Schiavon

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Schiavon
comune
Schiavon – Stemma Schiavon – Bandiera
Schiavon – Veduta
Chiesa parrocchiale di Schiavon con annesso cimitero
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Mirella Cogo (centrodestra) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 45°42′N 11°39′E / 45.7°N 11.65°E45.7; 11.65 (Schiavon)Coordinate: 45°42′N 11°39′E / 45.7°N 11.65°E45.7; 11.65 (Schiavon)
Altitudine 74 m s.l.m.
Superficie 12 km²
Abitanti 2 627[1] (31-12-2015)
Densità 218,92 ab./km²
Frazioni Longa
Comuni confinanti Breganze, Marostica, Mason Vicentino, Nove, Pozzoleone, Sandrigo
Altre informazioni
Cod. postale 36060
Prefisso 0444
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024099
Cod. catastale I527
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti schiavonensi o sclavonensi
Patrono sant'Isidoro
Giorno festivo 15 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Schiavon
Schiavon
Schiavon – Mappa
Posizione del comune di Schiavon all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Schiavon (Sćión in veneto) è un comune italiano di 2 627 abitanti[1] della provincia di Vicenza in Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Toponimi[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del toponimo "Schiavon" è incerta. Sembra che derivi da Sclavonum, accrescitivo di slavus o sclavus. Non è però chiaro a quale gruppo etnico il toponimo si riferisca, perché compare già nel XII secolo; quindi non può riguardare un afflusso di persone di etnia slava favorita dalla Repubblica di Venezia nel XV secolo per ripopolare le campagne della terraferma[2].

Secondo un'altra ipotesi vi è una relazione con il torrente Chiavone visto che in passato la località era nota come Chiavón[3]; in questo caso occorre però stabilire l'origine di questo nome.

Anche l'etimologia del toponimo della frazione "Longa" è incerta; anch'esso appare nel XII secolo, quasi sempre preceduto dall'articolo "la", ancora mantenuto nel parlare corrente. Forse deriva dal nome di una famiglia vicentina, quella dei Longo che vi possedeva, poco dopo il 1000, numerosi beni. Altra ipotesi è che indichi la strada lunga e diritta - per questo detta la Longa - che veniva da Vicenza[2].

Epoca antica e Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni rilievi aerofotografici del territorio comunale lasciano supporre la presenza di una centuriazione in epoca romana; prima del XII secolo non vi sono però documenti o reperti che attestino la presenza di centri abitati a Schiavon o a Longa.

Del 1146 - periodo degli Ezzelini - è documentata una donazione al monastero di Campese di due mansi posti sul territorio di Schiavon[2].

Secondo il Regestum Possessionum Communis Vincentiae del 1262, il Comune di Vicenza possedeva a Schiavon ... itero unum sedimen apud... a mane fossatum castri. Cinque secoli più tardi, ai primi dell'Ottocento, il Maccà[4], fa presente che ai suoi tempi un prato accanto alla chiesa parrocchiale era ancora denominato "Castellano". Questo dimostrerebbe che a Schiavon esisteva un castello, ma ne restano sconosciute le origini e le vicende. Considerato che la ecclesia S. Margarite de Sclavone è antichissima, si può però ipotizzare che si sia trattato della fortificazione della chiesa, creata nel X secolo all'epoca delle scorrerie degli Ungari[5]. Nelle Rationes Decimarum del 1297 e del 1303 sono nominate le rispettive chiese di entrambe le località, elevate al rango di parrocchiali.

Il 4 aprile 1391 l'allora signore di Vicenza Giangaleazzo Visconti concesse alla nobile famiglia Palazzi il feudo gentilizio di Schiavon, del quale la famiglia percepì le decime sino al 1971[6].

Epoca moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1404 anche Schiavon e Longa - ormai da oltre un secolo appartenenti al "contado" di Vicenza - insieme con la città entrarono a far parte della Repubblica di Venezia; per quattro secoli esse continuarono ad essere due comunità rurali distinte, ciascuna guidata da un decano eletto dai capi-famiglia e coadiuvato dai massari, che amministravano la parrocchia e talvolta fungevano da esattori di tasse.

Potenti e ricche famiglie dell'aristocrazia cittadina - come i Chiericati - acquisirono su questo territorio vaste proprietà e costruirono le propria residenza di campagna. La vita dei villici invece fu sempre difficile: oltre agli episodi di carestia e le epidemie, furono sempre assillati da tasse pesanti; anche la decima appariva penalizzante se nel 1471 a Longa si andava a rubare per pagarla, come appare da un documento notarile, mentre a Schiavon il malcontento per questo istituto di ordine feudale non era da meno[2].

Verso la metà del XVI secolo l'agricoltura e l'artigianato vennero incentivate, anche per merito di un provvedimento che Venezia assunse, istituendo nel 1556 un'autorità che provvedesse ad avviare la ricostruzione di argini e bacini; i nobili Mocenigo, Chiericati, Rossi ebbero la concessione per l'irrigazione dei campi sterili nei villaggi di Longa, Schiavon e Pozzo e la conseguente autorizzazione all'allestimento delle rogge[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Santa Margherita, a Schiavon.
L’edificio è stato ristrutturato tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII; notevoli gli altari marmorei del Settecento e la pala di fra’ Felice Cignaroli[7].
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, a Longa.
Ricostruita nel secolo XIX, fu restaurata negli anni 1925-30. L’altare maggiore è settecentesco, ai lati due pale raffiguranti “l’Annunciazione” e “Compianto del Cristo morto” risalenti agli anni 30 del XX secolo; il vecchio campanile - che si trova sul luogo dove si trovava l’antica chiesa, al centro del cimitero- sembra risalire al XII secolo[7].
  • Canonica di Longa.
In origine corte dominicale; all’edificio principale - riportato su di una mappa del 1660 - sono stati aggiunti altri corpi tra i quali una bella barchessa del 1766; interessante anche il portale di accesso alla corte[7].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Chiericati Cabianca Lambert Showa.
Edificata nel Cinquecento e rimaneggiata verso la metà del Settecento da Antonio Caregaro Negrin; all'interno conserva alcuni pregevoli affreschi attribuibili a Ludovico Pozzoserrato (sec. XVI)[7][8]. Aveva un oratorio dedicato all'Assunzione della B. Vergine Maria, ora non più esistente.
  • Villa Palazzi Basso Cuman, detta il "Palazzon".
Interessante edificio costruito verso la metà del Quattrocento attorno ad un nucleo molto antico, forse una torre della fine del XIV secolo. Presenta i caratteri tipici della residenza rurale ispirata ai moduli del gotico veneziano. L’edificio è stato ristrutturato negli ultimi decenni[7][9][10]
  • Villa Mascarello.
Costruita tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento[11].
  • Villa Rota.
Piccolo edificio della prima metà del Settecento, opera di un modesto architetto che forse ristrutturò un edificio precedente[12].
  • Villa Negri Zilio Feriani.
Edificio in origine di stile gotico, la cui ristrutturazione, rimasta incompleta, nella seconda metà del Cinquecento, tentò di trasformarla in stile neoclassico[13].
  • Barchessa Cogo.
Grande barchessa, posta ad est di villa Chiericati, ristrutturata per due volte nella seconda metà del Cinquecento, come ricordato dall’epigrafe latina sulla parete sud visibile da via Peraro[7].
  • Villa Gilli Peron Ronco.
Di umile aspetto e di dimensioni ridotte non se ne conosce l’origine; probabilmente è del XVII secolo ed è possibile che facesse parte del complesso della vicina Villa Chiericati[7][14].
  • Villa Perini Maragno.
Verso la metà dei Seicento vi abitava Girolamo Perini, esponente di una famiglia nobile locale[7][15].
  • Ca' Poli.
Probabilmente cinquecentesca[16].
  • Casale Bernardi.
Casa dominicale, al quale era annesso l'oratorio di San Francesco, ora scomparso; conserva nel portico un affresco del 1576 raffigurante la “Madonna con il Bambino tra due Santi”[7].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel Comune di Schiavon vi sono una scuola dell'infanzia (privata) e due scuole primarie.

Nel capoluogo vi è anche la Biblioteca civica, che fa parte della rete di biblioteche vicentine.

Persone legate a Schiavon[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Palazzi (Vicenza, 5 gennaio 1652 - 27 aprile 1726), letterato e accademico olimpico. Definito "il Cantore del Parnaso Vicentino", "dottor di collegio" dal 1678, fu autore di una ventina di opere in poesia e in prosa, la maggior parte conservate in unica copia presso la Biblioteca Bertoliana di Vicenza.
  • Antonio Nodari (Schiavon, 18 giugno 1790 - Padova 1840), canonico della cattedrale di Padova, insegnante di storia della filosofia all'Università di Padova, autore di componimenti in lingua latina fra cui il dialogo De lingua latina (prosa, 1829) e la raccolta di versi Lusus poeticus anatomicus (1822).
  • Mario Simoni (Roma 15 novembre 1885 - Longa di Schiavon, 24 luglio 1967), pittore, sposato con una longhese, dipinse quadri, quasi sempre raffiguranti umili oggetti quotidiani, e creò o ritoccò affreschi e pale negli edifici sacri di Longa e Schiavon.
  • Adriano Passuello (Longa di Schiavon, 3 novembre 1942), ciclista.
  • Pietro Parolin (Schiavon, 17 gennaio 1955), cardinale e segretario di Stato di Sua Santità.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La sola frazione del comune di Schiavon è quella di Longa.

Altre località o contrade sono: Campogallo, Case sparse, Contra' Bosella, Contra' Scovazzolo, Roncaglia Vaccheria, Santa Corona.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tram a Schiavon all'inizio del XX secolo "Vaca Mora"
Tram a Schiavon all'inizio del XX secolo

Il trasporto pubblico a Schiavon è garantito da autocorse svolte dalla società Ferrovie e Tramvie Vicentine (FTV).

Fra il 1910 e il 1961 la città venne servita da una fermata posta sulla Tranvia Vicenza-Bassano del Grappa, gestita anch'essa dalle FTV.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1808 1809 Giuseppe Poli Sindaco
1811 Antonio Cogo Sindaco
1817 Camillo Chiericati Deputato comunale
1825 Luigi Cogo Deputato comunale
1843 1844 Giovanni Borella Deputato comunale
1867 1884 Valentino Silvagni Sindaco
1884 1887 Pietro Palazzi Sindaco
1887 1889 Giovanni Battista Boschetti Sindaco
1889 1895 Giovanni Battista Boschetti Sindaco
1895 1902 Giovanni Battista Boschetti Sindaco
1902 1907 Giovanni Battista Boschetti Sindaco
1907 1914 Giovanni Battista Silvagni Sindaco
1914 1920 Giovanni Battista Silvagni Sindaco
1920 1924 Giovanni Zanettin Sindaco
1924 1926 Giovanni Zanettin Sindaco
1926 1935 Amedeo Cogo PNF Podestà
1935 1936 Beniamino Poli Commissario prefettizio
1936 1943 Beniamino Poli PNF Podestà
1943 1943 Vittorio Pasetto Commissario prefettizio
1943 1944 Luigi Grasso Commissario prefettizio
1944 1944 Ezio Filini Commissario prefettizio
1944 1945 Giovanni Battista Binetti Commissario prefettizio
1945 1946 Bernardo Ave Sindaco
1950 1951 Giovanni Battista Dellai Sindaco
1951 1953 Giovanni Battista Dellai Sindaco
1953 1954 Bortolo Zanettin Sindaco
1954 1956 Luigi Bernardi Sindaco
1956 1960 Sante Cuman Sindaco
1960 1964 Sante Cuman Sindaco
1964 1970 Luigi Cogo Sindaco
1970 1975 Angelo Passuello Sindaco
1975 1979 Giovanni Marcolin Sindaco
1979 1980 Aldo Squarzon Sindaco
1980 1985 Aldo Squarzon Sindaco
1985 1989 Antonio Bianchi Sindaco
1989 1990 Luigi Brogliato Sindaco
1990 1995 Luigi Brogliato Sindaco
1995 1997 Luigi Brogliato Sindaco
1997 1998 Luigi Brogliato Sindaco
1998 1999 Luigi Brogliato Sindaco
1999 2004 Antonio Bianchi Sindaco
2004 2009 Antonio Bianchi Sindaco
2009 2014 Mirella Cogo Sindaco
2014 In carica Mirella Cogo Sindaco

[18]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31 dicembre 2015.
  2. ^ a b c d e Sito del Comune - Storia
  3. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 612.
  4. ^ Gaetano Maccà, Storia del Territorio Vicentino, II, p. 341
  5. ^ Antonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Accademia Olimpica, Vicenza, 1979, p. 128
  6. ^ Per la storia e le personalità vedi G. Dellai: Schiavon e Longa, (Vicenza 2005, 2ª ed., e Mario Palazzi, Cronaca del diritto di decima esercitato per 580 anni dai nobili Palazzi nel feudo di Schiavon: 1391-1971, 2013
  7. ^ a b c d e f g h i Sito del Comune di Schiavon
  8. ^ Scheda Istituto Regionale Ville Venete
  9. ^ M. Kubelik: Die Villa in Veneto im Quattrocento. Munchen 1977
  10. ^ Scheda Istituto Regionale Ville Venete
  11. ^ Scheda Istituto Regionale Ville Venete
  12. ^ Scheda Istituto Regionale Ville Venete
  13. ^ Scheda Istituto Regionale Ville Venete
  14. ^ Scheda Istituto Regionale Ville Venete
  15. ^ Scheda Istituto Regionale Ville Venete
  16. ^ Scheda Istituto Regionale Ville Venete
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  18. ^ Giordano Dellai, Schiavon e Longa, storia di due comunità e di un territorio nell'alta pianura vicentina, Amministrazione comunale di Schiavon, 2005

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giordano Dellai, Schiavon e Longa: storia di due comunità e di un territorio nell'alta pianura vicentina, Vicenza, La Serenissima, 1994 (1 ediz.), 2005 (2 ediz.)
  • Giovanni Lanaro, Longa, un paese, una comunità: vita e ricordi 1940-1950, Vicenza, Editrice veneta, 2010

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