Vincenzo Parisi

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Vincenzo Parisi
Parisi Pivetti.jpg
Vincenzo Parisi a colloquio con Irene Pivetti, presidente della Camera dei deputati, 1994
30 ottobre 1930 – 30 dicembre 1994 (64 anni)
Nato aMatera
Morto aRoma
Cause della morteinfarto
Luogo di sepolturaCimitero di Castel Gandolfo
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataStemma della Polizia di Stato 2007.svg Polizia di Stato
SISDE.jpg SISDE
Anni di servizio1951-1994
GradoCapo della polizia - direttore generale della pubblica sicurezza
Comandante diStemma della Polizia di Stato 2007.svg Polizia di Stato
SISDE.jpg SISDE
DecorazioniMedaglia d'oro al valor civile
"fonti nel corpo del testo"
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Vincenzo Parisi (Matera, 30 ottobre 1930Roma, 30 dicembre 1994) è stato un funzionario e prefetto italiano, capo della polizia dal 1987 al 1994.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Strage di Capaci (maggio 1992)
Strage di via d'Amelio (luglio 1992)

Nato a Matera nel 1930, si laurea all'Università di Napoli in Giurisprudenza e Scienze politiche[1]. Nel 1951 entra nel Ministero di grazia e giustizia come cancelliere volontario[1]. Nel 1955 passa al Ministero dell'interno come vicecommissario aggiunto, nel 1960 diviene commissario a Volterra e dal 1961 al 1969 è capo di gabinetto della questura di Arezzo.[1] Nel 1971 è chiamato nella segreteria dell'allora capo della polizia Angelo Vicari. Divenuto vicequestore nel 1971, è promosso questore nel 1977.[1]

Dal 1980 lavora nel Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica (SISDe),[2] facente parte dei servizi segreti italiani. Nel 1984 è nominato prefetto[2] e diviene direttore del SISDe. Il 23 gennaio 1987, con il secondo governo Craxi e ministro dell'Interno Oscar Luigi Scalfaro, diventa capo della polizia, succedendo a Giuseppe Porpora.

Negli anni della sua direzione, la mafia siciliana compie attentati terroristici di grande impatto sul Paese, tra i quali la strage di Capaci, il 23 maggio 1992, ove trova la morte il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta; la strage di via d'Amelio che il 19 luglio dello stesso anno colpisce Paolo Borsellino, collega ed amico di Falcone, e cinque agenti.

Tra i successi della Polizia, negli anni della sua direzione, è da ricordare la cattura, avvenuta il 18 maggio 1993 a Mazzarrone, nella provincia catanese, del capo mafioso Nitto Santapaola.

L'evasione di Felice Maniero, boss della cosiddetta mala del Brenta dal supercarcere di Padova, avvenuta all'alba del 14 giugno 1994, provoca polemiche sulla efficienza dei servizi di sorveglianza ed investe il vertice stesso della Polizia[3]. Il presidente del Consiglio Berlusconi riceve Parisi il 13 luglio successivo, confermandogli la fiducia.[4]

Parisi lascia il suo incarico il 27 agosto 1994[2] e gli succede il questore di Roma Fernando Masone. Quattro mesi mesi dopo, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre dello stesso anno,[5] muore a Roma a sessantaquattro anni per un infarto. Nello stesso giorno, il presidente Scalfaro gli conferisce la medaglia d'oro al merito civile.[6]

I funerali si svolgono il 3 gennaio del 1995 in Santa Maria degli Angeli alla presenza, tra gli altri, del Capo dello Stato Scalfaro, del ministro dell'Interno Maroni e del successore Masone. La salma è tumulata nella tomba di famiglia del cimitero di Castel Gandolfo, nei pressi della capitale.[7]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Nel corso dell'intera carriera, con eccezionale abnegazione ha assolto costantemente ogni più delicato incarico rendendo altissimi servizi allo Stato. Luminoso esempio di virtù civiche, di grande senso dello Stato e di fedele dedizione alle Istituzioni, ha contribuito con la sua opera ad assicurare alla comunità nazionale condizioni di sicurezza e pacifica convivenza, a garanzia delle libertà democratiche e dei valori di legalità e giustizia. 1955 - 1994.»
— Roma
— 31 dicembre 1994[8]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990, l'Amministrazione comunale di Pomarico (MT) gli conferisce il premio LucaniaOro per il sociale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Dizionario biografico degli italiani, riferimenti e link in Bibliografia.
  2. ^ a b c Scheda di Vincenzo Parisi, dal sito della Polizia di Stato. Vedi Collegamenti esterni.
  3. ^ Vedi l'articolo de La Stampa del 15 giugno 1994 Ferrara: Parisi deve pagare, elencato in Collegamenti esterni. Giuliano Ferrara era, all'epoca, ministro per i rapporti con il Parlamento del primo governo Berlusconi.
  4. ^ Vedi l'articolo del Corriere della Sera del 14 luglio 1994 A Parisi l'OK di Berlusconi, elencato in Collegamenti esterni.
  5. ^ Alcune fonti indicano come data del decesso il 31 dicembre, altre il 30. Riporta il 30, ad esempio, il volume di Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia di Berlusconi, Milano, BUR, 2001, p. 268. ISBN 88-17-12544-X.
  6. ^ La motivazione dell'onorificenza conferita il 31 dicembre 1994: "Nel corso dell'intera carriera, con eccezionale abnegazione ha assolto costantemente ogni più delicato incarico rendendo altissimi servizi allo Stato. Luminoso esempio di virtù civiche, di grande senso dello Stato e di fedele dedizione alle Istituzioni, ha contribuito con la sua opera ad assicurare alla comunità nazionale condizioni di sicurezza e pacifica convivenza, a garanzia delle libertà democratiche e dei valori di legalità e giustizia. 1955 - 1994." Vedi: Sito della Presidenza della Repubblica.
  7. ^ Vedi gli articoli del Corriere della Sera del 2 e 3 gennaio 1995, elencati in Collegamenti esterni.
  8. ^ Sito della Presidenza della Repubblica. Dettaglio decorato

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capo della polizia Successore Stemma della Polizia di Stato 2007.svg
Giuseppe Porpora dal 23 gennaio 1987 al 27 agosto 1994 Ferdinando Masone
Predecessore Direttore del Sisde Successore
Emanuele De Francesco 1984 - 1987 Riccardo Malpica
Controllo di autoritàVIAF: (EN30813886 · LCCN: (ENn79054420 · GND: (DE1129462196
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