Carlo II d'Inghilterra

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Carlo II
Carlo II.
Carlo II.
Re d'Inghilterra, di Scozia e d'Irlanda
Stemma
In carica 29 maggio 1660 -
6 febbraio 1685
Incoronazione 23 aprile 1661
Predecessore Carlo I (de iure)
Richard Cromwell (de facto)
Successore Giacomo II
Trattamento Maestà
Nascita St. James's Palace, Londra, 29 maggio 1630
Morte palazzo di Whitehall, Londra, 6 febbraio 1685
Luogo di sepoltura Abbazia di Westminster, Londra
Casa reale Casa Stuart
Padre Carlo I Stuart
Madre Enrichetta Maria di Francia
Consorte Caterina di Braganza
Firma CharlesIISig.svg

Carlo II Stuart (Londra, 29 maggio 1630Londra, 6 febbraio 1685) fu re d'Inghilterra, Scozia, Irlanda e Francia[1] dal 30 gennaio 1649 (de iure) o dal 29 maggio 1660 (de facto), al 6 febbraio 1685.

Secondo i realisti, Carlo divenne re il 30 gennaio del 1649 quando suo padre, Carlo I Stuart, fu decapitato dinnanzi alla residenza reale, il Palazzo di Whitehall. Tuttavia il Parlamento si rifiutò di proclamare Carlo Re e in Inghilterra ebbe inizio il periodo repubblicano, sotto il Protettorato di Oliver Cromwell, che divenne Lord Protettore del Commonwealth britannico.[2] Al contrario, il Parlamento di Scozia nominò Carlo Re di Scozia il 5 febbraio 1649 nella città di Edimburgo. Fu incoronato Re di Scozia presso Scone il 1º gennaio 1651. Dopo la battaglia di Worcester del 3 settembre 1651 fu costretto a lasciare l'Inghilterra e si rifugiò per i nove anni che seguirono tra Francia, Repubblica delle Province Unite e Paesi Bassi del Sud.

Quando nel 1659 il Protettorato retto da Richard Cromwell, figlio di Oliver, cadde, il generale George Monck invitò formalmente Carlo a tornare in patria dove avrebbe governato da re. Il 25 maggio del 1660 Carlo sbarcò su suolo inglese e il 29, giorno del suo trentesimo compleanno, entrò trionfalmente a Londra. Il 23 aprile 1661 venne incoronato Re d'Inghilterra, Scozia e Irlanda nell'abbazia di Westminster, come tradizione.

Nel 1679 Carlo decise di abolire il Parlamento e governò da sovrano assoluto fino al giorno della sua morte, avvenuta il 6 febbraio del 1685.

Carlo II fu noto anche con il nome Merrie Monarch (Monarca allegro), a sottolineare il clima di edonismo della sua corte e il sollievo generale procurato dal ritorno ad una situazione di normalità dopo l'esperienza repubblicana con i Cromwell e i Puritani. La moglie di Carlo, Caterina di Braganza, era sterile, tuttavia il sovrano ebbe dodici figli illegittimi con varie amanti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Il Great Peece, opera di Antoon van Dyck: Carlo II è raffigurato con la sua famiglia, accanto al padre.

Carlo Stuart, il maggiore dei figli sopravvissuti di Carlo I d'Inghilterra e di Enrichetta Maria di Francia[3], nacque presso St. James's Palace, la residenza londinese dei sovrani d'Inghilterra, il 29 maggio 1630. Fu battezzato il 27 giugno nella Cappella Reale dal vescovo anglicano di Londra, William Laud e furono scelti come suoi padrini la contessa protestante di Dorset e i suoi parenti materni cattolici, Luigi XIII e Maria de' Medici. Alla nascita ottenne automaticamente i titoli di duca di Cornovaglia e duca di Rothesay. All'età di otto anni circa gli venne conferito il titolo di principe di Galles ed erede al trono, ma non poté godere mai dei privilegi riservati a tale posizione.

Carlo I e l'ascesa di Cromwell[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivoluzione inglese.

Durante gli anni quaranta del Seicento, quando Carlo era ancora molto giovane, il padre si scontrò militarmente con le forze del Parlamento e dei puritani nella rivoluzione inglese: il giovane principe fu a fianco del padre durante la battaglia di Edgehill e, quattordicenne, prese parte, con il titolo di Comandante delle forze inglesi dell'ovest, alle campagne del 1645. Nella primavera del 1646 divenne chiaro che Carlo I avrebbe perso la guerra[4] così, temendo per l'incolumità del figlio, ed erede al trono, Carlo I ordinò il trasferimento del principe di Galles, per motivi di sicurezza, dapprima nelle isole Scilly, poi a Jersey e infine in Francia, dove risiedeva già la madre, presso la corte del cugino Luigi XIV, che era stato eletto re di Francia alla morte del padre Luigi XIII, avvenuta nel 1643 e che governava sotto l'attenta guida della madre Anna d'Austria e del primo ministro, il cardinale Mazzarino.

Nel 1648 Carlo si rifugiò presso L'Aia, dove risiedeva la sorella Maria Enrichetta con il marito, Guglielmo II, principe di Orange e Statolder di Olanda. Dalla città portuale olandese sarebbe dovuta partire una flotta di aiuto all'esercito del re d'Inghilterra che però non arrivò in tempo in Scozia. Intanto il duca James Hamilton, comandante in capo delle forze realiste, era stato irrimediabilmente sconfitto durante la battaglia di Preston.[5]

All'Aia Carlo ebbe modo di intrattenere una breve relazione sentimentale con Lucy Walter, la quale in seguito affermò, mentendo, di essersi sposata segretamente con il principe.[6] Il loro figlio, James Crofts, nominato poi duca di Monmouth e duca di Buccleuch, fu il figlio illegittimo di Carlo che ebbe maggiore influenza nella vita politica inglese.

L'esecuzione di Carlo I e la formazione del Commonwealth[modifica | modifica sorgente]

Re d'Inghilterra e Scozia
Stuart
Royal Arms of England (1603-1707).svg

Giacomo I/VI
Carlo I
Carlo II
Giacomo II/VII
Maria II e Guglielmo III
Guglielmo III
Anna
Carlo principe di Galles, opera di William Dobson, 1642-1643 circa.

Carlo I venne catturato nel 1647 e riuscì velocemente a liberarsi, ma venne ricatturato nel 1648. Nonostante gli sforzi diplomatici del figlio, il re venne dichiarato traditore, condannato a morte e giustiziato il 30 gennaio 1649[7]: l'Inghilterra diveniva una repubblica. Nonostante l'espresso ordine di Oliver Cromwell, la testa del re venne fatta ricucire al corpo e il 6 febbraio si tenne la cerimonia funebre.[8] Immediatamente dopo l'esecuzione di Carlo I, il Parlamento scozzese conferì a Carlo II il titolo di re di Scozia il 5 febbraio 1649. Carlo, per divenire re, dovette accettare però delle condizioni, come quella di recarsi personalmente a Edimburgo, e quella di aderire alla Lega per l'ufficializzazione della Chiesa presbiteriana, non riconosciuta da suo padre.

Il 3 settembre 1650 Oliver Cromwell ottenne la vittoria sugli scozzesi fedeli a Carlo II nella battaglia di Dunbar, pur avendo un esercito più esiguo di quello degli avversari. Stanco della situazione che andava creandosi, Carlo tentò di fuggire, ma venne scoperto e riportato in Scozia. Nella cittadina di Scone, il 1º gennaio 1651, fu incoronato solennemente re di Scozia.

Vista l'insistente pressione delle truppe repubblicane sui confini scozzesi, il nuovo sovrano si decise ad approntare un grande esercito per invadere l'Inghilterra. Dopo essere stato proclamato anche re d'Inghilterra nella città di Carlisle e in molte altre località dell'Inghilterra settentrionale, Carlo raccolse attorno a sé all'incirca diecimila uomini armati. Ma con il rifiuto posto da numerosi nobiluomini di partecipare alla campagna, incluso Archibald Campbell, marchese di Argyll, che lo aveva fatto incoronare qualche mese prima, Carlo non riuscì ad organizzare con efficienza la campagna di invasione, che si risolse il 3 settembre 1651 con la sconfitta di Worcester. Per sei settimane il re fuggì, seguito dai suoi avversari, bramosi di catturarlo anche per l'ingente quantità di denaro offerta in cambio della sua testa. Il 16 ottobre riuscì a fuggire in Normandia mascherato. Si racconta che preparare una maschera per il sovrano non sia stata un'impresa facile, viste le sue insolite dimensioni (era alto più di 185 cm).[9]

Nel frattempo Cromwell fu nominato Lord Protettore e tutte le Isole britanniche caddero sotto il suo diretto controllo. Malgrado i legami di parentela di Carlo con i regnanti d'Olanda e di Francia, questi Stati si videro costretti ad un'alleanza con l'Inghilterra repubblicana di Cromwell e Carlo, povero e isolato, dovette rivolgersi alla "cattolicissima" Spagna alla ricerca di aiuto. Tentò quindi, con l'aiuto del fratello Giacomo, di riorganizzare l'esercito, ma il suo intento fallì, vista la mancanza di fondi.[10]

Restaurazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Restaurazione inglese.
Carlo II, in un ritratto giovanile di Adriaen Hanneman realizzato attorno al 1648.

Anche dopo la morte di Cromwell, avvenuta nel 1658, le opportunità per Carlo di riconquistare la Corona rimasero scarse. Infatti ora al potere sedeva Richard Cromwell, figlio di Oliver, nuovo Lord Protettore. Tuttavia Richard non possedeva né l'ambizione né la crudeltà necessarie per tenere insieme il governo.[11] Nonostante i maggiori Paesi d'Europa avessero riconosciuto la sovranità di Richard, persa la fiducia del Parlamento e dell'esercito rinnovato qualche anno prima, il figlio di Cromwell cadde nel 1659, assieme al governo repubblicano. Intanto il governatore della Scozia, George Monck[12], capì che la situazione andava degenerando rapidamente e che si sarebbe arrivati ad una situazione di anarchia[13]. Così radunò l'esercito e marciò su un'agitata Londra. Giunto nella capitale, Monck sciolse il Parlamento Lungo, rinnovandone le componenti e riformandolo, il 25 aprile 1660. Il nuovo Parlamento esortò il ritorno del legittimo sovrano. Londra era pronta ad accogliere il suo re. Ben presto Carlo emanò la dichiarazione di Breda, con la quale accettava di divenire re e garantiva un «perdono libero e generale» a qualunque vecchio nemico del futuro re e di suo padre, che lo riconoscesse come proprio legittimo sovrano, fatta eccezione per alcuni dei regicidi. Si impegnò infatti a firmare Act of Indemnity and Oblivion con il quale escludeva dal perdono solamente cinquanta famiglie particolarmente coinvolte.[14] Promise anche il mantenimento di un Parlamento libero, che si ergesse come rappresentante del popolo e la garanzia di tolleranza religiosa. Il Parlamento decise di accettare le condizioni di Carlo e di farlo rientrare in patria. Il sovrano ricevette queste notizie a Breda l'8 maggio 1660. Anche in Irlanda Carlo era già riconosciuto come legittimo sovrano.

Il ritorno in patria e l'incoronazione[modifica | modifica sorgente]

Dipinto di Lieve Pietersz Verschuier che raffigura la Royal Chalres nel porto di Rotterdam, il giorno prima dell'arrivo a Dover.

Carlo partì sull'ammiraglia di quella che era la sua nuova flotta e che fu chiamata in suo onore Royal Charles[15] e giunse a Dover il 25 maggio 1660; arrivò a Londra il 29 dello stesso mese, giorno del suo trentesimo compleanno. In breve tempo furono condannati a morte i regicidi, undici in tutto.

Il sovrano rinunciò a molti dei retaggi feudali di cui aveva goduto il padre e ricevette dal Parlamento una cifra simbolica di denaro. Tuttavia la maggior parte delle volte la cifra stanziata non bastava e così il Re ebbe la possibilità di attingere dalle Casse del Tesoro di Stato e di fruire di alcune tasse. Durante la seconda metà degli anni sessanta il clima di gioia portato dal nuovo periodo di tranquillità e pace all'interno del Paese si ruppe, almeno a corte: morirono infatti in questi anni Enrico, il fratello minore di Carlo, da poco duca di Gloucester e la sorella Maria Enrichetta, entrambi colpiti dal vaiolo. Nello stesso periodo la cattolica Anna Hyde, figlia del Lord Cancelliere Edward Hyde ammise di essere incinta e di essere segretamente sposata con il fratello del re, Giacomo.[16] Edward Hyde, che non sapeva nulla di tutto ciò, venne investito del titolo di conte di Clarendon e la sua influenza nella politica del Paese accrebbe notevolmente.

Il Parlamento creatosi dopo la dichiarazione di Breda venne sciolto nel dicembre del 1660; fu sostituito, poco dopo l'incoronazione di Carlo II avvenuta come tradizione nell'abbazia di Westminster (23 aprile 1661), da un nuovo parlamento, il Cavalier Parliament, caratterizzato da un forte sentimento anglicano e realista, che rimase in carica per diciassette anni. In quel periodo vennero attuate alcune tra le maggiori riforme del regno di Carlo II, come l'obbligatorietà di adozione del Libro della preghiera comune (Book of Common Prayer).

La grande peste e il grande incendio[modifica | modifica sorgente]

Lieve Pietersz Verschuier (1666):
il grande incendio di Londra.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grande peste di Londra e Grande incendio di Londra.

Il 1665 fu un anno funesto per Carlo e per l'intera città di Londra: nella capitale scoppiò la peste, ricordata come la Grande peste di Londra. In settembre il totale delle persone colpite e uccise dalla peste giunse ad una vetta di settemila vittime la settimana.[17] Carlo, con la famiglia e la corte, si era già ritirato in giugno nella città di Salisbury. Il Parlamento venne spostato ad Oxford. Nonostante gli sforzi per contenere e frenare la malattia, la peste continuò ad infuriare.

Il 2 settembre 1666 iniziò quello che venne ricordato come il Grande incendio di Londra, che devastò gran parte della città, ma nondimeno pose fine al diffondersi della malattia. Il fuoco bruciò almeno 13.200 case e 87 chiese, inclusa la cattedrale di St. Paul. Il popolo londinese diede la colpa per il fatto ad alcuni presunti cospiratori cattolici romani, in realtà mai esistiti.[18] In seguito all'incendio, Carlo affidò la ricostruzione della città all'architetto Christopher Wren.

Politica estera e coloniale[modifica | modifica sorgente]

Prima e Seconda Guerra anglo-olandese[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Carlo II con le vesti dell'Ordine della Giarrettiera; opera di sir Peter Lely.

Il 21 maggio 1662 Carlo aveva sposato nella cattedrale di San Tommaso Becket della città di Portsmouth, Caterina di Braganza, principessa portoghese figlia di Giovanni IV re del Portogallo, che gli portò in dote l'importante centro portuale di Tangeri e alcune isole indiane non distanti da Bombay. Nello stesso periodo, con una mossa che fece temporaneamente crollare la sua consolidata popolarità, Carlo cedette al cugino Luigi XIV di Francia l'importantissima e strategica città marittima di Dunkerque, in Francia. La somma pagata da Luigi, 375.000 sterline[19], servì a riempire le casse e a risolvere alcuni problemi finanziari.

Nel 1663, come riconoscimento per il sostegno ricevuto da alcune famiglie aristocratiche durante la sua ascesa al trono, Carlo affidò le terre della Carolina, nell'America Settentrionale, ad un gruppo di nove nobiluomini, che presero il nome di Lords Proprietors ("lord proprietari"). Tra di loro figuravano il generale George Monck e il figlio di Edward Hyde, Henry.

Con l'approvazione dell'Atto di navigazione del 1651, l'Inghilterra andava a ledere gli interessi commerciali e coloniali dell'Olanda. Si era consumata così la Prima guerra anglo-olandese (1652-1654) poi sfociata nella Seconda guerra anglo-olandese (1665-1667). Il conflitto ebbe inizio a causa dei tentativi della flotta inglese di strappare i possedimenti olandesi in Africa e nell'America del Nord. Gli inglesi ebbero inizialmente grandi successi: conquistarono la cittadella fortificata di New Amsterdam (poi ribattezzata New York[20] in onore del fratello del re, Giacomo duca di York) e ottennero una vittoria nella battaglia di Lowestoft. Ma nel 1667, con la battaglia di Medway, gli olandesi, risalendo il fiume Tamigi, intercettarono e colarono a picco l'intera flotta inglese, che sostava ignara nelle acque del fiume. Venne risparmiata solo la nave ammiraglia, portata come trofeo della vittoria nella città di Amsterdam. La seconda guerra ebbe termine con la firma del trattato di Breda.

La "Cabal" e il trattato di Dover[modifica | modifica sorgente]

Luigi XIV, cugino e alleato di Carlo.

Come risultato della guerra, il re cacciò Edward Hyde, accusandolo di essere il fautore di una così mal riuscita conclusione dei conflitti.[21] Con un'accusa di alto tradimento, Lord Clarendon fuggì in Francia. Il potere passò così nelle mani di un gruppo di cinque statisti, conosciuto con il nome di Cabal[22]. A farne parte: Clifford, Arlington, Buckingham, Ashley (in seguito conte di Shaftesbury) e Lauderdale. Questo gruppo però spesso non agì unito negli interessi del Paese, ma arrivò persino a dividersi in due fazioni, l'una facente capo ad Arlington, che ebbe spesso la meglio, l'altra a Buckingham.

Nel 1668, l'Inghilterra stipulò un'alleanza con la Svezia e con il suo vecchio nemico, i Paesi Bassi, per cercare di frenare la campagna di aggressiva espansione adottata da Luigi XIV nella Guerra di Devoluzione. Luigi firmò un accordo con la nuova Triplice Alleanza, ma continuò a mantenere intenzioni aggressive nei confronti dei Paesi Bassi. Tuttavia, nel 1670, cercando di risolvere i suoi ingenti problemi finanziari, Carlo II decise di rinunciare all'alleanza con svedesi e olandesi e firmò il trattato di Dover, patto segreto fra Inghilterra e Francia. Luigi XIV si impegnava a versare la somma di 160.000 sterline[23] ogni anno, Carlo II ad inviare supporti militari a Luigi nelle sue guerre europee e a convertire il suo Paese al cattolicesimo romano, non appena si fosse presentata l'occasione. Luigi gli offrì seimila soldati per soffocare nel sangue chiunque si fosse opposto alla conversione. Rimangono tutt'oggi poco chiare le vere intenzioni di Carlo di volersi convertire in quel momento alla fede cattolica.[24]

Carlo II decise di accordare, data la notevole grandezza che il suo impero andava acquistando, ad una nuova compagnia commerciale il controllo dell'India. Questa, la Compagnia Inglese delle Indie Orientali, aveva la possibilità, su incarico reale, di battere moneta, di gestire autonomamente le forze dell'esercito per attacchi e difese, di dichiarare la guerra, di stipulare la pace e di esercitare la giustizia. Nel 1668 decise di far fruttare anche i territori che aveva ricevuto con la dote della moglie: le isole vicino a Bombay furono affittate per una somma nominale di dieci pezzi d'oro, mentre la città di Tangeri, diventata ingestibile per gli alti costi che comportava la sua gestione, venne infine abbandonata nel 1684.[25]

Nel 1670 il re concesse anche la fondazione della Hudson's Bay Company, che divenne la società più importante e produttiva di tutto il Canada.

Il conflitto con il Parlamento[modifica | modifica sorgente]

Carlo II d'Inghilterra.
Carlo II in armatura; ritratto di sir Peter Lely, primo pittore di corte.

Inizialmente favorevole alla linea politica del sovrano, all'inizio degli anni settanta il Parlamento cominciò ad osteggiare le decisioni prese da Carlo. Nel 1672 il re emanò la Royal Declaration of Indulgence, con la quale permetteva la libertà di culto ai cattolici e poneva fine all'atteggiamento anti-cattolico della Corte. Nello stesso anno diede inoltre pieno appoggio alla Francia cattolica del cugino Luigi XIV e diede inizio alla Terza guerra anglo-olandese.

Il Cavalier Parliament si oppose con decisione alla Dichiarazione di Indulgenza promossa da Carlo, affermando che il re non poteva modificare le leggi a suo piacimento senza la consultazione del Parlamento. Carlo revocò la Dichiarazione e fu costretto a sottoscrivere il Test Act, che imponeva diverse inabilità civili ai cattolici: per occupare una carica pubblica, per esempio, era necessario appartenere alla religione di Stato, l'anglicanesimo e ricevere dalla Chiesa d'Inghilterra la comunione. Alcuni degli insegnamenti della Chiesa cattolica furono bollati come superstiziosi e tendenti all'idolatria. Clifford, uno dei membri del nuovo gruppo governativo, che si era convertito al cattolicesimo, preferì porre le sue dimissioni piuttosto che giurare; morì poco tempo dopo.

Nel 1674 l'Inghilterra non aveva tratto alcun profitto dalla guerra contro l'Olanda e il Parlamento rifiutò di concedere al sovrano ulteriori finanziamenti. La flotta inglese era stata ripetutamente sconfitta da quella olandese e i francesi avevano iniziato trattative di pace. Carlo dovette firmare a sua volta la pace con il Trattato di Westminster; il potere del gabinetto della Cabal andò calando sempre più e a guadagnarne fu soprattutto il sostituto di Clifford, Thomas Osborne, primo Duca di Leeds.

Il "Popish Plot"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Complotto papale.
Incoronazione di Carlo II.

La moglie di Carlo, Caterina, non riusciva a dargli un erede: ben quattro gravidanze furono fallimentari. L'erede di Carlo più probabile divenne perciò suo fratello, il cattolico Giacomo, duca di York, uno dei membri più impopolari della famiglia reale. Per rassicurare Parlamento e popolo, Carlo diede la sua approvazione affinché la figlia di Giacomo, Maria, sposasse il protestante Guglielmo d'Orange, Statolder d'Olanda, in modo da assicurare a Giacomo un erede non di fede cattolica, visto anche che un suo probabile figlio maschio (Giacomo Francesco Edoardo[26] che nacque poi nel 1688) sarebbe stato educato secondo la fede cattolica.

Nel 1678, il sacerdote anglicano Titus Oates, che era stato gesuita, parlò pubblicamente di un Complotto papale, il "Popish Plot", che mirava, con la complicità della regina, ad eliminare fisicamente il re. Oates giurò diverse volte sulla Bibbia, davanti a dei giudici, di dire il vero. Carlo, scettico, ordinò al suo ministro Osborne, Lord Danby, di investigare sulla veridicità del complotto; il Parlamento invece credette seriamente alle parole di Oates. Dopo una rapida inchiesta, furono processati e condannati a morte numerosi cattolici innocenti: il Popish Plot in realtà non esisteva, ma era una menzogna inventata probabilmente da Oates, noto per la sua meschinità e per la sua inaffidabilità[27], oppure da qualcuno di più potente alle sue spalle, per confermare l'ostilità già dilagante nel regno verso il cattolicesimo, che con questo episodio raggiunse il vertice della crudeltà.[28]

Sempre nel 1678, Lord Danby venne accusato dal Parlamento di alto tradimento, per questioni relative all'alleanza con il cattolico regno di Francia. Carlo, per salvare il suo ministro prediletto, nel gennaio del 1679 sciolse il Cavalier Parliament. Il nuovo Parlamento, incontrato a maggio, fu fin dall'inizio ostile sia al sovrano che a Lord Danby, al quale venne rinnovata l'accusa di tradimento da parte della Camera dei Lord e fu rinchiuso nella Torre di Londra dove rimase per cinque anni.[29]

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Carlo II nel 1680, in un ritratto di Thomas Hawker.

Un'altra tempesta politica che Carlo dovette affrontare fu la disputa sorta attorno alla successione al trono. Una parte del Parlamento non aveva intenzione di accettare come re d'Inghilterra Giacomo, il fratello minore cattolico del re. Così ben presto venne redatto l'Exclusion Bill[30], con il quale si vietava l'accesso alla linea di successione del Duca di York e si faceva cadere la scelta su il più anziano dei figli illegittimi di Carlo, il protestante Duca di Monmouth. Coloro che furono d'accordo con la ratificazione del Bill presero da allora il nome di Whig, i progressisti, mentre coloro che non erano concordi presero il nome di Tory, i realisti conservatori.[31]

Nell'estate del 1679 Carlo, temendo che l'Exclusion Bill potesse essere approvato da una maggioranza, decise di sciogliere, per la seconda volta in un anno, il Parlamento. Il Re riunì un nuovo Parlamento, con la speranza di avere un maggiore controllo su di esso e che i suoi membri fossero concordi con lui nelle principali questioni politiche; ma non fu così, il Parlamento sembrava voler approvare ancora una volta il Bill e Carlo lo sciolse. Nel marzo 1681 venne ricostituito il Parlamento ad Oxford ma, dopo pochi giorni, Carlo decise di scioglierlo un'altra volta. Durante gli anni ottanta comunque i sostenitori della legge di esclusione andarono scomparendo e la lealtà del popolo verso il suo Re era sempre maggiore.[32] Per il resto del suo periodo di regno, Carlo dominò da monarca assoluto.

La forte opposizione di Carlo II verso l'Exclusion Bill irritò molto i protestanti: alcuni di loro meditarono una congiura, che prese il nome di Rye House Plot, per assassinare il Re e suo fratello ed erede al trono Giacomo, duca di York. Il piano era semplice, e consisteva nell'uccidere Carlo e Giacomo appena fossero rientrati da una cavalcata fuori Londra. Ma un incendio distrusse gli alloggi del sovrano che fece anticipatamente ritorno a corte, cogliendo di sorpresa i congiurati. Tra di essi, tutti nomi importanti nella società dell'epoca, alcuni finirono giustiziati, altri rinchiusi nella Torre di Londra. Implicato nella congiura fu scoperto anche James Crofts, che venne mandato in esilio in Olanda.[33] Intanto Titus Oates venne imprigionato per diffamazione.[34]

La mattina del 2 febbraio 1685 un ictus colpì il sovrano. Si spense quattro giorni più tardi presso il Palazzo di Whitehall all'età di 54 anni. Sul letto di morte, Carlo si convertì al cattolicesimo romano.[35] A prenderne il posto fu il fratello Giacomo, che governò con il nome di Giacomo II su Inghilterra e Irlanda, Giacomo VII sulla Scozia.

Merrie Monarch e mecenate[modifica | modifica sorgente]

Il re Carlo II in un dipinto allegorico di James Parmentier.
Il monogramma personale di re Carlo II.

I conservatori del partito Tory videro il regno di Carlo come un periodo di buon governo monarchico, mentre il partito progressista Whig considerò la monarchia di Carlo II come un periodo di dispotismo. Oggi è possibile dare un giudizio favorevole al periodo di Carlo II, caratterizzato da una buona politica sia estera che interna, nonostante le numerose difficoltà causate dal precedente e confuso periodo repubblicano e dalla frequente mancanza di fondi statali. Del sovrano John Evelyn scrisse che era stato un monarca dalle grandi qualità ma anche dalle molteplici imperfezioni, cordiale e affabile, non desideroso di sangue, violenza e vendetta.[36]

Come il padre Carlo I, protettore di grandi artisti tra i quali Antoon van Dyck, Carlo II fu un munifico patrono delle arti e delle scienze: aiutò la fondazione dell'Osservatorio Reale di Greenwich e della Royal Society[37], importante gruppo scientifico i cui primi membri furono, tra gli altri, Robert Hooke, Robert Boyle e Isaac Newton. Tra gli artisti favoriti protetti da Carlo ci fu Christopher Wren, il celebre architetto che progettò gran parte degli edifici religiosi e pubblici costruiti subito dopo la devastazione causata dal Grande incendio di Londra. Wren progettò l'Ospedale di Chelsea, che Carlo aveva destinato come pensione per i soldati veterani. Sovvenzionò e diede numerosi privilegi anche al ritrattista Peter Lely, che nominò baronetto e pittore ufficiale di corte, come lo era stato van Dyck. Inoltre Carlo, nel 1683, fu il primo sovrano inglese a permettere che a teatro i ruoli femminili fossero interpretati da donne e non da uomini travestiti, come accadeva sino ad allora.[38]

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Amanti e figli del sovrano[modifica | modifica sorgente]

Da Marguerite o Margaret de Carteret

  1. James de la Cloche

Da Lucy Walter (c.1630–1658)

  1. James Crofts (1649–1685), creato duca di Monmouth (1663) in Inghilterra e Duca di Buccleuch (1663) in Scozia. Antenato di Sara Ferguson. Lucy Walter ebbe un'altra figlia, Mary Crofts, nata in seguito a James, ma Carlo II non fu il padre.
James Crofts-Scott, 1º duca di Monmouth.

Da Elizabeth Killigrew (1622–1680), figlia di Sir Robert Killigrew,

  1. Charlotte Jemima Henrietta Maria FitzRoy (1650–1684), che sposò il William Paston, II conte di Yarmouth

Da Catherine Pegge

  1. Charles FitzCharles, I conte di Plymouth (1657–1680), conosciuto come "Don Carlo" e creato conte di Plymouth (1675)
  2. Catherine FitzCharles (nata nel 1658)

Da Barbara Villiers Palmer (1641–1709), moglie di Roger Palmer, fu creata duchessa di Cleveland

  1. Lady Anne Palmer (Fitzroy) (1661–1722), sposò Thomas Lennard, I conte di Sussex
  2. Charles FitzRoy (1662–1730) creato duca di Southampton (1675), divenne secondo duca di Cleveland (1709)
  3. Henry Fitzroy (1663–1690), creato conte di Euston (1672), duca di Grafton (1675), antenato di Diana Spencer
  4. Charlotte FitzRoy (1664–1717). Sposò Edward Lee, I conte di Lichfield.
  5. George FitzRoy (1665–1716), creato conte di Northumberland (1674) e duca di Northumberland (1678)
  6. Barbara FitzRoy (1672–1737)

Da Nell Gwyn (1650–1687)

  1. Charles Beauclerk (1670–1726), creato duca di St. Albans (1684)
  2. James, Lord Beauclerk (1671–1680)

Da Louise Renée de Penancoet de Kérouaille (1649–1734), creata duchessa di Portsmouth

  1. Charles Lennox (1672–1723), creato duca di Richmond (1675) in Inghilterra e duca di Lennox (1675) in Scozia. Fu antenato di Diana Spencer

Da Mary 'Moll'Davis (ca. 1648-1708), cortigiana e attrice

  1. Lady Mary Tudor (1673 – 1726), sposò Edward Radclyffe

I discendenti ieri e oggi[modifica | modifica sorgente]

Ritratto delle regina Caterina di Braganza, che non riuscì a dare una discendenza legittima a Carlo II.
Ritratto di John Wilmot.

Morendo, Carlo non lasciò una discendenza diretta, dal momento che sua moglie Caterina era sterile. Tuttavia il sovrano ebbe all'incirca dodici figli da sette diverse amanti[39]; sei di essi nacquero dalla sua relazione con la sua amante Barbara Palmer, che fu insignita del ducato di Cleveland. Le altre sue amanti riconosciute furono Catherine Pegge, Louise de Kérouaille, duchessa di Portsmouth, Lucy Walter, Elizabeth Killigrew, Nell Gwyn e Moll Davis. La maggior parte dei figli illegittimi di Carlo ricevette contee o ducati; gli attuali duca di Buccleuch e Queensberry, duca di Richmond e Gordon, duca di Grafton e duca di St. Albans discendono tutti in linea maschile da Carlo II. Il popolo inglese si mostrava scontento di dover mantenere amanti e figli dei sovrani: di Carlo scrisse John Wilmot, celebre scrittore di satire, nonché suo amico[40]:

« Senza tregua andava da una prostituta all'altra. Un monarca allegro, scandaloso e povero. »

Anche la principessa Diana Spencer discendeva da due dei figli di Carlo, Henry FitzRoy, primo duca di Grafton e da Charles Lennox.[41] William, duca di Cambridge, figlio di Carlo e Diana e secondo in successione al trono, sarebbe il primo sovrano d'Inghilterra a discendere da Carlo II.

James Crofts, il primo e il più influente dei figli illegittimi di Carlo, organizzò una rivolta armata contro lo zio, Giacomo II. Egli sperava di impossessarsi del trono ma dopo il 6 luglio 1685, data in cui subì una pesante sconfitta, venne catturato, processato e condannato alla pena capitale.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Albero genealogico di tre generazioni di Carlo II Stuart
Carlo II d'Inghilterra Padre:
Carlo I Stuart
Nonno paterno:
Giacomo I Stuart
Bisnonno paterno:
Henry Stuart, duca d'Albany e re di Scozia
Bisnonna paterna:
Maria Stuarda, regina di Scozia
Nonna paterna:
Anna di Danimarca
Bisnonno paterno:
Federico II, re di Danimarca e Norvegia
Bisnonna paterna:
Sofia di Meclemburgo-Güstrov
Madre:
Enrichetta Maria di Francia
Nonno materno:
Enrico IV di Francia
Bisnonno materno:
Antonio di Borbone, re di Navarra
Bisnonna materna:
Giovanna III, regina di Navarra
Nonna materna:
Maria de' Medici
Bisnonno materno:
Francesco I de' Medici, Granduca di Toscana
Bisnonna materna:
Giovanna d'Austria

Titoli e appellativi[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Carlo II
Stemma
Re d'Inghilterra e Re d'Irlanda
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore
Trattamenti di
Carlo II
Stemma
Re di Scozia
Trattamento di cortesia Sua Grazia
Trattamento colloquiale Vostra Grazia
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore

Titoli[modifica | modifica sorgente]

Appellativi[modifica | modifica sorgente]

L'appellativo ufficiale del sovrano fu

Carlo Secondo, per Grazia divina, Re d'Inghilterra, Scozia, Francia e Irlanda, Difensore della Fede, etc.
Charles the Second, by the Grace of God, King of England, Scotland, France and Ireland, Defender of the Faith, etc.

Il titolo di Re di Francia era solo nominale e non riguardava i territori controllati effettivamente dalla corona britannica sul suolo francese. Il titolo fu utilizzato la prima volta dal re d'Inghilterra Edoardo III.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran maestro e cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il titolo di re di Francia era solamente nominale; lo adottarono tutti i sovrani inglesi a partire da Edoardo III Plantageneto, che avviò la guerra dei Cent'anni, sino al XIX secolo. (Vedi Rivendicazioni inglesi sul trono di Francia).
  2. ^ Cromwell esercitò il governo sull'Inghilterra dal 16 dicembre 1653 sino al 3 settembre 1658, giorno della sua morte. Il figlio di Oliver, Richard, governò dalla morte del padre al 25 maggio 1659.
  3. ^ I due sovrani ebbero nove figli di cui solo cinque sopravvissero al padre: Carlo II, Giacomo II, Enrico, Maria Enrichetta e Enrichetta Anna.
  4. ^ Carlo I era ormai re solo nominalmente: le Teste rotonde dell'esercito repubblicano l'avevano sconfitto già in quasi tutti gli scontri armati e tenevano saldamente le principali città del regno, compresa Londra.
  5. ^ La battaglia di Preston fu combattuta dal 17 al 19 agosto 1648. Durante la battaglia si scontrarono le truppe di Oliver Cromwell organizzate secondo la New Model Army e quelle, in gran parte scozzesi, fedeli alla causa monarchica guidate dal generale James Hamilton.
  6. ^ Antonia Fraser, King Charles II, pp. 65–66, 155; Ronald Hutton, Charles II, p. 26; Miller, Charles II p. 5.
  7. ^ Il boia ufficiale, Brandon, si rifiutò di tagliare la testa del sovrano, così presero il suo posto due uomini la cui identità ci è ignota. (Borsa).
  8. ^ Mario Borsa, La fine di Carlo I, p. 231.
  9. ^ Fraser, cit., pp. 98-128.
  10. ^ Charles Petrie, Gli Stuart.
  11. ^ Mark Kishlansky, L'età degli Stuart, p. 277.
  12. ^ L'esercito del Commonwealth era diviso in tre parti: una operava in Inghilterra ed era comandata da Charles Fleetwood, una in Irlanda guidata da Henry Cromwell e l'ultima in Scozia di cui era a capo il generale Monck.
  13. ^ Fraser, pp. 160-165.
  14. ^ Kishlansky, pp. 287-288.
  15. ^ Kishlansky, p. 285.
  16. ^ Anna e Giacomo rimasero sposati sino alla morte della duchessa avvenuta nel 1671; in seguito Giacomo prese come moglie la principessa cattolica Maria d'Este.
  17. ^ Fraser, p. 238.
  18. ^ Non ci sono fonti certe, perché la causa dell'incendio non fu mai nota; probabilmente l'incendio si propagò dal forno di un tale Thomas Farrinor alle due di notte del 2 settembre 1666 per poi propagarsi velocemente in varie aree della città (Kishlansky).
  19. ^ Miller, Charles II, pp. 93-99.
  20. ^ Gli olandesi riconquistarono New York nell'agosto del 1673, rinominando la città "New Orange"; in seguito la regione New Netherland venne ceduta agli inglesi nel novembre del 1674.
  21. ^ Lord Clarendon era inviso alla corte; visto come colui che aveva spinto il re a sposare una donna sterile, iniziava anche ad essere un personaggio di eccessiva scomodità per la politica del sovrano.
  22. ^ Cabal è l'unione delle iniziali dei gentiluomini che facevano parte del Gabinetto governativo: Clifford (Sir Thomas), Ashley (conte di Shaftesbury), Buckingham (George Villiers, duca di), Arlington (Henry Bennet, conte di), Lauderdale (John Maitland, conte di).
  23. ^ Miller, pp. 121-122.
  24. ^ Convertirsi al cattolicesimo sarebbe stato un errore: il re infatti godeva dell'appoggio incondizionato del popolo inglese, in larga parte anglicano, che non avrebbe approvato una conversione del sovrano. Carlo aspetterà sino al giorno della morte per convertirsi.
  25. ^ Kishlansky, p. 335.
  26. ^ Giacomo Francesco Edoardo Stuart, noto come il Vecchio Pretendente, tentò per due volte, dopo l'esilio del padre Giacomo II in Francia, di riconquistare il trono di Inghilterra e Scozia, senza fortuna.
  27. ^ Oates era stato cacciato da ogni società di cui era membro: l'Università di Cambridge lo espulse due volte; da una parrocchia inglese fu cacciato per ebbrezza, da una di Tangeri per sodomia. Infine, anche i gesuiti l'avevano fatto allontanare. (Kishlansky)
  28. ^ Kishlansky, pp. 324-328.
  29. ^ Quando venne liberato, Osborne fu uno dei principali fautori della cacciata di Giacomo II a favore del protestante Guglielmo III d'Orange, di cui poi divenne ministro.
  30. ^ La data di approvazione dell'Exclusion Bill è il 1678.
  31. ^ Inizialmente il partito Tory aveva il nome Court Party, mentre il partito Whig Country Party.
  32. ^ Hutton, pp. 430–441.
  33. ^ Hutton, pp. 420-423, Miller pp. 366-368.
  34. ^ Fraser, p. 437.
  35. ^ Hutton, pp. 443 e 456.
  36. ^ Miller, pp. 382-383.
  37. ^ La Royal Society venne fondata nel 1640 da dodici scienziati riunitisi per discutere delle idee di Francesco Bacone. Nel 1660 ci fu la nascita "ufficiale".
  38. ^ Hutton, p. 185.
  39. ^ Fraser, p. 411.
  40. ^ Miller, p. 95.
  41. ^ Il padre di Lady Diana, Edward John Spencer, 8º Conte Spencer, discendeva in linea diretta da questi due figli di Carlo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Jacob Abbott, History of King Charles the Second of England, 1849.
  • (EN) George Bellew, Britain's Kings and Queens, Londra, Marlboro Books, 1974.ISBN 0-85372-450-4
  • Mario Borsa, La fine di Carlo I, Verona, Mondadori, 1936.
  • (EN) Antonia Fraser, King Charles II, Londra, Weidenfeld and Nicolson, 1979.ISBN 0-297-77571-5
  • (EN) David Hillam, Kings, Queens, Bones and Bastards: Who's who in the English Monarchy from Egbert to Elizabeth II, Gloucestershire, Sutton, 1998.ISBN 0-7509-2340-7
  • (EN) Ronald Hutton, Charles II: King of England, Scotland, and Ireland, Oxford, Clarendon Press, 1989.ISBN 0-19-822911-9.
  • Mark Kishlansky, L'età degli Stuart, Bologna, il Mulino, 1999.ISBN 88-15-07216-0
  • André Maurois, Storia d'Inghilterra, Verona, Mondadori, 1964.
  • (EN) John Miller, Restoration England: the reign of Charles II, Londra, Longman, 1985.ISBN 0-582-35396-3
  • Kenneth O. Morgan, Storia dell'Inghilterra, Milano, Bompiani, 1993.ISBN 88-452-4639-6
  • Charles Petrie, Gli Stuart, Varese, Dall'Oglio, 1964.
  • George Macaulay Trevelyan, L'Inghilterra sotto gli Stuart, Milano, Garzanti, 1978.
  • George Macaulay Trevelyan, Storia d'Inghilterra, Milano, Garzanti, 1986.ISBN 88-11-47287-3
  • Basil Willey, La cultura inglese del Seicento e del Settecento, Bologna, Il Mulino, 1982.ISBN 88-15-22093-3

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Richard Cromwell
(come Lord protettore)
1660 - 1685 Giacomo II
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1649 - 1651
1660 - 1685
Giacomo VII
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Richard Cromwell
(come Lord protettore)
1660 - 1685 Giacomo II
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Elisabetta, elettrice palatina Erede apparente
1630-1649
Giacomo, duca di York
Poi sovrano col nome di Giacomo II e VII
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Carlo, principe di Galles
Poi sovrano col nome di Carlo I
1630 - 1649 Giacomo Francesco Edoardo Stuart
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Carlo, duca di Cornovaglia
Poi sovrano col nome di Carlo I
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Carlo, duca di Rothesay
Poi sovrano col nome di Carlo I
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Giacomo, duca di York 1673 Rupert del Palatinato, duca di Cumberland I
Daniel Finch, II conte di Nottingham 1684-1685 Giacomo, duca di York II
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Nessuno
(l'ultimo sovrano fu Carlo I)
1649-1660 Trono riottenuto
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Nessuno
(l'ultimo sovrano fu Carlo I)
1651-1660 Trono riottenuto
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Carlo I 1649-1685
Per discendenza dai Capetingi e per la Guerra dei Cent'anni
Giacomo II


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