Elezioni politiche italiane del 1963

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Elezioni politiche italiane 1963
Stato Italia Italia
Data 28 aprile 1963
Legislatura IV Legislatura
Moro.jpg Palmiro Togliatti.jpg Pietro Nenni2.jpg
Leader Aldo
Moro
[1]
Palmiro
Togliatti
[2]
Pietro
Nenni
[3]
Partito Democrazia
Cristiana
Partito Comunista Italiano Partito Socialista Italiano
Voti 11.773.182[4][5]
38,28 %
7.767.601[4][5]
25,26 %
4.255.836[4][5]
13,84 %
Seggi
260 / 630
(Camera)
126 / 315
166 / 630
(Camera)
78 / 315
87 / 630
(Camera)
44 / 315
Differenza % Red Arrow Down.svg4,08 Green Arrow Up.svg2,58 Red Arrow Down.svg0,39
Differenza seggi Green Arrow Up.svg10[6] Green Arrow Up.svg45[6] Green Arrow Up.svg12[6]
Elezioni Camera 1963 Comuni.png
Presidente del Consiglio uscente
Amintore Fanfani (DC)
Left arrow.svg 1958 1968 Right arrow.svg

Le elezioni politiche italiane del 1963 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 28 aprile 1963.

In questa elezione entrò in vigore la legge di revisione costituzionale n°2 del 9 febbraio 1963 con cui si modificò il numero di seggi da assegnare alle Camere, eliminando peraltro il rapporto con il numero di abitanti previsto nel 1948[7].

Si registrarono una crescita del PCI ed una stasi del PSI, accompagnate da una lieve crescita del PSDI ed un insuccesso del PRI, insieme ad un'avanzata del PLI dovuta all'afflusso di voti dai monarchici, lacerati da un tribolato periodo di scissioni e ricomposizioni, senza dimenticare alcuni suffragi che giunsero dai contrari alla formula del centrosinistra.

Indice

Sistema di voto [modifica]

Le elezioni politiche del 1963 si tennero con il sistema di voto introdotto con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, dopo essere stato approvato dalla Consulta Nazionale il 23 febbraio 1946. Concepito per gestire le elezioni dell'Assemblea Costituente previste per il successivo 2 giugno, il sistema fu poi recepito come normativa elettorale per la Camera dei deputati con la legge n. 6 del 20 gennaio 1948. Per quanto riguarda il Senato della Repubblica, i criteri di elezione vennero stabiliti con la legge n. 29 del 6 febbraio 1948 la quale, rispetto a quella per la Camera, conteneva alcuni piccoli correttivi in senso maggioritario, pur mantenendosi anch'essa in un quadro largamente proporzionale.

Secondo la suddetta legge del 1946, i partiti presentavano in ogni circoscrizione una lista di candidati. L'assegnazione di seggi alle liste circoscrizionali avveniva con un sistema proporzionale utilizzando il metodo dei divisori con quoziente Imperiali; determinato il numero di seggi guadagnati da ciascuna lista, venivano proclamati eletti i candidati che, all'interno della stessa, avessero ottenuto il maggior numero di preferenze da parte degli elettori, i quali potevano esprimere il loro gradimento per un massimo di quattro candidati.

I seggi e i voti residuati a questa prima fase venivano raggruppati poi nel collegio unico nazionale, all'interno del quale gli scranni venivano assegnati sempre col metodo dei divisori, ma utilizzando ora il quoziente Hare naturale ed esaurendo il calcolo tramite il metodo dei più alti resti.

Differentemente dalla Camera, la legge elettorale del Senato si articolava su base regionale, seguendo il dettato costituzionale (art.57). Ogni Regione era suddivisa in tanti collegi uninominali quanti erano i seggi ad essa assegnati. All'interno di ciascun collegio, veniva eletto il candidato che avesse raggiunto il quorum del 65% delle preferenze: tale soglia, oggettivamente di difficilissimo conseguimento, tradiva l'impianto proporzionale su cui era concepito anche il sistema elettorale della Camera Alta. Qualora, come normalmente avveniva, nessun candidato avesse conseguito l'elezione, i voti di tutti i candidati venivano raggruppati in liste di partito a livello regionale, dove i seggi venivano allocati utilizzando il metodo D'Hont delle maggiori medie statistiche e quindi, all'interno di ciascuna lista, venivano dichiarati eletti i candidati con le migliori percentuali di preferenza.

Circoscrizioni [modifica]

Il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 32 circoscrizioni plurinominali ed al Senato della Repubblica in 19 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.

Camera dei deputati [modifica]

Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti:

  1. Torino (Torino, Novara, Vercelli);
  2. Cuneo (Cuneo, Alessandria, Asti);
  3. Genova (Genova, Imperia, La Spezia, Savona);
  4. Milano (Milano, Pavia);
  5. Como (Como, Sondrio, Varese);
  6. Brescia (Brescia, Bergamo);
  7. Mantova (Mantova, Cremona);
  8. Trento (Trento, Bolzano);
  9. Verona (Verona, Padova, Vicenza, Rovigo);
  10. Venezia (Venezia, Treviso);
  11. Udine (Udine, Belluno, Gorizia);
  12. Bologna (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì);
  13. Parma (Parma, Modena, Piacenza, Reggio Emilia);
  14. Firenze (Firenze, Pistoia);
  15. Pisa (Pisa, Livorno, Lucca, Massa e Carrara);
  16. Siena (Siena, Arezzo, Grosseto);
  17. Ancona (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno);
  18. Perugia (Perugia, Terni, Rieti);
  19. Roma (Roma, Viterbo, Latina, Frosinone);
  20. L'Aquila (Aquila, Pescara, Chieti, Teramo);
  21. Campobasso (Campobasso;
  22. Napoli (Napoli, Caserta);
  23. Benevento (Benevento, Avellino, Salerno);
  24. Bari (Bari, Foggia);
  25. Lecce (Lecce, Brindisi, Taranto);
  26. Potenza (Potenza, Matera);
  27. Catanzaro (Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria);
  28. Catania (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna);
  29. Palermo (Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta);
  30. Cagliari (Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano);
  31. Valle d'Aosta (Aosta);
  32. Trieste (Trieste).

Senato della Repubblica [modifica]

Le circoscrizioni del Senato della Repubblica furono invece le seguenti:

  1. Piemonte;
  2. Valle D'Aosta;
  3. Lombardia;
  4. Trentino-Alto Adige;
  5. Veneto;
  6. Friuli-Venezia Giulia;
  7. Liguria;
  8. Emilia-Romagna;
  9. Toscana;
  10. Umbria;
  11. Marche;
  12. Lazio;
  13. Abruzzi e Molise;
  14. Campania;
  15. Puglia;
  16. Basilicata;
  17. Calabria;
  18. Sicilia;
  19. Sardegna.

Principali partiti [modifica]

Partito Collocazione Ideologia Segretario
Democrazia Cristiana Centro Cristianesimo democratico, Centrismo, Popolarismo, Antifascismo, Anticomunismo Aldo Moro
Partito Comunista Italiano Sinistra Comunismo,Marxismo-Leninismo Palmiro Togliatti
Partito Socialista Italiano Centro-sinistra Socialdemocrazia, Socialismo liberale, Liberalismo sociale Pietro Nenni
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Destra Neofascismo, Nazionalismo, Anticomunismo Arturo Michelini
Partito Socialista Democratico Italiano Centro-sinistra Socialdemocrazia, Atlantismo Giuseppe Saragat
Partito Liberale Italiano Centro-destra Liberalismo, Liberismo, Anticomunismo Giovanni Malagodi
Partito Monarchico Popolare Centro-destra Monarchismo, Conservatorismo, Cristianesimo democratico Achille Lauro
Partito Nazionale Monarchico Destra Monarchismo, Conservatorismo nazionale, Anticomunismo Alfredo Covelli

Campagna elettorale [modifica]

Risultati [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grafico delle elezioni politiche italiane.

Camera dei deputati [modifica]

Distribuzione geografica del voto 1963 per la Camera.
totale percentuale (%)
Elettori 34.199.184  
Votanti 31.766.009 92,89 (su n. elettori)
Voti validi 30.752.871 96,81 (su n. votanti)
Voti non validi 1.013.138 3,19 (su n. votanti)
di cui schede bianche 571.961 1,8 (su n. votanti)
Partiti voti voti (%) seggi
Democrazia Cristiana 11.773.182 38,28 260
Partito Comunista Italiano 7.767.601 25,26 166
Partito Socialista Italiano 4.255.836 13,84 87
Partito Liberale Italiano 2.144.270 6,97 39
Partito Socialista Democratico Italiano 1.876.271 6,10 33
Movimento Sociale Italiano 1.570.282 5,11 27
Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica 536.948 1,75 8
Partito Repubblicano Italiano 420.213 1,37 6
Partito Popolare Sudtirolese 135.457 0,44 3
Conc. Unità Rurale 92.209 0,30 0
Papi 87.655 0,29 0
Union Valdôtaine 31.844 0,10 1
Fronte Rinascita Nazionale 19.902 0,06 0
Movimento Politico Cattolico Italiano 7.220 0,02 0
Partito Socialista Cristiano 6.873 0,02 0
Partito Monarchico Nazionale 6.472 0,02 0
Lista Unitaria Slovenska 5.679 0,02 0
Movimento Indipendentista T.L.T. 4.261 0,01 0
Unione Nazionale Salute Pubblica 2.926 0,01 0
Movimento Colt. e Sal. 2.685 0,01 0
Rinnovamento Sociale 1.750 0,01 0
Movimento Popolare Italiano 1.621 0,01 0
Altri 1.714 0,00 0
Totale 30.752.871[8] 100,00 630

Senato della Repubblica [modifica]

totale percentuale (%)
Elettori 31.011.042  
Votanti 28.868.795 93,09 (su n. elettori)
Voti validi 27.469.175 95,15 (su n. votanti)
Voti non validi 1.399.620 4,85 (su n. votanti)
di cui schede bianche 870.656 3,02 (su n. votanti)
Partiti voti voti (%) seggi
Democrazia Cristiana 9.579.158 34,87 126
Partito Comunista Italiano 6.461.616 23,52 78
Partito Socialista Italiano 3.849.440 14,01 44
Partito Liberale Italiano 2.065.887 7,52 19
Partito Socialista Democratico Italiano 1.743.837 6,35 14
Movimento Sociale Italiano 1.414.754 5,15 14
Democrazia Cristiana-Partito Repubblicano Italiano[9] 638.699 2,33 7
Partito Comunista Italiano-Indipendenti[10] 502.938 1,83 7
Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica 429.339 1,56 2
Movimento Sociale Italiano-Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica[11] 260.336 0,95 1
Partito Repubblicano Italiano 231.559 0,84 0
Partito Popolare Sudtirolese 112.023 0,41 2
Conc. Unità Rurale 37.262 0,14 0
Partito Sardo d'Azione 34.954 0,13 0
CUR-USCS 33.989 0,12 0
Union Valdôtaine 29.510 0,11 1
Indipendenti di destra 24.772 0,09 0
Sinistra Indipendente 19.059 0,07 0
Totale 27.469.175[12] 100 315

Eletti [modifica]

Analisi territoriale del voto [modifica]

La Democrazia Cristiana perde consensi, rispetto a 5 anni prima, su tutto il territorio nazionale, specialmente nel Nord Ovest, nelle regioni rosse, che rimangono le zone meno favorevoli ai democristiani, in Sicilia e nel Nord-Est, dove comunque la DC si conferma predominante con oltre il 50% delle preferenze[15].

Il Partito Comunista Italiano esce rafforzato dalle elezioni soprattutto nelle sue aree d'interesse maggiore, ovvero Nord-Ovest e regioni rosse, dove evidentemente ruba consensi alla DC. Cresce notevolmente anche nel Mezzogiorno, specialmente in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia meridionale, superando le difficoltà elettorali riscontrate in queste zone fin dal 1946. Resta comunque ininfluente in intere aree del paese, come il Triveneto e l'alta Lombardia[15].

Il calo elettorale del Partito Socialista Italiano si sente soprattutto nel Nord-Ovest, in Toscana, in Umbria e nel Mezzogiorno. Reggono, invece, i consensi in Lombardia, nel Triveneto, che restano le zone più forti dei socialisti, in Emilia-Romagna e in Sicilia. In controtendenza con il dato nazionale sono le province di Trento e Bologna, dove i socialisti guadagnano quasi il 10% dei consensi rispetto a 5 anni avanti[15].

Il Partito Liberale Italiano guadagna notevolmente in modo uniforme in tutt'Italia, specialmente nel Nord-Ovest, zona di maggior influenza liberale, ma comunque in tutto il Settentrione, a Roma e in Sicilia, dove ottiene più del 10% dei voti[15].

Il Partito Socialista Democratico Italiano cresce nell'Italia centro-settentrionale, e in Piemonte e nel Nord-Est si conferma molto forte, superando il 15% dei voti in Provincia di Belluno; il P.S.D.I. cresce anche nel Mezzogiorno, specialmente in Puglia[15].

Il Movimento Sociale Italiano rimane stabile nel Lazio, sua principale zona d'influenza, e nell'Italia centro-settentrionale, che, al contrario, si conferma la parte di Paese più lontana dai missini, a esclusione delle province di Bolzano, Gorizia e Trieste, in cui comunque l'MSI cala sensibilmente. Accresce invece i propri consensi nel Mezzogiorno[15].

Il Partito Repubblicano Italiano rimane pressoché stabile, raccogliendo i propri voti da poche province sparse, come la Romagna, la Provincia di Trapani, che torna fortemente repubblicana, e la costa toscana, dove accusa però un calo di consensi, come nel Lazio e nelle Marche. Ottimo incremento di consensi in Provincia di Asti e in Sardegna[15].

Galleria [modifica]

Voci correlate [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Costituzione della Repubblica Italiana

Note [modifica]

  1. ^ Segretario del partito alla data delle elezioni
  2. ^ Segretario del partito alla data delle elezioni
  3. ^ Segretario del partito alla data delle elezioni
  4. ^ a b c Voti del partito alla Camera dei Deputati
  5. ^ a b c Elezioni 1963 risultati Camera dei Deputati. Ministero dell'Interno. URL consultato in data 16 aprile 2013.
  6. ^ a b c Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di camera e senato del partito
  7. ^ La legge costituzionale stabilì per la Camera dei deputati un numero di seggi pari a 630, per il Senato pari a 315, e statuì che nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette, tranne la Valle d'Aosta, rappresentata da un solo senatore (all'epoca Abruzzi e Molise erano una sola regione, quando con la L.cost. 27 dicembre 1963, n. 3 fu creata la Regione Molise, essa rappresentò la seconda eccezione, con due senatori soltanto).
  8. ^ Ministero dell'Interno - archivio storico delle Elezioni
  9. ^ Candidature presentate in Emilia-Romagna. Eletti: Gino Zannini (DC per Rimini), Giuseppe Medici (DC per Cesena), Guglielmo Donati (DC per Forlì), Cataldo Cassano (DC per Borgotaro), Alfredo Conti (DC per Piacenza), Alberto Spigaroli (DC per Fidenza), Cino Macrelli (PRI per Ravenna).
  10. ^ Candidature presentate in Sicilia con il contrassegno Sicilia con colomba e ramoscello d'olivo. L'effimero "Partito Autonomista Cristiano Sociale" fu presto fagocitato dal PCI.
  11. ^ Candidature presentate in Liguria, Veneto e Sardegna. Eletto Gavino Pinna (MSI) per Sassari.
  12. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni
  13. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni
  14. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni
  15. ^ a b c d e f g Ministero dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni

Altri progetti [modifica]