Noventa Vicentina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Noventa Vicentina
comune
Noventa Vicentina – Stemma
Noventa Vicentina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
SindacoMarcello Spigolon (centrodestra) dal 7-6-2009
Territorio
Coordinate45°17′N 11°32′E / 45.283333°N 11.533333°E45.283333; 11.533333 (Noventa Vicentina)Coordinate: 45°17′N 11°32′E / 45.283333°N 11.533333°E45.283333; 11.533333 (Noventa Vicentina)
Altitudine13 m s.l.m.
Superficie22,88 km²
Abitanti8 947[2] (31-12-2015)
Densità391,04 ab./km²
FrazioniAre, Caselle, Saline[1]
Comuni confinantiAgugliaro, Borgo Veneto (PD), Campiglia dei Berici, Lozzo Atestino (PD), Ospedaletto Euganeo (PD), Pojana Maggiore, Sossano
Altre informazioni
Cod. postale36025
Prefisso0444
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT024074
Cod. catastaleF964
TargaVI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantinoventani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Noventa Vicentina
Noventa Vicentina
Noventa Vicentina – Mappa
Posizione del comune di Noventa Vicentina all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Noventa Vicentina è un comune italiano di 8 947 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Noventa Vicentina è il comune più a sud della provincia di Vicenza. Dista 33 km dal capoluogo e 37 km da Padova. Il territorio è pianeggiante, pur trovandosi a pochi chilometri dai Colli Euganei (a est) e dai Monti Berici (a nord-ovest).

Il comune è inoltre lambito a sud dal fiume Frassine che segna il confine tra la provincia di Padova (comuni di Saletto e Ospedaletto Euganeo) e la provincia di Vicenza.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Noventa Vicentina (dal latino nova entia, nuove terre) ricorda l'opera di bonifica attuata dopo le disastrose alluvioni dell'età longobarda.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

Sul suo territorio furono trovati reperti dovuti a presenza umana in epoca preistorica; fu densamente abitato in età romana.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Fonti storiche certe attestano l'esistenza di un castello vescovile a Noventa, uno dei più importanti del Basso Vicentino, del quale tuttavia sono state perse tracce e memoria. Durante il Medioevo, in quest'area i vescovi di Vicenza possedevano vaste proprietà, spesso insidiate dalle vicine Este, Montagnana e Lozzo i cui signori tendevano ad estendere i propri domini. Per tale fatto, aggravato dalla lontananza di Vicenza, il castello di Noventa doveva essere piuttosto forte: il Pagliarino scrive[3] che i castelli di Noventa e di Pojana erano «abbondanti di ricchezze, forti et cinti di bastioni et di fossa»[4].

Il primo documento che parla espressamente del castello di Noventa è il diploma imperiale rilasciato da Ottone III al vescovo di Vicenza Gírolamo nell'anno 1000: esso vi figura tra i castelli esentati dalla tassa del fodro, privilegio che circa cent'anni dopo Enrico IV confermava al vescovo Ezzelino[4].

Il fatto di essere esistito sin dal X secolo e di essere stato di proprietà vescovile farebbe pensare che il castello di Noventa sia stato in origine una fortificazione dell'antichissima pieve di Santa Maria, così come è avvenuto in tanti casi consimili e relativi all'epoca delle incursioni degli Ungari. Tuttavia i castelli nati dalla fortificazione delle chiese in quell'epoca erano generalmente di dimensioni e di strutture modeste, mentre quello di Noventa doveva invece essere grande e robusto; in secondo luogo, anziché nei pressi della pieve, è assai probabile ch'esso sorgesse a sud ovest di contrà Capovilla, ai confini col territorio di Pojana, dove esiste tuttora il molto indicativo toponimo "Castellazzo"[4][5].

Tenuto conto di questo, si può ipotizzare che a Noventa[6], dopo il primitivo incastellamento della pieve i vescovi abbiano fatto erigere in altro luogo anche un castello vero e proprio - lo stesso di cui parla il Pagliarino - e che abbiano mantenuto nei pressi della pieve la domus episcopatus della quale si ha documentata memoria almeno sin dal 1266. Sulla base di quest'ipotesi, a Noventa potrebbero esservi stati due nuclei fortificati; ciò almeno sino al 1240, perché in quell'anno i castelli di Noventa e di Pojana «furono - secondo il Pagliarino - posti in ruina et in esterminio da Eccelino»[7].

Quanto alla domus episcopatus, essa sopravvisse all'epoca ezzeliniana; viene spesso citata negli atti e documenti successivi al 1260, mentre non vien più fatta menzione alcuna del castello, il che confermerebbe l'ipotesi dell'esistenza di due distinte opere fortificate e che dopo la distruzione del 1240 il castello non sia più stato ricostruito, mentre continuò ad essere utilizzata la primitiva fortificazione pievana che includeva la domus e sorgeva nel centro abitato[4].

Quest'ultimo conservò probabilmente ancora per qualche tempo i segni dell'originaria impostazione urbanistica: lo si deduce da un atto pubblico del 1471 in cui si legge «Noventa... in contracta burgi ab ecclesia», si parla cioè del burgus, sorto a ridosso delle fortificazioni[8].

Verso la metà del Trecento, durante la dominazione scaligera, il territorio di Noventa fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Orgiano e tale rimase sino alla fine del XVIII secolo[9].

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Noventa, che dal 1404 era entrata a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia, trova nel secolo successivo, dopo la conclusione delle travagliate vicende legate alla Lega di Cambrai (1508), le condizioni che le permettono di svilupparsi economicamente e socialmente.

Il Vicentino seguirà fino in fondo le sorti di Venezia e dopo la caduta della Serenissima passerà sotto la dominazione austriaca, per poi entrare a far parte, nel 1866, del Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Duomo dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia, ubicato in via Giacomo Matteotti.
Nei primissimi anni del Trecento la parrocchiale fu trasferita dalla pieve di Santa Maria a una cappella benedettina dedicata a san Vito e - più tardi - anche ai santi Modesto e Crescenzia[4].
Sulla stessa area di questa cappella gotica, fra il 1640 e il 1650 fu costruita la chiesa, ulteriormente ampliata e modificata alla fine dell'Ottocento. La facciata marmorea, rifatta insieme con l'ampliamento, presenta un portale concluso da una lunetta a tutto sesto affrescata.
L'interno è a una sola navata, con sei altari laterali, e tre grandi absidi che incorniciano il presbiterio. L'altare maggiore in marmo di Carrara, attribuito allo scultore padovano Antonio Bonazza, reca al centro un bassorilievo con la Cena di Emmaus. Nella parete di sinistra, sopra l'altare di San Rocco, si trova una pala di Giambattista Tiepolo che raffigura i Santi Rocco e Sebastiano, commissionata dal cardinale Carlo Rezzonico[10]. Altri dipinti di celebri pittori come: Giambattista Tiepolo, Francesco Maffei, Niccolò Bambini, Antonio Zanchi, Giulio Carpioni e Domenico Campagnola.
Sul retro della chiesa si trova un sacello neogotico coronato in pinnacoli, realizzato durante la seconda metà del XIX secolo, a scongiurare il pericoloso colera.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Villa Barbarigo (Noventa Vicentina) e Villa Manin Cantarella.
La facciata asimmetrica reca ai lati della porta d'ingresso quattro pilastri bugnati, che al piano nobile continuano in lesene ioniche che reggono il frontone triangolare. :Sul retro, nel giardino, davanti alla parete cinquecentesca una vera da pozzo gotica. : All'interno un ampio scalone settecentesco; nelle sale laterali, vi sono sovraporte in legno laccato e fregi alle travi, stucchi al soffitto nella sala d'ingresso[10].
L'elegante cappella adiacente alla villa, costruita nel 1741, reca sull'altare una statua della Vergine in marmo, attribuita ad Orazio Marinali.
  • Villa Albrizzi, ubicata nella frazione di Saline.
A tre piani, ha caratteristiche tipicamente rinascimentali. La facciata presenta una bella modanatura in pietra di Nanto alla porta centrale, e una cornice a dentelli sotto il tetto.
L'aia è in pietra masegna.
Al di là della strada che porta ad Este, si trovano i portici in mattoni,. Sul retro, una chiesetta dedicata a San Giovanni Evangelista[10].
  • Villa San Floriano, villa ubicata nella frazione di Caselle.
Le cornici delle porte e delle finestre sono in pietra di Nanto. Di fronte è presente un oratorio dedicato a San Floriano.
Il complesso, interamente circondato da mura, comprende la casa padronale, un oratorio e gli annessi rustici. Il palazzo, dalla fisionomia rinascimentale, a un solo piano nobile, reca alle porte a alle finestre cornici in pietra di Nanto. All'interno, un ampio salone centrale, esteso per l'intera lunghezza dell'edificio, mette in corrispondenza l'entrata principale con quella della corte. Ai lati si aprono le stanze. Le cantine sono a volta.
Adiacenti alla casa si trovano i granai, le abitazioni dei dipendenti e le stalle, con ampi portici ad arco. Nell'ampio cortile, il séleze (aia) in mattoni. Di fronte alla casa, oltre all'aia, l'oratorio dedicato a San Floriano, già esistente nel XIII secolo[10].
  • Teatro Modernissimo, inaugurato nel settembre 1876 con il nome di Teatro della Concordia, fu in seguito denominato Teatro Sociale. Ricostruito con l'aggiunta della bottega del caffè, e di un'ala per i camerini, fu riaperto nel dicembre del 1910. La sala assunse l'attuale nome nel 1919 quando fu trasformata in cinema. Divenne di proprietà del Comune nel 1936. I lavori di restauro effettuati tra il 1982 e il 1985 hanno riportato l'edificio alla sua immagine originaria, sia interna che esterna. Dal 1986 il Teatro è sede di importanti manifestazioni culturali[10].
  • Palazzo Stefani. Nel corpo centrale, datato 1788, si trovano affreschi, decorazioni, colonne, stucchi, ferri battuti; i pavimenti sono in palladiana e marmo. Nelle ali, più basse, ristrutturate senza intaccare l'originaria struttura, sono stati ricavati numerosi appartamenti[10].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Palatenda di Viale dei Martiri, utilizzato dalla Pro Loco, dalle associazioni e dal comune nel periodo delle sagre ed altri eventi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Centro scolastico della zona - oltre alla scuola dell'obbligo vi sono anche l'Istituto Professionale Industria e Artigianato Leonardo Da Vinci e l'Istituto d'Istruzione Superiore Umberto Masotto - Noventa è anche sede di manifestazioni culturali di notevole livello - come "Teatro a Noventa" - e di iniziative tendenti a favorire lo sviluppo economico e produttivo, ma anche sociale, del Basso Vicentino[10].

Vi sono anche la Biblioteca Comunale[12] e il Cinema Teatro "Modernissimo"[13].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

"Tèliko TV" era un'emittente televisiva locale nata nel 1986[14]. Nel 2000 cambia denominazione in "TeleVeneto" e successivamente in "Tèliko TV / TeleVeneto". Trasmette come Web TV[14][15].

Persone legate a Noventa Vicentina[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni del comune di Noventa Vicentina sono Caselle (con circa 100 abitanti), Saline, Are.

Altre località o contrade sono: Agora Di Sotto, Agora Est, Ca' Bosco Di Sopra, Ca' Bosco Di Sotto, Fioccarde, Frassenella Di Sopra, Marchiorette Di Sopra, Marchiorette Di Sotto, Migliadizzi Di Sotto, San Floriano, Spinosa Di Sopra, Spinosa Nord.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La zona, pur mantenendo la propria tradizione agricola, vanta una significativa presenza industriale nei settori tessile e metalmeccanico, e interessanti prospettive nel settore terziario[Chiarire...la fonte.]

Nella Provincia di Vicenza il comune di Noventa Vicentina risultava al 4º posto nella classifica del benessere, pubblicata nel 2011 da Il Sole 24Ore.

A Noventa si trovano la sede italiana della Komatsu Limited e della Staff International.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Un treno Vicenza-Noventa Vicentina sulla tranvia Vicenza-Noventa Vicentina-Montagnana, davanti all'Arco delle Scalette a Vicenza nel 1912

Noventa Vicentina è collegata ai centri circostanti tramite strade provinciali, la principale delle quali è la strada provinciale 247 Riviera Berica (ex strada statale 247 Riviera), che si snoda tra Vicenza ed Este.

La località è servita dal casello omonimo posto sull'Autostrada A31 aperto nel 2015.[16]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1887 e il 1979 la località fu servita dalla omonima stazione della tranvia Vicenza-Noventa Vicentina-Montagnana.

La linea rivestì un ruolo importante anche durante la prima guerra mondiale, quando numerosi profughi e sfollati provenienti dall'Altopiano di Asiago trovarono ospitalità in particolar modo nei comuni di Noventa Vicentina e Pojana Maggiore.

A partire dal 1948 Noventa Vicentina divenne località capolinea poiché a seguito di danneggiamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, il tratto Noventa Vicentina-Montagnana fu cessato mentre il tratto Noventa Vicentina-Vicenza continuò ad essere attivo per i successivi 30 anni.

Sul sedime tranviario, dopo la sua dismissione, è stata realizzata la pista ciclabile Riviera Berica.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico a Noventa Vicentina è garantito da autocorse svolte dalla società Ferrovie e Tramvie Vicentine (FTV).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1991 Luigi Giacomuzzi DC Sindaco
1991 1994 Carlo Alberto Formaggio DC Sindaco
1991 1994 Adelino Veronese DC Sindaco
1995 1999 Adelino Veronese Centrosinistra Sindaco
1999 2009 Carlo Alberto Formaggio Centrodestra Sindaco
2009 in carica Marcello Spigolon Lista "Per il buon governo" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Noventa Vicentina è gemellata con:

Gemellaggio nato nel maggio 1916 quando Noventa Vicentina accolse e diede ospitalità a buona parte della cittadinanza di Asiago, in fuga dall'Altopiano, sotto l'incalzare degli eventi bellici.

Inoltre, il 10 giugno 2012, il comune di Noventa Vicentina ha aderito alla lista dei comuni gemellati con la fondazione "Città della Speranza"[17].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Una formazione della Nova Gens nel 1925
Una formazione della Nova Gens nel 1933

La "Nova Gens" è la principale società calcistica di Noventa Vicentina. Fondata nel 1914, è una delle più antiche squadre del vicentino, alle spalle del Vicenza Calcio, fondato nel 1902. La squadra gioca le sue partite casalinghe allo Stadio "Gino Fracca" di Noventa Vicentina; i colori sociali sono il rosso e il blu.

Atleti famosi[modifica | modifica wikitesto]

Filippo Costa giocò nelle giovanili della Nova Gens per poi passare nelle giovanili del Chievo e poi successivamente in prima squadra.

Nevio Scala giocò nelle giovanili della Nova Gens per poi passare nelle giovanili del Vicenza.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Volley Noventa è la squadra pallavolistica femminile di Noventa Vicentina. Ha disputato negli anni ottanta campionati femminili in serie A1 e A2. L'esordio in A1 fu il campionato 1981-1982. Il Volley Noventa ha disputato nove campionati femminili in serie A1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Noventa Vicentina - Statuto.
  2. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico al 31 dicembre 2015
  3. ^ Croniche di Vicenza, III, p. 163
  4. ^ a b c d e Canova, 1979, pp. 167-68
  5. ^ Stante tale indicazione, non dovrebbe esserci nessuna relazione tra l'area del castello e quella attualmente occupata dagli edifici storico-artistici di Noventa (Villa Pojana di San Floriano, Villa Pojana di Santa Maria Elisabetta, Villa Barbarigo Rezzonico, Villa Manin, ecc.); questi ultimi, d'altra parte, furono eretti solo dopo il XV secolo e per conto di famiglie nobili non originarie di Noventa
  6. ^ Così come avvenne anche a Brendola
  7. ^ Croniche di Vicenza, citato
  8. ^ In un altro documento del 1498 si parla anche di una «contracta burgantini»; più che al burgus, però, tale dizione dovrebbe riferirsi all'attuale Bergoncino
  9. ^ Canova, 1979, p. 160
  10. ^ a b c d e f g Sito del Comune - Storia del territorio
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Sito del Comune sulla Biblioteca
  13. ^ Sito del Comune sul Teatro
  14. ^ a b Televeneto
  15. ^ Web TV
  16. ^ Il Giornale di Vicenza - dalla home
  17. ^ Comuni gemellati con Città della Speranza

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.
  • Maria Grazia Bulla Borga, Ca' Arnaldi in Noventa Vicentina: storia e arte, Noventa Vicentina : Casa di riposo Ca' Arnaldi, 2001
  • Turridu Busato e altri, Vecchia Noventa: 100 immagini d'altri tempi, dall'800 ai giorni nostri, Noventa Vicentina, Giovani Editori, 1990
  • Antonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Vicenza, Accademia Olimpica, 1979.
  • Renato Cevese, La villa Barbarigo residenza municipale di Noventa, Noventa Vicentina, Centro di cultura Dante Alighieri, 1974
  • Gianni Galuppo. Personaggi di Noventa Vicentina: sec. 19.-20, Noventa Vicentina, Editori Veneti di Gianni Galuppo, 2006
  • Giovanni Mantese, Storia di Noventa Vicentina, Comune di Noventa Vicentina, 1991
  • Maurizio Merlin, Noventa Vicentina: cinquant'anni di storia in bianco e nero, 1900-1950, ricerca iconografica e grafica, Sossano, Giovani Editori, 2000
  • Lauretta Paiola Cenci, Una storia tutta noventana, ricostruzione toponomastica e sviluppo del centro storico di Noventa Vicentina, Noventa Vicentina, Comune, 1997
  • Ermenegildo Reato, Noventa vicentina: profilo storico, Comune di Noventa, Centro di cultura Dante Alighieri, 1974
  • Ermenegildo Reato, Noventa Vicentina tra '800 e '900. Memorie per il primo centenario della casa di riposo "Cà Arnaldi", Vicenza, La Grafica & Stampa, 2001
  • Lorenzo Valda (a cura di), Alcune storie di Noventa Vicentina,Urbana Tipografia Arte, 2013
  • Gian Carlo Zaffanella, Alle origini di Pojana Maggiore e Noventa Vicentina: evoluzione paleografica ed antica umanizzazione lungo la bassa valle dell'Alonte (pianura veneto-atesina), Basso vicentino, 1987

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN238166389
Vicenza Portale Vicenza: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Vicenza