Valdastico

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Valdastico
comune
Valdastico – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Claudio Gugliemi (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 45°53′N 11°22′E / 45.883333°N 11.366667°E45.883333; 11.366667 (Valdastico)Coordinate: 45°53′N 11°22′E / 45.883333°N 11.366667°E45.883333; 11.366667 (Valdastico)
Altitudine 405 m s.l.m.
Superficie 23,95 km²
Abitanti 1 297[2] (31-12-2015)
Densità 54,15 ab./km²
Frazioni Forni, Pedescala, San Pietro (sede comunale)[1]
Comuni confinanti Arsiero, Cogollo del Cengio, Lastebasse, Luserna (TN), Pedemonte, Roana, Rotzo, Tonezza del Cimone
Altre informazioni
Cod. postale 36040
Prefisso 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024112
Cod. catastale L554
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti valdasticensi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valdastico
Valdastico
Valdastico – Mappa
Posizione del comune di Valdastico all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Valdastico (Valdàstego o Val d'Astego in veneto) è un comune italiano di 1 297 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto. Si tratta di un comune sparso in quanto nessuna sua località si chiama Valdastico; sede comunale è la frazione San Pietro.

I paesi che formano il comune di Valdastico hanno sempre goduto di una certa autonomia politica e di una certa rilevanza economica derivante dalla favorevole posizione geografica, essendo posti lungo l'antica "strada per la Germania", a cui oggi corrisponde la Strada statale 350.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Evidentemente i nomi della valle e del Comune omonimo provengono da quello del fiume Astico che, a sua volta, deriva probabilmente da àstacus, gambero d'acqua dolce, presente in alcuni tratti della valle.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Posto nella parte più settentrionale della Provincia di Vicenza, Valdastico confina a Nord con i Comuni di Pedemonte e Lastebasse, a Est con i comuni di Rotzo e di Roana, a Sud con Cogollo del Cengio ed Arsiero e a Ovest con Tonezza del Cimone.

Posto sul versante Ovest dell’Altopiano dei Sette Comuni, Il territorio del Comune si estende su 2372 ettari ed è considerato tutto in area montana, con altitudine variabile tra i 301 metri sul livello del mare del fondovalle e i 1720 metri delle cime di Campolongo sulla sinistra e di monte Spitz sulla destra dell'Astico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Epoca antica e Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

A Forni fu rinvenuta una lapide paleoveneta. Fin dall'epoca romana la Valdastico era percorsa da una strada che, proveniente da Vicenza, portava verso nord.

Tra il 917 e il 921 tutto il territorio compreso tra la riva sinistra dell'Astico e quella destra del Brenta, incluso l'Altopiano di Asiago, fu donato dall'imperatore Berengario al vescovo Sibicone di Padova, con l'obbligo di costruire castelli e opere di difesa contro le incursioni degli Ungari[3].

A partire dal XII secolo qui, come in tutta la zona pedemontana, si stanziarono popolazioni di lingua tedesca. In seguito, in epoca comunale, il territorio sulla destra del fiume passò sotto la giurisdizione di Vicenza, mentre quello di sinistra seguì le vicende di Asiago.

Nel 1204, nella vicinìa o convicinìa - l'assemblea tenutasi nella chiesa di Sant'Agata presso Cogollo - vennero stabiliti i confini delle comunità della valle dell'Astico; nel documento redatto a quel tempo - e in molti altri anche del secolo successivo - non viene però citata la comunità rurale di San Pietro, allora composta da una quarantina di individui e cinque famiglie; vengono invece citati Brancafora, Forni, Meda, Mosson, attualmente frazioni di diversi comuni della vallata.

La strada lungo la val d'Astico fu costruita dopo il 1264 su ordine del comune di Vicenza. Partiva da Caltrano, passava per Cogollo e si manteneva sempre sulla riva sinistra del torrente, dividendosi in due rami poco prima di San Pietro dove il ramo sinistro, strada cavallara (attuale via Cavallara), proseguiva lungo i prati vicino all'Astico e quindi verso Casotto risalendo la valle verso il confine con l'Austria, mentre l'altro ramo, il sentiero delle Vegre, saliva al centro di San Pietro, passava per le contrade Rocchetta, Lucca e Baise e diventava la Cingella fino a camporosato ora Campo Rosà, la montagna di Rotzo.

Nel 1392 vengono per la prima volta citati Pedescala, il suo ponte sull'Astico e la strada verso Rotzo al cui comune Pedescala apparteneva.

Epoca moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1404 quando, come tutto il territorio vicentino, entrò a far parte della Repubblica di Venezia, Valdastico fu paese di confine con l'Impero Asburgico fino alla fine della prima guerra mondiale.

Il 26 giugno 1578 la comunità di San Pietro entrò a far parte del Comune di Rotzo in conseguenza del "lodo Piovene", un accordo tra le due comunità che serviva a mettere fine alle dispute sulla montagna di Campo Rosà, di proprietà di Rotzo, ma di cui i sampieresi avevano fatto uso per almeno un secolo.

Nel 1759 il ponte sull'Astico di Pedescala venne rifatto in pietra ma fu abbattuto quattro anni dopo da un'alluvione; lo si ricostruì in legno e nel 1889 in ferro, ponte che poi venne distrutto nella guerra del 1915-18.

Sotto il Regno Lombardo-Veneto, nel 1816, furono allargate la strada da Pedescala a San Pietro e la pontara, la via che scende verso la ex dogana sulla strada per Casotto.

Dopo l'annessione del Veneto all'Italia, tra il 1878 e il 1883 fu costruita la strada da Arsiero a Lastebasse lungo la riva destra dell'Astico; nel 1898 un privato costruì il ponte Maso in legno da parte di un privato, ponte che nel 1950 venne rifatto in calcestruzzo da parte del Comune.

Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento buona parte della popolazione della zona, in continuo aumento, prese la via dell’emigrazione e, dapprima come lavoratori stagionali nelle grandi opere stradali e ferroviarie, poi con l’apertura di nuovi orizzonti, prese la strada delle Americhe, dove si stabilì colonizzando le fertili terre e fondando anche delle città come Encantado nel Rio Grande do Sul in Brasile, che oggi è gemellata con Valdastico[4].

Nel 1898 venne costruita la "strada del Piovan" che da Pedescala porta a Castelletto di Rotzo penetrando nella val d'Assa. La precedente, detta strada vecia tracciata sopra antichi sentieri, partiva dalla frazione dirigendosi verso nord fin sopra la frazione Settecà per poi innalzarsi verso la voragine delle Banchette e arrivare a Castelletto. Dichiarata strada provinciale nel 1964 fu asfaltata nel 1969 e ammodernata alla fine degli anni novanta.

Altri lavori furono compiuti nel secondo dopoguerra: nel 1969 fu costruita la passerella di Settecà; le precedenti erano state distrutte dalla guerra del 1915-18 e dall'alluvione del 1966. Nel 1970 fu sistemata la "Cingella", nel 1976 venne rifatta la strada da San Pietro a Castelletto di Rotzo.

Nel 1980 la frazione di Casotto venne separata dal Comune di Valdastico per far parte di quelli di Pedemonte. Negli ultimi decenni un'area del territorio comunale fu destinata a zona industriale e artigianale per l’affermarsi di queste attività, con significativi riscontri percentuali di impiego anche nel settore terziario. Non ne ha sofferto l'ambiente naturale rimasto ancora incontaminato, come la Riserva naturale della Val d’Assa dove si possono ammirare i reperti preistorici, ambiente che consente escursioni nei boschi, buone raccolte di funghi, la pesca della pregiata trota “Fario” presente nel Torrente Astico[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietro
  • Chiesa parrocchiale Sant'Antonio da Padova a Pedescala
  • Chiesa parrocchiale Santa Maria Maddalena a Forni
  • Chiesetta della Madonna di Lourdes a Forme Cerati
  • Cappellina della Santa Croce dedicata all'Emigrante a San Pietro

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel Comune di Valdastico vi sono una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado, tutte statali e dipendenti dall'Istituto comprensivo di Arsiero[7]. Nel capoluogo vi è anche l'Asilo nido "Nido degli gnomi".

Nel capoluogo vi è la Biblioteca civica, che fa parte della rete di biblioteche vicentine "Biblioinrete", insieme alla maggior parte della biblioteche appartenenti alla Rete Bibliotecaria Vicentina[8].

Persone legate a Valdastico[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le case sparse e le contrade disposte lungo i fianchi della montagna, in ridente posizione e dominanti la valle e la pianura.

Oltre al capoluogo vi sono le contrade: Barcarola, Basso, Belasio, Forme Cerati, Forni, Fozati, La Costa, La Dogana-Cerati, Lucca, Maso, Pedescala, Righele, Sella, Settecà, Soglio, Valpegara.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 maggio 2014 In carica Claudio Guglielmi lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

ll Comune di Valdastico fu costituito nel 1940, riunendo il territorio censuario degli ex-comuni di Forni e Casotto e delle frazioni di San Pietro e Pedescala, già appartenenti al comune di Rotzo, nonché i centri abitati di Settecà, Soglio, Forme Cerati, Valpegara e Sella.

Il 21 giugno 1980, a seguito di un referendum, la frazione di Casotto è stata aggregata al Comune di Pedemonte[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Valdastico - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Mantese, 1952, p. 53
  4. ^ Sito del Comune di Valdastico
  5. ^ Sito del Comune di Valdastico
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Tuttitalia
  8. ^ Biblioinrete
  9. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Brazzale Dei Paoli, La terra di confine dei Comuni di Lastebasse, Pedemonte, Tonezza del Cimone, Valdastico, La Serenissima, 1990
  • Liverio Carollo, Sui sentieri della Val d'Astico, Caerano di San Marco (TV), Danilo Zanetti Editore, 2005, ISBN 978-88-87982-64-0.
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952
  • Luigi Leonardo Sella, Valdastico in quel tempo, 1997
  • Antonio Toldo, Valdastico ieri e oggi, Battaglia Terme, ed. La Galiverna, 1984.
  • Giovanni Toldo, S. Pietro Valdastico, storia del paese, Padova,Tip. del Seminario, 1936

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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