Beretta M34

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Beretta M34
Beretta 1934.jpg
Tipo Pistola semiautomatica
Origine Italia Italia
Produzione
Varianti M35
Descrizione
Peso 650 g
Lunghezza 152 mm
Lunghezza canna 89 mm
Calibro 9 mm
Munizioni 9 × 17 mm (detto anche 9 mm Corto o .380 ACP )
Azionamento A massa battente
Velocità alla volata 295 m/s
Tiro utile 10-15 m
Alimentazione Caricatore a scatola rimovibile da 7 cartucce
Organi di mira Fissi sul carrello
Modern.Firearms.ru[1]
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La Beretta modello 1934 è una pistola semiautomatica compatta, ad azione singola e a chiusura labile (cioè con canna sempre svincolta dal carrello), progettata e costruita dalla Fabbrica d'Armi Pietro Beretta. Fu concepita per i funzionari di pubblica sicurezza e poi distribuita come arma da fianco al Regio Esercito italiano; rimase in uso presso le Forze Armate della Repubblica Italiana anche nel dopoguerra e sino agli anni novanta del secolo scorso, quando fu progressivamente completata la sua sostituzione con altre armi. Il calibro è il 9 x 17 mm, conosciuto anche come 9 mm Corto o .380 ACP.

Storia e servizio[modifica | modifica wikitesto]

La M34, progettata su esplicita richiesta del Ministero dell'Interno per i funzionari del dipartimento della pubblica sicurezza che svolgevano servizio in borghese, fu adottata nel 1936 come arma corta d'ordinanza dal Regio Esercito Italiano e successivamente anche dalla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. La pistola era una evoluzione dei modelli Beretta M15 e Beretta M23, distribuiti all'Esercito e alla Regia Marina. Costruita con un numero ridotto di parti (39), richiedeva una lavorazione minore rispetto ai modelli usati da altre nazioni e questo ne assicurò la buona qualità anche negli anni finali della Seconda guerra mondiale. Qualità riconosciuta anche dagli Inglesi per i quali era un'ambita preda bellica cui affibbiavano nomignoli che ne riconoscevano la pericolosità. La chiamavano anche "Red Point", per il punto rosso vicino alla leva di sicura. . Furono riconosciute ottime per la difesa ravvicinata sia dagli Alleati inglesi e americani, che ne apprezzavano purer la semplicità d'uso e l'occultabilità, sia dai Tedeschi, che le ritenevano immuni da inceppamenti, come la sovietica Tokarev tt33, e perciò le preferivano alle loro più delicate Luger o Walther.

Una variante del modello 34 era la Beretta M35, costruita per il calibro 7,65 mm Browning, che per quanto messa in produzione per rispondere alle esigenze del mercato civile, fu adottata anche da Marina e Aeronautica e dalla R.S.I. e forze armate tedesche d'occupazione.

Anche il corpo Regie Guardie di Pubblica Sicurezza (poi nel 1944 corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza) ebbe in ordinanza la mod. 34 in cal. 9 Corto.

Le pistole costruite nel ventennio fascista erano marchiate sul carrello con l'anno di fabbricazione e l'anno dell'era fascista in numeri romani. Altri marchi presenti sul fusto, superiormente dietro la guancetta sinistra, sono la sigla RE con coroncina soprastante a indicare le pistole destinate al Regio Esercito, o PS per le pistole del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Vari esemplari di M34, preda bellica, finirono all'estero.

Fu l'arma che Nathuram Godse usò per uccidere Mahatma Gandhi il 30 gennaio 1948.

Nel dopoguerra la M34, anche nei suoi esemplari più datati, rimase quale arma da fianco d'ordinanza del ricostituito Esercito Italiano, e di conseguenza anche dell'Arma dei Carabinieri (non ancora Forza Armata autonoma)

Per gli usi di pubblica sicurezza divenne presto obsoleta già a partire dai primi anni sessanta del Novecento. Ma solo a partire dagli anni settanta la polizia italiana adottò l'erede Beretta M51 in cal. 9x19 parabellum. I Carabinieri poterono adottare quest'ultima solo parzialmente. Per allinearsi al miglior standard d'armamento della Polizia di Stato, poterono rimpiazzar gradualmente la M34 con la 92 S Solo dal 1981, comunque ben prima delle altre Armi dell'E.I. che dovettero attendere ancora qualche anno. Negli anni '80 era perciò frequente che gli ufficiali dell'Esercito si vedessero assegnare esemplari di M34 che dalla punzonatura risultavano prodotti nel secondo conflitto mondiale, ormai poco precisi causa l'usura della canna ma soprattutto del gioco preso dal peraltro ingegnoso sistema di aggancio della medesima al castello, a seguito delle operazioni di smontaggio a scopo addestrativo e manutentivo, paradossalmente più frequenti dell'utilizzo effettivo dell'arma nei poligoni.

Fino a tale periodo la M34 rimase in uso anche presso la Guardia di Finanza che però aveva iniziato a rimpiazzarla coi nuovi modelli Beretta 92 già dal 1977. L'ultimo lotto prodotto per la G.d.F., dal 1971 al 1980, comprendeva un certo numero di armi modificate, destinate alle scuole e al nascente reparto dei Baschi Verdi. Le modifiche consistevano in un prolungamento della canna, nell'eliminazione del caratteristico becco poggia-mano del caricatore e in un notevole alleggerimento dello scatto, portato a un chilo e mezzo dai 5 chili del modello base.

Gli ultimi nei corpi armati dello Stato ad averla ancora in dotazione furono gli agenti dei reparti Celere e Mobili e gli allievi agenti della Polizia di Stato (che però a volte ebbero anche la M51 in cal.9 para, in fase di sostituzione con i modelli Beretta più recenti 92S). Invece in quasi tutti i corpi dei vigili urbani italiani, in quanto non aventi lo status di forze armate, e presso molti "corpi" privati di guardie giurate, rimase a lungo in dotazione la mod. 35 cal. 7,65.

Negli anni ottanta, dopo la demilitarizzazione del calibro, la Beretta pose in vendita un certo numero di pezzi, costruiti assemblando le parti di ricambio giacenti in magazzino.

Oggi è diffusa anche nel mercato civile e si possono trovare sia esemplari risalenti al periodo fascista sia altri più recenti

Specifiche[modifica | modifica wikitesto]

La modello 34 è costruita in acciaio, lunga 152 mm e pesa, scarica, 650 grammi. La canna è lunga 86 mm (più lunga nei mod. modificati dal 1971 al 1980 per la Guardia di Finanza) ed è camerata per il calibro 9 x 17 mm, conosciuto anche come 9 Corto o .380 Auto. Si tratta di una munizione dal modesto potere d'arresto, se paragonata ad altre impiegate per armi da fianco coeve, ma comunque sufficiente per la difesa personale ravvicinata.

Sul fusto, sul lato sinistro, è presente una sicura manuale che, inserita (lettera "F" coperta), blocca il grilletto. Sparato l'ultimo colpo, il carrello è contrastato e arrestato nel movimento in avanti dall'elevatore del caricatore, perciò rimane aperto: questo dà il segnale di arma scarica (sistema detto "OACE", acronimo di Otturatore Aperto Caricatore Esaurito). Il caricatore ha una capienza di 7 cartucce ed un'estensione a becco poggiamano nella parte inferiore, che ne agevola l'estrazione e permette il corretto posizionamento delle dita sull'impugnatura anche per mani molto grosse.

Tale becco è stato eliminato nei modelli modificati per la G. d. F.

La pistola M34 è robusta e ben rifinita e può essere facilmente smontata nelle parti essenziali (carrello - canna - asta guidamolla), che risultano intercambiabili tra armi diverse: in questo modo è assicurata una manutenzione rapida e semplice anche in battaglia.

La forza da esercitare sul grilletto è pari a 5 kg per i modelli stabdard e solo 1,5 kg neii modelli modificati per la Gdf

Il calibro 9 corto provoca un certo rilevamento allo sparo, data la leggerezza della pistola (e anche la forza non indiferentea da applicare al grilletto nei mod. standard). Se camerata in calibro 7,65 (M35), il rinculo è più gestibile, il che facilita la tenuta "in mira", anche se cala ulteriormente il potere d'arresto.

Per un tiro utile, la 34 in cal. 9 ha, per un tiratore medio, un limite sui 10/15 metri come distanza di tiro in emergenza per difesa. Con la M35 in cal. 7,65 aumenta la precisione, che si attesta sui 15 metri (o poco più) su bersaglio umano.

L'occultabilità dell'arma è proverbiale: M34 e M35 sono le più piccole tra le cal. 9 o 7,65.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

Nei Corpi Armati e FF.AA. italiane dal 1936 a primi anni '90 del Novecento

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1934 al 1980 comprese quelle modificate per la G d F

La M34 nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • In ambito cinematografico, la M34 compare nel film Hannibal.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Beretta model 34 / 1934 and model 35 / 1935 pistol (Italy), world.guns.ru. URL consultato il 17 aprile 2013.
  2. ^ Hannibal, imfdb.org. URL consultato il 17 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hogg I., Il Grande Libro delle Pistole di Tutto il Mondo, De Vecchi, 1978

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]