Monte di Malo

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Monte di Malo
comune
Monte di Malo – Stemma Monte di Malo – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
SindacoMosè Squarzon dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate45°40′N 11°22′E / 45.666667°N 11.366667°E45.666667; 11.366667 (Monte di Malo)Coordinate: 45°40′N 11°22′E / 45.666667°N 11.366667°E45.666667; 11.366667 (Monte di Malo)
Altitudine374 m s.l.m.
Superficie23,75 km²
Abitanti2 837[1] (30-11-2017)
Densità119,45 ab./km²
FrazioniFaedo, Priabona, Campipiani
Comuni confinantiCornedo Vicentino, Malo, San Vito di Leguzzano, Schio, Valdagno
Altre informazioni
Cod. postale36030
Prefisso0445
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT024063
Cod. catastaleF486
TargaVI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 855 GG[2]
Nome abitantimontemaladensi
Patronosan Giuseppe
Giorno festivo19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monte di Malo
Monte di Malo
Monte di Malo – Mappa
Posizione del comune di Monte di Malo all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Monte di Malo (Monte a Mało in veneto) è un comune italiano di 2 837 abitanti[1] della provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Val Leogra § Storia e Storia del territorio vicentino.

Medio Evo[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la zona del Monte di Malo appartenne fino al 1200 al vescovo di Vicenza, il quale nel 1222 la vendette al conte Savino di Malo. Nel 1252 i boschi dell'alto Monte di Malo appartenevano al neo costituitosi comune di Malo che li vendette, in quell'anno, a Bartolomeo di Vito Pagano, già visconte del conte Savino. Nel 1260 le figlie di questi, Lidia e Rainalda, li cedettero al conte di Vicenza Guidone Maltraversi, marito di una delle due uniche figlie del conte Savino. Nel 1281, estintasi la famiglia di Savino e anche il ramo dei Maltraversi con i quali si era imparentata, cessata anche la dominazione padovana durante la quale famiglie di usurai si erano impossessate del territorio, i boschi ritornarono al Comune di Malo[3].

Dopo il 1311, durante la signoria scaligera, l'amministrazione civile fu organizzata in vicariati e la comunità rurale di Monte di Malo, insieme a tutta la fascia collinare, dipese dal comune di Malo, sede di uno tra gli 11 vicariati maggiori del territorio vicentino[4]. Nel 1322 Bailardino Nogarola, podestà di Vicenza per conto di Cangrande della Scala, concesse alle genti di lingua tedesca che abitavano oltre il torrente Giara o Livergon ampia autonomia e diversi privilegi, fatti salvi gli oneri verso il comune di Vicenza[3].

Nel 1374 il comune di Malo vendette i boschi del monte, buona parte dei quali a quel tempo era già ridotta a coltura, al medico Franceschino de' Cavazzoli. Le terre del Faedo erano organizzate in un gastaldiato che doveva curare gli interessi della popolazione di etnia tedesca che abitava in quei luoghi[5] e che nel corso del secolo precedente si era insediata in tutta la zona collinare e montana.

Fin verso la fine del XIV secolo la comunità rurale del monte dipendeva, sotto l'aspetto ecclesiastico, dalla pieve di Santa Maria di Malo[6]. Nel 1388 le genti e il sacerdote del monte chiesero al vescovo di Vicenza Pietro Filargo, e successivamente a Roma per conferma apostolica, di poter essere separati dalla pieve matrice e retti in parrocchia autonoma. La conferma apostolica di papa Innocenzo VII fu ricevuta ed eseguita dal vescovo Giovanni Castiglione; le motivazioni della separazione furono: l'uso della lingua tedesca, la distanza dalla pieve e l'amministrazione dei sacramenti riservata all'arciprete della pieve, per cui molti morivano senza sacramenti. Comunque, almeno sotto l'aspetto formale, con sentenza del 1407 vennero confermati i diritti della pieve.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1437 il piano e il monte facevano ancora parte dello stesso comune, ma è evidente dalle fonti una notevole autonomia del monte che allora comprendeva le terre oltre il torrente: Santomio, Priabona, Campipiani, Faedo fino a dei mansi in Leguzzano.

Dai documenti è evidente che già era in atto la separazione del piano dal monte, di fatto in atto nel 1456; nel 1468 si decise la separazioni degli estimi comunali, mentre con atto del 1496, peraltro andato perduto, si sancì la definitiva separazione tra il comune di Malo e quello di Monte di Malo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio sono presenti alcuni interessanti edifici religiosi[7]:

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Buso della Rana, una cavità naturale con uno sviluppo interno esplorato di oltre 35 km. Fino al 2011 era considerata una delle grotte più estese d'Italia ad un unico ingresso, ma in tempi recenti gli appassionati speleologi hanno creato un collegamento con un'altra grotta limitrofa, chiamata Pisatela, e quindi ha perso questo primato, ereditando però 15 km di nuove gallerie.
L'ingresso, visitabile da chiunque, è maestoso e la temperatura in questo punto è costante durante tutto l'anno: circa a 13/15 °C. L'interno è molto interessante, ma per visitarlo è indispensabile essere ben attrezzati ed accompagnati da esperti speleologi. All'interno della grotta, un vero labirinto, vi sono cunicoli e laghetti che risultano pericolosi per persone inesperte, anche perché alcuni punti vengono rapidamente allagati in caso di maltempo, fino a rendere impossibile l'uscita.
Curiosità: in prossimità del Buso della Rana è presente anche una Geocache.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e contrade[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Monte di Malo comprende le frazioni di Priabona, Faedo e Campipiani, oltre a molte contrade:

Antonella, Battistini, Bepazzi, Boro, Bortolotti, Bressana, Brunelli, Calcara, Capitello Maddalena, Cason Lodi, Castello,Casoni, Ceola, Cerina, Cherle, Chiumenti, Coffe, Festa di Sotto, Finozzi, Fochesati, Gamba, Gecchelina, Gentilata, Giacobele, Giovanni XXIII, Godeghe, Guzan, Luccende, Maddalena, Marcante, Marchiori, Marchiori Beati, Martini, Maruffa, Maso, Masovieri, Milani, Mondini di Sopra, Mondini di Sotto, Morosella, Panizzon Dal Maso, Porra, Rossati Boro, San Giorgio, Santa Lucia, Scarsi, Sella, Soglio, Stefani, Vanzi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b Mantese, 1954,  p. 481
  4. ^ Mantese, 1958,  pp. 435-36
  5. ^ Mantese, 1954,  p. 482
  6. ^ La Chiesa adoperava il termine plebs, pieve, per indicare sia il popolo che il luogo delle assemblee religiose.
  7. ^ I riferimenti sono indirizzati al sito istituzionale del Comune di Monte di Malo
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Sito ufficiale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952 (ristampa 2002).
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, II, Dal Mille al Milletrecento, Vicenza, Accademia Olimpica, 1954 (ristampa 2002).
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, III/1, Il Trecento, Vicenza, Accademia Olimpica, 1958 (ristampa 2002).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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