Ortonovo

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Ortonovo
comune
Ortonovo – Stemma Ortonovo – Bandiera
Panorama del borgo di Ortonovo
Panorama del borgo di Ortonovo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
Sindaco Francesco Pietrini (Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Ortonovo") dal 07/05/2012
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°05′05.43″N 10°02′31.3″E / 44.084842°N 10.042028°E44.084842; 10.042028 (Ortonovo)Coordinate: 44°05′05.43″N 10°02′31.3″E / 44.084842°N 10.042028°E44.084842; 10.042028 (Ortonovo)
Altitudine 76 m s.l.m.
Superficie 13,8 km²
Abitanti 8 389[1] (31-12-2011)
Densità 607,9 ab./km²
Frazioni Annunziata, Caffaggiola, Casano, Dogana, Isola, Luni Scavi, Luni Stazione, Luni Mare, Nicola, Serravalle
Comuni confinanti Carrara (MS), Castelnuovo Magra, Fosdinovo (MS), Sarzana
Altre informazioni
Cod. postale 19034
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011020
Cod. catastale G143
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti ortonovesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ortonovo
Posizione del comune di Ortonovo nella provincia della Spezia
Posizione del comune di Ortonovo nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Ortonovo (Ortonêuvo in ligure, Ort'nó nella variante locale[2]) è un comune italiano di 8.389 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. È il sesto comune della provincia per numero di abitanti.

La sede comunale è ubicata presso la località di Casano. Confinante con la provincia di Massa e Carrara, in Toscana, risulta essere il comune ligure più orientale della regione.

Fa parte delle Terre del Novo, insieme a Fosdinovo e a Castelnuovo Magra.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Geograficamente il territorio ortonovese è posto ai piedi delle Alpi Apuane.

Il comune è costituito, oltre il capoluogo di Ortonovo, dalle frazioni di Annunziata, Caffaggiola, Casano, Dogana, Isola, Luni Scavi (detta anche Luni Antica), Luni Stazione, Luni Mare, Nicola e Serravalle e copre una superficie di 13,8 km2[3]. Confina a nord con il comune di Fosdinovo (MS), a sud con Sarzana, ad ovest con Castelnuovo Magra e Sarzana, ad est con Carrara (MS). Dista circa 32 km ad est della Spezia e 114 km ad est di Genova.

Il suo capoluogo, Ortonovo, sorge su una delle colline che diradano verso la piana del fiume Magra, e gran parte del territorio, disabitata se si escludono i borghi di Ortonovo, Nicola e Annunziata, si sviluppa nelle zone collinari. A sud-ovest del capoluogo si trova una valle che si insinua tra le colline, in cui si trova la località di Casano. La sommità della collina a sud-est di questa piccola valle ospita il borgo-frazione di Nicola, mentre sull'altro lato si trova la zona collinare detta Monticelli, quasi disabitata ma coltivata.

Tutto il resto del comune, in cui vive la maggior parte della popolazione, si sviluppa nella zona pianeggiante, che si apre a sud-ovest della valle di Casano e fa parte della val di Magra. Il comune non ha sbocco sul mare in quanto, a sud, insiste la località di Marinella di Sarzana nell'omonimo comune.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luni.
Scorcio dell'anfiteatro di Luni

La storia del territorio ortonovese è legata indubbiamente alla celebre città romana di Luni, colonia dell'Impero romano fondata nel 177 a.C.[4] dopo la supremazia dei Romani sui Liguri Apuani[4], e importante porto-scalo commerciale sul mar Ligure. Tuttavia, l'odierno territorio di Ortonovo, comprensivo dei castrum di Nicola, Volpiglione e Ortonovo appunto[4], venne citato per la prima volta nel 963 come "Iliolo" in un diploma imperiale di Ottone I di Sassonia[4].

Al diminuire dell'importanza di Luni, devastata da battaglie, epidemie e un nuovo impaludamento della zona nel I secolo, si riscontrò, per contro, un maggior peso "politico" dei due principali borghi di Ortonovo e Nicola[4]. Il primo, il cui toponimo risalirebbe da Hortus Novus ("Orto Nuovo") e riferito con probabilità alla lavorazione e alla coltivazione delle nuove terre collinari sopra Luni, venne fondato tra l'XI e il XII secolo[4]; Nicola, disposto più a sud rispetto al borgo ortonovese, fu edificato in un periodo paragonabile[4].

Entrambi, dopo la divisione in due rispettivi territori, furono assoggettati al potere vescovile della diocesi lunense[4] (quest'ultima già tenutaria della zona, come testimonia un diploma dell'imperatore Barbarossa, in favore del vescovo lunense Pietro) e regolamentati da autonomi statuti dal 1237[4]; il 24 agosto del 1300[4], con verbale redatto dal vescovo Antonio Nuvolone da Camilla, furono definiti i confini geografici-giurisdizionali tra i borghi di Ortonovo, Nicola e Castelnuovo Magra.

A partire dal XIV secolo, Ortonovo passò nelle mani di diversi signori: nel 1333 giurò fedeltà al Comune di Sarzana, nel 1373 Bernabò Visconti prese possesso delle terre circostanti e del borgo e, nel 1397, passò a Gian Galeazzo Malaspina. Nel 1404 fu comprato dal signore di Lucca, Paolo Guinigi, insieme ai possedimenti di Carrara, Avenza e Moneta, mentre nel 1467, il borgo si sottopose alla signoria fiorentina dei Medici[4].

Luni Mare e sullo sfondo Ortonovo e Nicola

Così come altri borghi vicini anche Ortonovo fu alle dipendenze, dal 1495, del Banco di San Giorgio[4] e poi direttamente sotto la Repubblica di Genova[4], sottoponendo il territorio alla giurisdizione del capitaneato di Sarzana, fino alla dominazione napoleonica di fine XVIII secolo[4].

Con la caduta della Repubblica di Genova (1796), sull'onda della rivoluzione francese e a seguito della prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, il territorio ortonovese rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrò nel I cantone, capoluogo Sarzana, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del I cantone della Lunigiana nella Giurisdizione del Golfo di Venere.

Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, venne inserito nel Dipartimento degli Appennini. Nel 1806 alla municipalità di Ortonovo fu formalmente annessa la municipalità di Nicola, da sempre distinta e autonoma rispetto al borgo ortonovese, diventandone, di fatto, una sua frazione[4].

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V° mandamento di Sarzana del Circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.

Tra gli eventi luttuosi legati alla seconda guerra mondiale è memoria il rastrellamento compiuto nel territorio tra Castelnuovo Magra e Ortonovo dalla forze tedesche il 29 novembre del 1944; tale avvenimento costò la vita a diversi civili e partigiani[4].

Il 9 febbraio 2014[5] si è svolto nei due comuni di Ortonovo e Castelnuovo Magra un referendum consultivo tra la popolazione su un'ipotetica fusione tra i due enti e la conseguente nascita di un unico comune che avrebbe assunto la denominazione di Luni. Ad Ortonovo il quorum degli aventi diritto al voto ha raggiunto il 43% (3.106 su 7.173) con un 93,14% degli abitanti che si è espresso benevolmente alla nascita del nuovo ente. A Castelnuovo Magra il quorum ha raggiunto il 55,81% (3.955 su 7.087), ma il 67,93% dei votanti si è dichiarato invece contrario alla costituzione del comune di Luni. Raggiunto pertanto il prefissato quorum del 30% degli aventi diritto al voto in ognuno dei due comuni per la validazione del referendum - come richiesto dalla legge regionale della Liguria - la proposta di unificazione dei due comuni è stata però respinta dalla popolazione castelnovese.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Ortonovo-Stemma.png
Ortonovo-Gonfalone.png
« D'azzurro, alla croce scorciata rossa, all'altezza del punto d'onore, accompagnata da due spighe di grano alla stessa altezza, dorate e poste in croce di Sant'Andrea. Sotto alla croce, una mezzaluna crescente d'argento »
(Descrizione araldica dello stemma[6])
« Drappo di rosso... »
(Descrizione araldica del gonfalone[6])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica datato al 3 marzo del 1998[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di San Lorenzo nel centro storico ortonovese; sulla sinistra la torre di Guinigi.

Il borgo ha due accessi, costituiti da due porte, entrambe sormontate da archi a tutto sesto. La struttura urbana è costituita da anelli concentrici nel quale il più esterno funziona da cinta muraria.

Nella piazza del borgo storico si trova la torre del Guinigi, oggi campanile della chiesa di San Lorenzo, risalente al XV secolo, quando il signore di Lucca venne in possesso del paese. Il torrione centrale, attualmente ancora presente, era parte di un castello che sorgeva dove ora sorge la chiesa di San Lorenzo.

Nel medesimo centro storico si trova anche la casa avita del poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi.

Ortonovo è inoltre conosciuta per la presenza sul suo territorio dei resti dell'antica Luni, porto pre-romano, poi fiorentissimo centro commerciale da cui prende il nome il comprensorio storico della Lunigiana.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nel centro storico di Ortonovo. Risalente al XVII secolo, fu consacrata nel 1651.
  • Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata, nella frazione dell'Annunziata. Edificata nel 1698[8], la struttura è ad unica navata e consta, oltre l'altare maggiore, di due altari laterali[9]. Tra le opere una Deposizione in ardesia e un Cristo deposto in gesso[8].
  • Chiesa di San Martino, nella frazione di Casano, antico luogo di culto medievale situato nella zona del cimitero[10]. L'impianto, in stile romanico, secondo alcune supposizioni, potrebbe essere identificato come la storica "chiesa di Iliolo", quest'ultima citata in un diploma imperiale di Ottone I di Sassonia datato al 963[4].
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo nella frazione di Nicola, il cui impianto attuale risale al rifacimento del XV secolo sui resti di una preesistente cappella.
  • Santuario di Nostra Signora del Mirteto, del XVI secolo[11], ubicato presso il monte Boscaccio a sud del centro storico ortonovese.
  • Cattedrale di Luni. La chiesa, intitolata a santa Maria Assunta, sorgeva nella città romana di Luni nei pressi del porto e dell'antico foro. Non più esistente dal XIII secolo circa, è stata individuata da campagne di scavo ancora in corso come edificata su una domus romana della fine dell'epoca repubblicana tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, cioè nel periodo in cui si ritiene venisse fondata la diocesi di Luni. Citata per la prima volta in un documento del 879 di Carlomanno (re d'Italia), fino al XII secolo subì vari restauri e rifacimenti prima di essere abbandonata assieme alla città, all'inizio del Duecento.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo municipale, del XIX secolo, nella frazione di Casano. Il progetto per lo spostamento della sede comunale, ampiamente discusso dalla comunità e alla fine accettato[12], dal borgo di Ortonovo alla frazione di fondovalle fu presentato nel 1857[12]; la sede provvisoria fu ospitata nell'abitazione dell'allora sindaco Stefano Beisso[12]. Il terreno per la costruzione del nuovo palazzo municipale fu acquistato per 1000 lire[12] nella località detta "al Castagno", proprietà della marchesa Enrichetta Picedi, moglie del marchese Giacomo Groppallo. L'opera di edificazione interessò l'area tra il 1877 e il 1878, anno del trasferimento ufficiale della sede comunale[12].
  • Canale Lunense, opera irrigua gestita dall'omonimo consorzio di bonifica.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Torre di Guinigi. La "torre rotonda", svettante sul borgo storico ortonovese e attigua alla chiesa di San Lorenzo, verrà edificata nel corso del XV secolo[8]; nello stesso periodo il signore di Lucca Paolo Guinigi acquisterà il territorio di Ortonovo dalla dominante signoria viscontea[13][8]. Una leggenda popolare narra che proprio il Guinigi si recasse in cima alla torre, assieme ai figli e alla giovane moglie Ilaria del Carretto, per godere dell'ampio panorama[8][13]. Probabilmente la torre faceva parte di un preesistente castello o fortilizio[8][13], luogo dove oggi trova spazio la parrocchiale del paese e che la torre, di fatto, ne è il campanile[8].
  • Castello di Volpiglione. Edificato tra le località di Castelpoggio (Carrara) e Ortonovo, il fortilizio è risalente al periodo medievale (XI-XII secolo) e fu voluto dai signori di Boggiano[14]. A differenza di coevi edifici difensivi attorno al castello non sorse un proprio borgo fortificato, e probabilmente il sito, isolato, fu destinato prevalentemente alla lavorazione del legname. Dell'edificio restano alcuni ruderi del pozzo, delle fondamenta della torre e altri accumuli.
  • Castello di Nicola, edificato al di fuori del centro storico del borgo. Secondo le fonti storiche la postazione difensiva verrà edificata in un periodo tra il XIII secolo e il XV secolo[15] a controllo del territorio nicolese e della bassa val di Magra. Del castello, e della vicina torre, rimangono visibili alcuni ruderi e uno stemma fiorentino, quest'ultimo a ricordo della dominazione quattrocentesca della signoria dei Medici[15].

Società[modifica | modifica sorgente]

La torre di Guinigi

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[16]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Il borgo di Ortonovo

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[17] i cittadini stranieri residenti ad Ortonovo sono 400, pari al 4,77% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Ecomuseo etnografico di Ortonovo. Il sito è ubicato presso un ottocentesco frantoio, il "frantoio della Colombara", a sua volta edificato su un preesistente edificio del XVI secolo, nella frazione di Casano. L'apertura dell'ecomuseo, dove sono esposti e raccolti materiali e documenti sulla civiltà contadina, è avvenuta nel 1990 dopo un accurato restauro del manifatturiero edificio[18].

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il borgo di Nicola visto da Ortonovo
  • la "Mangialonga"[19], passeggiata enogastronomica nella zona archeologica di Luni e valle del torrente Parmignola.
  • Festa patronale di San Guglielmo a Nicola.
  • Festa dell'Annunziata a Casano.
  • "Rogazioni ai ruderi" di Luni.
  • Festa della Madonna del Mirteto.
  • "Pedalata Ecologica"[20], organizzata ogni fine settembre di ogni anno dall'AIES Regione Liguria - Comitato Locale di Ortonovo.

Memorie Dantesche[modifica | modifica sorgente]

« Se tu riguardi Luni e Urbisaglia
come sono ite,... »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso XVI, 73-78)

Quella di Luni, nel comune di Ortonovo, è la più alta citazione lunigianese nella scala ascendente della Divina Commedia.

Persone legate a Ortonovo[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia ortonovese è centrata sull'artigianato, sull'agricoltura (coltivazione di vite ed olivo), e sulla produzione vinicola e olearia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia in direzione nordovest-sudest, nelle frazioni di Dogana e Luni Stazione. Da essa si dirama verso nordest la strada provinciale 24 che attraversa il capoluogo e prosegue con la strada provinciale 54, nel comune di Carrara, collegandolo con Fontia, frazione di quest'ultimo.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Ortonovo è attraversato dalla Ferrovia Genova-Pisa, quasi parallelamente alla strada statale 1, in direzione nordovest-sudest, nelle frazioni di Dogana e Luni Stazione. Nel comune è presente la piccola stazione di Luni.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Adriano Antognetti Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 20 maggio 1993 Ugo Cervia Partito Comunista Italiano Sindaco [21]
29 luglio 1993 21 novembre 1993 Giuseppe Larosa Commissario straordinario [22]
1993 1997 Tarcisio Luigi Andreani Democrazia Cristiana Sindaco
1997 2002 Fortunato Giovannini Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2002 2007 Fortunato Giovannini Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2007 2012 Francesco Pietrini Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Ortonovo" Sindaco
2012 in carica Francesco Pietrini Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Ortonovo" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  3. ^ Fonte dal sito del Comune di Ortonovo. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Fonte dal sito del Comune di Ortonovo-Storia. URL consultato il 9 gennaio 2012.
  5. ^ Luni resta un sogno Castelnuovo dice no. Bocciata la fusione tra Comuni, Il Secolo XIX, 10 febbraio 2014. URL consultato il 10 febbraio 2014.
  6. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  7. ^ Fonte dallo statuto comunale di Ortonovo. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  8. ^ a b c d e f g Fonte dal sito del Comune di Sarzana-Guida di Ortonovo. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  9. ^ Fonte dal sito del Comune di Ortonovo-Chiesa dell'Annunziata. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  10. ^ Fonte dal sito del Comune di Ortonovo-Chiesa di San Martino. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  11. ^ Fonte dal sito Terre di Lunigiana.com-Santuario del Mirteto. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  12. ^ a b c d e Fonte dal sito del Comune di Ortonovo-Palazzo del Comune. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  13. ^ a b c Fonte dal sito del Comune di Ortonovo-Torre di Guinigi. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  14. ^ Fonte dal sito Terre di Lunigiana.com-Castello di Volpiglione. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  15. ^ a b Fonte dal sito Terre di Lunigiana.com-Castello di Nicola. URL consultato il 18-01-2012.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  17. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  18. ^ Fonte dal sito dell'Ecomuseo etnografico di Ortonovo. URL consultato il 18 gennaio 2012.
  19. ^ Approfondimenti sul sito dell'Associazione Olivicoltori Colline di Ortonovo
  20. ^ Approfondimenti sulla Pedalata ecologica
  21. ^ Dopo le dimissioni di dieci consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale.
  22. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 29 luglio 1993 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 187 dell'11 agosto 1993

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Claudio Palandrani, Dante, i Malaspina e la Lunigiana, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]