Breganze

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Breganze
comune
Breganze – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Piera Campana (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 45°42′N 11°34′E / 45.7°N 11.566667°E45.7; 11.566667 (Breganze)Coordinate: 45°42′N 11°34′E / 45.7°N 11.566667°E45.7; 11.566667 (Breganze)
Altitudine 110 m s.l.m.
Superficie 21,76 km²
Abitanti 8 677[2] (31-12-2015)
Densità 398,76 ab./km²
Frazioni Maragnole, Mirabella[1]
Comuni confinanti Fara Vicentino, Mason Vicentino, Montecchio Precalcino, Sandrigo, Sarcedo, Schiavon
Altre informazioni
Cod. postale 36042
Prefisso 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024014
Cod. catastale B132
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti breganzesi
Patrono Maria SS. Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Breganze
Breganze
Posizione del comune di Breganze all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Breganze all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Breganze (Breganse in veneto) è un comune italiano di 8 677 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto. Il paese sorge nella pedemontana vicentina, diviso a metà tra collina e pianura, alle falde dell'Altopiano di Asiago. Breganze è terra viticola, di produzione di vini DOC e zona a propensione turistica.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama - Sullo sfondo le Piccole Dolomiti: a sinistra il Cornetto e a destra il Pasubio

Scendendo lentamente a sud dagli alti contrafforti dell'Altopiano, la montagna s'incunea tra i solchi formati dai torrenti Astico e Lavarda e raggiunge a Breganze la vasta pianura vicentina. Quasi a valle, il piccolo Chiavone Bianco segna il limite delle ultime colline e piega quindi a gomito, verso oriente, per incontrare il Chiavone Nero e con esso confluire nel Lavarda[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Toponimi[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo ha origini incerte. Per alcuni deriverebbe dall'antroponimo Brigantia, un nome di persona gallico; per altri potrebbe derivare dal celtico brigant cioè eminente, elevato.

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Breganze è situata tra collina e pianura lungo la zona pedemontana, certamente abitata già in epoca romana e percorsa dalla "Pista dei Veneti". I romani diedero alla pianura un'organizzazione territoriale a "centuriazioni", sulle quali si svilupparono centri e percorsi di collegamento[4].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 917 e il 921 Breganze, insieme con tutto il territorio compreso tra la riva sinistra dell'Astico e quella destra del Brenta, incluso l'Altopiano di Asiago, fu donata dall'imperatore Berengario al vescovo Sibicone di Padova, con l'obbligo di costruire castelli e opere di difesa contro le incursione degli Ungari[5].

I benedettini del monastero vicentino di San Felice, che avevano colonizzato parte del territorio anteriormente al X secolo, ancora nel 983 conservavano in Bregancio casale unum[6]. Da altri documenti sembra che nel secolo XII qui esistesse un priorato benedettino[7].

Alla luce di cronache e di documenti spesso discordanti tra di loro, risulta piuttosto difficile individuare con precisione la situazione di Breganze dopo il Mille; pare comunque certo che confluissero in questo luogo giurisdizioni diverse, quella laica dei Poncíi - detti anche de Bregantiis - e quella ecclesiastica che faceva capo al vescovo di Padova tramite la pieve[3].

Un primo castello era sorto, presumibilmente nel X secolo, sul colle di Santa Lucia, a nord dell'attuale abitato - dove esisteva una chiesetta alla santa; chiesetta che però in origine dev'essere stata dedicata a San Martino, come si deduce dalle Rationes decimarum, documento vaticano del XIII secolo, nel quale viene citata una ecclesia S. Martini in castro Bregantiarum[8]. Non è documentato, ma non lo si può escludere, che fosse incastellata anche la pieve di Santa Maria, così come non si può escludere - anche se improbabile - che le due chiese, piuttosto vicine tra loro, fossero protette da un sistema fortificato unico.

A Breganze l'esistenza di fortificazioni medioevali, più che alle chiese sembra collegata alla presenza della famiglia dei Poncii, il cui castello sorgeva presumibilmente sull'area ad ovest del colle di Santa Lucia, dove esiste ancora una grossa torre. Stando alle cronache dell'epoca, questo castello era di grandi dimensioni, era cinto di mura e prospettava sul sottostante burgus; quest'ultimo s'incentrava nel cosiddetto "Castelletto", nell'area della omonima via le cui origini medioevali sono ancora chiaramente riscontrabili nonostante le gravi alterazioni apportate in epoca recente[9][3].

La potenza dei Poncii de Bregantio, che possedevano la zona centrale pedemontana e numerosi centri della media e alta valle dell’Astico[10], raggiunse il culmine intorno al 1220 quando uno di loro, Naimerio, sposò Cunizza da Romano, la sorella di Ezzelino III il Tiranno[11]. Una prova indiretta che i Poncii possedessero il castello in questo luogo è fornita dal rinvenimento sul posto – durante lavori di ampliamento eseguiti nel 1938 – di un affresco duecentesco raffigurante un viso di donna tra fregi ornamentali[12].

Più tardi, però, questo rapporto di parentela non salvò la famiglia, forse perché passata alla parte guelfa o perché uno di loro - Guidone - aveva venduto il castello ai vicentini. Nel 1227 Alberico da Romano conquistò e distrusse la rocca di Valeriano sul colle di Santa Lucia; infine, prima del 1250 i Ponci vennero sconfitti e molto probabilmente sterminati ad opera di Ezzelino III, il quale comunque risparmiò Naimerio. Il loro notevole patrimonio venne confiscato o disperso[3]. Quasi certamente in tale circostanza venne distrutto anche il castello di Breganze; di esso, infatti, nelle cronache e nei documenti successivi non si trova più traccia.

Attualmente sul posto dell'antico castello dei Poncii esiste una torre che molto probabilmente è stata ricostruita più tardi. Quanto al colle di Santa. Lucia, scomparsa nell'Ottocento scorso la chiesetta, ora è rimasta solo la grande croce[13].

Dal Codice Eceliniano del 1250 si evince che nella prima metà del XIII secolo tutte le proprietà, insieme con la chiesa, le fortificazioni - il Torrione e la Tor Bissara - e le abitazioni erano localizzate nella zona collinare, sul dominante colle di Santa Lucia e probabilmente sui colli di Riva e Santo Stefano; la pianura invece era ancora disabitata e periodicamente allagata dalle esondazioni dei torrenti. È probabile che, in seguito alla distruzione della rocca sul colle, si sia dato avvio ad un nucleo abitato verso la pianura, nei pressi dell’attuale centro, e che si sia edificata la dimora fortificata del Torrione[10].

Dopo la morte di Ezzelino nel 1259, il territorio di Breganze passò sotto il controllo del Comune di Vicenza, che però pochi anni dopo fu soggiogato da Padova e sottoposto al patto di custodia. Agli inizi del XIV secolo iniziarono le lotte tra i Carraresi di Padova e gli Scaligeri di Verona; il territorio vicentino venne conteso e anche l'abitato di Breganze dovette subire le conseguenze di tali conflitti, fino al saccheggio patito per due volte - nel 1312 e nel 1314 - ad opera dei padovani, che portò alla completa rovina dell’insediamento sul colle, da allora abbandonato. Sotto la signoria scaligera, mentre a Marostica si erigevano castello e mura, Breganze cominciò a svilupparsi ai piedi dei colli[10].

Intorno al 1337 il territorio di Breganze fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Marostica e tale rimase, anche sotto la dominazione viscontea e veneziana, sino alla fine del XVIII secolo[14].

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il 1404 e il patto di dedizione di Vicenza alla Serenissima, iniziò un periodo di stabilità e di relativa tranquillità, interrotto agli inizi del XVI secolo dalle vicende della guerra della Lega di Cambrai, mossa da una coalizione di stati contro Venezia. Nel 1509, 4.000 cavalieri di Massimiliano I d'Asburgo, diretti verso Padova, vennero respinti sulle sponde del torrente Chiavone Bianco dai breganzesi, che evitarono così le distruzioni ed i saccheggi avvenuti in altri centri vicini[10].

Nella seconda metà del Quattrocento vennero edificate le numerose torri colombare, edifici che con la loro mole, la dislocazione e le insegne rappresentavano l'importanza delle grandi famiglie proprietarie[15]. Il "Castelletto" di contrà Maglio – circa un chilometro a sud del centro – è di origine cinquecentesca ed aveva una grande colombara che ne costituiva il nucleo e che crollò nel 1977.

Il territorio di Breganze verso la fine del Duecento era diviso in quattro zone o colmelli: Fara, Perlena, Castelletto e Riva, che in seguito si trasformarono in comunità rurali. Dal 1560, quando Fara divenne autonoma, si delinearono i confini attuali in cui erano ricomprese le tre comunità di Riva, Castelletto e Porciglia, che avevano sede rispettivamente nella chiesetta di Santo Stefano, in un edificio non identificato e nel capitello della Vegra, luoghi nei quali venivano convocate le adunanze dei capifamiglia.

La chiesa assunse un ruolo di notevole importanza; dopo il Concilio di Trento essa ricevette il compito di tenere i registri anagrafici della popolazione. Chiesa, piazza e campanile si imposero come centro urbanistico del paese[10].

La presenza veneziana dispose ordine nel territorio, disciplinandone l’uso tramite due istituzioni principali: il Magistrato delle Acque e il Magistrato dei Beni Inculti. La pianura fu bonificata e furono scavate diverse rogge, lungo le quali vennero attivati mulini che sfruttavano la forza motrice dell'acqua per macinare il grano o azionare i meccanismi necessari a botteghe artigiane.

Il territorio divenne proprietà di famiglie aristocratiche vicentine, come i Monte - proprietari di 667 campi, che abitavano a Cà Ostile e nel Cinquecento dettero al paese due arcipreti - o come i Pagello - che nei loro 500 campi avevano case, mulini e la superstite colombara affrescata - o la potente famiglia dei Bissari, con la loro torre cintata, i Mascarello, i Sesso e i Chiericati.

Nel Seicento, completate le opere di bonifica avviate due secoli prima, vennero costruiti complessi rurali, come il Maglio, e residenze signorili di notevole valore architettonico, che conferirono una nuova fisionomia territorio. Nuovi proprietari furono i Piovene, i Brogliati, i Monza, i Diedo. Nel principale centro abitato, lungo via Pieve, furono costruiti edifici signorili dei Chiericati, dei Carli, dei Brogliati e dei Saccardi[10].

Breganze si affermò in quest’epoca come terra di ottimi vini: il Vespaiolo, il Groppello e il Pomello furono apprezzati dai proprietari e da vari visitatori, assieme all'olio e alla frutta di vario tipo ed in grande abbondanza; motivi, questi, che fecero fin dall'inizio di Breganze un territorio conteso e una zona generosa per la prebenda[16]. Nello stesso tempo - per l'ottusità del patriziato veneto, che era proprietario della quasi totalità dei terreni e li conduceva in maniera semifeudale, gettando nella miseria la classe contadina - iniziò una progressiva forte crisi nelle campagne.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Con la caduta della Repubblica di Venezia e l'arrivo dei francesi avvenne un rinnovamento amministrativo; il 5 agosto 1809 i tre comuni di Riva, Castelletto e Porciglia decisero l’unificazione in un unico comune con il nome di Breganze: le tre teste raffigurate nell’attuale stemma comunale rappresentano appunto le sue tre antiche contrade.

Dal punto di vista religioso, nel 1818, sotto il Regno Lombardo-Veneto, Breganze ritornò a far parte della diocesi di Vicenza.

Dopo l'annessione del Veneto al Regno d’Italia nel 1866 vi fu un nuovo sviluppo del paese. Furono potenziate le vie di collegamento con il territorio: venne costruito il ponte sull’Astico e si realizzò il collegamento con Lusiana e l’Altopiano di Asiago. Nel 1871 iniziò il regolare funzionamento dell’anagrafe comunale[10].

La fine dell’Ottocento fu caratterizzata dalla presenza e dall'azione in Breganze delle forti personalità dei tre fratelli sacerdoti Scotton: Jacopo, Gottardo e l’arciprete Andrea. Strenui difensori del potere temporale del Papa, entrarono in conflitto con la classe di proprietari che governava il paese e appoggiava apertamente il governo liberale del Regno. Gli Scotton si ersero a difesa dei contadini più poveri, organizzandoli nelle leghe cattoliche. Essi ebbero un ruolo di grande rilievo all'interno del movimento cattolico veneto e nazionale, anche se il loro giornale "La riscossa" (1890-1915) talvolta esasperò tensioni e non sempre favorì la concordia degli spiriti. Ma il nome degli Scotton a Breganze è legato pure ad una vigorosa azione pastorale e ad una cospicua serie di iniziative economico-sociali ancora attive e operanti a vantaggio del mondo rurale[17].

Si costruì qui un modello sociale che, seguendo i principi dell’enciclica pontificia Rerum Novarum, produsse notevoli cambiamenti. Vi fu un notevole impulso alla scolarizzazione di massa[18]. Furono avviate rilevanti attività manifatturiere - come le industrie di Laverda e di Zoppelletto - e furono costituite cooperative agricole di matrice cattolica. Nei primi anni del secolo, dopo un periodo di alternanza tra amministrazioni locali liberali e clericali, si ebbero una serie di giunte comuni che continuarono fino alla prima guerra mondiale. In quegli anni di forte crisi agraria, mentre mancava una qualsiasi azione amministrativa, gli Scotton contrastarono fortemente il fenomeno dell’emigrazione[10].

Nel 1907, ad opera di suor Giovanna Meneghini fu fondata a Breganze la congregazione delle Suore orsoline del Sacro Cuore di Maria, ora diffusa - oltre che in Italia - anche in Brasile e in Mozambico.

La prima guerra mondiale giunse a sfiorare il paese, posto nelle retrovie del fronte attestato tra il Pasubio, l’Altopiano e il Grappa. Durante la seconda guerra mondiale e le lotte di liberazione, anche persone del paese furono coinvolte nella Resistenza; per rappresaglia, cinque giovani di Maragnole furono fucilati nel 1944 a Mason Vicentino dai fascisti.

Come in tutto l'Alto Vicentino, nel secondo dopoguerra il paese vide un notevole sviluppo con l'ammodernamento e l'espansione delle produzioni Laverda, che si affermarono anche sui mercati stranieri. La vita locale, dal punto di vista sociale, culturale e religioso rimase tuttavia ancora quella impostata dagli Scotton e basata sull'azione pastorale dell'arciprete Giovanni Prosdocimi e il paternalismo della famiglia Laverda, che governavano di comune accordo con la maggioranza politica centrista i vari aspetti del paese. Questo durò fino alla morte, nel 1970, del longevo arciprete, a Breganze dal 1916, e la cessione delle industrie Laverda alla Fiat nel 1982[10].

Tra gli anni sessanta e ottanta il paese si espanse rapidamente verso sud, oltre la strada provinciale Gasparona; il modello di sviluppo, basato sulla combinazione tra lavoro dipendente e piccola proprietà diffusa ne fa un centro con buon livello di benessere.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Assunta e campanile
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta
Edificata prima del Mille e ricordata nelle Rationes decimarum alla fine del Duecento, conservò la dignità pievana e nel secolo XIV, forse dopo una ricostruzione, risultava già collegiata e riccamente dotata. Tra le antiche confraternite è da ricordare quella di San Nicola da Tolentino che fin dal XV secolo ebbe nella parrocchiale un proprio altare.
L’11 marzo 1838 il vecchio campanile crollò sulla chiesa. La parrocchiale venne riedificata in due anni in stile lombardesco rinascimentale, mentre tra il 1840 e il 1892, su progetto dell'architetto veneziano Antonio Diedo, fu eretto a Breganze un campanile alto 90 metri, il terzo più alto nel Veneto e il quattordicesimo più alto d'Italia[19]. Aspetti notevoli di questa costruzione sono il rinomato concerto di campane - ben 22 in origine, attualmente 14, la maggiore delle quali pesa 2830 kg - la grande meridiana, che ha tre dimensioni di lettura e l'orologio[20].
La facciata, di tipo neoclassico, si presenta a due registri, tripartiti da quattro lesene. L'inferiore ha un solenne portale d'accesso, affiancato da due nicchie con le statue dei patroni di san Nicola da Tolentino e di san Martino di Tours. Al centro del registro superiore un rosone con vetri decorati policromi e due bifore, sormontato da un timpano triangolare coronato dalla statua dell'Assunta.
L'ampia e altissima navata centrale, illuminata da bifore istoriate, ha il soffitto con tre affreschi del pittore soavese Adolfo Mattielli, raffiguranti, quello centrale l'Assunzione della Vergine e i laterali l'Annunciazione e l’Adorazione dei pastori (1929-30).
In ciascuna delle navate laterali si trovano tre altari, con tele e ornamenti del Sette e Ottocento. Il presbiterio, rinnovato nel 1993, presenta opere modernissime e sul fondo un raffinato altare maggiore con alto tabernacolo, sovrastato da una croce lignea della prima metà del Settecento e, ai lati, belle pale d'altare e affreschi[21].
  • Oratorio dei Santi Vito e Modesto
Fondato dai benedettini e restaurato nel XVII secolo
  • Oratorio di San Valentino: di proprietà della famiglia Bozzetto, utilizzato dai fedeli della frazione di Mirabella
  • Chiesa di San Gaetano
Già di casa Chiericati, ora proprietà della famiglia Scaroni
  • Chiesa di Santo Stefano
Annessa alla casa Avogadro, di proprietà privata
  • Chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola, a Maragnole

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Chiericati Scaroni
  • Villa Mascarello Noventa del XV secolo
  • Villa Cadore del XVI secolo
  • Villa Monza Savardo del XVIII secolo
  • Villa Arrigoni.
La grossa torre del complesso comprende elementi propri del tardo Quattrocento (nei fori a sud e ad ovest) e del periodo neogotico del XIX secolo (nella merlatura sommitale); essa è tuttavia assai più antica e risale probabilmente all'epoca medioevale, cosí come la vicina chiesetta benedettina di San Vito. Secondo la leggenda, in questo posto sorgeva la casa del romano Cantius (cui viene attribuita la fondazione di Breganze) e Francesco Barbarano assicura che venne poi costruito – forse nell' XI secolo – anche un castello[22].

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Antico Maglio di Breganze
Il primo documento che attesta la presenza del Maglio risale al 1635, una supplica per il rinnovo della concessione d'uso dell'acqua, cui è allegata una mappa che illustra il percorso della “Roggia Breganze”, il canale che traendo l'acqua dal vicino Torrente Astico dava movimento alle ruote di numerosi opifici tra cui il maglio. La presenza della famiglia Tamiello nell'attuale “Contrà del Maglio” è accertata da un documento notarile del 1494, che li indica come i “De Thamiellis”. Nel 1795 i Tamiello subentrano ai Caprin nella proprietà del Maglio, legando fino ad oggi la proprietà dell'officina al nome della famiglia.
Nel 1985 il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali ha dichiarato l'edificio e le pertinenze del Maglio “sito d'interesse particolarmente importante e quindi tutelato ai sensi della legge 1089/1939”. Nel luglio del 2001 la Giunta Regionale del Veneto ha riconosciuto il Maglio di Breganze quale: “Museo Etnografico Regionale”, garantendone la tutela ed i benefici delle leggi regionali. Il Museo conserva nei suoi archivi una ricca documentazione storica relativa al Maglio ed alla famiglia Tamiello[23].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[24]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Scout AGESCI Breganze 1. Il paese di Breganze ospita un gruppo scout affiliato all'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani con la denominazione di "Breganze I" che vanta oltre 90 anni di storia[25]. Fondato il 18 maggio 1922 da Vittorio Ballardin e don Marco Carlesso attraverso la costituzione del gruppo dei giovani esploratori Breganze 1° "S. Giorgio" utilizza sin dall'immatricolazione, avvenuta il 20 giugno successivo, il fazzolettone verde bordato di bianco.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Nel capoluogo vi è anche la Biblioteca civica intitolata a Gabriele Boschiero, che fa parte della rete di biblioteche vicentine.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni novanta è attivo il Gruppo di Ricerca Storica di Breganze che, in collaborazione con il Comune e la Biblioteca civica, pubblica periodicamente i Quaderni breganzesi di storia, arte e cultura.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Breganze, capoluogo e frazioni, vi sono quattro scuole dell'infanzia (una delle quali privata paritaria), due scuole primarie e una scuola secondaria di primo grado. Vi sono anche un Istituto Tecnico Industriale e un Istituto Professionale Industria e Artigianato.

Università[modifica | modifica wikitesto]

A Breganze vi è una delle 22 sedi dell'Università degli adulti/anziani del Vicentino.[26]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo dell'Antico Maglio di Breganze

Il nucleo del museo è costituito dal maglio, che per la sua caratteristica forma e movimento veniva chiamato dai fabbri “a testa d'asino”. Costruito con materiali semplici: pietra, legno, ferro, per la sua funzionalità è riuscito ad arrivare ai giorni nostri praticamente invariato nella struttura.

Vi sono poi una grande mola ad acqua - dove il fabbro, sospeso su di un tavolaccio, lisciava e rifiniva gli utensili forgiati - e una serie di macchine semplici - come trapani, mole smeriglio, tornio - messe in movimento, tramite ingranaggi, pulegge e cinghie, da una ruota idraulica interna. Alle pareti sono collocate le attrezzature originali utilizzate dall'ultimo fabbro operante, Angelo Giusto Tamiello, e le campionature d'attrezzi che lo stesso realizzava nell'officina, tutto riposto come lasciato alla fine dell'attività.

Nella carbonaia vi è ancora una macchina per la fabbricazione del ghiaccio realizzata nel 1933, anche questa mossa dalla ruota idraulica interna. All'esterno dell'officina vi è il “brolo”, un ampio spazio verde una volta orto e giardino, da dove è possibile osservare lo scorrere dell'acqua nella roggia e le ruote idrauliche del maglio e della mola.[27]

Piccolo Museo dell’Artigianato Breganzese

All’interno dell’antica officina aperta nel 1923 da Antonio Radin, sulla sponda destra del Chiavone Bianco, è stato realizzato il Museo, con la collaborazione del proprietario, del Gruppo di Ricerca Storica e del Comune di Breganze.

L’officina, specializzata nella lavorazione del ferro, è stata molto attiva tra gli anni venti e il secondo dopoguerra e in essa sono passati oltre 150 apprendisti che si sono formati “sul campo”. Lo scopo della sua trasformazione in Museo è ora quello di offrire alle giovani generazioni una testimonianza di tempi che rischiano di essere cancellati dall’oblio: molte macchine sono state restaurate e le attrezzature sono in perfetta efficienza; interessanti quelle da "bottaio". Accanto alla collezione messa a disposizione dalla famiglia Radin vi è una raccolta di oggetti ed attrezzi da “battirame” donata dalla famiglia Sorio[28].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il vino di Breganze[modifica | modifica wikitesto]

Vigna a Breganze.
Villa e vigneto
Villa, vigneto e azienda viticola

Il paese di Breganze è famoso per la produzione dell'omonimo vino di ottima qualità. Le cantine di Breganze sono conosciute per la produzione di vini pregiati frutto di una tradizione molto sentita nel luogo: tra essi spicca il Torcolato, dalla spremitura in gennaio di uve passite.

Di seguito si riporta l'elenco dei vini prodotti a Breganze e nei comuni contigui inseriti nel Consorzio Vini DOC Breganze:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima del Torcolato - Gennaio
  • Festeggiamenti di S. Valentino - Mirabella - Gennaio
  • Ciacolando per Breganze - Maggio
  • Festival/sagra del Vino - Maggio
  • Vespaiolona - Giugno
  • Calcio Saponato - Luglio
  • Sagra del pesce - Maragnole - Luglio
  • Festa della birra - Maragnole - Settembre
  • Fiera di San Martino - Novembre

Persone legate a Breganze[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Maragnole[modifica | modifica wikitesto]

Il primo abitato di Maragnole - distante 4 km. circa dalla pieve di Santa Maria Assunta - si formò quando la pianura breganzese fu bonificata e cominciò ad essere popolata nel XV secolo. Lo testimonia un oratorio costruito nel 1512, che fu il primo luogo di culto. Un paio di secoli più tardi, nel 1697, Giacomo Brogliato da Breganze vi fece costruire una cappella adeguata alla necessità della popolazione, quando il nucleo di Maragnole cominciò ad assumere un'identità di paese.

Chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola

Costruita nel 1697 da Giacomo Brogliato e dedicata a san Francesco di Paola, la chiesa venne ampliata e ristrutturata nella metà del Novecento. Venne benedetta il 21 agosto 1954 e consacrata il 20 novembre 1970 da Camillo Faresin vescovo oriundo di Maragnole.

L'interno della chiesa, a tre navate, si presenta luminoso. Nel presbiterio l'altare, l'ambone, la sede del presidente e il tabernacolo sono in marmo rosso di Asiago scolpito; è contornato da stalli lignei del 1958. Sulla parete di fondo dell'abside c'è un bel crocifisso - opera dello scultore sudtirolese Willy Messner - del 1952. Nell'arco sovrastante il presbiterio vi sono alcuni affreschi raffiguranti san Francesco di Paola che risuscita un fanciullo mentre al centro del presbiterio è l'Agnus Dei a ricordare il mistero eucaristico; sulla parete di fondo del presbiterio la Risurrezione di Cristo.

Nella cappella invernale vi è un bel paliotto di fine Seicento, sormontato dall'altare della Madonna Immacolata di metà Ottocento. In questo altare c'è la statua della Vergine dello scultore sudtirolese Vincenzo Moroder (1924) cui la devozione popolare attribuisce la miracolosa guarigione di una giovane del paese il 16 luglio 1924.

Il campanile, iniziato nel 1883, fu completato nel 1953 con una guglia snella.

Dopo lunghe contese, Maragnole fu eretta in parrocchia autonoma il 2 luglio 1956 dal vescovo Carlo Zinato[29].

Mirabella[modifica | modifica wikitesto]

Altre località[modifica | modifica wikitesto]

Altre località sono: Albero-Casette, Bragetti, Brian-Roncaggia, Capitello, Costa, Montegoggio, Crivellato, Saugo, Zabarella, Merlo, Miotti, Montecchio, Sant'Iberto, Saugo, Turra, Valerio, Palugare, Riva, Pajaron, Palazzotto[30].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Principale via di comunicazione è la Strada provinciale 111 Nuova Gasparona - che circonda con una circonvallazione il centro abitato.

Il paese è servito da autocorse della SVT (Società Vicentina Trasporti), nella quale dal 1º marzo 2016 sono confluite l'Aim Mobilità e le FTV.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2014 in carica Piera Campana Lista Civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 il comune di Breganze ha aderito alla lista dei comuni gemellati con la fondazione "Città della Speranza"[31].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Breganze 1919 che milita in terza categoria.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La pallacanestro è rappresentata dalla società A.S.D. Pallacanestro Breganze

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Volley Towers è stato promosso nella stagione 2014-2015 in Serie A1.

Hockey pista[modifica | modifica wikitesto]

L'hockey pista è rappresentato dalla società "A.S.D. Hockey Breganze" che attualmente milita nel campionato nazionale maschile di serie A1. La società vanta nel suo palmarès due scudetti e tre coppe Italia.

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

Asi Atletica Breganze. Società fondata nel 1979, ha portato vari atleti alla maglia azzurra nelle categorie giovanili. Breganze conta un olimpionico (Carlo Laverda nella staffetta alle Olimpiadi in Messico del 1968).

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

La società femminile Cicloclub Breganze (ora Wilier Breganze) è stata fondata nel 1996. Ha conseguito molteplici titoli italiani, uno Olimpico giovanile (2014) uno europeo e una medaglia d'argento ai Campionati mondiali (sempre nel 2014) nella categoria juniores.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Breganze - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ a b c d Antonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Accademia Olimpica, Vicenza, 1979, pp. 121-23
  4. ^ Sito del Turismo montagna vicentina
  5. ^ Mantese, 1952, p. 53
  6. ^ Secondo il Privilegium di Rodolfo, allora vescovo di Vicenza
  7. ^ Mantese, 1952, p. 155, n. 46
  8. ^ Anche secondo Gaetano Maccà la pieve originaria del paese era dedicata a San Martino e “stava per un tiro di saetta dal colle sopra cui esisteva il castello”.
  9. ^ Il maestro Pietro Dalle Mulle, appassionato di storia locale, ritiene che l'attuale edificio chiamato "casin" altro non sia che l'antico "Castelletto", che nel Cinquecento fu trasformato e adattato ad abitazione. I pavimenti e le scale all'interno di tale edificio denunciano palesemente l'uso secolare che di essi si è fatto. Sempre in via Castelletto e prospiciente al "casin" sorge un complesso edilizio, di evidente origine medioevale, un tempo attrezzato per la sosta delle diligenze ed il cambio dei cavalli
  10. ^ a b c d e f g h i Sito del Comune - Cenni storici, di Sergio Carrara
  11. ^ Ricordata da Dante Alighieri nel IX canto del Paradiso
  12. ^ Non è possibile stabilire che la donna raffigurata sia Cunizza da Romano; è però da ritenere che in quell'epoca solo famiglie di grande prestigio potessero permettersi di far affrescare la propria casa
  13. ^ Che la tradizione vuole eretta per la prima volta dal beato Bartolomeo da Breganze, vescovo di Vicenza dal 1255 al 1270; in realtà senza alcun fondamento, perché di Bartolomeo è del tutto incerta l'origine e perché a quel tempo Breganze era sotto la diocesi di Padova
  14. ^ Antonio Canova e Giovanni Mantese, op. cit., pp. 24-25}}
  15. ^ Ubaldino Dalle Nogare (nel suo libro Breganze, quadro storico, Vicenza, Tip. G. Rumor, 1953) ne localizza e descrive sedici.
  16. ^ ”Breganze dal buon vin, dal ricco prete”, scriveva nel 1600 il Dottori.
  17. ^ Sito dell'Unità pastorale di Breganze e Maragnole
  18. ^ Già nel 1879 le scuole locali erano tra le migliori e nel 1882, con la costruzione del nuovo edificio delle elementari, si attuò la prima opera pubblica significativa.
  19. ^ Antonio Diedo, Il campanile di Breganze: architettura di Antonio Diedo, Venezia, Stab. nazionale di G. Antonelli, 1846
  20. ^ Sito dell'Unità pastorale di Breganze e Maragnole
  21. ^ Sito dell'Unità pastorale di Breganze e Maragnole
  22. ^ Antonio Canova e Giovanni Mantese, op. cit., p. 125}}
  23. ^ Sito del Museo del Maglio
  24. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  25. ^ Fonte: http://www.breganze1.it/storia/
  26. ^ Sito dell'Università adulti/anziani
  27. ^ Museo dell'antico Maglio di Breganze
  28. ^ Museo dell'artigianato breganzese
  29. ^ Sito dell'Unità pastorale di Breganze e Maragnole
  30. ^ Sito Comuni e città
  31. ^ Comuni gemellati con Città della Speranza

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Associazione Museo del Maglio, L'antico maglio di Breganze: l'uomo, le macchine, gli attrezzi, i manufatti, Breganze, 2009
  • AA.VV., La valigia dell'emigrante: l'emigrazione nell'area bassanese da Asiago alla Valsugana, da Marostica alla Pedemontana del Grappa, da Breganze a Sandrigo e Castelfranco, Romano d'Ezzelino, La Valigia, 1999
  • Silvana Battistello, La memoria dell'esodo nel vicentino 1915-1918: il caso di Breganze, tesi di laurea, Udine, 2001
  • Pierluigi Bonotto, Breganze: storia urbana e del territorio, Vicenza, Nuovo Progetto, 1989
  • Raffaele Borghesan, Antonio Guadagnin, Piergiorgio Lavarda, Laverda, un secolo di meccanizzazione agricola: i protagonisti, la fabbrica, le macchine, 1873-1981, Breganze, 1999
  • Gabriele Boschiero, La torre rossa sulle colline: Breganze, i luoghi della memoria, Padova, Panda, 1996
  • Antonio Brazzale dei Paoli, Tra vigne e castagni: I Comuni di Breganze, Fara vicentino, Salcedo e Sarcedo, La Serenissima, 1987
  • Francesco Brazzale, Roberto Sperotto, 1915-1918: Ferrovie di guerra nel Vicentino: la linea decauville Marostica-Breganze-Calvene-Thiene ed altre strade ferrate, Fara Vicentino, Grafiche Leoni, 2014
  • Comune di Breganze, Il palazzo Brogliati sede municipale di Breganze, Vicenza, L. Zola, 1959
  • Comune di Breganze - Biblioteca Civica, Quaderni breganzesi di storia, arte e cultura Breganze, dal 1996
  • Comune di Breganze - Biblioteca Civica, Le Colombare: aspetti e salvaguardia di un'architettura rurale, Breganze, 1982
  • Comune di Breganze (a cura di Sergio Carrara), Breganze un secolo di sport, Artigrafiche Urbani Sandrigo, 2001
  • Fiorenzo Cuman, Capitei, sacelli e oratori di Breganze e Maragnole: saggio sull'edilizia popolare sacra, 1984
  • M. Licinia Faresin, Le Orsoline di Breganze fra l'antico e il nuovo, Breganze, 1976
  • Ivone Fraccaro, Religiosi e religiosità a Breganze: raccolta di memorie, Fara Vicentino, Edizioni Grafiche Leoni, 2009
  • Ivone Fraccaro, Crolli a Breganze, Breganze, 2008
  • Gruppo Ricerca Storica di Breganze, Mille anni di storia della viticoltura e del territorio nella zona di Breganze, Vicenza, La Serenissima, 2008
  • Piergiorgio Laverda, Le macchine agricole Laverda: la storia, i protagonisti e tutti i modelli prodotti a Breganze dal 1873, Dueville, Agorà Factory, 2009
  • Piergiorgio Laverda, Una fabbrica in guerra: la Laverda macchine agricole durante l'occupazione tedesca, settembre 1943-aprile 1945, Breganze, Archivio storico Pietro Laverda, 2015
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952
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  • Gianna Francesca Rodeghiero e altri, Mestieri perduti e antichi opifici tra l'Astico e il Brenta, Sandrigo, Artigrafiche Urbani, 2001
  • Università adulti-anziani, sede di Breganze, L' attività lavorativa e il costume nel tempo ieri-oggi: seminario di ricerca, Breganze, 2010
  • Università adulti-anziani, sede di Breganze, Aspetti antropologici e sociali della religiosità del popolo: seminario di ricerca, Breganze, 2014

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