10,35 × 20 mm

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10,35 × 20 mm
Descrizione
Tipoper rivoltella
OrigineItalia Italia
In servizio dal1874
Impiegata daRegio Esercito
ConflittiGuerre coloniali
Brigantaggio
Guerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Storia
ProgettistaSocietà Siderurgica Glisenti
Data progettazione1874
ProduttorePirotecnico di Torino Pirotecnico di Bologna Pirotecnico di Capua
Leon & Beaux
Giulio Fiocchi
Periodo produzione1874 - presente
VariantiMod. 89
Mod. 99
Specifiche tecniche
Diametro proiettile10,72 mm (.422 in)
Diametro collo10,95 mm (.431 in)
Diametro spalla10,95 mm (.431 in)
Diametro base11,68 mm (.460 in)
Diametro fondello13,06 mm (.514 in)
Spessore fondello2,60 mm (.102 in)
Lunghezza bossolo19,95 mm (.785 in)
Lunghezza cartuccia30,13 mm (1.186 in)
Tipo di polverepolvere nera
Peso della polvere1,10 g (17 gr)
Sistema di innescoa percussione centrale Boxer innescato
www.municion.org
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La 10,35 × 20 mm o 10,35 mm Ordinanza Italiana è una cartuccia sviluppata dalla Società Siderurgica Glisenti per la pistola da essa progettato Chamelot-Delvigne Mod. 1874 nel 1874 (per questo la cartuccia veniva anche chiamata Mod. 74). Con l'adozione di altri revolver la cartuccia subì varie modifiche che ne cambiarono anche la denominazione (Mod. 89, Mod. 99).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1861, il Regio Esercito aveva in dotazione revolver a retrocarica francesi, i Lefaucheux Mod. 1861 (che prendevano il nome dall'armaiolo francese che li realizzò), che utilizzavano cartucce "a spillo".
Nonostante i notevoli pregi, i revolver a spillo furono presto superati da quelli che utilizzavano cartucce a percussione centrale. Così, all'inizio degli anni '70, si pensò di dotare il proprio esercito di una pistola adeguata ai tempi, la scelta cadde su una pistola francese a rotazione. Essa venne messa in dotazione dell'esercito italiano nel 1874, chiamata mod. 1874 "Chamelot-Delvigne" (prendendo il nome dai due armaioli che la brevettarono). Fu per questo revolver che la Glisenti progettò la cartuccia 10,35 mm Ordinanza Italiana. Da quell'anno la cartuccia rimase sostanzialmente immutata fino al 1889.
Nel 1889 si decise di adottare una nuova pistola a rotazione, più compatta e con meccanismo semplificato: fu così che nacque la mod. 1889 "Bodeo" (dal nome del suo progettista che la brevettò). In quell'occasione si apportarono anche alcune modifiche alla cartuccia, intercambiabile con la precedente, che assunse la denominazione 10,35 mm Mod. 89. Un nuovo cambiamento avvenne nel 1899 prendendo la denominazione di Mod. 99.
Nel 1916 fu sviluppato un nuovo revolver, il Tettoni Mod. 1916, anch'esso utilizzava la cartuccia 10,35 mm. ordinanza italiana.

Le munizioni calibro 10,35 mm ordinanza italiana vengono prodotte ancora oggi dalla ditta Fiocchi.

Dettagli tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Mod. 74[modifica | modifica wikitesto]

Il Mod.74 è il primo modello della cartuccia, concepito per il Glisenti mod. 1874. La palla era in piombo pesante 11,0 g e lunga 7,58 mm (.298 gr ). Il bossolo era prodotto in tombacco, poi ottone, con innesco a percussione centrale Boxer e lungo 19,95 mm (.785 in). La carica si componeva di 1,10 g (17 gr) di polvere nera a grana fine. La lunghezza totale equivaleva a 30,13 mm (1.186 in). Il peso totale era di 11,6 g (180 gr).

Mod. 89[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento del revolver mod. 1889, a seguito della ratificazione della Convenzione di Ginevra fu abbandonata la palla completamente in piombo, considerata espansiva, per adottare la palla blindata (palla in ottone con anima in piombo). L'innesco diventò un Berdan ed il bossolo diventò più lungo. Questo nuovo modello venne ufficialmente denominato Mod.89.

Mod. 99[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente la polvere nera venne sostituita da 0,55 g di balistite. In questa cartuccia viene anche inserito nello spazio vuoto tra la palla e la polvere uno stoppaccio di stoffa idrofila (chiamato borra), che ha lo scopo di evitare la dispersione dei gas che si sprigionano con lo scoppio. Anche in questo caso l'innesco è Berdan, ma sia il bossolo che la cartuccia sono più corti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frank C. Barnes, Cartucce leggere di tutto il mondo, Ermanno Albertelli Editore, 2004. ISBN 978-88-85909-21-2.
  • Ruggero Filippo Pettinelli, Armi portatili e munizioni militari Italiane 1870-1998, Gaspari Editore, 2002. ISBN 88-86338-96-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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