Polizia di Stato

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Polizia di Stato
Stemma della Polizia di Stato.svg
Stemma
(adottato dal 2007)
Descrizione generale
Attiva11 luglio 1852 – oggi
NazioneRegno di Sardegna Regno di Sardegna
Italia Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Italia Italia
ServizioPolizia
TipoForza di polizia ad ordinamento civile, militarmente organizzata e a statuto speciale
CompitiPubblica sicurezza
Polizia postale e delle comunicazioni
Polizia giudiziaria
Ordine pubblico
Polizia amministrativa
Polizia scientifica
Polizia stradale
Polizia ferroviaria
Polizia di frontiera
Protezione civile
Numero di emergenza113 o 112[1]
SedeRoma
Dimensione99.630 unità (aggiornato al 2017).
SoprannomePS
PatronoSan Michele Arcangelo
MottoSub Lege Libertas Sotto la legge la libertà
ColoriBlu e Cremisi
MarciaGiocondità
Anniversari10 aprile (Festa Polizia - pubblicazione in GU Legge istitutiva Polizia di Stato n.121/81)
Sito internetwww.poliziadistato.it
Parte di
Specialità
Comandanti
Capo della PoliziaFranco Gabrielli
Vice capo vicario della PoliziaLuigi Savina
Comandanti degni di notaAngelo Vicari
Vincenzo Parisi
Gianni De Gennaro
Antonio Manganelli
Simboli
Fregio distintivo della Polizia di StatoFregiops.jpg
Insegna istituzionale, presente all'esterno degli ufficiInsegna Istituzionale PS (Grafica).png
Forze speciali

Nucleo operativo centrale di sicurezza
Voci di forze di polizia presenti su Wikipedia
Il reparto a cavallo della polizia durante la festa del 2 giugno
Commissari della Scuola superiore di Polizia in parata
Allievi vice-ispettori dell'Istituto per ispettori di Nettuno in parata

La Polizia di Stato (in precedenza costituita da due diversi organi: Corpo delle guardie di pubblica sicurezza e Funzionari di Pubblica Sicurezza) è una delle quattro forze di polizia italiane direttamente dipendente dal Dipartimento della pubblica sicurezza, del Ministero dell'interno.

Costituisce autorità nazionale di pubblica sicurezza e vigila sul mantenimento dell'ordine pubblico. Al vertice vi è il capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal Regno di Sardegna all'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

I primi corpi di polizia creati nel Regno di Sardegna furono la "Milizia comunale" e la "Guardia nazionale", istituiti da Carlo Alberto di Savoia col regio decreto del 4 marzo 1848. Successivamente con la legge 11 luglio 1852, n. 1404, venne creato il "Corpo delle guardie di pubblica sicurezza", che aveva due compagnie a Torino e a Genova e alcune stazioni più periferiche. Dopo l'unità d'Italia, col regio decreto 9 ottobre 1861, n. 255 venne creata la "Direzione generale della pubblica sicurezza", potenziando quindi temporaneamente la struttura, allora cresciuta sino al rango di divisione; l'anno successivo, tuttavia, con l'istituzione del Segretariato generale del ministero dell'Interno, l'amministrazione fu ricondotta al rango di divisione e posta sotto la responsabilità del segretario generale. Le attività del Corpo furono poi distinte, nel 1880, in "polizia amministrativa", "polizia giudiziaria" e "divisione affari riservati". Con il regio decreto 3 luglio 1887, n. 4707, il governo Depretis VIII ripristinò la Direzione generale, e nel dicembre del 1890 dall'unione delle Milizie comunali e del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, nacque il Corpo delle guardie di città.

Le riforme dei governi Giolitti e Nitti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Corpo della regia guardia per la pubblica sicurezza.

Nel 1902, durante il governo Giolitti II fu fondata la scuola di polizia scientifica[2] per opera principalmente di Salvatore Ottolenghi, primo studioso delle tecniche di investigazioni scientifiche e allievo del criminologo Cesare Lombroso[3], con a capo lo stesso Ottolenghi.

Il testo unico legge sugli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza emanato durante il governo Giolitti III disciplinò per la prima volta sistematicamente la materia della pubblica sicurezza, stabilendo criteri per l'attribuzione delle funzioni di pubblica sicurezza e indicando coloro ai quali possono essere attribuite; un ruolo centrale fu attribuito al "delegato di pubblica sicurezza", autorità incaricata di garantire l'ordine pubblico. Nel 1917 fu istituito l'UCI (Ufficio centrale investigazioni), che raccoglieva in parte l'eredità della divisione affari riservati politici e che si sarebbe dedicato ad attività di controspionaggio; il comando fu assegnato a Giovanni Gasti. Con il Regio Decreto 2 ottobre 1919, n. 1790 il presidente del consiglio, Francesco Saverio Nitti sciolse i corpi delle guardie di città e le guardie municipali, che cessarono ogni compito di polizia passando definitivamente alle dipendenze del sindaco per espletare la vigilanza sulle materie di competenza municipale.[4] Furono costituiti il Corpo della regia guardia per la pubblica sicurezza (12 divisioni, 40.000 uomini), a ordinamento militare, deputato al mantenimento dell'ordine pubblico e alquanto svincolato da eventuali influenze della politica, e il Corpo degli agenti investigativi (8.000 uomini), specializzato in compiti di polizia giudiziaria.[5]

Il ventennio fascista e l'opera di Arturo Bocchini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Arturo Bocchini e Polizia dell'Africa Italiana.

Il 31 dicembre 1922 Benito Mussolini, capo del neonato governo, sciolse i due corpi che furono poi assorbiti nell'Arma dei Reali Carabinieri. Nell'ambito della stessa manovra, venne creata la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Tra le ragioni che si sono prospettate per questa scelta, molti studiosi propendono per considerare più verosimile l'esigenza del nuovo presidente del consiglio di sottoporre a più facile controllo tutte le strutture dello Stato (ciò che sarebbe stato poi di maggior evidenza quando tutte le amministrazioni fasciste vennero organizzate in forma paramilitare): se la truppa dei due corpi di polizia era certamente militare, la parte alta della catena gerarchia, costituita dai Funzionari di Pubblica Sicurezza era invece civile, perciò non sottoposta ai rigori delle regolamentazioni cui soggiacevano gli uomini in divisa, primo fra tutti appunto la rigida concatenazione gerarchica.

La distinzione di un apposito corpo di polizia "specifico" era funzionale al regime fascista, le cariche di diretta emanazione governativa furono perciò mantenute al loro posto, con anzi qualche piccolo intervento che dimostrava un'attenzione costante. Con il regio decreto 11 novembre 1923, n. 2395, la figura del "direttore generale della pubblica sicurezza" fu rinominata (senza peraltro sostanziali modificazioni dal punto di vista funzionale) in "intendente generale della polizia", subito ricorretta dal regio decreto 20 dicembre 1923, n. 2908, che la convertì all'ancora vigente denominazione di "capo della Polizia". Nell'aprile del 1925 fu costituito il Corpo degli agenti di pubblica sicurezza, che godeva di minori attenzioni e in un ruolo di secondo piano rispetto alla MVSN, con la quale durante il ventennio numerose interferenze di competenze o di fatto. Alla ricostituzione del Corpo si giunse però anche perché i carabinieri, di più antiche tradizioni, erano rimasti più fedeli alla corona.

Membri del Corpo degli agenti di pubblica sicurezza, Roma 1936

Nel 1926 venne nominato capo della polizia Arturo Bocchini; al quale si deve nel 1930 la creazione dell'OVRA (Organismo di vigilanza per la repressione dell'antifascismo). Questi inoltre introdusse notevoli modifiche organizzative e tecniche nel funzionamento delle questure così da poter allestire agevolmente un'imponente raccolta di dati in tempo reale che a Palazzo Venezia venivano analizzati anche per monitorare il consenso popolare. Fra queste modifiche il cosiddetto "mattinale", rapporto burocratico contenente dati sulla forza presente e consuntivi dei fatti (crimini, incidenti, altri fatti di rilievo) della giornata precedente; viene generalmente consegnato al destinatario (tipicamente il questore, ma anche responsabili di altri comandi) appunto al momento di prendere servizio la mattina, donde il nome.

Durante il mandato di Bocchini, sotto l'impulso del colonialismo italiano, venne creato un apposito corpo di polizia per i nuovi territori, il Corpo di Polizia Coloniale, poi rinominato Polizia dell'Africa Italiana (PAI) dotato di uniformi ed equipaggiamenti specifici, e munito in esclusiva del moschetto automatico (pistola mitragliatrice o mitra) Beretta MAB 38. Questi riuscì a gestire una importante e nello stesso tempo delicatissima istituzione, un corpo il cui controllo era ovviamente essenziale per la buona tenuta del governo e che pare egli stesso abbia voluto ricreare, dopo il discioglimento del 1922, al fine di costituirne una sorta di armata a disposizione del governo (il quale peraltro già aveva inquadrato nelle camicie nere elementi dello squadrismo). La polizia dunque era fedele al governo, i carabinieri al re. Bocchini fu perciò il vero autore di una duplicazione delle strutture nazionali militari e di polizia (e di intelligence) che rappresentò al meglio la ragione dei sostanziali equilibri fra la corona e il regime.

In questo ruolo Bocchini era uno dei pilastri fondamentali su cui poggiava l'edificio del regime. Bocchini fu incaricato di eseguire le schedature più delicate degli esponenti più in vista della società italiana del periodo, contribuendo alla creazione del famoso "archivio segreto" di Mussolini[6]. Fu ancora Bocchini a riportare personalmente a Mussolini il gravissimo malcontento popolare causato dalle leggi razziali fasciste.[senza fonte] Si ricorda in proposito, fra i tanti caduti della polizia (attraverso le sue varie denominazioni), il caso di Giovanni Palatucci, funzionario dell'Ufficio stranieri di Fiume, che impedì la deportazione di numerosi ebrei e che per questo fu deportato egli stesso, morirà nel campo di concentramento di Dachau.

Alla morte di Bocchini, avvenuta peraltro in circostanze che qualcuno ha considerato non chiare (anche perché di pochissimo successive alla sua presentazione di un'informativa nella quale si ammoniva Mussolini sullo scarso consenso delle forze armate e della popolazione dinanzi alla possibilità di seguire la Germania nella guerra,[senza fonte] gli successe Carmine Senise, ritenuto da alcuni più vicino a Badoglio, ed al monarca. Anche Senise, in verità, era conscio del malcontento e anzi previde la possibile destituzione di Mussolini da parte di Vittorio Emanuele III, ma riuscì a mantenere la sua figura ben distinta dal regime.[senza fonte]

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Polizia dell'Africa italiana.

La seconda guerra mondiale condusse le forze di polizia ad aggiornare le proprie finalità d'impiego, per far fronte a situazioni di ordine pubblico ovviamente eccezionali. Senise fu sostituito nell'aprile del 1943, in occasione di un generale rimpasto delle cariche istituzionali voluto da Benito Mussolini. Questo rimpasto (che privava la corona di un uomo sempre più fidato su una poltrona tanto delicata) è stato considerato da alcuni storici[senza fonte] il vero momento in cui dal Quirinale si decise, avvicinando Dino Grandi, di liberarsi di Mussolini. Dopo la caduta del fascismo Senise fu subito rinominato da Badoglio capo della polizia. Va menzionato che Senise fu una delle pochissime autorità che non seguirono il re e Badoglio nella fuga al Sud dopo l'armistizio di Cassibile e che per questo fu catturato a Roma dai tedeschi e fu deportato in un lager dal quale fu liberato alla fine della guerra. Il 6 settembre 1943, quando l'armistizio era già stato firmato in segreto, prima che ne fosse data notizia pubblica era stata sciolta la MVSN, restituendo alla polizia tutte le sue principali funzioni. Il decreto legislativo luogotenenziale 2 novembre 1944, n. 365, emanato durante la luogotenenza di Umberto II di Savoia, venne nuovamente istituito il "'Corpo delle guardie di pubblica sicurezza", con status di corpo militare.

La fine della guerra fu preceduta e seguita da situazioni di grave disagio dell'amministrazione, non in grado di assolvere ai suoi doveri istituzionali con risultati soddisfacenti. La divisione del paese e la guerra civile in Italia, alimentarono enormemente la confusione e l'insicurezza nella penisola, insieme al diffuso banditismo. In più, la polizia sotto la guida di Bocchini si era legata assai intimamente alle vicende governative, e spesso era lontana dalla fiducia della popolazione. Poco prima della liberazione, fu perciò necessario impartire il divieto di appartenenza a partiti politici o sindacati per tutti gli appartenenti al Corpo, onde fugare il sospetto che l'attività di polizia potesse ancora subire "orientamenti". A questo si univa anche il discusso utilizzo della polizia da parte del governo Badoglio, che la impiegò in modo alquanto spiccio nel contrastare sommosse e tafferugli: le animosità venivano sedate con frequente uso delle armi da fuoco, provocando decine di morti che compromisero la reputazione presso l'opinione pubblica. Nonostante la gravità della situazione generale, nel 1945 si diede vita alle specialità della Polizia ferroviaria e della Polizia stradale, il cui primo compartimento fu insediato presso la questura di Milano.

Il secondo dopoguerra e la nascita della "celere"[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Reparti mobili della Polizia di Stato.
Guardie di PS di Sanremo, 18 ottobre 1948

Il dicastero dell'Interno, dopo la liberazione, fu assunto da Giuseppe Romita, che fece anch'egli un uso del Corpo di pubblica sicurezza in seguito considerato discutibile da molte parti. Fu Romita a istituire i "reparti mobili" (meglio conosciuti come Celere,")[7] ovvero una forza di pronto impiego per l'ordine pubblico. Vennero muniti dei primi manganelli di legno[8] e di alcune Jeep avute in dono dall'esercito statunitense.

Negli anni settanta, durante il ministero Cossiga, le auto furono ridipinte nella nuova livrea bianco-azzurra. L'appena creata Alfa Romeo Giulietta entrò in dotazione direttamente con i nuovi colori

Romita tenne in grande considerazione la celere che peraltro impiegò in modo spiccio e, talvolta, disinvolto: in occasione del referendum istituzionale del 1946 per l'opzione fra monarchia e repubblica, la parte monarchica levò gravissime accuse contro la polizia che avrebbe, secondo questa parte, ostacolato la libera tenuta dei suoi comizi, impedendo di fatto la corretta rappresentazione delle ragioni sabaude.[senza fonte]

La nomina a ministro dell'interno di Mario Scelba, nel 1947, determinò una rapida riorganizzazione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Furono dimissionati elementi introdotti alla fine della guerra, come la cosiddetta polizia ausiliaria. La celere, però, crebbe ancora, perfezionando l'equipaggiamento (fu dotata di mitragliatrici pesanti e addirittura di mortai[senza fonte]) e distinguendosi come un vero e proprio reparto di pronto impiego militare, idoneo a situazioni belliche che l'insorgente guerra fredda rendeva non improbabili. Allo stesso tempo, l'organizzazione dell'amministrazione veniva rivista e talune specialità venivano distinte in separati servizi direttamente dipendenti dalla direzione generale. Erano fra questi la Polizia postale, la Polizia stradale, la Polizia ferroviaria e la Polizia di frontiera.

Nel dicembre 1959 nacque il Corpo di polizia femminile, composto evidentemente da personale femminile e dedicato a tematiche delicate e di rilievo morale, come la protezione della donna e la tutela dei minori; il corpo, parallelo alla polizia "tradizionale", aveva anche la funzione pratica di supportare questa per alcuni compiti che non era opportuno affidare agli uomini, come ad esempio la perquisizione corporale delle donne. Le prime ispettrici entrarono in servizio nel 1961.

Gli anni sessanta: il ruolo di Angelo Vicari e le centrali radio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Angelo Vicari.

Gli anni sessanta, caratterizzati dai movimenti giovanili e dai cambiamenti della società, che al rifiorire dell'economia univa la revisione dei rapporti sociali, furono guidati nella polizia dalla figura del prefetto Angelo Vicari, che vi lasciò una traccia di fondamentale importanza.

Con Vicari nacque la polizia criminale ("criminalpol"), inizialmente come una divisione per il coordinamento (concetto ancora una volta mutuato da altri corpi stranieri) dell'Interpol con alcuni servizi investigativi interni. Si ebbe inoltre una revisione dell'organizzazione delle scuole di istruzione, costituite in divisione autonoma, e la trasformazione della Scuola superiore di Polizia nell'Accademia di Polizia. In questa si formavano gli ufficiali militari, poiché l'amministrazione risultava divisa, nelle carriere, nella formazione e nelle mansioni, fra le funzioni militari e quelle più propriamente di polizia.

Con la riforma del 1981 le donne hanno avuto accesso a tutti i ruoli e reparti della Polizia di Stato, compresi i reparti motomontati della Polizia stradale

Gli ufficiali furono addestrati e gestiti in modo affine agli ufficiali dei carabinieri e, come per questi, una scelta aliquota ne veniva anche inviata presso la Scuola di guerra dell'esercito, per l'esigenza di mantenere aggiornata e coordinata la potenzialità di impiego bellico del Corpo (e soggettivamente per l'accesso ai gradi più elevati).

Nonostante le condizioni del trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate imponessero una pesante limitazione del numero di soldati che l'Italia poteva arruolare – che influì anche sugli organici del corpo – nacquero varie specialità, mentre le questure specializzavano apposite squadre dedicate ad alcune tipologie d'impiego: le squadre volanti, mobili, omicidi e molte altre, distinte per competenze. Ci furono però alcuni esempi che diedero un certo prestigio al corpo, come il caso di Armando Spatafora unico autorizzato alla guida in servizio dell'unica Ferrari (250 GT/E) nera, in dotazione alla Squadra mobile di Roma.

Se fino a metà degli anni sessanta le auto della polizia dovevano sostare in Questura oppure fermarsi alle centrali telefoniche sparse lungo le strade principali delle città, nel 1965 si decise di creare un sistema di radiocomunicazioni veicolare, in contatto radio con la centrale. La prima centrale radio fu insediata alla questura di Milano, dove fu installato un gigantesco apparecchio "Westinghouse 21" di fabbricazione statunitense; l'iniziale della marca Westinghouse ("W") - però - entrò nell'uso comune, e veniva resa nel codice radiofonico come "Doppia Vela" e "Doppia Vela 21". Questo divenne perciò il nome in codice della centrale, mentre le auto desumevano i loro nominativi in codice radio dalla marca degli apparecchi di bordo, "Iris". Nel mercato entrarono presto - con nuove tecnologie di radiocomunicazione - una serie di produttori italiani, fra i quali Prod-El ed OTE. La centrale - che coincideva con la sala operativa - svolgeva quindi la funzione di centro di raccolta e smistamento interattivo delle informazioni necessarie per un pronto intervento nelle aree urbane di competenza, e presto sarebbe diventata il terminale del numero unico di pronto soccorso, il 113.

Anche gli armamenti in dotazione erano alquanto superati; la pistola Beretta M51 sostituì completamente la 34 (e la sua versione in 7,65 browning, la "35") nel giro di alcuni anni, e tuttavia vi furono talvolta problemi per le cartucce calibro 9 × 19 mm Parabellum.[senza fonte] I Beretta MAB 38, i cui caricatori restavano spesso vuoti e la cui funzione era spesso solo quella della deterrenza visiva, essendo del tutto innocui per mancanza di proiettili.[manca verbo principale]

La contestazione e gli anni di piombo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Anni di piombo e Sessantotto.
La Polizia di Stato dispone anche di un servizio marittimo, che svolge attività di vigilanza e soccorso alle dipendenze delle competenti Questure. A questo servizio si affianca il Reparto Operativo Sommozzatori, che ha sede a La Spezia.

Durante gli anni settanta si ebbero vertiginose espansioni del crimine e l'intensificarsi di episodi di terrorismo, tentativi di colpo di Stato, banditismo (sequestri di persona), contrabbando, traffico di stupefacenti, rapine, estorsioni, fenomeni mafiosi, proliferare del racket delle estorsioni e dell'usura, oltre all'effervescenza politica che per molti anni si tradusse in quotidiani scontri armati fra fazioni politiche e fra questi e il corpo di polizia.

Quest'ultimo punto fu forse il filo conduttore del decennio e trasse origine dagli echi del maggio francese (1968), giunti in Italia con un certo ritardo. I movimenti spontanei studenteschi, per lo più inquadrabili in un'area, pur di incerti termini, di sinistra, assunsero il ruolo di opposizione a un sistema la cui effettiva e sostanziale democraticità veniva seriamente posta in discussione. La consapevolezza di essere restati invischiati nella prima ondata della modificazione in senso schiettamente capitalistico e consumistico del sistema economico, fu svolta nel senso di combattere lo Stato che propugnava tale sistema attraverso le sue istituzioni e i suoi simboli, il più evidente dei quali apparivano le forze di polizia italiane.

Dai primi disordini scoppiati alla facoltà di Architettura dell'Università di Roma – La Sapienza, si passò a violenze stradali di crescente frequenza in tutte le principali città italiane, che vedevano la polizia costretta in pratica a organizzare vere e proprie azioni anti-guerriglia. Fu accelerato lo studio dei proiettili lacrimogeni, sorta di granate capaci di sprigionare appunto gas lacrimogeno, e per questo i reparti di ordine pubblico furono nuovamente dotati del fucile Carcano Mod. 91, cui venne applicato un piccolo tromboncino per questo tipo di lanci. Furono blindati auto e furgoni (poi chiamati direttamente «blindati»), si trovarono i fondi di bilancio per le pallottole e si introdusse la pistola mitragliatrice Beretta M12. Furono riveduti integralmente i servizi di antisabotaggio e scorta, e le schedature politiche furono potenziate. Le uniformi vennero unificate: se prima le forze impiegate in ordine pubblico indossavano il grigioverde, lasciando alle altre la «spezzata» (giubba blu e pantaloni grigio azzurri), tutte ora indossavano quest'ultima e anche i veicoli (prima grigi per l'ordine pubblico e verdi, anzi «verdoni», per il resto) furono tutti riverniciati con l'innovativa livrea bianco-celeste. Scomparvero le differenze fra le uniformi degli ufficiali e quelle del personale dei ruoli inferiori (sebbene di recente siano state reintrodotte piccole differenze, ad esempio per gli alamari).

In tale contesto si levò la voce contraria[a cosa?] di Pier Paolo Pasolini, il quale con cruda onestà riconobbe nei poliziotti, arruolati fra talvolta pericolanti soglie dell'alfabetizzazione, incolpevolmente e spesso inconsapevolmente inviati contro i manifestanti, i veri concreti titolari dei diritti di quel proletariato in nome del quale le azioni di guerriglia venivano scagliate – segnalava il poeta – da giovani «figli di papà», intenti a combattere pubblicamente una borghesia che forniva loro l'usbergo al quale privatamente rincasavano.

Il Reparto Volo, creato nel 1971, comprende elicotteri e aerei destinati a impieghi di vigilanza e ricognizione aerea, di soccorso alla cittadinanza, ma anche di trasporto di personale sia per missioni operative che di trasferimento.

Alla fine degli anni sessanta, segnata dalla contestazione studentesca, da quella operaia e dalla strage di piazza Fontana, gli organi di polizia finirono sotto inchiesta per la morte di Giuseppe Pinelli (15 dicembre 1969), ferroviere e attivista anarchico morto cadendo da una finestra del quarto piano della Questura di Milano, durante le indagini sulla strage di tre giorni prima. Gli esponenti della sinistra extraparlamentare accusarono le forze dell'ordine di averlo gettato dalla finestra, in particolare il commissario Luigi Calabresi: questa ipotesi fu smentita da due istruttorie[9] (la prima parlò di suicidio, la seconda di malore)[10][11], ma per una parte della popolazione si trattava di omicidio e fu indicato nel commissario un capro espiatorio su cui scagliarsi (verrà assassinato nel 1972 in un agguato sotto casa)[9].

Le due morti e la tensione politico-sociale attorno ad esse lasciavano prevedere che i rapporti fra una parte della cittadinanza e le istituzioni si sarebbero pesantemente incrinati.

Ma gli eventi riuscirono a superare le previsioni e il terrorismo prese piede, da destra e da sinistra, con stragi, attentati, omicidi e altri crimini (fra i quali le rapine per autofinanziamento), conferendo al decennio il funesto titolo di «anni di piombo». In questi, la polizia, intesa nell'insieme delle forze dell'ordine, lasciò un gravissimo tributo di vite umane (77 agenti di P.S., 27 carabinieri, 5 agenti di custodia e 4 guardie giurate)[10], riguadagnando col sangue la solidarietà della popolazione. L'emergenza fu affrontata dai governi in carica con alcune manovre legislative, che conferivano più elastici poteri agli agenti (ad esempio in materia di fermo di polizia)[12], arroventandosi la polemica sulla legge Reale e sulla supposta «svolta autoritaria», mentre amministrativamente furono ristrutturate le branche dedicate alla lotta al terrorismo. Nacque l'UCIGOS, operante sul territorio attraverso le DIGOS di ciascuna questura e attraverso i NOCS, corpo d'élite di pronto impiego per operazioni speciali.

Nel 1977 la legge di riordino dei servizi segreti italiani, che da un lato ne centralizzava al governo il controllo politico diretto con la sottomissione al CESIS, ma dall'altro apriva a facilitazioni operative per il coordinamento dell'azione dei servizi e delle polizie, aprì la speranza degli operatori alla prospettiva di una riforma anche della polizia. Funzionari e agenti reclamavano dallo Stato, con voce sempre più pressante, una revisione delle condizioni di lavoro, di inquadramento di carriera, di snellimento e facilitazione delle mansioni, oltre a un miglior rispetto della incombenza di sacrificio in cui si trovavano, peraltro per stipendi indecorosi, per ragione di professione.

La legge 121/1981 e la smilitarizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Con la riforma del 1981, la Polizia di Stato non è più un corpo militare, ma preserva la sua tradizione militare che ha nell'istruzione formale uno dei suoi punti d'onore. Nella foto un impeccabile allineamento alla Festa della Repubblica 2007.

All'inizio degli anni ottanta, con la riforma avvenuta dalla legge n. 121 del 1º aprile 1981[13]– che ebbe tra i promotori il generale Enzo Felsani – venne riorganizzato lo status e la struttura della polizia italiana.

Fino ad allora infatti, sotto il generico termine «polizia» venivano raggruppati soggetti appartenenti a tre distinte organizzazioni:

  • I funzionari della P.S., funzionari civili che avevano la responsabilità della gestione degli uffici del Dipartimento della P.S. e che nelle questure e nei commissariati avevano la responsabilità della conduzione degli uffici e dei servizi di polizia giudiziaria e ordine pubblico.
  • Gli ufficiali, i sottufficiali e i militari di truppa del «Corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza», che gestivano, secondo i rispettivi livelli di responsabilità, i servizi di polizia giudiziaria e ordine pubblico, nonché le specialità della Polizia stradale, Polizia ferroviaria, Polizia di frontiera, Polizia postale.
  • Le ispettrici e le assistenti del Corpo di polizia femminile, funzionarie civili, che si occupavano di prevenzione e repressione dei reati in materia di buon costume, donne e minori.

Questa riforma era stata preceduta da una campagna rumorosa: mentre stavano nascendo le organizzazioni terroristiche, sfilavano i cortei che chiedevano il disarmo delle forze dell'ordine[14]. Per giustificare questa presa di posizione gli esponenti politici affermarono che era meglio se la polizia fosse rimasta disarmata durante le manifestazioni sindacali, al fine di evitare incidenti[14]. Riorganizzare lo status e la struttura della polizia italiana era necessario, e anche la smilitarizzazione, finito il periodo dell'emergenza: farlo mentre organizzazioni come le BR e Prima Linea infierivano contro lo Stato fu imprudente e rischioso[14].

Con la riforma le tre diverse componenti furono fuse nel corpo quale «corpo civile militarmente organizzato» per la tutela dello Stato e dei cittadini da reati e turbative dell'ordine pubblico. Il Corpo acquisiva un ordinamento civile (le mostrine non avevano più la stella, simbolo dei corpi militari, sostituita dal monogramma «RI»[15] con arruolamento aperto a uomini e donne. Il divieto di far parte e di iscriversi a organizzazioni politiche o sindacali fu in parte mitigato dalla possibilità di costituire sindacati interni.

In luogo dei gradi furono istituite le qualifiche. Gli appuntati di P.S. e le guardie di P.S. assunsero le denominazioni di assistenti e agenti, i sottufficiali di P.S. furono inquadrati, in base al grado rivestito, nei neocostituiti ruoli degli ispettori e sovrintendenti mentre gli ufficiali di P.S. furono inglobati tra i funzionari e gli ufficiali superiori tra i dirigenti. La riforma introdusse l'organizzazione del personale in 3 differenti ruoli organizzativi: ruolo di polizia, ruolo tecnico/tecnico-scientifico e ruolo sanitario. Inoltre furono anche rivisti i provvedimenti disciplinari avverso gli appartenenti al Corpo.

Gli anni 2000 e le inchieste giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Stemma utilizzato dalla Polizia di Stato dal 1991 al 2007

A partire dai primi anni 2000, a seguito ad alcuni avvenimenti quali i fatti della scuola Diaz e dei processi e decisioni giudiziarie sul G8 di Genova, ma anche di alcuni episodi di cronaca nera avvenuti tra il 2005 e il 2006 quali il caso Aldrovandi, e la morte di Riccardo Rasman, in Italia è iniziato un dibattito circa la necessità di poter garantire lo stato di diritto e rendere obbligatorie divise che permettano l'identificazione degli agenti o strumenti di ripresa indossabili dagli stessi.[16]

Nel 2013 e nel 2014 diverse polemiche sorsero in seguito al comportamento di agenti e sigle sindacali di categoria durante alcuni processi giudiziari, come quello relativo ad Aldrovandi ed alla morte di Stefano Cucchi.[17][18][19]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

I vertici[modifica | modifica wikitesto]

A capo della Polizia di Stato è posto un prefetto, con la qualifica di capo della polizia – direttore generale della pubblica sicurezza. Egli è anche Presidente onorario dell'Associazione nazionale Polizia di Stato. L'attuale capo della Polizia è Franco Gabrielli.

Lo affiancano altri tre prefetti con qualifica di vice capo della polizia:

Come previsto dalle regole dell'ordinamento ministeriale, il Dipartimento della pubblica sicurezza è organizzato in direzioni centrali e in uffici di pari livello, anche a carattere interforze. Dal Dipartimento dipendevano anche le Direzioni interregionali della Polizia di Stato – in tutto sette – soppresse ai sensi del, comma 430, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a decorrere dal 1º dicembre 2007 e le relative funzioni sono ripartite tra le strutture centrali e periferiche della stessa amministrazione, con esse è stata soppressa la qualifica di dirigente generale delle pubblica sicurezza di livello B (equivalente al generale di corpo d'armata). Nelle stesse sedi sono stati istituiti i Servizi tecnico logistici e patrimoniali della Polizia di Stato, diretti da dirigenti superiori (qualifica equivalente al generale di brigata).

Direzioni e uffici[modifica | modifica wikitesto]

Una Lamborghini Gallardo della Polizia di Stato, utilizzata per il pronto intervento e trasporto organi, posteggiata in piazza dell'Unità d'Italia a Trieste
Prototipo di Giulietta della Squadra volante della Polizia di Stato, in una particolare livrea amaranto.
Una Mitsubishi L200 della Polizia di Stato

La riorganizzazione della Polizia di Stato ha consentito il potenziamento e la ulteriore specializzazione di diverse branche operative, distinte in apposite divisioni o reparti di specialità. Questi dipendono dalle apposite direzioni e uffici tutti inquadrati nel Dipartimento della pubblica sicurezza.

  • Uffici speciali (ispettorati) di pubblica sicurezza:

Compiti istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

In quanto autorità di pubblica sicurezza, oltre a vigilare sull'ordine pubblico e provvedere al mantenimento della sicurezza pubblica, fornisce soccorso a soggetti pubblici e privati in caso di infortuni, e favorisce la risoluzione pacifica dei dissidi tra privati.[20]

Si occupa inoltre di addestrare presso le sue strutture, personale appartenente ad altri Corpi, ovvero la Guardia di Finanza e l'Arma dei Carabinieri, relativamente alla repressione delle infrazioni al Codice della strada presso il Centro addestramento della Polizia Stradale (CAPS) sito in Cesena, e per le patenti di guida operativa, difesa personale e addestramento al tiro degli agenti delle varie polizie locali e municipali italiane.

I compiti precisi variano per ciascun reparto e per ogni specialità del corpo.

Personale[modifica | modifica wikitesto]

Reclutamento[modifica | modifica wikitesto]

Un commissario capo.

Si diviene agente della polizia di stato tramite concorso pubblico per titoli ed esami attraverso apposito bando, che a seconda della qualifica può avere delle aliquote riservate a personale già in servizio o ai figli delle "vittime del dovere". Dal 1º gennaio 2005, con la legge 23 agosto 2004, n. 226 i posti messi a concorso per allievo agente furono riservati, fino al 31 dicembre 2020, a coloro che stiano svolgendo o abbiano svolto un periodo di ferma nelle forze armate italiane come volontari in ferma annuale (VFP1) o quadriennale (VFP4).[21] Per i nati entro il 1985 incluso (salvi i rinvii per studio) era inoltre necessario essere in regola con gli obblighi di leva (il che vuol dire aver prestato il servizio militare in Italia).

Nello specifico, le modalità di accesso al corpo sono tuttora regolate da alcuni decreti del Ministero dell'interno: il d.m. 6 aprile 1999 n. 115, il d.m. 2 dicembre 2002 n. 276. I requisiti di idoneità psico-fisica sono stabiliti dal d.m. 30 giugno 2003 n. 198 mentre le materie oggetto della prova d'esame dal d.m. 28 aprile 2005 n. 129. Sono inoltre previsti limiti di età per essere nominato allievo agente di polizia: massimo 26 anni.[22] Dopo aver vinto il concorso, a seconda del ruolo, i vincitori vengono inviati nelle varie strutture dedicate all'addestramento (ad esmepio la scuola superiore di polizia o la scuola allievi agenti) con durata variabile a seconda della qualifica. Una disciplina generale è oggi anche contenuta nel d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66 che prevede anche riserva in posti nei casi tassativamente indicati dalla legge.[23]

Iscrizione ai sindacati[modifica | modifica wikitesto]

Il personale del corpo, dopo la riforma del 1981, ha la possibilità di iscriversi a sindacati purché siano costituiti da soggetti appartenenti al corpo stesso. Sono tuttavia esclusi il diritto di sciopero e le azioni sostitutive dello stesso, limitatamente però al periodo di servizio, e che comunque possano pregiudicare esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica o le attività di polizia giudiziaria.[24]

Tra i sindacati interni del personale della Polizia di Stato vi sono:

  • il SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia);
  • il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia)
  • il SILP CGIL (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia)
  • il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia);
  • L'UGL Polizia di Stato;
  • il COISP (COordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle forze di Polizia);
  • il CONSAP (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia);
  • la UIL Polizia di Stato

Ruoli[modifica | modifica wikitesto]

L'ordinamento dei ruoli del personale è disciplinato dal DPR 24 aprile 1982, n. 335.[25] In particolare l'art. 1 prevede i seguenti ruoli:

  • ruolo degli agenti, assistenti e sovrintendenti;
  • ruolo degli ispettori;
  • ruolo direttivo speciale;
  • ruolo dei commissari;
  • ruolo dei dirigenti.

Il DPR 24 aprile 1982, n. 337.[26] disciplina invece il ruolo che espleta servizio tecnico – scientifico. L'art. 1 prevede i seguenti ruoli equiparabili:

  • ruolo degli operatori tecnici;
  • ruolo dei collaboratori tecnici;
  • ruolo dei revisori tecnici;
  • ruolo dei periti tecnici;
  • ruolo dei direttori tecnici;
  • ruolo dei dirigenti tecnici.

I ruoli del personale direttivo e dirigente sono invece disciplinati dal D.Lgs. 5 ottobre 2000, n. 334, modificato dal D.Lgs. 28 dicembre 2001, n. 477.

Dotazione[modifica | modifica wikitesto]

Il materiale in dotazione al personale sono stoccati e raccolti nei magazzini V.E.C.A. (acronimo di "Vestiario, Equipaggiamento, Casermaggio, Armamento"), dipendenti dalla Direzione centrale dei servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Il personale ha in dotazione individuale una pistola d'ordinanza Beretta 92FS (cal. 9×19 mm Parabellum), e come dotazione di reparto, una pistola mitragliatrice Beretta M12 (9×19 mm Parabellum), mentre altri reparti specialistici (es. squadra mobile, UOPI, NOCS, reparti mobili, tiratori scelti) hanno accesso a vari tipi di armi o artifizi. Dal 2018 in 12 città italiane è iniziata la sperimentazione del taser.[27]

Automezzi[modifica | modifica wikitesto]

Un'Alfa Romeo 159 SportWagon della Polizia di Stato parcheggiata al lungomare di Bari

La Polizia di Stato impiega oggigiorno diverse autovetture italiane, dalle versatili e meno tradizionali Fiat Punto 60 (usate prevalentemente per ricognizione) alle Alfa Romeo 159 2.4 JTD, marchio storico della flotta,[28][29] ed estere come, per esempio, le Subaru Legacy SW e Forester o come i Land Rover Discovery nelle varie versioni e a volte BMW Serie 3 SW. Vengono usate anche vetture di altre case che generalmente si vedono sulle autostrade e che sono fornite dalle stesse società concessionarie autostradali. Nel maggio 2004 sono state cedute dalla Lamborghini, in comodato d'uso, due Gallardo[30] e, oltre a quelle, vengono utilizzate le Huracán, dotate di motore 10 cilindri a V e 520 CV, con la classica livrea bianco/blu e vari accessori opzionali (tra cui un contenitore per il trasporto di organi e un defibrillatore semiautomatico).[31] Le vetture vengono utilizzate sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e sulla A14 Bologna-Taranto. Nel 2008 le vetture consegnate nel 2004 sono state sostituite con versioni aggiornate (LP 560-4), sempre fornito dalla casa automobilistica italiana.[32] Una delle due vetture è stata distrutta in un incidente il 30 novembre del 2009.[33]Dal 2015 la casa automobilistica spagnola SEAT ha consegnato alla Polizia di Stato delle SEAT León.[34]

Nel passato sono state utilizzate dalle questure le famose Alfa Romeo Giulia, Alfetta, Alfasud, Giulietta, Alfa Romeo 33, Fiat Marea, Fiat Bravo (nuovo modello), Alfa Romeo 155. Svariate le auto "civetta" (con colori civili e targhe di copertura), anche grazie alla possibilità di utilizzare, a tale scopo, vetture confiscate. Recentemente, fra queste erano state annoverate anche delle "supercar", poi restituite dalla polizia a causa degli eccessivi costi di gestione, che rendevano più opportuno impiegare le scarse risorse a disposizione per la protezione dei cittadini sul territorio e le indagini[35]. Le auto acquistate nuove appaiono in livrea (o in servizio) in genere dopo un lasso di tempo di circa un biennio rispetto al lancio sul mercato della versione civile. Ciò a causa della procedura burocratica di scelta prima, e di gara in tempi più recenti. Le società autostradali hanno nel passato acquistato e dato in comodato alla polizia Alfa Romeo Giulia, Alfetta, Alfa Romeo 90, Alfa Romeo 75, Alfa Romeo 156. Oltre a queste, la polizia ha utilizzato direttamente anche l'Alfa 155, di cui si trovano tuttora alcuni esemplari – versione 16 valvole del 1996 – operativi, utilizzati ormai per compiti non di pronto intervento.

Le auto della polizia operante nei tratti autostradali appartengono alle società che ne hanno la gestione, le quali dispongono quindi liberamente delle vetture a fine carriera. Il corpo di polizia – dal canto suo – metteva all'asta i propri veicoli (dichiarati dismessi e permanentemente inidonei al servizio, dopo una procedura burocratica ad hoc) allorquando le riparazioni necessarie fossero valutate non più convenienti. Spesso, prima di arrivare alla vendita, i veicoli venivano "spostati" e impiegati in compiti sempre meno "stressanti", così da ottimizzare le risorse: molte volanti, quindi, terminavano la propria carriera dedicandosi a servizi minori (quali consegna posta, trasporti vari, ecc.). L'alienazione di auto civetta e di vetture coi colori d'istituto[36] veniva usualmente destinata a commercianti; alcuni mezzi venivano poi reimmatricolati con targhe civili e rivendute a privati. Dei mezzi ex polizia, però, da qualche anno non è più possibile la reimmatricolazione su strada. Pratica che – del resto – era comunque sempre meno in uso, complice la mutazione del mercato dell'auto in generale, dotato di offerte sempre maggiori e modelli nuovi lanciati con sempre più frequenza.

La Polizia ha iniziato a interessarsi della preservazione del proprio patrimonio automobilistico grazie all'interessamento di alcuni dipendenti (che dettero luogo ad alcune realtà locali, quali la Scuderia delle Pantere Storiche, istituita a Firenze nel 1989)[37]. Oggi, le auto della polizia ritenute maggiormente interessanti sono comunque custodite – quasi un esemplare restaurato per ogni modello utilizzato (manca a oggi, ad esempio, la 155) – e visitabili, presso una realtà istituzionale dedicata: il Museo delle Auto della polizia, fondato a Roma nel 2004[38].

Simbologia[modifica | modifica wikitesto]

La Polizia di Stato è rappresentata da:

  • uno stemma
  • una bandiera d'istituto
  • una marcia d'ordinanza (Giocondità)
  • un santo patrono, san Michele Arcangelo, che secondo le scritture combatté Satana e viene tradizionalmente rappresentato con la spada rivolta verso il basso, nell'atto di trafiggere il vinto.
  • un motto, sub lege libertas, che ha dato adito a due interpretazioni prevalenti: "nella legalità la libertà" oppure più letteralmente ma criticamente, "al di sotto della legge (inteso come "sottomessi alla legge") la libertà" o "la legge a difesa della libertà". Più semplicemente è letto come "la libertà nel rispetto della legge".

Uniformi[modifica | modifica wikitesto]

La Polizia di Stato dispone di diverse divise:

  1. Uniforme ordinaria invernale ed estiva: camicia bianca con colletto inamidato, giubba di colore blu con bottoni bombati dorati rigati e spalline bordate di cremisi, pantaloni di colore grigio azzurro[39] recanti una filettatura di colore cremisi[40], scarpe basse di pelle nera, guanti di pelle nera[41], cravatta di colore blu[42] e calze di colore blu, berretto rigido di panno blu con visiera e con fregio, cinturone bianco o nero[43] con fondina a estrazione rapida, correggiolo, porta manette di sicurezza, portacaricatore e portasfollagente[44][45].
    In caso di freddo o pioggia l'uniforme può essere completata da un maglione a collo a "V" e bottoni bombati dorati rigati, dal giaccone in goretex e termofodera in pile e da qualche anno è stato consegnato l'uniforme con maglia blu scuro con la scritta POLIZIA sulla schiena. Il personale femminile può indossare le scarpe di pelle nera con tacco alto e la gonna di colore grigio azzurro con filettatura cremisi solo se espressamente comandato.
    Il personale della Polizia Scientifica, in ufficio, indossa l'uniforme ordinaria[46] sostituendo la giubba blu con il camice bianco con le mostrine sul bavero.
    Il personale di servizio presso gli uffici indossa l'uniforme ordinaria[46] sostituendo la giubba blu con il camice grigio verde con le mostrine.
    In caso di servizi di ordine pubblico l'uniforme può essere completata indossando il casco azzurro "ARH" o il balistico "super u-bot".
  2. Uniforme estiva di servizio: camicia a mezze maniche di colore blu con colletto inamidato (detta "atlantica"), bottoni bombati dorati rigati e con mostrine sul colletto, cinturone bianco o nero[43], pantaloni di colore grigio azzurro con filettatura cremisi, calze blu, scarpe basse di pelle nera, berretto rigido di panno blu con visiera e con fregio. In caso di freddo l'uniforme può essere completata indossando il maglione blu con collo a "V" e bottoni dorati.
  3. Uniforme per servizi di ordine pubblico[47]: giubba blu con cerniera con scritta catarifrangente "POLIZIA" sulla schiena, pantaloni di colore grigio azzurro, basco di colore blu con fregio, maglioncino di colore azzurro a collo alto[48], stivaletti anfibi di pelle nera, gilet tattico, cinturone blu in cordura con fondina "chiusa" e foulard di colore cremisi. Questa uniforme è ora utilizzata solo dai Reparti Mobili. L'uniforme può essere completata indossando il casco azzurro "ARH" e le protezioni.
  4. Uniforme di rappresentanza: giubba blu con mostrine sul bavero, bottoni rigati bombati dorati, spalline bordate di cremisi, cordelline di colore oro per i funzionari, di colore bianco e celeste per gli ispettori, e di colore oro e cremisi per i sovrintendenti, gli assistenti e gli agenti, guanti bianchi, camicia bianca con colletto inamidato, cravatta blu, pantaloni grigio azzurri con doppia banda di colore cremisi, scarpe basse di pelle nera, berretto rigido con visiera analogo all'Uniforme Ordinaria e mantella di colore blu con mostrine.
  5. Uniforme storica: è indossata dal plotone d'onore che effettua il cambio della guardia d'onore al palazzo del Quirinale e dalla Banda Musicale in alcune occasioni come la parata militare del 2 giugno e la festa della Polizia di Stato.
  6. Tutti gli operatori possono disporre di giubbotti antiproiettile che secondo il Ministero dell’Interno devono avere delle determinate caratteristiche, il giubbotto deve: possedere un’idonea copertura della superficie del torace, dei fianchi e del dorso; poter essere indossato sotto la divisa o gli abiti civili quindi possedere un’ottima morbidezza e flessibilità così da facilitarne l’uso in auto.[49]
Fregio della Polizia di Stato

Fregio da berretto e da basco[modifica | modifica wikitesto]

Aquila eretta dorata, con scudo cremisi e monogramma "RI",[50] sormontata da torre trimerlata.

Mostrine[modifica | modifica wikitesto]

Mostrine con fiamma dorata su campo cremisi alla base della quale vi è il monogramma "RI"[50]; lunghe e ricamate per i funzionari, corte e ricamate per gli ispettori superiori sostituti commissari e di metallo per il restante personale di Polizia.

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Qualifiche della Polizia di Stato.

Dati statistici[modifica | modifica wikitesto]

2005[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 la Polizia di Stato contava un totale di 105.324 agenti (di cui oltre 15.000 donne) così ripartiti:[51][52][53][54]

  • 893 dirigenti;
  • 1.839 vice questori;
  • 723 commissari capo;
  • 19.230 ispettori;
  • 666 vice ispettori;
  • 13.677 sovrintendenti;
  • 38.976 assistenti;
  • 29.320 agenti.

2012[modifica | modifica wikitesto]

L'organico previsto ammontava a 115.000 uomini (di cui 105.000 agenti del ruolo operativo e 10.000 appartenenti al ruolo tecnico-scientifico e sanitario) ma a causa delle carenze di quest'ultimo il personale complessivo annoverava circa 105.000 unità. Il 15% era costituito da donne.

Poco meno di 6.000 operatori erano distaccati in funzioni tecniche, destinate a fornire supporto logistico e di assistenza tecnica al restante personale. Circa 2.000 agenti risultavano invece assegnati al servizio di polizia di prossimità.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • I sovrintendenti, per via dei cosiddetti "binari" presenti sui loro distintivi di qualifica, sono sovente chiamati (non ufficialmente) marescialli, sebbene siano equiparabili ai brigadieri dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. La riforma del 1981 inquadrò i marescialli del disciolto Corpo delle Guardie di P.S. come sovrintendenti principali(tre barrette dorate lisce), e sovrintendenti capi(quattro barrette dorate lisce) e il riordino delle carriere del 1995[55], a sua volta, ha inquadrato gli allora sovrintendenti nel ruolo degli ispettori.
  • Le mostrine del personale del ruolo direttivo e dirigente medico sono bordate di colore rosso, quelle del ruolo tecnico hanno la doppia colorazione blu e cremisi invece del solo cremisi previsto per il ruolo operativo.
  • I ruoli sanitari non prevedendo qualifiche di sottufficiali o di truppa ma solo funzionari e dirigenti: il personale non direttivo e non dirigente che svolge funzioni sanitarie é inquadrato nel ruolo tecnico.
  • Gli appartenenti alla banda musicale sono formalmente inquadrati nel ruolo tecnico.
  • I commissari accedono a tale qualifica il giorno stesso della loro incorporazione presso la Scuola Superiore di Polizia, pertanto non sono considerati formalmente "allievi" ma funzionari frequentatori di corso.

Musica e sport[modifica | modifica wikitesto]

Festa della Polizia di Stato[modifica | modifica wikitesto]

La festa della Polizia di Stato italiana ricorre il 10 aprile e celebra il Giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della normativa di riforma, la legge 1 aprile 1981, n. 121[13], che diede una nuova riorganizzazione alla struttura della Polizia italiana.

Medaglie e decorazioni concesse dalla Polizia di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Dal 5 giugno 1990 - attuale[57].[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito di servizio della Polizia di Stato[modifica | modifica wikitesto]

MeritoServizioPS20.png Medaglia al merito di servizio della Polizia di Stato (20 anni di servizio)
MeritoServizioPS15.png Medaglia al merito di servizio della Polizia di Stato (15 anni di servizio)
MeritoServizioPS10.png Medaglia al merito di servizio della Polizia di Stato (10 anni di servizio)

Croce per anzianità di servizio della Polizia di Stato

AnzianitàPS35.png Croce di anzianità di servizio della Polizia di Stato (35 anni di servizio)
AnzianitàPS30.png Croce di anzianità di servizio della Polizia di Stato (30 anni di servizio)
AnzianitàPS20.png Croce di anzianità di servizio della Polizia di Stato (20 anni di servizio)

Medaglia al merito di lunga navigazione aerea della Polizia di Stato

AereaPS20.png Medaglia al merito di lunga navigazione aerea della Polizia di Stato (20 anni di volo)
AereaPS15.png Medaglia al merito di lunga navigazione aerea della Polizia di Stato (15 anni di volo)
AereaPS10.png Medaglia al merito di lunga navigazione aerea della Polizia di Stato (10 anni di volo)

Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia di Stato

NavigazionePS20.png Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia di Stato (20 anni di imbarco)
NavigazionePS15.png Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia di Stato (15 anni di imbarco)
NavigazionePS10.png Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia di Stato (10 anni di imbarco)

Medaglia di commiato della Polizia di Stato[modifica | modifica wikitesto]

NoNastro2.pngMedaglia di commiato in argento della Polizia di Stato
Medaglia non portativa
(decorazioni istituite con decreto del Ministero dell'interno 5 giugno 1990, n. 333A/9816.A(2).

Medaglie commemorative[modifica | modifica wikitesto]

NO BAR (IT).svgMedaglia commemorativa in bronzo dell'alluvione in Piemonte, anno 1994 (9 aprile 1999 - attuale)
(decreto del Ministero dell'interno 9 aprile 1999).
NO BAR (IT).svgMedaglia commemorativa in bronzo dell'alluvione in Provincia di Crotone, anno 1996 (3 febbraio 2000 - attuale)
(decreto del Ministero dell'interno 3 febbraio 2000).

Medaglia d'oro ai familiari e ai grandi invalidi "Vittime del Dovere"[modifica | modifica wikitesto]

Dal 7 luglio 2006 - attuale:[modifica | modifica wikitesto]

NoNastro2.pngMedaglia d'oro ai familiari e ai grandi invalidi "Vittime del Dovere" della Polizia di Stato
Medaglia non portativa
(decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2006, n. 243).

Nastrino di lungo impiego nei servizi di ordine pubblico[modifica | modifica wikitesto]

dal 10 ottobre 2011 - attuale:[modifica | modifica wikitesto]

Nastrino di lungo impiego per i servizi di Ordine Pubblico della Polizia di Stato di IV Livello (più di 3 riconoscimenti).jpg di IV livello (oltre 3 riconoscimenti)
Nastrino di lungo impiego per i servizi di Ordine Pubblico della Polizia di Stato di III Livello (3 riconoscimenti).jpg di III livello (3 riconoscimenti)
Nastrino di lungo impiego per i servizi di Ordine Pubblico della Polizia di Stato di II Livello (2 riconoscimenti).jpg di II livello (2 riconoscimenti)
Nastrino di lungo impiego per i servizi di Ordine Pubblico della Polizia di Stato di I Livello (1 riconoscimento).jpg di I livello (1 riconoscimento)
(decreto del Ministero dell'interno 10 ottobre 2011).

Distintivi d'Onore – Promozione per merito di Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo encomio solenne ruolo direttivo, dirigenti e commissari coordinatori FF.PP. italiane 2.svg Distintivo d'Onore – Promozione per merito di Guerra per Ufficiale Superiore
Distintivo encomio solenne ruolo direttivo, commissari FF.PP. italiane 2.svg Distintivo d'Onore – Promozione per merito di Guerra per Ufficiale Inferiore, Sottufficiale e Truppa
  • Nota: il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha decretato di «non ritenere possibile l'applicazione, in via analogica, di quanto previsto dalla normativa per le Forze Armate, giacché il Regolamento per la Disciplina delle Uniformi SMD-G-010[58] edizione 2002, nella sezione III – distintivi d'onore, contempla esclusivamente i distintivi legati alla promozione per merito di guerra, di contenuto assai differente dal riconoscimento previsto per il personale della Polizia di Stato»[59].

Onorificenze concesse alla Bandiera della Polizia di Stato[modifica | modifica wikitesto]

La Bandiera del Corpo della Polizia di Stato è decorata delle seguenti onorificenze (aggiornamento al dicembre 2018):

Cavaliere BAR.svg 1 Croce di Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
Valor civile gold medal BAR.svg 27 Medaglie d'oro al valor civile
Merito civile gold medal BAR.svg 13 Medaglie d'oro al merito civile

Valor civile silver medal BAR.svg 3 Medaglia d'argento al valor civile

Valor militare bronze medal BAR.svg 2 Medaglie di bronzo al valor militare
SanitaPubblicaNO.png 1 Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
BenemeritiCultura1.png 1 Diploma di medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte

Merito civile bronze medal BAR.svg 1 Medaglia di bronzo al merito civile

ProtezioneEcc1.png 1 Attestato con medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
BenemerenzaSiculo1908.png 1 Medaglia d'oro di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
TerremotoAvezzano1915.png 1 Medaglia d'oro di benemerenza per il terremoto di Avezzano del 1915
ONUKosovo.png 1 Medaglia delle Nazioni Unite al servizio della pace UNMIK (U.N. Interim Administration Mission in Kosovo) (ONU)

Motivazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
— 1981
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«In occasione delle inondazioni verificatesi nel Polesine e nelle altre zone dell'Italia Settentrionale, il Corpo delle Guardie della Polizia di Stato, confermando le sue tradizioni di valore e di abnegazione si prodigava sino all'estremo limite delle proprie possibilità nell'ardua opera di soccorso alle popolazioni colpite. Ufficiali, sottufficiali e guardie animati da un elevato sentimento di umana solidarietà e di generoso altruismo affrontavano, ovunque presenti, in nobile ed ardimentosa gara, situazioni di estremo pericolo e riuscivano a trarre in salvo migliaia di persone ed a recuperare ingenti quantitativi di materiale e di bestiame. Per tale comportamento dei suoi gregari, il Corpo suscitava la meritata riconoscenza delle popolazioni e la unanime ammirazione del Paese. Novembre-dicembre 1951

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 4 maggio 1953[60]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Nel corso di calamitose e persistenti bufere di neve abbattutesi con inusitata, eccezionale violenza su molte regioni dell'Italia centromeridionale, il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, nonostante le proibitive avversità del tempo, si prodigava con valoroso ardire nelle operazioni di soccorso. Lo strenuo impiego dei suoi raparti consentiva di raggiungere, rifornire, assistere le popolazioni nei centri abitati rimasti isolati e il salvataggio di numerose vite umane. Con slancio spesso portato al limite del sacrificio, talvolta eroico per lo sprezzo del pericolo dimostrato dagli uomini, il Corpo delle Guardie di P.S. si rendeva ancora una volta meritevole della riconoscenza della Nazione e degno delle sue più nobili tradizioni. Febbraio 1956

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 5 maggio 1956[61]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Nel corso di duecentosessantasette interventi, il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, mantenendo fede alle sue più nobili tradizioni, meritava ancora una volta la pubblica riconoscenza prodigandosi con i suoi militari nel sottrarre alle insidie del mare centinaia di vite umane. Ben quattrocentodue salvataggi compiuti in circostanze di grave pericolo, sono la rinnovata testimonianza dello spirito di sacrificio e del valore delle Guardie di Pubblica Sicurezza in un'opera di profondo contenuto umano e di elevato civismo. Estate 1960

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio 1961[61]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Temprato da un secolare retaggio di valore, il Corpo della Guardie di P.S. impegnava ogni sua energia per fronteggiare le funeste conseguenze di una eccezionale e vasta ondata di alluvioni, sempre presente con uomini e mezzi ovunque l'ardita opera di soccorso potesse restituire tranquillità e fiducia alle popolazioni colpite. Con il loro spirito di sacrificio e di abnegazione, spinto spesso fino all'eroismo, con l'immediatezza e l'efficacia degli interventi volti a salvare vite umane e sbloccare centri isolati e a recuperare ingenti beni, gli appartenenti al Corpo suscitavano profonda ammirazione guadagnandosi ancora una volta, per la serena alta coscienza del dovere, la gratitudine unanime della Nazione. Autunno 1966

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1967[61]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Già distintasi per generoso sacrificio e altissimo senso di umana solidarietà in altri settori del soccorso pubblico, i militari del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, sempre pronti a dare la vita per l'altrui incolumità, si sono prodigati nel sottrarre alle insidie della montagna migliaia di vite umane. In oltre ventunmila interventi compiuti dal 1958 al 1975 con umiltà e coraggio, in estrema lotta contro il tempo, le asperità del terreno e le avversità atmosferiche, il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza ha arricchito la sua mirabile tradizione di valore e di abnegazione imponendosi, ancora una volta, alla riconoscenza della Nazione, degnamente testimoniando il fervido slancio e l'insostituibile opera di tutta la Polizia italiana

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 14 giugno 1976[61]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«In occasione del gravissimo sisma del Friuli, che causava numerosissime vittime e ingenti danni, il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, tenendo fede alle sue nobili tradizioni, impegnava fin dal primo momento, con encomiabile slancio e generoso altruismo, ogni energia nelle operazioni di soccorso. Sempre presente con uomini e mezzi, malgrado le difficili condizioni ambientali e il perdurare di violente scosse telluriche, si prodigava infaticabilmente restituendo, con la propria azione, fiducia e speranza alle popolazioni colpite. L'immediatezza e l'efficacia degli interventi dei militari di ogni grado, in collaborazione con funzionari, ispettrici e assistenti di polizia, permettevano il salvataggio di molte vite umane e l'assistenza morale e materiale prestata incondizionatamente ai terremotati, suscitavano, ancora una volta, l'ammirazione e la gratitudine della Nazione tutta. Friuli, 1976

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 20 giugno 1977[61]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Nella lotta contro il terrorismo, grave minaccia per la sicurezza dei cittadini e per le stesse Istituzioni repubblicane, la Polizia di Stato, tenendo fede alle più nobili tradizioni di dedizione al dovere e di cosciente sprezzo del pericolo, ha assunto un ruolo primario per le audaci, complesse e rischiose indagini condotte con alta professionalità ed acuta intelligenza investigativa, che portavano ad assicurare alla Giustizia numerosissimi appartenenti a gruppi terroristici, all'individuazione di covi ed a sventare la violenza feroce e vile di disegni eversivi già programmati, volti alla destabilizzazione dell'Ordinamento Costituzionale. Il doloroso tributo di sangue offerto dai Caduti, gli innumerevoli atti di valore, l'abnegazione e l'impegno dimostrati, i risultati conseguiti in lunghi anni di incessante e faticosa lotta contro la criminalità eversiva hanno suscitato, ancora una volta, la gratitudine della Nazione tutta»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 1982[62]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«In occasione del tragico sisma abbattutosi sull'Irpinia e la Lucania, che causava migliaia di vittime ed ingentissimi danni, la Polizia di Stato, uniformandosi al dovere morale che costantemente ispira e qualifica la Sua azione a beneficio della collettività e dei singoli, mobilitava fin dalle prime ore dell'immane disastro uomini e mezzi per raggiungere le più impervie zone terremotate ed offriva la propria generosa opera nelle ardue e rischiose operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dalla tragica catastrofe. Gli innumerevoli atti di valore compiuti anche da chi era stato direttamente colpito dagli effetti del sisma, l'estrema abnegazione dimostrata, il prodigarsi con rara perizia ed altissimo senso del dovere, l'impegno profuso con eroico civismo nonostante il ripetersi delle scosse telluriche e le difficilissime condizioni ambientali, contribuivano a trarre in salvo numerose vite umane ed alleviare le sofferenze e i disagi delle comunità provate dall'inesorabile evento, suscitando, ancora una volta, l'ammirazione e la gratitudine della Nazione tutta. Sisma del novembre 1980»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1983[62]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Nell'arco di 20 anni, in occasione di oltre 52 milioni di interventi su allarme, le Volanti della Polizia di Stato, articolate operativamente dal Servizio "113", hanno ben meritato la stima e la gratitudine dei cittadini per la loro professionalità, decisione, spirito di sacrificio, umana solidarietà e attaccamento al dovere. Sempre pronte ad accorrere dovunque veniva richiesta la loro presenza, sia che si trattasse dell'esigenza di prestare soccorso a persone in difficoltà o della consumazione di un reato, si sono prodigate al massimo delle loro possibilità offrendo, con centinaia di caduti e migliaia di feriti e invalidi, lunga testimonianza dell'adempimento del proprio dovere, di costante luminoso olocausto agli ideali istituzionali e di ulteriore conferma della tradizione che vede la Polizia di Stato operare, con solidarietà e dedizione, accanto ai cittadini e al servizio delle istituzioni. Anni 1968-1988

(alle Squadre Volanti)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 6 maggio 1988[62]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Nell'arco dell'ultimo decennio che ha visto il moltiplicarsi di gravi fenomeni delittuosi ad opera della criminalità comune e organizzata, la Polizia di Stato, fedele alla sua nobile tradizione di onore, dedizione e valore, si è prodigata con professionalità, tenacia e spirito di sacrificio per riaffermare e rafforzare la preminenza della legge nei rapporti sociali e fornendo, con l'olocausto di centinaia di caduti feriti e invalidi, il suo prezioso contributo per la libertà e la sicurezza dei cittadini. Territorio nazionale, 1981 - 1991»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 17 aprile 1992[62]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Col moltiplicarsi di gravi eventi delittuosi ad opera della criminalità organizzata, comune ed eversiva, le specialità della Polizia di Stato, fedeli alle nobili tradizioni di onore, dedizione, spirito di sacrificio e attaccamento alle istituzioni, nel quinquennio 1988-1993 si prodigavano incessantemente nelle attività di controllo del territorio per la prevenzione e la repressione dei reati e per offrire ai cittadini ogni possibile assistenza in caso di necessità. Il doloroso tributo di sangue, gli innumerevoli atti di valore e i risultati conseguiti hanno suscitato ancora una volta l'ammirazione e la gratitudine della Nazione tutta. Territorio nazionale 1988 - 1993»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1994[62]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«In occasione della violenta alluvione abbattutasi su Piemonte e Emilia Romagna, che causava vittime e ingentissimi danni, il personale della Polizia di Stato, dando prova ancora una volta di elevatissima professionalità, di encomiabile spirito di sacrificio e di incondizionato impegno, interveniva con uomini e mezzi in soccorso delle popolazioni colpite e, prodigandosi con immediatezza, efficacia e sensibilità in un'opera generosa e instancabile, garantiva il graduale ritorno alla normalità in ottimali condizioni di ordine e sicurezza pubblica. Novembre 1994»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 15 maggio 1995[62]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Nel corso di 50 anni di incessante attività, la Polizia Stradale ha assicurato, con eccezionale abnegazione e altissimo spirito di servizio, la tutela della vita e dell'incolumità dei cittadini che hanno percorso autostrade e strade d'Italia. Gli innumerevoli atti di valore e di solidarietà umana, spinti sino all'estremo sacrificio di molti uomini della Polizia stradale, sono significativa testimonianza dell'elevato impegno profuso e hanno suscitato ancora una volta l'ammirazione e la gratitudine della Patria. Territorio nazionale, 1947 - 1997

(alla Specialità Polizia Stradale)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1997[62]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«In occasione del violento sisma che interessava vaste zone dell'Umbria e della Marche, causando vittime e ingentissimi danni, la Polizia di Stato interveniva sin dalle prime ore con uomini e mezzi e offriva la propria generosa opera nelle ardue e rischiose operazioni di soccorso alle popolazioni colpite. Gli innumerevoli atti di valore compiuti, l'incondizionata abnegazione dimostrata, il prodigarsi con rara perizia e altissimo senso del dovere, l'impegno profuso con eroico civismo, nonostante il ripetersi delle scosse telluriche e le difficilissime condizioni ambientali, contribuivano a tutelare un inestimabile patrimonio storico e artistico e ad alleviare le sofferenze e i disagi delle comunità provate dal tragico evento, suscitando l'ammirazione e la riconoscenza della Nazione tutta. Settembre 1997»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998[62]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«La Polizia di Stato, sempre fedele alle sue gloriose tradizioni di difesa delle istituzioni democratiche e dei cittadini, si è quotidianamente impegnata su tutto il territorio nazionale nella tutela dell'esercizio delle libertà e dei diritti e nella prevenzione e repressione dei reati, vigilando sull'osservanza delle leggi e garantendo l'ordinato svolgimento della vita sociale del Paese. Con la sua insostituibile ed efficiente opera che ha comportato impegno, spiccata professionalità ed encomiabile spirito di sacrificio e abnegazione, come dimostrano l'elevato numero dei caduti e dei feriti nello svolgimento delle varie attività istituzionali, ha concorso al rafforzamento delle istituzioni democratiche e dei più alti valori morali e civili, suscitando, ancora una volta, la riconoscenza della Nazione. Territorio nazionale, 2003 - 2005»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 2006[63]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Le donne e gli uomini della Polizia di Stato, impegnati a rischio della propria vita nella diuturna attività di contrasto alla criminalità organizzata, hanno dato prova di esemplare coraggio, eccezionale dedizione e generoso altruismo. I costanti successi conseguiti nel tutelare la forza della legge, con l'arresto di un elevato numero di pericolosissimi latitanti e con l'aggressione ai beni illecitamente accumulati, hanno contribuito a mantenere alto il prestigio e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, confermando la mirabile tradizione dei valori della Polizia di Stato al servizio della collettività e suscitando, ancora una volta, la riconoscenza della Nazione tutta. Territorio nazionale, 1992 - 2011»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 2011[63]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«In occasione dei tragici eventi calamitosi che hanno provocato numerose vittime e danni inestimabili, gli uomini e le donne della Polizia di Stato si sono prodigati, con encomiabile dedizione e grande spirito di solidarietà nella tutela della vita umana e nel costante presidio del territorio, contribuendo ad alleviare le sofferenze e i disagi della popolazione duramente colpita. La generosa abnegazione e l'impegno profuso, con eroico civismo, anche a rischio della propria vita e nonostante il ripetersi delle scosse telluriche, hanno ulteriormente dimostrato l'altissimo senso del dovere e le straordinarie qualità umane e professionali, suscitando, ancora una volta, la riconoscenza della Nazione tutta. Italia Centrale, agosto 2016 - gennaio 2017»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 2017[63]
Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Alluvione in Val Camonica

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— 1953

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Soccorso in mare

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— 1961

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Disastro del Vajont

(al Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— 1963

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«(al Battaglione Motociclisti del Corpo degli Agenti di pubblica sicurezza, Montenegro, 1941-1942)»
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«(al Battaglione "Fiume" del Corpo degli Agenti di pubblica sicurezza, Croazia, 1943)»
Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
«(ai Servizio Sanitario)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 1º aprile 2005[62]
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Seguendo una fulgida tradizione di sempre operante solidarietà e di generosa abnegazione che, in ogni circostanza, ha caratterizzato l'opera del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, la specialità di Polizia Stradale, prodigandosi con il più fervido slancio umanitario, si imponeva all'attenzione ed alla gratitudine della Nazione per le benemerenze acquisite in innumerevoli interventi, dovunque la sua presenza era richiesta con aiuti e soccorsi, vite umane da salvare o sofferenze da lenire. Con l'esemplare comportamento dei suoi ufficiali e gregari, la specialità rendeva valida testimonianza di civiche virtù e di altruismo spinto sino al sacrificio

(alla Specialità Polizia Stradale del Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 1966[61]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione dei massicci e reiterati episodi di immigrazione clandestina, il personale della Polizia di Stato, con non comune dedizione al dovere, si prodigava in soccorso dei numerosissimi profughi sbarcati sulle coste pugliesi o abbandonati in mare aperto. Costantemente impegnato nel mantenimento dell'ordine e dell'incolumità pubblica, operava generosamente per l'accoglienza e l'assistenza degli sventurati, offrendo alla Nazione tutta splendido esempio di umana solidarietà ed eccezionale spirito di sacrificio. Puglia, 1990 - 2000»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 2000[62]
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Nell'arco degli ultimi sei anni ed in occasione di oltre trenta milioni di interventi, gli operatori della Polizia Stradale, visti come punto di riferimento in occasione dei grandi spostamenti di massa, hanno ben meritato la stima e la gratitudine dei cittadini per la loro professionalità, decisione e umana solidarietà. Sempre pronti ad accorrere dovunque veniva richiesta la loro presenza, sia che si trattasse dell'esigenza di prestare soccorso a persone in difficoltà a causa di incidenti e di calamità naturali o di attività repressiva, si prodigavano con spirito di sacrificio e dedizione, offrendo, con diciannove caduti e migliaia di feriti, chiara testimonianza dell'adempimento del proprio dovere e ulteriore conferma delle nobili tradizioni della Polizia di Stato. Territorio nazionale, 1997 - 2003

(alla Specialità Polizia Stradale)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 2004[62]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Dall'anno della sua costituzione la Polizia Postale e delle Comunicazioni, dimostrando esemplare perizia professionale, encomiabile dedizione ed altissimo senso di solidarietà umana, si è prodigata in una costante e meritoria attività di prevenzione e di contrasto alle odiose azioni di sfruttamento dei minori a fini sessuali, commesse attraverso internet ed altre reti di telecomunicazioni. Le innumerevoli operazioni investigative e gli eccezionali risultati raggiunti, sia a livello nazionale che internazionale, hanno arricchito la mirabile tradizione di valore ed efficienza della Polizia di Stato, suscitando, ancora una volta, la riconoscenza della Nazione tutta. Territorio nazionale, 1998 - 31 gennaio 2007

(alla Specialità Polizia Postale e delle Comunicazioni)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2007[63]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Il Servizio Centrale Operativo, istituito in particolare per la lotta alle associazioni di tipo mafioso, è divenuto nel tempo fulcro del coordinamento nazionale di tutte le indagini che hanno consentito di assicurare alla giustizia i più efferati criminali in Italia ed all'estero. Il Servizio, avvalendosi della collaborazione delle Squadre Mobili, ha sempre dimostrato esemplare perizia professionale, encomiabile dedizione ed altissimo senso di solidarietà umana, collaborando anche con organismi di Polizia estera. Gli eccezionali risultati raggiunti hanno rafforzato la mirabile tradizione di valore ed efficienza, nonché di prestigio della Polizia di Stato, anche in campo internazionale, suscitando, ancora una volta, la riconoscenza della Nazione tutta. Territorio nazionale, 1989-2008

(al Servizio Centrale Operativo SCO)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2008[63]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«L'attività del Servizio per il Controllo del Territorio, prestata dal personale degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e dei Reparti Prevenzione Crimine, si è sempre caratterizzata per l'esemplare capacità professionale, l'encomiabile dedizione e l'altissimo spirito di servizio. Le eccezionali qualità quotidianamente poste al servizio della collettività, anche sino all'estremo sacrificio della vita, ne testimoniano l'elevatissimo valore, suscitando la riconoscenza della Nazione tutta. Territorio Nazionale, 1997-2008»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 2 maggio 2008[63]
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione del disastroso sisma che sconvolgeva la Regione Abruzzo provocando molte vittime e danni inestimabili, gli uomini e le donne della Polizia di Stato, con encomiabile dedizione e grande spirito di solidarietà, si prodigavano al servizio della collettività contribuendo ad alleviare le sofferenze e i disagi della popolazione duramente provata dal terremoto. Il costante presidio del territorio e i numerosi interventi, effettuati con assoluta abnegazione, hanno suscitato ancora una volta il plauso e la riconoscenza della comunità locale e della Nazione tutta. L’Aquila, 6 aprile 2009»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 12 maggio 2010[63]
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Gli uomini e le donne della Polizia Stradale, dando prova di esemplare perizia professionale, eccezionale dedizione e generoso altruismo, si sono prodigati, in modo particolare in ambito autostradale, anche in occasione dì calamità naturali, nell'assistenza ai cittadini e nel soccorso di persone in pericolo. Gli innumerevoli interventi effettuati, con umiltà e coraggio, sprezzo del pericolo e senso del dovere, hanno confermato la mirabile tradizione dei valori istituzionali della Polizia di Stato al servizio della collettività, suscitando, ancora una volta, la riconoscenza della Nazione tutta. Territorio nazionale, Inverno 2011-2012

(alla Specialità Polizia Stradale)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 2012[63]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Gli uomini e le donne della Specialità Polizia Ferroviaria della Polizia di Stato, dando prova di esemplare perizia professionale, eccezionale dedizione e generoso altruismo, hanno operato in occasione di incidenti e disastri ferroviari nonché di calamità naturali, prodigandosi nell'assistenza ai viaggiatori e nel soccorso di persone in pericolo. Gli innumerevoli interventi effettuati in tutto il territorio nazionale, con umiltà e coraggio, sprezzo del pericolo e senso del dovere, spesso in estrema lotta contro il tempo e in condizioni ambientali proibitive, hanno confermato la mirabile tradizione dei valori istituzionali della Polizia di Stato al servizio della collettività, suscitando la riconoscenza della Nazione tutta. Territorio nazionale, 2008-2012

(alla Specialità Polizia Ferroviaria)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 19 aprile 2013[63]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Gli uomini e le donne della Polizia di Stato, dando prova di esemplare perizia professionale, eccezionale dedizione e generoso altruismo, si sono prodigati, con azioni singole e collettive compiute in luoghi di vigilanza montana e in occasione di calamità naturali, nel soccorso di persone in pericolo. Gli innumerevoli interventi effettuati, con umiltà e coraggio, sprezzo del pericolo e senso del dovere, spesso in estrema lotta contro il tempo, le asperità del particolare ambiente alpino ed appenninico e le avversità atmosferiche, hanno confermato la mirabile tradizione dei valori istituzionali della Polizia di Stato al servizio della collettività, suscitando, ancora una volta, la riconoscenza della Nazione tutta. Territorio nazionale, 1980-2014»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 5 maggio 2014[62]
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Gli uomini e le donne della Polizia di Stato, con l'impegno professionale profuso nel delicato settore della tutela dell'ordine e sicurezza pubblica, hanno contribuito al mantenimento del complesso dei valori istituzionali e degli interessi primari sui quali si fonda la civile convivenza della comunità nazionale. L'eccezionale dedizione e altruismo dimostrati nell'espletamento delle funzioni di garanti dei principi democratici, lo spirito di abnegazione, hanno confermato la mirabile tradizione degli operatori della Polizia di Stato i quali, al servizio della collettività, ne tutelano l'esercizio delle libertà e dei diritti costituzionali, riscuotendo la riconoscenza della popolazione dell'intero Paese. Territorio nazionale, 2005-2014»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 15 maggio 2015[62]
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Alle donne e agli uomini della Polizia di Stato che, con il costante impegno professionale profuso nel delicato settore del controllo delle frontiere e dell'immigrazione, si sono prodigati, in maniera esemplare, per la gestione dell'epocale flusso di migranti che interessa il nostro Paese, quale terra di arrivo o di transito verso l'Europa. L'eccezionale dedizione, l'altruismo e l'alto senso del dovere dimostrati nell'espletamento delle funzioni di garanti dei principi democratici, hanno confermato la mirabile tradizione dei valori istituzionali della Polizia di Stato che, operando a tutela dei diritti e delle libertà fondamentali contribuisce, con spirito di abnegazione, a garantire la civile convivenza fra i popoli e a salvaguardare la vita e la dignità dei migranti, suscitando, ancora una volta, la riconoscenza del!a Nazione tutta. Territorio nazionale, luglio 2002-aprile 2016»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 2016[63]
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Alle donne e agli uomini della Polizia Scientifica, che con costante impegno assicurano la loro altissima professionalità nei servizi tecnici legati alla tutela dell’ordine pubblico e al contrasto della minaccia terroristica. Con dedizione, grande spirito di sacrificio ed infaticabile umanità affrontano le incessanti attività specifiche connesse al fenomeno migratorio. Con passione e grande capacità d’innovazione, confermano ogni giorno come il progresso della scienza e della tecnologia siano fondamentali nell'attività di sopralluogo per la ricerca di prove e l’individuazione dei colpevoli, nel contrasto al crimine e nell'assicurare standard di sicurezza sempre più efficienti a tutela dei principi di libertà che ispirano la nostra democrazia. Territorio nazionale, 1903-2018

(al Servizio di Polizia Scientifica)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 3 aprile 2018[64]

Diploma di medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Diploma di medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
«Per l'attività di tutela del patrimonio artistico»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 14 dicembre 1991[62]
Medaglia di bronzo al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al merito civile
«al Corpo di Polizia Femminile

Terremoto del Belice, Sicilia, 1968»
— [65]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione del disastroso sisma che sconvolgeva la Regione Abruzzo, provocando numerose vittime e danni inestimabili, il personale dell'Arma dei Carabinieri, nel solco delle sue alte tradizioni, offriva fulgida prova di abnegazione e di elette virtù civiche, impegnandosi nell'attività di soccorso della popolazione colpita e contribuendo ad alleviarne le sofferenze e i disagi. L'incessante controllo del territorio e i molteplici interventi, effettuati anche a tutela del patrimonio artistico, riscuotevano l'unanime e riconoscente plauso della popolazione locale e dell'intera Nazione. L'Aquila, 6 aprile 2009»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2010
Attestato con medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile - nastrino per uniforme ordinaria Attestato con medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«È conferito ai sensi dell'art. 5, comma 5, del D.P.C.M. 19 dicembre 2009, Medaglia d'oro della Protezione Civile Nazionale - Attestato di Pubblica Benemerenza di I Classe, per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza»
— Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 ottobre 2010
Medaglia di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«(al Corpo delle Guardie di città)»
Medaglia di benemerenza per il terremoto di Avezzano del 1915 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di benemerenza per il terremoto di Avezzano del 1915
«(al Corpo delle Guardie di città)»
Medaglia delle Nazioni Unite al servizio della pace UNMIK (U.N. Interim Administration Mission in Kosovo) (ONU) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia delle Nazioni Unite al servizio della pace UNMIK (U.N. Interim Administration Mission in Kosovo) (ONU)

Denominazioni dei corpi di Polizia[modifica | modifica wikitesto]

  • Corpo delle guardie di pubblica sicurezza del Regno di Sardegna (1852-1861)
  • Corpo delle guardie di pubblica sicurezza del Regno d'Italia (1861-1890)
  • Corpo delle guardie di città (1890-1919)
  • Corpo della Regia guardia per la pubblica sicurezza (1919-1923)
  • Corpo degli agenti di pubblica sicurezza (1925-1944)
  • Corpo delle guardie di pubblica sicurezza (1944-1981)
  • Polizia di Stato (1981 – presente)

Cronotassi dei capi della polizia dal 1878[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza.
  1. Luigi Berti dal 16 maggio 1878 al 16 dicembre 1878
  2. Ferdinando Ramognini dal 16 gennaio 1879 al 14 ottobre 1879
  3. Giovanni Bolis dal 14 agosto 1879 al 31 dicembre 1883
  4. Ottavio Lovera di Maria dal 31 dicembre 1883 al 29 ottobre 1885
  5. Bartolomeo Casalis dal 29 ottobre 1885 al 16 aprile 1887
  6. Luigi Berti dal 10 luglio 1887 al 29 ottobre 1890
  7. Ferdinando Ramognini dal 1º dicembre 1890 al 1º ottobre 1893
  8. Giuseppe Sensales dal 1º ottobre 1893 al 7 aprile 1896
  9. Giovanni Alfazio dal 7 aprile 1896 al 1º agosto 1898
  10. Francesco Leonardi dal 1º agosto 1898 al 23 febbraio 1911
  11. Giacomo Vigliani dal 1º febbraio 1911 al 29 settembre 1917
  12. Giuseppe Sorge dal 29 settembre 1917 al 10 marzo 1919
  13. Riccardo Zoccoletti dal 10 marzo 1919 al 1º luglio 1919
  14. Vincenzo Quaranta dal 1º luglio 1919 al 19 giugno 1920
  15. Giacomo Vigliani dal 19 giugno 1920 al 14 luglio 1921
  16. Corrado Bonfanti Linares dal 14 luglio 1921 al 1º marzo 1922
  17. Giacomo Vigliani dal 2 marzo 1922 al 7 agosto 1922
  18. Raffaele Gasbarri dall'8 agosto 1922 all'11 settembre 1922
  19. Emilio De Bono dall'11 novembre 1922 al 16 giugno 1924
  20. Francesco Crispo Moncada dal 17 giugno 1924 al 13 settembre 1926
  21. Arturo Bocchini dal 13 settembre 1926 al 20 novembre 1940
  22. Carmine Senise dal 20 novembre 1940 al 15 aprile 1943
  23. Renzo Chierici (gen. MVSN) dal 16 aprile 1943 al 25 luglio 1943
  24. Carmine Senise dal 26 luglio 1943 al 23 settembre 1943
  25. Tullio Tamburini (MVSN) dal 1º ottobre 1943 all'aprile 1944
  26. Eugenio Cerruti (MVSN) dall'aprile 1944 all'ottobre 1944
  27. Renzo Montagna dal 6 ottobre 1944 al 25 aprile 1945
  28. Giuseppe Solimena (regg.) dal 15 aprile 1944 al 15 agosto 1944
  29. Luigi Ferrari dal 16 agosto 1944 al 12 settembre 1948
  30. Giovanni D'Antoni dal 12 settembre 1948 al 20 settembre 1952
  31. Tommaso Pavone dal 20 settembre 1952 all'11 marzo 1954
  32. Giovanni Carcaterra dal 22 marzo 1954 al 10 ottobre 1960
  33. Angelo Vicari dal 10 ottobre 1960 al 28 gennaio 1973
  34. Efisio Zanda Loy dal 2 febbraio 1973 al 4 giugno 1975
  35. Giorgio Menichini dal 5 giugno 1975 al 19 novembre 1976
  36. Giuseppe Parlato dal 20 novembre 1976 al 19 gennaio 1979
  37. Giovanni Rinaldo Coronas dal 19 gennaio 1979 al 27 aprile 1984
  38. Giuseppe Porpora dal 27 aprile 1984 al 22 gennaio 1987
  39. Vincenzo Parisi dal 22 gennaio 1987 al 27 agosto 1994
  40. Fernando Masone dal 27 agosto 1994 al 31 maggio 2000
  41. Gianni De Gennaro dal 1º giugno 2000 al 2 luglio 2007
  42. Antonio Manganelli dal 2 luglio 2007 al 20 marzo 2013 (deceduto)[66]
  43. Alessandro Marangoni dal 20 marzo 2013 al 30 maggio 2013 (facente funzioni)
  44. Alessandro Pansa dal 31 maggio 2013 al 29 aprile 2016
  45. Franco Gabrielli dal 29 aprile 2016

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il 112 è attivo attualmente in Lombardia, in Città metropolitana di Roma, in Liguria, in Friuli Venezia Giulia, in Trentino-Alto Adige e nelle province siciliane di Ragusa, Enna, Messina, Catania e Siracusa.
  2. ^ Poi resa obbligatoria per i funzionari, durante il governo Zanardelli.
  3. ^ Che aveva creato la disciplina della criminologia scientifica.
  4. ^ http://www.corpoguardiedicitta.it/storia.aspx
  5. ^ [1]
  6. ^ Arrigo Petacco, L'archivio segreto di Mussolini, Mondadori, 1997
  7. ^ Il cui nome resta tradizionalmente al femminile perché inizialmente progettata come "squadra" o "compagnia", anche se poi cresciuta al rango di reparto.
  8. ^ Raccogliendo il suggerimento della polizia britannica, che controllava in quel momento, ed in quel modo, la città di Trieste.
  9. ^ a b Indro Montanelli e Mario Cervi, Milano ventesimo secolo, Milano, Rizzoli, 1990.
  10. ^ a b Sergio Zavoli, La notte della Repubblica, Roma, Nuova Eri, 1992.
  11. ^ Né omicidio né suicidio: Pinelli cadde perché colto da malore, in La Stampa, 29 ottobre 1975. URL consultato il 20 novembre 2015.
  12. ^ In pratica anche ad un semplice agente era consentito condurre a sua discrezione anche coattivamente qualsiasi cittadino presso gli uffici di polizia per accertamenti, e trattenervelo dapprima per un tempo massimo di 48 ore, poi sceso a 24.
  13. ^ a b Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, su gazzettaufficiale.it.
  14. ^ a b c Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia degli anni di fango, Milano, Rizzoli, 1993.
  15. ^ Che sta per «Repubblica Italiana» e che già da tempo veniva usato sugli stemmi militari in sostituzione della croce sabauda di ascendenza monarchica)
  16. ^ Identificare i poliziotti? In Italia non si può di Arianna Giunti e Michele Sasso, da espresso.repubblica.it, 21 novembre 2013
  17. ^ Cucchi, un agente assolto giustifica i gestacci, in Corriere della Sera, 7 giugno 2013.
  18. ^ Aldrovandi, ovazione a agenti condannati, in Corriere della Sera, 30 aprile 2014.
  19. ^ Sap: ‘Chi disprezza salute paga conseguenze’, in Il fatto quotidiano, 31 ottobre 2014.
  20. ^ Art. 1 regio decreto 18 giugno 1931, n. 773
  21. ^ art. 16 legge 23 agosto 2004 n. 226
  22. ^ Art. 1 decreto del Ministero dell'Interno 6 aprile 1999 n. 115.
  23. ^ Vedasi ad esempio artt. 702 e 703 d.lgs 15 marzo 2010 n. 66
  24. ^ Art. 84 legge 1º aprile 1981 n. 121.
  25. ^ Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 10 giugno 1982, n. 158 (supplemento ordinario).
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  27. ^ Il Giornale, Rivoluzione in Italia. Arriva il taser ecco come la polizia lo potrà usare, in sito online, 2 settembre 2018.
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  38. ^ Copia archiviata, su museoauto.poliziadistato.it. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2013).
  39. ^ Detto anche colore "bigio".
  40. ^ La tradizione vuole che la filettatura di colore cremisi raffiguri il sangue versato dai Caduti
  41. ^ Da indossare solo con l'uniforme ordinaria invernale.
  42. ^ Per alcuni anni fu di colore celeste e prima ancora di colore nero.
  43. ^ a b Per i Poliziotti di quartiere, per gli agenti dei Reparti Prevenzione Crimine e per gli istruttori di tiro.
  44. ^ da indossare in caso di servizi esterni o presso i corpi di guardia delle Questure, delle Prefetture U.T.G., dei Commissariati di P.S. e delle caserme.
  45. ^ Nel settembre del 2006 è stata emanata una ordinanza sull'uso dello spallaccio bianco, il quale dovrà essere indossato solo in caso di rappresentanza.
  46. ^ a b O gli abiti civili.
  47. ^ Nota come "divisa da O.P." o "tuta da O.P."
  48. ^ Nel periodo estivo sostituito con una maglietta a mezze maniche di colore blu.
  49. ^ Specifiche tecniche 2016 (PDF), su poliziadistato.it.
  50. ^ a b Che sta per "Repubblica Italiana".
  51. ^ Fonte: Pag. 207 del Calendario Atlante De Agostini 2008.
  52. ^ compendio 2009[collegamento interrotto]
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  54. ^ Organico della Polizia di Stato (PDF), Fonte: Alte Professionalità Vigili del Fuoco. URL consultato il 24 aprile 2010.
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  66. ^ Il capo della Polizia è morto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Luigi Mone, L'Amministrazione della Pubblica Sicurezza e l'ordinamento del personale, Laurus Robuffo, 2013, ISBN 978-88-8087-744-8.
  • Giorgio Cantelli e Luigi Memma, Polizia a cavallo. Storia, ordinamenti, uniformi, Bagnolo San Vito, Ponchiroli editori, 2009, ISBN 978-88-902347-8-1.
  • Antonio Laurito, La storia e le uniformi della Polizia italiana, Roma, Promozioni editoriali police, 2008.
  • Annibale Paloscia e Maurizio Salticchioli, I capi della polizia. La storia della sicurezza pubblica attraverso le strategie del Viminale, Roma, Laurus Robuffo, 2003.
  • Giuseppe Quilichini, Storia fotografica della polizia 1848-1962. Una storia di uomini, Foggia, Italia Editrice New, 2005, ISBN 978-88-95038-01-8.
  • Giulio Quintavalli, Da sbirro a investigatore. Polizia e investigazione dall’Italia liberale alla Grande guerra, Udine, Aviani & Aviani editori, 2017, ISBN 978-88-7772-252-2.

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