Carlo I d'Austria

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Carlo I
Erzherzog Thronfolger Karl Franz Josef.jpg
Carlo I d'Austria-Ungheria nel 1916
Imperatore d'Austria
Re Apostolico d'Ungheria
Stemma
In carica 21 novembre 1916 –
3 aprile 1919
Incoronazione 30 dicembre 1916
Predecessore Francesco Giuseppe
Nome completo Karl Franz Josef Ludwig Hubert Georg Maria von Habsburg-Lothringen-Este
Altri titoli Arciduca d'Austria
Re di Boemia, Duca di Salisburgo,Re di Croazia, Slavonia e Dalmazia
Nascita Persenbeug, 17 agosto 1887
Morte Funchal, 1º aprile 1922 (34 anni)
Dinastia Asburgo-Lorena
Austria-Este
Padre Ottone Francesco d'Asburgo-Lorena
Madre Maria Giuseppina di Sassonia
Consorte Zita di Borbone-Parma
Figli Ottone, Adelaide, Roberto, Felice, Carlo Ludovico, Rodolfo, Carlotta, Elisabetta
Religione Cristianesimo Cattolico
Firma Podpis Karla I.png

Carlo I d'Austria (in tedesco Karl Franz Josef Ludwig Hubert Georg Maria von Habsburg-Lothringen-Este; "Carlo Francesco Giuseppe Ludovico Umberto Giorgio Mario d'Asburgo-Lorena-Este"; Persenbeug, 17 agosto 1887Funchal, 1º aprile 1922) è stato l'ultimo imperatore d'Austria, re d'Ungheria e Boemia, e monarca della Casa d'Asburgo-Lorena e Austria-Este.

Beato Carlo I d’Asburgo
JCKV Karel I.JPG

Imperatore e re

Nascita 17 agosto 1887
Morte 1º aprile 1922
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 3 ottobre 2004
Ricorrenza 21 ottobre

Regnò come imperatore Carlo I d'Austria, re Carlo IV d'Ungheria, Croazia, Slavonia e Dalmazia e re Carlo III di Boemia. Fu beatificato da papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004[1] viene ricordato il 21 di ottobre. Le motivazione della beatificazione e il procedimento per la sua determinazione sono al vaglio delle autorità vaticane che stanno valutandone il possibile annullamento.[2][3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio primogenito dell'arciduca Ottone d'Austria (1865-1906) e della principessa Maria Giuseppina di Sassonia (1867-1944), alla nascita era il quinto in linea di successione dopo Rodolfo, suo nonno, suo zio e suo padre. Nel 1889 l'arciduca Rodolfo morì suicida a Mayerling e il piccolo Carlo passò al quarto posto. Nel 1896 suo nonno Carlo Ludovico morì e Carlo salì al terzo posto. Nel 1906 la morte del padre lo rese secondo, dopo suo zio Francesco Ferdinando. Nel 1911 sposò la principessa italiana Zita di Borbone-Parma, figlia dell'ultimo duca di Parma, Roberto, con la quale ebbe otto figli.

Divenne erede al trono in seguito all'assassinio dello zio Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914. Per Carlo, che all'epoca aveva solo 27 anni, fu un colpo terribile, perché non si aspettava di diventare erede al trono così bruscamente e così presto, perché fra lui e il trono, occupato dall'ottantaquattrenne prozio Francesco Giuseppe, vi era lo zio Francesco Ferdinando, che oltre ad essere relativamente giovane (aveva 51 anni) godeva anche di un'ottima salute.

Carlo fu incoronato imperatore alla morte del prozio Francesco Giuseppe nel 1916. Nel 1917 avvio una serie di trattative segrete di pace tramite Sisto di Borbone-Parma, fratello della moglie Zita; anche se il ministro degli esteri Graf Czernin era interessato a negoziare una pace generale, l'imperatore Carlo I tradendo l'alleanza con la Germania propose una pace separata. Quando la notizia trapelò nell'aprile del 1918 Carlo I negò qualunque coinvolgimento, ma venne smentito dal primo ministro francese Georges Clemenceau che rese pubblica la lettera di richiesta di accordi separati firmata dall'Imperatore austriaco.

L'impero austro-ungarico negli ultimi anni di guerra era devastato dai disordini interni, con fortissime tensioni tra i diversi gruppi etnici. Il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson nei suoi quattordici punti chiese che l'Impero permettesse di scegliere ai popoli di autodeterminarsi. In risposta, Carlo I accettava di riconvocare il parlamento imperiale e permettere la creazione di una confederazione rappresentativa di ogni gruppo nazionale. Tuttavia, nessuno dei gruppi etnici accettava una simile prospettiva combattendo per la piena autonomia come nazioni, e determinati a diventare indipendenti da Vienna il più presto possibile. Il ministro degli Esteri Barone Istvan Burián subentrato a Czernin chiese l'armistizio il 14 ottobre sulla base dei quattordici punti di Wilson, e due giorni dopo Carlo I emise un proclama che cambiava radicalmente la natura dello Stato austriaco. Ai polacchi veniva concessa piena indipendenza con lo scopo di unirsi ai loro fratelli etnici della Russia e della Germania in uno stato unico polacco. Il resto delle terre austriache venivano trasformate in una unione federale composta da quattro gruppi nazionali: tedesco, ceco, slavo, e ucraino. Ognuna delle quattro parti doveva essere governata da un consiglio federale, Trieste invece era destinata ad avere uno statuto speciale. Tuttavia, il Segretario di Stato Robert Lansing ha risposto quattro giorni dopo che gli Alleati erano impegnati per le cause della nazione dei cechi, degli slovacchi e degli Slavi del sud e pertanto la soluzione tardiva di una nazione federale non era più sufficiente. Infatti un governo provvisorio cecoslovacco si era unito agli alleati già il 14 ottobre, e il Consiglio Nazionale degli Slavi dichiarò indipendente lo Stato degli Sloveni, Croati e Serbi il 29 ottobre 1918. L'11 novembre 1918, il giorno in cui finì la guerra, Carlo rimise i propri poteri ai rappresentanti del popolo, senza però abdicare formalmente. Il 12 novembre fu costituito il nuovo governo della Repubblica austriaca, senza che però il vecchio governo venisse formalmente dimissionato, anche se nei fatti non funzionava più dal giorno prima. Nei quattro mesi successivi continuarono ad esistere due governi contrapposti, a causa della presenza dell'imperatore in Austria. Solo con la partenza di Carlo I per la Svizzera, con l'aiuto degli inglesi, il governo repubblicano austriaco poté procedere, il 3 aprile, allo scioglimento del governo imperiale e alla deposizione ufficiale di Carlo dal trono, oltre che decretare la confisca dei beni e l'esilio della famiglia Asburgo-Lorena dal paese.

Copia della rinuncia ai propri poteri del 11 novembre 1918. L'originale andò distrutto in un incendio nel 1927.

Un anno dopo, Carlo I tentò due volte di riprendere il trono del Regno d'Ungheria, ma gli inglesi vollero, per approvare questa restaurazione, che Carlo concedesse libertà economica e sociale agli inglesi, ma Carlo rifiutò perché voleva rimanere politicamente autonomo. Inoltre l'opposizione della Francia, della Piccola Intesa composta da Cecoslovacchia, Romania e Jugoslavia e l'atteggiamento ambiguo dell'allora reggente ungherese, l'ammiraglio Miklós Horthy, impedirono a Carlo I di portare a termine questo progetto.[4][5]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il secondo fallito tentativo di restaurazione in Ungheria, Carlo e la moglie Zita in stato di gravidanza furono detenuti alcuni giorni nell'Abbazia di Tihany. Il 1º novembre del 1921 furono condotti presso la città portuale di Baja, da lì furono dunque imbarcati a bordo del monitore britannico HMS Glowworm e trasportati fino alle coste del Mar Nero, dove furono trasferiti sull'incrociatore leggero HMS Cardiff.

La loro meta finale era l'isola portoghese di Madera, dove arrivarono il 19 novembre 1921. Al fine di evitare che un terzo tentativo di restaurazione potesse essere messo in atto, il Consiglio delle potenze alleate aveva ritenuto l'isola il luogo detentivo migliore.

Inizialmente la coppia ed i loro figli vissero nella cittadina di Funchal a Villa Vittoria, accanto al Reid Hotel, da cui in seguito si trasferirono nella località di Quinta do Monte.

Carlo non lasciò mai Madera. Il 9 marzo del 1922 durante una passeggiata prese freddo e la bronchite che contrasse venne da lui trascurata e si trasformò in una polmonite. Subì in seguito due attacchi cardiaci e morì per insufficienza respiratoria il 1º aprile, alla presenza di sua moglie e di Ottone d'Asburgo-Lorena, rimanendo cosciente quasi fino ai suoi ultimi momenti. Le sue spoglie sono ancora sepolte sull'isola, nella chiesa della Madonna del Monte, nonostante i vari tentativi di spostarli nella cripta degli Asburgo a Vienna. Il suo cuore e quello della moglie sono invece sepolti nell'abbazia di Muri in Svizzera.

Beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 ottobre 2004 è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II. Durante la cerimonia di beatificazione papa Giovanni Paolo II disse che Carlo doveva essere nella qualità «[...]di promulgatore dell'assistenza sociale un esempio per noi tutti, soprattutto per quelli che oggi hanno in Europa la responsabilità politica!».[6] Inoltre si ricorda l'enorme fede cattolica che l'imperatore praticava tanto da voler presenziare al Te Deum del capodanno 1919. Alla domanda del perché voleva ringraziare il Signore nell'anno della sconfitta e nell'anno in cui perse tutto, Carlo rispose che «...l'importante è che i popoli abbiano ritrovato la pace...» e per questo bisognava ringraziare Dio[7].

Contestazioni sulla beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

Si sono avute numerose contestazioni e proteste a livello mondiale sulla beatificazione di Carlo I. La Gebetsliga, la Pia Unione di Preghiera che da anni perorava la causa di beatificazione, è tuttora invischiata in decine di procedimenti penali in Austria per atti di pedofilia ed abusi sessuali che i suoi alti prelati praticavano sui novizi; si parla di oltre 2000 casi documentati. Lo stesso presidente della Gebetsliga, il vescovo Kurt Krenn, che aveva minimizzato la vicenda definendo i fatti come "ragazzate", è stato in extremis formalmente invitato a non partecipare alla cerimonia di beatificazione.

Il dibattito inoltre è aperto anche sull'opportunità di beatificare un personaggio la cui figura è legata ai sanguinosi eventi della prima guerra mondiale, all'uso del gas nervino e alla dinastia degli Asburgo che diedero inizio al conflitto che provocò la dissoluzione di uno degli imperi più importanti della storia europea. Fra le ragioni della beatificazione contestatissima è stata l'affermazione che Carlo I si fece promotore dell'iniziativa di pace di Papa Benedetto XV, che definì il 1º agosto 1917 la guerra come una "inutile strage". Storicamente il 29 dello stesso mese infatti l'Imperatore austriaco firmava l'approvazione al generale Arthur Arz von Straussenburg per un attacco di sfondamento delle linee italiane tramite gas asfissianti, in quella che sarà denominata "Battaglia di Caporetto".

Queste polemiche e il dibattito che si è accesso in Austria scaturite dalla decisione del Vaticano hanno imperversato per mesi sulla stampa. Alfred Worm, considerato uno dei giornalisti austriaci più importanti del XX secolo, riferendosi all'unico miracolo di Carlo I accettato dal Vaticano ("la guarigione delle vene varicose di una suora polacca in Sudamerica") ha definito letteralmente la beatificazione di Carlo «una presa per i fondelli dei fedeli. Centinaia di migliaia di persone sono morte come martiri nei campi di concentramento. Loro non vengono fatti santi. La lobby dei monarchici ce la fa con le vene varicose. E l'Austria ufficiale applaude. Penoso».[8]

Il nome di Carlo I d'Austria e della sua beatificazione è stato inoltre collocato nell'ambito dell'inchiesta Vatileaks 2, dove grazie a forti somme di denaro versato a "postulatori" è stato comprato l'esito positivo dell'iter di beatificazione.[9][10].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio con Zita nacquero:

Nome Nascita Morte Note
Principe Ereditario Otto 20 novembre 1912 4 luglio 2011 Sposa nel 1951 la principessa Regina di Sassonia-Meiningen (1925-2010), ha avuto 7 figli.
Arciduchessa Adelaide 3 gennaio 1914 2 ottobre 1971 Nubile e senza figli.
Arciduca Roberto 8 febbraio 1915 7 febbraio 1996 Sposa nel 1953 la principessa Margherita di Savoia-Aosta (n.1930), ha avuto 5 figli.
Arciduca Felice 31 maggio 1916 6 settembre 2011 Sposa nel 1952 la principessa Anna Eugenia d'Arenberg (1925-1997), ha avuto 7 figli.
Arciduca Carlo Ludovico 10 marzo 1918 11 dicembre 2007 Sposa nel 1950 la principessa Yolanda di Ligne (n.1923), ha avuto 4 figli.
Arciduca Rodolfo 5 settembre 1919 15 maggio 2010 Sposa nel 1953 la contessa Xenia Tschernichev-Besobrazova (1929-1968) e nel 1971 la principessa Anna Gabriele von Wrede (n.1940), ha avuto 5 figli.
Arciduchessa Carlotta 1º maggio 1921 23 luglio 1989 Sposa nel 1956 Giorgio, duca del Meclemburgo (1899-1963), non ha avuto figli.
Arciduchessa Elisabetta 31 maggio 1922 7 gennaio 1993 Sposa nel 1949 il principe Enrico del Liechtenstein (1916-1991), ha avuto 5 figli.

I titoli di Carlo I[modifica | modifica wikitesto]

Per grazia di Dio, Imperatore d'Austria, Apostolico re d'Ungheria, il quarto con il suo nome, Re di Boemia, Dalmazia, Croazia, Slavonia, Galizia, Lodomeria e Illiria; Re del Lombardo Veneto; Re di Gerusalemme ecc., Arciduca d'Austria; Granduca di Toscana e di Cracovia, Duca di Lorena e di Salisburgo, di Stiria, di Carinzia, di Carniola, di Bucovina; Grande Principe di Transilvania; Margravio di Moravia; Duca dell'Alta e Bassa Slesia, di Modena, Parma, Piacenza e Guastalla, di Auschwitz e Zator, di Teschen, del Friuli, di Ragusa e Zara; Conte di Habsburg e del Tirolo, di Kyburg, Gorizia e Gradisca; Principe di Trento e Bressanone; Marchese della Bassa e Alta Lusazia e Istria; Conte di Hohenems, Feldkirch, Bregenz, Sonnenberg, ecc.; Signore di Trieste, di Cattaro e della Marca de Vendi.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Carlo I d'Asburgo-Lorena Padre:
Ottone Francesco d'Asburgo-Lorena
Nonno paterno:
Carlo Ludovico d'Asburgo-Lorena
Bisnonno paterno:
Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena
Trisnonno paterno:
Francesco II d'Asburgo-Lorena
Trisnonna paterna:
Maria Teresa di Borbone-Napoli
Bisnonna paterna:
Sofia di Baviera
Trisnonno paterno:
Massimiliano I di Baviera
Trisnonna paterna:
Carolina di Baden
Nonna paterna:
Maria Annunziata di Borbone-Due Sicilie
Bisnonno paterno:
Ferdinando II di Borbone
Trisnonno paterno:
Francesco I delle Due Sicilie
Trisnonna paterna:
Maria Isabella di Borbone-Spagna
Bisnonna paterna:
Maria Teresa d'Asburgo-Lorena
Trisnonno paterno:
Carlo d'Austria-Teschen
Trisnonna paterna:
Enrichetta di Nassau-Weilburg
Madre:
Maria Giuseppina di Sassonia
Nonno materno:
Giorgio di Sassonia
Bisnonno materno:
Giovanni di Sassonia
Trisnonno materno:
Massimiliano di Sassonia
Trisnonna materna:
Carolina di Borbone-Parma
Bisnonna materna:
Amalia Augusta di Baviera
Trisnonno materno:
Massimiliano I di Baviera
Trisnonna materna:
Carolina di Baden
Nonna materna:
Maria Anna Ferdinanda di Braganza
Bisnonno materno:
Ferdinando II del Portogallo
Trisnonno materno:
Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Kohary
Trisnonna materna:
Maria Antonia di Koháry
Bisnonna materna:
Maria II del Portogallo
Trisnonno materno:
Pietro I del Brasile
Trisnonna materna:
Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze austriache[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco)
Gran Maestro dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Maria Teresa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Maria Teresa
Gran Maestro dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Corona Ferrea
Gran Maestro dell'Ordine Imperiale di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Imperiale di Leopoldo
Gran Maestro dell'Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giorgio (Casa Imperiale d'Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giorgio (Casa Imperiale d'Austria)
Medaglia d'oro al merito militare (Signum Laudis) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito militare (Signum Laudis)
Croce militare per il 60º anno di regno di Francesco Giuseppe d'Austria - nastrino per uniforme ordinaria Croce militare per il 60º anno di regno di Francesco Giuseppe d'Austria
Gran Maestro dell'Ordine di Elisabetta - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Elisabetta

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Sant'Enrico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Sant'Enrico
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite
Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro
Balì gran croce d'onore e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Balì gran croce d'onore e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda sul sito Santi e Beati
  2. ^ [1]
  3. ^ Gianluigi Nuzzi, Via Crucis. Da registrazioni e documenti inediti la difficile lotta di Papa Francesco per cambiare la Chiesa, Chiarelettere editore, 2015
  4. ^ Dal sito SANTI E BEATI; Paolo Risso, Beato Carlo d'Asburgo, 04/01/2011.
  5. ^ Padre Paolo Maria Siano, Un Manuale per conoscere la Massoneria, Casa Mariana editrice, Frigento (AV),2012, p. 313.
  6. ^ Omelia di Giovanni Paolo II per la beatificazione di Carlo d'Austria
  7. ^ Biografia di Carlo I; Roberto Coaloa, Carlo d'Asburgo l'ultimo imperatore, Il Canneto editore, 2012
  8. ^ [2]
  9. ^ [3]
  10. ^ Gianluigi Nuzzi, Via Crucis. Da registrazioni e documenti inediti la difficile lotta di Papa Francesco per cambiare la Chiesa, Chiarelettere editore, 2015

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Coaloa, Carlo d'Asburgo, l'ultimo imperatore, Il Canneto Editore, Genova 2012.
  • Mario Carotenuto, Carlo I d'Austria e la pace sabotata, edizioni Fede & Cultura, Verona 2010.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Imperatore d'Austria, Re Apostolico d'Ungheria Successore Civil ensign of Austria-Hungary (1869-1918).svg
Francesco Giuseppe I 19161919 Monarchia abolita
Predecessore Re di Boemia Successore Wappen Königreich Böhmen.png
Francesco Giuseppe 19161918 Monarchia abolita
Predecessore Arciduca titolare d'Austria Successore Gules a fess argent.svg
Titolo inesistente 19191922 Otto d'Asburgo
Predecessore Pretendente al trono imperiale d'Austria Successore Wappen Habsburg-Lothringen Schild.svg
Titolo inesistente 19191922 Otto d'Asburgo
Predecessore Pretendente al trono d'Ungheria Successore Royal coat of arms of the Kingdom of Hungary (1915-1918; angels).svg
Titolo inesistente 19181922 Otto d'Asburgo
Predecessore Pretendente al trono di Boemia Successore Blason Boheme.svg
Titolo inesistente 19181922 Otto d'Asburgo
Predecessore Pretendente al trono di Croazia, Slavonia e Dalmazia Successore Coat of arms of Croatia (1868-1918) with crown.svg
Titolo inesistente 19181922 Otto d'Asburgo
Predecessore Pretendente al trono del Regno Lombardo-Veneto Successore StemmaLombardoveneto.jpg
Francesco Giuseppe I 19161922 Otto d'Asburgo
Predecessore Erede al trono d'Austria Successore Imperial Coat of Arms of the Empire of Austria.svg
Francesco Ferdinando d'Austria-Este Principe ereditario
19141916
Otto d'Asburgo-Lorena
Predecessore Arciduca d'Austria-Este Successore Armoiries Autriche-Este 1814.svg
Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este 19141917 Roberto d'Asburgo-Este
Predecessore Pretendente al Ducato di Modena e Reggio Successore Bandiera del ducato di Modena e Reggio.gif
Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este 19141917 Roberto d'Asburgo-Este
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