Coppa Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Coppa Italia (calcio))
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la Coppa d'Italia di categorie minori o di altri sport, vedi Coppa Italia (disambigua).
Coppa Italia
Current event clock.svg Coppa Italia 2011-2012
TIM Cup.jpg
Disciplina Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Paese bandiera Italia
Fondazione 1922
Cadenza annuale
Apertura agosto
Partecipanti 78 (dal 2008-2009)
Formula eliminazione diretta
Detentore 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter
Sito internet Coppa Italia
Coccarda Coppa Italia.svg
Trofeo o riconoscimento

La Coppa Italia, ufficialmente chiamata TIM Cup per ragioni di sponsorizzazione, è la coppa nazionale calcistica italiana. Si tiene sotto la giurisdizione della FIGC ed è stata organizzata a cadenza annuale dal Direttorio Divisioni Superiori sino all'edizione 1942-1943 e dalla Lega Nazionale Professionisti sino all'edizione 2009-2010. Dall'edizione 2010-2011 la coppa è organizzata dalla Lega Serie A.

La prima edizione si svolse nel 1922. Fatta eccezione per il torneo 1926-27, interrotto agli ottavi di finale, non fu più riproposta fino alla stagione calcistica 1935-36. La manifestazione ebbe un altro stop, a causa della seconda guerra mondiale, nel 1943, e riprese soltanto nel 1958.

La squadra che vince il trofeo ottiene la qualificazione alla fase a gironi della UEFA Europa League per la stagione seguente. Qualora la squadra vincitrice abbia invece già ottenuto la qualificazione alla UEFA Champions League, è la finalista perdente ad accedervi di diritto, partendo dai preliminari. Qualora anche la finalista perdente si sia qualificata per una delle due coppe europee, ad accedere alla Europa League è la sesta classificata della Serie A. Nel caso in cui la vincitrice della Coppa Italia sia anche qualificata all'Europa League tramite campionato, non scatta il ripescaggio della finalista perdente, bensì della migliore esclusa dalla zona Europa League in campionato.

La squadra detentrice della Coppa Italia può sfoggiare sulle proprie divise ufficiali una piccola coccarda tricolore, ed incontra i campioni d'Italia nella Supercoppa italiana, sfida d'apertura della stagione agonistica nazionale. Il record di coppe vinte appartiene alla Juventus e alla Roma, entrambe a quota 9 trofei. Il trofeo è stato vinto finora da sedici squadre diverse.

L'accoppiata Scudetto-Coppa Italia si è verificata sette volte: due volte ad opera della Juventus, nel 1960 e nel 1995, e dell'Inter nel 2006 e nel 2010, ed una ciascuno ad opera di Torino nel 1943, Napoli nel 1987, e Lazio nel 2000. Il Milan nel 2003 e l'Inter nel 2010 sono invece le uniche squadre ad aver vinto contemporaneamente la Coppa Italia e la Champions League. Un record è detenuto dal Napoli: gli azzurri nel 1987 si aggiudicarono il trofeo vincendo tutte le tredici gare disputate; impresa poi eguagliata dalla Fiorentina nel 1996 e dall'Inter nel 2010, ma con un numero inferiore di gare disputate. Inoltre lo stesso Napoli (nel 1962) e il Vado (vincitore della prima edizione del trofeo) sono le uniche due società ad aver vinto la competizione non militando in massima serie.

Parallelamente alla coppa maggiore, le leghe inferiori della FIGC organizzano proprie coppe nazionali di categoria: la Coppa Italia Lega Pro, la Coppa Italia Serie D e la Coppa Italia Dilettanti.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Nascita tormentata

La nascita della Coppa Italia si inquadra nelle turbolente vicende che sconvolsero l'organizzazione del calcio italiano nel 1921. In quell'anno un profondo dissidio fra le grandi società e la FIGC, relativo alla struttura del campionato, portò alla secessione dei più importanti club in una lega indipendente, la CCI. Ritrovatasi con un torneo svuotato e di scarsissimo livello tecnico, la FIGC decise di rimpolpare la stagione agonistica proponendo un nuovo torneo parallelo al campionato e ad eliminazione diretta: fu così che il 2 aprile 1922 si disputarono i primi incontri della nuova coppa nazionale. Se però lo scarso fascino esercitato dalla deboli società federali già creava grandissimi problemi al campionato, nella neonata coppa l'interesse del pubblico si rivelò quasi nullo. Il complicato meccanismo di ripescaggi e i continui ritiri fecero il resto e, dopo la vittoria dello sconosciuto Vado sull'Udinese, la nuova manifestazione non trovò spazio nelle riforme che nell'estate del 1922 sanarono lo scisma del calcio italiano. Nel 1926 ci fu un tentativo di riproporla, che però finì con l'annullamento del torneo dopo poche giornate causa la mancanza di date disponibili.

[modifica] Coppa all'inglese

Il Torino vincitore della seconda edizione della Coppa Italia nel 1936

Solo nel 1935, in seguito alla riduzione della Serie A a 16 squadre ed alla conseguente maggior disponibilità di date in calendario, la Coppa Italia riprese in maniera continuativa e regolare. Il regolamento venne modellato su quello della Coppa d'Inghilterra: tutte le gare si disputavano in gara secca su campo designato per sorteggio; in caso di parità dopo gli eventuali supplementari, veniva programmata una gara di ripetizione a campi invertiti. Avevano accesso alla competizione tutte le società di Serie A, Serie B e Serie C, fra le quali i sodalizi di massima divisione avevano accesso direttamente al tabellone principale, mentre gli altri venivano scremati preliminarmente in una serie di turni eliminatori. Il tabellone principale prevedeva cinque turni di gara a partire dai sedicesimi, e la finale aveva luogo in campo neutro, mutevole di anno in anno. La vincitrice della Coppa Italia acquisiva il diritto di partecipare alla Coppa Mitropa dell'anno successivo.

Il primo vincitore del rinnovato torneo fu il Torino, che batté l'Alessandria in finale a Marassi l'11 giugno 1936. Ai granata successero le più importanti società del campionato: il Genoa, la Juventus e l'Inter, mentre fece scalpore nel 1941 il successo del Venezia, il quale aveva però in rosa giocatori destinati a divenire in brevissimo tempo formidabili campioni di grandissima fama: Ezio Loik e Valentino Mazzola. Chiuse la serie di nuovo il Grande Torino che, nel 1943, conquistando anche lo Scudetto divenne la prima società a cingere contemporaneamente entrambi i trofei nazionali. Il dramma della guerra interruppe la breve storia della manifestazione, e nel Dopoguerra l'espansione della Serie A fino a 20 squadre non lasciò più spazio alla "piccola" coppa.

[modifica] Stretto indispensabile

Il Napoli, squadra vittoriosa nel 1962 nonostante la militanza in Serie B

La competizione tornò a disputarsi solo nel 1958, quando la Lazio superò nell'atto conclusivo la Fiorentina. La manifestazione, ora organizzata dalla Lega Nazionale Professionisti, venne riesumata in vista del progetto di una nuova coppa europea, che si annunciava strutturata come la lanciatissima Coppa dei Campioni. L'edizione del 1958 fu in realtà decisa a stagione iniziata: in vista del "campionato mondiale" 1958, il campionato 1957-58 era stato anticipato sia come inizio, sia come conclusione di tre settimane. L'Italia però non si era nel frattempo qualificata, eliminata a sorpresa dall'Irlanda del Nord . Dunque, per impegnare le squadre e i giocatori, fu anticipato di qualche mese il progetto già avviato per il 1958-59, in cui la competizione iniziò così dopo le vacanze estive, quando ancora non erano state terminate le finali dell'edizione precedente.

La Coppa delle Coppe vide la luce nel 1960, e fu sostanzialmente l'unico motivo per la rinascita della Coppa Italia; tale esigenza si rifletté sullo schema della competizione, strutturato affinché si svolgesse nel modo più rapido e meno ingombrante possibile: esclusi i sodalizi di Serie C, tutti i turni erano ad eliminazione diretta in gara unica, e una serie di eliminatorie permettevano alle grandi squadre di entrare in scena a tabellone molto avanzato. Negli anni sessanta, nonostante l'interesse del pubblico stentasse a decollare, nell'albo d'oro della coppa entrarono importanti e blasonate società come la Fiorentina, la Roma e il Milan, oltre alla sorprendente Atalanta. Si segnalò anche l'impresa del Napoli, che nel 1962 riuscì a cingere l'alloro della Coppa pur non militando nella massima serie, fatto eccezionale che finora non è mai stato eguagliato.

La tradizionale coccarda tricolore, simbolo della vittoria della Coppa, fu utilizzata per la prima volta dalla Juventus dopo il successo nell'edizione del 1958-59, e da allora adottata ufficialmente dalla Lega.

[modifica] Campionato a gironi

Per rilanciare la manifestazione e richiamare il pubblico negli stadi la FIGC, convinta che gli sportivi italiani amassero la coppa molto meno del campionato a causa della sua formula, via via decise di sostituire i turni ad eliminazione diretta con una serie di gironi, approfittando della riduzione della Serie A a 16 squadre e del maggior spazio derivatone in calendario. Dapprima i raggruppamenti di quattro società furono impiegati addirittura per assegnare il trofeo in loco della finale ma poi la Federazione, accortasi dell'errore di aver eliminato il pathos dell'atto conclusivo, cambiò strategia.

Negli anni settanta il torneo trovò dunque una formula abbastanza stabile: dapprima, in precampionato, venivano formati sette gironi da cinque squadre con gare di sola andata, alle vincitrici andava ad aggiungersi il club detentore; le otto società rimaste venivano strutturate in due gironi con gare di andata e ritorno da disputarsi dopo la fine del campionato; le due capoliste si incontravano poi in finale all'Olimpico di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica. La squadra più vincente del decennio fu il Milan, che riuscì a cucirsi la coccarda sul petto in ben tre occasioni su cinque finali disputate, l'ultima delle quali, nel 1976-77, vide il sodalizio meneghino togliersi la soddisfazione di battere i cugini dell'Inter nel derby di Milano.

[modifica] Formato europeo

I giocatori della Sampdoria festeggiano la loro prima Coppa Italia nel 1985

Il grande successo delle coppe europee spinse a ripensare nuovamente il formato della Coppa Italia, introducendovi turni ad eliminazione diretta con regola dei gol in trasferta: il mutamento iniziò nel 1979, quando con questo metodo vennero disputati i quarti e le semifinali, per poi essere esteso alla finale due anni dopo, e agli ottavi nel 1982 in concomitanza con la riammissione dei sodalizi di Serie C alla manifestazione.

Gli anni ottanta furono dominati dalla Roma di Nils Liedholm e dalla rampante Sampdoria, che si aggiudicarono rispettivamente quattro e tre edizioni. Dopo due stagioni sui generis per le Olimpiadi di Seoul e per i Mondiali di Italia '90, il modello continentale trovò totale applicazione dal 1990, allorquando la Coppa si strutturò con un turno eliminatorio e cinque turni di tabellone principale, tutti disputati secondo le medesime regole europee. Negli anni novanta il Parma ed il Vicenza salirono per la prima volta sul gradino più alto del podio di un torneo che, pur senza raggiungere alti picchi d'interesse, seppe raccogliere discreti successi di pubblico. Nonostante ciò, i cambiamenti decretati dalla UEFA alle proprie manifestazioni contribuirono ad affossare di nuovo il torneo.

[modifica] Scomodo peso

Successi dell'Inter (2005-2006) e della Roma (2007-2008), le due squadre che hanno monopolizzato le finali del trofeo negli anni duemila Successi dell'Inter (2005-2006) e della Roma (2007-2008), le due squadre che hanno monopolizzato le finali del trofeo negli anni duemila
Successi dell'Inter (2005-2006) e della Roma (2007-2008), le due squadre che hanno monopolizzato le finali del trofeo negli anni duemila

L'abolizione della Coppa delle Coppe nel 1999 e il contestuale allargamento della Champions League tolsero ragion d'essere e spazio alla Coppa Italia, cui non diede rimedio il diritto all'accesso in Coppa UEFA della vincitrice della manifestazione, dato che tale obiettivo poteva più facilmente essere raggiunto attraverso il campionato.

Alla perdita di'interesse nei confronti della coppa seguì anche un ridimensionamento della sua formula: vi partecipavano tutte le squadre di Serie A, di Serie B e le migliori 10 di Serie C1. La prima fase era a gironi di sola andata con 4 squadre, ai quali partecipavano le peggiori due società di A e quelle delle serie inferiori; si qualificavano le vincitrici di ogni gruppo. La seconda fase era un turno eliminatorio con gare di andata e ritorno tra le 8 qualificate e altrettanti club di A non impegnati in Europa. Il tabellone principale comprendeva poi quattro turni d'andata e ritorno.

Il torneo, già storicamente poco appetito dai tifosi italiani, andò incontro ad un costante declino. Nel 2005 si pensò di introdurre un elemento di novità strutturando le eliminatorie in gara secca fra le 12 società di Serie A non in Europa, quelle di Serie B, e 30 di Serie C. Nonostante le buone intenzioni, neanche queste innovazioni, pomposamente quanto erroneamente definite all'inglese, seppero riportare il pubblico negli stadi della sempre più bistrattata competizione, spesso snobbata dai club che la vedevano come un ingombrante peso e vi schieravano le seconde (se non le terze) linee delle proprie rose. Anche l'ennesimo cambiamento regolamentare, varato nel 2007 in occasione della 60ª edizione del torneo, con la riduzione dell'organico alle sole società di Serie A e B non sembra aver rilanciato la manifestazione.[senza fonte] Nel 2008 c'è stata una nuova modifica organizzativa, che ha allargato di nuovo la competizione alle squadre delle serie minori nel contesto di un tabellone tennistico, con tutti i turni in gara unica ad eccezione delle semifinali, disputate attualmente con andata e ritorno.

Gli anni duemila sono caratterizzati dalle vittorie della Lazio (3 vittorie) e dall'acceso duello Roma-Inter. Questa partita è stata per ben 5 volte lo scenario della finale con i nerazzurri che si sono aggiudicati 3 trofei contro i 2 dei rivali giallorossi. Nel 2011, in occasione del concomitante anniversario, la Coppa assume una doppia denominazione comprendendo anche quella di Coppa del 150º anniversario dell'Unità d'Italia. A tal proposito, alla squadra vincente è stato assegnato un doppio trofeo. La squadra in questione è stata l'Inter, la quale ha ottenuto con la vittoria per 3 a 1 sull'altra finalista, il Palermo, il suo settimo alloro in questa competizione.

[modifica] Formula

Per la stagione 2011-2012 la formula del torneo è così strutturata:

  • Partecipano 20 squadre della lega di Serie A, 22 squadre della lega di Serie B, 27 squadre di Lega Pro e 9 squadre di Serie D;
  • Nel primo turno eliminatorio giocano tutte le squadre di Lega Pro e Serie D, mentre quelle di Serie B entrano in tabellone a partire dal secondo turno. A partire dal 3º turno eliminatorio entrano in gioco le 12 squadre di Serie A che non partecipano alle coppe europee. Le rimanenti 8 squadre, le teste di serie, esordiscono negli ottavi di finale. I 4 turni eliminatori, così come ottavi e quarti, si disputano in partite di sola andata. Negli ottavi di finale le squadre teste di serie (Squadre di Serie A che disputano le coppe europee) giocheranno in casa. Per i quarti di finale il campo verrà deciso per mezzo di sorteggio. Le semifinali prevedono una partita di andata e una di ritorno.
  • La finale è giocata in gara unica allo Stadio Olimpico di Roma e alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, che premia le squadre a fine partita.
  • In tutte le gare della competizione deve essere utilizzato il pallone ufficiale della Lega Calcio, fornito dalla Nike.

[modifica] Vincitori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Albo d'oro della Coppa Italia.
Club Coppe vinte
600px Giallo e Rosso2.png Roma 9
600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 9
600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter 7
600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina 6
Flag - Garnet with white bull.svg Torino 5
600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan 5
600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio 5
600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria 4
600px Azzurro con N cerchiata.png Napoli 3
600px Bianco e Nero (Croce) e Blu e Giallo (Strisce).png Parma 3
600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.svg Bologna 2
600px Azzurro e Nero (Strisce).png Atalanta 1
600px Rosso e Blu con striscia Bianco e croce Rossa su sfondo Bianco.png Genoa 1
600px Verde e Nero in diagonale.png Venezia 1
600px Rosso e Blu (Strisce).png Vado 1
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza 1

[modifica] Capocannonieri e marcatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Capocannonieri della Coppa Italia.

[modifica] Classifica presenze

Di seguito sono riportati, in ordine decrescente, tutti i calciatori che hanno totalizzato almeno 100 presenze complessive nelle varie edizioni della Coppa Italia[1].

Pos. Naz. Nome Presenze Anni Squadre
1 Bandiera dell'Italia Giuseppe Bergomi 121 1979-99 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter
2 Bandiera dell'Italia Roberto Mancini 120 1981-00 600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.svg Bologna, 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria, 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio
3 Bandiera dell'Italia Pietro Vierchowod 116 1976-00 600px Azzurro con croce Bianca e scudo rosso crociato.png Como, 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina, 600px Giallo e Rosso2.png Roma, 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria, 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus, 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan, 600px Rosso e Bianco.png Piacenza
4 Bandiera dell'Italia Franco Causio 113 1971-86 600px Amaranto con R bianca.png Reggina, 600px Rosa e Nero in diagonale con aquila.png Palermo, 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus, 600px Colori di Udine.png Udinese, 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter, 600px Giallo e Rosso (Strisce) con Bordo Blu Scuro.png Lecce, 600px Rosso con alabarda bianca.svg Triestina
5 Bandiera dell'Italia Giovanni Galli 112 1983-04 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina, 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan, 600px Azzurro con N cerchiata.png Napoli, Flag - Garnet with white bull.svg Torino, 600px Bianco e Nero (Croce) e Blu e Giallo (Strisce).png Parma, 600px Bianco e Rosso (Diviso) e Nero e Rosso (Strisce).png Lucchese
6 Bandiera dell'Italia Dino Zoff 110 1961-83 600px Colori di Udine.png Udinese, 600px Rosso e Bianco con colori di Mantova.png Mantova, 600px Azzurro con N cerchiata.png Napoli, 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus
7 Bandiera dell'Italia Ivano Bordon 102 1970-89 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter, 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria, 600px Blu e Bianco (V sul petto).png Brescia
8 Bandiera dell'Italia Fausto Salsano 102 1983-98 600px Bianco e Nero (Croce) e Blu e Giallo (Strisce).png Parma, 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria, 600px Giallo e Rosso2.png Roma
9 Bandiera dell'Italia Giuseppe Bruscolotti 100 1971-88 600px Nero e Rosso (Strisce).svg Sorrento, 600px Azzurro con N cerchiata.png Napoli
10 Bandiera dell'Italia Gaetano Scirea 100 1972-88 600px Azzurro e Nero (Strisce).png Atalanta, 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus

[modifica] Plurivincitori

[modifica] Record

[modifica] Note

  1. ^ «Gironi, gare e regolamento della 54ª edizione». La Gazzetta dello Sport, 12 agosto 2001, p. 12. URL consultato in data 6 maggio 2010.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

calcio Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue