Lastebasse

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Lastebasse
comune
Lastebasse – Stemma Lastebasse – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
SindacoEmilio Leoni (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate45°54′56″N 11°16′17″E / 45.915556°N 11.271389°E45.915556; 11.271389 (Lastebasse)Coordinate: 45°54′56″N 11°16′17″E / 45.915556°N 11.271389°E45.915556; 11.271389 (Lastebasse)
Altitudine585 m s.l.m.
Superficie18,8 km²
Abitanti202[2] (31-8-2017)
Densità10,74 ab./km²
FrazioniPosta
Comuni confinantiArsiero, Folgaria (TN), Laghi, Lavarone (TN), Pedemonte, Tonezza del Cimone, Valdastico
Altre informazioni
Cod. postale36040
Prefisso0445
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT024050
Cod. catastaleE465
TargaVI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantilastaroli[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lastebasse
Lastebasse
Lastebasse – Mappa
Posizione del comune di Lastebasse all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Lastebasse è un comune italiano di 202 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Lastebasse si estende sul versante destro dell'alta val d'Astico, a ridosso del confine con il Trentino. Ad eccezione di alcuni pianori del fondovalle e dell'altopiano dei Fiorentini (che si trova sulle alture a sud del centro), tutto il territorio si caratterizza per i pendii scoscesi che degradano da sud a nord a partire dall'altopiano di Folgaria.

L'area delle malghe di oltre 1.000 ha, è situata sull'altopiano e compresa tra le località Fratte, Bosco Scuro, Costa, Restele, Valle delle Lanze, Costa d'Agra e Coston; per la maggior parte è di proprietà privata[3].

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo storico vicentino Gaetano Maccà, il nome "Laste" deriva dalle lastre di pietra levigata, presenti in fondovalle e lambite dal fiume Astico[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino e Val d'Astico § Storia.

Fin dall'antichità la storia di questo territorio è stata caratterizzata da controversie tra le popolazioni di etnie e culture diverse e, soprattutto, tra chi deteneva il potere, anche con lo spostamento dei confini.

Epoca antica e Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Preistoria il territorio fu abitato sin dal paleolitico; il popolamento fu favorito dalla presenza di numerosi covoli (caverne) che potevano essere utilizzati come rifugi[5]. Più tardi dagli Euganei, dopo l'insediamento dei Veneti nella pianura vicentina.

Nel Basso Medioevo fu feudo dei conti di Velo, signori dell'Alto Vicentino, spesso in lotta con i conti di Beseno di Folgaria, per il possesso della parte montana di un territorio "carico di altissimi pezzi, abeti, larici e faggi mirabili" e "ricco di boschi di squisita bellezza e bontà, che per esservi erbe eccellenti rendono ottimi frutti"[6].

Nel XIII secolo il territorio passò al comune di Vicenza, con il quale condivise le sorti nei secoli successivi. Fu comunque oggetto di continue controversie con il signore di Beseno; lastarolli e folgaretani si contendevano l'uso civico dei pascoli e dei boschi, ricorrendo alla giustizia.

A quel tempo l'abitato non si trovava nella posizione attuale ma, come scrive il Maccà, "assai più in alto in faccia alla chiesa di San Sebastiano, curazia della chiesa parrocchiale di Folgaria, e l'Astico era quello che divideva le dette Laste Basse, ch'erano in numero di 44 case con un picciolo oratorio dedicato a San Fermo"[6].

Verso la metà del Trecento, durante la dominazione scaligera, il territorio di Lastebasse fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Schio e tale rimase sino alla fine del XVIII secolo[7].

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Le controversie continuarono anche dopo il passaggio del Vicentino, nel 1404, sotto la Repubblica di Venezia. Con la storica "sentenza roveretana" del settembre 1605, quando la potenza della Serenissima si era indebolita, venne deciso lo spostamento dei confini e il trasferimento del territorio chiamato delle "sette montagne"[8] alla comunità di Folgaria, con la perdita di varie località e di un'area di circa 1.600 ha di malghe e di boschi di alto fusto.

Durante il secondo convegno di Rovereto tra la Serenissima e il Sacro Romano Impero (1750-1754), per porre fine alle liti territoriali tra i lastaroli e gli abitanti della vicina Folgaria, ci si accordò per distruggere il villaggio e trasferirne la popolazione più a valle, dietro il pagamento di 15900 fiorini da parte dei folgaretani. Da questo spostamento a valle del nucleo abitato deriva l'attuale toponimo (laste è invece un riferimento ai piani rocciosi che caratterizzano il territorio)[9]. Tra il 1750 e il 1754 si tenne il "secondo convegno di Rovereto", indetto per evitare i sanguinosi conflitti che ancora stavano continuando, durante il quale venne imposto ai lastaroli di abbandonare il paese. Il 12 maggio 1752, mentre gli uomini del villaggio erano scesi al mercato di Thiene, una spedizione distrusse le 44 case del villaggio e la popolazione di donne, bambini e anziani venne deportata a valle.

L'Austria risarcì questa distruzione con 15.900 fiorini, ma non ripagò la perdita del territorio; in seguito, nel 1843, quando ormai il Veneto era sotto il Regno Lombardo-Veneto e quindi apparteneva all'Impero asburgico, fu spostato il confine e il territorio delle "sette montagne" fu annesso al Trentino.

Il paese venne ricostruito a spese della Repubblica Veneta intorno al 1760 nella posizione attuale, sulle rive dell'Astico dove fino a quel momento vi erano solo i sassi di una frana staccatasi dalla montagna, posizione molto più arida di risorse rispetto alla precedente. La Repubblica, per sostenere i lastaroli, acquistò per loro dal comune di Vicenza la montagna delle Laste Alte, spendendo il risarcimento dato dall'Austria. Tale era comunque la povertà che "una volta l'anno - e anche due in caso di carestia - la Serenissima passava a questo povero comune 100 staja venete di sorgo"[6].

Ad ulteriore compensazione, Venezia staccò da Brancafora le tre contrade di Tamburinari, Montepiano e Posta e le diede a Lastebasse.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima guerra mondiale la vicinanza al fronte provocò la completa distruzione del paese[5], della chiesa, delle case e di alcuni opifici sorti lungo il torrente, insieme con il danneggiamento dei boschi e dei campi.

Dopo la guerra, quando il Trentino era ormai passato all'Italia, i lastaroli tentarono di riavere la montagna che era stata loro sottratta 150 anni prima, ma senza riuscirci. Nonostante la ricostruzione dell'abitato, il paese rimase così povero che la popolazione cominciò ad emigrare in massa, spopolamento che continuò anche dopo la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista, nel capoluogo
In origine, pur esistendo un oratorio intitolato ai santi Fermo e Rustico, i lastaroli frequentavano la chiesa curaziale di San Sebastiano, oggi frazione di Folgaria. Dopo lo spostamento del paese, nel 1760 il governo veneziano fece costruire l'odierna chiesa di San Marco - il nuovo abitato veniva chiamato Case Nuove di San Marco - innalzata a parrocchiale nel 1765[10].
L'edificio attuale, di stile romanico ad una navata e con tre altari, che sostituì la precedente distrutta durante la prima guerra mondiale ma spostato dall'area dell'attuale piazza all'altura sovrastante, fu costruito nel 1925, inaugurato nel 1926 e consacrato nel 1946. Tra le opere degne di nota: la tela del presbiterio, con San Marco che predica ad Alessandria d'Egitto di Giovanni Dandolo (1926) e lo sportello del tabernacolo, realizzato nel 1954 nella bottega di Gino Legnaghi; la vetrata dell'abside, con San Francesco d'Assisi, è stata realizzata nel 1984 da artisti triestini[9].
Oratorio di San Fermo e Rustico, ai Fiorentini
Oratorio di San Rocco, in contrà Busatti
Chiesa di Santa Barbara, in contrà Giaconi
Tutti e tre distrutti durante la prima guerra mondiale e successivamente ricostruiti.
Oratorio di San Prosdocimo vescovo, in contrà Posta di Lastebasse
Molto antico, secondo il Maccà, e ricostruito più volte da manodopera locale, dal 1961 è curazia autonoma, con annesso cimitero.

Località di interesse storico-naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Contrà Busatti
Una delle località più pittoresche e interessanti della Val d'Astico. Le sue tipiche case ordinate e pulite, allineate lungo il torrente, che proprio qui muoveva fino al 1915 gli antichi mulini, sorge là dove correva il confine (una famiglia possedeva l'abitazione in Italia e la stalla in Austria: l'attuale Taverna Clara). Ancor oggi si vedono il lungo edificio della dogana italiana e, pochi metri più a monte, quello della dogana austriaca, diversi nello stile. A quei tempi Busatti era una contrada piena di vita, favorita dal contrabbando e animata da molte tose che non sdegnavano di tener compagnia ai finanzieri[11].
Cippo Austriaco
Al termine della contrada Busatti è stato trovato un cippo in pietra che ricorda l'impresa militare dell'arciduca Carlo d'Asburgo, che il 2 maggio 1916 oltrepassò il confine italiano, nel luogo dove qualche settimana più tardi avrebbe preso il via la Strafexpedition. A Carlo, frattanto divenuto Imperatore, è dedicato anche il monumento scolpito su monolito di roccia locale, rinvenuto semisommerso dalla terra e dai detriti in località "Busa del Coston" ai Fiorentini[12] e ora posizionato presso il Rifugio Coston.
Cascata della Val Civetta
Situata nei pressi di contrà Giaconi, presenta uno spettacolo grandioso e insolito nelle montagne vicentine. Sotto il salto della Civetta, sono ancora visibili parte della roggia e i resti di un maglio battiferro che operò fino al 1909, poi sostituito da un mulino con annessa segheria operante fino al 1936, soppiantato infine dai mulini a cilindro della pianura.
Cascata del Plazar
Nei pressi di contrà Pom.
Acqua Negra
Corso d'acqua che scorre non lontano dal Ponte Nuovo, la zona artigianale di Pedemonte.
Fiorentini (m. 1490).
Una delle località più rinomate dell'altopiano di Folgaria che si stende sulla destra dell'Astico. Alla bellezza paesaggistica unisce numerosi motivi di richiamo di carattere storico.
L'antica "osteria del Fiorentino" sorgeva sul confine italo-austriaco. Da qui nel maggio del 1916 presero le mosse le truppe austriache per occupare Tonezza e colpire dall'alto Arsiero. Da qui per sentieri si raggiungono i luoghi famosi delle battaglie (Monte Coston, Soglio d'Aspio, Costa d'Agra, Campomolon). Per arrivare - per strada - ai Fiorentini è necessario salire per Carbonare e San Sebastiano[13].
Un tempo vi salivano diversi sentieri, quasi completamente abbandonati negli anni sessanta, dopo la costruzione delle "Direttissima", e in seguito riscoperti dal CAI di Thiene[14]. A piedi i Fiorentini possono essere raggiunti da Lastebasse, da Busatti, da Giaconi, da contrada Posta con percorsi di due-tre ore e dislivelli di 800-900 metri.
Soglio d'Aspio (m. 1420)
Uno dei capisaldi della resistenza italiana quando nel 1916 si scatenò l'offensiva austriaca; è raggiungibile a piedi sia da Lastebasse che da Busatti per sentiero[15].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel Comune di Lastebasse non vi sono scuole; gli alunni vengono trasportati ai plessi di Valdastico o di Lavarone[17]. Nel capoluogo vi è l'Asilo nido "Nido degli gnomi".

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Nel Comune di Lastebasse vi sono una sola frazione, Posta, e tre località: Busatti, Montepiano e Fiorentini. Tutti gli abitati sono in fondovalle, eccetto i Fiorentini a 1460 m.s.m.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima metà del Novecento i 600 abitanti vivevano di una modestissima agricoltura di fondovalle (frumento, orzo, segala, legumi, patate, pochi alberi da frutto), dello sfruttamento dei pascoli e dei boschi e dell'apporto fornito dai compaesani emigrati.

Nel corso del tempo l'agricoltura ha reso sempre meno, i pochi mulini e le attività artigianali sono spariti, gli emigrati non hanno fatto ritorno; la bassa natalità ha reso il paese sempre più caratterizzato da una popolazione di adulti - che vanno a lavorare altrove - e di anziani. Durante l'estate, specialmente ai Fiorentini, si sono sviluppate iniziative turistiche.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 giugno 2009 In carica Emilio Leoni lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 334.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  3. ^ Antonio Brazzale, Terra di confine …", op. cit., pp. 8, 10
  4. ^ Il cui toponimo potrebbe avere la stessa origine: tratto da Centro studi La runa
  5. ^ a b Pro Loco di Lastebasse - Cenni storici, Consorzio Pro Loco Alto Astico e Posina. URL consultato il 21 maggio 2017.
  6. ^ a b c Antonio Brazzale, Terra di confine …", op. cit., pp. 12-13
  7. ^ Canova, 1979, p. 25
  8. ^ Il territorio compreso tra la Valle Lunga, la Valle Orsara, la riva destra dell'Astico e il Monte Maggio
  9. ^ a b S. Marco Evangelista - Lastebasse - Lastebasse, Diocesi di Padova - Atlante delle parrocchie. URL consultato il 21 maggio 2017.
  10. ^ Antonio Brazzale, Terra di confine …", op. cit., p. 15
  11. ^ Antonio Brazzale, Terra di confine …", op. cit., p. 24
  12. ^ Su sui è scolpita una corona d'alloro (incompiuta) e la scritta in latino, molto rovinata: Grati princeps et patria Carolus Imperator Rex
  13. ^ Antonio Brazzale, Terra di confine …", op. cit., p. 26
  14. ^ Descritti da Liverio Carollo, Guida escursionistica delle Valli di Posina, di Laghi e dell'Altopiano di Tonezza, Prealpi vicentine. Thiene, CAI, 1983
  15. ^ Antonio Brazzale, Terra di confine …", op. cit., p. 27
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Tuttitalia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Brazzale Dei Paoli, La terra di confine dei Comuni di Lastebasse, Pedemonte, Tonezza del Cimone, Valdastico, La Serenissima, 1990
  • Antonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Vicenza, Accademia Olimpica, 1979.
  • Tommaso Cevese, Luci di un altopiano: Tonezza e i Fiorentini, immagini e storia, Vicenza, La Serenissima, 2003
  • Lorenzo Munari, I lastarolli, Vicenza, La Serenissima, 2002
  • Fatti storici relativi alla questione dei confini territoriali fra Lastebasse, Vicenza e Folgaria, Tirolo, Arsiero, Stabilimento tipografico G. Bozzo, 1892

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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