Acido psillico

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Acido psillico
Acido psillico
Nome IUPAC
acido tritriacontanoico
Abbreviazioni
33:0
Nomi alternativi
acido ceromelissico
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC33H66O2
Numero CAS38232-03-0
PubChem181572
SMILES
CCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCCC(=O)O
Indicazioni di sicurezza

L'acido psillico o ceromellissico è un acido grasso saturo composto da 33 atomi di carbonio. La sua notazione delta è 33:0

Identificato da Ernst E. Sundvik nel 1989 nella cera psilla, una cera che riveste la Psylla alni, un afide conosciuto come pulce dell'ontano.[1][2] È stato individuato poi da Chibnal nel 1934 anche nelle cere dello Ceroplastes pseudoceriferus e del Ceroblastes japonicus.

Sali alcalini[modifica | modifica wikitesto]

I sali alcalini dell'acido psillico vengono fatti precipitare quando si mescolano soluzioni alcoliche dell'acido e un idrossido alcalino. I sali di argento e bario possono essere ottenuti aggiungendo soluzioni acquose alcoliche di nitrato d'argento e cloruro di bario a soluzioni alcoliche dell'acido. Sono stati analizzati i seguenti sali: C33H65O2Na, C66H130O4Ba e C33H65O2Ag. La sua cera è idrolizzata dall'idrossido di potassio alcolico e dall'acido bromidrico.[3][4]

Fonti nutrizionali[modifica | modifica wikitesto]

L'acido psillico è presente nelle bacche di Goji.[5][6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J. (Julius) Lewkowitsch, Chemical technology and analysis of oils, fats and waxes, London, Macmillan and Co., 1909. URL consultato il 29 gennaio 2020.
  2. ^ ALVIN H. WARTH, chemistry_of_waxes.pdf | Wax | Alkane, su Scribd. URL consultato il 29 gennaio 2020.
  3. ^ Abstracts of Papers on Organic Chemistry, in Journal of the Chemical Society, vol. 94, n. 1, 1908, pp. 123. URL consultato il 10 maggio 2010.
  4. ^ Psylla Wax. IV. Psyllic Acid and its Salts. Ernst E. Sundvik (Zeitsch. physiol. Chem., 1908, 54, 255-257. Compare Abstr., 1898, i, 617; 1901, i, 358; 190, i, 887)
  5. ^ Li Thomas S. C., Vegetables and Fruits: Nutritional and Therapeutic Values, CRC Press, 2008, pp. 41, ISBN 978-1-4200-6871-9.
  6. ^ Vishnu Ji Ram, Herbal Preparations as a Source of Hepatoprotective Agents, in Drug News & Perspectives, vol. 14, n. 6, 2001, pp. 353. URL consultato il 10 maggio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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