The Dark Side of the Moon

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Dark Side of the Moon
Artista Pink Floyd
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Studio
Pubblicazione 24 marzo 1973
Durata 42 min : 54 s
Album di provenienza {{{album di provenienza}}}
Dischi 1
Tracce 10
Genere Rock progressivo
Etichetta EMI
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore Pink Floyd
Arrangiamenti {{{arrangiamenti}}}
Regista {{{regista}}}
Registrazione Abbey Road Studios, Londra tra il giugno 1972 e il febbraio 1973
Formati {{{formati}}}
Note Rimasterizzato in SACD nel 2003 da James Guthrie
Premi
Dischi d'oro
Dischi di platino
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
Pink Floyd - cronologia
Album precedente
Obscured by Clouds
(1972)
Album successivo
Masters of Rock
(1974)
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The Dark Side of the Moon (intitolato Dark Side of the Moon nell'edizione CD del 1993), in italiano "Il lato oscuro della Luna", è un concept album del gruppo britannico Pink Floyd, pubblicato nel 1973 dalla EMI. Fu registrato negli studi di Londra della stessa EMI tra il giugno 1972 e il febbraio 1973 ed uscì il 17 marzo 1973 negli USA e il 24 marzo 1973 nel Regno Unito.[1]

Dark Side Of The Moon è uno degli album più venduti nella storia della musica moderna: a trentacinque anni di distanza dalla sua uscita ufficiale, con quaranta milioni di copie vendute, può vantarsi di essere uno dei tre album che possono concorrere al titolo di "secondo album più venduto di tutti i tempi".[2] Rimase per 741 settimane (14 anni) nella classifica Billboard 200 della omonima rivista musicale americana, dalla quale uscì soltanto negli anni ’80. L’uso di tecniche di registrazione avanzate, frutto del lavoro di ingegneria musicale di Alan Parsons, ed effetti sonori di forte impatto ne fecero un’opera diversa dalle precedenti produzioni del gruppo, per molti la migliore opera dei Pink Floyd,[3] e in assoluto innovativa nell’ambito della musica moderna, spesso indicata dai critici musicali come uno dei migliori e più influenti album di tutti i tempi.

Indice

[modifica] Genesi

Il disco crebbe su numerose sperimentazioni musicali che i Pink Floyd esplorarono durante i loro live o registrazioni. Un esempio su tutti è il celebre bootleg In the celebration of the Kohoutek, la registrazione di un concerto tenuto dai Pink Floyd nel 1972 a Londra, in cui essi suonarono dal vivo tutto Dark Side. Molti brani (On the Run, The great Gig in the Sky, Any colour you like) sono assai diversi da come compariranno poi sul disco inciso, soprattutto per la presenza di improvvisazioni e lunghi excursus strumentali.

Questa tipologia di sonorità, già presente fin dal primo album del gruppo (si pensi a Interstellar Overdrive in The Piper at the Gates of Dawn) era diventata una delle peculiarità della produzione dei Pink Floyd da quando Syd Barrett aveva lasciato il gruppo nel 1968 e che contraddistinguono album come A Saucerful of Secrets e Atom Heart Mother. Tuttavia, già nell'album Meddle (che peraltro contiene uno dei più ricercati brani dei Floyd dal punto di vista strumentale, ovvero Echoes) inizia a presentarsi una svolta che conduce verso brani in cui è enfatizzata anche la lirica dei testi.

In Dark Side of the Moon si ha lo sbocciare di questo nuovo indirizzo e a una musica concettuale ed eterodossa si affiancano testi dal profondo contenuto filosofico e di riflessione sulla condizione umana, che parlano di conflitto, follia, crescita, avidità, morte, dando vita a un'opera musicale strutturata. Sarà questa la strada che il gruppo inglese perseguirà da quel punto in avanti nel corso della sua carriera.

Tutti i quattro membri dei Pink Floyd (il bassista Roger Waters, il chitarrista David Gilmour, il batterista Nick Mason e il tastierista Richard Wright) parteciparono alla stesura e alla produzione dell'album, una rarità rispetto agli album successivi. I testi furono scritti tutti da Waters (così come per i quattro album successivi). Inoltre, fu proprio Waters a realizzare le prime tracce demo dell'album a casa propria. Lì registrò il tape effect per Money, registrando il suono di vari oggetti correlati con il denaro e in particolare delle monetine gettate in una ciotola dello studio da vasaio della moglie.

[modifica] Titolo

Sebbene il titolo progettato per l'album fosse The Dark Side of the Moon, si pensò di cambiarlo in Eclipse (a piece for assorted lunatics) in quanto un altro gruppo inglese, i Medicine Head, nel 1972 anticipò i Pink Floyd di qualche mese pubblicando un album intitolato Dark Side Of The Moon; visto lo scarsissimo successo di questo LP omonimo, tuttavia, non ci fu necessità per i Pink Floyd di optare per un altro nome. In seguito si è diffusa una certa confusione sull'esatto titolo ufficiale dell'album, ossia se comprenda o meno l'articolo "the". Sebbene l'edizione su CD lo ometta (riportando semplicemente Dark Side of the Moon), l'etichetta dell'edizione originale in vinile, da ritenersi più attendibile, riporta The Dark Side of the Moon anche per evitare omonimie totali con l'album dei Medicine Head.

[modifica] Concept

The Dark Side of the Moon investiga la natura dell'esperienza umana, come percepita dall'autore dei testi, Waters. Speak to Me / Breathe riguarda la nascita e l'infanzia con le prime esperienze terrene; Time parla dell'invecchiamento e del soverchiante e rapido approssimarsi della morte, con la giovinezza che è passata prima che se ne possa rendersi conto; The Great Gig in the Sky esplora pensieri religiosi e di morte; Money si burla di avidità e consumismo; Us and Them si riferisce al conflitto, all'etnocentrismo, al fatto che ciascuno ritenga se stesso sempre dalla parte della ragione; Any Colour You Like narra la totale sottomissione alla follia; Brain Damage guarda alla follia e a come essa sia solo relativa e a quanto invecchiare porti lontano da chi si era un tempo; Eclipse conclude l'album affermando il libero arbitrio e la casualità degli eventi.

[modifica] Copertina

Allestimento di scena al concerto di Roger Waters che richiama la copertina di The Dark Side of the Moon.

La cover di Dark Side, creata da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis, è una delle più conosciute ed importanti della storia del Rock, paragonabile solo a copertine come quella di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles; è stata definita anche la più immediatamente riconoscibile. Essa raffigura, su di uno sfondo completamente nero, un prisma colpito da un raggio di luce bianca che si scompone nello spettro dei colori dell'iride (il fenomeno della dispersione ottica). Questo tema è costante in tutte le tre versioni dell'album (vinile, cd rimasterizzato e SACD) anche se le tre copertine sono molto diverse tra loro.

[modifica] Vinile

Il fascio di colori (rosso, arancione, giallo, verde. blu, viola) uscente da un prisma trasparente sul fronte prosegue lungo tutto l'interno della confezione (la linea verde si muove come un elettrocardiogramma, soluzione grafica questa suggerita da Roger Waters) dividendolo orizzontalmente in due parti: in quella inferiore compaiono i testi delle canzoni mentre in quella superiore vi è l'elenco delle tracce e i crediti dell'album. Questo è l'unico punto della cover in cui appare il nome della band. Le linee di colore proseguono poi anche sul retro della copertina dove entrano in un altro prisma rovesciato, dal quale usciranno come un raggio di luce bianca (scientificamente improbabile ma perfetto per enfatizzare il concept del disco), che prosegue poi fino a ricongiungersi con quello sul fronte. Dunque sulla costa dell'album compare solo un piccolo frammento di luce bianca su sfondo nero. Il titolo dell'album non compare mai sulla cover ma soltanto sul disco, all'interno di un prisma trasparente.

[modifica] CD

La prima edizione su CD è stata pubblicata nel 1984, su etichetta EMI-Harvest, missata in modalità AAD. La copertina di questa edizione rispecchia in scala quella originariamente prevista per il disco 33 giri, con l'aggiunta in alto a destra di un cerchio bianco contenente nome del gruppo e titolo dell'album. Anche sul retro è presente la stessa immagine che compare sulla cover del vinile, anche se in scala leggermente diversa, e più grande,rispetto alla copertina anteriore. Il booklet contiene i testi delle canzoni, e lateralmente (in costa) compaiono il nome del gruppo ed il titolo dell'album.
La seconda edizione su CD (quella attualmente in vendita) è stata presentata nel 1994, e fa parte della serie Digital Remaster. In questa versione sia il nome della band sia il titolo dell'album (senza l'articolo iniziale, come nella prima edizione su CD) compaiono solamente in costa. Il fronte presenta un prisma non più trasparente ma opaco, nel quale entra un raggio di luce bianca che viene in parte riflesso dalla superficie. Il fascio di colori in uscita (stavolta sono sette) non costituisce più una linea guida lungo le 22 pagine del booklet anche se compare in basso a pagina 19 e 20, dove c'è una foto di gruppo dei Pink Floyd, e, come nel vinile, la linea verde simula un elettrocardiogramma. Di fatto dunque le varie parti della confezione sono separate tra loro. Le prime quattro e le ultime due pagine del booklet riportano foto della band e delle Piramidi egiziane. Le restanti 14 sono dedicate a due a due alle canzoni dell'album e riportano il testo e un'immagine di sfondo il cui colore è diverso per ogni canzone: rosso per la prima, arancio per la seconda e così via secondo i sette colori presenti sulla copertina. Sul retro del booklet, della confezione e sul cd sono riprodotti diversi piccoli prismi attraverso i quali passano raggi di diversi colori.

[modifica] SACD

Sulla costa della confezione compaiono ancora il nome della band e il titolo dell'album (con l'articolo iniziale). Il prisma (di nuovo trasparente) è ora una vetrata a mosaico che si affaccia su un esterno di notte (si intravede la sagoma di un albero, di un tetto e la Via Lattea). I colori in uscita dal prisma sono di nuovo sei. L'interno del booklet riporta immagini riferite alle precedenti edizioni del disco o comunque all'album o alla band. Il retro riporta un dettaglio della copertina (l'angolo a destra del prisma con i colori in uscita). Sul cd vi è un ulteriore zoom di questo dettaglio, ovvero il punto di contatto del prisma con i colori. L'interno della confezione, al di sotto del disco, mostra una nuova vetrata contenete il prisma: lo sfondo è grigio tranne all'interno del prisma, dove è nero. Anche il retro della confezione, oltre ai titoli delle canzoni, riporta alcuni dettagli del fronte.

[modifica] Formazione

Allestimento di The dark side of the moon nel concerto di Roger Waters presso l'Arena di Verona nel giugno del 2006

[modifica] Band

[modifica] Esterni

[modifica] Tracce

  1. Speak to Me - 1:08 - (Mason)
  2. Breathe (o Breathe in the Air) - 3:57 - (Waters, Gilmour, Wright) - Voce di Gilmour.[4] [5]
  3. On the Run - 3:51 - (Gilmour, Waters) - Strumentale.
  4. Time - 5:54 - (Mason, Waters, Wright, Gilmour) - Voce di Gilmour e Wright. [6] [7]
  5. The Great Gig in the Sky - 4:47 - (Wright) - Voce di Clare Torry.
  6. Money - 6:23 - (Waters) - Voce di Gilmour.
  7. Us and Them - 7:48 - (Waters, Wright) - Voce di Gilmour.
  8. Any Colour You Like - 3:25 - (Gilmour, Mason, Wright) - Strumentale
  9. Brain Damage - 3:50 - (Waters) - Voce di Waters.
  10. Eclipse - 2:06 - (Waters) - Voce di Waters.

[modifica] Curiosità

  • Il singolo tratto dall'album, Money, è una delle poche canzoni rock di successo strutturate sull'insolito ritmo di 7/8
  • Per molto tempo si è discusso su una leggenda metropolitana, secondo la quale ascoltando The Dark Side of the Moon (alcuni suggeriscono al contrario) e visionando contemporaneamente il film Il Mago di Oz, si riscontra un’impressionante sincronia. Esistono addirittura siti internet in cui è presente la descrizione di cosa occorra fare per riprodurre tale sincronia, quali siano i punti in cui far ripartire l’ascolto dell’album e via dicendo. A parte la palese incongruenza sui tempi (l’album dura circa quarantatre minuti, il film intorno ai cento) e alle improbabili modalità di ascolto in senso contrario dell’album, è Gilmour in una recente intervista a smentire la presenza di ogni legame volontario tra i due lavori[8].
  • Gli accordi che chiudono il ritornello di Breathe vennero ispirati a Wright da un disco di Miles Davis degli anni '50, Kind of Blue.
  • L'intero album è costellato di frasi parlate in sottofondo, riconducibili alle persone che lavoravano negli stessi studi di registrazione, intervistate e registrate da Waters con domande appuntate su bigliettini di carta. Lo stesso Paul McCartney fu "vittima" dell'interrogatorio ma le sue risposte non furono considerate abbastanza interessanti.
  • La voce in sottofondo nel brano Brain Damage è di Syd Barrett, tratta da una vecchia registrazione.
  • Nella parte finale del disco si sente dapprima la voce di Jerry Driscoll, portiere degli Abbey Road Studios, che dice "There's no dark side of the moon really… matter of fact it's all dark" ("In realtà non c'è nessun lato scuro della luna… in effetti è tutto scuro).
  • In occasione della recensione della versione CD da parte della rivista Suono, viene evidenziato che all'analisi spettrale le componenti in bassa frequenza scendono a valori mai registrati.
  • La versione "The director's cut" del film Live at Pompeii mostra parti girate durante le registrazioni di Dark Side, e si notano i punti in cui il gruppo prova le canzoni che sarebbero poi confluite nell'album.
  • Clare Torry venne ingaggiata per improvvisare un assolo vocale in The Great Gig in the Sky per 30 sterline, cifra davvero modica considerato l'eccellente risultato finale. Prima di entrare in studio, le venne detto di improvvisare pensando "alla morte o qualcosa del genere". La cantante, ultimata la registrazione, uscì dalla sala imbarazzata perché considerava la sua performance scarsa, mentre i Floyd erano rimasti esterrefatti. Dopo aver dichiarato di essere stata trattata freddamente dai Floyd e messo da parte "l'imbarazzo", nel 2004 la Torry citò in giudizio i Pink Floyd per i diritti di quel piccolo ma importante contributo, che gli furono l'anno seguente riconosciuti.
  • Dopo che Roger Waters le ebbe fatto ascoltare per la prima volta il disco ultimato, sua moglie scoppiò a piangere emozionata.
  • Google ha proposto la versione dark side del suo motore di ricerca, con un chiaro riferimento ai Pink Floyd
  • La parte iniziale di Time venne registrata in un negozio di antiquariato da Alan Parsons.
  • Alan Parsons, tecnico del suono (sound engineer) di Dark Side ebbe negli anni '80 un notevole successo con il gruppo degli Alan Parsons Project che, in più occasioni, riprese le sonorità degli stessi Pink Floyd.
  • Il suono dei soldi nella traccia Money, è stato usato in campionamento in una traccia Rap dei milanesi Club Dogo nel disco Penna Capitale.
  • La band progressive metal Dream Theater ha suonato per intero questo album in un loro live.

[modifica] Note

  1. ^ Floydian Slip article on The Dark Side of the Moon
  2. ^ Record Breakers and Trivia : Albums. URL consultato il 2007-05-06.
  3. ^ Erlewine, Stephen Thomas. The Dark Side of the Moon review in Allmusic. All Media Guide, LLC. URL consultato il 2006-12-23.
  4. ^ In alcune edizioni le due tracce sono riportate come una singola divisa in due parti
  5. ^ una versione medley "completa" di Breathe insieme a Breathe (Reprise) è stata eseguita soltanto una volta, durante la reunion del Live8 il 2 luglio del 2005
  6. ^ La stessa traccia contiene una sottotraccia, se così la si può chiamare, Breathe (Reprise), legata in coda a Time. La ripresa di Breathe non viene indicata nella tracklist, pur essendo il suo testo regolarmente inserito in coda a quello di Time)
  7. ^ durante i concerti del tour di A Momentary Lapse of Reason Time fu sempre suonata senza la parte finale di Breathe (Reprise). Tale versione è presente nel disco live Delicate Sound of Thunder
  8. ^ Alessandro Desimoni, da "Pink Floyd Channel - The Italian Pink Floyd fans club"

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