Bud Spencer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bud Spencer
Bud Spencer nel 2009.
Bud Spencer nel 2009.
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Periodo di attività 1978-2016
Strumento voce
Etichetta Plattfuss Vertriebs
Album pubblicati 1
Carlo Pedersoli
Carlo Pedersoli 1950.jpg
Carlo Pedersoli nel 1950.
Nazionalità Italia Italia
Altezza 193[1] cm
Peso 125 kg
Pallanuoto Water polo pictogram.svg
Ruolo Centroboa
Ritirato 1960
Carriera
Squadre di club1
Lazio
Palmarès
Giochi del Mediterraneo 1 0 0
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Nuoto Swimming pictogram.svg
Specialità stile libero e staffette
Carriera
Squadre di club
Lazio
Fiamme Oro
Nazionale
1949-1960 Italia Italia
Palmarès
Giochi del Mediterraneo 0 2 0
Campionati italiani 11 5 2
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 2 marzo 2011

Bud Spencer, pseudonimo di Carlo Pedersoli (Napoli, 31 ottobre 1929Roma, 27 giugno 2016[2]), è stato un attore, nuotatore e pallanuotista italiano.

Ha raggiunto il successo per i suoi film in coppia con Terence Hill, tanto che il duo di attori "ha ottenuto fama mondiale e ha attirato milioni di posti al cinema"[3] e per questo il 7 maggio 2010 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera[4]. Nel corso della carriera da nuotatore è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero, oltre ad essere stato più volte campione italiano di nuoto a stile libero e in staffetta[5]. Oltre a ciò, ha conseguito una laurea in Giurisprudenza[6] nel 1955 ed ha anche conseguito diverse brevetti per diventare un pilota di linea e di elicottero.[7] Nel corso degli anni si è impegnato anche a sostenere e finanziare enti di beneficenza per bambini tra cui il Fondo Scholarship Spencer.[8]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Pedersoli nacque a Napoli il 31 ottobre 1929 in una famiglia benestante, da Rosa Facchetti, di origine bresciana, e da Alessandro Pedersoli, napoletano[9], nel rione di Santa Lucia, come ricorderà più volte, nello stesso palazzo dello scrittore Luciano De Crescenzo con cui nel 1935 iniziò a frequentare le scuole elementari nella sua città, ottenendo buoni risultati. Pochi anni più tardi, nel 1934, nacque la sorella minore di Carlo, Vera Pedersoli.[10] Si appassionò a diversi sport, in particolare al nuoto, per il quale dimostra una grande predisposizione, vincendo subito alcuni premi. Nel 1940, Pedersoli lasciò Napoli insieme alla famiglia per motivi legati al lavoro del padre, e si trasferì a Roma, dove iniziò le scuole superiori ed entrò a far parte di un club di nuoto. Conclusi gli studi con il massimo dei voti, non ancora diciassettenne, si iscrisse all'Università di Roma, dove studia chimica. Nel gennaio del 1947 la famiglia si trasferì nuovamente, questa volta in Sud America,[11] e Pedersoli fu quindi obbligato ad abbandonare gli studi. In Brasile, lavorò presso il consolato italiano di Recife[12].

Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Pedersoli tornò in Italia verso la fine degli anni quaranta, dopo essere stato tesserato dalla S.S. Lazio Nuoto; si affermò ai campionati italiani di nuoto nello stile libero e nelle staffette miste. Nei cento metri stile libero è entrato nella storia per essere stato il primo italiano a infrangere la barriera del minuto netto: precisamente con il tempo di 59"5 nel 1950 sia a Salsomaggiore in vasca da 25 metri che a Vienna[13][14]. Nel 1949 esordì in nazionale e l'anno seguente venne convocato per i campionati europei di Vienna dove nuotò in due finali, quinto nei 100 m e quarto con la staffetta 4×200 m. Nel 1951 ai Giochi del Mediterraneo di Alessandria d'Egitto vinse due medaglie internazionali nel nuoto: secondo sia nei 100 m che con la 3×100 metri mista. È stato giocatore di rugby come seconda linea. Nel frattempo ne approfittò per riprendere gli studi, infatti si iscrisse nuovamente all'Università di Roma, alla facoltà di Giurisprudenza dando numerosi esami (successivamente, superato i 60 anni, studierà anche Sociologia "per spronare mia figlia" dando 3 esami tutti con votazione 30 e lode, non portando poi a termine)[15].

Carlo Pedersoli con la maglia della nazionale italiana nel 1952.

Il suo fisico massiccio e imponente venne, però, notato dall'ambiente cinematografico. Il suo esordio, quasi casuale, avvenne nella grande produzione hollywoodiana Quo Vadis, un peplum del 1951 nel quale impersonò una guardia dell'impero romano. In seguito continuò occasionalmente a recitare in piccole parti, la più nota delle quali fu quella nel film di Mario Monicelli Un eroe dei nostri tempi, che lo vide contrapposto ad Alberto Sordi nei panni di Nando, fidanzato manesco e nerboruto della giovane Marcella (interpretata da Giovanna Ralli). Nel 1952 interpretò una parte nel film Vacanze col gangster, in cui Mario Girotti, suo futuro compagno di tanti film, interpreta la parte di Gianni. Nel 1954 figurò, insieme a Raf Vallone, tra gli interpreti di Siluri umani, film di guerra che rievoca alcuni aspetti particolari della guerra sul mare.

Contemporaneamente gareggiò per i colori italiani ai Giochi della XV Olimpiade di Helsinki nel 1952[16] la gara dei 100 m stile libero. Dopo i Giochi olimpici, insieme ad altri promettenti atleti, venne invitato alla Yale University, dove trascorse alcuni mesi negli Stati Uniti. Nel 1955 venne convocato ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona come pallanuotista, e in quell'occasione vinse con la nazionale la medaglia d'oro. L'anno dopo partecipò ai Giochi della XVI Olimpiade a Melbourne in cui nei 100 m stile libero giunse ancora fino alla semifinale.

Calcisticamente, Pedersoli era un sostenitore del Napoli, squadra della sua città natale, ma per sua stessa ammissione (dice: "Potrei definirmi, in questo senso, un "bigamo", ma direi 90% Napoli e 10% Lazio") simpatizzava per la formazione romana, dati i trascorsi nel circolo canottieri della Polisportiva biancoceleste[17] e avendo quasi sempre vissuto nella capitale.

Carriera cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le Olimpiadi di Melbourne, Pedersoli decise di dare una svolta alla sua vita, perché secondo le sue parole "ero stanco della vita ai Parioli" (quartiere benestante di Roma).

Terence Hill, amico e compagno di molti film qui in I quattro dell'Ave Maria (1968).

Pedersoli ritornò in Sud America, al quale era rimasto fortemente legato, e rivoluziona le sue priorità. Per nove mesi lavorò alle dipendenze di un'impresa statunitense impegnata nella costruzione di una lunga strada di collegamento tra Panamá e Buenos Aires (la celebre Panamericana), nel tratto tra il Venezuela e la Colombia. Dirà più tardi che quella vita tanto dura gli fece "ritrovare se stesso, nei limiti e nelle potenzialità". Conclusa questa esperienza passò alle dipendenze dell'Alfa Romeo di Caracas, nella quale lavorò fino al 1960 e con cui disputa, come pilota, la Caracas-Maracaibo[18]. Nel frattempo partecipò con la squadra venezuelana di nuoto in numerose gare nazionali e internazionali.

Nello stesso anno tornò a Roma e partecipò alle Olimpiadi di Roma 1960. Successivamente sposò Maria Amato, di sei anni più giovane e conosciuta ben quindici anni prima. Il padre della moglie era il noto proprietario di sale cinematografiche, nonché produttore cinematografico, Giuseppe Amato (detto Peppino)[19], ma inizialmente Carlo non sembrò interessato al grande schermo; ciò nonostante firmò un contratto con l'etichetta musicale RCA, scrivendo i testi per noti cantanti italiani, come Ornella Vanoni e Nico Fidenco e anche qualche colonna sonora.

L'anno seguente, nel 1961, venne alla luce Giuseppe, il primo figlio, al quale seguì nel 1962 Cristiana. Nel 1964 il suo contratto con la RCA scadde e il suocero morì. La situazione spinse Pedersoli a cambiare attività, diventando un produttore di documentari per la Rai. Nel 1967 Giuseppe Colizzi gli offrì un ruolo in un film che accettò dopo qualche esitazione. Pedersoli raccontò infatti di avere inizialmente rifiutato la parte a causa della paga offerta di sole 1 milione di lire, di fronte alla sua richiesta di 2 milioni di lire dovuta alle quattro cambiali in scadenza.

Bud Spencer e Terence Hill durante una caratteristica abbuffata in Non c'è due senza quattro (1984).

Anche il colloquio con il regista non andò particolarmente bene: non si faceva ancora crescere la barba e non sapeva andare a cavallo. Nonostante questo il regista non riuscì a trovare nessuno con la sua struttura fisica, pertanto dopo qualche tempo lo richiamò e gli offrì la parte alle condizioni che Pedersoli aveva richiesto. Sul set conobbe il suo compagno di lavoro, un altro giovane attore con al suo attivo varie pellicole ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico, Mario Girotti, il futuro inseparabile compagno meglio noto come Terence Hill, con il quale aveva già comunque recitato nel film Vacanze col gangster, del 1952. Il film Dio perdona... io no! fu la prima pellicola della coppia, diventata poi nel tempo inossidabile per questo genere di produzioni.

Alle due stelle nelle presentazioni in locandina venne consigliato di cambiare i propri nomi, considerati "troppo italiani" per un film western e per fare colpo a livello internazionale; inoltre, questa trovata avrebbe reso più appetitose le opere e i personaggi interpretati. Carlo Pedersoli si creò quindi il suo pseudonimo, ovvero Bud Spencer (in omaggio all'attore Spencer Tracy e giocando con ironia sul nome della birra Budweiser, commercializzata in Italia come Bud[20]) mentre Mario Girotti scelse il suo da una lista di venti nomi inventati. Bud e Terence girarono insieme diciotto film, sedici dei quali come coppia protagonista: in Annibale (1959) Bud e Terence (ancora Carlo Pedersoli e Mario Girotti) recitarono infatti in scene separate senza mai incontrarsi sul set, mentre in Il corsaro nero (1971) l'interprete principale fu solo Terence e a Bud venne riservata una parte minore in un ruolo da cattivo.

La notorietà internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 la coppia gira lo spaghetti-western Lo chiamavano Trinità..., per la regia di E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni), diventato nel tempo un vero e proprio film cult, non solo in Italia[21]: in Germania in particolare, ha riscosso un grandissimo successo. L'anno seguente arriva la consacrazione definitiva con il sequel del film Continuavano a chiamarlo Trinità, sempre con la regia di E.B. Clucher, che riesce a replicare il successo al botteghino in tutta Europa, elevando Bud e Terence al rango di star internazionali.

Bud Spencer e Terence Hill in una scena del film Miami SuperCops - (I poliziotti dell'8ª strada) (1985).

Bud Spencer sperimenta anche altri generi cinematografici: il thriller, lasciandosi dirigere da Dario Argento in 4 mosche di velluto grigio (1971), e il dramma di denuncia civile con Gott mit uns (Dio è con noi) (1970) di Giuliano Montaldo e Torino nera (1972) di Carlo Lizzani, ma ovviamente il successo è sicuramente minore rispetto alla popolarità internazionale che riguarda le pellicole che lo accoppiano a Terence Hill. Nel 1972 nasce Diamante, la terza figlia di Bud, che diverrà anch'essa attrice, lavorando col nome d'arte di Diamy Spencer insieme al padre in Superfantagenio (1986) di Bruno Corbucci e Un piede in paradiso (1991) di E.B. Clucher.

Nel 1973 interpreta Piedone lo sbirro, cui seguiranno Piedone a Hong Kong (1975), Piedone l'africano (1978) e Piedone d'Egitto (1980): questa tetralogia è nata da una sua stessa idea e lo vede protagonista assoluto (senza quindi la compagnia dell'amico Terence) per la regia di Steno, indimenticato re della commedia all'italiana. Negli stessi anni il collaudato sodalizio con Hill prosegue il proprio cammino trionfale, girando pellicole come ...più forte ragazzi! (1972), ...altrimenti ci arrabbiamo! e Porgi l'altra guancia (ambedue del 1974), che si piazzano immancabilmente ai primi posti dei film più visti nelle sale cinematografiche italiane.

Sei anni dopo il successo dei due Trinità, i due tornano ad essere diretti da E.B. Clucher in I due superpiedi quasi piatti (1977), riscuotendo ancora una volta un buon successo di pubblico: pertanto girano altri due film insieme, Pari e dispari (1978) di Sergio Corbucci e Io sto con gli ippopotami (1979) di Italo Zingarelli. Nello stesso anno Bud riceve il premio Jupiter come star più popolare in Germania, e nel 1981 torna al genere western a quasi dieci anni dall'ultima esperienza con la pellicola Occhio alla penna.

Nel 1999, pochi giorni dopo il trionfo di Roberto Benigni a Los Angeles nella notte degli Oscar per La vita è bella, la popolare rivista statunitense TIME, sulla scia dell'evento, pubblica una classifica degli "attori italiani più famosi del mondo" nella quale Bud Spencer occupa il primo posto, seguito da Terence Hill al secondo[22]: nonostante ciò, rivelerà in seguito l'amarezza per essere stato quasi sempre snobbato dalla critica cinematografica:

« In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo, nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival. »
(Bud Spencer [23])

Gli ultimi lavori[modifica | modifica wikitesto]

Bud Spencer nel 2015 a Berlino.

A una decina d'anni da Miami SuperCops - (I poliziotti dell'8ª strada) (1985), il loro ultimo film insieme, dopo diversi progetti andati a vuoto nel 1994 la coppia si riunisce (senza troppa fortuna) sul set di Botte di Natale, un western diretto dallo stesso Terence Hill[24]. Nel frattempo però, Bud Spencer riscuote un grande successo con le serie televisive Big Man (1988) e Detective Extralarge (1991-1993)[25] - entrambe premiate con il Telegatto come miglior telefilm italiano della stagione - cui segue quella Noi siamo angeli nel 1997[26], anno in cui fa un cameo nel film di Pieraccioni Fuochi d'artificio.

Sempre per il cinema, prende parte alle produzioni spagnole Al limite (1997) e Figli del vento (2000), a quella australiana Tre per sempre (1998) e a quella tedesca Tesoro, sono un killer (2009), tornando a lavorare in Italia con la partecipazione al film di Ermanno Olmi Cantando dietro i paraventi (2003), che gli permette di dimostrare anche le sue qualità di attore drammatico, e come protagonista del film TV Padre Speranza (girato nel 2001), pilota di una serie poi mai realizzata mandato in onda su Rai 2 nel 2005, e della serie televisiva di Canale 5 I delitti del cuoco (2010). Ha inoltre partecipato nel 2007 a uno spot di Natale per la Melegatti, impersonando Babbo Natale, e nel 2009 a uno per la banca spagnola Bancaja, mentre nel 2008 a un cortometraggio dal titolo Pane e olio. Insieme a Terence Hill, il 7 maggio 2010 riceve il David di Donatello alla carriera.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Parallelamente al cinema, Spencer porta avanti le sue passioni, fra le quali c'è anche quella del volo; nel 1975 consegue la licenza di pilota di elicottero per l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. Il primo volo effettuato da Carlo Pedersoli, si ebbe sul set di ...più forte ragazzi!: Bud, dopo aver visto in diverse scene lo stuntman-pilota effettuare le manovre, su propria iniziativa e lasciando tutti di stucco spiccò il volo con l'aereo manovrando i comandi da solo e senza aiuti. Lo stesso Bud Spencer ricorda il terrore del produttore in quei momenti. L'atterraggio, "a quaglia" (cioè effettuato a "balzi" sulla pista fino a fermarsi), fortunatamente riuscì. In seguito a quest'esperienza Carlo Pedersoli coltiverà la passione per il volo: possedeva, infatti, il brevetto sia per l'elicottero, con cui ha collezionato 1.000 ore di volo, sia per gli aerei, con cui ha volato per 2.000 ore[27] e che ha continuato a pilotare fino alla sua morte[4].

Bud Spencer nel 2011 a Norimberga.

Nel 1976 Bud Spencer lancia una linea di jeans. Nel 1981 è tra i soci fondatori della compagnia aerea Mistral Air, attualmente di proprietà di Poste italiane[28]. In merito ha dichiarato: «Era una compagnia molto piccola, con appena tre aeroplani. Di fatto, l'avventura durò poco perché non la potevo supportare». Da non dimenticare è anche l'amore per la musica[29]; nel 1977 scrive alcune canzoni per il suo film Lo chiamavano Bulldozer insieme ai fratelli De Angelis (in arte Oliver Onions), delle quali una viene da lui stesso interpretata durante il film. Nel gennaio del 2007 la FIN concede a Carlo Pedersoli i brevetti di allenatore di nuoto e pallanuoto, iscrivendolo all'Associazione Nazionale Tecnici di nuoto[30]. Nel 2010 ha pubblicato la sua biografia ufficiale, intitolata Altrimenti mi arrabbio: la mia vita, scritta assieme a Lorenzo De Luca, già sceneggiatore in tre dei suoi serial-TV summenzionati, e curata dal biografo David De Filippi.

Nel 2011 ha pubblicato la seconda parte della biografia espressamente per il mercato tedesco, scrivendola nuovamente con Lorenzo de Luca. Nel 2014 è apparso il suo terzo libro, Mangio ergo sum, in cui mescola filosofia e gastronomia, scritto nuovamente a quattro mani con De Luca, edito da NPE, con prefazione dell'amico Luciano De Crescenzo. Come ha spiegato in un'intervista uscita su Il Messaggero del 27 novembre 2014 il libro nasce dalla sua «sincera passione per il cibo e per la filosofia. Adoro mangiare e per questo non ho mai seguito una dieta, nonostante sia arrivato a pesare anche 156 kg. Inoltre, mi sono sempre dilettato nella lettura dei filosofi: da Platone ad Aristotele, da Cartesio a Kant. Nel libro mi immagino costretto dal medico a stare a stecchetto per un paio di settimane, un vero calvario! La sera, mentre mi rigiro nel letto per colpa della fame, mi vengono a trovare i maggiori filosofi per un dialogo divertente, ma allo stesso tempo profondo. Il titolo è un chiaro riferimento a Cartesio, che ha rivoluzionato la storia del pensiero dicendo “cogito ergo sum”, ovvero “penso, dunque sono”. Ma io credo che sarebbe più corretto affermare: “Mangio, dunque sono”, perché non solo siamo quello che mangiamo, ma se non mangiamo non siamo e non pensiamo».

Sapeva parlare sei lingue, italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e tedesco, e considerava il napoletano come la sua settima lingua; nei film, tuttavia, è stato quasi sempre doppiato, con rare eccezioni.[9]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Si è sempre dichiarato di destra[31] e si è candidato alle elezioni regionali italiane del 2005 nel Lazio, a sostegno del presidente uscente Francesco Storace, nelle liste di Forza Italia[32], senza tuttavia risultare eletto, nonostante quasi 4.000 preferenze[33]. Alle elezioni comunali a Roma del 2013 ha supportato attivamente la candidatura di sua figlia Cristiana con Il Popolo della Libertà.[34]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

« Non temo la morte. Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell'attesa e nel timore. C'è una mia canzone che racchiude bene la mia filosofia: “Futtetenne”, ovvero fregatene. E ridici su.[35] »
(Estratto di un'intervista a Bud Spencer del 2014)
Un murale fatto a Budapest dedicato a Bud Spencer.

Bud Spencer è morto il 27 giugno 2016 all'età di 86 anni nella sua abitazione romana a causa di complicazioni derivate da una caduta. La sua morte è stata annunciata dal figlio Giuseppe così: "Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata "grazie".[2] Il 29 giugno è stata allestita la camera ardente presso la sala della Protomoteca in Campidoglio.[36] Le esequie si sono svolte il 30 giugno nella Chiesa degli Artisti ed infine ha ricevuto la sepoltura nel Cimitero del Verano. Collocazione: Monte Portonaccio, di fronte al 2° gradone, cappella V.[37]

Nei giorni seguenti il decesso, le reti Rai e Mediaset hanno cambiato il loro palinsesto televisivo per rendere omaggio all'attore da poco scomparso.[38] La notizia della sua morte ha suscitato un forte clamore anche nel resto del mondo.[39]

Dati fisici[modifica | modifica wikitesto]

  • Altezza: 193 cm[1]
  • Peso:
    • Alla nascita: 6 kg[40]
    • Quando era nuotatore: 100–105 kg
    • Nel periodo di massimo successo (anni settanta-ottanta): 120–130 kg[1]
    • Nel 2000: 140 kg[41]
    • Nel 2010: 125 kg, dopo essere stato 152 kg[40]
  • Piede: 47[1]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès da nuotatore[modifica | modifica wikitesto]

Giochi olimpici 100 m st. libero 4×200 m st. libero
1952 Helsinki
Finlandia Finlandia
elim. in semifinale
58"9
elim. in batteria – 9'17"9
frazione: 2'17"5
1956 Melbourne
Australia Australia
elim. in semifinale
59"0
---
1960 Roma

Italia Italia

Campionati europei 100 m st. libero 4×200 m st. libero
1950 Vienna
Austria Austria

1'01"2
4º – 9'33"5
:
Giochi del Mediterraneo 100 m st. libero 3×100 m mista
1951 Alessandria
Egitto Egitto
Argento
59"9
Argento: 3'23"0
:

Campionati italiani[modifica | modifica wikitesto]

7 titoli individuali e 4 in staffetta, così ripartiti:

  • 7 nei 100 m stile libero
  • 1 nella staffetta 4×200 m stile libero
  • 2 nella staffetta 3×100 m mista
  • 1 nella staffetta 4×100 m mista

nd = non disputata

Anno
Edizione
st.libero
100 m
st.libero
4×100 m
st.libero
4×200 m
mista
3×100 m
mista
4×100 m
1949 Estivi 1 nd - 1 nd
1950 Estivi 1 nd 1 1 nd
1951 Estivi 1 nd - - nd
1952 Estivi 1 nd - 2 nd
1953 Estivi 1 nd - nd 1
1955 Primaverili - 2 nd nd 2
1955 Estivi 2 nd - nd -
1956 Primaverili 1 nd - nd -
1956 Estivi 1 nd 3 nd 3
1957 Estivi 2 nd - nd -

Palmarès da pallanuotista[modifica | modifica wikitesto]

1955 Barcellona - Spagna Spagna: Oro Oro, 3 vittorie 0 sconfitte

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 2008. Di iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri[42]
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia della Città di Napoli
— 26 marzo 2015. Di iniziativa del Sindaco di Napoli[43]

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Come Carlo Pedersoli[modifica | modifica wikitesto]
Bud Spencer in Al di là della legge (1968) senza la sua caratteristica barba.
Giuliano Gemma e Bud Spencer in una scena del film Anche gli angeli mangiano fagioli (1973).
Terence Hill e Bud Spencer in un scena del film ... altrimenti ci arrabbiamo! (1974).
Bud Spencer in Pari e dispari (1978).
Come Bud Spencer[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Altre partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Bud Spencer è stato doppiato da:

  • Glauco Onorato in Dio perdona... io no!; I quattro dell'Ave Maria; Gott mit uns (Dio è con noi); La collina degli stivali; Un esercito di 5 uomini; Lo chiamavano Trinità...; Continuavano a chiamarlo Trinità; ...più forte ragazzi!; Si può fare… amigo; Torino nera; Una ragione per vivere e una per morire; Anche gli angeli mangiano fagioli; Piedone lo sbirro; ...altrimenti ci arrabbiamo!; Porgi l'altra guancia; I due superpiedi quasi piatti; Lo chiamavano Bulldozer; Pari e dispari; Io sto con gli ippopotami; Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre; Chissà perché... capitano tutte a me; Chi trova un amico trova un tesoro; Banana Joe; Bomber; Cane e gatto; Nati con la camicia; Non c'è due senza quattro; Miami SuperCops - (I poliziotti dell'8ª strada); Superfantagenio; Big Man; Un piede in paradiso
  • Sergio Fiorentini in Charleston; Detective Extralarge; Botte di Natale; Noi siamo angeli; Al limite; Figli del vento; Tesoro, sono un killer
  • Giuseppe Rinaldi e Bruno Persa in Siluri umani
  • Ferruccio Amendola in Oggi a me... domani a te!
  • Giancarlo Maestri in Al di là della legge
  • Sergio Graziani in Quattro mosche di velluto grigio
  • Roberto Villa in Il corsaro nero

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Audio intervista a Bud Spencer (WAV), su budterence.tk. URL consultato il 23 luglio 2016.
  2. ^ a b Cinema, è morto Bud Spencer, il grande buono del cinema italiano, su larepubblica.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  3. ^ Bud Spencer, Italian Spaghetti Western Star, Dies at 86, su hollywoodreporter.com. URL consultato l'8 luglio 2016.
  4. ^ a b Intervista: I ricordi di una vita, su video.mediaset.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  5. ^ Ricordi di Pedersoli (in arte Bud Spencer), su ilsole24ore.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  6. ^ Lautobografia di Bud Spencer conquista l’Europa, su archivio.panorama.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  7. ^ Foligno, nel 1976 Bud Spencer conseguì il brevetto da pilota alla scuola di volo dell'aeroporto, su ilmessaggero.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  8. ^ Bud Spencer, padre Nike e quello spettacolo di beneficenza, su lanazione.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  9. ^ a b Pronto, parlo con Bud Spencer?, su vignaclarablog.it. URL consultato il 5 luglio 2016.
  10. ^ Biografia di Bud Spencer, su spazioinwind.libero.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  11. ^ Brasil: Cartão de imigração (in portoghese), su familysearch.org. URL consultato il 23 luglio 2016.
  12. ^ Meu encontro com Bud Spencer (in portoghese), su acervo.revistabula.com. URL consultato il 24 luglio 2016.
  13. ^ Primati italiani - 100 Stile libero maschile, su Agendadiana.it. URL consultato il 16 maggio 2010.
  14. ^ Storia del nuoto, su federnuoto.it. URL consultato il 16 maggio 2010.
  15. ^ Ho un solo motto: futtetenne, su ilgiornale.it. URL consultato il 30 aprile 2011.
  16. ^ Carlo Pedersoli Biography and Olympic Results, su sports-reference.com. URL consultato il 24 luglio 2016.
  17. ^ Laziale io? Eresie, su tuttonapoli.net. URL consultato il 13 novembre 2009.
  18. ^ fanpage.it 31 ottobre 2015
  19. ^ Bud Spencer:"Totò esiste, grazie a Dio", blog.libero.it. URL consultato il 13 febbraio 2015.
  20. ^ Bud Spencer bei Markus Lanz
  21. ^ Bud Spencer, divo a Berlino - Repubblica.it» Ricerca
  22. ^ Buon compleanno Bud Spencer! - News - Canale 5 - TV Mediaset.it
  23. ^ Morto Bud Spencer, Ansa, 28/06/2016.
  24. ^ Tratto dall'archivio de La Stampa
  25. ^ ARRIVA BUD SPENCER DETECTIVE EXTRALARGE - Repubblica.it» Ricerca
  26. ^ Tratto dall'archivio della Stampa
  27. ^ Simone D'Ascenzi, Bud Spencer vola sempre più in alto - Intervista all'attore pilota nato con la camicia, su Voglia di volare, giornale con cui Carlo ha collaborato[senza fonte]. URL consultato il 16 maggio 2010.
  28. ^ Tiziana Bottazzo, Il turismo religioso ha i charter benedetti, su La Gazzetta dello Sport, RCS, 28 agosto 2007. URL consultato il 16 maggio 2010.
  29. ^ Pedersoli il gigante dell'acqua 'Sono diventato attore per caso' - Repubblica.it» Ricerca
  30. ^ Federazione Italiana Nuoto
  31. ^ Intervista a Bud Spencer, su affaritaliani.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  32. ^ Il Cavaliere ingaggia Bud Spencer correrà con Forza Italia nel Lazio - la Repubblica.it
  33. ^ Comune di Roma: Elezioni Regionali
  34. ^ La figlia di Bud Spencer sceglie il Pdl - Campidoglio - iltempo
  35. ^ Nicole Cavazzuti, Bud Spencer: «Mangio ergo sum», in Il Messaggero, 26 novembre 2014. URL consultato il 28 giugno 2016.
  36. ^ Bud Spencer, una lunga fila silenziosa per il gigante buono, in La Repubblica, 29 giugno 2016.
  37. ^ Bud Spencer morto, folla commossa ai funerali, in Il Corriere della Sera, 30 giugno 2016.
  38. ^ La tv piange Bud Spencer: su Rai e Rete 4 non stop dei suoi film, in televisione.it, 28 giugno 2016.
  39. ^ Bud Spencer, dall'India al Messico: la morte dell'attore sui siti del mondo, in La Repubblica, 28 giugno 2016.
  40. ^ a b Intervista, su Le iene, Mediaset, 14 aprile 2010. URL consultato il 16 maggio 2010.
  41. ^ Francesco Velluzzi, Bud Spencer, il gigante si commuove, su La Gazzetta dello Sport, RCS, 21 settembre 2000. URL consultato il 16 maggio 2010.
  42. ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Carlo Pedersoli
  43. ^ A Bud Spencer la Medaglia della Città di Napoli, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  44. ^ Dai verbi in suo onore ai tweet dei ministri tedeschi, così il mondo saluta Bud Spencer, in La Repubblica, 29 giugno 2016.
  45. ^ Topolino numero 3011, pagina 31
  46. ^ a b CONTROTEMPO "Come Bud Spencer e Terence Hill", youtube.com.
  47. ^ Spencer Bud - De Luca Lorenzo (a cura di) De Filippi David Altrimenti mi arrabbio: La mia vita, Alberti editore (2010)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Bertolino, Ettore Ridola, Bud Spencer, Terence Hill, Gremese, 2002.
  • Aronne Anghileri, Alla ricerca del nuoto perduto, SEP editrice S.R.L., 2002, ISBN 88-87110-27-1.
  • Marcello Gagliani Caputo, Altrimenti ci arrabbiamo! il cinema di Bud Spencer e Terence Hill, Un mondo a parte, 2006, ISBN 978-88-89481-18-9.
  • Franco Grattarola - Matteo Norcini, Continuarono a chiamarlo Bud Spencer, Roma, Struwwelpeter Edizioni (2008) ISBN 88-6237-016-4.
  • Francesco Carra, Terence Hill Bud Spencer. La vera storia di Giuseppe Colizzi, Falsopiano, (2010)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN22328852 · LCCN: (ENn82019773 · SBN: IT\ICCU\UBOV\483363 · ISNI: (EN0000 0000 8101 4922 · GND: (DE118616072 · BNF: (FRcb138999652 (data)