Ottone d'Asburgo-Lorena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ottone d'Asburgo-Lorena
Oliver Mark - Otto Habsburg-Lothringen, Pöcking 2006.jpg
Oliver Mark, Ritratto di S.A.I.R. Ottone d'Asburgo-Lorena, fotografia, Pöcking, 2006
Imperatore d'Austria-Ungheria
Imperatore titolare pretendente al trono
Stemma
In carica 1º aprile 1922 –
1º gennaio 2007
Predecessore Carlo I
Successore Carlo
Capo della Casa d'Asburgo
In carica 1º aprile 1922 –
1º gennaio 2007
Predecessore Carlo I
Successore Carlo
Nome completo Franz Josef Otto Robert Maria Anton Karl Max Heinrich Sixtus Xaver Felix Renatus Ludwig Gaetan Pius Ignatius
Trattamento S.A.I.R. Arciduca Franz Josef Otto d'Austria di Asburgo-Lorena
Onorificenze si veda la sezione →
Altri titoli si veda la sezione →
Nascita Reichenau an der Rax, 20 novembre 1912
Morte Pöcking, Germania, 4 luglio 2011 (98 anni)
Sepoltura 16 luglio 2011
Luogo di sepoltura Cripta Imperiale di Vienna
Casa reale Asburgo
Dinastia Asburgo-Lorena
Padre Carlo I
Madre Zita di Borbone-Parma
Consorte Regina di Sassonia-Meiningen
Figli
Religione cattolica
Motto A.E.I.O.U.
Firma Otto von Habsburg Signature.svg
Ottone d'Asburgo-Lorena
Otto Habsburg 001.jpg
Ottone d'Asburgo-Lorena nel 2004

Membro del Parlamento Europeo
Durata mandato 19791984
Presidente Simone Veil (19791982)
Piet Dankert (1982-1984)
Legislature I
Gruppo
parlamentare
PPE
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione Affari Politici
Sito istituzionale

Durata mandato 19841989
Presidente Pierre Pflimlin (19841987)
Charles Henry Plumb (1987-1989)
Legislature II
Gruppo
parlamentare
PPE
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione Affari Politici
  • Sostituto Commissione Sviluppo e Cooperazione
  • Vicepresidente Delegazione per i rapporti con i paesi dell'Est - gruppo II
Sito istituzionale

Durata mandato 19891994
Presidente Enrique Barón Crespo (19891992)
Egon Klepsch (1992-1994)
Legislature III
Gruppo
parlamentare
PPE
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione Affari Politici
  • Membo della Delegazione per le relazioni con l'Ungheria
  • Membo della Commissione per la Sicurezza e gli Affari Esteri
  • Sostituto Commissione per il Controllo del Budget
Sito istituzionale

Durata mandato 19941999
Presidente Klaus Hänsch (19941997)
José María Gil-Robles (1997-1999)
Legislature IV
Gruppo
parlamentare
PPE
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente della Delegazione per l'ingresso dell'Ungheria nell'Unione Europa
  • Membo della Commissione per gli Affari Esteri, Sicurezza e Politica di Difesa
  • Sostituto Commissione per il Controllo del Budget
  • Sostituto Commissione per gli Affari Legali e i Diritti dei Cittadini
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Unione Cristiano-Sociale in Baviera
Titolo di studio Laurea in Scienze sociali e politiche
Università Università Cattolica di Lovanio
Firma Firma di Ottone d'Asburgo-Lorena

Sua Altezza Imperiale e Reale Apostolica Ottone d'Asburgo-Lorena[1] (Reichenau an der Rax, 20 novembre 1912Pöcking, 4 luglio 2011) è stato un nobile austriaco e politico tedesco, capo della Casa d'Asburgo dal 1922 al 2007, anno in cui abdicò in favore del figlio Carlo d'Asburgo-Lorena. Ottone era figlio dell'Imperatore d'Austria e Re Apostolico d'Ungheria Carlo I e di sua moglie Zita di Borbone-Parma.

Ottone viveva stabilmente a Pöcking in Baviera (Germania) e aveva le cittadinanze tedesca, austriaca, ungherese e croata. Anche se il suo nome ufficiale in Germania era Otto von Habsburg, le autorità austriache si riferivano a lui come a Otto Habsburg-Lothringen.

Ottone fu membro del Parlamento europeo per la CSU e presidente dell'Unione Paneuropea. Nel 1961, proprio per servire l'Europa, rinunciò ai suoi diritti dinastici. Essendo stato imperatore titolare dal 1922 al 2007 detiene un primato storico assoluto: quello di capo di Stato titolare (e quindi non in carica) più longevo della storia con 85 anni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Ottone d'Asburgo-Lorena nacque nel 1912 a Villa Wartholz, presso Reichenau an der Rax, residenza che aveva fatto costruire suo nonno. Ivi egli venne battezzato, pochi giorni dopo la sua nascita, nella cappella del palazzo. Nel novembre 1916, Ottone divenne principe reale e imperiale delle corone d'Austria e d'Ungheria quando suo padre, l'arciduca Carlo, ascese al trono.

Tuttavia durante il 1918, alla conclusione della prima guerra mondiale, le potenze vincitrici imposero l'esilio degli Asburgo e la costituzione della repubblica austriaca.

Il Regno Apostolico d'Ungheria riuscì invece a salvaguardarsi. Tuttavia i franco-britannici impedirono agli Asburgo di recarsi in Ungheria a riottenere la corona, sicché l'Ungheria rimase un Regno con trono vacante sino al 1946, sotto la reggenza dell'ammiraglio Miklós Horthy, fino al 1944.

I britannici decisero di segregare l'imperatore Carlo e la sua famiglia nell'isola di Madera.

Gli anni dell'esilio[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di Ottone passò gli anni a seguire in Svizzera e nell'isola portoghese di Madera, dove Carlo I morì nel 1922, facendo divenire Ottone pretendente al trono all'età di 10 anni. Nel frattempo, il Parlamento austriaco aveva ratificato l'esilio per la dinastia degli Asburgo e aveva provveduto a confiscarne tutte le proprietà ufficiali (Habsburgergesetz, 3 aprile 1919).

Nel 1935 Ottone si laureò all'università cattolica di Lovanio in Scienze sociali e politiche.

Dalla morte del padre e per tutto il tempo che egli rimase in esilio con la sua famiglia, Ottone si considerò il legittimo imperatore d'Austria, ribadendolo in diverse occasioni. Nel 1937 egli scriveva:

«So molto bene che gran parte della popolazione austriaca mi vorrebbe come successore di mio padre sul trono della nostra famiglia con i tempi che corrono (...) Il popolo austriaco non ha mai dato il pieno favore alla politica della repubblica. Esso è semplicemente rimasto in silenzio, esausto dopo una lunga e sanguinosa lotta ed è stato sorpreso dall'audacia dei rivoluzionari del dopoguerra. Ma non è una rivoluzione che porta alla libertà di un popolo. Ma accetto il mio destino anche se credo che l'ora di ricongiungimento tra me e il mio popolo avverrà presto.»

([2])

L'opposizione al governo nazista[modifica | modifica wikitesto]

Ottone d'Asburgo (a sinistra) con il conte von Degenfeld in una fotografia del 1933

Fervente patriota austriaco, Ottone si oppose all'Anschluss nazista dell'Austria nel 1938 (il nome che il governo tedesco diede a quell'operazione fu "Operation Otto", dal momento che essi prevedevano di invadere immediatamente lo stato austriaco se Ottone fosse stato posto nuovamente sul trono). Data la sua posizione Ottone, ricercato dai nazisti, fu costretto a lasciare l'Europa e a raggiungere Washington (1940 – 1944), dopo essere scappato dal Belgio e da Parigi, sempre con al seguito la madre Zita e il resto della famiglia.

I suoi cugini Massimiliano duca di Hohenberg e il principe Ernesto di Hohenberg vennero arrestati a Vienna dalla Gestapo e inviati in un campo di concentramento sino alla fine della guerra. Quando Parigi si dimostrò insicura, la famiglia imperiale si recò in Portogallo con un visto speciale procuratogli da Aristides de Sousa Mendes, console portoghese a Bordeaux[3].

Ritorno in Austria e attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Ottone d'Asburgo a una premiazione con Helmut Kohl
Camera ardente di Ottone e Regina. Si notino sui cuscini neri le insegne delle onorificenze di cui fu insignito Ottone.
Lapide di Ottone presso la Cripta Imperiale di Vienna

Ottone rinunciò a pretese formali nel 1961, al fine di poter rientrare in patria nel 1966[4]. In un'intervista del 2007, in occasione del suo 95º compleanno, Ottone ha commentato quel momento:

«Fu una vera infamia, come vorrei non aver mai siglato quel documento! Dopo le rinunce mi chiesero di astenermi dalla politica, ma dopo aver provato l'oppio della politica è impossibile farne a meno.»

([5])

Dopo la firma dell'atto la corte amministrativa austriaca il 24 maggio 1963 revocò il bando che vietava a Ottone di rientrare nel suo paese, ma solo nel 1966 Ottone ottenne il passaporto e il visto dal governo austriaco per il suo rientro.[6]

Negli anni a seguire Ottone intraprese una più incisiva attività politica adoperandosi per un'Europa unificata come presidente dell'Unione Paneuropea Internazionale dal 1973 al 2004 e propugnando una federazione danubiana tra gli stati mitteleuropei[7].

Dal 1979 sino al 1999 partecipò come membro del partito bavarese cattolico (CSU) al Parlamento Europeo. Fu inoltre un membro della società di Mont Pelerin. Nell'ambito del suo impegno come parlamentare si adoperò fortemente per l'espansione dell'Unione Europea, in particolar modo impegnandosi per l'accettazione di Ungheria, Slovenia e Croazia entro i confini dell'Unione.

Ottone è stato inoltre patrono del Three Faiths Forum, un gruppo pacifista del Regno Unito che persegue gli ideali di ascolto e collaborazione tra le tre maggiori religioni monoteiste del mondo: cristianesimo, giudaismo e islamismo[8].

I suoi ideali politici sono stati sostenuti dal Comitato Ottone d'Asburgo, con una sezione anche in Italia, che nel 2006 ha diffuso un testo biografico-politico dal titolo Ottone d'Asburgo: dall'Impero all'Europa.

Nel gennaio del 2007 Ottone rinunciò al suo status di Capo della Casata d'Asburgo affidandone il ruolo al figlio primogenito Carlo[9]. Dopo la rinuncia Ottone visse in ritiro a Villa Austria, presso il villaggio di Pöcking, nel circondario di Starnberg, non lontano dall'omonimo lago, in Baviera, Germania.

Di fatto si dice che non si fosse mai rassegnato alla scomparsa dell'impero e che una volta, a chi gli parlava di una partita di calcio Austria-Ungheria, domandò: «Contro chi?»[10]

È scomparso il 4 luglio 2011 nella sua abitazione in Baviera, all'età di quasi 99 anni e, come tutti i suoi antenati, è stato sepolto nella cripta dei Cappuccini[11], nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Vienna. Il rito funebre è stato officiato dall'arcivescovo di Vienna cardinal Christoph Schönborn il 16 luglio.

Matrimonio ed eredi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 sposò a Nancy la principessa Regina di Sassonia-Meiningen (nata a Würzburg il 6 gennaio 1925 e morta a Pöcking il 3 febbraio 2010) da cui ha avuto sette figli:

Ascendenza patrilineare[modifica | modifica wikitesto]

La discendenza patrilineare di Otto d'Asburgo-Lorena, cioè la sua ascendenza di padre in figlio, si ricollega alla Casa d'Asburgo-Lorena, che rivestì il titolo imperiale del Sacro Romano Impero dal 1780, con l'ascesa al trono imperiale di Giuseppe II (in precedenza aveva solo il titolo di Re dei Romani) al 1809, e il titolo imperiale d'Austria dal 1809 al 1867 e il titolo imperiale d'Austria-Ungheria dal 1867 al 1918. Essa discende in linea maschile dai Duchi di Lorena, della Casa di Lorena-Vaudémont e di Ardennes-Metz; queste a sua volta discendono dalla Casa dei Girardi, conti di Parigi nell'VIII secolo. Tale discendenza è la più antica in Europa insieme con quella dei Guelfi di Baviera, poi re di Gran Bretagna. Di sotto viene riportata la discendenza dalla Casa d'Asburgo attraverso Maria Teresa d'Austria, la cui ascendenza patrilineare risale al V secolo.

  1. Gerardo I di Parigi, (?-779), conte di Parigi, sposa Rotrude, forse figlia di Carlomanno, figlio di Carlo Martello
  2. Leotardo I di Parigi, (?-813/816), conte di Parigi
  3. Adelardo I di Parigi, (?-ca.865), siniscalco di Ludovico il Pio, conte di Parigi
  4. Adelardo di Metz, (?-890), conte di Metz
  5. Gerardo I di Metz, (?-910), conte di Metz
  6. Goffredo, conte palatino di Lotaringia, sposa Oda di Sassonia, sorella di Enrico I di Sassonia
  7. Goffredo I della Bassa Lorena, (?-964), conte di Hainaut dal 958 al 964 e vice-duca della Bassa Lorena dal 959 al 964
  8. Gerardo II di Metz, (944-963), conte di Metz
  9. Riccardo di Metz, (963-982), conte di Metz
  10. Gerardo III di Metz, (982-1022), conte di Metz
  11. Adalberto II di Metz, (1022-1033), conte di Metz
  12. Gerardo IV di Metz, (1033-1045), conte di Metz e di Bouzonville
  13. Gerardo di Lorena,(1047-1070), Duca dell'Alta Lorena
  14. Teodorico II di Lorena, c. 1055 - 1115
  15. Simone I di Lorena, c. 1080 - 1138; suo fratello più giovane Teodorico di Alsazia, d. c. 1168, Conte delle Fiandre, fu il capostipite in linea maschile della Casa delle Fiandre
  16. Mattia I di Lorena, c. 1110 - 1176
  17. Federico I di Lorena, c. 1140 - 1207
  18. Federico II di Lorena, c. 1165 - 1213
  19. Mattia II di Lorena, c. 1192 - 1251
  20. Federico III di Lorena, c. 1230 - 1303
  21. Teobaldo II di Lorena, c. 1260 - 1312
  22. Federico IV di Lorena, 1282 - 1328
  23. Rodolfo di Lorena, c. 1310 - 1346
  24. Giovanni I di Lorena, 1346 - 1390
  25. Federico I di Vaudemont, 1368 - 1415
  26. Antonio di Vaudémont, c. 1395 - 1431
  27. Federico II di Vaudémont, 1417 - 1470
  28. Renato II di Lorena, 1451 - 1508
  29. Antonio di Lorena, 1489 - 1544
  30. Francesco I di Lorena, 1517 - 1545
  31. Carlo III di Lorena, 1543 - 1608
  32. Francesco II di Lorena, 1572 - 1632
  33. Nicola II di Lorena, Cardinale, 1609 - 1679
  34. Carlo V di Lorena, 1643 - 1690
  35. Leopoldo di Lorena, 1679 - 1729
  36. Francesco I di Lorena, 1708 - 1765
  37. Leopoldo II d'Asburgo-Lorena, 1747 - 1792
  38. Francesco II d'Asburgo-Lorena, 1768 - 1835
  39. Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena, 1802 - 1878
  40. Carlo Ludovico d'Asburgo-Lorena, 1833 - 1896
  41. Ottone Francesco d'Asburgo-Lorena, 1865 - 1906
  42. Beato Carlo I d'Austria-Ungheria, 1887 - 1922
  43. Otto d'Asburgo-Lorena Imperatore titolare d'Austria-Ungheria, 1912 - 2011

La discendenza da Gerard de Bouzonville è provata dal lavoro pubblicato dal genealogista portoghese Luís Paulo Manuel de Meneses de Melo Vaz de São Paio. Una ricostruzione alternativa della genealogia maschile porta invece alla Casa degli Eticonidi, già antenati in linea maschile della Casa d'Asburgo, e questo spiegherebbe l'appellativo d'"Alsazia", dato a Gerardo di Lorena e ad Adalberto.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Carlo Ludovico d'Asburgo-Lorena Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena  
 
Sofia di Baviera  
Ottone Francesco d'Asburgo-Lorena  
Maria Annunziata di Borbone-Due Sicilie Ferdinando II delle Due Sicilie  
 
Maria Teresa d'Asburgo-Teschen  
Carlo I d'Asburgo-Lorena  
Giorgio di Sassonia Giovanni di Sassonia  
 
Amalia Augusta di Baviera  
Maria Giuseppina di Sassonia  
Maria Anna Ferdinanda di Braganza Ferdinando II del Portogallo  
 
Maria II del Portogallo  
Ottone d'Asburgo-Lorena  
Carlo III di Parma Carlo II di Parma  
 
Maria Teresa di Savoia  
Roberto I di Parma  
Luisa Maria di Borbone-Francia Carlo Ferdinando di Borbone-Francia  
 
Carolina di Borbone-Due Sicilie  
Zita di Borbone-Parma  
Michele del Portogallo Giovanni VI del Portogallo  
 
Carlotta Gioacchina di Borbone-Spagna  
Maria Antonia di Braganza  
Adelaide di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg Costantino di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg  
 
Agnese di Hohenlohe-Langenburg  
 

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale in Austria[modifica | modifica wikitesto]

  • 20 novembre 1912 – 21 novembre 1916: S.A.I. e R. Ottone, Arciduca e Principe d'Austria, Principe Reale d'Ungheria, Boemia, Dalmazia, Croazia e Slavonia
  • 21 novembre 1916 – 12 novembre 1918: S.A.I. e R. Ottone, Arciduca e Principe della Corona d'Austria, d'Ungheria, Boemia, Dalmazia, Croazia e Slavonia
  • 12 novembre 1918 – 1919: Otto Arciduca d'Austria, Principe d'Ungheria
  • 1919 – 1941: Herr Otto Habsburg-Lothringen (i titoli nobiliari non sono riconosciuti e sono vietati in Austria)
  • 1941 – 20 luglio 1965: la cittadinanza austriaca fu revocata personalmente da Adolf Hitler nel 1941[12]. Ottone fu apolide, ma dal 1946 ebbe un passaporto del Principato di Monaco intestato a «Son Altesse impériale et royale Otto von Habsburg», un altro passaporto del Sovrano Militare Ordine di Malta e un passaporto diplomatico della Spagna, con lo stesso nome
  • 20 luglio 1965 – 4 luglio 2011: cittadinanza austriaca riconosciuta con il nome di Doktor Otto Habsburg-Lothringen (i titoli nobiliari non sono riconosciuti e sono vietati in Austria).

Ufficiale in Croazia[modifica | modifica wikitesto]

  • 21 novembre 1916 – 29 ottobre 1918: S.A.R. Ottone, Principe della Corona di Dalmazia, Croazia e Slavonia
  • 1990 – 4 luglio 2011: cittadinanza croata riconosciuta con il nome di Otto Habsburško-Lotarinški (i titoli nobiliari non sono riconosciuti e sono vietati in Croazia).

Ufficiale in Germania[modifica | modifica wikitesto]

  • 1978 – 4 luglio 2011: cittadinanza tedesca riconosciuta con il nome di Otto von Habsburg (i titoli nobiliari non sono riconosciuti e sono vietati in Germania).

Pretensione[modifica | modifica wikitesto]

Otto d'Asburgo dal 1922 fino al 2007, alla rinuncia in favore del figlio Carlo all'esercizio effettivo di Capo di nome e d'arme della I. e R. Casa d'Asburgo-Lorena d'Austria, ha detenuto le seguenti titolature, in pretensione:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze asburgiche[modifica | modifica wikitesto]

Formalmente cessati come ordini statuali, restano tuttavia vigenti come ordini dinastici, il Capo della Casa Imperiale e Reale d'Asburgo-Lorena assume d'ufficio il titolo di Gran Maestro:

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco)
— già Gran Maestro, 1º aprile 1922 – 1º gennaio 2007; Cavaliere dal 1916-1922, e dal 2007[13]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria
— già Gran Maestro, 1º aprile 1922 – 1º gennaio 2007; Cavaliere di Gran Croce dal 2007[13]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine imperiale austriaco di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine imperiale austriaco di Leopoldo
— già Gran Maestro, 1º aprile 1922 – 1º gennaio 2007; Cavaliere di Gran Croce dal 2007[13]
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giorgio (Casa Imperiale d'Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giorgio (Casa Imperiale d'Austria)
— [senza fonte]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Croce d'Oro d'Onore del Capitolo di Lilienfeld (Bassa Austria)
— [13]
immagine del nastrino non ancora presente Ordine al merito bavarese (Baviera)
— 21 giugno 1976[13]
immagine del nastrino non ancora presente Grand'Ordine di merito della Provincia autonoma di Bolzano
— [13]
Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Dmitar Zvonimir (Croazia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Dmitar Zvonimir (Croazia)
«Per il contributo eccezionale all'indipendenza e all'integrità della Repubblica di Croazia, allo sviluppo e al progresso dello stato croato e per i successi eccezionali nelle azioni culturali e umanitarie»
— Zagabria, 28 maggio 1995[14]
Cavaliere di I classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
— 1996 [senza fonte]
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 2009[13]
Compagno della Liberazione, Ordine della Liberazione (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno della Liberazione, Ordine della Liberazione (Francia)
— [13]
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (Repubblica Federale di Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (Repubblica Federale di Germania)
— [13]
Medaglia presidenziale della Libertà (Kosovo) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia presidenziale della Libertà (Kosovo)
— [13]
Commendatore dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)
— [senza fonte]
Commendatore dell'Ordine del Granduca Gediminas (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine del Granduca Gediminas (Lituania)
— [13]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Lussemburgo)
— [13]
immagine del nastrino non ancora presente Membro dell'Ordine al Merito (Macedonia)
— [senza fonte]
Commendatore dell'Ordine dell'efficienza intellettuale (Marocco) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dell'efficienza intellettuale (Marocco)
Balì Cavaliere di Gran Croce di Onore e di Devozione con Croce di professione Ad Honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Balì Cavaliere di Gran Croce di Onore e di Devozione con Croce di professione Ad Honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM)
— 1959[13]
Commendatore con stella dell'Ordine di Hilal Quaid Azam (Pakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore con stella dell'Ordine di Hilal Quaid Azam (Pakistan)
— 1993[13]
immagine del nastrino non ancora presente Gran Commendatore della Legion d'Onore (GCLM, Rhodesia)
— fino ad aprile 1981 (ordine soppresso)[13]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (San Marino)
— 2002[13]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Gregorio Magno (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Gregorio Magno (Santa Sede)
— 1980[13]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Silvestro Papa (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Silvestro Papa (Santa Sede)
— [13]
Cavaliere d'Onore dell'Ordine dei Fratelli della Casa di Santa Maria in Gerusalemme (Ordine Teutonico)(Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere d'Onore dell'Ordine dei Fratelli della Casa di Santa Maria in Gerusalemme (Ordine Teutonico)(Santa Sede)
— [13]
Cavaliere di Gran Croce del Reale e Distinto Ordine Spagnolo di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Reale e Distinto Ordine Spagnolo di Carlo III (Spagna)
— 1951[13]
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (divisione civile, Ungheria) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (divisione civile, Ungheria)
— 1999[13]

Onorificenze di ex Case regnanti[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Insigne e reale ordine di San Gennaro (R. Casa di Borbone delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Insigne e reale ordine di San Gennaro (R. Casa di Borbone delle Due Sicilie)
— [13]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa (R. Casa di Braganza) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa (R. Casa di Braganza)
— 8 dicembre 1983[15]
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (R. Casa di Savoia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (R. Casa di Savoia)
— 1953[13]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (R. Casa di Savoia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (R. Casa di Savoia)
— 1953
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (R. Casa di Savoia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (R. Casa di Savoia)
— 1953
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto (R. Casa di Wittelsbach di Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto (R. Casa di Wittelsbach di Baviera)
— [13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ottone D Asburgo nell’Enciclopedia Treccani
  2. ^ Gedächtnisjahrbuch 1937, 9. Jg.: Dem Andenken an Karls von Österreich Kaiser und König. Arbeitsgemeinschaft österreichischer Vereine – Wien, W. Hamburger 1937)
  3. ^ Andrea Jacchia, Se ne sono andati, www.linkiesta.it, 10 luglio 2011.
  4. ^ Brook-Shepherd, p 181
  5. ^ Die Presse, Unabhängige Tageszeitung für Österreich. Nov.10/11, 2007. p3 (German online version dated Nov. 9, 2007: [1]. Retrieved 24 March 2009.
  6. ^ Website of the Austrian parliament. Die Habsburg-Krise - mehr als parteipolitische Auseinandersetzungen. [2]. Retrieved 24 March 2009.
  7. ^ Thomas Wilhelm Schwarzer, Erzherzog Dr. Otto von Habsburg, Otto.twschwarzer.de. URL consultato il 5 maggio 2010.
  8. ^ http://www.3ff.org.uk/
  9. ^ Paul Theroff, Austria, Web.archive.org. URL consultato il 5 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2008).
  10. ^ Le guide routard-Austria, pag.318
  11. ^ I funerali di Otto d'Asburgo, europeista convinto | euronews, mondo
  12. ^ Stephan Baier, Eva Demmerle: Otto von Habsburg. Die Biografie. Amalthea, Wien 2002, ISBN 3-85002-486-5, p. 122..
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Copia archiviata, su ottovonhabsburg.org. URL consultato il 26 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2017).
  14. ^ (HR) Odluka kojom se odlikuju za izniman doprinos, Narodne novine, 7 luglio 1995. URL consultato il 12 luglio 2008.
  15. ^ Doce Linajes de Soria, su docelinajes.blogspot.com.es.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stephan Baier, Eva Demmerle, Otto d'Asburgo. La biografia autorizzata, Il Cerchio, Rimini 2006
  • Flavia Foradini, Otto d'Asburgo. L'ultimo atto di una dinastia, mgs press, Trieste, 2004, ISBN 978-88-89219-04-1

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN97878326 · ISNI (EN0000 0001 1031 5733 · LCCN (ENn80056913 · GND (DE118699873 · BNF (FRcb11918272d (data) · NLA (EN36277169 · BAV ADV10168643 · NDL (ENJA001233842 · WorldCat Identities (ENn80-056913