Dio perdona... io no!

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Dio perdona... io no!
Dio perdona io no.duello.jpg
Terence Hill (a sinistra), Bud Spencer (al centro) e Frank Wolff (a destra) durante il triello finale.
Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1967
Durata 109 min
Genere western
Regia Giuseppe Colizzi
Soggetto Giuseppe Colizzi
Sceneggiatura Giuseppe Colizzi
Produttore Enzo D'Ambrosio
Casa di produzione Crono FIlm
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Sergio Montanari
Effetti speciali Cataldo Galliano, Alfredo Segoviano
Musiche Ángel Oliver
Scenografia Gastone Carsetti
Costumi Maria Luigia Carteny, Vicente Martinez
Trucco Alvaro Rossi, Isabel Mellado
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Dio perdona... io no! è un film del 1967 diretto da Giuseppe Colizzi.

È il primo film della fortunata coppia Bud Spencer e Terence Hill. È il primo dei tre western diretti dal regista Giuseppe Colizzi: seguiranno I quattro dell'Ave Maria e La collina degli stivali, con protagonisti sempre la stessa coppia d'attori. Il titolo di lavorazione era Il cane, il gatto e la volpe (non a caso c'è un brano omonimo nella colonna sonora).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Cat Stevens detto Doc è un pistolero e un giocatore, che campa girando da un posto a un altro giocando a carte nei saloon; una sera, accampatosi all'aperto, viene raggiunto da una sua vecchia conoscenza, Hutch Bessy detto Earp, pistolero assunto da una compagnia di assicurazioni. Earp sta indagando sul furto di 300.000 dollari in oro da un treno che portava una spedizione per conto di una banca; apparentemente i responsabili hanno assaltato il treno in un certo punto e poi si sono allontanati col bottino in una direzione, dopo aver ucciso tutti i passeggeri; ma Earp è riuscito a parlare con un testimone sopravvissuto abbastanza per dirgli la verità; i banditi sono saliti sul treno come passegeri qualsiasi, poi hanno fatto una strage (perché nessuno riferisse come erano andate effettivamente le cose), hanno fermato il treno in un altro punto (mentre dei complici lasciavano false tracce altrove) scaricando in tutta calma l'oro, e alla fine si sono allontanati dove le tracce non potevano essere seguite; due banditi hanno proseguito per condurre il treno fino alla destinazione successiva, scendendo poco prima. Earp è convinto che una sola persona possa organizzare una rapina così: Bill Sant'Antonio, un sanguinario bandito che però risulta morto da dieci mesi, ucciso proprio da Doc; per questo motivo, Earp è venuto a farsi dire come andarono le cose e a chiedere aiuto.

Doc con il suo torturatore.

Infatti, Sant'Antonio ha usato Doc, facendogli credere di essere morto e scappando con tutto il bottino delle sue rapine, senza dividerlo con i suoi uomini: allo stesso tempo i suoi uomini, convinti che fosse stato Doc a rubarlo, gli hanno reso la vita impossibile.

I due si mettono separatamente sulle tracce di Bill, e giungono in momenti diversi al suo nascondiglio; costretti a collaborare, recuperano il bottino dell'ultima rapina e fanno appena in tempo a nasconderlo, prima di venire catturati dalla banda del fuorilegge. Bill ordina che vengano torturati e si allontana per parlare con la talpa che gli fornisce le informazioni, ma non fidandosi del tutto dei suoi fa in modo che si tengano d'occhio a vicenda; mentre lui è via, Doc convince il suo torturatore a recarsi da soli sul posto. Qui, Doc approfitta di un coltello nascosto tra la sabbia quando ha nascosto il bottino per uccidere il suo aguzzino, e poi manda a chiamare Sant'Antonio, per il duello finale. Intanto anche Earp riesce a liberarsi del suo torturatore e raggiunge anche lui il nascondiglio del bottino.

Il duello finale vede confrontarsi Doc e Bill Sant'Antonio faccia a faccia attorno a una montagna carica di dinamite pronta ad esplodere. Terzo incomodo è Earp che, sebbene stia dalla stessa parte di Doc, cerca di impedire la sfida fra i due perché ritiene assurdo sfidare in un duello secondo le regole un criminale così pericoloso. In questo caso, il mexican standoff viene risolto da Bill Sant'Antonio che prova ad uccidere a tradimento Earp con una Derringer nascosta: Doc lo vede e gli tira un coltello sul braccio in modo da fargli perdere l'arma. Hutch ne esce lievemente ferito, ma stordito, mentre Doc e Bill Sant'Antonio possono terminare la loro sfida. Doc, come 10 mesi prima, ne esce vincente, ferisce agli arti Sant'Antonio e salva Earp, portandolo in spalla lontano. Sant'Antonio strisciando raggiunge la dinamite, ma senza le mani non riesce a strappare la miccia, e muore esplodendo con l'intera montagna.

In seguito, Earp si risveglia in un carro circondato da sacchi di oro, mentre Doc lo porta a farsi estrarre il proiettile che ha in corpo; quando Earp accenna all'oro, Doc rimanda il discorso a quando potrà impugnare una pistola.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo di Cat Stevens originariamente era stato assegnato a Peter Martell. Nei primi giorni di ripresa, però, Martellanza si ruppe un piede a seguito di un litigio con la fidanzata. Non potendo interrompere le riprese, la parte del protagonista passò a Terence Hill.[1]

Il film è stato girato in Italia e nella provincia di Almería, in Spagna. Le scene iniziali con il treno a vapore sono state girate nel Lazio lungo la ferrovia (ora abbandonata) Capranica-Civitavecchia tra le stazioni di Barbarano Romano-Vejano e quella di Blera, dove è stato ripreso l'arrivo del treno con i passeggeri uccisi. La locomotiva è una 625 del deposito di Roma Trastevere camuffata da locomotiva del far west.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è composta da Ángel Oliver (pseudonimo di Carlo Rustichelli) e diretta dal maestro Bruno Nicolai.

  1. Dies irae (02:00)
  2. Arrivo alla stazione e strage sul treno (01:25)
  3. Paesaggio di notte (Partita a poker) (04:48)
  4. Cavalcando al tramonto (01:21)
  5. Rose (04:38)
  6. L'incendio (01:40)
  7. Torride praterie (01:16)
  8. Rose (#2) (02:18)
  9. Il funerale (03:07)
  10. Le spartizioni (02:30)
  11. Passo dietro passo (02:55)
  12. Bill Sant'Antonio (02:08)
  13. Il nuovo comandante (03:08)
  14. Appostamento (01:43)
  15. Senza tregua (01:18)
  16. Il cane, il gatto, la volpe (02:24)
  17. Appostamento (#2) (02:39)
  18. Gatto in agguato (01:15)
  19. Senza tregua (#2) (01:21)
  20. Prigioniero (01:08)
  21. Affari sporchi (02:30)
  22. Attesa (01:36)
  23. Confronto finale (02:20)
  24. End Titles (02:33)[2]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Le tagline del film sono le seguenti:[3]

  • How Many Men Must Die?
    • Quanti uomini devono morire?
  • His name is "Cat" and he has NINE lives...but only one reason to live!
    • Il suo nome è "Gatto" e lui ha nove vite ... ma solo una ragione per vivere!
  • They call him PRETTY FACE! ...and his credo is simple and short and sweet!
    • Lo chiamano bella faccia! ... E il suo credo è semplice e breve e dolce!

Distribuzione cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia: 31 ottobre 1967
  • Spagna: 24 luglio 1968 (Dios perdona... ¡Yo no!)
  • Germania Ovest: 30 gennaio 1969 (Gott vergibt ... Django nie!)
  • Stati Uniti d'America: maggio 1969 (God Forgives... I Don't!)
  • Francia: 30 giugno 1972 (Dieu pardonne... pas moi!)
  • Svezia: 17 luglio 1972 (Rid aldrig ensam)
  • Danimarca: 26 dicembre 1972 (Manden de kaldte englefjæs)
  • Norvegia: 5 aprile 1973 (God Forgives, I Don't!)
  • Finlandia: 6 aprile 1973 (Luoja armahtaa - minä en)
  • Davao: 12 agosto 1982 (He Never Forgives)
  • Ungheria: 23 aprile 2000[4][5]

Censura[modifica | modifica wikitesto]

Il film, a seconda del paese di proiezione, ha avuto una censura più o meno "severa": è stato vietato ai minori di 12 anni in Germania Ovest nella versione comica e 16 nella versione intera; minori di 15 in Svezia e Regno Unito; 16 in Islanda, Norvegia, e Paesi Bassi; 18 in Finlandia. A Singapore è stato invece classificato come PG, ovvero è consentita la visione da parte dei bambini solo se accompagnati da un genitore, mentre negli Stati Uniti d'America è stato classficiato dalla Motion Picture Association of America (MPAA) PG-13 (parents strongly cautioned), vale a dire che è vietata la visione della pellicola ai minori di 13 anni non accompagnati dai genitori.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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