Teatro Bibiena

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Teatro Scientifico
Teatro Mantova (13384947483).jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMantova
IndirizzoVia Accademia, 47 - 46100 Mantova
Realizzazione
CostruzioneCostruito tra il 1767 e il 1769
ArchitettoAntonio Bibbiena
Sito ufficiale

Coordinate: 45°09′28.22″N 10°47′53.21″E / 45.157838°N 10.798115°E45.157838; 10.798115

Il Teatro Scientifico di Mantova (o Teatro Bibiena o Teatro Scientifico dell'Accademia), fu realizzato da Antonio Bibbiena nel 1767-69 e decorato, nel 1773-75, con una facciata del Piermarini realizzata da Paolo Pozzo (1741-1803).

Il teatrino cinquecentesco[modifica | modifica wikitesto]

Il luogo dove sorge il teatro fu, in precedenza, occupato da un palazzo, abitazione di Ferrante I Gonzaga, conte di Guastalla, generale dell'esercito imperiale durante il Sacco di Roma, poi viceré di Sicilia. Il di lui figlio Cesare fondò, nel 1562, ospitandola presso di sé, l'Accademia degli Invaghiti (dal 1610 Accademia degli Invitti, dal 1648 Accademia dei Timidi).

Il rinnovamento settecentesco[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio includeva un piccolo teatro coperto, probabilmente a gradoni, in linea con lo stile dell'epoca. Nel 1767, circa sessant'anni dopo l'inizio della dominazione austriaca, fu proprio l'Accademia dei Timidi a commissionare un nuovo teatro. L'incarico venne commissionato al bolognese Antonio Bibbiena, figlio del noto scenografo barocco Ferdinando. Scenografo ed architetto egli stesso, Antonio si era illustrato nella realizzazione del nuovo Teatro di Bologna, inaugurato il 14 maggio 1763 e, in Mantova, nel disegno della facciata della Chiesa di San Barnaba.

La sala del Bibiena[modifica | modifica wikitesto]

Il Bibiena demolì il teatrino cinquecentesco e progettò una scena fissa, alle cui spalle edificò due corridoi sovrapposti a formare un loggiato a due piani. La platea ebbe un disegno a campana, che produce la sensazione di un ambiente circolare. L'ambiente appare finemente decorato: con quattro ordini di palchi, divisi da colonne, quattro nicchie con statue dei mantovani illustri (Gabriele Bertazzolo, Baldassarre Castiglione, Pietro Pomponazzi, Virgilio) ed un generale assetto decorativo che produce una sensazione di movimento.

Inaugurazione[modifica | modifica wikitesto]

Il cantiere venne completato in soli due anni ed il nuovo teatro di Mantova venne inaugurato il 3 dicembre 1769 con la cantata Virgilio e Manto di Luigi Gatti.[1]

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Venne detto ‘Teatro Scientifico', poiché doveva ospitare riunioni accademiche di istruzione ed educazione, in linea con le finalità dell'Accademia e lo spirito illuministico dell'epoca.

Il concerto del giovane Mozart[modifica | modifica wikitesto]

A circa un mese e mezzo dall'inaugurazione - che era avvenuta il 3 dicembre 1769 - il 16 gennaio 1770, il teatro ospitò un concerto pianistico del giovane Mozart, non ancora quattordicenne, con arie da concerto interpretate dal tenore Francesco Antonio Baldassarre Uttini e due Sinfonie di Mozart (il programma del concerto è conservato nell'Archivio dell'Accademia Virgiliana). L'edificio suscitò l'entusiasmo di Leopold Mozart, padre di Wolfgang, il quale, dieci giorni dopo, scrisse da Mantova alla moglie, a Salisburgo: "Vorrei che tu avessi visto il posto dove ha avuto luogo l'accademia, vale a dire il Theatrino della Academia Philarmonica. In vita mia non ho visto nulla di più bello di questo tipo ... Non è un teatro bensì una sala con palchi come vengono costruiti i teatri d'opera; dove starebbe la scena, c'è una pedana per gli esecutori e dietro gli esecutori una galleria per gli ascoltatori di nuovo costruita a palchi. Non posso descriverti a sufficienza la quantità di persone, le chiamate, gli applausi, gli strepiti, i Bravo su Bravo, in breve le acclamazioni generali e l'ammirazione che gli ascoltatori manifestavano così". (Da I Mozart in Italia, Ed. Accademia di S. Cecilia, Roma, 2006; p. 175).

Il rifacimento della facciata[modifica | modifica wikitesto]

Con decreto dell'Imperatrice del 9 novembre 1767, l'Accademia dei Timidi venne assorbita nella neonata Reale Accademia di scienze e di belle lettere (diverrà Accademia Nazionale Virgiliana sotto Napoleone): una vera e propria università cui vennero aggregate, in quegli anni, le accademie di pittura, scultura ed architettura, la filarmonica, la ‘colonia di arti e mestieri' e la accademia agraria. Si decise, quindi, di ricostruire anche l'antico palazzo che ospitava il nuovo teatro. Venne indetto un concorso cui parteciparono il mantovano Gaetano Crevola, il bolognese Antonio Bibiena, l'autore del teatro e l'"architetto reale" Giuseppe Piermarini. Quest'ultimo vinse e realizzò, nel 1770, il disegno, poi realizzato, nel 1773-75 dal veronese Paolo Pozzo. Essi realizzarono un'opera con una sobria facciata di gusto neoclassico estesa anche al teatro senza, tuttavia, intervenire sull'interno dello stesso, che conservò le originarie fattezze barocche.

Statua del mantovano Baldassarre Castiglione (umanista, letterato e diplomatico italiano) nella sala del Bibiena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Foglio di Mantova scriveva della cerimonia inaugurale: «È riuscita tale funzione tanto in riguardo all’illuminazione di tutto il Teatro, che al buon gusto ed ordine, di comune ammirazione e piacere. Il Teatro, a gloria dell’insigne Architetto Cavaliere Bibiena, riesce sempre più armonioso ed eccellente».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aa.Vv., I Galli Bibiena: una dinastia di architetti e scenografi, (a cura di) Deanna Lenzi, Wanda Bergamini, Editore Accademia Galli Bibiena, Bibbiena 1997
  • Jadranka Bentini, Deanna Lenzi, I Bibiena: una famiglia europea, Marsilio, Venezia 2000
  • Géza Galavics, Antonio Galli-Bibiena in Ungheria e in Austria, Acta Historiae Artium, 30, 1984, 177–263.
  • 1971. L. D’Alberto, Antonio Galli Bibbiena e il teatro dell’Accademia di Mantova nel quadro delle ricerche di rinnovamento degli organismi teatrali svoltesi nei secoli XVII e XVIII, «Civiltà mantovana», 5 (1971), pp. 369-390.
  • 1978. A. Belluzzi, La costruzione dell’Accademia di Mantova: l’architettura del Piermarini e le riforme teresiane, «Paragone», 29 (1978), pp. 53-81.
  • U. Bazzotti, Il Teatro Accademico di Antonio Bibiena: note sulle preesistenze, Convegno 2012.

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