Duca di Buccleuch

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Duca di Buccleuch
Duke of Buccleuch arms.svg
Stemma dei duchi di Buccleuch dal 10º duca
Parìa Pari di Scozia
Data di creazione 20 aprile 1663
Creato da Carlo II d'Inghilterra
Primo detentore James Scott, I duca di Monmouth
Attuale detentore Richard Scott, X duca di Buccleuch

Duca di Buccleuch, detto anche Duca di Buccleugh, è un titolo fra i Pari di Scozia creato il 20 aprile 1663.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il titolo di duca di Buccleuch venne creato per James Scott, I duca di Monmouth, il maggiore dei figli illegittimi di Carlo II d'Inghilterra, che aveva sposato Anne Scott IV contessa di Buccleuch.

Anne venne creata duchessa di diritto assieme al marito e per questo il titolo non passò poi ai duchi di Montmouth. Il titolo passò quindi ai suoi discendenti che ebbero i cognomi di Scott, Montagu-Scott, Montagu Douglas Scott e Scott nuovamente. Nel 1810 il terzo duca di Buccleuch ereditò il Ducato di Queensberry, sempre nella Parìa di Scozia, separando il titolo dal Marchesato di Queensberry. Questo caso è uno dei cinque della storia inglese ad aver tenuto due ducati contemporaneamente.

I titoli sussidiari associati al ducato di Buccleuch sono: Conte di Buccleuch (1619), Conte di Dalkeith (1663), Lord Scott di Buccleuch (1606) e Lord Scott di Whitchester e Eskdaill (1619) (tutti nella Parìa di Scozia). Il duca porta anche due titoli sussidiari personali derivati dal Ducato di Monmouth, nominalmente Conte di Doncaster (1663) e Barone Scott di Tindale (1663) (entrambi nella Parìa d'Inghilterra), e molti altri titoli sussidiari associati al ducato di Queensberry, nominalmente Marchese di Dumfriesshire (1683), Conte di Drumlanrig e Sanquhar (1682), Visconte di Nith, Tortholwald e Ross (1682) e Lord Douglas di Kilmount, Middlebie e Dornock (1682) (tutti nella Parìa di Scozia). La Contea di Doncaster e la Baronìa di Scott di Tindale vennero poste a forfait all'epoca del primo duca, ma i titoli vennero restaurati nel 1742 con il secondo duca di Buccleuch. Sino al 1835, i duchi possedevano molte terre nel West Riding dello Yorkshire nonché l'antico titolo di Lord di Bowland. Il duca di Buccleuch è inoltre capoclan ereditario del Clan Scott.

Il titolo di cortesia usato dal figlio primogenito ed erede del duca reggente è Conte di Dalkeith; quello del figlio primogenito del conte di Dalkeith è quello di Lord Eskdaill.

Sir Walter Scott, baronetto, discendeva direttamente dai lords di Buccleuch. La sua storia di famiglia, interpretata in maniera fantasiosa, è la base del racconto The Lay of the Last Minstrel.

L'attuale duca di Buccleuch, Richard Scott, il X duca, è il più grande proprietario terriero del Regno Unito ed è presidente del Buccleuch Group, una compagnia con interessi nel commercio di proprietà terriere e agricole, cibo e bevande. Il titolo ha origine nell'area delle Scottish Borders, presso Selkirk.

La sede famigliare è a Bowhill House, tre miglia a sud di Selkirk, e rappresenta il ramo Scott della famiglia; il Castello di Drumlanrig nella provincia di Dumfries e Galloway, è sede del ramo Douglas della famiglia; e Boughton House nel Northamptonshire, in Inghilterra, è sede del ramo Montagu. Queste tre case sono tutte ancora oggi abitate dai membri della famiglia e sono aperte al pubblico. La famiglia possiede anche il Palazzo di Dalkeith nel Midlothian oltre a molte altre residenze minori. Storica residenza londinese della famiglia era Montagu House a Whitehall, Londra, oggi demolita.

Gran parte dei duchi di Buccleuch (il terzo, il quarto, il quinto, il sesto e il settimo) sono sepolti nella Buccleuch Memorial Chapel presso la chiesa episcopale di St. Mary a Dalkeith, nel Midlothian. Il secondo duca (m. 1751) è sepolto nella cappella dell'Eton College. I duchi più recenti (l'ottavo ed il nono) sono sepolti tra le rovine dell'Abbazia di Melrose a Melrose appunto.

Baroni feudali di Buccleuch (1488)[modifica | modifica sorgente]

Stemma del V duca di Buccleuch.
Stemma del IV duca di Buccleuch.
Stemma del I duca di Monmouth e Buccleuch.
  • David Scott, I barone di Buccleuch (m. circa 1491/2), proprietario terriero scozzese
    • David Scott di Buccleuch, il giovane (m. prima del 1491), figlio del I barone, gli premorì
  • Walter Scott, II barone di Buccleuch (m. circa 1504), figlio di David Scott il giovane
  • Walter Scott di Branxholme e Buccleuch, III barone di Buccleuch (m. 1552), figlio del II barone
    • William Scott di Kirkurd e Buccleuch, il giovane (c. 1525–1552), figlio del III barone
  • Walter Scott, IV barone di Buccleuch (c. 1549–1574), figlio di William Scott, il giovane
  • Walter Scott, V barone di Buccleuch (1565–1611) venne creato lord Scott di Buccleuch nel 1606

Lords Scott di Buccleuch (1606)[modifica | modifica sorgente]

Conti di Buccleuch (1619)[modifica | modifica sorgente]

Altri titoli: Lord Scott di Buccleuch (1606) e Lord Scott di Whitchester e Eskdaill (1619)

Duchi di Buccleuch, prima creazione (1663)[modifica | modifica sorgente]

Altri titoli: Duca di Monmouth e Conte di Doncaster, nella contea di York (1663), Conte di Dalkeith (1663), Barone Scott di Tindale, nella contea di Northumberland (1663) e Lord Scott di Whitchester e Eskdale (1663)

Duchi di Buccleuch, seconda creazione (1663)[modifica | modifica sorgente]

Altri titoli: Conte di Buccleuch (1619), Conte di Doncaster, nella contea di York (1663, restaurato nel 1743), Conte di Dalkeith (1663), Lord Scott di Buccleuch (1606), Barone Scott di Whitchester e Eskdaill (1619), Barone Scott di Tindall, nella contea del Northumberland (1663, restaurato nel 1743) e Lord Scott di Whitchester e Eskdale (1663)
Altri titoli (dal III duca): Duca di Queensberry e Marchese di Dumfriesshire (1684), Conte di Drumlanrig e Sanquhar, Visconte di Nith, Tortholwald e Ross e Lord Douglas di Kilmount, Middlebie e Dornock (1682)

I Duchi di Buccleuch nella Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Nick Carraway, il narratore de Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald, pretendeva di discendere dai duchi di Buccleuch, ma simultaneamente negava questo fatto dicendo che la sua famiglia era stata "fondata" dal fratello di suo nonno nel 1851.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]