Marostica

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Marostica
comune
Marostica – Stemma Marostica – Bandiera
Piazza degli Scacchi
Piazza degli Scacchi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Marica Dalla Valle (lista civica Marostica Più - centrosinistra) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 45°44′44″N 11°39′19″E / 45.745556°N 11.655278°E45.745556; 11.655278 (Marostica)Coordinate: 45°44′44″N 11°39′19″E / 45.745556°N 11.655278°E45.745556; 11.655278 (Marostica)
Altitudine 103 m s.l.m.
Superficie 36,53 km²
Abitanti 13 989[1] (31-12-2015)
Densità 382,95 ab./km²
Frazioni Crosara, Marsan, Pradipaldo, San Luca, Valle San Floriano, Vallonara
Comuni confinanti Bassano del Grappa, Conco, Lusiana, Mason Vicentino, Molvena, Nove, Pianezze, Salcedo, Schiavon
Altre informazioni
Cod. postale 36063
Prefisso 0424
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024057
Cod. catastale E970
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 432 GG[2]
Nome abitanti marosticensi
Patrono san Simeone
Giorno festivo ultima domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marostica
Marostica
Posizione del comune di Marostica all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Marostica all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Marostica (Maròstega in veneto[3][4]) è un comune italiano di 13 989 abitanti[1] della provincia di Vicenza in Veneto. È posizionato ai piedi dell'Altopiano di Asiago.

È nota in tutto il mondo per la partita a scacchi che si svolge ogni due anni (anni pari) con personaggi viventi nella piazza cittadina, nel secondo fine settimana di settembre: è una tradizione avviata nel 1923 e che si vuole ispirata ad un evento del 1454, sebbene non vi siano prove storiche. Per questa storica manifestazione la cittadina vicentina viene anche soprannominata "la città degli scacchi".

Marostica è altresì famosa per la produzione della Ciliegia di Marostica, prodotto a indicazione geografica protetta.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Marostica Crosara.

Marostica, secondo la classificazione dei climi di Köppen, gode di un tipico clima temperato delle medie latitudini (Cfa), piovoso o generalmente umido in tutte le stagioni e con estati molto calde. Le precipitazioni si concentrano nei periodi compresi tra marzo e maggio, con un leggero calo nei mesi estivi, e un riacutizzarsi nel periodo compreso tra ottobre e novembre inoltrato. L'inverno è caratterizzato da frequenti fenomeni nevosi[5].

MAROSTICA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,8 7,4 10,0 13,9 18,7 22,6 25,1 24,9 21,6 16,8 10,8 7,2 6,8 14,2 24,2 16,4 15,4
T. min. mediaC) −0,9 0,2 2,6 6,2 10,2 13,5 15,6 15,4 12,5 8,5 3,8 0,2 −0,2 6,3 14,8 8,3 7,3
Precipitazioni (mm) 91 89 85 122 130 162 104 125 108 147 129 76 256 337 391 384 1 368
Giorni di pioggia 6 6 7 10 11 11 9 9 6 8 8 6 18 28 29 22 97

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Toponimi[modifica | modifica wikitesto]

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

I pendii soleggiati in stretta comunicazione con la sottostante pianura hanno reso la zona favorevole all'insediamento umano sin dalla preistoria, come dimostrano i reperti risalenti al periodo. Tracce più tarde sono riferibili al tempo dei Paleoveneti e si concentrano specialmente sul colle Pauso: vanno certamente collegate alla vicina necropoli di Angarano, risalente al cosiddetto periodo "Este I" (XIII-VII secolo a.C.).

Durante la successiva epoca romana lo stesso colle Pauso fu interessato alla costruzione di un fortilizio di cui oggi rimangono alcuni resti in pietra. Opere difensive minori dovevano trovarsi anche ai piedi e sulla sommità del Pausolino (l'altura dove oggi sorge il castello superiore) e sulla cima d'Agù. Queste infrastrutture avevano evidentemente il compito di controllare sia la pianura sottostante, resa produttiva grazie a un'opera di centuriazione, sia le strade di accesso all'altopiano di Asiago.

A conferma della romanità di Marostica vi sono anche altri reperti, in particolare la lapide riguardante una Martina giunta dalla Gallia per piangere il defunto marito, una piccola ara dedicata alla dea Diana e monete di diversa datazione.

Una tradizione colloca al I secolo d.C. la fondazione della pieve di Santa Maria, ovvero il duomo, per opera del protovescovo di Padova Prosdocimo; più probabilmente, non fu innalzata prima dell'editto di Costantino del 313. In ogni caso, la costruzione della chiesa sancì la formazione di un piccolo nucleo abitato di una certa consistenza, sviluppatosi ai piedi del monte Pauso e del suo castello[6].

Alto medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'Impero Romano, Marostica attraversò i convulsi eventi che videro l'avvicendarsi dei governi ostrogoto, bizantino e infine longobardo. Durante quest'ultima dominazione fu ricompresa nel ducato di Vicenza.

Di grande importanza è un documento del 753 che cita il castello sul monte Pauso, indice che la fortificazione romana rivestiva grande importanza anche sotto i Longobardi. A questi si sostituirono i Franchi di Carlo Magno e Marostica divenne parte della contea di Vicenza.

Alla fine del IX secolo il Veneto fu invaso dagli Ungari che sconfissero il re d'Italia Berengario del Friuli sulle rive del Brenta tra Nove e Cartigliano (24 settembre 899). Probabilmente in quell'occasione vennero ripristinate le antiche strutture di difesa marosticensi.

Come conseguenza, tra il 917 e il 921 Marostica, insieme con tutto il territorio compreso tra la riva sinistra dell'Astico e quella destra del Brenta (incluso l'altopiano di Asiago), fu donata dall'imperatore Berengario al vescovo Sibicone di Padova, con l'obbligo di costruire castelli e opere di difesa contro le incursione degli Ungari[7].

Risale al 983 uno scritto che cita le due chiesette di San Vito (ancora esistente) e Sant'Apollinare (scomparsa), entrambe sedi di curtes rette da monaci benedettini. Un altro monastero di antiche origini si trovava a Valle San Floriano[6].

Basso medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Marostica.

Probabilmente prima del 1140 il borgo diventa feudo degli Ezzelini i quali, dagli originari possedimenti di Romano e Onara, erano riusciti ad espandersi anche su altri importanti centri quali Bassano, Angarano e Cartigliano.

Ben presto entrarono in conflitto con il Comune di Vicenza e Marostica fu una delle località contese, tanto che nel 1197 fu saccheggiata dai Vicentini. Solo nel 1218 fu concluso un accordo tra Ezzelino II "il Monaco" e il Comune e Marostica venne ceduta a Vicenza dietro il pagamento di quarantamila lire veronesi, con l'obbligo di distruggerne le fortificazioni. Questa clausola, tuttavia, non venne messa in pratica; anzi, verosimilmente i Vicentini provvidero a rafforzare le strutture.

Il conflitto, in effetti, non tardò a riprendere e nel 1235 Ezzelino III "il Tiranno" riconquistò Marostica. Il suo dominio continuò sino al 1259, quando fu definitivamente sconfitto da una lega di guelfi nella battaglia di Cassano d'Adda. Con la sua morte, avvenuta qualche giorno dopo, il vasto dominio ezzeliniano si disgregò e Marostica tornò sotto Vicenza.

Un documento del 1262, elencando i fortilizi appartenenti al Comune berico, cita anche le già note torri sul Pauso, sul Pausolino e sulla cima d'Agù, ma attesta anche l'esistenza di un castello situato forse dove oggi si trova la chiesa di Sant'Antonio abate.

L'indipendenza di Vicenza cessò nel 1266, quando entrò nell'orbita di Padova. A questa, nel 1311, successero gli Scaligeri e a Cangrande della Scala si deve la costruzione del castello di Marostica, articolato in quello inferiore e in quello superiore. Successiva alla costruzione dei due castelli è la cinta muraria, iniziata da Cansignorio della Scala nel 1372. Sempre al periodo scaligero risale la chiesa di Sant'Antonio abate, del 1383. In sostanza, è sotto questa dominazione che Marostica assunse l'aspetto di una vera e propria città murata, organizzata in modo razionale.

Nel 1387 iniziò il breve governo dei Visconti, conclusosi nel 1404 con l'arrivo della Repubblica di Venezia[6].

Periodo veneziano[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la Serenissima, Marostica divenne sede di podesteria, pur rimanendo amministrativamente subordinata a Vicenza.

Il Quattrocento fu un periodo di grande rinnovamento urbanistico, soprattutto per quanto riguarda gli edifici sacri: vennero erette la chiesa di San Marco, la scoletta del Santissimo Sacramento (presso Sant'Antonio abate), la chiesa di San Gottardo e soprattutto il convento di San Sebastiano; anche il duomo subì restauri e ampliamenti.

Questo momento di stabilità politica e sviluppo economico fu tragicamente interrotto dalla guerra della Lega di Cambrai. Dopo la disastrosa battaglia di Agnadello del 1509, le truppe di Massimiliano d'Asburgo invasero la terraferma veneta e la stessa Marostica fu più volte occupata e riconquistata.

Al termine del conflitto, nel 1516, i cantieri ripresero a funzionare: fu terminato il convento domenicano di San Rocco e venne innalzata la chiesetta di San Benedetto. La sede del governo fu trasferita dal castello Superiore a quello Inferiore (meglio difendibile) e nel Seicento il podestà Marino Nadal ne rinnovò la cappella (oggi ospita la sala consiliare).

Se le edificazioni all'interno delle mura si poterono dire concluse con la chiesa dei Carmini (1618-1619), nelle campagne all'esterno si assistette all'erezione di numerose ville. Questo fenomeno subì un picco durante la crisi della Repubblica, quando l'aristocrazia, fiacca e disinteressata all'attività politica, lasciava sempre più spesso la capitale verso gli agi della villeggiatura[6].

Dall'Ottocento a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Caduta la Serenissima nel 1797, Marostica seguì le sorti di tutto il Veneto passando alla Francia di Napoleone Bonaparte. Il generale transitò per la città che venne spogliata delle insegne di San Marco (tra cui il leone della piazza); al loro posto sorsero i simboli rivoluzionari, come l'Albero della Libertà.

Seguì poi il turbinoso periodo in cui il Veneto venne ceduto all'Austria e ancora alla Francia, divenendo definitivamente austriaco con il congresso di Vienna del 1815.

Di questo periodo va ricordata la riorganizzazione ecclesiastica del 1818 che vide le parrocchie di Marostica (ad eccezione delle frazioni di San Luca, Crosara e Pradipaldo) tornare alla diocesi di Vicenza dopo novecento anni trascorsi sotto Padova. Nel 1854 il Ministero dell'Interno austriaco concesse al Comune l'odierno stemma.

Nel 1866, al termine della terza guerra d'indipendenza, il Veneto entrò a far parte del Regno d'Italia.

Gli anni successivi si caratterizzarono per lo sviluppo dell'industria della paglia, che portò la città a divenire uno dei più importanti centri del settore sino alla prima guerra mondiale.

Il primo conflitto, combattuto sul monte Grappa e sull'altopiano di Asiago, coinvolse anche Marostica che divenne centro di acquartieramento delle truppe. Si cita fra tutti il "Comando-tappa" di Vallonara, dove sostò anche la celebre Brigata Sassari.

Del Ventennio è degno di nota il restauro dei castelli, terminato nel 1936, e la soppressione dei Comuni di Crosara (con San Luca) e Vallonara (con Valle San Floriano e Pradipaldo) nel 1938.

Della seconda guerra mondiale va ricordata la Resistenza, con il sacrificio di quattro giovani partigiani fucilati nel cortile del castello Inferiore (gennaio 1944)[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Maria Assunta
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate
  • Chiesa della Madonna del Carmine o dei Carmini
  • Scoletta del Santissimo Sacramento
  • Chiesa e convento di San Rocco
  • Chiesa e monastero di San Gottardo
  • Convento e chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Marostica.
  • Castello Inferiore
  • Castello Superiore
  • Mura e porte del castello
Marostica panorama giugno08.jpg
Ingrandisci
Panorama dal castello superiore

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Doglione[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del palazzo del Doglione con il castello superiore sullo sfondo.

Localizzato sul lato settentrionale della piazza, era in origine una fortificazione (detta "rocca di Mezzo") con le funzioni di casello daziario. Non è un caso, quindi, se il prospetto settentrionale si affaccia su via Mazzini, un tempo principale strada della città e via di collegamento tra Bassano e Vicenza.

Citato già nel 1218, quando Ezzelino il Monaco cedette Marostica a Vicenza, perse importanza in epoca scaligera, ma fu recuperato dai veneziani per diventare sede della cancelleria, del Monte di Pietà e dell'armeria.

Palazzo e torre subirono drastici rifacimenti nella prima metà dell'Ottocento, per essere poi completamente ricostruiti negli anni 1930 perché pericolanti. Dopo aver rappresentato la sede della Banca Popolare di Marostica, in seguito alla fusione con la Banca Popolare dell'Alto Adige ospita una filiale di quest'ultima e la fondazione Banca Popolare di Marostica.

La torre appartiene al Comune e, con i suoi rintocchi, annuncia l'inizio delle sedute consiliari[6].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 854, ovvero il 6,10% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Piazza degli Scacchi.

Marostica è famosa per uno spettacolo folcloristico di ambientazione storica in costume che si svolge il secondo fine settimana di settembre degli anni pari, la "Partita a scacchi a personaggi viventi" che si ispira ad una vicenda che si vuole ambientata nel 1454, sebbene di questa non vi sia prova storica ed anzi alcuni sostengono sia una invenzione moderna[10].

L'iniziativa di questa partita a scacchi giocata in piazza e con personaggi viventi fu di un gruppo di cittadini su un brogliaccio scritto e proposto da Ernesto Xausa - allora assessore alla Cultura del Comune - e successivamente scritta e drammatizzata per la messa in scena da Mirko Vucetich - architetto, scenografo e regista - (Bologna 1898 - Vicenza 1975), che nel 1954 la realizzò quale rievocazione storica, scrivendo anche il testo teatrale La partita a scacchi. Oltre 600 figuranti in costume medioevale, cavalli, armati, sbandieratori, guitti e sputafuoco, dame e gentiluomini, fanno da cornice al gioco degli scacchi che rappresenta la sfida di Rinaldo d'Angarano e Vieri da Vallonara. Secondo la trama, costoro, giovani e nobili rampolli della Città, si innamorarono entrambi della bella Lionora. Taddeo Parisio Castellano di Marostica e padre di Lionora, proibì la sfida a duello, come prevedeva l'usanza del tempo, ed ordinò di giocare una partita al "Nobil Ziogo de li scacchi". Taddeo decise che il vincitore della singolare sfida avrebbe sposato la bella Lionora, mentre colui che avesse perso avrebbe sposato sua sorella minore, Oldrada, divenendo così anch'egli suo parente.

La città quasi ogni domenica è interessata da una qualche manifestazione. Tra le numerose si ricorda il mercatino dell'antiquariato, che ha luogo ogni prima domenica del mese nella piazza degli scacchi e lungo la via Mazzini, la festa di primavera, la sagra delle ciliegie alla fine di maggio. In primavera viene presentata la rassegna "Umoristi a Marostica" che dal 1969 propone una mostra a tema, con opere dei maggiori artisti internazionali di grafica umoristica. Da alcuni anni viene organizzata, ogni seconda domenica di giugno, la "Caretera", una corsa rompicollo in discesa su carretti guidati da un equipaggio di due persone, tra il Castello Superiore ed il Castello Inferiore.

In ottobre si svolge la tradizionale antica sagra di san Simeone, patrono della città.

Marostica è gemellata con la città di Tendō in Giappone, dove si svolge una partita a scacchi (Shogi) con personaggi viventi.

lavorazione della paglia[modifica | modifica wikitesto]

La zona che ha visto crescere lo sviluppo del polo artigianale della paglia nel vicentino, è quella peculiare area collinare compresa tra Marostica e l’altopiano di Asiago, delimitata a est dal fiume Brenta mentre a ovest dal fiume Astico, coincidendo con il territorio dei Settecomuni.

La popolazione locale dei paesi di Lusiana, Conco, Crosara e San Luca e successivamente anche nei comuni della Pedemontana, da Vallonara a Lugo, da Calvene a Caltrano, all’interno della Val d’Astico, fino a Velo ha saputo sfruttare una terra che per le sue peculiarità ha dimostrato di essere particolarmente adatta alla coltivazione della paglia da intreccio. La terra magra che permetteva solo un'agricoltura di sussistenza, l’esposizione all’arsura del sole (essendo rivolta a sud), e la protezione dai venti freddi della montagna (protetta a nord dall’Altopiano di Asiago) sono fattori che hanno determinato la fortuna della paglia di Marostica. Avendo rappresentato fin dal 1800 la principale coltivazione della zona, ha determinato per molto tempo l’economia della società agraria di Sette Comuni, che ha sviluppato pertanto competenze uniche e peculiare legato indissolubilmente all’identità del luogo.

Marostica, principale centro dell’area, con la sua posizione strategica che la collegava a Vicenza e Bassano, ha rappresentato per il mercato dei manufatti in paglia il naturale sbocco commerciale diventando, in un secondo momento, il polo produttivo principale dell’industria della paglia.’

Persone legate a Marostica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine del 1800 fino a circa la fine degli anni sessanta l'economia di Marostica è stata caratterizzata dall'industria di produzione e trasformazione della paglia.[11] I cappelli di paglia prodotti dalle fabbriche di Marostica erano commercializzati e famosi in tutto il mondo. A Marostica hanno sede famose aziende del comparto dell'abbigliamento, vi è inoltre la sede della divisione italiana della Diesel e dell'importante industria di elettronica ed elettrotecnica Vimar (il cui marchio riprende in parte il nome della città). È poi sede della Battaglin cicli del marosticense Giovanni Battaglin.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalla Strada statale 248.

Il trasporto pubblico a Marostica è garantito da autocorse svolte dalla società Ferrovie e Tramvie Vicentine (FTV).

Fra il 1910 e il 1961 la città venne servita da una stazione posta sulla Tranvia Vicenza-Bassano del Grappa, gestita anch'essa dalle FTV.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 2012 Gianni Scettro centrodestra Sindaco
2012 2013 Renata Carletti - Comm. pref.
2013 in carica Marica Dalla Valle lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1938 Marostica ha assorbito i territori dei comuni soppressi di Crosara (con San Luca) e Vallonara (con Valle San Floriano e Pradipaldo)[12], acquisendo quindi il territorio esteso sulle pendici dell'altopiano di Asiago. Queste località hanno seguito le vicende storiche della federazione dei Sette Comuni in quanto parte del comune di Lusiana.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Marostica è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Ciàcole visentine - Villaraspa compie 400 ani, Quatro Ciàcoe, Mensile de cultura e tradission vènete. URL consultato il 10 novembre 2011.
  4. ^ Giuseppe Pesco- Marostica, Critica – Anno 1990, Giuseppe Pesco official website. URL consultato il 10 novembre 2011.
  5. ^ Comuni Italiani.it, comuni-italiani.it. URL consultato il 7 ottobre 2011.
  6. ^ a b c d e f Origini e storia della città di Marostica, Comune di Marostica. URL consultato il 29 ottobre 2015.
  7. ^ Mantese, 1952, p. 53
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2015 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato l'11 agosto 2016.
  10. ^ La partita a scacchi di Marostica, (vedere fra le altre cose il commento alla fine del link), italiascacchistica.com. URL consultato il 7 ottobre 2011.
  11. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.
  12. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giordano Dellai e altri, Marostica e il suo territorio nel Duecento: società e ambiente a Marostica, Mason, Molvena, Nove e Pianezze secondo il Regestum Possessionum communis Vincencie del 1262, Vicenza, La Serenissima, 1997
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Marostica, su Open Directory Project, Netscape Communications.

Controllo di autorità VIAF: (EN299969424
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