Bud Spencer

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Bud Spencer
Bud Spencer cropped 2009.jpg
Bud Spencer nel 2009
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Canzone napoletana
Periodo di attività 1961-2016
Strumento voce
Etichetta Plattfuss Vertriebs GmbH
Album pubblicati 1

Bud Spencer, pseudonimo di Carlo Pedersoli (Napoli, 31 ottobre 1929Roma, 27 giugno 2016), è stato un attore, nuotatore e pallanuotista italiano.

Ha raggiunto il successo per i suoi film in coppia con Terence Hill, tanto che il duo di attori «ha ottenuto fama mondiale e ha attirato milioni di posti al cinema»[1] e per questo il 7 maggio 2010 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera.[2]

Nel corso della carriera da nuotatore è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero il 19 settembre 1950,[3] oltre a essere stato più volte campione italiano di nuoto a stile libero e in staffetta.[4] Oltre a ciò ha anche conseguito diversi brevetti per diventare un pilota di linea e di elicottero.[5] Nel corso degli anni si è impegnato anche a sostenere e finanziare enti di beneficenza per bambini tra cui il Fondo Scholarship Spencer.[6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Pedersoli nacque a Napoli il 31 ottobre 1929 in una famiglia benestante, da Rosa Facchetti, di origine clarense,[7] e da Alessandro Pedersoli, napoletano,[8] nel rione di Santa Lucia,[9] come ricorderà più volte, nello stesso palazzo dello scrittore Luciano De Crescenzo[10] con cui nel 1935 iniziò a frequentare le scuole elementari nella sua città,[11] ottenendo buoni risultati. Pochi anni più tardi, nel 1934, nacque la sorella minore di Carlo, Vera Pedersoli.[12] Si appassionò a diversi sport, in particolare al nuoto, per il quale dimostra una grande predisposizione, vincendo subito alcuni premi. Nel 1940 Pedersoli lasciò Napoli insieme alla famiglia per motivi legati al lavoro del padre e si trasferì a Roma, dove iniziò le scuole superiori ed entrò a far parte di un club di nuoto. Conclusi gli studi con il massimo dei voti, non ancora diciassettenne, si iscrisse all'Università di Roma, dove studia chimica. Nel gennaio del 1947 la famiglia si trasferì nuovamente, questa volta in Sud America,[13] e Pedersoli fu quindi obbligato ad abbandonare gli studi. In Brasile lavorò presso il consolato italiano di Recife.[14]

Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Pedersoli
Carlo Pedersoli 1950.jpg
Carlo Pedersoli nel 1950
Nazionalità Italia Italia
Altezza 193[15] cm
Peso 125 kg
Pallanuoto Water polo pictogram.svg
Ruolo Centroboa
Ritirato 1960
Carriera
Squadre di club1
Lazio
Palmarès
Giochi del Mediterraneo MedGamesLogo.gif 1 0 0
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Nuoto Swimming pictogram.svg
Specialità stile libero e staffette
Carriera
Squadre di club
S.S. Lazio Nuoto
Fiamme Oro
Nazionale
1949-1960 Italia Italia
Palmarès
Giochi del Mediterraneo MedGamesLogo.gif 0 2 0
Campionati italiani Flag of Italy.svg 11 5 2
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 2 marzo 2011

Pedersoli tornò in Italia verso la fine degli anni quaranta, dopo essere stato tesserato dalla S.S. Lazio Nuoto;[16] si affermò ai campionati italiani di nuoto nello stile libero e nelle staffette miste. Nei cento metri stile libero è entrato nella storia per essere stato il primo italiano a infrangere la barriera del minuto netto: precisamente con il tempo di 59"5 nel 1950 sia a Salsomaggiore in vasca da 25 metri sia a Vienna,[17][18] primato che avrebbe superato nel 1951 a Genova, con il tempo di 58"9.[19] Nel 1949 esordì in nazionale e l'anno seguente venne convocato per i campionati europei di Vienna dove nuotò in due finali, quinto nei 100 m e quarto con la staffetta 4×200 m.[20] Nel 1951 ai Giochi del Mediterraneo di Alessandria d'Egitto vinse due medaglie internazionali nel nuoto: secondo sia nei 100 m, sia con la 3×100 metri mista.[21] È stato giocatore di rugby[22] come seconda linea e in gioventù, da dilettante, ha praticato con ottimi risultati anche il pugilato. Nel frattempo ne approfittò per riprendere gli studi e si iscrisse nuovamente all'Università di Roma, alla facoltà di giurisprudenza,[23] dando numerosi esami (successivamente, superati i sessant'anni, studiò anche sociologia "per spronare sua figlia", dando tre esami, tutti con votazione trenta e lode, non portando poi a termine il percorso).[24]

Carlo Pedersoli con la maglia della nazionale italiana nel 1952

Il suo fisico massiccio e imponente venne tuttavia notato dall'ambiente cinematografico. Il suo esordio, quasi casuale, avvenne nella grande produzione hollywoodiana Quo Vadis, un peplum del 1951 nel quale impersonò una guardia dell'Impero romano.[25][26] In seguito continuò occasionalmente a recitare in piccole parti, la più nota delle quali fu quella nel film di Mario Monicelli Un eroe dei nostri tempi, che lo vide contrapposto ad Alberto Sordi nei panni di Fernando,[27] fidanzato manesco e nerboruto della giovane Marcella (interpretata da Giovanna Ralli). Nel 1954 figurò, insieme a Raf Vallone, tra gli interpreti di Siluri umani,[28] film di guerra che rievoca alcuni aspetti particolari della guerra sul mare.

Contemporaneamente gareggiò per i colori italiani ai Giochi della XV Olimpiade di Helsinki nel 1952[29] la gara dei 100 m stile libero, classificandosi al nono posto. Nel 1955 venne convocato ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona come pallanuotista, e in quell'occasione vinse con la nazionale la medaglia d'oro.[30] Nello stesso anno conquistò con la Lazio il campionato nazionale indoor. L'anno dopo partecipò ai Giochi della XVI Olimpiade a Melbourne in cui nei 100 m stile libero giunse ancora fino alla semifinale.[31] Dopo i Giochi olimpici, insieme ad altri promettenti atleti, venne invitato alla Yale University, dove trascorse alcuni mesi negli Stati Uniti, ottenendo il suo record personale nei 100 m stile libero.

Calcisticamente, Pedersoli era un sostenitore del Napoli, squadra della sua città natale, ma per sua stessa ammissione (dice: "Potrei definirmi, in questo senso, un "bigamo", ma direi 90% Napoli e 10% Lazio")[32] simpatizzava per la formazione romana, dati i trascorsi nel circolo canottieri della Polisportiva biancoceleste[33] e avendo quasi sempre vissuto nella capitale.

Carriera cinematografica e televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le Olimpiadi di Melbourne Pedersoli decise di dare una svolta alla sua vita perché, secondo le sue parole, "stanco della vita ai Parioli" (quartiere benestante di Roma).

Pedersoli ritornò in Sud America, luogo cui era rimasto fortemente legato, e rivoluzionò le sue priorità. Per nove mesi lavorò alle dipendenze di un'impresa statunitense impegnata nella costruzione di una lunga strada di collegamento tra Panama e Buenos Aires (la celebre Panamericana), nel tratto tra il Venezuela e la Colombia. Dirà più tardi che quella vita tanto dura gli fece "ritrovare se stesso, nei limiti e nelle potenzialità". Conclusa questa esperienza passò alle dipendenze dell'Alfa Romeo di Caracas, nella quale lavorò fino al 1960 e con cui disputò, come pilota, la Caracas-Maracaibo.[34] Nel frattempo partecipò con la squadra venezuelana di nuoto a numerose gare nazionali e internazionali.

Nello stesso anno tornò a Roma e partecipò alle Olimpiadi di Roma 1960. Il 25 febbraio del 1960 presso la chiesa di San Giovanni a Porta Latina sposò Maria Amato, di sei anni più giovane e conosciuta ben quindici anni prima. Il padre della moglie era il noto proprietario di sale cinematografiche, nonché produttore cinematografico, Giuseppe Amato (detto Peppino),[35] ma inizialmente Carlo non sembrò interessato al grande schermo; ciò nonostante firmò un contratto con l'etichetta musicale RCA, scrivendo i testi per noti cantanti italiani, come Ornella Vanoni e Nico Fidenco e anche qualche colonna sonora.

Terence Hill, amico e compagno di molti film qui in I quattro dell'Ave Maria (1968)

L'anno seguente, nel 1961, venne alla luce Giuseppe, il primo figlio, al quale seguì nel 1962 Cristiana. Nel 1964 il suo contratto con la RCA scadde e il suocero morì. La situazione spinse Pedersoli a cambiare attività, diventando un produttore di documentari per la Rai. Nel 1967 Giuseppe Colizzi gli offrì un ruolo in un film che accettò dopo qualche esitazione. Pedersoli raccontò infatti di avere inizialmente rifiutato la parte a causa della paga offerta di solo un milione di lire, di fronte alla sua richiesta di 2 milioni di lire dovuta alle quattro cambiali in scadenza.

Anche il colloquio con il regista non andò particolarmente bene: non si faceva ancora crescere la barba e non sapeva andare a cavallo. Nonostante questo il regista non riuscì a trovare nessuno con la sua struttura fisica, pertanto dopo qualche tempo lo richiamò e gli offrì la parte alle condizioni che Pedersoli aveva richiesto. Sul set conobbe il suo compagno di lavoro, un altro giovane attore con al suo attivo varie pellicole ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico, Mario Girotti, il futuro inseparabile compagno, meglio noto come Terence Hill. Il film Dio perdona... io no! fu la prima pellicola della coppia, diventata poi nel tempo inossidabile per questo genere di produzioni.

Ai due attori venne consigliato, per le presentazioni in locandina, di cambiare i propri nomi, considerati "troppo italiani" per un film western e per fare colpo a livello internazionale; inoltre, questa trovata avrebbe reso più appetitose le opere e i personaggi interpretati. Carlo Pedersoli creò quindi il suo pseudonimo, ovvero Bud Spencer (in omaggio all'attore Spencer Tracy e giocando con ironia sul nome della birra Budweiser, commercializzata in Italia come Bud),[36] mentre Mario Girotti scelse il suo da una lista di venti nomi inventati. Bud e Terence girarono insieme diciotto film, sedici dei quali come coppia protagonista: in Annibale (1959) Bud e Terence (ancora Carlo Pedersoli e Mario Girotti) recitarono infatti in scene separate senza mai incontrarsi sul set, mentre in Il corsaro nero (1971) l'interprete principale fu solo Terence e a Bud venne riservata una parte minore in un ruolo da cattivo.

La notorietà nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

« Pugno duro, cuore grande, un simpaticone. Un eroe della mia infanzia. Riposa in pace, Carlo Pedersoli, #budspencer[37] »
(Da un tweet del ministro della giustizia tedesco Heiko Maas ripubblicato e quindi tradotto da la Repubblica)

Nel 1970 la coppia girò lo spaghetti-western Lo chiamavano Trinità..., per la regia di E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni), diventato nel tempo un vero e proprio "classico" del cinema, non solo in Italia:[38] In particolare in Germania riscosse un grandissimo successo. L'anno seguente arrivò la consacrazione definitiva con il seguito del film ...continuavano a chiamarlo Trinità, sempre con la regia di E.B. Clucher, che riuscì a replicare il successo al botteghino in tutta Europa, elevando Bud e Terence al rango di stelle internazionali.

Bud Spencer e Terence Hill durante una caratteristica abbuffata in Non c'è due senza quattro (1984)

Bud Spencer sperimentò anche altri generi cinematografici: il thriller, lasciandosi dirigere da Dario Argento in 4 mosche di velluto grigio (1971), e il dramma di denuncia civile con Gott mit uns (Dio è con noi) (1970) di Giuliano Montaldo e Torino nera (1972) di Carlo Lizzani, ma ovviamente il successo fu sicuramente minore rispetto alla popolarità internazionale che riguardava le pellicole che lo accoppiavano a Terence Hill. Nel 1972 nacque Diamante, la terza figlia di Bud, che diverrà anch'essa attrice, lavorando col nome d'arte di Diamy Spencer insieme al padre in Superfantagenio (1986) di Bruno Corbucci e Un piede in paradiso (1991) di E.B. Clucher.

Nel 1973 interpretò Piedone lo sbirro, cui seguirono Piedone a Hong Kong (1975), Piedone l'africano (1978) e Piedone d'Egitto (1980): questa tetralogia nacque da una sua stessa idea e lo vide protagonista assoluto (senza quindi la compagnia dell'amico Terence) per la regia di Steno, indimenticato maestro della commedia all'italiana.

Bud Spencer e Terence Hill in una scena del film Miami Supercops (I poliziotti dell'8ª strada) (1985)

Negli stessi anni il collaudato sodalizio con Hill proseguì il proprio cammino trionfale, girando pellicole come ...più forte ragazzi! (1972), ...altrimenti ci arrabbiamo! e Porgi l'altra guancia (ambedue del 1974), che si piazzarono immancabilmente ai primi posti dei film più visti nelle sale cinematografiche italiane.

Sei anni dopo il successo dei due Trinità, i due tornarono ad essere diretti da E.B. Clucher in I due superpiedi quasi piatti (1977), riscuotendo ancora una volta un ottimo successo di pubblico: pertanto girarono altri due film insieme, Pari e dispari (1978) di Sergio Corbucci e Io sto con gli ippopotami (1979) di Italo Zingarelli. Nello stesso anno Bud ricevette il premio Jupiter come attore più popolare in Germania, e nel 1981 tornò al genere western a quasi dieci anni dall'ultima esperienza con la pellicola Occhio alla penna. Dopo la breve parentesi con il western, tornò in coppia con Terence Hill per girare altre quattro pellicole di successo quali Chi trova un amico trova un tesoro (1981) di Sergio Corbucci, Nati con la camicia (1983) e Non c'è due senza quattro (1984) entrambi diretti ancora una volta da E.B. Clucher e Miami Supercops (I poliziotti dell'8ª strada) (1985) diretto da Bruno Corbucci.

Gli ultimi lavori[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999, pochi giorni dopo il trionfo di Roberto Benigni a Los Angeles nella notte degli Oscar per La vita è bella, la rivista statunitense TIME, sulla scia dell'evento, pubblicò una classifica degli "attori italiani più famosi del mondo" nella quale Bud Spencer occupava il primo posto, seguito da Terence Hill al secondo:[39] nonostante ciò, rivelerà in seguito l'amarezza per essere stato quasi sempre snobbato dalla critica cinematografica:

« In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo, nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival.[40] »
(Bud Spencer)
Bud Spencer nel 2011

Nel 1994, una decina d'anni dopo Miami Supercops (I poliziotti dell'8ª strada) (1985), il loro ultimo film insieme, e dopo diversi progetti andati a vuoto, la coppia si riunì (senza troppa fortuna) sul set di Botte di Natale, un western diretto dallo stesso Terence Hill.[41] Tuttavia nel frattempo Bud Spencer riscosse un grande successo con le serie televisive Big Man (1988) e Detective Extralarge (19911993)[42] – entrambe premiate con il Telegatto come miglior telefilm italiano della stagione – cui seguì quella Noi siamo angeli nel 1997,[43] anno in cui fece un cameo nel film di Leonardo Pieraccioni Fuochi d'artificio.

Sempre per il cinema prese parte alle produzioni spagnole Al limite (1997) e Figli del vento (2000), a quella australiana Tre per sempre (1998) e a quella tedesca Tesoro, sono un killer (2009), tornando a lavorare in Italia con la partecipazione al film di Ermanno Olmi Cantando dietro i paraventi (2003), che gli permise di dimostrare anche le sue qualità di attore drammatico, e come protagonista del film TV Padre Speranza (girato nel 2001), pilota di una serie poi mai realizzata mandato in onda su Rai 2 nel 2005, e della serie televisiva di Canale 5 I delitti del cuoco (2010). Ha inoltre partecipato nel 2007 a uno spot di Natale per la Melegatti, impersonando Babbo Natale, e nel 2009 a uno per la banca spagnola Bancaja, mentre nel 2008 a un cortometraggio dal titolo Pane e olio. Insieme a Terence Hill, il 7 maggio 2010 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera dopo essere stato pubblicamente lodato dal regista Ermanno Olmi.[44][45]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Parallelamente al cinema, Spencer portò avanti le sue passioni, fra le quali anche quella del volo; nel 1975 conseguì la licenza di pilota di elicottero per l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. Il primo volo effettuato da Carlo Pedersoli, si ebbe sul set di ...più forte ragazzi!: Bud, dopo aver visto in diverse scene lo stuntman-pilota effettuare le manovre, su propria iniziativa e lasciando tutti di stucco spiccò il volo con l'aereo manovrando i comandi da solo e senza aiuti. Lo stesso Bud Spencer ricorderà il terrore del produttore in quei momenti. L'atterraggio, "a quaglia" (cioè effettuato a "balzi" sulla pista fino a fermarsi), fortunatamente riuscì. In seguito a quest'esperienza Carlo Pedersoli coltiverà la passione per il volo: possedeva infatti il brevetto sia per l'elicottero, con cui collezionò 1.000 ore di volo, sia per gli aerei, con cui volò per 2.000 ore[46] e che ha continuato a pilotare fino alla sua morte.[2]

Bud Spencer nel 2015 a Berlino

Nel 1976 Bud Spencer lanciò una linea di jeans. Nel 1981 fu tra i soci fondatori della compagnia aerea Mistral Air, poi diventata di proprietà di Poste italiane.[47] In merito ha dichiarato: «Era una compagnia molto piccola, con appena tre aeroplani. Di fatto, l'avventura durò poco perché non la potevo supportare». Da non dimenticare è anche l'amore per la musica;[48] nonostante egli avesse dichiarato più volte di non saper suonare alcuno strumento musicale, nel 1977 scrisse alcune canzoni per il suo film Lo chiamavano Bulldozer insieme ai fratelli Guido e Maurizio De Angelis (in arte Oliver Onions), delle quali una venne da lui stesso interpretata durante il film. Nel gennaio del 2007 la Federazione Italiana Nuoto (FIN) concesse a Carlo Pedersoli i brevetti di allenatore di nuoto e pallanuoto, iscrivendolo all'Associazione Nazionale Tecnici di nuoto.[49] Nel 2010 pubblicò la sua biografia ufficiale, intitolata Altrimenti mi arrabbio: la mia vita, scritta assieme a Lorenzo De Luca, già sceneggiatore in tre delle sue serie televisive summenzionate, e curata dal biografo David De Filippi.

Nel 2011 pubblicò la seconda parte della biografia espressamente per il mercato tedesco, scrivendola nuovamente con Lorenzo de Luca. Nel 2014 apparve il suo terzo libro, Mangio ergo sum, in cui mescola filosofia e gastronomia, scritto nuovamente a quattro mani con De Luca, edito da NPE, con prefazione dell'amico Luciano De Crescenzo. Come spiegò in un'intervista uscita su Il Messaggero del 27 novembre 2014, il libro nacque dalla sua «sincera passione per il cibo e per la filosofia: «Adoro mangiare e per questo non ho mai seguito una dieta, nonostante sia arrivato a pesare anche 156 kg. Inoltre, mi sono sempre dilettato nella lettura dei filosofi: da Platone ad Aristotele, da Cartesio a Kant. Nel libro mi immagino costretto dal medico a stare a stecchetto per un paio di settimane, un vero calvario! La sera, mentre mi rigiro nel letto per colpa della fame, mi vengono a trovare i maggiori filosofi per un dialogo divertente, ma allo stesso tempo profondo. Il titolo è un chiaro riferimento a Cartesio, che ha rivoluzionato la storia del pensiero dicendo "cogito ergo sum", ovvero "penso, dunque sono". Ma io credo che sarebbe più corretto affermare: "Mangio, dunque sono", perché non solo siamo quello che mangiamo, ma se non mangiamo non siamo e non pensiamo».

Sapeva parlare sei lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e tedesco; tuttavia nei film venne quasi sempre doppiato, salvo rare eccezioni.[8]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Si dichiarò da sempre di destra[50] e si candidò alle elezioni regionali italiane del 2005 nel Lazio, a sostegno del presidente uscente Francesco Storace, nelle liste di Forza Italia,[51] senza tuttavia risultare eletto, nonostante quasi 4.000 preferenze.[52] Alle elezioni comunali a Roma del 2013 supportò attivamente la candidatura di sua figlia Cristiana con Il Popolo della Libertà.[53]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Bud Spencer (Cimitero Monumentale del Verano a Roma, Cappella V, settore Portonaccio)
« Non temo la morte. Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell'attesa e nel timore. C'è una mia canzone che racchiude bene la mia filosofia: "Futtetenne", ovvero fregatene. E ridici su.[54] »
(Estratto di un'intervista a Bud Spencer del 2014)

Bud Spencer è morto il 27 giugno 2016 all'età di 86 anni nella sua abitazione romana a causa di complicazioni derivate da una caduta in casa.[55] La sua morte è stata annunciata dal figlio Giuseppe così: «Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata "grazie"».[56] Il 29 giugno è stata allestita la camera ardente presso la sala della protomoteca in Campidoglio.[57] Le esequie si sono svolte il 30 giugno nella Chiesa degli Artisti e infine ha ricevuto la sepoltura nel Cimitero del Verano, a Monte Portonaccio, di fronte al secondo gradone, cappella V.[58]

Nei giorni seguenti il decesso le reti Rai e Mediaset hanno adattato il palinsesto televisivo per rendere omaggio all'attore.[59] La notizia della sua morte ha suscitato notevole clamore e messaggi di cordoglio in Italia e nel resto del mondo.[60]

Dati fisici[modifica | modifica wikitesto]

  • Altezza: 193 cm[15]
  • Peso:
    • Alla nascita: 6 kg[61]
    • Quando era nuotatore: 100–105 kg
    • Nel periodo di massimo successo (anni settanta-ottanta): 120–130 kg[15]
    • Nel 2000: 140 kg[62]
    • Nel 2010: 125 kg, dopo essere stato 152 kg[61]
  • Piede: 47[15]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès da nuotatore[modifica | modifica wikitesto]

Giochi olimpici Olympic rings with white rims.svg 100 m st. libero 4×200 m st. libero
1952 Helsinki
Finlandia Finlandia
elim. in semifinale
58"9
elim. in batteria – 9'17"9
frazione: 2'17"5
1956 Melbourne
Australia Australia
elim. in semifinale
59"0
1960 Roma

Italia Italia

Campionati europei Wikiproject Europe (small).svg 100 m st. libero 4×200 m st. libero
1950 Vienna
Austria Austria

1'01"2
4º – 9'33"5
:
Giochi del Mediterraneo MedGamesLogo.gif 100 m st. libero 3×100 m mista
1951 Alessandria
Egitto Egitto
Argento
59"9
Argento: 3'23"0
:

Campionati italiani[modifica | modifica wikitesto]

Sette titoli individuali e quattro in staffetta, così ripartiti:

  • Sette nei 100 m stile libero
  • Uno nella staffetta 4×200 m stile libero
  • Due nella staffetta 3×100 m mista
  • Uno nella staffetta 4×100 m mista

nd = non disputata

Anno
Edizione
st.libero
100 m
st.libero
4×100 m
st.libero
4×200 m
mista
3×100 m
mista
4×100 m
1949 Estivi 1 nd - 1 nd
1950 Estivi 1 nd 1 1 nd
1951 Estivi 1 nd - - nd
1952 Estivi 1 nd - 2 nd
1953 Estivi 1 nd - nd 1
1955 Primaverili - 2 nd nd 2
1955 Estivi 2 nd - nd -
1956 Primaverili 1 nd - nd -
1956 Estivi 1 nd 3 nd 3
1957 Estivi 2 nd - nd -

Palmarès da pallanuotista[modifica | modifica wikitesto]

1955 Barcellona - Spagna Spagna: Oro Oro, 3 vittorie 0 sconfitte

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 27 dicembre 2008. Di iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri[69]
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia della Città di Napoli
— Napoli, 26 marzo 2015. Di iniziativa del Sindaco di Napoli[70]

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Come Carlo Pedersoli[modifica | modifica wikitesto]
Bud Spencer in Al di là della legge (1968) senza la sua caratteristica barba
Giuliano Gemma e Bud Spencer in una scena del film Anche gli angeli mangiano fagioli (1973)
Terence Hill e Bud Spencer, con Giovanni Cianfriglia, in un scena del film ...altrimenti ci arrabbiamo! (1974)
Bud Spencer in Pari e dispari (1978)
Bud Spencer e Stefano Mingardo in Bomber (1982)
Come Bud Spencer[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni scritte per altri interpreti[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori[modifica | modifica wikitesto]

Bud Spencer è stato doppiato da:

  • Glauco Onorato in Dio perdona... io no!, I quattro dell'Ave Maria, Gott mit uns (Dio è con noi), La collina degli stivali, Un esercito di 5 uomini, Lo chiamavano Trinità..., ...continuavano a chiamarlo Trinità, ...più forte ragazzi!, Si può fare... amigo, Torino nera, Una ragione per vivere e una per morire, Anche gli angeli mangiano fagioli, Piedone lo sbirro, ...altrimenti ci arrabbiamo!, Porgi l'altra guancia, I due superpiedi quasi piatti, Lo chiamavano Bulldozer, Pari e dispari, Io sto con gli ippopotami, Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre, Chissà perché... capitano tutte a me, Chi trova un amico trova un tesoro, Banana Joe, Bomber, Cane e gatto, Nati con la camicia, Non c'è due senza quattro, Miami Supercops (I poliziotti dell'8ª strada), Superfantagenio, Big Man, Un piede in paradiso
  • Sergio Fiorentini in Charleston, Detective Extralarge, Botte di Natale, Noi siamo angeli, Al limite, Figli del vento, Pane e olio, Tesoro, sono un killer
  • Giuseppe Rinaldi e Bruno Persa in Siluri umani
  • Ferruccio Amendola in Oggi a me... domani a te
  • Giancarlo Maestri in Al di là della legge
  • Sergio Graziani in 4 mosche di velluto grigio
  • Roberto Villa in Il corsaro nero

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bud Spencer, Italian Spaghetti Western Star, Dies at 86, su hollywoodreporter.com. URL consultato l'8 luglio 2016.
  2. ^ a b Intervista: I ricordi di una vita, su video.mediaset.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  3. ^ Carlo Pedersoli - ho sempre seguito la mia stella, su it.budspencerofficial.com. URL consultato il 15 agosto 2016.
  4. ^ Ricordi di Pedersoli (in arte Bud Spencer), su ilsole24ore.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  5. ^ Foligno, nel 1976 Bud Spencer conseguì il brevetto da pilota alla scuola di volo dell'aeroporto, su ilmessaggero.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  6. ^ Bud Spencer, padre Nike e quello spettacolo di beneficenza, su lanazione.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  7. ^ Addio a Bud Spencer, anche nel Comune bresciano dove nacque sua madre, su bresciatoday.it. URL consultato il 31 luglio 2016.
  8. ^ a b Pronto, parlo con Bud Spencer?, su vignaclarablog.it. URL consultato il 5 luglio 2016.
  9. ^ Bud Spencer: "Sono sempre stato fiero delle mie radici", su napoli.repubblica.it. URL consultato il 31 luglio 2016.
  10. ^ Luciano De Crescenzo ricorda Bud Spencer: "È stato il primo amico della mia vita", su napolitoday.it. URL consultato il 31 luglio 2016.
  11. ^ Luciano De Crescenzo, Il caffè sospeso, Oscar Mondadori, pagina 95
  12. ^ Biografia di Bud Spencer, su spazioinwind.libero.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  13. ^ Brasil: Cartão de imigração (in portoghese), su familysearch.org. URL consultato il 23 luglio 2016.
  14. ^ Meu encontro com Bud Spencer (in portoghese), su acervo.revistabula.com. URL consultato il 24 luglio 2016.
  15. ^ a b c d Audio intervista a Bud Spencer (WAV), su budterence.tk. URL consultato il 23 luglio 2016.
  16. ^ Valerio Coletta, Prima di Bud Spencer, Ultimo Uomo, 06 luglio 2016.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Marcello Gagliani Caputo, Altrimenti ci arrabbiamo! il cinema di Bud Spencer e Terence Hill, Un mondo a parte, 2006, ISBN 978-88-89481-18-9.[3]
  • Franco Grattarola - Matteo Norcini, Continuarono a chiamarlo Bud Spencer, Roma, Struwwelpeter Edizioni (2008) ISBN 88-6237-016-4.[4]
  • Francesco Carra, Terence Hill Bud Spencer. La vera storia di Giuseppe Colizzi, Falsopiano, (2010)[5]

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  1. ^ Libro - Bud Spencer e Terence Hill, su budterence.tk. URL consultato il 6 agosto 2016.
  2. ^ Alla ricerca del nuoto perduto-Protagonisti, su libreriadellosport.it. URL consultato il 6 agosto 2016.
  3. ^ Libro - ...altrimenti ci arrabbiamo! Il cinema di Bud Spencer e Terence Hill, su budterence.tk. URL consultato il 6 agosto 2016.
  4. ^ Libro - Continuarono a chiamarlo Bud Spencer, su budterence.tk. URL consultato il 6 agosto 2016.
  5. ^ Libro - Terence Hill Bud Spencer. La vera storia di Giuseppe Colizzi, su budterence.tk. URL consultato il 6 agosto 2016.