Polinomio
| Calcolo letterale |
| Monomio |
| Binomio |
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| Prodotti notevoli |
| Divisione dei polinomi |
| Divisibilità dei polinomi |
| Teorema di Ruffini |
| Regola di Ruffini |
| Divisibilità di binomi notevoli |
In matematica un polinomio è un'espressione con costanti e variabili combinate usando soltanto addizione, sottrazione e moltiplicazione. In altre parole, un polinomio tipico, cioè ridotto in forma normale, è la somma algebrica di alcuni monomi non simili tra loro, cioè con parti letterali diverse. Ad esempio
è la somma di tre monomi. Ciascun monomio è chiamato termine del polinomio.
Le costanti sono anche chiamate "coefficienti" e sono tutte elementi di uno stesso insieme numerico o di un anello.
Quando valutati in un opportuno dominio, i polinomi possono essere interpretati come funzioni. Ad esempio, il polinomio
definisce una funzione reale di variabile reale.
Quando questo ha senso, le radici del polinomio sono definite come l'insieme di quei valori che, sostituiti alle variabili, danno all'espressione polinomiale il valore nullo. Ad esempio,
ha come radici i valori 1 e 2, poiché
I polinomi sono oggetti matematici di fondamentale importanza, alla base soprattutto dell'algebra, ma anche dell'analisi e della geometria analitica.
Indice |
Nomenclatura [modifica]
Un polinomio si dice:
- ridotto in forma normale, quando è stato semplificato, sono stati accorpati i suoi termini simili e sono stati eliminati gli eventuali monomi nulli. Ad esempio:
-
- ridotto in forma normale diventa
- nullo, se consta del solo zero.
- monomio, binomio, trinomio, quadrinomio... se è la somma di 1, 2, 3, 4... monomi.
- omogeneo se è la somma di monomi dello stesso grado. Ad esempio:

è omogeneo di grado 2.
Due polinomi sono considerati uguali se, dopo essere stati ridotti in forma normale, hanno gli stessi termini, a meno dell'ordine. Quindi i polinomi seguenti sono uguali:
Il grado di un polinomio non nullo e ridotto in forma normale è il massimo grado dei suoi monomi, mentre il grado parziale rispetto ad una variabile è il grado risultante vedendo tutte le altre variabili come coefficienti. Quindi
ha grado due, mentre ha gradi parziali uno rispetto sia a
che a
.
Si dicono coefficienti di un polinomio i coefficienti dei suoi singoli termini. Quindi i coefficienti di
sono rispettivamente 2, 1 e 1: il coefficiente 1 in un monomio è solitamente sottinteso.
Il termine noto di un polinomio ridotto in forma normale è l'unico monomio (se esiste) di grado zero, cioè non contenente variabili. Se non esiste un tale monomio, il termine noto è considerato generalmente inesistente o uguale a zero, secondo il contesto. Ad esempio, in
il termine noto è l'ultimo monomio: "5".
Operazioni con i polinomi [modifica]
Due polinomi possono essere sommati, sottratti, e moltiplicati usando le usuali proprietà commutativa, associativa e distributiva delle operazioni di somma e prodotto. Ad esempio, se
allora la somma ed il prodotto di p e q sono rispettivamente
Somme e prodotti di polinomi danno come risultato un nuovo polinomio.
Riduzione delle variabili [modifica]
In un polinomio, è spesso utile considerare alcune variabili come costanti. Ad esempio, il polinomio
può essere considerato anche come polinomio in x soltanto, dando a y il ruolo di un valore costante. Alternativamente, può essere visto come polinomio in y soltanto. Le proprietà dei polinomi che ne risultano possono essere molto diverse tra loro: qui ad esempio p ha grado 2 rispetto a x, e solo 1 rispetto a y. Ad esempio, il polinomio
è di grado 5, ma se visto soltanto nelle singole variabili x, y e z ha grado rispettivamente 2, 3 e 4.
Polinomi di una sola variabile [modifica]
Un polinomio generico con una sola variabile si può rappresentare con la seguente scrittura:
con
diverso da zero. Con questa scrittura,
è il termine noto e
è il grado.
si dice coefficiente direttore.
Un tale polinomio è
- monico, se
, - completo, se tutti gli
sono diversi da zero, per 0 ≤ i ≤ n.
Radici di un polinomio [modifica]
| Per approfondire, vedi Radice (matematica). |
Una radice di un polinomio
in una sola variabile è un numero
tale che
cioè tale che, sostituito a
, rende nulla l'espressione. Quindi se
il numero
è radice se
Nel caso di polinomi a coefficienti reali l'insieme delle radici reali di un polinomio p si può visualizzare sul piano cartesiano come l'intersezione del grafico della funzione polinomiale y=p(x) con l'asse delle ascisse.
In un dominio, un polinomio di grado
può avere al più
radici distinte. Esistono polinomi senza radici reali, come ad esempio
poiché
per ogni
reale. D'altra parte, per il teorema fondamentale dell'algebra ogni polinomio complesso ha esattamente
radici complesse, contate con molteplicità.
Nella scuola vengono insegnate formule per trovare le radici dei polinomi di primo e secondo grado. Esistono formule analoghe per esprimere la radici di un polinomio di terzo e quarto grado in termini dei coefficienti, utilizzando solamente le quattro operazioni ed estrazioni di radice (la cosiddetta risoluzione per radicali). È stato invece dimostrato nella teoria di Galois che non esiste una formula generale di questo tipo per polinomi dal quinto grado in su.
Funzioni polinomiali [modifica]
Sia
un anello. A un polinomio
a coefficienti in
si può associare una funzione polinomiale, che è la funzione da
in sé definita da
per
. Se
è finito, allora polinomi diversi possono dare luogo alla stessa funzione. Per esempio se
è il campo con un numero primo
di elementi, allora al polinomio nullo e al polinomio
è comunque associata, per il piccolo teorema di Fermat, la funzione che manda ogni elemento di
in zero. Lo stesso può valere se
è infinito, ma non è un dominio, per esempio se
è un'algebra esterna infinita, in cui vale
per ogni
.
Se invece
è un dominio infinito, allora vale il seguente principio d'identità dei polinomi, che afferma che a polinomi diversi sono associate funzioni polinomiali diverse (cioè la funzione sopra descritta che associa a un polinomio una funzione polinomiale è iniettiva):
- due polinomi
e
a coefficienti in un anello commutativo
infinito tali che
per ogni
sono uguali.
Questo dipende dal fatto che in un dominio un polinomio non nullo ha solo un numero finito di radici.
Negli esempi che seguono, fissiamo
eguale al campo dei numeri reali. A seconda del grado,
- un polinomio di grado 0 è una funzione costante,
- un polinomio di grado 1 è una funzione lineare,
- un polinomio di grado 2 è una funzione quadratica o conica,
- un polinomio di grado 3 è una funzione cubica.
Esempi [modifica]
Derivata [modifica]
Una funzione polinomiale a coefficienti reali
è derivabile e la sua derivata è ancora un polinomio,
Ragionando quindi induttivamente, si può quindi affermare che le funzioni polinomiali sono infinitamente derivabili (o lisce) e che la derivata (n+1)-esima di un polinomio di grado n è la funzione nulla. In realtà esse sono anche funzioni analitiche.
Anello di polinomi [modifica]
| Per approfondire, vedi Anello dei polinomi. |
Dato un anello
, il simbolo
denota l'insieme di tutti i polinomi nelle variabili
con coefficienti in
. Ad esempio,
può essere un campo come quello dei numeri reali o complessi.
L'insieme
risulta essere anch'esso un anello, chiamato anello dei polinomi in
variabili con coefficienti in
. Lo studio delle proprietà di questo anello è una parte importante dell'algebra e della geometria algebrica.
Se
è un campo, l'anello dei polinomi è un'algebra su
, ed è anche un anello euclideo, nel senso che i polinomi possono essere divisi con quoziente e resto come i numeri interi.
Esempi [modifica]
- Z[x] non è un dominio ad ideali principali, e quindi neanche un anello euclideo. Infatti l'ideale
generato dai polinomi 2 e
non è principale. - R[x, y] non è un dominio ad ideali principali, e quindi neanche un anello euclideo. Infatti l'ideale
generato dai polinomi
e
non è principale. - K[x], se K è un campo, è un dominio a fattorizzazione unica.
- Il principio di identità dei polinomi vale solo su domini infiniti. Ad esempio, se K è il campo finito con due elementi
-
- allora il polinomio
- è tale che
per ogni
in K (cioè 0 e 1), benché non sia il polinomio nullo.
Derivata formale [modifica]
| Per approfondire, vedi Algebra differenziale. |
Il calcolo della derivata di un polinomio si estende come definizione di derivata (chiamata derivata formale) nel caso in cui il polinomio abbia coefficienti in un anello
, anche in assenza del calcolo infinitesimale. Molte delle proprietà della derivata si estendono anche alla derivata formale.
Somme di potenze di radici [modifica]
Siano
le n radici di un polinomio di grado n, e sia
. Allora
- se
si ha che 
- se
si ha che 
Casi particolari [modifica]
Caso particolare n=2 [modifica]
Per le relazioni radici/coefficienti un polinomio di secondo grado si può scrivere nella forma
dove

.
Allora
Caso particolare n=3 [modifica]
Per le relazioni radici/coefficienti un polinomio di terzo grado si può scrivere nella forma
dove


.
Allora
Bibliografia [modifica]
- (EN) Peter Borwein, Tamás Erdélyi (1995): Polynomials and polynomial Inequalities, Springer, ISBN 0-387-94509-1
Voci correlate [modifica]
- Algoritmo di Bairstow
- Categoria:Polinomi speciali
- Criterio di Cartesio
- Criterio di Jury
- Criterio di Routh
- Prodotto notevole
- Sequenza polinomiale
- Somme di potenze di radici di un polinomio
- Teorema di Ruffini
Altri progetti [modifica]
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|















,
sono diversi da zero, per 0 ≤ i ≤ n.





a coefficienti in un anello commutativo
per ogni 





generato dai polinomi 2 e
generato dai polinomi 

per ogni
si ha che 
si ha che 


.



.

