Ictus emorragico

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L'ictus emorragico è una condizione determinata dalla presenza di un'emorragia intracerebrale non traumatica, localizzata prevalentemente nella parte emisferica profonda, quali il cervelletto, ponte di Varolio, talamo e il putamen.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Colpisce prevalentemente i maschi in età adulta.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

I sintomi che si presentano sono vomito, cefalea, precedenti traumi cranici o comunque interessamenti in tale zona.

Segni oculari[modifica | modifica sorgente]

A seconda della zona dove tale lesione ha origine analizzando ogni segno oculare, si riesce a comprendere esattamente la localizzazione:

  • Putamen – occhi deviati in senso contrario alla sede della paralisi;
  • Talamo – occhi deviati verso il basso;
  • Ponte – movimenti ridotti;
  • Cervelletto – all’inizio come per il putamen, poi cambiano direzione; in questo caso l'analisi dev'essere approfondita.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Le causa possibili che scaturiscono l'evento sono l'angiopatia ipertensiva cerebrale, angiopatia amiloide cerebrale, difetti di emostasi e infine gli angiomi.

Cause di morte[modifica | modifica sorgente]

Causa la morte delle persone con un'incidenza dei casi del 60%; quando si sopravvive a tale fenomeno è possibile rimanere invalidi.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph C. Sengen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.
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