Taser

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Una M26 Taser del modello militare
Un taser-x26 con visibile arco elettrico che si sprigiona fra i due elettrodi

Il Taser[1] (acronimo dell'inglese Thomas A. Swift's Electronic Rifle, "fucile elettronico di Thomas A. Swift") è una marca di pistola elettrica, anche nota come storditore elettrico o dissuasore elettrico. È classificato tra le armi da difesa «meno che letali» che fa uso dell'elettricità per paralizzare i movimenti del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli.

È stata inserita dall'ONU nella lista degli strumenti di tortura. Secondo Amnesty International l'arma in pochi anni è stata responsabile di centinaia di morti nei soli Stati Uniti,[2] ma secondo altri studi le morti sarebbero state concausate dai problemi cardiologici di cui soffrivano i soggetti colpiti.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tale dispositivo è stato ideato nel 1969 da Jack Cover ma i modelli che permettono l'immobilizzazione totale di una persona sono stati progettati a partire dal 1998.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Quando viene azionato, il taser proietta due piccoli dardi con traiettorie non parallele in modo da aumentare la distanza tra i due, dato che l'efficacia aumenta quanto più i dardi sono distanti tra loro. Questi dardi sono collegati tramite dei fili elettrici al resto del dispositivo, il quale produce una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente, rilasciata in brevissimi impulsi. Entrambi i dardi devono colpire il bersaglio ma non è necessario che attraversino i vestiti, inoltre è possibile toccare il soggetto colpito senza subire l'effetto del taser perché l'elettricità passa solo per il percorso più breve che unisce i due dardi.[senza fonte]

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Per la legge italiana il taser è considerato arma propria ma non arma da fuoco e per importarlo serve un'apposita licenza. Possono essere venduti dagli armieri a persone con porto d'armi ma non possono essere portati per nessun motivo. Una circolare del Ministero dell'interno del 1997 ha chiarito l'utilizzo e l'acquisto di tali strumenti, che necessitano di particolari autorizzazioni.[3] Dal 2014 in Italia si iniziò ad ipotizzare l'adozione di tale dispositivo per le Forze dell'ordine. Il 4 luglio 2018 il Ministero dell'Interno, sotto la guida di Matteo Salvini, introduce l'utilizzo in via sperimentale da parte dell'Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato in 12 città: (Milano, Napoli, Genova, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi).[4]. Al termine del periodo di sperimentazione, iniziato operativamente a settembre 2018, si procederà con la formazione, arrivando a consegnare i dispositivi a tutte le pattuglie della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, e polizia locale di alcune città[5].

Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2007 l'ONU ha equiparato l'uso di taser ad una forma di tortura e ne ha sconsigliato l'acquisizione alle forze di polizia portoghesi.[6]

Repubblica di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Nella Repubblica di San Marino il taser è in dotazione dal 2013 ai due corpi di polizia: Gendarmeria e Polizia Civile. Ad oggi risulta che gli operatori di Polizia sammarinese abbiano utilizzato lo strumento per immobilizzare soggetti nelle fase di arresto, senza alcuna problematica.[senza fonte]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Negli USA il taser è largamente impiegato nelle forze di polizia. Nel paese vengono inoltre commercializzati anche modelli espressamente pensati per la difesa personale. Amnesty International ha denunciato che negli Usa, dal 2001 all'agosto 2008, sono morte 334 persone dopo essere state colpite da taser. Medici e magistrati sono giunti alla conclusione che nel 50 per cento dei casi i taser abbiano causato direttamente o contribuito a causare la morte. In almeno sei casi mortali, i taser sono stati utilizzati su persone che avevano problemi di salute in fase acuta, tra cui un medico che aveva avuto un incidente con la propria automobile, andata distrutta, nel corso di una crisi epilettica. È morto dopo essere stato ripetutamente colpito da un taser sul ciglio della strada dove, stordito e confuso, non riusciva a obbedire ai comandi di un agente.[7]

Dibattito e contestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Controversie sull'utilizzo dei taser.

La ditta TASER International ha affermato che i taser non hanno mai causato decessi.[8]

Nel novembre 2007, in conseguenza della morte di una persona in Canada (la terza nel lasso di tempo di un mese) si sono accentuate le polemiche sull'uso di questo tipo di arma, la cui adozione è stata fortemente criticata dall'ONU e della quale Amnesty International ha chiesto il ritiro.[9][10]

Uno studio finanziato dal National Institute of Justice e svolto dalla Wake Forest University School of Medicine prendente in esame 1000 casi di individui colpiti da un taser ha riportato che in nessun caso il taser fu causa di morte. Secondo lo studio il 99,7% dei colpiti non riportò danni o subì danni leggeri (lividi, sbucciature) mentre il rimanente 0,3% dovette ricevere cure ospedaliere. Le ferite erano causate dalla caduta dei soggetti dopo essere stati colpiti dal taser.[11]

Uno studio commissionato dalla Canadian Broadcasting Corporation ha determinato che il 10 per cento dei 41 taser esaminati sprigionava più corrente di quella dichiarata dal produttore, mettendo quindi in luce la necessità di altre verifiche e test indipendenti su queste armi.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marchio depositato dalla TASER International, Inc.; Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto
  2. ^ (EN) Amnesty International Urges Stricter Limits on Police Taser Use as U.S. Death Toll Reaches 500 – Amnesty International USA, in Amnesty International USA. URL consultato il 14 settembre 2018 (archiviato il 31 marzo 2018).
  3. ^ Storditori elettrici sul sito della Polizia di Stato, su poliziadistato.it (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2013).
  4. ^ Sicurezza, via alla sperimentazione del taser per le forze dell'ordine, in Repubblica.it, 4 luglio 2018. URL consultato il 5 luglio 2018.
  5. ^ Taser e banca dati. Le nuove armi della polizia locale, su L'Arena, 23 Settembre 2018 (archiviato il 23 Settembre 2018).
  6. ^ ONU: i Taser sono Tortura, Punto Informatico, 26 novembre 2007. URL consultato il 26 novembre 2007.
  7. ^ Taser Abuse in the United States, su amnestyusa.org. URL consultato il 4 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2010).
  8. ^ Are TASER devices safe?, su www2.taser.com. URL consultato il 4 maggio 2010.
  9. ^ Fonte: Canada.blogosfere.it
  10. ^ Simona Marchetti, Pistole paralizzanti in mano ai bobby, Corriere della Sera, 5 settembre 2007. URL consultato il 3 settembre 2018 (archiviato il 4 settembre 2018).
  11. ^ I Taser sono sicuri, Punto Informatico, 10 ottobre 2007. URL consultato il 10 ottobre 2007.
  12. ^ Some tested Tasers fire stronger current than company says, CBCNews.ca, 4 dicembre 2008. URL consultato il 16 dicembre 2008.

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