l.m.
Superficie 11,44 km²
Abitanti 39 813[1] (30-09-2012)
Densità 3 480,16 ab./km²
Frazioni Castello, Ciccarelli, Cutinelli, Feudo, Fornaro, Guadagni, Masseria Guadagni, Papaccio, Pratola, Tavolone
Comuni confinanti Acerra, Casalnuovo di Napoli, Castello di Cisterna, Sant'Anastasia, Somma Vesuviana
Altre informazioni
Cod. postale 80038
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063057
Cod. catastale G812
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti pomiglianesi
Patrono san Felice
Giorno festivo 14 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pomigliano d'Arco
Posizione del comune di Pomigliano d'Arco nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Pomigliano d'Arco nella provincia di Napoli
Sito istituzionale
Scorcio da un tetto.

Pomigliano d'Arco è un comune italiano di 39.813 abitanti della provincia di Napoli in Campania.

È noto per il suo polo industriale tra i più grandi ed influenti del sud Italia. Nell'area industriale è presente, tra gli altri, lo stabilimento Gian Battista Vico di Fiat Chrysler Automobiles, il centro Elasis (sempre Fiat), lo stabilimento dell'Alenia Aermacchi e quello dell'Avio. La città è nota anche per aver ospitato negli anni sessanta il primo aeroporto della Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Pomigliano d'Arco è posizionata 12 km a est di Napoli[2] e a nord del Vesuvio, si estende su un territorio del tutto pianeggiante e fertile. Fa parte del territorio comunale anche la Masseria Cutinelli, un'exclave posta all'interno del comune di Sant'Anastasia. La città presenta una zona storica ed una zona più nuova sviluppatasi negli anni sessanta e settanta in conseguenza della forte attrattiva che suscitava il polo industriale, che si andava in quegli anni completando.

Scorcio di Via Libertà, nei pressi della sede del comando di Polizia Locale e della Protezione Civile di Pomigliano d'Arco

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è molto umido, a causa del terreno su cui è insediata la città, che un tempo accoglieva paludi e acquitrini. La zona è spesso battuta dai venti che arrivano dall'appennino e dalle gole dell'avellinese. La stazione meteorologica più vicina è quella di Napoli Capodichino.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Napoli Capodichino.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • La Chiesa Del Carmine, sita in Piazza Municipio, è insieme alla chiesa di San Felice, una delle principali del paese. All'interno racchiude preziose testimonianze della storia della zona: vi sono presenti una figura lignea raffigurante La Madonna del Parto, molto cara ai pomiglianesi, e una tela de La Madonna della Cintola col Bambino risalente al XVI secolo. La chiesa era parte di un convento poi adibito a sede comunale
  • La Chiesa di San Felice in Pincis è la chiesa principale di Pomigliano d'Arco, dedicata al santo patrono. Si trova nel centro storico, sul corso principale. La chiesa ospita alcune opere importanti: l'affresco più antico è del cinquecento. È dotata di campanile, posto dietro alla cupola principale, antichissimo (del XV secolo), costruito in tufo e pietra locale.[3]
Taverna d' o Passo - Stato Attuale

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Le Taverne: nel XVIII secolo, con lo svilupparsi dell'abitato, il paese assume sempre più importanza per i mercanti di passaggio. Le taverne sorgevano nel centro cittadino ed erano delle locande, alcune adibite a dogana locale per chi proseguiva per Napoli o Acerra. La più importante è stata la Taverna d'o Passo che è possibile riconoscere in Piazzetta Garibaldi, con 7 archi a tutto sesto (di cui due ciechi) e alcuni elementi barocchi.[4]
  • Palazzo del Municipio, situato nell'omonima piazza, era in origine un Convento collegato alla chiesa del Carmine.
  • Il Palazzo Baronale, situato in Piazza Municipio, fu ricostruito a metà del Seicento da Diomede Carafa, feudatario del casale a causa di un violento incendio. Nel 1735 Carlo III di Borbone, durante un viaggio verso Nola, vi soggiornò alcuni giorni. A memoria di tale episodio, nel centro del paese, in Piazza Mercato, fu eretto un piccolo monumento costituito da una colonna di marmo sormontata da una scultura raffigurante un cesto con alcuni pomi.[5] Nei secoli successivi la colonna con i pomi fu inserita anche nello stemma comunale. È sede del Comando di Polizia Locale e della Protezione Civile di Pomigliano d'Arco.
  • La torre dell'orologio, situata lungo il Corso Vittorio Emanuele, faceva parte di un palazzo con chiesa annessa risalente alla fine del Settecento. Tale chiesa, realizzata probabilmente per un voto a San Rocco, sembra non esser mai stata consacrata. Nel 1844 fu abbattuta la parte del palazzo che costituiva la chiesa ed al suo posto fu costruita l'attuale torre. In tale occasione sulla nuova facciata fu posto l'orologio rimosso dalla Chiesa di San Felice. Fino a tutta la metà del ventesimo secolo la struttura fu adibita a forno pubblico. La Torre dell'orologio è la sede della Biblioteca Comunale.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Parco Pubblico

Il parco pubblico "Papa Giovanni Paolo II" di Pomigliano d'Arco è tra i più estesi del sud-Italia, con i suoi circa 67.000 m². Nel passato, per lungo tempo, il suo territorio è stato luogo di deposito di rifiuti, ma dopo 4 anni circa di lavori è stato adibito a parco pubblico per ospitare manifestazioni ed eventi, anche di provata importanza come il "Pomigliano Jazz Festival". Facilmente raggiungibile, grazie alla vicinanza degli svincoli di autostrade e statali, nonché grazie all'ottima posizione nel centro della città, il parco pubblico è diventato ben presto punto di riferimento non solo per la stessa città di Pomigliano d'Arco ma anche per le cittadine limitrofe che hanno trovato in questa struttura un punto di ritrovo. All'interno del parco pubblico vi sono prati, panchine, giardini a tema, percorsi ginnici, parco giochi per bimbi ed anche un ampio palco per le manifestazioni. Nel 2003 il Parco è entrato a far parte dell'"Archivio Europeo degli Spazi Pubblici Urbani". Nel 2005 il Parco è stato intitolato a "Papa Giovanni Paolo II".

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2007 a Pomigliano d'Arco risultano residenti 454 cittadini stranieri, pari all'1,16% della popolazione del comune. Le nazionalità più numerose sono:[7]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

La città ha ospitato per anni, nella prestigiosa sede di Palazzo dell'Orologio, la sede didattica del corso di laurea in Turismo per i beni culturali dell'Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, appartenente alla classe 39 (Scienze del turismo) e afferente alla facoltà di Lettere.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il museo della Memoria è stato inaugurato nell'Aprile 2004 ed è situato nell'antico rifugio antiaereo di Piazza Mercato.

Un'introvabile immagine di Vincenzo Pirozzi.

Intitolato a Vincenzo Pirozzi, martire delle Fosse Ardeatine, è diviso in due aree complessivamente di 600 metri. Proprio una di queste aree è destinata alle gallerie per mostre e testimonianze sulla resistenza rese tramite video, foto, documenti in vere e proprie manifestazioni; l'altra area del museo è destinata a conferenze e manifestazioni di carattere multimediale e generale ed è sede di una biblioteca.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Pomigliano Jazz Festival - Edizione 2005
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pomigliano Jazz Festival.
  • Ogni anno, dal 1996 in estate si svolge un festival jazz di respiro internazionale, il Pomigliano Jazz Festival nel parco pubblico "Giovanni Paolo II". Le prime quindici edizioni del Pomigliano Jazz Festival si sono tenute a luglio, dalla sedicesima (2011) a settembre.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zezi.
  • Nel 1975 a Pomigliano d'Arco si formò il gruppo musicale Zezi Gruppo Operaio. Il gruppo musicale, ancora in attività, ha visto l'avvicendamento di più di duecento musicisti intorno allo zoccolo duro dei fondatori (Angelo e Antonio de Falco, Pasquale Terracciano, Massimo Mollo, Matteo D'Onofrio e Marcello Colasurdo).
  • Pomigliano Danza: unica scuola comunale di danza in tutto il Sud Italia, la Pomigliano Danza ha come obiettivi la valorizzazione e la promozione dell'arte e della cultura della danza in tutte le sue espressioni. L'Associazione è stata costituita dal Comune di Pomigliano d'Arco nel 2004 ed ha in gestione la Scuola Comunale di Danza che ha i suoi locali in via Carmine Guadagno. Pomigliano Danza organizza corsi, seminari di studio, progetti di formazione professionale, incontri ed eventi.

Persone legate a Pomigliano d'Arco[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo del sistema locale di produzione di Pomigliano è concentrato fondamentalmente su due settori industriali: il settore aeronautico e il settore automobilistico.

Industria[modifica | modifica sorgente]

  • Alfa Romeo Avio: nel 1938 l'Istituto per la Ricostruzione Industriale incaricò l'Alfa Romeo di fondare nel Sud un Centro Industriale Aeronautico. La scelta ricadde su Pomigliano d'Arco. Lì avrebbero dovuto sorgere tre centri di produzione: motori, strutture complete, leghe leggere e, in più, un aeroporto. In un primo tempo, per vari motivi fu completato solo il primo centro, quando l'Italia si preparava ad entrare in guerra. Si trattava del complesso industriale tra i più grandi e moderni in Europa. Questo centro industriale a Pomigliano d'Arco consentì di dare una risposta ai notevoli problemi sociali. Fu attuata una politica di garanzia per i lavoratori: per i dipendenti locali dell'Alfa Romeo, furono costruite circa cinquecento abitazioni in un rione chiamato, non a caso, Palazzine. Per i dipendenti non locali invece, fu costruito invece un albergo di circa settecento posti; vennero costruiti anche altri edifici ubicati intorno al Centro e ci fu così una grossa urbanizzazione. Grazie all'opera dell'ingegnere Ugo Gobbato si diede vita ad un Centro Aeronautico tecnologicamente all'avanguardia, in grado di produrre motori per l'epoca tecnologicamente molto evoluti. Nel 1942 ebbe inizio la produzione della serie di motori Daimler, tra i più usati dalle società tedesche. Nel 1943 il complesso aeronautico venne ultimato con gli altri due centri. Poco dopo, due bombardamenti distrussero la città insieme allo stabilimento Alfa Romeo. La produzione dei motori di aeroplani ricominciò soltanto nel 1952, quando venne completata la ricostruzione della città e dello stabilimento. È a partire da quegli anni che l'Alfa Romeo iniziò le sue accreditate associazioni con i più qualificati gruppi della motoristica aeronautica.
  • Aerfer: nel frattempo Finmeccanica aveva fondato, in una parte del Centro Aeronautico, le "Officine di Costruzioni Aeronautiche e Ferroviarie Aerfer". Inizialmente si realizzarono veicoli ferroviari e autofilotranviari. Tuttavia l'Aerfer operò per la produzione su commessa di parti di aviogetti da combattimento per l'aeronautica statunitense e della NATO. Proprio dall'esperienza di costruzione di queste parti, a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta, lo stabilimento di Pomigliano cominciò ad essere sede dello sviluppo e della realizzazione di nuovi prototipi da caccia leggeri, i cui progetti erano stati sostenuti finanziariamente dagli USA. Dieci anni dopo, Aerfer inizia la sua collaborazione con la società americana di Long Beach. La collaborazione con queste società imponeva ad Aerfer un miglioramento delle competenze progettuali tecnologicamente produttive, che tuttora costituiscono un patrimonio cognitivo radicato di grande valore per l'impresa. Proprio in questi anni l'aeroporto di Pomigliano lasciò il posto alla tipica fabbrica fordista che si fonda su processi scientifici di divisione del lavoro, meccanizzati grazie alla divisione spinta del lavoro e alla meccanizzazione, sull'uso di manodopera non specializzata.
  • Aeritalia: nel 1969 Aerfer si fuse con la sezione aeronautica della FIAT per dare vita ad Aeritalia. Negli anni settanta Aeritalia firmò un accordo con l'azienda Boeing per lo studio congiunto di un velivolo di linea ad atterraggio e decollo corti. Successivamente modificò la propria struttura organizzativa e nel 1978 si sviluppò la collaborazione tra Aeritalia e Boeing per il programma 767 che verrà poi prodotto agli inizi del successivo decennio.
  • Alenia Aeronautica: l'Alenia si formò con l'unione di Aeritalia e Selenia ed Alfa Romeo Avio cambiò in Fiat Avio. Entrambi sono importanti per la produzione di veicoli aeronautici.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco.
  • Alfa Romeo - Fiat: lo stabilimento per la fabbricazione di automobili fu realizzato in tempi molto rapidi e già agli inizi degli anni settanta il modello dell'Alfasud fu presentato al Salone dell'automobile di Torino. La commercializzazione delle prime serie diede enormi frutti; infatti le vendite in quegli anni ammontarono a circa settantamila veicoli. Nel 1986 Finmeccanica fu costretta a vendere le quote Alfa Romeo a Fiat per motivi finanziari. Lo stabilimento Fiat-Alfa Romeo è ricordato per la produzione dei modelli Alfa 33, 155, 145, 146, 147, 156 e 159 nonché l'Alfa Romeo GT e tuttora continua ad avere successo in campo nazionale ed internazionale.
  • Elasis è il centro di ricerca Fiat del mezzogiorno. Nato nel 1988 a Pomigliano d'Arco, sul sedime del vecchio aeroporto ormai chiuso, nel giro di pochi anni è diventata una delle realtà tecnico-scientifiche di riferimento della ricerca e sviluppo nel settore Automotive ed una delle più importanti società europee di ingegneria avanzata. Prevede un organico di circa 800 addetti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Via Nazionale Delle Puglie - Strada principale per Pomigliano d'Arco, provenienza Casalnuovo di Napoli

Attraversa tutto il territorio comunale dalla frazione Tavernanova di Casalnuovo di Napoli fino a Castello di Cisterna.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Pomigliano d'Arco, Stazione di Pratola Ponte e Diramazione Pomigliano d'Arco-Acerra.
Statua di San Felice, patrono di Pomigliano d'Arco

Pomigliano; storia e uomini illustri[modifica | modifica sorgente]

Salvatore Cantone, il massimo storico di Pomigliano d'Arco, nei suoi Cenni Storici[8] fa risalire l'origine del paese all'età romana, allorquando Q. Fabio Labeone, spedito sul luogo dal senato romano, quale arbitro in una controversia di confini tra Napoli e Nola, devolse alla repubblica il territorio conteso, che per questo divenne Campo Romano. A guardia di esso, Roma pose dei coloni, tra i quali erano i Pomilii, a cui certo si deve il nome Pomigliano. Il Cantone, dunque, come del resto già Vittorio Imbriani, esclude che il nome Pomigliano sia di matrice spagnola (dall'unione di pomi e llano, pianura dei pomi), come pure suggerisce lo stemma, giacché il paese è più antico della dominazione spagnola. L'altra metà del nome, d'Arco, allude alla collocazione del paese rispetto agli archi dell'acquedotto Claudio, che portava da Serino a Baia Piscina Mirabile, immenso serbatoio d'acqua per i bisogni della flotta romana. Con le espressioni intus arcora e foris arcora, infatti si era soliti collocare le località ai piedi del Monte Somma, alludendo evidentemente al fatto che esse fossero di qua o al di là dell'acquedotto suddetto. Con la diffusione del cristianesimo i padri si raccolsero intorno ad una chiesa dedicata a San Felice, circondando il borgo di mura e baluardi, ancora visibili sulla fine del 1700. Fuori il circuito delle mura fu eretta poi un'altra chiesa, quella della Santa Croce, affidata ai padri greci di San Basilio; intorno ad essa sorse un altro gruppetto di case che andò a costituire il borgo Santa Croce. Con l'introduzione, nell'Alto Medioevo, del regime feudale, Pomigliano fu anch'esso costituito in feudo. Nel feudo il barone aveva suoi ufficiali per l'esazione dei suoi diritti. Il suo rappresentante maggiore era il governatore, che risiedeva nel castello o palazzo baronale, in piazza del Mercato. Il Cantone, con uno sforzo titanico, ricostruiva nei suoi Cenni Storici l'elenco dei vari signori che si susseguirono, accompagnando i singoli talvolta di aneddoti curiosi e simpatici; così ricorda le conseguenze che la città patì per mano dei francesi di Carlo VIII (ben trecento pomiglianesi furono massacrati in modo orrendo), nonché le numerose eruzioni vesuviane, come quella del 1631, che gravi danni arrecò alle strade e all'acquedotto (detto del Carmignano). Ma pure lo storico annota la visita a Pomigliano del re Carlo di Borbone, che nel gennaio del 1735 si fermò a pranzo in città con tutto il suo seguito, per proseguire poi verso Nola. L'avvento dei Giacobini, al quale i pomiglianesi si opposero fieramente, lasciò lutti e incendi, malgrado la fine della fase feudale. Nel 1836 il paese fu quindi decimato da un'epidemia di colera; le salme furono inumate parte nel cimitero di Napoli, parte in quello di Afragola. Per codesto motivo si stabilì di realizzare a Pomigliano un cimitero, alla cui costruzione fa cenno Paolo Emilio Imbriani in memorabili versi endecasillabi:

“Nella solinga

ed ascòndita via che dalle rose,

dilettanza di vergini si noma,

levasi a manca, ahi, delle rose invece

il funereo cipresso; e il cimitero

adombra. Io riposarmi ebbi in costume

sotto il rezzo de' pampini e de' pioppi,

quando affannato in giovanili corse

dal cammino avea requie

 e pace avrommi io là, negata

altrove"

La restaurazione post-napoleonica, decisa dal Congresso di Vienna, riportando sul trono i deposti sovrani, divenne sinonimo di reazione. Nelle Due Sicilie i Borbone si abbandonarono a repressione e vendetta; non restava che la cospirazione nell'ambito delle società segrete, da qui si originarono i moti del '20-'21 e del '48. A questi ultimi eventi prese parte anche Carlo Poerio, che, però, tradito da un nostro compaesano, Mauro Colella, finì per essere tratto in arresto. In quei concitati momenti anche parecchi patrioti pomiglianesi furono arrestati, tra questi era il dottore Carmine Guadagno, che non riuscì a sopravvivere alla prigionia.

L'impresa dei Mille, infine, segnò la fine delle Due Sicilie. Una ristretta classe dirigente (Destra e Sinistra Storica) di origine aristocratico-borghese si accollò il difficile compito di traghettare il paese verso l'effettiva unità nazionale. Un importante contributo alla vita politica del tempo recarono le due massime glorie del tempo: Felice Toscano e Vittorio Imbriani. Il Toscano era nato a Pomigliano d'Arco nel 1819; nelle sue vene scorreva sangue carbonaro: sua madre, infatti, Maria Giuseppa Guadagno era sorella del celebre patriota Carmine Guadagno. Compì i suoi studi nel seminario di Nola al tempo del suo massimo splendore; poi, a Napoli, frequentò la scuola del filoso Luigi Palmieri, concludendo infine la sua formazione nella Reale Università di Napoli. Nella Capitale aprì uno studio privato di filosofia che in breve fu tra i più rinomati e affollati. Attese nel frattempo alla pubblicazione dei suoi scritti , tra i quali meritano di essere ricordati: un “Corso elementare di filosofia” e un “Corso di filosofia del diritto”. Con l'unità d'Italia, il Toscano fu nominato prima professore di filosofia del prestigioso Liceo-Ginnasio “Vittorio Emanuele II” di Napoli, poi docente pareggiato di Filosofia del diritto nell'Ateneo napoletano. Infine fu nominato Preside nel liceo di Campobasso, ma per ragioni di salute rinunziò all'incarico e all'insegnamento statale. Riversò piuttosto le sue energie nell'agone politico, esercitando il mandato di Sindaco della città di Pomigliano. Le sue vicende, allora, si intrecciano con quelle di Vittorio Imbriani, napoletano di nascita, figlio di P.Emilio e Carlotta Poerio (sorella del poeta Alessandro e del patriota Carlo). Nel 1849 seguì suo padre in esilio a Genova; qualche mese dopo la famiglia si trasferì prima a Nizza, poi riparò a Torino ove v'erano altri esuli, tra cui Francesco De Sanctis e Bertrado Spaventa. Vittorio frequentò le lezioni del De Sanctis al Politecnico di Zurigo, poi si trasferì a Berlino, per perfezionarsi negli studi filosofici; da qui però si allontanò per evitare di essere sottoposto a processo per aver partecipato ad alcuni duelli di pistola (nell'ultimo dei quali riportò una grave ferita), riparando a Parigi, ove si affiliò alla Massoneria. Frattanto fu nominato docente di letteratura tedesca presso l'Università di Napoli, alternando l'attività di saggista a quella di giornalista. Allo scoppio della Terza Guerra d'indipendenza si arruolò, ma venne fatto prigioniero a Bezzecca dagli Austriaci. Circolarono sui giornali voci della sua morte. Al ritorno a Napoli si rituffò nell'attività di scrittore, nelle polemiche e nei duelli. Nel 1872 si stabilì a Pomigliano in una proprietà (in Via Pigna) di sua nonna paterna (Caterina De Falco); qui fu nominato Sindaco (ma si dimise dopo pochi mesi) e consigliere provinciale. A Milano sposò Gigia Rosnati, da cui nacquero Paolo E. II e Carlotta che perirono entro pochi mesi dalla nascita. Fu nominato professore di Estetica, ma non poté mai salire in cattedra perché ammalatosi di atassia locomotrice. Continuò, pur tra atroci sofferenze, a studiare e a scrivere. Morì il primo gennaio 1886. I suoi resti mortali e quelli di tutti i suoi familiari riposano nel cimitero vecchio di Pomigliano d'Arco, e precisamente nella cappella gentilizia di famiglia, oggi monumento nazionale per decreto del Presidente della Repubblica.

Felice Toscano
Un particolare della splendida Chiesa di San Felice

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Pomigliano sono presenti una piscina comunale, un campo da Rugby, un palazzetto dello sport e tre centri sportivi.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Un incontro casalingo del Pomigliano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Sportiva Dilettantistica Calcio Pomigliano.

L'Associazione Sportiva Pomigliano è la maggiore società calcistica di Pomigliano d'Arco. Nella stagione 2011/2012 ha militato, per il decimo anno consecutivo, nella Serie D finendo al 3º posto nel Girone G.

Lo Stadio che ospita gli avvenimenti calcistici della squadra è l'Ugo Gobbato, che ha una capienza di poco più di duemila spettatori.

Calcio a 5 o Futsal[modifica | modifica sorgente]

A Pomigliano militano due squadre di calcio a 5: lo Sparta Pomigliano e il Futsal Pomigliano. Nella stagione 2012/13 i biancorossi dello Sparta Pomigliano disputano la categoria C1, il massimo campionato regionale, mentre i bianco blu del Futsal Pomigliano militano nel girone B della categoria C2. Il campo di gioco è il Palazzetto dello Sport in via San Pietro nella zona di Paciano, che ha una capienza di circa duecentocinquanta spettatori.

Podistica[modifica | modifica sorgente]

Consolidata, ormai a Pomigliano la nuova società ASD podistica Pomigliano, maggiore società di atletica della Città. Opera da anni sul territorio con diverse attività rivolte soprattutto agli amici meno fortunati e con le diverse associazioni presenti in città. Famosa ormai la gara di atletica che si svolge la seconda domenica di dicembre "TELETHON RUN", che vede impegnati centinaia di atleti provenienti dalle diverse parti della regione Campania, per raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica.

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Le partite delle squadre locali di Rugby vengono svolte allo stadio di Rugby Giovanni Leone.

Nuoto[modifica | modifica sorgente]

Si affaccia alla ribalta anche il movimento del Pomigliano Nuoto Master, con la società ASD Pomigliano SC che ha conseguito ottimi risultati nel corso della stagione agonistica 2007/2008.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti nel territorio anche diversi altri sport: relativamente diffusi si dimostrano nella cittadina anche il basket e la pallavolo.

Personalità sportive legate a Pomigliano d'Arco[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Pomigliano d'Arco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 30 settembre 2012
  2. ^ Geografia e territorio
  3. ^ tutte le informazioni prese da http://www.piazzacomune.it/Default.asp?Id=952
  4. ^ informazioni prese da http://www.piazzacomune.it/Default.asp?Id=1928
  5. ^ Pare che per allietare il soggiorno del sovrano la popolazione gli portasse in dono numerose ceste piene di frutta
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dati Istat - Popolazione straniera residente all'1/1/2008
  8. ^ S. Cantone, Cenni Storici di Pomigliano d'Arco, Nola, A. Gallina ed., 1923

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]