Preparati la bara!

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Preparati la bara!
Preparati la bara!.png
Una scena del film
Titolo originalePreparati la bara!
Lingua originaleitaliana
Paese di produzioneItalia
Anno1968
Durata88 min
Rapporto2,35:1
Generewestern
RegiaFerdinando Baldi
SoggettoFranco Rossetti
SceneggiaturaFerdinando Baldi, Franco Rossetti
ProduttoreManolo Bolognini
Casa di produzioneB.R.C. Produzione S.r.l.
Distribuzione (Italia)Titanus
FotografiaEnzo Barboni
MontaggioEugenio Alabiso
MusicheGian Franco Reverberi (orchestra diretta da Gian Piero Reverberi)
ScenografiaGastone Carsetti
CostumiFranco Antonelli
TruccoMarcello Ceccarelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Preparati la bara!, accreditato anche come Viva Django[1][2], è un film western all'italiana del 1968 diretto da Ferdinando Baldi con protagonista Terence Hill nel ruolo di Django, precedentemente interpretato da Franco Nero nel film capostipite del personaggio di Sergio Corbucci.[3]

Il film rappresenta un prequel non ufficiale al film di Corbucci, nel quale Franco Nero rifiutò il ruolo di protagonista nonostante fosse legato da contratto con la casa di produzione BRC.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un primo piano di Django

Nel 1889 il senatore David Berry viene indicato come candidato alla carica di governatore dello stato e Django, suo amico, lo affianca come guardaspalle. David gli chiede supporto fino alle elezioni, ma Django ha diversi interessi e gli comunica che ha l'impegno di scortare un carico d'oro ai depositi federali di Atlanta.

Durante il viaggio il convoglio viene assaltato da una banda di criminali che uccide tutta la scorta e la moglie di Django, mentre quest'ultimo viene solo ferito e si salva per miracolo. David assiste alla scena, guardando i suoi uomini recuperare l'oro e andarsene. Dopo essersi ripreso, Django decide di scavare una tomba con il suo nome e diventa il boia della contea, meditando vendetta verso quello che era il suo amico.

Attraverso il telegrafista Orazio, scopre che i convogli carichi l'oro vengono regolarmente attaccati e venivano condannati a morte criminali e persone estranee ai fatti. Django raggiunge una contea dopo l'altra per le impiccagioni e prima di raggiungere il patibolo riesce a salvare alcuni condannati, facendoli indossare un corpetto protettivo. Nella sera recuperava i corpi e dopo aver coperto una tomba vuota nel cimitero, li indirizzava verso il guado di Mendes, ricattandoli, in quanto se fossero stati visti sarebbero stati impiccati nuovamente con un altro boia.

Mentre si appresa a impiccare un messicano di nome Garcia, la moglie del condannato Mercedes tenta di bloccare l'esecuzione, ma viene colpita da Lucas, un pistolero al soldo di Berry che aveva fatto organizzato tutte le false testimonianze a carico degli accusati. Nella giornata successiva Django e Garcia raggiungono il guado e armano il gruppo di sopravvissuti. Django spiega loro che vuole attaccare Lucas in quanto ha un conto in sospeso e chiede al gruppo di attaccare i falsi testimoni che li hanno condannati. Non tutti sono d'accordo e in una sparatoria Garcia salva Django, guadagnandosi la sua fiducia. I falsi testimoni vengono picchiati e si dirigono da Lucas a chiedere protezione: questi accetta e si prepara ad attaccare il prossimo convoglio d'oro.

Django elabora la stessa idea grazie alle informazioni di Orazio, proponendo di catturare i veri assalitori e di farli confessare al governatore dello stato in modo da essere riabilitati. Orazio li informa anche che la moglie di Garcia verrà impiccata nello stesso giorno, in quanto Lucas l'aveva accusata di essere complice negli attacchi. Django decide allora di salvarla e di ricongiungersi in seguito al gruppo: nella sua assenza, Garcia prende il comando e aizza la banda ad attaccare il convoglio semplicemente per rubare l'oro, disinteressandosi alla riabilitazione. Nella discussione, questi uccide Wallace e ferisce un altro uomo, che riesce però a raggiungere il paese chiedendo del boia. Garcia guida l'attacco recuperando l'oro e raggiunto il confine con il Messico, uccide tutti i compagni.

Nel paese gli uomini di Lucas riconoscono il ferito, capiscono l'inganno degli impiccati e nella sera catturano Django al cimitero. Lucas ordina il suo pestaggio, mentre il ferito spiega il tradimento di Garcia. Mentre Lucas si reca al saloon per aggiornare il senatore Berry sul furto, Orazio e Mercedes liberano Django con uno stratagemma. Django decide di mettere a fuoco il locale e con l'aiuto di Orazio abbatte uno a uno gli uomini di Berry mentre il senatore riesca a fuggire. Lucas rimane intrappolato all'interno e muore carbonizzato dopo essere stato accusato da Django come complice della morte della moglie.

Nella mattina seguente Django organizza con Mercedes un incontro con Berry, utilizzando Garcia come esca in quanto aveva tradito la sua fiducia. Il messicano guida Berry in un cimitero, dove il boia stava scavando una fossa. Il senatore cerca di trattare e al suo rifiuto, lo attacca venendo però disarmato. Sentiti gli spari gli uomini di Berry compaiono sulla collina del cimitero, preparandosi alla fucilazione di Django. Garcia crea un diversivo, ma viene abbattuto e Django, impassibile, continua a scavare trovando e aprendo il fronte di una bara. Da questa recupera una mitragliatrice e uccide la banda, compreso Berry mentre cercava di scappare. Raggiunge poi Mercedes consegnandole un sacchetto d'oro e la abbandona, allontanandosi a cavallo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Thomas Weisser, Spaghetti Westerns--the Good, the Bad and the Violen, McFarland, 2005, p. 129, ISBN 0786424427. URL consultato il 31 marzo 2018.
  2. ^ a b (EN) Howard Hughes, Once Upon A Time in the Italian West, I.B.Tauris, 2006, ISBN 0857730452. URL consultato il 31 marzo 2018.
  3. ^ Marco Bertolino, Ettore Ridola, Bud Spencer & Terence Hill, Gramese editore, 2002, p. 21, ISBN 8884401380. URL consultato il 31 marzo 2018.

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