Atto di Unione (1707)

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L'Atto di Unione del 1707 fu l'attuazione del Trattato di Unione (nell'immagine) firmato l'anno precedente.

L'Atto di Unione (Act of Union, 1707) era una parte dell'atto del Parlamento votato tra il 1706 e il 1707 (con effetto dal 1º maggio 1707) da, rispettivamente, il Parlamento d'Inghilterra e il Parlamento di Scozia. L'atto fu un'attuazione del Trattato di Unione negoziato tra i due regni. L'effetto dell'Atto fu duplice:

  • di creare un nuovo stato, il regno di Gran Bretagna, sebbene il nome fosse stato usato in varie occasioni sin dal 1603 quando si parlava dei regni d'Inghilterra e di Scozia insieme, che condividevano la monarchia sin da quella data ma mantenevano parlamenti sovrani;
  • di dissolvere entrambi i parlamenti e rimpiazzarli con il nuovo Parlamento della Gran Bretagna (conosciuto come l'Unione dei Parlamenti). Il nuovo parlamento fu insediato nella precedente struttura del Parlamento Inglese.

Retroscena[modifica | modifica wikitesto]

Benché ci fossero stati tre tentativi nel 1606, 1667 e nel 1689 di unire i due paesi da atti del Parlamento, questo fu il primo Atto che ebbe l'appoggio di entrambe le parti politiche, sebbene per ragioni piuttosto diverse. Dal lato inglese, il fine fu di proseguire la linea protestante della successione regale nella stessa maniera decisa dall'inglese Act of Settlement del 1701, piuttosto che quello scozzese Atto di Sicurezza del 1704. Le due nazioni avevano condiviso un re per una gran parte del secolo precedente. Gli inglesi adesso erano preoccupati che una Scozia indipendente con un re diverso, nonostante fosse un protestante, potesse stringere alleanze contro l'Inghilterra.

Dal lato scozzese, l'unione permetteva alla Scozia di riprendersi dal disastro finanziario creato dallo Schema di Darién tramite l'aiuto inglese e di eliminare le misure poste in essere attraverso l'Atto degli Stranieri, dal Parlamento inglese, per forzare il Parlamento scozzese in conformità all'Act of Settlement.

Il trattato consisteva di 25 articoli, 15 dei quali erano di carattere economico. In Scozia, ogni articolo fu votato separatamente e diverse clausole negli articoli vennero delegate a sottocommissioni separate. L'articolo 1 del trattato era basato sul principio politico di una unione per incorporazione e fu passato da una maggioranza di 116 voti a 83 il 4 novembre 1706. Al fine di minimizzare l'opposizione della Chiesa di Scozia, fu approvato anche un atto per assicurare la struttura presbiteriana della Chiesa, dopo il quale la Chiesa mise fine ad ogni opposizione aperta, nonostante rimanesse un'ostilità ai livelli più bassi del clero. Il trattato nel suo insieme venne infine ratificato il 16 gennaio 1707 da una maggioranza di 110 voti a 69.

La fondamentale stabilità del trattato nel Parlamento scozzese può essere attribuita più alla debolezza e alla mancanza di coesione tra i vari gruppi di opposizione nella Camera in confronto alla forza dei favorevoli all'incorporazione. I voti combinati del "Court party" con la maggioranza del "Squadrone Volante" furono sufficienti ad assicurare il passaggio finale del trattato alla Camera. Molti membri furono coinvolti pesantemente dallo Schema di Darién e credevano di ricevere una compensazione per le loro perdite; l'Articolo 14 garantì 398 085,10 sterline inglesi alla Scozia per assicurarsi la lealtà verso il debito nazionale inglese. Essenzialmente, venne usato come mezzo di compensazione per gli investitori in Darién.

La persuasione finanziaria fu prevalente: 20 000 sterline inglesi (240 000 sterline scozzesi) furono inviate alla Scozia per essere distribuite dal conte di Glasgow. Il secondo duca di Queensberry, James Douglas, il commissario della Regina nel Parlamento, ricevette £ 12 325, la maggioranza del fondo. Una parte di esso fu usato per ingaggiare spie, come Daniel Defoe; il suo primo rapporto fu una vivida descrizione di violente dimostrazioni contro l'Unione. «Una marmaglia scozzese della peggior specie,» egli riportò, «per ogni scozzese a favore erano in 99 contrari». Anni dopo John Clerk di Penicuik, un capo degli Unionisti, scrisse nelle sue memorie che:

« Defoe era una spia tra di noi, ma non era risaputo, altrimenti la folla di Edimburgo l'avrebbe fatto a pezzi».

Defoe ricordò che fu ingaggiato da Robert Harley.

L'Atto di Unione era lontano dall'essere universalmente popolare in Scozia, particolarmente tra la popolazione generale. Diverse petizioni furono inviate dal Parlamento scozzese dopo l'unione, e c'erano proteste massicce in Edimburgo e diverse altre città scozzesi nel giorno in cui venne ratificato, e minacce di diffuse agitazioni civili portarono all'imposizione della legge marziale dal Parlamento. Sir George Lockhart di Carnwath, un gacobita e l'unico membro del gruppo di negoziazione scozzese che non era a favore dell'incorporazione, notò che «L'intera nazione sembra contro l'unione». Sir John Clerk di Penicuik, un ardente unionista e negoziatore dell'unione, osservò che il trattato era «contrario alle inclinazioni di almeno tre quarti del Regno».

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