Arsiero

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Arsiero
comune
Arsiero – Stemma Arsiero – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Tiziana Occhino (lista civica Siamo Arsiero) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°48′N 11°21′E / 45.8°N 11.35°E45.8; 11.35 (Arsiero)Coordinate: 45°48′N 11°21′E / 45.8°N 11.35°E45.8; 11.35 (Arsiero)
Altitudine 356 m s.l.m.
Superficie 41,4 km²
Abitanti 3 234[2] (31-12-2014)
Densità 78,12 ab./km²
Frazioni Castana[1]
Comuni confinanti Cogollo del Cengio, Laghi, Lastebasse, Posina, Tonezza del Cimone, Valdastico, Velo d'Astico
Altre informazioni
Cod. postale 36011
Prefisso 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024007
Cod. catastale A444
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 872 GG[3]
Nome abitanti arsieresi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arsiero
Arsiero
Posizione del comune di Arsiero all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Arsiero all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Arsiero è un comune italiano di 3 234 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Arsiero sono incerte. Il primo documento che parla di questo paese risale al 975. L'origine latina di Arsiero può essere testimoniata dal nome, anticamente Arserium. Questo nome si può dividere in due parti: Ars-erium. Ars deriva dal latino arx-arcis cioè luogo fortificato, castello; la ragione di questo nome va ricercata nel fatto che sull'altura dove si innalza la chiesa arcipretale sorgeva in antico un castello; lo conferma un documento datato 15 marzo 1000. Un'altra probabile origine del nome è quella che derivi dalla parola latina Ars-aeris (arte del rame) vista la presenza in loco di due-tre magli di rame.

Giovanni da Schio, nel suo "Saggio del dialetto vicentino" fornisce una interpretazione particolare dell'origine del nome Arsiero. Conosceva la traduzione di una frase etrusca: "arse verse" che significava "guardia al foco". Successivamente notò che la particella "ars" era contenuta in molti toponimi posti ai confini dei territori. Ad es: Arsego tra il padovano ed il trevigiano, Casarsa tra Udine e Pordenone, Arsiè posto in valle ai confini del vicentino come Vallarsa e Arso (vicino a Chiampo). Questa associazione gli fece ipotizzare che, come Arsiero, fossero antichi posti di guardia ai confini. Forse etruschi.


Nel 1882-1889 vi fu il movimento franoso del Brustolè, la parte del monte Priaforà che sovrasta il torrente Posina nella strettoia degli stancari; movimento franoso che è ricomparso nell'alluvione del 1966 e che è monitorato mediante paline in cemento poste sopra la frana e la cui distanza è misurata da sopra gli stancari.

L'abitato di Arsiero fu occupato dall'esercito austriaco durante la prima guerra mondiale dal 27 maggio al 16 giugno 1916, zona più avanzata della cosiddetta “Offensiva di primavera” o “Strafexpedition”. L'esercito dei Savoia colpì duramente l'abitato nel tentativo riuscito di riconquistarlo, distruggendo inutilmente a cannonate anche il tetto della chiesa arcipretale che mai fu ripristinato nella situazione originaria ed ancor oggi versa in una condizione problematica.

Arsiero è sede della Unione montana Alto Astico.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento più significativo è senza dubbio la grande chiesa arcipretale che emerge dall'abitato grazie alla sua posizione sul colle.

CENNI STORICI E CARATTERISTICHE ARCHITETTONICHE DELLA CHIESA

Chiesa arcipretale di Arsiero vista da nord-est

La chiesa arcipretale di Arsiero sorge su un'altura posta sopra la piazza maggiore a m 356 s.l.m.. È una delle più grandi chiese del Veneto, con una superficie coperta che supera i mille metri quadrati. Venne costruita a partire dal 1762 e consacrata dopo 14 anni il 30 settembre 1776 anche se la data prevista era il giorno precedente, festa dell'apparizione di San Michele Arcangelo a cui la chiesa è dedicata. Il progetto venne realizzato dal canonico architetto Francesco Antonio Zigiotti affiancato dall'architetto Colonna (Antonio) che seguì in particolare la direzione dei lavori. Il Zigiotti operò dalla metà del ‘700 in tutto il Veneto: in particolare a Vicenza ricordiamo palazzo Bonaguro e a Legnago di Verona il duomo. L'architetto Colonna, che operò a Mantova (palazzo d'Arco) e nei territori della Serenissima Repubblica, seguì la scuola del Piermarini, l'architetto che progettò “la Scala” di Milano: notevoli e sorprendenti i parallelismi di impostazione tra la facciata di Milano e quella dell'arcipretale di Arsiero anche per dimensioni. L'Arcipretale si presenta con impostazione classica con semicolonne a capitelli corinzi sia per la facciata principale posta a est , sia per l'interno. La particolarità dei capitelli presenti è che hanno foglie d'ulivo, tecnica utilizzata da Andrea Palladio, anziché le classiche di acanto spinoso. Storicamente può essere collocata nel periodo di fine palladianesimo e primo neoclassicismo. La facciata principale ha due profondità. In rilievo si osservano quattro semicolonne poggianti appaiate su due distinti piedistalli e in posizione mediana si colloca il portale; le due porzioni laterali, rientranti di circa 50 cm, sono definite da lesene a sezione poligonale. Sopra la trabeazione è posto l'attico con paraste corrispondenti alle sottostanti semicolonne e lesene d'angolo. La facciata è delimitata in alto, per la sola porzione in rilievo, da un frontone. Alle estremità dell'attico sono collocati due pinnacoli, mentre ai tre angoli del frontone sono poste altrettante statue: nel centro S. Michele Arcangelo che schiaccia lucifero, a destra S. Paolo e a sinistra S. Pietro. Tutta la facciata ha finitura in marmorino. Le due entrate laterali, a nord verso la piazza e a sud, sono protette da protiri sostenuti all'esterno da colonne probabilmente provenienti dalla preesistente chiesa. A livello planimetrico la chiesa termina a ovest con un'abside a pianta quadrata affiancata a sud dalla sagrestia. Sempre a sud venne costruito successivamente l'oratorio. L'interno è a unica navata con volta a botte di sezione semiellittica. Dalla navata emergono sei costoloni poggianti alle estremità sulle trabeazioni e corrispondenti a sei sottostanti semicolonne su entrambi i lati. L'altezza massima della volta è di m 18,30 ed è ornata da tre quadrilobi un tempo affrescati . Le dimensioni planimetriche interne della chiesa sono di m 30,6 per la lunghezza e di m 16,10 per la larghezza, con una superficie che supera i 500 mq tenendo conto delle quattro cappelle laterali. L'abside, come già detto in precedenza, è a pianta quadrata con lato di m 9,5; ha catino decorato a cassettoni e volta a cupola su pennacchi in origine affrescata. La superficie complessiva interna della sola chiesa è quindi di circa 600 mq a cui aggiungere l'oratorio e la sagrestia. Ai lati della navata sono poste quattro cappelle con altrettanti altari : quelli verso l'abside in marmo pregiato con venature bianche e grigio-azzurre proveniente dalla locale cava di Val di Tovo, gli altri in marmorina di buona fattura ad imitazione del marmo di Tovo. Pure l'altar maggiore, posto nell'abside, è realizzato con lo stesso tipo di marmo ed è sormontato ai lati da due statue in marmo di Carrara di pregevole lavorazione. Le statue, opera dello scultore Giovanni Battista Bendazzoli, amico di Antonio Canova con cui aveva collaborato ad inizio carriera, rappresentano, dalla parte del Vangelo, Melchisedech, re di Salem e dalla parte dell'Epistola Aronne, fratello di Mosè. Infine, sul muro a nord è collocato il pulpito in marmo sempre della cava di Tovo. Significativa la presenza della Pala d'altare maggiore dedicata a San Michele Arcangelo, di notevoli dimensioni (altezza 5 metri e larghezza 3,40), opera del pittore Albano Tomaselli di Strigno, all'epoca definito il nuovo Raffaello, morto molto giovane colpito da vaiolo, sepolto a Firenze nel pronao della chiesa di San Miniato.

Pala d'altare con la visione di Danile che vede San Michele Arcangelo, opera di Albano Tomaselli 1855-56.
Ascensore di accesso alla chiesa arcipretale di Arsiero

Molto significativa anche la presenza del vano ascensore in cristallo inaugurato dal Vescovo di Vicenza nel 2012, che permette di superare gli undici metri di dislivello tra la piazza ed il sagrato della chiesa. In questo modo le persone con disabilità o semplicemente per comodità possono accedere al luogo di culto senza superare le impegnative scalinate in pietra. L'ascensore è una struttura avveniristica che ben si inserisce nel contesto urbano con la sua capacità di essere trasparente e riflettere l'ambiente circostante.

Tutto il territorio arsierese presenta un grande valore paesaggistico e storico; è possibile effettuare numerose camminate ed escursioni sia nel fondovalle sia sulla montagna, dove gli itinerari legati alla prima guerra mondiale sono innumerevoli e, soprattutto, con innumerevoli resti di fortini, ricoveri e cimiteri risalenti al dominio della Serenissima.
Tra i luoghi più interessanti dal punto di vista turistico-culturale si segnalano i seguenti, suddivisi tra percorsi naturalistico-escursionistici per vedere il panorama e quelli per visitare i monumenti o resti di pregnanza storica presenti sul territorio.

Percorsi naturalistico-escursionistici
Visita di monumenti di pregnanza storica

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 maggio 2014 in carica Tiziana Occhino lista civica Siamo Arsiero Sindaco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Arsiero - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

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