Piovene Rocchette

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Piovene Rocchette
comune
Piovene Rocchette – Stemma Piovene Rocchette – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Ermino Masero dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°46′N 11°26′E / 45.766667°N 11.433333°E45.766667; 11.433333 (Piovene Rocchette)Coordinate: 45°46′N 11°26′E / 45.766667°N 11.433333°E45.766667; 11.433333 (Piovene Rocchette)
Altitudine 277 m s.l.m.
Superficie 12,91 km²
Abitanti 8 346[1] (31-12-2015)
Densità 646,48 ab./km²
Comuni confinanti Caltrano, Carrè, Chiuppano, Cogollo del Cengio, Santorso, Velo d'Astico, Zanè
Altre informazioni
Cod. postale 36013
Prefisso 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024078
Cod. catastale G694
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti piovenesi, rocchettensi
Patrono Santo Stefano protomartire per la Parrocchia di Piovene, San Giuseppe per la Parrocchia di Rocchette, Natività della Beata Vergine Maria per la Parrocchia del Grumello.
Giorno festivo 26 dicembre, 19 marzo, 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piovene Rocchette
Piovene Rocchette
Piovene Rocchette – Mappa
Posizione del comune di Piovene Rocchette all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Piovene Rocchette è un comune italiano di 8 346 abitanti[1] della provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Piovene Rocchette è situata nell'Alto Vicentino, con la parte più antica del comune addossata alle pendici del Monte Summano. Il comune di Piovene Rocchette è considerato per la legge un comune montano dato che le statistiche climatiche indicano la presenza di un clima montano, nonostante la collocazione del territorio comunale sia sotto i 600 m. Il paesino di Piovene Rocchette presenta estati calde e afose e inverni freddi con temperature che vanno da 8 a -3 gradi

Piovene Rocchette fa parte dell'unione delle Comunità Montane Leogra-Timonchio.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione originaria del comune era semplicemente "Piovene", nome che deriva probabilmente dalla ricchezza di acque (pluviae) che caratterizza il suo territorio. Altra ipotesi, formulata dallo storico vicentino Giovanni Mantese, è che il nome derivi da juvenum (come per Giavenale), con riferimento al dio Giove o agli juvenes, i giovani soldati romani dislocati nel vicino castrum[2].

Il secondo nome, "Rocchette", fu aggiunto con Regio Decreto del 19 ottobre 1933[3], vista l'importanza che aveva assunto la località così denominata, grazie agli stabilimenti dei Lanifici Rossi, della Stazione ferroviaria e delle Birrarie, probabilmente con riferimento a piccole fortificazioni di segnalazione, più che di difesa, esistenti in zona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Val Leogra § Storia e Storia del territorio vicentino.

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

Iscrizione funeraria

D M
PAPIRIA·MA
XIMA
LAETILIAE
MACRINE·MA
TRI·CARIS

ovvero

D[IIS] M[ANIBUS]
PAPIRIA·MA
XIMA
LAETILIAE
MACRINE·MA
TRI·CARIS[SIMAE]

così tradotto:

IN ONORE DEGLI DEI MANI
PAPIRIA MASSIMA (dedica)
A LETILIA MACRINA

MADRE CARISSIMA

Qui vi fu un'antichissima villa, diventata municipium romano[4], adagiata ai piedi del Monte Summano.

Nella zona di Castel Manduca ad ovest del paese, alle falde del monte, sono stati effettuati scavi archeologici[5]. Infissa nel muro frontale di recinzione della casa canonica, situata nell'omonima Piazza Papiria a fianco della chiesa parrocchiale, si legge l'iscrizione funeraria, su lapide di epoca romana, di Papiria Massima dedicata alla madre Letilia Macrina[6].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Già alla fine dell'epoca romana e per tutto l'Alto Medioevo, le piccole rocche di avvistamento e i due castelli, Pelluca e Manduca, svolsero una funzione strategica nel controllo della Val d'Astico e del suo sbocco verso l'alta pianura vicentina.

Nella seconda metà del XII secolo, quando il Comune di Vicenza espanse il suo potere su tutto il territorio, anche Piovene fu ad esso sottomessa e ciò fino al 1224, anno in cui si costituì in comunità rurale, dotandosi di statuti. Poi fu dominata dagli Ezzelini; caduto Ezzelino III, il castello di Piovene fu confiscato alla sorella Emilia dal Tribunale dell'Inquisizione di Vicenza e, subito dopo, il Comune di Vicenza se ne impossessò[7]. Successivamente, Piovene continuò a seguire le sorti di Vicenza sotto la dominazione dei padovani, degli Scaligeri e dei Visconti.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Piovene austriaca[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sconfitta di Napoleone, i piovenesi sperarono di ricostituire assieme ai veneti,l'antica repubblica di Venezia. Tale speranza venne vanificata nel 1815, l'anno del periodo della restaurazione, durante il quale il Veneto e la Lombardia vennero unificati all'Impero Austriaco. I piovenesi, non furono entusiasti dell'idea di essere dominati dagli austriaci(poiché avevano già provato l'esperienza di essere dominati dai francesi,con una povertà assoluta). Tutta via dopo soli tre mesi sotto il casato asburgico i piovenesi,come gran parte del Veneto, si ricredettero sul regnate austriaco grazie il quale riuscì a migliorare l'economia, far pagare solo il 10% di tasse di un salario di un operaio-contadino. Gli austriaci vennero quindi ben voluti dalla cittadina e ci fu un sentimento sia per la ex repubblica veneziana ma anche per l'Austria, il kaiser Francesco Giuseppe l e gli Asburgo. Un altro fattore che unì i piovenesi e gli austriaci fu eliminare la leva militare e donare alla cittadina alcune ricchezze rubate dai francesi.Nel 1859 dopo l'anessione della Lombardia al regno di Sardegna,il confine geo-politico del Regno Lombardo-Veneto si spostò al fiume Mincio. Dal 1859 al 1866 i rapporti fra veneti(quindi anche Piovenesi), e gli austriaci si fecero più forti, entrambi i popoli si aspettavano un'invasione da parte del Regno D'Italia(proclamato nel 1861). Nell'estate del 1866 come previsto dagli austro-veneti,l'Italia invase il lombardo-veneto. Nell'esercito imperiale austriaco parteciparono 60000 veneti tra cui 20 furono piovenesi arruolati non solo per difendere la loro patria, ma anche per un pensiero d'affetto verso l'Austria e Venezia e contro agli italiani.Nonostante le vittorie a Lissa e a Custoza da parte degli austro-veneti,e quindi la sconfitta del regno d'Italia, Piovene e il veneto vennero anessi al regno italiano e da qui in poi vi fu una grande emigrazione dei veneti causato dalla povertà e mancanza di lavoro. Solo a fine degli anni 60 dell'800 si nota un leggero cambiamento.

Periodo al Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 dicembre 1869 a Rocchette fu aperto il Lanificio Rossi e la richiesta di manodopera portò ad un aumento della popolazione della zona.

A Rocchette frazione di Piovene, il 2 gennaio 1893, venne consegnata, a mezzo trasporto ferroviario, la prima automobile acquistata in Italia: la Peugeot Type 3 di Gaetano Rossi (figlio di Alessandro), allora direttore dei 4 stabilimenti Lanerossi di Rocchette. L'esemplare, numero 25 dei 64 prodotti, venne pagato 5552,20 franchi ed è tuttora conservato al Museo dell'automobile Carlo Biscaretti di Torino. Il 5 luglio 2007, in onore di questo evento, la Peugeot tramite la Peugeot Italia e il patrocinio del Comune di Piovene Rocchette hanno intitolato un'estesa rotonda stradale (Largo Armand Peugeot), situata in zona Bivio, ad Armand Peugeot (1849-1915).

Piovene durante la grande guerra[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Grande Guerra (1916-18) tutta la valle dell'Astico è interessata da fortificazioni difensive, essendo la retrovia del fronte italiano, come ultimo baluardo in caso di sfondamento, per fermare l'avanzata austroungarica. Nei punti strategici vengono fatti poderosi sbancamenti per costruire piazzole, trincee e baraccamenti. In particolare le località "Castello di Meda" e "Sogno" sono sottoposte a colossali lavori con chilometri di trincee scavate nella roccia e ripari in caverna dove i soldati potevano dormire, rifocillarsi e ripararsi in caso di bombardamento o di attacco.

Piovene nel primo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1921 alla chiesa di Rocchette fu assegnato un sacerdote fisso e nel 1928 Rocchette divenne curazia, dipendente dalla parrocchia di Piovene, a sua volta dipendente dalla diocesi di Padova. Nel 1954 la curazia fu elevata a parrocchia, nel 1960 fu benedetta la prima pietra di una nuova chiesa, consacrata nel 1970 e ristrutturata nel 2009.[8]

Piovene sotto il terzo Reich[modifica | modifica wikitesto]

Dal 20 settembre 1943 Piovene Rocchette venne annessa al Terzo Reich e integrata nella regione dell'OZAV fino al 3 aprile 1945. Dal 3 al 26 aprile vi furono aspre battaglie in paese fra tedeschi e alleati e la città fu bombardata dai B24 americani; il 27 aprile i tedeschi si arresero ma, sul Monte Summano, le alture dell'Angelo restarono occupate fino al 1 maggio.

Piovene nel secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '70 su progetto dei politici Piccoli, Rumor e Bisaglia, fu costruita un'autostrada da Vicenza fino a Piovene Rocchette. L'autostrada A31 della Valdastico nota anche come Pi.Ru.Bi. dal nome dei suoi ideatori politici, fu per molti anni la più breve d'Italia, fino a che non venne prolungata verso Rovigo, a sud; il progetto originario prevedeva anche l'estensione a nord, verso Trento, nella zona di Besenello, in collegamento con l'Autostrada del Brennero. Negli anni successivi però il Trentino si oppose sempre al prolungamento per vari motivi, anche ambientalisti. L'opera fu inutilmente ripresentata dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Vicenza a più riprese, per essere definitivamente archiviata nel 2016, a favore del potenziamento della viabilità ordinaria e della ferrovia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

A Piovene Rocchette si trova l'importante piazza Papiria dove ancora oggi si possono osservare i pochi resti di una tomba romana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cori polifonici[modifica | modifica wikitesto]

In paese hanno sede i prestigiosi cori polifonici Coenobium Vocale con organico maschile diretto dalla maestra Maria Dal Bianco e l'Ensemble La Rose con organico femminile diretto dalla maestra Jose Borgo.

Persone legate a Piovene Rocchette[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del comune è composto da quelli delle due località principali, oggi difficilmente distinguibili visto che la recente espansione urbana ha portato alla formazione di un unico centro abitato senza discontinuità.

Piovene è il nucleo più importante sia dal punto di vista storico che demografico. Sede municipale, si posiziona grossomodo al centro del territorio, con la parte più antica addossata alle pendici orientali del monte Summano.

Rocchette è invece localizzata subito a nord-est, stretta fra la vecchia linea ferroviaria Rocchette-Asiago (oggi convertita in parte in percorso pedonale ed in parte ciclo-pedonale) e il torrente Astico. Fu una località marginale sino alla 1869, quando l'apertura di uno stabilimento della Lanerossi la rese uno dei poli industriali più importanti del Vicentino.

In tempi ancor più recenti si è aggiunto il Grumello, un quartiere sviluppatosi lungo la SP 350 presso il confine con Santorso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Bilancio demografico al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Mantese, 1952, pp. 12-13
  3. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  4. ^ Piovene Rocchette, cenni storici 1977,  pp. 17
  5. ^ Castel Manduca, scavi e ricerche, a cura del Comune di Santorso, youtube.com. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  6. ^ Mantese, 1952,  pp. 6, 13, 15, 17, 33
  7. ^ Mantese, 1954,  pp. 336, 342, 344, 348
  8. ^ Parrocchia San Giuseppe Rocchette, parrocchiarocchette.org. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952 (ristampa 2002).
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, II, Dal Mille al Milletrecento, Vicenza, Accademia Olimpica, 1954 (ristampa 2002).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN137199257
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