Pozzoleone

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Pozzoleone
comune
Pozzoleone – Stemma
Pozzoleone – Veduta
Chiesa Parrocchiale di S.Maria e S.Valentino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
SindacoGiada Scuccato dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate45°38′58″N 11°40′28″E / 45.649444°N 11.674444°E45.649444; 11.674444 (Pozzoleone)Coordinate: 45°38′58″N 11°40′28″E / 45.649444°N 11.674444°E45.649444; 11.674444 (Pozzoleone)
Altitudine56 m s.l.m.
Superficie11,26 km²
Abitanti2 775[2] (31-12-2015)
Densità246,45 ab./km²
FrazioniFriola, Scaldaferro[1]
Comuni confinantiBressanvido, Carmignano di Brenta (PD), Cartigliano, Cittadella (PD), Nove, San Pietro in Gu (PD), Sandrigo, Schiavon, Tezze sul Brenta
Altre informazioni
Cod. postale36050
Prefisso0444
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT024082
Cod. catastaleG957
TargaVI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 400 GG[3]
Nome abitantipozzoleonesi
Patronosan Valentino
Giorno festivo14 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pozzoleone
Pozzoleone
Pozzoleone – Mappa
Posizione del comune di Pozzoleone all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Pozzoleone (Posoeon /posoe'oŋ, posole'oŋ/ in veneto) è un comune italiano di 2 775 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune originariamente si estendeva su un'area paludosa e malsana che, grazie alla paziente ma costante opera dei monaci benedettini, fu risanata e bonificata. Attualmente il terreno è particolarmente fertile e ben sfruttato in agricoltura, principalmente con prati stabili irrigui che consentono la produzione di foraggio, in funzione dell'allevamento bovino e la conseguente produzione di formaggio Grana Padano e Asiago.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, dalle sue origini fino metà dell'Ottocento, si chiamava semplicemente "Pozzo", traduzione del latino "Putheum". Su richiesta del sindaco del tempo - che lo voleva distinguere da altre località con lo stesso nome - un regio decreto del 18 agosto 1867 decretò la trasformazione del nome in Pozzoleone. L'aggiunta prese spunto dal sigillo parrocchiale che, fin dal medioevo, raffigurava un leone accanto ad un pozzo[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tela di San Valentino del 1707 conservata nella chiesa parrocchiale di Pozzoleone, attribuibile al pittore Veneziano Antonio Arrigoni
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

L'abitato di Pozzo viene citato per la prima volta nel 1262 quando il comune di Vicenza, per recuperare i beni che erano stati incamerati da Ezzelino, fece un elenco dei villaggi nel suo distretto. Tra le 46 ville facenti parte del quartiere di Santo Stefano si trovava anche Putheum[5]. Verso la metà del Trecento il territorio di Pozzo fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Marostica e tale rimase, anche sotto la dominazione viscontea e veneziana, sino alla fine del XVIII secolo[6]. Per la Frazione di Friola ricca di storia e legata alle vicende storiche degli Ezzelini vedi pagina apposita.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nel capoluogo, attualmente si trovano

  • La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria e San Valentino. Al suo interno si trovano il pregevole organo costruito da Giovanni Battista De Lorenzi nel 1883, il tabernacolo e il fonte battesimale, entrambi in marmo e costruiti nel seicento, e tre tele settecentesche: la tela raffigurante S. Valentino è attribuibile al pittore veneziano Antonio Arrigoni; le altre due invece sono del pittore bassanese Francesco Trivellini raffiguranti la Risurrezione di Cristo e la Madonna Assunta.
  • A distanza di circa un chilometro dalla parrocchiale si trova la chiesa, non più adibita al culto, dedicata a San Valentino, a suo tempo costruita dai monaci benedettini e attualmente interessata da un restauro conservativo.

Nella frazione Scaldaferro vi è il Santuario della Madonna Salute degli Infermi (Virgo Salus Infirmorum).

La sua origine risale ad un piccolo affresco del 1665, dipinto sul muro esterno di una stalla, che raffigura la Vergine con il grembiule viola - come un'infermiera celeste - che copre il manto da regina. La devozione popolare fece sì che la nicchia con l'affresco venisse trasformata in una piccola edicola e successivamente, nel 1715, in un tempietto ottagonale edificato dalla famiglia veneziana dei nobili Venier, che avevano i loro possedimenti in queste terre.
Tra il 1910 e il 1923, in seguito all'afflusso dei pellegrini richiamati dalla fama dei miracoli, la chiesa fu ingrandita. Nel 1954 fu eretta in parrocchia autonoma e dal 1993 affidata alla congregazione dei padri marianisti. Degni di rilievo sono il noto Presepio Biblico Don Giulio dall'Olmo ed il Mosaico di Padre Rupnik[7].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il profilo artistico nel capoluogo è ancora oggi possibile vedere, in via Vittorio Emanuele, la villa seicentesca dei conti Capra, la quale per trapassi ereditari fu divisa in due blocchi già nel Settecento ed è ora di proprietà delle famiglie Carli e Dalla Via. In via Vegra di sopra si trova Villa Gonzato, interessante dal punto di vista storico e artistico in quanto è ancora ben visibile la ex torre ghibellina della seconda metà del '300, modificata nella seconda metà del '500 per trasformarla da uso difensivo ad uso abitativo; da notare che sono ancora ben visibili le merlature ghibelline, inglobate nella struttura attuale e coperte da un tetto; interessanti gli affreschi interni[8].
In Località Belvedere degna di nota è la villa Condestaule.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Friola vi è una scuola dell'infanzia (privata), nel capolugo una primaria e una secondaria inferiore[10].

Nel capoluogo vi è anche la Biblioteca civica, che fa parte della rete di biblioteche vicentine.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Fiera di San Valentino[modifica | modifica wikitesto]

Importante per il paese di Pozzoleone è la Fiera di San Valentino, molto nota anche nella provincia.
La festa è già citata in un documento del 1517 quando l'allora parroco don Gianantonio Priante, tra le sue carte notarili lasciò anche una specie di rendiconto delle entrate e uscite di quell'anno e in una delle voci compare anche la conta dei soldi spesi per la festa, tra i quali spiccano 2 troni e 10 marchetti per il pesse per la festa de S. Valentin e 3 troni per il pan per dita festa.

La fiera fino al 1955 si svolgeva attorno all'antica chiesetta di San Valentino situata a nord del paese, mentre dal 1956 si è trasferita nel centro del paese e si svolge in febbraio nella due domeniche a cavallo del giorno di San Valentino. Nei secoli scorsi, venditori ambulanti convenivano qui per vendere cibarie e rudimentali attrezzi agricoli ai pellegrini che qui giungevano per pregare davanti al quadro del santo. Altri vendevano oggetti di vimini e c'era perfino chi, partendo con la carriola dalla Bassa Padovana, giungeva fin qui per vendere fave cotte. Sulle bancarelle si potevano trovare anche i lacci di ramo di salice per legare le viti giacché, proprio in questi giorni iniziava la potatura.

Attualmente questa manifestazione è una grande mostra mercato di attrezzi e macchine agricole, auto, animali, attrezzature campionarie, attrezzi d'epoca e con oltre 300 bancarelle da far cornice. Non mancano inoltre gli ormai abituali spettacoli di contorno come il ballo liscio e numerosi stand gastronomici.

Sagre e altre manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcia "La Brentana", si svolge in aprile.
  • Sagra paesana di Friola, si svolge a fine maggio.
  • Festa Paesana di Pozzoleone, si svolge nella terza settimana di giugno.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Scaldaferro è nota per il presepio che rappresenta fedelmente la scenografia della Palestina nel periodo della nascita di Gesù. Il presepio viene allestito nel locale santuario mariano dedicato a "Maria salute degli infermi".[11]
Scaldaferro è situata nella parte ovest del territorio comunale e una piccola parte del paese si trova in territorio dei confinanti comuni di Sandrigo e Bressanvido.
  • Friola si trova nella parte settentrionale del territorio, al confine con i comuni di Nove, Tezze sul Brenta e Cartigliano. Con quest'ultimo comune non c'è un collegamento stradale diretto e il confine corre lungo il fiume Brenta.
  • Belvedere è una piccola località tra Friola e Pozzoleone, nella quale si trova la Villa Condestaule, restaurata da poco, un interessante edificio appartenuto ai Benedettini e ora tornato a nuovo splendore.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2014 in carica Giada Scuccato Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Pozzoleone - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  5. ^ Il Regestum possessionum del Comune di Vicenza del 1262.
  6. ^ Antonio Canova e Giovanni Mantese, op. cit., pp. 24-25
  7. ^ Sito del Santuario di Scaldaferro
  8. ^ D.C. Creagh, D.A. Bradley, Radiation in Art and Archeometry, 2000, pag.123.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Scuole dei Comuni italiani
  11. ^ Santuario Mariano di Scaldaferro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Pozzoleone: briciole di storia di paese, i due conflitti mondiali, Vicenza, La serenissima, 2007
  • Antonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Accademia Olimpica, Vicenza, 1979
  • Salvatore Santacroce (a cura di), Santuario Madonna di Scaldaferro: fede arte storia, Cartigliano, 2009
  • Giordano Dellai, Pozzo la Friola e la contrada degli Scaldaferro, Amministrazione comunale di Pozzoleone, 2008
  • Alberto Golin, Ghiaia Brenta nel territorio della Friola, Carmignano di Brenta, Artegrafica Munari, 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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