Istituto europeo per le norme di telecomunicazione
| Istituto europeo per le norme di telecomunicazioni | |
|---|---|
| European Telecommunications Standards Institute | |
| Abbreviazione | ETSI |
| Tipo | Organismo europeo di normazione (ESO); associazione senza scopo di lucro |
| Affiliazione internazionale | Riconosciuto dall'Unione europea come European Standards Organization (Regolamento (UE) n. 1025/2012) |
| Fondazione | 1988 |
| Fondatore | Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT) |
| Scopo | Sviluppo e pubblicazione di standard per le telecomunicazioni e per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) |
| Sede centrale | |
| Area di azione | Europa (attività e membri a livello globale) |
| Presidente del Board | Markus Mueck |
| Direttore | Jan Ellsberger (direttore generale) |
| Lingue ufficiali | inglese (lingua di lavoro), francese; tedesco (lingue ufficiali dell'Assemblea generale) |
| Membri | oltre 900 organizzazioni (2026) |
| Sito web | |
L'Istituto europeo per le norme di telecomunicazioni', in inglese European Telecommunications Standards Institute (ETSI), è un organismo internazionale indipendente e senza fini di lucro che sviluppa e pubblica standard nel settore delle telecomunicazioni e, più in generale, dell'ICT. ETSI è uno dei tre organismi europei di normazione (European Standards Organizations, ESO) riconosciuti dall'Unione europea insieme a CEN e CENELEC.[1]
In tale ruolo ETSI contribuisce anche alla predisposizione di norme armonizzate a supporto della legislazione dell'UE, elaborate su richiesta della Commissione europea.[2][3]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]ETSI è stato istituito nel 1988 dalla CEPT in risposta a proposte della Commissione europea.[4][5]
La sede centrale è a Sophia Antipolis (Valbonne, Francia).[6]
ETSI è un'associazione senza scopo di lucro regolata dal diritto francese (legge del 1º luglio 1901).[7]
Struttura e governance
[modifica | modifica wikitesto]La governance di ETSI si articola attorno all'Assemblea generale (General Assembly), al Board e al Segretariato (Secretariat), guidato dal direttore generale (Director-General).[8]
Il direttore generale è nominato dall'Assemblea generale; dal 2024 la carica è ricoperta da Jan Ellsberger.[9]
Per il triennio 2023-2026 il Board è presieduto da Markus Mueck.[10]
Le lingue ufficiali dell'Assemblea generale sono inglese, francese e tedesco; la lingua di lavoro dei gruppi tecnici è l'inglese e i documenti ETSI sono adottati e pubblicati in inglese.[11]
Attività di standardizzazione
[modifica | modifica wikitesto]ETSI sviluppa standard per reti e servizi ICT (fissi e mobili), comunicazioni radio, convergenza Internet, cybersecurity e altre aree tecnologiche correlate.[12]
Tra gli esempi storici più noti di standard sviluppati nell'ambito ETSI rientrano:
- GSM (2G) e, tramite iniziative di cooperazione, le specifiche per generazioni successive di reti mobili (3G/4G/5G);[13]
- DECT per comunicazioni cordless;[14]
- TETRA per comunicazioni radio professionali e servizi di emergenza.[15]
ETSI partecipa inoltre a iniziative di standardizzazione in partenariato; ad esempio, è founding partner del 3GPP (1998).[16]
Membri
[modifica | modifica wikitesto]ETSI conta più di 900 organizzazioni membri provenienti da oltre 60 paesi e cinque continenti, tra cui imprese grandi e piccole, operatori di rete, università e centri di ricerca, amministrazioni pubbliche e altri soggetti interessati al settore ICT.[17]
Proprietà intellettuale e politica IPR
[modifica | modifica wikitesto]La presenza di brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale (Intellectual Property Rights, IPR) è un aspetto centrale nella standardizzazione. ETSI disciplina questo tema attraverso la propria ETSI IPR Policy, che mira a bilanciare l'interesse dei titolari di IPR a essere adeguatamente remunerati per l'uso dei brevetti essenziali (SEP) e l'esigenza degli implementatori di accedere alle tecnologie definite dagli standard a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie (FRAND).[18]
La ETSI IPR Policy fa parte delle regole interne dell'Istituto (Annex 6 delle Rules of Procedure) ed è vincolante per i membri ETSI; è affiancata da un documento guida esplicativo (ETSI Guide on IPRs).[19]
Le dichiarazioni e gli impegni di licenza relativi a IPR essenziali o potenzialmente essenziali vengono raccolti e pubblicati tramite l'ETSI IPR Online Database e tramite lo Special Report SR 000 314 (aggiornato periodicamente).[20] ETSI precisa che le informazioni presenti nel database derivano dalle comunicazioni ricevute e che l'Istituto non verifica, in via generale, la validità o la rilevanza/essenzialità delle informazioni dichiarate; gli utilizzatori sono quindi invitati a contattare i titolari dei brevetti per valutazioni di licensing e stato dei diritti.[21]
La ETSI IPR Policy prevede inoltre che gli impegni FRAND relativi a IPR essenziali vincolino anche i successori in caso di trasferimento della titolarità (successors-in-interest).[22]
Pubblicazioni e tipologie di documenti
[modifica | modifica wikitesto]ETSI pubblica più di 2.500 documenti tecnici all'anno; gli standard sono disponibili per il download gratuito in formato PDF.[23]
Le principali tipologie di deliverable includono:[24]
- EN – ETSI European Standard (norma europea)
- ES – ETSI Standard
- TS – ETSI Technical Specification
- TR – ETSI Technical Report
- EG – ETSI Guide
- SR – ETSI Special Report
- GS – ETSI Group Specification
- GR – ETSI Group Report
- PAS – Publicly Available Specification
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Key players in European Standardisation, su European Commission. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Harmonised standards, su European Commission. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI in Europe – Supporting European regulation & legislation, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Our history, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) About CEPT – Background, su CEPT. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Contact us – ETSI Headquarters, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Legal Notice, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI Directives – Version 52 (5 December 2025) (PDF), su ETSI Portal. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI elects Director-General Jan Ellsberger, su ETSI, 17 aprile 2024. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) List of ETSI Board Members (2023-2026), su ETSI Portal. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI Directives – Version 52 (5 December 2025) (PDF), su ETSI Portal. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Our history, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Standards, Specifications and Reports, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Standards, Specifications and Reports, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Standards, Specifications and Reports, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Our history (1998: ETSI founding partner in 3GPP), su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI members around the world, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Intellectual Property Rights policy and IPR online database, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI Guide on IPRs (10 June 2021; referenced in ETSI Directives 12 December 2022) (PDF), su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI Guide on IPRs (sezioni su SR 000 314 e IPR Online Database) (PDF), su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI Guide on IPRs (nota su controlli/validità dei dati nel database) (PDF), su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ETSI IPR Policy (clausola sul trasferimento di ESSENTIAL IPR e vincolo per i successori) (PDF), su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Standards, Specifications and Reports, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Types of standards, su ETSI. URL consultato il 6 gennaio 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su etsi.org.
- ETSI (canale), su YouTube.
- (EN) Denis Howe, European Telecommunications Standards Institute, in Free On-line Dictionary of Computing. Disponibile con licenza GFDL
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 147031580 · ISNI (EN) 0000 0001 1401 0734 · LCCN (EN) nr97002739 · GND (DE) 5065322-2 · BNF (FR) cb12211801s (data) · J9U (EN, HE) 987007260955905171 |
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