Ucraina all'Eurovision Song Contest

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Ucraina
EuroUcrania.svg
Televisione UA:PBC
Stato organizzatore Ucraina Ucraina
2005
2017
Partecipazioni 16
Prima partecipazione 2003
Miglior piazzamento 1°, 2004
1°, 2016
Peggior piazzamento 24°, 2017

L'Ucraina ha debuttato all'Eurovision Song Contest nel 2003, partecipandovi senza interruzioni fino al 2015 per poi riprendere dall'anno successivo fino al 2019. Ha vinto la competizione in due occasioni: nel 2004 con Wild Dances di Ruslana e nel 2016 con 1944 di Jamala.

La nazione non ha mai mancato la finale e ha utilizzato il Vidbir come metodo di selezione nazionale tra il 2016 e il 2018 e nel 2020, diversi festival tra il 2005 e il 2014 e la selezione interna tra il 2003 e il 2004 e nel 2021.

La partecipazione viene curata dall'emittente televisiva statale Nacional'na Suspilʹna Teleradiokompaniya Ukraïny (UA:PBC).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'emittente statale ucraina Ukrteleradiokompanija (dal 1995 Nacional'na Telekompanija Ukraïny o NTU) fu ammessa come membro effettivo dell'Unione europea di radiodiffusione (UER) nel 1993 e iniziò a trasmettere l'Eurovision Song Contest a partire dal 2002. NTU è stata poi sostituita da Nacional'na Suspilʹna Teleradiokompaniya Ukraïny (NTSU o UA:PBC) nel 2017.[1]

Debutto e primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 il paese scelse di debuttare alla manifestazione musicale e l'emittente selezionò internamente il cantante ucraino Oleksandr Ponomar'ov, che con la sua Hasta la vista si classificò al 14º posto. Anche per l'anno successivo NTU optò per una selezione interna del rappresentante ucraino, scegliendo Ruslana Lyžyčko. Tale scelta si rivelò vincente poiché ad Istanbul Ruslana, con la sua iconica Wild Dances riuscì a vincere la manifestazione musicale[2], seppur con uno scarto di appena 17 punti dal 2º classificato.

L'emittente si offrì quindi di ospitare l'edizione del 2005, scegliendo come sede il palazzo dello Sport di Kiev, capitale del paese; cionondimeno NTU organizzò per la prima volta un festival per la selezione del rappresentante articolato in ben 15 semifinali da cinque partecipanti ciascuno. La finale nazionale premiò i GreenJolly con Razom nas bahato, che presto divenne un importante simbolo della rivoluzione arancione scoppiata negli ultimi mesi del 2014 in Ucraina.[3] Al netto della fama in patria tuttavia, la band si classificò al 19º posto nella finale dell'evento.

Gli anni successivi videro un grande successo per l'Ucraina che riuscì a qualificarsi in ogni occasione per la finale raggiungendo tre volte la top 3 e sei volte la top 10. Mantenendo infatti la propria finale nazionale, NTU ottenne ottimi risultati sfiorando la vittoria sia nel 2007, con l'iconico Vjerka Serdjučka e la sua Dancing Lasha Tumbai, che nel 2008 con la star internazionale Ani Lorak e la sua Shady Lady.

Anni 2010 e 2020[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il grande successo dell'esibizione di Marija Jaremčuk a Copenaghen nel 2014, ripresa anche nel film Netflix Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga, l'emittente fu costretta a ritirarsi dalla manifestazione per problemi finanziari scegliendo comunque di trasmettere la sessantesima edizione dell'Eurovision Song Contest. Il fermo durò solo in quell'occasione[4] e per il 2016 NTU iniziò a collaborare con l'emittente privata STB per l'organizzazione di una nuova selezione nazionale denominata Vidbir. La prima edizione di questo festival fu vinta dalla cantante Jamala con 1944, che all'indomani della sua selezione suscitò molte critiche per i presunti richiami di stampo politico alla crisi della Crimea, parlando tuttavia della deportazione dei tatari di Crimea durante gli anni 1940.[5] Il brano, che segnò anche il debutto della lingua tatara di Crimea alla manifestazione musicale, trionfò a Stoccolma riportando per la seconda volta l'Eurovision Song Contest in Ucraina.

Nel 2017 fu promossa l'unione di Ukraïns'ke Radio con NTU formando un'unica emittente radiotelevisiva statale denominata Nacional'na Suspilʹna Teleradiokompaniya Ukraïny (NSTU o UA:PBC)[6] e accolta immediatamente nell'UER per poter procedere all'organizzazione dell'Eurovision Song Contest 2017[1], ospitato dall'International Exhibition Centre di Kiev. I tesissimi rapporti con la Russia portarono al ritiro di quest'ultima dalla rassegna musicale in seguito al divieto d'ingresso imposto dal governo ucraino nei confronti della rappresentante russa selezionata, Julija Samojlova, a causa del suo ingresso non autorizzato nella penisola contesa della Crimea.[7] L'Ucraina, pur rimanendo in finale, scivolò verso gli ultimi posti della classifica, raggiungendo il 24º posto nel 2017[8] e il 17° nel 2018.

Nuove polemiche scaturirono alla fine del Vidbir 2019, che vide la vittoria di Maruv con Siren Song; la cantante infatti, criticata dalla giurata e connazionale Jamala, avrebbe dovuto tenere due concerti in Russia nei mesi successivi alla sua vittoria, contravvenendo ad una specifica clausola del contratto propostole da UA:PBC all'indomani della sua vittoria. Piuttosto che annullare i suddetti concerti la cantante annunciò il suo ritiro[9] e l'emittente si appellò ad altri due partecipanti del Vidbir, le Freedom Jazz e i Kazka, rispettivamente secondo e terzo classificato, che però rifiutarono di sostituire Maruv. UA:PBC annunciò pertanto il proprio ritiro dall'edizione del 2019.[10]

L'emittente aveva previsto il ritorno dell'Ucraina all'Eurovision Song Contest 2020 con la selezione, sempre tramite il Vidbir, del gruppo Go_A, che dopo un pressoché totale dominio della lingua inglese avrebbero presentato il primo brano integralmente in ucraino, Solovej.[11] L'evento tuttavia fu cancellato a causa della pandemia di COVID-19[12], anche se il gruppo è stato selezionato internamente per rappresentare il paese all'edizione successiva con un brano diverso da quello precedentemente selezionato.[13]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  •      Primo posto

  •      Secondo posto

  •      Terzo posto

  •      Ultimo posto

Anno Artista Lingua Brano Posizione
Finale Punti Semi Punti
2003 Oleksandr Ponomar'ov Inglese Hasta la vista 14° 30 Niente semifinali
2004 Ruslana Inglese, ucraino Wild Dances 280 256
2005 GreenJolly Ucraino, inglese[a 1] Razom nas bahato 19° 30 Paese ospitante[a 2]
2006 Tina Karol Inglese Show Me Your Love 145 146
2007 Vjerka Serdjučka Tedesco, inglese Dancing Lasha Tumbai 235 Top 10 l'anno precedente[a 3]
2008 Ani Lorak Inglese Shady Lady 230 152
2009 Svitlana Loboda Inglese Be My Valentine! (Anti-Crisis Girl) 12° 76 80
2010 Al'oša Inglese Sweet People 10° 108 77
2011 Mika Newton Inglese Angel 159 81
2012 Gaitana Inglese Be My Guest 15° 65 64
2013 Zlata Ohnevyč Inglese Gravity 214 140
2014 Marija Jaremčuk Inglese Tick-Tock 113 140
Nessuna partecipazione nel 2015
2016 Jamala Inglese, tataro di Crimea 1944 534 287
2017 O.Torvald Inglese Time 24° 36 Paese ospitante[a 2]
2018 Mélovin Inglese Under the Ladder 17° 130 179
2019 Maruv Inglese Siren Song Ritirata
2020 Go_A Ucraino Solovej Edizione cancellata[a 4]
2021 Go_A
Note
  1. ^ Il brano contiene frasi in ceco, francese, polacco, russo, spagnolo e tedesco.
  2. ^ a b Il paese ospitante è automaticamente qualificato per la finale al fianco dei Big Five.
  3. ^ Dal 2004 al 2007 le nazioni della top ten della finale (esclusi i Big Four) accedevano di diritto alla finale dell'edizione successiva.
  4. ^ L'Eurovision Song Contest 2020 è stato cancellato a causa della pandemia di COVID-19 del 2019-2020.

Statistiche di voto[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2018, le statistiche di voto dell'Ucraina sono:

Maggior numero di punti assegnati nelle finali
# Stato Punti
1 Russia Russia 116
2 Azerbaigian Azerbaigian 88
3 Moldavia Moldavia 71
4 Armenia Armenia 51
4 Georgia Georgia 51
Maggior numero di punti ricevuti nelle finali
# Stato Punti
1 Bielorussia Bielorussia 126
2 Polonia Polonia 120
3 Moldavia Moldavia 117
4 Azerbaigian Azerbaigian 108
5 Russia Russia 101
Maggior numero di punti assegnati nelle semi e nelle finali
# Stato Punti
1 Bielorussia Bielorussia 155
2 Russia Russia 144
3 Moldavia Moldavia 121
4 Azerbaigian Azerbaigian 117
5 Georgia Georgia 115
Maggior numero di punti ricevuti nelle semi e nelle finali
# Stato Punti
1 Bielorussia Bielorussia 215
2 Moldavia Moldavia 178
3 Polonia Polonia 171
4 Lettonia Lettonia 164
5 Georgia Georgia 157

Altri premi ricevuti[modifica | modifica wikitesto]

Marcel Bezençon Award[modifica | modifica wikitesto]

I Marcel Bezençon Awards sono stati assegnati per la prima volta durante l'Eurovision Song Contest 2002 a Tallinn, in Estonia, in onore delle migliori canzoni in competizione nella finale. Fondato da Christer Björkman (rappresentante della Svezia nell'Eurovision Song Contest del 1992 e attuale capo della delegazione per la Svezia) e Richard Herrey (membro del gruppo Herreys e vincitore dalla Svezia nell'Eurovision Song Contest 1984), i premi prendono il nome del creatore del concorso, Marcel Bezençon.

I premi sono suddivisi in 3 categorie:

  • Press Award: Per la miglior voce che viene votata dalla stampa durante l'evento.
  • Artistic Award: Per il miglior artista, votato fino al 2009 dai vincitori delle scorse edizioni. A partire dal 2010 viene votato dai commentatori.
  • Composer Award: Per la miglior composizione musicale che viene votata da una giuria di compositori.
Anno Categoria Artista Canzone Compositore
2004 Artistic Award Ruslana Lyžyčko Wild Dances Oleksandr Ksenofontov, Jamie Maher, Ruslana Lyzhychko, Michael Fayne, Sherena Dugani
2007 Press Award Vjerka Serdjučka Dancing Lasha Tumbai Andriy Danylko
2008 Artistic Award Ani Lorak Shady Lady Karen Kavaleryan, Philipp Kirkorov, Dimitris Kontopoulos
2016 Artistic Award Jamala 1944 Jamala

Barbara Dex Award[modifica | modifica wikitesto]

Il Barbara Dex Award è un riconoscimento non ufficiale con il quale viene premiato l'artista peggio vestito all'Eurovision Song Contest. Prende il nome dall'omonima artista belga che nell'edizione del 1993 si è presentata con un abito che lei stessa aveva confezionato e che aveva attirato l'attenzione negativa dei commentatori e del pubblico.

Anno Categoria Artista Brano Compositore
2007 Barbara Dex Award Vjerka Serdjučka Dancing Lasha Tumbai Andrij Danylko

Città ospitanti[modifica | modifica wikitesto]

Anno Città Luogo Presentatori
2005 COA of Kyiv Kurovskyi.svg Kiev Palazzo dello Sport Marija Jefrosynina e Pavlo Šyl'ko
2017 COA of Kyiv Kurovskyi.svg Kiev International Exhibition Centre Oleksandr Skičko, Volodymyr Ostapčuk e Timur Mirošnyčenko

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) EBU welcomes new public broadcaster in Ukraine, su Unione europea di radiodiffusione, 20 gennaio 2017. URL consultato il 21 luglio 2020.
  2. ^ (EN) Daniel McLaughlin, Ukraine's Ruslana: From Eurovision to revolution and back, in The Irish Times, 8 maggio 2017. URL consultato il 21 luglio 2020.
  3. ^ (EN) Alyona Zhuk, What happened to Orange Revolution band Greenjolly?, in Kyiv Post, 23 novembre 2011. URL consultato il 21 luglio 2020.
  4. ^ (EN) William Cahill, Ukraine: NTU confirms return to Eurovision in 2016, su wiwibloggs.com, 23 maggio 2015. URL consultato il 21 luglio 2020.
  5. ^ (EN) Mark Savage, Eurovision: Ukraine's entry aimed at Russia, in BBC News, 22 febbraio 2016. URL consultato il 21 luglio 2020.
  6. ^ (UK) Держава зареєструвала "Суспільну телерадіокомпанію", in Ukraïns'ka pravda, 19 gennaio 2017. URL consultato il 21 luglio 2020.
  7. ^ (EN) Eurovision 2017: Ukraine bars Russian singer Samoilova from contest, in BBC News, 22 marzo 2017. URL consultato il 21 luglio 2020.
  8. ^ Essendosi automaticamente classificata in quanto paese ospitante.
  9. ^ (EN) Palko Karasz, Ukraine Singer Is Pulled From Eurovision After Her Patriotism Is Questioned, in The New York Times, 28 febbraio 2019. URL consultato il 21 luglio 2020.
  10. ^ (EN) Evert Groot, Ukraine withdraws from Eurovision 2019, su eurovision.tv, 27 febbraio 2019. URL consultato il 21 luglio 2020.
  11. ^ (EN) Ashleigh Kobevko, Go_A wins Vidbir final and will fly to Rotterdam, su eurovisionary.com, 22 febbraio 2020. URL consultato il 21 luglio 2020.
  12. ^ (EN) Official EBU statement & FAQ on Eurovision 2020 cancellation, su eurovision.tv, 6 aprile 2020. URL consultato il 21 luglio 2020.
  13. ^ (EN) Emily Herbert, Ukraine: Go_A Will Represent Ukraine in Eurovision 2021, su eurovoix.com, 18 marzo 2020. URL consultato il 21 luglio 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]