Valli arpitane piemontesi

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Localizzazione delle valli arpitane

Le valli arpitane o valli francoprovenzali (valâdes arpitanes in francoprovenzale) del Piemonte sono una serie di vallate alpine poste in territorio italiano, nelle quali è parlata, accanto all'italiano e al piemontese, la lingua francoprovenzale. Esse sono comprese interamente nella provincia di Torino. Il francoprovenzale è oggi conosciuto dal 36,7 % della popolazione delle valli. Tutti i valligiani conoscono comunque l'italiano e il 70,7% di essi utilizza anche il piemontese. (Rapporto IRES n.113, 2007)

Le otto valli arpitane da nord a sud sono:

Val Grande (Vâl Grande)
Val d'Ala (Vâl d'Ala)
Valle di Viù (Vâl ëd Viù)

Linguistica[modifica | modifica wikitesto]

L'arpitano parlato nelle valli del Piemonte, in provincia di Torino, è del sottogruppo piemontese e presenta alcune similitudini con il dialetto valdostano delle vallate limitrofe, in particolare con il patois dell'alta Val di Cogne, i cui abitanti provengono storicamente proprio dalle vallate arpitane piemontesi.

Realtà linguistica[modifica | modifica wikitesto]

Le valli arpitane del Piemonte, così come risultate dalla legge 482/99, formano un territorio che dal punto di vista statistico occupa un'area di circa 1.589,06 km² e conta una popolazione residente di 65.995 unità. La sua orografia è molto complessa, si stende sul versante orientale delle Alpi, ed è formato da numerose valli parallele intervallate da catene montuose che si sviluppano con andamento E-O. Se la comunicazione diretta tra le singole valli è difficoltosa, le stesse sono facilmente accessibili dalla Pianura Padana, per questa ragione il piemontese costituisce una forte presenza linguistica e nell'ultimo secolo è giunto fino alla cresta alpina, non solo per ragioni turistiche, ma anche per motivi di rimescolamento e declino delle comunità di montagna.

Dei comuni tutelati in quanto arpitani, pochi mantengono ancora un numero di parlanti, pur esiguo, e quasi sempre il franco-provenzale è in un rapporto di dilalia con il piemontese (o con la sua variante arcaica canavesana, nelle Valli Orco e Soana). Alcuni comuni inclusi nella lista in realtà non possono dimostrare una storica presenza arpitana impiantata nel loro territorio, neppure attraverso la toponomastica e i relitti lessicali. Tra questi comuni si annoverano Pont Canavese, Corio, Lanzo Torinese, Monastero di Lanzo, che secondo la ricerca pubblicata in E. Allasino, C. Ferrier, S. Scamuzzi, T. Telmon (il maggiore esperto di francoprovenzale in Italia), Le lingue del Piemonte. Quaderni di ricerca 113, pubblicato da Regione Piemonte e IRES, 2007, benché si siano dichiarati francoprovenzali per ottenere i benefici della legge 482/99 (vd. p. 28 dello studio citato), in realtà sono di parlata piemontese, come per altro mostrano tutti gli studi scientifici e gli atlanti linguistici. Corio e Lanzo sono registrati già nel Saggio sui dialetti gallo-italici di Bernardino Biondelli del 1853. Del primo si parla come di un dialetto «affatto piemontese» (oggi definito marcatamente canavesano), del secondo come di un parlare «affatto simile a quello della capitale», ovvero torinese[1]. Sebbene Biondelli sia stato superato da molte ricerche successive, è stato ripetutamente confermato su questi punti, dimostrando che già a metà Ottocento non v'era nulla di arpitano nei dialetti di queste località. Anche nel riferirsi a Carema e Castagnole Piemonte come "arpitani" si attua una vistosa falsificazione della realtà linguistica locale, resa possibile solo attraverso lo strumento legislativo della 482/99, che da molti linguisti[2] è criticata per la contraddizione del suo stesso principio di proteggere solo le parlate alloglotte, laddove le parlate di ceppo gallo-italico sono considerate "autoctone" e quindi non bisognose di riconoscimento e tutela.

Va inoltre detto che molti comuni della bassa Val di Susa, come Villar Focchiardo, Caprie, Sant'Antonino di Susa, Vaie e Chiusa di San Michele, sebbene presentino tratti savoiardi nei cognomi e nella toponomastica locale, fin dal Settecento hanno ricevuto nei loro patois locali una fortissima influenza dalla capitale, e la lingua piemontese si è inserita in tutta la Valle di Susa prima in un regime di diglossia, poi rapidamente in un regime di dilalia, ed infine ha soppiantato i patois, che sono superstiti per lo più nelle borgate coazzine e a Venaus e che vengono tuttora ricordati da anziani delle borgate di versante intorno a Susa, in un regime di dilalia con il piemontese dovuto anche alla decimazione delle comunità di montagna che mantenevano viva la lingua. Alcuni relitti savoiardi si ritrovano nel piemontese valsusino, come per esempio elementi lessicali che presentano l'antica palatizzazione "cin, civra, ciòsa" al posto del piemontese "can, crava, còsa" (cane, capra, cosa) e l'articolo "o" al posto dell'articolo "ël". In tutti gli altri aspetti il piemontese valsusino è concorde con il torinese.

Comuni arpitani del Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Nome in arpitano Nome in italiano
Ala Ala di Stura
La Alpete Alpette
Bârmes Balme
Centuèiri Cantoira
Séres Ceres
Sérisoles Ceresole Reale
Tchialambèrt Chialamberto
Couvase Coazze
Frasinei Frassinetto
Gravere Gravere
Gruskavà Groscavallo
L'Éngri Ingria
Leimia Lemie
Lukënna Locana
Màtie Mattie
Meana Meana di Susa
Misinì Mezzenile
Mumpantìa Mompantero
Frere Cenisio Moncenisio
Nuachi Noasca
Nonalésa Novalesa
Pisinài Pessinetto
Ronc Ronco Canavese
Sen Gœri San Giorio di Susa
Sparon Sparone
Tràves Traves
Usei Usseglio
Vâlprà Valprato Soana
Veno Venaus
Vjy Viù

Casi arpitani smentiti dagli specialisti[modifica | modifica wikitesto]

Quarêma Carema[3]
xx Castagnole Piemonte[3]
Koeri Corio[3]
Lans Lanzo Torinese[3]
Moutier Monastero di Lanzo[3]
Pont Pont Canavese[3]

Casi di presenza arpitana locale estinta[modifica | modifica wikitesto]

Burgùn Borgone Susa
Bërsoel Bruzolo
Busoulin Bussoleno
Chàvrie Caprie
Tsanuch Chianocco
Kiusa Chiusa di San Michele
Cuasöl Coassolo Torinese
Kundòve Condove
Sen German Germagnano
Djavën Giaveno
Rubiana Rubiana
Sen Didé San Didero
Santantunin Sant'Antonino di Susa
Susa Susa
Vàjes Vaie
Voudjiň Valgioie
Vilar Fuciard Villar Focchiardo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://archive.org/stream/saggiosuidialet01biongoog#page/n536/mode/2up Saggio sui Dialetti Gallo-Italici, p. 482
  2. ^ F. Toso, T. Telmon, W. Forner
  3. ^ a b c d e f Caso dubbio
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