Società Sportiva Dilettantistica Associazione Calcio Mestre

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SSD AC Mestre
Calcio Football pictogram.svg
Acmestrestemma.jpg
Il piccolo Torino, Arancio-neri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Arancione e Nero.svg Arancione-nero
Simboli Torre
Dati societari
Città Venezia (Mestre)
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1927
Rifondazione 1934
Rifondazione 1991
Rifondazione 2003
Presidente Italia Stefano Serena
Allenatore Italia Luca Tiozzo
Stadio Stadio comunale di Mogliano Veneto (TV)[1]
(2 200 posti)
Sito web www.mestrecalcio.it
Palmarès
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La Società Sportiva Dilettantistica a r.l. Associazione Calcio Mestre,[2] meglio nota come Mestre, è una società calcistica italiana che rappresenta la località di Mestre, nel territorio comunale di Venezia.

Fondata nel 1927 (sebbene la sua nascita sia fatta risalire tradizionalmente al 1929) con la denominazione Unione Sportiva Mestrina,[3][4] nella stagione 2015-2016, a seguito di complesse vicende societarie, partecipa alla Serie D, quarto livello del campionato italiano di calcio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini (1904-1927)[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione del gioco del calcio (o del football) a Mestre è attestata fin dai primi del XX secolo: la prima squadra di calcio si costituì nel 1904 come sezione della Società Ginnastica Marziale di Mestre, rimanendo attiva fino al 1907 e disputando alcune partite valide per i campionati della FGI.

Nel 1909, anche con la partecipazione di alcuni ex atleti della S.G. Marziale, viene fondato il Mestre Foot-Ball Club, poi affiliatosi alla F.I.G.C. nel 1919.

Nell'immediato primo dopoguerra le società principali erano diventate due, in quanto all'Associazione Calcio Mestre (nuova denominazione del Mestre F.B.C.) si era aggiunta la Spes Mestre. La prima squadra adottava come campo casalingo un terreno confinante con il cinema Concordia e con piazza Sicilia (poi rinominata piazzale Donatori di Sangue), ove invece si trovava la sede delle gare interne della Spes.

Nel 1919 venne aperto il locale stadio Francesco Baracca (impianto polisportivo preesistente, frattanto adeguato alla pratica calcistica) con la disputa del primo derby ufficiale tra A.C. Mestre e Spes, valido per la Coppa Luigi Beccari, che fu vinto 2-0 dal Mestre.

Anche grazie alle caratteristiche dello stadio cittadino (dotato di un campo di gioco di grandi dimensioni e completamente recintato), l'A.C. Mestre ottenne il diritto a giocare i campionati regionali di Promozione (all'epoca la seconda divisione italiana) nel 1919-20, 1920-21 e 1921-22, sfiorando la promozione in prima divisione nel 1920-21, allorché vinse il girone A e (a pari merito) il girone finale del Veneto, perdendo però infine per 1-0 lo spareggio decisivo giocato a Vicenza il 12 giugno 1921 contro l'U.S. Legnaghese.

Nel 1925 lo stadio Baracca, ormai interamente adibito al gioco del calcio, venne ufficialmente inaugurato, e l'A.C. Mestre vi si stabilì definitivamente.[3][4]

La Mestrina, dagli anni venti agli anni settanta (1927-1979)[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni giocatori della Mestrina allo stadio Francesco Baracca nel 1931.

Nel 1927, presso la sede mestrina del CONI, venne raggiunto l'accordo per la fusione fra le quattro maggiori rappresentative calcistiche della città (che dal 1926 era stata inglobata nel comune di Venezia), ovvero l'A.C. Mestre, il Mestre F.B.C., la Spes e la Libertas. Nacque così l'Unione Sportiva Mestrina, che debuttò nel campionato di Serie C 1938-1939, militando poi in detta categoria fino all'interruzione dei campionati per la seconda guerra mondiale, sopravvenuta nel 1943.[3][4]

Nel 1946 la squadra dominò il campionato di Serie C e vinse la finale della Lega Interregionale Nord contro l'Asti (coi risultati di 0-0 all'andata e 7-2 al ritorno), ottenendo in tal modo la promozione in Serie B per la stagione 1946-1947.

Gli arancioni, al debutto in serie cadetta, furono protagonisti di una buona partenza: dopo 13 giornate la Mestrina si portò solitariamente in vetta alla classifica, esprimendo inoltre un buon gioco. Una successiva crisi di risultati tuttavia vanificò tale striscia positiva, sicché la stagione si concluse con la retrocessione. Classificandosi al primo posto del successivo campionato di Serie C (in cui non erano previste promozioni a causa della riforma dei tornei frattanto approvata dalla F.I.G.C.), la Mestrina fu ammessa alla nuova Serie C strutturata su 4 gironi nazionali, categoria nella quale militò fino al 1951-1952, anno in cui una nuova riforma introdusse la serie C a girone unico: in tale frangente, il 12° posto nel girone B non bastò ad evitare la retrocessione in IV Serie.

Nella stagione 1954-1955 la Mestrina vinse il proprio girone, per poi battere agli spareggi finali la Marzoli, garantendosi la promozione in Serie C a girone unico. Perse infine, a seguito di sorteggio, la finale per il titolo assoluto contro il B.P.D. Colleferro. Nella stagione successiva la Mestrina riuscì a cogliere la salvezza, bissando il risultato anche nelle annate successive: gli arancioni rimasero in terza serie (che ne frattempo venne di nuovo divisa in gironi) fino alla fine della stagione 1967-1968, conclusa con una nuova retrocessione in quarta serie.

Dopo alcuni anni di militanza nel massimo campionato dilettantistico, nel campionato 1973-1974 la Mestrina dominò il girone C di Serie D e tornò per un anno in terza serie. Subito retrocessa a fine stagione, riuscirà a tornare tra i professionisti solo a fine anni 1970.

Gli anni ottanta e i successi della gestione Robazza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 la Mestrina fu rilevata dall'industriale Guido Robazza, reduce dalla ultradecennale esperienza alla guida della Pro Mogliano (che sotto la sua gestione aveva giocato sempre nel massimo campionato regionale veneto), che divenne una società satellite del sodalizio arancionero. Nell'estate del 1980 Robazza modificò il nome del club in Associazione Calcio Mestre; la sua presidenza (durata dal campionato 1979-80 al 1986-1987) fu caratterizzata da ottimi risultati, con il Mestre militante in pianta stabile nei campionati professionistici.

Formazione-tipo dell'AC Mestre nella stagione 1982-83.

Nella stagione 1979-1980 l'A.C. Mestre si classificò al sesto posto nel proprio girone di Serie C2, precedendo il Venezia. Per l'anno successivo la squadra puntò apertamente alla promozione in Serie C1, ma il risultato (quarto posto dietro a Padova, Civitanovese e Maceratese) non fu sufficiente al raggiungimento dello scopo.

La promozione in Serie C1 arrivò al termine della stagione 1981-1982: il Mestre, arrivato secondo nel proprio girone a pari merito con la Vigor Senigallia (alle spalle della capolista Ancona), vinse lo spareggio contro i marchigiani, garantendosi l'accesso alla terza serie.

L'annata 1982-1983 fu meno fortunata, concludendosi con l'immediata retrocessione degli arancio-neri in C2.

Nelle quattro stagioni successive il Mestre ritentò invano la risalita in C1: i migliori risultati furono costituiti da due terzi posti, a pochi punti dalla promozione.

La fusione con il Venezia (1987)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 Guido Robazza cedette la società a Gianni Pagotto, che a sua volta la girò a Maurizio Zamparini, il quale già aveva acquistato la storica rivale Venezia (all'epoca versante in difficoltà finanziarie tali da impedirne l'iscrizione al campionato di Serie C2 1987-1988) da Luciano Mazzuccato.

Zamparini, dopo aver risanato le casse del Venezia (salvando il club lagunare dal fallimento), decise di fondere tale società con il Mestre. Ne nacque un nuovo club, con sede a Mestre, che elesse a terreno casalingo lo stadio Francesco Baracca; come titolo sportivo venne mantenuto quello del Venezia, mentre quello mestrino passò nelle mani del rifondato Palermo (che poté così iscriversi dalla Serie C2). A rimarcare la fusione, la società adottò quali colori sociali l'arancione, il nero ed il verde.

L'unione delle due squadre professionistiche del comune di Venezia, avvenuta più o meno contestualmente alla celebrazione di due referendum inerenti la secessione di Mestre dalla città lagunare, determinò numerose reazioni polemiche in ambedue i centri: a Venezia, per protesta contro il trasferimento della sede e del campo di gioco a Mestre, venne costituita una nuova squadra chiamata Calcio Venezia, che nel 1989 riuscì a conquistare la promozione in Interregionale.

Meno diffuse, ma comunque presenti, furono le reazioni avverse sulla terraferma: tra le azioni principali si annovera quella del Favaro Calcio, militante in Promozione veneta (all'epoca massima serie a livello regionale), che cambiò denominazione in Favaromestre e adottando le casacche arancionere per la prima squadra (ma continuando a giocare le gare intern a Favaro Veneto).

Due anni dopo la fusione, ufficialmente per motivi dettati da ragioni di immagine e prestigio (il Venezia godeva infatti di una maggiore tradizione sportiva, con numerosi campionati di serie A e B alle spalle e un palmarés comprendente anche una Coppa Italia), la società unificata riassunse la denominazione di Associazione Calcio Venezia 1907: ciò causò malumori nella tifoseria di origine mestrina, la quale sollecitava l'adozione di un nome che richiamasse maggiormente la fusione delle due società avvenuta pochi anni prima. Nonostante tale nuova denominazione, la sede del club e lo stadio per le gare casalinghe rimasero a Mestre e vennero mantenuti i medesimi colori sociali.

Nella stagione 1990-1991 (la terza della gestione Zamparini) dopo aver vinto lo spareggio per il secondo posto giocato a Cesena contro il Como, gli arancioneroverdi conquistarono la Serie B.

A causa della scarsa capienza dello stadio Baracca di Mestre, insufficiente per gli standard della seconda serie (e della quasi impossibilità di praticarne un ampliamento, essendo l'impianto totalmente circondato da edifici residenziali), venne deciso di ristrutturare e ampliare (eliminando la pista di atletica) lo Stadio Pierluigi Penzo di Venezia, che dopo 23 anni tornò ad essere il terreno casalingo del club lagunare.

La rinascita, il primo derby degli antiunionisti e il ritorno del Calcio Mestre (1991-2001)[modifica | modifica wikitesto]

A causa del tentativo da parte di Zamparini di ridurre le dimensioni dell'arancione presente sulle maglie e, soprattutto, grazie alla disponibilità dello storico stadio Baracca dopo che la squadra arancioneroverde era tornata allo stadio di Venezia, i fratelli Mognato, imprenditori di Malcontenta, cercano di ridare vita fattivamente al Calcio Mestre, attraverso il "La Malcontenta" che nella stagione 1991-1992 giocata in Eccellenza Veneto diventa ufficialmente Malcontenta-Mestrina. Proprio in quell'anno è possibile registrare il primo derby tra le squadre e i tifosi antiunionisti di Mestre e Venezia, che si ritrovarono in 800 allo stadio Baracca per l'incontro di cartello tra il Calcio Venezia Neroverde e il Malcontenta-Mestrina. Le tifoserie, un tempo accomunate da un odio reciproco, si ritrovarono a fraternizzare esponendo alcuni striscioni passati alla storia con scritte come "bentornato derby" e "meglio pochi ma buoni che servi dei Mercatoni" (quest'ultimo riferimento esplicito ai Mercatone Emmezeta di proprietà del patron Maurizio Zamparini).

Dalla stagione 1992-93, la squadra del Malcontenta-Mestrina tornò ad essere semplicemente Mestre, vincendo nel 1994-95 il Campionato Veneto di Eccellenza e, nella successiva stagione, il Campionato Nazionale Dilettanti. Dopo meno di dieci anni dalla "fusione", il Mestre riapprodava in serie C2 tra i professionisti.

Dopo numerosi campionati tra i professionisti, nella stagione 2000-2001 il Mestre arrivò terzo dopo un'annata da incorniciare. Giocò la semifinale play-off contro la Pro Vercelli, conquistandosi la finale contro la Triestina, ma non riuscì a vincere la sfida con gli alabardati e a tornare in serie C1. Detta partita comunque dimostrò il mai sopito amore dei mestrini per la loro squadra, che gremirono lo Stadio "F. Baracca" in 7000, come negli anni ottanta.

Il fallimento e la rinascita (2002-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Due stagioni dopo, nel 2002-03, dopo un avvicendamento societario "purtroppo caduto in losche mani", la squadra retrocesse in Serie D dopo i play-out persi contro la Pro Vercelli; ma, a causa di problemi finanziari che la portarono al fallimento, non riuscì a prendere parte al successivo campionato, concludendo la sua avventura dopo quasi dieci anni di professionismo.

Grazie alla passione di Primo Marani dalle sue ceneri nacque l'Associazione Sportiva Mestre 2003, costretta a ripartire dalla Terza Categoria. In due anni, grazie a due campionati vincenti la nuova società riuscì a riconquistare la Prima Categoria, categoria nella quale però non giocò, in quanto riuscì ad acquisire i diritti di un'altra società e a salire direttamente nella Promozione.

Nella stagione 2006-2007 la squadra retrocesse sul campo dopo i play-out e l'anno dopo risalì subito. Dalla stagione 2010-2011 milita in Prima Categoria.

A Mestre continuava la sua attività (dal 1962) la squadra dell'EDO Mestre RSM (che dal 2006 aveva in gestione lo stadio Baracca) e che militava nel campionato di Eccellenza Veneto (ben 18 stagioni su 23), società che nel 2014 viene ristrutturata (dalla famiglia Luppari ad un gruppo di mestrini titolari anche della registrazione del marchio dell'AC Mestre) e ridenominata "Mestrina FC 1929" cambiando anche i colori sociali da gialloblu ad arancionero, con il progetto di riportare in auge i colori e la squadra cittadina. Contemporaneamente, l'imprenditore Stefano Serena faceva il suo ingresso nell'apparato societario dell'AC Mestre - militante in Prima Categoria - con gli stessi propositi. Le due società iniziarono dunque un dialogo collaborativo in vista di "una migliore unica sistemazione" da realizzarsi la stagione successiva. Nei rispettivi campionati 2014-15 la Mestrina gioca la finale di Coppa Italia di categoria (perdendola a Mirano il 4 gennaio) e sfiora i playoff, mentre l'AC Mestre vince la coppa di categoria (che le varrà poi la promozione-ripescaggio in Promozione).

Nel giugno 2015 si susseguono una serie di complesse vicende societarie che sfruttano le disposizioni ammesse dalle NOIF (norme organizzative interne federali) della FIGC, ma talvolta a causa della loro complessità sono fraintese dai non addetti ai lavori. Tali variazioni sono riassunte nel comunicato nr.14 della FIGC Veneto emesso il 31 luglio 2014. La società mestrina muta la propria sede sociale trasferendosi a Spinea e cambiando il proprio nome in FC Spinea 1966 (matricola federale inalterata), la società Mestrina 1929 Football Club, l'altra squadra di Mestre, militante nel girone B dell'Eccellenza Veneto trasferisce la propria sede a Mogliano Veneto e muta il proprio nome in FC Union Pro (mantenendo la matricola federale della Mestrina 1929 ex EDO Mestre RSM 1962) e infine l'Union Pro di Mogliano si trasferisce a Mestre cambiando il proprio nome in Associazione Calcio Mestre. Quest'ultima squadra, che mantiene la vecchia matricola federale della squadra moglianese, militerà in Serie D, ottenendo di fatto la partecipazione di una squadra mestrina alla Serie D 2015-2016, 20 anni dopo l'ultima volta.[5][6]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Società Sportiva Dilettantistica Associazione Calcio Mestre
  • 1927 - Dalla fusione tra Associazione Calcio Mestre, Mestre Foot Ball Club e i club ULIC Spes e Libertas nasce l'Unione Sportiva Mestrina.
  • 1927-28 - 2° nel girone C della Terza Divisione Veneta. La Mestrina è successivamente ammessa alla Seconda Divisione Nord.
  • 1928-29 - 6° nel girone F della Seconda Divisione Nord.
  • 1929-30 - 10° nel girone D della Seconda Divisione Nord.

  • 1930-31 - 3° nella Seconda Divisione Giuliana, 1° nel girone C delle finali. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Divisione.
  • 1931-32 - 10° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1932-33 - Si ritira alla 5ª giornata di ritorno del girone C della Prima Divisione.
  • 1933 - Riammessa in Prima Divisione, non si iscrive al campionato: club inattivo.
  • 1934 - Il club viene rifondato e assume la denominazione Associazione Fascista Calcio Mestre; si iscrive al campionato di Terza Divisione Veneta.
  • 1934-35 - 2° nel girone A della Terza Divisione Veneta, 2° nel girone finale veneto. Ammesso alla nuova Prima Divisione Veneta.
  • 1935-36 - 9° nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1936-37 - 8° nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1937-38 - 2° nel girone A della Prima Divisione Veneta, 1° al girone finale. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1938-39 - 9° nel girone A di Serie C per peggior quoziente reti.
  • 1939-40 - 2° nel girone A di Serie C.

  • 1940-41 - 8° nel girone A di Serie C.
  • 1941-42 - 7° nel girone A di Serie C per peggior quoziente reti.
  • 1942-43 - 9° nel girone B di Serie C.
  • 1943-44 - 5° nel girone A Veneto del Campionato Misto di Guerra.
  • 1944-45 - Club inattivo per motivi bellici.
  • 1945 - Ricostituzione del club con la nuova denominazione Unione Sportiva Mestrina; cambia il colore sociale marrone con l'arancione, essendo le divise in tale tinta le uniche reperibili a buon prezzo sul mercato.
  • 1945-46 - 1° nel girone B di Serie C Alta Italia, 1° nel girone A delle semifinali, vince la finale contro l'Asti. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1946-47 - 18° nel girone B di Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1947-48 - 1° nel girone H della Lega Nord di Serie C. Ammesso in Serie C nazionale.
  • 1948-49 - 4° nel girone B di Serie C.
  • 1949-50 - 14° nel girone B di Serie C, vincendo gli spareggi con Pro Gorizia e Luparense.

  • 1950-51 - 11° nel girone B di Serie C.
  • 1951-52 - 12° nel girone B di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-53 - 2° nel girone C della IV Serie.
  • 1953-54 - 2° nel girone D della IV Serie.
  • 1954-55 - 1° nel girone C della IV Serie, vince la finale del Nordest contro la Marzoli. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C. Perde al sorteggio[7] la finale per il titolo col BPD Colleferro.
  • 1955-56 - 13° in Serie C.
  • 1956-57 - 6° in Serie C.
  • 1957-58 - 16° in Serie C.
  • 1958-59 - 14° nel girone A di Serie C.
  • 1959-60 - 15° nel girone A di Serie C.

  • 1960-61 - 9° nel girone A di Serie C.
  • 1961-62 - 3° nel girone A di Serie C.
  • 1962-63 - 4° nel girone A di Serie C.
  • 1963-64 - 10° nel girone A di Serie C.
  • 1964-65 - 12° nel girone A di Serie C.
  • 1965-66 - 15° nel girone A di Serie C.
  • 1966-67 - 17° nel girone A di Serie C, Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D.
  • 1967 - Riammessa in serie C dalla FIGC.
  • 1967-68 - 20° nel girone A di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D.
  • 1968-69 - 7° nel girone C di Serie D.
  • 1969-70 - 6° nel girone C di Serie D.

  • 1970-71 - 9° nel girone C di Serie D.
  • 1971-72 - 2° nel girone C di Serie D.
  • 1972-73 - 3° nel girone C di Serie D.
  • 1973-74 - 1° nel girone C di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1974-75 - 19° nel girone A di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D.
  • 1975-76 - 6° nel girone C di Serie D.
  • 1976-77 - 2° nel girone C di Serie D.
  • 1977-78 - 2° nel girone C di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1978-79 - 7° nel girone C di Serie C2.
  • 1979-80 - 5° nel girone B di Serie C2.

  • 1980 - L'U.S. Mestrina cambia denominazione in Associazione Calcio Mestre.
  • 1980-81 - 4° nel girone B di Serie C2.
  • 1981-82 - 2° nel girone B di Serie C2 battendo allo spareggio la Vigor Senigallia. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
  • 1982-83 - 16° nel girone A di Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C2.
  • 1983-84 - 3° nel girone B di Serie C2.
  • 1984-85 - 8° nel girone B di Serie C2.
  • 1985-86 - 9° nel girone B di Serie C2.
  • 1986-87 - 3° nel girone B di Serie C2.
  • 1987 - L'A.C. Mestre viene acquistata da Maurizio Zamparini, già presidente del Venezia, che fonde le due realtà societarie: nasce l'Unione Calcio Venezia-Mestre. Due anni dopo il nome Mestre sparisce dalla denominazione del club.

  • 1991 - L'Unione Sportiva La Malcontenta (6ª nel girone B della Promozione Veneto) cambia denominazione in Unione Sportiva Malcontenta-Mestrina
  • 1991-92 - 5° nel girone A dell'Eccellenza Veneto.
  • 1992-93 - 12° nel girone B dell'Eccellenza Veneto.
  • 1993 - L'U.S. La Malcontenta-Mestrina cambia denominazione in Mestre Calcio.
  • 1993-94 - 6° nel girone B dell'Eccellenza Veneto.
  • 1994-95 - 1° nel girone B dell'Eccellenza Veneto, Green Arrow Up.svg promosso al C.N.D.
  • 1995-96 - 1° nel girone D del C.N.D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1996-97 - 10° nel girone A di Serie C2.
  • 1997-98 - 9° nel girone A di Serie C2.
  • 1998-99 - 9° nel girone B di Serie C2.
  • 1999-00 - 9° nel girone B di Serie C2.

  • 2000-01 - 3° nel girone A di Serie C2, perde la finale play-off promozione contro la Triestina.
  • 2001-02 - 12° nel girone B di Serie C2.
  • 2002-03 - 14° nel girone A di Serie C2, perde i play-out contro la Pro Vercelli. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie D.
  • 2003 - Il Mestre Calcio fallisce: la tradizione sportiva passa alla neonata Associazione Sportiva Mestre, che si iscrive in Terza Categoria
  • 2003-04 - 2° nel girone A Veneziano di Terza Categoria. Green Arrow Up.svg Promosso in Seconda Categoria Veneto vincendo i play-off provinciali.
  • 2004 - L'A.S. Mestre cambia denominazione in Associazione Calcio Mestre.[8]
  • 2004-05 - 1° nel girone M della Seconda Categoria.
  • 2005 - LA.C. Mestre si fonde con lAssociazione Calcio Martellago e ne acquisisce la licenza, valida per l'iscrizione in Promozione.
  • 2005-06 - 11° nel girone C della Promozione Veneto.
  • 2006-07 - 13° nel girone C della Promozione Veneto, perde i play-out contro la Miranese. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Categoria.
  • 2007-08 - 4° nel girone G della Prima Categoria Veneto, vince i play-off. Green Arrow Up.svg Promosso in Promozione.
  • 2008-09 - 6° nel girone C della Promozione Veneta.
  • 2009-10 - 12° nel girone D della Promozione Veneta, perde i play-out. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Categoria.

  • 2010-11 - 13° nel girone G della Prima Categoria Veneta.
  • 2011-12 - 3° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2012-13 - 11° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2013-14 - 10° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2014-15 - 3° nel girone H della Prima Categoria Veneta. Vince la Coppa regionale di Prima Categoria. Green Arrow Up.svg Promosso in Promozione.
  • 2015 - L'A.C. Mestre si trasferisce a Spinea e cambia denominazione in Football Club Spinea 1966; contestualmente il Football Club Union Pro sposta la sua sede a Mestre e cambia nome in Società Sportiva Dilettantistica Associazione Calcio Mestre.
  • 2015-16 - nel girone C di Serie D.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa utilizzata fino al 1945.
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La storica divisa arancionera.

Il colore originario dell'allora Unione Sportiva Mestrina era il granata.[9] Durante il secondo conflitto mondiale andarono perdute le divise da gioco e a metà degli anni quaranta si optò per nuove casacche color arancione, tonalità che più di altre si avvicinava al colore originario.[9] Le nuove divise portarono fortuna ai veneti che nel 1946 conquistarono la promozione in Serie B, cosicché la dirigenza fu contraria a ritornare al colore originario.[9]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Francesco Baracca e Stadio comunale (Mogliano Veneto).

Il primo campo da gioco della società mestrina fu un campo attaccato al cinema Concordia e confinante con Piazza Sicilia, che ben presto risultò inadeguato per soddisfare il sempre crescente interesse per il football in città.[10] Dunque, il 9 novembre 1923 la Società Anonima Pro Mestre acquistò un terreno tra la rotonda di Viale Garibaldi e via Ca' Rossa, acquistato a suo tempo nel 1896 dalla Società Veneta di Sport, sul quale venne costruito un impianto adeguato.[10] Lo stadio venne inaugurato il 14 giugno 1925.[10] Il campo da gioco inizialmente era circondato da un velodromo e gli spettatori prendevano posto su una tribunetta in legno.[10] La prima partita ufficiale si svolse nel 1919 tra l'AC Mestre e la Spes, valida per la Coppa Beccari, in memoria di un atleta mestrino caduto in guerra.[10]

Lo stadio fu ceduto dalla Società Anonima Pro Mestre al Comune di Venezia nel 1933, pochi anni dopo l'annessione di Mestre a Venezia.[10] Il record di spettatori è stato stabilito in una partita contro il Padova quando furono venduti oltre 12 000 biglietti.[10] L'impianto ospitò per qualche anno anche le partite dell'Unione Venezia, il sodalizio nato dalla fusione delle due società calcistiche cittadine nel 1987, tornando ad ospitare le gare del nuovo Mestre in seguito alla rifondazione del 1991.[10]

Il Francesco Baracca, che dopo le ristrutturazioni di fine XX/inizio XXI secolo dispone di una capienza di 6 181 posti,[11] è considerato un vero e proprio monumento e simbolo di identità mestrina, di grande importanza per la storia moderna della località,[12] la cui popolazione più volte si mobilitò per evitarne la demolizione[10]

Per la stagione 2015-2016 tuttavia il Mestre, data l'inagibilità dello stadio Baracca (necessitante di lavori di adeguamento), gioca le gare interne allo stadio comunale di Mogliano Veneto.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

La squadra svolge le proprie sedute di allenamento presso il centro sportivo di Zelarino.[5]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società.[5]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Stefano Serena - Presidente
  • Italia Francesco Martucci - Direttore generale
  • Italia Marcello Benedetti - Direttore sportivo

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • fino al 1999 ...
  • 1999-2000 Telethon[13]
  • 2000-2014 ...
  • 2014-2015 nessuno sponsor
  • 2015- ...Mestre a favore dei bambini...!!![14]

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Sulle divise della stagione 2015-2016 il Mestre reca la scritta ...Mestre a favore dei bambini...!!!; ciò nasce dall'impossibilità di associare alla squadra il marchio Unicef, di cui il Barcelona dispone dell'esclusiva.[14]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.C. Mestre e Categoria:Presidenti dell'A.C. Mestre

Di seguito l'elenco degli allenatori e dei presidenti.[15]

Allenatori
Presidenti
  • 1927-1938 ...
  • 1938-1943 Italia Giuseppe Franchin
  • 1943-1946 ...
  • 1946-1950 Italia Angelo Fabbian
  • 1950-1951 Italia Alfonso Allomi
  • 1951-195? Italia Renzo Vidal
  • 195?-1956 Italia Domenico Preo
  • 1956-1957 Italia Lorenzo Fabris
  • 1957-1958 Comitato di reggenza
  • 1958-1961 Italia Casimiro Guarise
  • 1961-1962 Italia Gino Ceccarelle
  • 1962-1963 Italia Ivo Schiavon
  • 1963-1964 Italia Giovanni Bolgan
  • 1964-1965 Comitato di reggenza
  • 1965-19?? Italia Tiziano Longhin[N 1]
  • 1991-1992 Italia Renzo e Luciano Mognato
  • 1992-1993 Italia Luigi Liotto
  • 1993-1999 ...
  • 1999-2000 Italia Luigi Dalla Costa
  • 2000-2003 ...
  • 2003-2014 Italia Primo Marani
  • 2014- Italia Stefano Serena
Annotazioni
  1. ^ Commissario straordinario.

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C. Mestre

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Promozione 3 1919-1920 1921-22 3
Serie B 1 1946-1947 1
Seconda Divisione 1 1928-1929 29
Prima Divisione 2 1931-1932 1932-1933
Serie C 25 1938-1939 1974-1975
Serie C1 1 1982-1983
Seconda Divisione 1 1929-1930 29
IV Serie 3 1952-1953 1954-1955
Serie D 10 1968-1969 2015-2016
Serie C2 15 1978-1979 2002-2003
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1995-1996 7

Nel conteggio della Serie C sono considerate le prime annate in Prima Divisione, la C unica, la C1 e la C2. Sono escluse le annate prima del 1928, quelle dal 1933 al 1938, dal 1987 al 1995 e dal 2003 al 2015, nelle quali il Mestre ha partecipato ai tornei del Comitato Regionale Veneto o fu inattivo.

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[33][modifica | modifica wikitesto]

Il principale gruppo ultras mestrino nacque una sera del febbraio 1986, con il nome di "Gruppo Autonomo Head Out Mestre".[34] Lo scopo della fondazione del gruppo era essenzialmente riportare l'entusiasmo in una piazza delusa in seguito alla retrocessione in Serie C1.[34] Gli Head Out non ebbero vita facile poiché solo un anno dopo la nascita si concretizzò la tanto criticata quanto controversa fusione tra la Mestrina e l'allora Calcio Venezia.[34] Sempre nel 1987, i gruppi ultras mestrini, dunque gli Head Out e i "Tower Supporter" decisero di seguire le sorti del Basket Mestre, che tuttavia sparì dal panorama cestistico nazionale nel 1989.[34] Da quel momento in poi gli Head Out cominciano a seguire le sorti delle principali società mestrine impegnate nei più svariati campi;[34] nel 1988 è la volta del FavaroMestre mentre nel 1989, sempre affiancati dai Tower Supporter, viene sostenuta la Voltan Volley Mestre, che conquista la promozione in Serie A2.[34] Nello stesso anno si svolge il secondo referendum per la scissione dei comuni di Mestre e Venezia: gli ultras sono parte attiva della campagna di sensibilizzazione per il Si, tuttavia il quorum non darà il risultato sperato.[34][35]

Nel 1991 rinasce il calcio a Mestre, con la nuova Malcontenta-Mestrina, che prende parte al campionato di Eccellenza.[34] Nel girone è inserito anche il Calcio Venezia Neroverde, formazione nata per volere dei sostenitori veneziani anti-unionisti;[34] il 21 ottobre 1991 dunque ritorna il derby della Serenissima allo stadio Baracca, che sarà partecipato da oltre 800 spettatori. Le due curve per l'occasione fraternizzano, unite dal sentimento di risentimento verso la fusione avvenuta 4 anni prima.[34]

Nel febbraio 1994 si svolge il terzo referendum per l'indipendenza di Mestre. Anche in questo caso, gli Head Out spingono per la scissione, che tuttavia non verrà raggiunta.[34][35] Nella stagione 1994-1995 le principali formazioni mestrine trionfano nei propri campionati e gli head Out verranno affiancati dagli "Ultras Mestre", che fanno il loro debutto in curva Oberdan nella partita contro il Mogliano.[34] Nel 1997 si ripresenta lo spettro di una fusione fra una formazione metrina e una veneziana, questa volta in ambito cestistico fra i Bears Mestre e la Reyer Venezia, scongiurata dall'intervento del ultras mestrini.[34]

Gli ultras mestrini in curva Oberdan durante un derby col Venezia degli anni ottanta.

Con l'avvento del nuovo millennio, gli Head Out istituiscono una sezione dedicata alle nuove generazioni, i Giovanissimi, e nasce la sezione di Oriago.[34] In seguito al fallimento avvenuto nel 2003, i gruppi in curva si ritirano e dall'unione di intenti di alcuni ultras nasce la "Brigata Ultrà" (2004).[36] Altro gruppo da segnalare gli "Irriducibili Mestre 1929", che a differenza di altre fazione rifiutarono di seguire società mestrine diverse da quella storica anche durante il suo periodo più buio.[37] Dal 2014-15 con la Mestrina 1929 (ex EDO) che gioca allo Stadio Francesco Baracca, si forma un nuovo gruppo di tifosi, che decide il nome di "orange insanity".

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria mestrina sostiene dei gemellaggi con gli ultras della Maceratese,[37][38] del Legnano[37] e del Chioggia Sottomarina[37]. Il capitolo rivalità è invece più districato. La principale è sicuramente quella con i concittadini del Venezia;[39] mestrini e veneziani risultano spesso, per le ragioni più svariate, in conflitto da sempre, sia per ragioni di puro campanile sia di interesse politico che ovviamente sportivo.[35][39] Tuttavia, in seguito alla fusione avvenuta nel 1987, le due fazioni si trovarono in certe occasioni a fraternizzare, unite dal risentimento comune.[34]

Altra rivalità storica è quella con i trevigiani; anche in questo l'astio affonda le proprie radici nel campanilismo storico fra le due città.[40][41] Con la tifoseria del Padova la rivalità si sviluppò nel 2001 e fu caratterizzata subito da cruenti scontri fra le due fazioni.[38][42]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In attesa della ristrutturazione dello Stadio Francesco Baracca di Mestre
  2. ^ Comunicato Ufficiale n° 59 del 13/11/2015 (PDF), http://www.lnd.it/, 13 novembre 2015. URL consultato il 31 dicembre 2015.
  3. ^ a b c De Min, 1990, op. cit.
  4. ^ a b c Zane, 2008, op. cit.
  5. ^ a b c COMUNICATO UFFICIALE CONGIUNTO FC UNION PRO E AC MESTRE, www.fcunionpro.com, 11 giugno 2015.
  6. ^ COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO UNION PRO-AC MESTRE, www.mestrecalcio.it, 11 giugno 2015.
  7. ^ Effettuato tramite lancio di una monetina con scelta "testa" o "croce".
  8. ^ SOCIETÀ, http://acmestre.com/. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  9. ^ a b c Le maglie andarono perdute in guerra: così si passò dal granata all'arancione, http://www.ilgazzettino.it/, 10 agosto 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  10. ^ a b c d e f g h i LA STORIA DELLO STADIO DI MESTRE, http://www.falquidellastrada.it/, 22 luglio 2009. URL consultato il 26 agosto 2015.
  11. ^ Stadio Francesco Baracca, http://www.comune.venezia.it/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  12. ^ Stadio “Baracca”, la partita si gioca anche sulla dignità della città di Mestre, http://www.bellatisindaco.it/, 6 maggio 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  13. ^ a b Mestre 1999-2000, https://www.facebook.com, 21 giugno 2015. URL consultato il 25 agosto 2015.
  14. ^ a b c Calcio. Storia e solidarietà nella nuova maglia dell’Ac Mestre, http://nuovavenezia.gelocal.it/, 28 luglio 2015. URL consultato il 25 agosto 2015.
  15. ^ Calcio Mestre, http://www.calciovenezia.com/, 27 agosto 2015.
  16. ^ Agendina Barlassina, 1939, p. 112
  17. ^ Agendina Barlassina, 1940, p. 124
  18. ^ Agendina Barlassina, 1941, p. 125
  19. ^ Almanacco Rizzoli, 1951, p. 190
  20. ^ Almanacco Rizzoli, 1952, p. 190
  21. ^ Serie B e Serie C: protagonisti e comprimari, da Corriere dello Sport, 219 (XXXVI), 14 settembre 1955, p. 3
  22. ^ Sandro Puppo, gentiluomo del calcio, Libertà, 18 ottobre 1986, pag.21
  23. ^ Almanacco Carcano, 1968, p. 231
  24. ^ Almanacco Carcano, 1969, p. 255
  25. ^ Trevisan allenatore del Potenza, Libertà, 1º novembre 1968, pag.9
  26. ^ Almanacco Panini, 1971, p. 310
  27. ^ Almanacco Panini, 1972, p. 311
  28. ^ Almanacco Panini, 1973, p. 312
  29. ^ Almanacco Panini, 1975, p. 285
  30. ^ Samb a Rumignani, la prima volta arrivò con Novali, http://www.rivieraoggi.it/, 20 aprile 2009. URL consultato il 26 agosto 2015.
  31. ^ Almanacco Panini, 1985, p. 301
  32. ^ Almanacco Panini, 1987, p. 344
  33. ^ Niero, 1996, op. cit.
  34. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Storia: Head Out Mestre '86, http://www.ultrasinside.it/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  35. ^ a b c Venezia-Mestre, niente divorzio, http://ricerca.repubblica.it/, 17 novembre 2003. URL consultato il 26 agosto 2015.
  36. ^ Storia Brigata Ultrà, http://digilander.libero.it/brigataultramestre/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  37. ^ a b c d Gli "Irriducibili": «Simpatia si, ma per noi esiste solo Mestre», http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/, 21 settembre 2003. URL consultato il 26 agosto 2015.
  38. ^ a b LA GENESI: IL CLUB MAGICO PADOVA, http://tribunafattori.altervista.org/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  39. ^ a b Zamparini: «La fusione? Che fesseria», http://nuovavenezia.gelocal.it/, 2 luglio 2012. URL consultato il 26 agosto 2015.
  40. ^ Derby ad alto rischio: il Treviso a Mestre senza tifosi, http://tribunatreviso.gelocal.it/, 29 gennaio 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  41. ^ Tifosi aggrediti, caccia agli ultras violenti, http://nuovavenezia.gelocal.it/, 4 novembre 2014. URL consultato il 26 agosto 2015.
  42. ^ La tifoseria del Padova…, http://www.pianetaempoli.it/, 23 febbraio 2013. URL consultato il 26 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Agendina del Calcio Barlassina 1939-1940, Venezia, Assicurazioni Generali Venezia, 1939.
  • Agendina del Calcio Barlassina 1940-1941, Venezia, Assicurazioni Generali Venezia, 1940.
  • Agendina del Calcio Barlassina 1941-1942, Venezia, Assicurazioni Generali Venezia, 1941.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1951, Milano, Rizzoli edizioni, 1951.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1952, Milano, Rizzoli edizioni, 1952.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1968, Carcano edizioni, 1968.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1969, Carcano edizioni, 1969.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1971, Modena, Panini s.p.a., 1971.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1972, Modena, Panini s.p.a., 1972.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1973, Modena, Panini s.p.a., 1973.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1975, Modena, Panini s.p.a., 1975.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1985, Modena, Panini s.p.a., 1985.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1987, Modena, Panini s.p.a., 1987.
  • Augusto Berton, Vito Caon, Mestre, 1999.
  • Claudio De Min, Cinquantanove anni di storia del calcio Mestre, Mestre, Comune di Venezia. Assessorato allo Sport, 1990.
  • Giovanni Niero, Head Out Mestre: 10 anni della nostra storia, Mestre, Giovanni Niero, 1996.
  • Umberto Zane, Un ruggito lungo un secolo, cento anni di calcio a Venezia e a Mestre, Venezia, Matteo Editore, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]