Lanerossi

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Lanerossi
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Fabbrica Alta 02.JPG
La Fabbrica Alta, storica sede della Lanerossi
StatoItalia Italia
Forma societariasocietà per azioni
Fondazione1817 come Industrie Rossi
Fondata daFrancesco Rossi
Chiusuraagosto 2005
Sede principaleSchio
Persone chiaveAlessandro Rossi
SettoreTessile
Prodottilana

Il Lanificio Rossi (poi abbreviato in Lanerossi) di Schio è stato uno dei maggiori lanifici italiani. È oggi un marchio di proprietà del gruppo Marzotto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Lanerossi è stata fondata nel 1873, trasformando in S.p.A. la Industrie Rossi sorta nel 1817 per opera di Francesco Rossi.
Rossi, che era originario della contrada Oneste (chiamata localmente contrà Rossi) di Conco, si trasferì a Schio e nel 1849 cedette la gestione del lanificio al figlio, Alessandro Rossi. Quest'ultimo nel corso degli anni lo trasformò in una delle maggiori industrie nazionali, diventando il punto di riferimento attorno al quale ruotavano tutte le attività economiche della città scledense.

All'inizio del Novecento il Lanificio Rossi era la maggiore impresa laniera italiana, con numerosi stabilimenti nel vicentino; di particolare importanza oltre a quelli di Schio erano quelli di Piovene Rocchette a cui si aggiunsero col tempo anche quelli di Torrebelvicino, Pievebelvicino (una frazione di Torrebelvicino), Dueville, Marano Vicentino, Vicenza, Montorio Veronese. Sulla spinta dell'impresa sorsero molte iniziative collaterali: i quartieri operai, i dopolavoro e molte opere sociali. La Lanerossi produceva vari tipi di tessuti di lana destinati ai più svariati scopi: dagli abiti, ai panni, coperte, filati per aguglieria e utilizzi industriali, che era in grado di commerciare in tutto il mondo attraverso una capillare rete vendita in USA, URSS, Germania, Polonia, Sud Africa, Canada, eccetera.

Nonostante questo, in pieno boom economico, a causa di scelte di gestione sbagliate la Lanerossi visse un periodo di crisi nel triennio 1955-1957. Per risollevare il lanificio e ristrutturarlo venne chiamato nel 1956 a svolgere l'incarico di presidente e consigliere delegato Giuseppe Eugenio Luraghi. Luraghi riuscì in brevissimo tempo a ottenere risultati eccellenti al punto che nel 1959 il fatturato fu di 23 miliardi di lire con circa 10.000 dipendenti. I vistosi guadagni del titolo azionario nella Borsa, portarono su di esso una forte speculazione che causò dapprima la fuoriuscita dei principali azionisti guidati da Franco Marinotti, e in seguito il successo di una acrobatica e spregiudicata “scalata” borsistica condotta dal finanziere siciliano Michelangelo Virgillito. Nel decennio successivo però la Lanerossi conobbe di nuovo un periodo di forte crisi.

Nel 1987 il gruppo venne acquisito dal concorrente Marzotto della vicina Valdagno, che non investì negli stabilimenti produttivi Lanerossi. Questi vennero via via smantellati fino alla storica chiusura di quello di Schio nell'agosto 2005.

Il marchio Lanerossi, comunque di proprietà del gruppo Marzotto, pur non essendo particolarmente utilizzato nel corso degli anni, è recentemente stato rilanciato per una serie di collezioni di accessori e coperte d'arredo.[1]

Gli stabilimenti industriali di Schio[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della facciata dello stabilimento "Francesco Rossi" del 1849

L'azienda fu fondata nel 1817 da Francesco Rossi con i primi insediamenti produttivi costruiti lungo la Roggia Maestra, utilizzata per ottenere la forza motrice necessaria per le fasi di lavorazione.

Nel 1849 fu costruita poco distante la Francesco Rossi, con il suo prospetto principale in Via Pasubio, utilizzata negli anni seguenti come palazzina uffici. La costruzione di quattro piani presenta in facciata vari ornamenti: caducei, elmi alati di Mercurio, bassorilievi raffiguranti navi, montoni, ancore.

Nel 1864 venne edificata la Fabbrica Alta, maestosa costruzione in cotto e pietra di sei piani. Nel periodo 1866/68 venne edificata, al posto di un ulteriore edificio identico alla Fabbrica Alta così come previsto dal progetto originario, una tessitura-filatura di nove campate a shed (cioè a "dente di sega"), demolite negli anni sessanta. Nel corso del Novecento la vasta area posta ad ovest dei primi stabilimenti - denominata Area Lanerossi - fu via via edificata con nuovi opifici, interessando complessivamente un'area di oltre 143.000 metri quadrati. Tra gli edifici più interessanti vanno evidenziati:

Tra il 1966 e il 1967 tutti gli impianti produttivi vennero trasferiti nei nuovi grandi stabilimenti edificati fuori dal centro abitato, nella campagna posta a est del centro urbano scledense che inaugurarono di fatto la futura zona industriale di Schio[2] In seguito al trasferimento presso i nuovi stabilimenti, tutti gli edifici dell'Area Lanerossi vennero svuotati e lasciati in stato di abbandono. Da anni esistono proposte e progetti legati al recupero e riutilizzo della vasta area, che sorge dentro il perimetro urbano di Schio. A oggi l'area rimane in stato di totale abbandono.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La "R" del Lanerossi, storico simbolo del Vicenza Calcio, tornato sulle maglie dal 2007
Giulio Savoini (a destra) con Luís Vinício, sulla maglietta spicca la "R" della Lanerossi.

Il nome della Lanerossi è fortemente legato a quello dello sport. È stata fra le prime società italiane ad acquisire delle società calcistiche, insieme ad altre aziende vicentine come la Marzotto a Valdagno e la Pellizzari ad Arzignano. Negli anni quaranta le squadre di Schio e di Piovene assunsero il nome di Lanerossi.

Ben più famoso tuttavia è un altro matrimonio fra la Lanerossi ed una società calcistica, il Vicenza. A torto è ritenuto il primo caso di sponsorizzazione in Italia, mentre si trattò di una vera e propria acquisizione. Nel giugno 1953 la Lanerossi acquistò infatti la società calcistica del capoluogo berico trasformandola di fatto in una propria divisione. Da allora, fino al 1990, la squadra portò il nome di Lanerossi Vicenza portando sulla maglia la celebre "R" del simbolo dell'azienda.

Data la scomparsa del marchio Lanerossi, la Marzotto, attuale proprietaria dei diritti sul marchio, ha autorizzato l'uso sulle magliette della squadra del celebre simbolo a partire dalla stagione 2006-2007, come già aveva fatto nel 2002 in occasione del centenario della squadra.

Anche la squadra di pallacanestro femminile di Schio (Serie A1) negli anni '80 era sponsorizzata dalla Lanerossi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marzotto Italy 1836 e Lanerossi: complementi d'arredo per la tua casa., su www.marzottohome.com. URL consultato il 24 maggio 2016.
  2. ^ Comune di Schio, giugno 2006, opuscolo sull'Area Lanerossi[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]