Cartigliano

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Cartigliano
comune
Cartigliano – Stemma Cartigliano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Guido Grego (lista civica Un'amministrazione per tutti) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 45°43′N 11°42′E / 45.716667°N 11.7°E45.716667; 11.7 (Cartigliano)Coordinate: 45°43′N 11°42′E / 45.716667°N 11.7°E45.716667; 11.7 (Cartigliano)
Altitudine 86 m s.l.m.
Superficie 7,38 km²
Abitanti 3 802[1] (31-5-2017)
Densità 515,18 ab./km²
Comuni confinanti Bassano del Grappa, Nove, Pozzoleone, Rosà, Tezze sul Brenta
Altre informazioni
Cod. postale 36050
Prefisso 0424
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024025
Cod. catastale B844
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Cartiglianesi
Patrono Oswald di Northumbria, San Simone e san Giuda
Giorno festivo 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cartigliano
Cartigliano
Cartigliano – Mappa
Posizione del comune di Cartigliano all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Cartigliano (Cartijàn in veneto) è un comune italiano di 3 802 abitanti[1] della provincia di Vicenza in Veneto, a 6 km da Bassano del Grappa e 27 da Vicenza, sulla riva sinistra del fiume Brenta.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome deriva da "fundus Cartilianus", cioè fondo della gens Cartilia, famiglia dedita alla fabbricazione di laterizi. Nel 589 una piena, che cambiò il corso del Medoacus - così veniva chiamato il Brenta - (prima scorreva a est di Cartigliano), allagò buona parte del territorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Presso il paese si svolse una battaglia sanguinosa fra Berengario e gli Ungari. Questi calarono in Italia nell'899; Berengario li affrontò sulle rive dell'Adda e li costrinse a retrocedere fino al Brenta.

Gli Ungari, vistisi a mal partito, offrirono la resa, ma il sovrano rifiutò e fu la sua rovina. Infatti i barbari lo affrontarono, con la forza della disperazione, "ad vadum Ungherorum", cambiato più tardi in "vadum Teutonicorum", ne massacrarono l'esercito.

Era il 24 settembre dell'899: mentre i soldati di Berengario bivaccavano tranquillamente a Cartigliano, gli Ungari assalirono all'improvviso e con estrema decisione il campo che, dopo una sanguinosissima lotta, cadde nelle loro mani. L'esercito italiano andò quasi completamente distrutto con un vero e proprio massacro. Resi baldanzosi dalla vittoria, gli Ungari tornarono a saccheggiare l'Italia settentrionale, una città dietro l'altra, Treviso, Vicenza, Bergamo, Vercelli e si spinsero fino al Gran San Bernardo. Al ritorno scesero e misero a sacco Modena, Reggio, incendiarono Nonantola e predarono Bologna.

Il paese è citato nel 1085 in una donazione al monastero di Santa Eufemia di Treviso. Appartenne ai vescovi di Vicenza e fu feudo degli Ezzelini. Dopo la loro caduta nel 1260, seguì le sorti di Bassano del Grappa ma con una sua autonomia territoriale tant'è che nel 1278 si rivolgeva al Podestà di Padova per risolvere una disputa dei confini con il comune di Bassano del Grappa

La Chiesa parrocchiale ricordata nel secolo XII, fu rimaneggiata agli inizi del Seicento e ampliata verso la fine dell'Ottocento. Il braccio sinistro del transetto, che era l'antico presbiterio, è decorato ad affreschi di Jacopo Bassano e figli (1575): "Santi Pietro e Paolo", "Sacrificio di Isacco", "Cacciata dal Paradiso", "Crocifissione"; nelle vele: "Dottori della Chiesa". All'altare si trova una pala di Bartolomeo Montagna: "Madonna e Santi con Padre Eterno e angeli" (1500 circa).

A Cartigliano il 24 settembre 1863 Francesco V d'Este, ultimo Duca di Modena, sciolse ufficialmente la Brigata Estense nel cortile antistante Villa Morosini Cappello. La cerimonia fu documentata fotograficamente dal veneziano Fortunato Antonio Perini e le fotografie scattate furono fra le prime fatte in Veneto ed in Italia; copie delle foto sono conservate presso il Fotomuseo Panini

Per l'occasione a Vienna fu coniata una medaglia commemorativa che fu distribuita alle Guardie Nobili d'Onore, agli ufficiali, ai sottufficiali ed ai soldati che erano rimasti fedeli a Francesco V d'Este negli ultimi quattro anni, dopo che il Duca era stato costretto ad allontanarsi da Modena, rifugiandosi nei territori austroungarici del Lombardo Veneto. Per questi motivi fu detta "medaglia dell'emigrazione". Una di queste medaglie è visibile presso il Museo Civico del Risorgimento di Modena.

All'atto dello scioglimento, la brigata contava 2.722 effettivi ancora arruolati, di cui ben 1.111 (156 ufficiali e 955 militari di truppa) chiesero ed ottennero di entrare a far parte della Imperial Regia Armata Austriaca.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesetta di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Degna di nota è la chiesetta di San Giorgio, sita in località San Giorgio a nord di Cartigliano al confine con il comune di Bassano del Grappa (di proprietà della famiglia Zampese, visitabile).
È un'antica cappella, dipendente dalla pieve di Santa Maria in Colle a Bassano del Grappa, dove si organizzò la prima vita civile e religiosa della comunità composta dalla popolazione longobarda che si era stabilita nel territorio.
Alcuni storici la fanno risalire ad alcuni secoli prima dell'anno mille, ma è nel 1262 che per la prima volta viene citata come bene degli Ezzelini a Cartigliano.
La chiesa presenta una facciata principale con un affresco di San Giorgio a cavallo con al suo fianco una principessa con la corona sul capo.

Villa Morosini-Cappello[modifica | modifica wikitesto]

La Villa Morosini-Cappello, attualmente sede municipale, fu costruita dopo il 1581 dalla famiglia Morosini, una delle più antiche e prestigiose della Serenissima Repubblica di Venezia, su progetto di Francesco Zamberlan,[2] tuttavia né la data né il nome dell'architetto sono certi. L'aspetto più originale della villa è un corpo centrale, rettangolare e su due piani.

Al piano terra la costruzione presenta un porticato e al piano nobile una loggia ionica che, per magnificenza, non ha paragoni nella storia delle ville venete. Sia il porticato che la loggia si svolgono su tutti i lati. Al centro dei lati lunghi aggettano due avancorpi, uno verso l'area privata e l'altro verso il Brenta, che scorre poco lontano, caratteristica questa che ne fa l'unica villa veneta "bifacciale". Dalla loggia posta al piano nobile si poteva spaziare con lo sguardo sui possedimenti che la famiglia veneziana aveva in zona, costituiti da oltre 1000 campi, mulini e stabilimenti per la bachicoltura. L'avancorpo della facciata è sormontato da un attico frontonato. Questa villa presenta, sia nell'esterno che nell'interno, soluzioni che, pur presupponendo l'esperienza palladiana, sono del tutto nuove e originali, per cui è destinata a rimanere un episodio architettonico isolato e irripetuto.

Il complesso architettonico della villa comprende un ampio giardino racchiuso da due edifici a barchessa e da un lungo muro perimetrale, interrotto ad oriente da due pilastri che ne segnano l'ingresso, e diviso a metà dalla strada principale del paese e le barchesse, dove i rispettivi lati est sono stati adibiti ad abitazioni private.

Parco faunistico Cappeller[modifica | modifica wikitesto]

Il parco faunistico Cappeller è un parco di 40000 m2, che ospita al suo interno centinaia di specie di animali, per i quali è stato ricreato un habitat ideale. Un'oasi di verde che è anche un apprezzatissimo orto botanico con più di 500 specie di essenze arboree.

Tumulo degli Ungari[modifica | modifica wikitesto]

Luogo di sepoltura dei caduti della battaglia dell'899 sito in via Rive.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

La "Cuccagna dei Morosini" è uno spettacolo, in dialetto veneto, che racconta la storia del paese con 250 personaggi in costume d'epoca. Dall'arrivo dei Romani, alla loro cacciata da parte degli Ungari, dalla tirannide ezzeliniana all'arrivo dei Nobili Veneziani nella splendida cornice di Villa Morosini Cappello, testimone immobile dello scorrere del tempo.
La rievocazione si sviluppa in grandi quadri di vita quotidiana, nel palcoscenico naturale del parco di Villa Morosini Cappello, che fa da cornice allo splendido palazzo cinquecentesco. La Cuccagna dei Morosini è stata ideata e scritta da Raffaello Sorio Bonato.

  • Nella settimana comprendente il 5 agosto si tiene la sagra dedicata al patrono Sant'Osvaldo.
  • A metà settembre si svolge la Marcia Panoramica Villa Cappello.

Persone legate a Cartigliano[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ungheria Kimle (nel corso del 2006 gli è stata dedicata una via)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Cartigliano che milita nel girone B veneto di Eccellenza. I colori sociali sono il bianco ed il blu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2017.
  2. ^ http://www.comune.cartigliano.vi.it/indexa5f5.html?sezione=tabella.villa_morosin Comune di Cartigliano - Villa Morosini
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN238163135
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