Acido epossieicosatrienoico

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Acido 14,15 epossieicosatrienoico
Acido 14,15 epossieicosatrienoico
Nome IUPAC
acido (5Z,8Z,11Z)-13-(3-pentilossiiran-2-il)trideca-5,8,11-trienoico
Abbreviazioni
14S,15R-EET; 14S,15R-O-20:3Δ5c,8c,11c ; EET
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC20H32O3
Numero CAS81276-03-1
PubChem5283205
Indicazioni di sicurezza

L'acido epossieicosatrienoico, in sigla EET, è un qualunque acido grasso con 20 atomi di carbonio in una catena lineare contenente 3 doppi legami e un gruppo epossido.

In varie cellule questi acidi si formano, con l'acido arachidonico, 20:5Δ5c,8c,11c,14c,17c come substrato, per azione di alcuni enzimi della famiglia citocromo P450 (CPY-epossigenasi) con la capacità di attaccare un atomo di ossigeno trasformando uno dei doppi legami in un gruppo epossido.[1]

-CH=CH-  -CH-CH-
                \ /
                 O 

Ogni epossido può essere diversamente orientato pertanto si hanno 2 enantiomeri, S o R, per ogni isomero posizionale.[2]

Esempio : 5S,6R-O-20:3Δ8c,11c,14c (in sigla 5S6R-EET) oppure 5R,6S-O-20:3Δ8c,11c,14c (in sigla 5R6S-EET).[3]

Gli altri isomeri che possono formarsi sono:

  • 8S,9R-O-20:3Δ5c,11c,14c oppure 8R,9S20:3Δ5c,11c,14c[4]
  • 11S,12R-O-20:3Δ5c,8c,14c oppure 11R,12S-O-20:3Δ5c,8c,14c[5]
  • 14S,15R-O-20:3Δ5c,8c,11c (come descritto nel riquadro a fianco) oppure 14R,15S-O-20:3Δ5c,8c,11c[6]

Gli enzimi CPY-epossigenasi non sono selettivi formando entrambi gli enantiomeri R e S, ma privilegiano l'epossidazione dell'ultimo doppio legame, omega-6.[7][8]

I diversi isomeri EET sono presenti e possono essere rilevati prevalentemente nei fosfolipidi cellulari, nei fosfolipidi plasmatici e nei globuli rossi.[9][10] I vari isomeri hanno mostrato una gamma di bioattività clinicamente rilevanti.

Gli acidi EET appartengono alla famiglia degli eicosanoidi non classici, metaboliti strutturalmente correlati che condividono un meccanismo comune per l'attivazione delle cellule e un insieme comune di attività biologiche e conseguenti potenziali effetti sulla salute. Gli studi sugli animali e una serie limitata di studi sull'uomo suggeriscono che questa famiglia di metaboliti funga da agente di segnalazione autocrina e paracrina, simile agli ormoni, che può influenzare la regolazione di alcune risposte.[11]Gli acidi EET producono una serie di azioni diverse in una varietà di tessuti e cellule.

Secondo vari studi gli EET avrebbero effetti antiinfiammatori, stimolerebbero l'angiogenesi e avrebbero effetti mitogeni nel rene; nei muscoli lisci vascolari, produrrebbero vasodilatazione, aumenterebbero la proliferazione cellulare ed il rischio di adesione del tumore alle cellule endoteliali, ridurrebbero le risposte di aggregazione piastrinica, aumenterebbero la crescita degli assoni nei neuroni e avrebbero effetti antinocicettivi.[12][13][14][15][16][17][18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Spector Aa, Fang X, Snyder Gd, Weintraub Nl, Epoxyeicosatrienoic Acids (EETs): Metabolism and Biochemical Function, su Progress in lipid research, 2004-01. URL consultato il 18 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2020).
  2. ^ (EN) Ladislau Kiss, Jens Bier e Yasmin Röder, Direct and simultaneous profiling of epoxyeicosatrienoic acid enantiomers by capillary tandem column chiral-phase liquid chromatography with dual online photodiode array and tandem mass spectrometric detection, in Analytical and Bioanalytical Chemistry, vol. 392, n. 4, 1º ottobre 2008, pp. 717-726, DOI:10.1007/s00216-008-2308-1. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  3. ^ (EN) PubChem, 5,6-Epoxy-8Z,11Z,14Z-eicosatrienoic acid, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  4. ^ (EN) PubChem, 8,9-Epoxyeicosatrienoic acid, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  5. ^ (EN) PubChem, 11,12-Epoxy-5,8,14-eicosatrienoic acid, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  6. ^ (EN) PubChem, 14,15-Epoxy-5Z,8Z,11Z-eicosatrienoic acid, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  7. ^ Arthur A. Spector e Hee-Yong Kim, Cytochrome P450 epoxygenase pathway of polyunsaturated fatty acid metabolism, in Biochimica et biophysica acta, vol. 1851, n. 4, 2015-4, pp. 356-365, DOI:10.1016/j.bbalip.2014.07.020. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  8. ^ Danièle Lucas, Sophie Goulitquer e Jan Marienhagen, Stereoselective epoxidation of the last double bond of polyunsaturated fatty acids by human cytochromes P450, in Journal of Lipid Research, vol. 51, n. 5, 2010-5, pp. 1125-1133, DOI:10.1194/jlr.M003061. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  9. ^ Sophie Goulitquer, Yvonne Dréano e François Berthou, Determination of epoxyeicosatrienoic acids in human red blood cells and plasma by GC/MS in the NICI mode, in Journal of Chromatography B, vol. 876, n. 1, 2008-12, pp. 83-88, DOI:10.1016/j.jchromb.2008.10.035. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  10. ^ Kerstin Bernstrom, Kathleen Kayganich e Robert C. Murphy, Collisionally induced dissociation of epoxyeicosatrienoic acids and epoxyeicosatrienoic acid-phospholipid molecular species, in Analytical Biochemistry, vol. 198, n. 1, 1991-10, pp. 203-211, DOI:10.1016/0003-2697(91)90530-7. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  11. ^ Arthur A. Spector e Andrew W. Norris, Action of epoxyeicosatrienoic acids on cellular function, in American Journal of Physiology-Cell Physiology, vol. 292, n. 3, 2007-03, pp. C996–C1012, DOI:10.1152/ajpcell.00402.2006. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  12. ^ Akinyemi Oni-Orisan, Nasser Alsaleh e Craig R. Lee, Epoxyeicosatrienoic acids and cardioprotection: the road to translation, in Journal of Molecular and Cellular Cardiology, vol. 74, 2014-09, pp. 199-208, DOI:10.1016/j.yjmcc.2014.05.016. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  13. ^ Scott J. Thomson, Ara Askari e David Bishop-Bailey, Anti-inflammatory effects of epoxyeicosatrienoic acids, in International Journal of Vascular Medicine, vol. 2012, 2012, p. 605101, DOI:10.1155/2012/605101. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  14. ^ Payman Shahabi, Gérard Siest e Urs A. Meyer, Human cytochrome P450 epoxygenases: variability in expression and role in inflammation-related disorders, in Pharmacology & Therapeutics, vol. 144, n. 2, 2014-11, pp. 134-161, DOI:10.1016/j.pharmthera.2014.05.011. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  15. ^ Dipak Panigrahy, Emily R. Greene e Ambra Pozzi, EET signaling in cancer, in Cancer metastasis reviews, vol. 30, n. 0, 2011-12, pp. 525-540, DOI:10.1007/s10555-011-9315-y. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  16. ^ L Yang, K Mäki-Petäjä e J Cheriyan, The role of epoxyeicosatrienoic acids in the cardiovascular system, in British Journal of Clinical Pharmacology, vol. 80, n. 1, 2015-7, pp. 28-44, DOI:10.1111/bcp.12603. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  17. ^ Timo Frömel e Ingrid Fleming, Whatever happened to the epoxyeicosatrienoic Acid-like endothelium-derived hyperpolarizing factor? The identification of novel classes of lipid mediators and their role in vascular homeostasis, in Antioxidants & Redox Signaling, vol. 22, n. 14, 10 maggio 2015, pp. 1273-1292, DOI:10.1089/ars.2014.6150. URL consultato il 18 febbraio 2020.
  18. ^ Karen Wagner, Steve Vito e Bora Inceoglu, The role of long chain fatty acids and their epoxide metabolites in nociceptive signaling, in Prostaglandins & Other Lipid Mediators, vol. 113-115, 2014-10, pp. 2-12, DOI:10.1016/j.prostaglandins.2014.09.001. URL consultato il 18 febbraio 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]