Polizia dell'immigrazione e delle frontiere

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Polizia di Stato.

Polizia dell'immigrazione e delle frontiere
Polizia frontiera.jpg
Scudetto da braccio
Descrizione generale
NazioneItalia Italia
ServizioStemma della Polizia di Stato 2007.svg Polizia di Stato
CompitiPolizia di frontiera
Polizia giudiziaria
Controllo immigrazione
Dimensione9 zone, 18 settori e 35 scali
103 uffici immigrazione
SoprannomePolfrontiera
Sito internetpagina ufficiale
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Fonte: pagina sul sito della Polizia di Stato
Voci di forze di polizia presenti su Wikipedia

La Polizia dell'immigrazione e delle frontiere, è una delle specialità della Polizia di Stato italiana con compiti di polizia di frontiera.

Dipendente dal Direzione centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere del ministero dell'Interno, si occupa principalmente di controllo delle frontiere e controllo dell'immigrazione. È formata da strutture operative utilizzate per i Servizi di Contrasto all'Immigrazione Clandestina attraverso le frontiere degli scali aerei e marittimi. Dipendono dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed in particolare dalla Direzione Centrale della Polizia dell'Immigrazione e delle Frontiere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1926 fu istituita dal governo Mussolini la Milizia confinaria, per la sorveglianza diretta delle zone immediatamente adiacenti alla linea di frontiera, con il compito di assicurare che nessun valico, o colle, o accesso, per quanto malagevole, potesse sfuggire al controllo e consentire il transito clandestino del confine nazionale ad essa si affiancò nel 1943 la Guardia alla frontiera del Regio Esercito.

Con la nascita della Repubblica Italiana, la "Polizia di frontiera" fu nel 1947 individuata come specialità del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, con ufficiali, sottufficiali e militari di truppa. Con la riforma del 1981 l'intera Polizia divenne corpo civile militarmente organizzato e denominata Polizia di Stato.

La loro ultima regolamentazione è legata alla legge 30 luglio 2002, n. 189, più nota come Legge Bossi-Fini, relativa alla modifica della normativa in materia di Immigrazione e Asilo, con l'articolo 35 e la direzione operativa, ai sensi di un decreto ministeriale del 1989, è distribuita in 9 zone, 18 settori e 35 scali marittimi e/o aerei viene svolta dagli Uffici di Polizia di Frontiera dislocati nel Territorio Nazionale e suddivisi in scali Aerei, Marittimi e Terrestri, questi ultimi non più operativi per la chiusura avvenuta in concomitanza dell'accordo di Schengen e l'istituzione della Comunità Europea.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Tutti gli Uffici dipendono dalle Zone di Polizia di Frontiera così disposte:

La polizia di frontiera, "al fine di migliorare i controlli alle frontiere e combattere l'immigrazione illegale",

Ai sensi del d.lgs. 2 agosto 2007, n. 144 riceve trasmissione anticipata, da parte dei vettori, dei dati relativi alle persone trasportate nel territorio dello Stato italiano.[1]. Il decreto contiene anche definizione del controllo effettuato alla frontiera, che viene qualificato "esclusivamente come reazione alla richiesta di attraversamento di tale frontiera, senza tener conto di qualsiasi altra considerazione".

Le informazioni fornite comprendono:

a) il numero, il tipo e la data di scadenza del documento di viaggio utilizzato;
b) la cittadinanza;
c) il nome completo;
d) la data e il luogo di nascita;
e) il valico di frontiera di ingresso nel territorio italiano;
f) il numero del volo, la data di partenza e di arrivo;
g) l'ora di partenza e la durata del volo;
h) il numero complessivo dei passeggeri trasportati con tale volo;
i) il primo punto di imbarco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo del decreto su Rivista giuridica[collegamento interrotto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pagina sul sito della Polizia di Stato
  • Pagina sul sito del Ministero dell'Interno