Ucraina all'Eurovision Song Contest

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Ucraina
EuroUcrania.svg
TelevisioneUA:PBC
Stato organizzatoreUcraina Ucraina
2005
2017
Partecipazioni17
Prima partecipazione2003
Miglior piazzamento1º, 2004
1º, 2016
1º, 2022
Peggior piazzamento24º, 2017

L'Ucraina partecipa all'Eurovision Song Contest dall'edizione del 2003 e vi ha preso parte 17 volte, vincendo in tre occasioni: nel 2004 con Wild Dances di Ruslana, nel 2016 con 1944 di Jamala e nel 2022 con Stefania della Kalush Orchestra.

La partecipazione è stata curata dall'azienda televisiva statale Nacional'na Telekompanija Ukraïny (NTU) dal 2003 al 2017 e poi dalla Nacional'na Suspil'na Teleradiokompanija Ukraïny (NSTU o UA:PBC). Le due emittenti hanno organizzato rispettivamente le edizioni del 2005 e del 2017, entrambe tenutesi a Kiev.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'emittente statale ucraina Ukrteleradiokompanija (dal 1995 Nacional'na Telekompanija Ukraïny o NTU) fu ammessa come membro effettivo dell'Unione europea di radiodiffusione (UER) nel 1993 e iniziò a trasmettere l'Eurovision Song Contest a partire dal 2002. NTU è stata poi sostituita da Nacional'na Suspil'na Teleradiokompanija Ukraïny (NTSU o UA:PBC) nel 2017.[1]

Debutto e primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 il paese scelse di debuttare alla manifestazione musicale e l'emittente selezionò internamente il cantante ucraino Oleksandr Ponomar'ov, che con la sua Hasta la vista si classificò al 14º posto. Anche per l'anno successivo NTU optò per una selezione interna del rappresentante ucraino, scegliendo Ruslana Lyžyčko. Tale scelta si rivelò vincente poiché ad Istanbul Ruslana, con la sua iconica Wild Dances riuscì a vincere la manifestazione musicale[2], seppur con uno scarto di appena 17 punti dal 2º classificato.

L'emittente si offrì quindi di ospitare l'edizione del 2005, scegliendo come sede il palazzo dello Sport di Kiev, capitale del paese; cionondimeno NTU organizzò per la prima volta un festival per la selezione del rappresentante articolato in ben 15 semifinali da cinque partecipanti ciascuno. La finale nazionale premiò i GreenJolly con Razom nas bahato, che presto divenne un importante simbolo della rivoluzione arancione scoppiata negli ultimi mesi del 2004 in Ucraina.[3] Al netto della fama in patria tuttavia, la band si classificò al 19º posto nella finale dell'evento.

Gli anni successivi videro un grande successo per l'Ucraina che riuscì a qualificarsi in ogni occasione per la finale raggiungendo tre volte il podio e sei volte la top 10; il paese sfiorò la vittoria sia nel 2007, con l'iconico Vjerka Serdjučka e la sua Dancing Lasha Tumbai, che nel 2008 con la star internazionale Ani Lorak e la sua Shady Lady.

Anni 2010 e 2020[modifica | modifica wikitesto]

Il successo della nazione al festival musicale continuò anche negli anni successivi, riuscendo a salire sul podio anche nel 2013. Dopo l'iconica esibizione Marija Jaremčuk a Copenaghen nel 2014, ripresa anche nel film Netflix Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga, l'emittente fu costretta a ritirarsi dalla manifestazione per problemi finanziari collegati allo scoppio della guerra del Donbass[4], scegliendo comunque di trasmettere la sessantesima edizione dell'Eurovision Song Contest.

Il fermo durò tuttavia solo in quell'occasione e già per l'edizione del 2016 NTU annunciò il ritorno alla manifestazione[5] iniziando una collaborazione con la rete televisiva privata STB per l'organizzazione di una nuova selezione nazionale denominata Vidbir. La prima edizione di questo festival fu vinta dalla cantante Jamala con 1944, che all'indomani della sua selezione suscitò molte critiche per i presunti richiami di stampo politico alla crisi della Crimea, parlando tuttavia della deportazione dei tatari di Crimea durante gli anni 1940.[6] Il brano, che segnò anche il debutto della lingua tatara di Crimea alla manifestazione musicale, trionfò a Stoccolma riportando per la seconda volta l'Eurovision Song Contest in Ucraina. Nel 2017 fu promossa l'unione di Ukraïns'ke Radio con NTU formando un'unica emittente radiotelevisiva statale denominata Nacional'na Suspil'na Teleradiokompanija Ukraïny (NSTU o UA:PBC)[7] che fu immediatamente accolta nell'UER per poter procedere all'organizzazione dell'Eurovision Song Contest 2017[1], ospitato dall'International Exhibition Centre di Kiev. I rapporti tesi con la Russia portarono al ritiro di quest'ultima dalla rassegna musicale in seguito al divieto d'ingresso imposto dal governo ucraino nei confronti della rappresentante russa Julija Samojlova, a causa del suo ingresso non autorizzato nella penisola contesa della Crimea.[8] L'Ucraina, pur rimanendo in finale, scivolò verso gli ultimi posti della classifica raggiungendo il 24º posto nel 2017 e il 17º nel 2018.

Nuove polemiche scaturirono alla fine del Vidbir 2019 che vide la vittoria di Maruv con Siren Song; la cantante infatti, criticata dalla collega e giurata Jamala, avrebbe dovuto tenere due concerti in Russia nei mesi successivi alla sua vittoria contravvenendo ad una specifica clausola del contratto propostole dall'emittente radiotelevisiva all'indomani della sua vittoria. Piuttosto che annullare i suddetti concerti la cantante annunciò il suo ritiro[9] e l'emittente si appellò ad altri due partecipanti del Vidbir, le Freedom Jazz e i Kazka, rispettivamente secondo e terzo classificato, che però rifiutarono di sostituire Maruv. UA:PBC annunciò pertanto il proprio ritiro dall'edizione del 2019.[10] L'emittente aveva previsto il ritorno del Paese all'Eurovision Song Contest 2020 con la selezione, sempre tramite il Vidbir, del gruppo Go_A, che dopo un pressoché totale dominio della lingua inglese avrebbero presentato il primo brano integralmente in ucraino, Solovej.[11] L'evento tuttavia fu cancellato a causa della pandemia di COVID-19[12] e il gruppo fu poi selezionato internamente per rappresentare il paese all'edizione successiva col brano Šum[13], classificandosi al 5° posto in finale.

Anche la scelta del rappresentante per l'edizione del 2022 è stata controversa in seguito al ritiro della vincitrice del Vidbir Alina Paš, rea secondo UA:PBC di aver falsificato alcuni documenti inerenti dei viaggi nel territorio conteso della Crimea.[14] Al suo posto l'emittente ha scelto i secondi classificati al processo di selezione, ossia i Kalush Orchestra col brano Stefania, che sono risultati poi vincitori del festival.[15]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  •      Primo posto

  •      Secondo posto

  •      Terzo posto

  •      Ultimo posto

Anno Artista Lingua Brano Posizione
Finale Punti Semi Punti
2003 Oleksandr Ponomar'ov Inglese Hasta la vista 14º 30 Niente semifinali
2004 Ruslana Inglese, ucraino Wild Dances 280 256
2005 GreenJolly Ucraino, inglese[a 1] Razom nas bahato 19º 30 Paese ospitante[a 2]
2006 Tina Karol' Inglese Show Me Your Love 145 146
2007 Vjerka Serdjučka Tedesco, inglese, ucraino, russo Dancing Lasha Tumbai 235 Top 10 l'anno precedente[a 3]
2008 Ani Lorak Inglese Shady Lady 230 152
2009 Svitlana Loboda Inglese Be My Valentine! (Anti-Crisis Girl) 12º 76 80
2010 Al'oša Inglese Sweet People 10º 108 77
2011 Mika Newton Inglese Angel 159 81
2012 Gaitana Inglese Be My Guest 15º 65 64
2013 Zlata Ohnevyč Inglese Gravity 214 140
2014 Marija Jaremčuk Inglese Tick Tock 113 140
Nessuna partecipazione nel 2015
2016 Jamala Inglese, tataro di Crimea 1944 534 287
2017 O.Torvald Inglese Time 24º 36 Paese ospitante[a 2]
2018 Mélovin Inglese Under the Ladder 17º 130 179
2019 Maruv Inglese Siren Song Ritirata
2020 Go_A Ucraino Solovej Edizione cancellata
2021 Go_A Ucraino Šum 364 267
2022 Kalush Orchestra Ucraino Stefania 631 337
2023
Note
  1. ^ Il brano contiene frasi in ceco, francese, polacco, russo, spagnolo e tedesco.
  2. ^ a b Il paese ospitante accede di diritto alla finale insieme ai Big Five.
  3. ^ Dal 2004 al 2007 i primi dieci classificati (esclusi i Big Four) non dovevano competere nelle semifinali dell'edizione successiva.

Statistiche di voto[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2018, le statistiche di voto dell'Ucraina sono:

Maggior numero di punti assegnati nelle finali
# Stato Punti
1 Russia Russia 116
2 Azerbaigian Azerbaigian 88
3 Moldavia Moldavia 71
4 Armenia Armenia 51
4 Georgia Georgia 51
Maggior numero di punti ricevuti nelle finali
# Stato Punti
1 Bielorussia Bielorussia 126
2 Polonia Polonia 120
3 Moldavia Moldavia 117
4 Azerbaigian Azerbaigian 108
5 Russia Russia 101
Maggior numero di punti assegnati nelle semifinali e nelle finali
# Stato Punti
1 Bielorussia Bielorussia 155
2 Russia Russia 144
3 Moldavia Moldavia 121
4 Azerbaigian Azerbaigian 117
5 Georgia Georgia 115
Maggior numero di punti ricevuti nelle semifinali e nelle finali
# Stato Punti
1 Bielorussia Bielorussia 215
2 Moldavia Moldavia 178
3 Polonia Polonia 171
4 Lettonia Lettonia 164
5 Georgia Georgia 157

Altri premi ricevuti[modifica | modifica wikitesto]

Marcel Bezençon Award[modifica | modifica wikitesto]

I Marcel Bezençon Awards sono stati assegnati per la prima volta durante l'Eurovision Song Contest 2002 a Tallinn, in Estonia, in onore delle migliori canzoni in competizione nella finale. Fondato da Christer Björkman (rappresentante della Svezia nell'Eurovision Song Contest del 1992 e capo della delegazione per la Svezia fino al 2021) e Richard Herrey (membro del gruppo Herreys e vincitore dalla Svezia nell'Eurovision Song Contest 1984), i premi prendono il nome del creatore del concorso, Marcel Bezençon.

I premi sono suddivisi in 3 categorie:

  • Premio della stampa, per la miglior voce che viene votata dalla stampa durante l'evento.
  • Premio artistico, per il miglior artista, votato fino al 2009 dai vincitori delle scorse edizioni. A partire dal 2010 viene votato dai commentatori.
  • Premio della composizione musicale, per la miglior composizione musicale che viene votata da una giuria di compositori.
Anno Categoria Artista Canzone Compositore
2004 Premio artistico Ruslana Lyžyčko Wild Dances Oleksandr Ksenofontov, Jamie Maher, Ruslana Lyžyčko, Michael Fayne, Sherena Dugani
2007 Premio della stampa Vjerka Serdjučka Dancing Lasha Tumbai Andrij Danylko
2008 Premio artistico Ani Lorak Shady Lady Karen Kavaleryan, Filipp Kirkorov, Dīmītrīs Kontopoulos
2016 Jamala 1944 Jamala

Premio Barbara Dex[modifica | modifica wikitesto]

Il Premio Barbara Dex è un riconoscimento non ufficiale con il quale viene premiato l'artista peggio vestito all'Eurovision Song Contest. Prende il nome dall'omonima artista belga che nell'edizione del 1993 si è presentata con un abito che lei stessa aveva confezionato e che aveva attirato l'attenzione negativa dei commentatori e del pubblico.

Anno Artista Brano Compositore
2007 Vjerka Serdjučka Dancing Lasha Tumbai Andrij Danylko

Città ospitanti[modifica | modifica wikitesto]

Anno Città Luogo Presentatori
2005 Kiev Palazzo dello Sport Marija Jefrosinina e Pavlo Šyl'ko
2017 International Exhibition Centre Oleksandr Skičko, Volodymyr Ostapčuk e Timur Mirošnyčenko

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) EBU welcomes new public broadcaster in Ukraine, su Unione europea di radiodiffusione, 20 gennaio 2017. URL consultato il 21 luglio 2020.
  2. ^ (EN) Daniel McLaughlin, Ukraine's Ruslana: From Eurovision to revolution and back, in The Irish Times, 8 maggio 2017. URL consultato il 21 luglio 2020.
  3. ^ (EN) Alyona Zhuk, What happened to Orange Revolution band Greenjolly?, in Kyiv Post, 23 novembre 2011. URL consultato il 21 luglio 2020.
  4. ^ (EN) Eurovision 2015: Ukraine announces exit, in BBC News, 19 settembre 2014. URL consultato il 15 maggio 2022.
  5. ^ (EN) William Cahill, Ukraine: NTU confirms return to Eurovision in 2016, su wiwibloggs.com, 23 maggio 2015. URL consultato il 21 luglio 2020.
  6. ^ (EN) Mark Savage, Eurovision: Ukraine's entry aimed at Russia, in BBC News, 22 febbraio 2016. URL consultato il 21 luglio 2020.
  7. ^ (UK) Держава зареєструвала "Суспільну телерадіокомпанію", in Ukraïns'ka pravda, 19 gennaio 2017. URL consultato il 21 luglio 2020.
  8. ^ (EN) Eurovision 2017: Ukraine bars Russian singer Samoilova from contest, in BBC News, 22 marzo 2017. URL consultato il 21 luglio 2020.
  9. ^ (EN) Palko Karasz, Ukraine Singer Is Pulled From Eurovision After Her Patriotism Is Questioned, in The New York Times, 28 febbraio 2019. URL consultato il 21 luglio 2020.
  10. ^ (EN) Evert Groot, Ukraine withdraws from Eurovision 2019, su eurovision.tv, 27 febbraio 2019. URL consultato il 21 luglio 2020.
  11. ^ (EN) Ashleigh Kobevko, Go_A wins Vidbir final and will fly to Rotterdam, su eurovisionary.com, 22 febbraio 2020. URL consultato il 21 luglio 2020.
  12. ^ (EN) Official EBU statement & FAQ on Eurovision 2020 cancellation, su eurovision.tv, 6 aprile 2020. URL consultato il 21 luglio 2020.
  13. ^ (EN) Emily Herbert, Ukraine: Go_A Will Represent Ukraine in Eurovision 2021, su eurovoix.com, 18 marzo 2020. URL consultato il 21 luglio 2020.
  14. ^ (EN) William Lee Adams, "I don't want this virtual war" — Alina Pash withdraws from Eurovision following Crimea travel controversy, su wiwibloggs.com, 16 febbraio 2022. URL consultato il 16 febbraio 2022.
  15. ^ (EN) Ukraine's Kalush Orchestra wins Eurovision Song Contest 2022!, in eurovision.tv, Unione europea di radiodiffusione, 15 maggio 2022. URL consultato il 15 maggio 2022.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]