Valli del Pasubio

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Valli del Pasubio
comune
Valli del Pasubio – Stemma Valli del Pasubio – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
SindacoArmando Cunegato (lista civica di centrosinistra) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate45°45′N 11°16′E / 45.75°N 11.266667°E45.75; 11.266667 (Valli del Pasubio)Coordinate: 45°45′N 11°16′E / 45.75°N 11.266667°E45.75; 11.266667 (Valli del Pasubio)
Altitudine350 m s.l.m.
Superficie49,35 km²
Abitanti3 242[2] (31-12-2015)
Densità65,69 ab./km²
FrazioniSant'Antonio, Staro
Comuni confinantiPosina, Recoaro Terme, Schio, Torrebelvicino, Trambileno (TN), Vallarsa (TN)
Altre informazioni
Cod. postale36030
Prefisso0445
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT024113
Cod. catastaleL624
TargaVI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantivalligiani[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valli del Pasubio
Valli del Pasubio
Valli del Pasubio – Mappa
Posizione del comune di Valli del Pasubio all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Valli del Pasubio (Vałi del Paxubio in veneto[3]) è un comune italiano di 3 242 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto, situato sulla Strada provinciale 46 del Pasubio, che mette in comunicazione Vicenza con Rovereto.

Il comune ha due frazioni: Staro (che si trova tra il capoluogo e Recoaro Terme) e S. Antonio del Pasubio (che si trova sulla SS 46 del Pasubio in direzione Rovereto)

L'attuale comune di Valli del Pasubio deriva da due realtà distinte che per secoli hanno seguito diverse vicende storiche e amministrative: sulla riva destra del Leogra si estendeva Valli dei Signori (Valles Dominorum), così detta perché in origine era possedimento dei signori da Vivaro, feudatari del vescovo di Vicenza; sulla riva sinistra si trovava Valli dei Conti (Valles Comitum), appartenente ai conti di Vicenza, i Maltraversi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è anche noto come meta turistica. Sullo sfondo di Valli, guardando da est verso ovest, vi sono il gruppo del Pasubio, il Gruppo del Sengio Alto e infine il gruppo del Carega, montagne che possono offrire escursioni in mezzo alla natura sia per famiglie sia per alpinisti esperti.

Tra le escursioni nel gruppo del Pasubio: la Strada delle 52 gallerie, la Strada degli Scarubbi, Bocchetta Campiglia, Passo Xomo e la Strada degli Eroi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Val Leogra § Storia e Storia del territorio vicentino.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

L'alta val Leogra durante il Basso Medioevo fu popolata - come molti territori prealpini - da coloni di etnia e lingua tedesca, i Cimbri; secondo il Mantese, storico della chiesa vicentina, l'epoca più probabile è il XIII secolo[4].

Questo fenomeno fu favorito dalla posizione geografica della zona, passaggio naturale per i collegamenti tra l'Altopiano di Asiago, dove i cimbri si erano insediati già a partire dal X secolo, e la Lessinia e tra il Trentino e il Vicentino. Questa popolazione, che verso il XIV e il XV secolo finì per assorbire quasi totalmente l'elemento latino nelle zone di insediamento, mantenne per diverso tempo lingua e tradizioni, favoriti anche dalla presenza di sacerdoti di lingua tedesca ("de Alemania") per la cura pastorale e il servizio religioso[4].

I coloni furono chiamati - in quanto boscaioli, per disboscare e mettere a pascolo le terre della zona, e come minatori - dai signori del tempo, i Da Vivaro e i Conti di Vicenza. Essi avevano anche lo juspatronato della cappella di Santa Maria che, secondo alcuni documenti - un privilegium di papa Callisto II del 1123 e le Rationes decimarum degli archivi vaticani - esisteva già agli inizi del Duecento, dipendente dalla pieve di Belvicino[5].

Già nel 1297 l'edificio aveva assunto le prerogative di parrocchiale, infatti in quell'anno è citato il suo rettore Fridericus e nel 1303 il successore Teodoricus. Vanno sottolineati i loro nomi propri, che ne suggeriscono le origini tedesche. L'edificio venne in seguito ricostruito e riconsacrato nel 1342[6].

Verso la metà del Trecento, durante la dominazione scaligera, il territorio di Valli fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Schio e tale rimase sino alla fine del XVIII secolo[7].

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Per il resto il territorio ha seguito le sorti di tutto il Vicentino, passando dagli Scaligeri ai Visconti e quindi alla Repubblica di Venezia. Di quest'ultimo periodo è l'emanazione degli statuti delle due comunità (1487).

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo caduta della Serenissima attraversò il tormentato periodo napoleonico che vide, oltre all'unificazione dei due comuni sotto il nome di Valli dei Signori, anche la progettazione della strada "regia" per collegare Schio a Rovereto, completata più tardi dagli Austriaci (1817).

Confluito nel Regno d'Italia dopo la terza guerra d'indipendenza, il comune patì le distruzioni della Grande Guerra vista la posizione lungo la linea del fronte. A ricordo di quegli eventi, nel 1926 cambiò denominazione in Valli del Pasubio in riferimento alla montagna che fu teatro di sanguinosi scontri[6][8].

Durante la seconda guerra mondiale, nell'ottobre del 1940, era giunto a Valli del Pasubio un gruppo di una quarantina di ebrei jugoslavi in stato di libero internamento. Per due anni i rifugiati risiedettero nella zona, fraternizzando con la popolazione locale. Con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, la situazione si fece drammatica; l'ordine di arresto dei profughi giunse il 30 novembre 1943, ma i locali carabinieri trovarono il modo di ritardare l'applicazione dell'ordine, dando così tempo ai profughi di dileguarsi con l'aiuto della popolazione locale e del parroco, don Michele Carlotto, il quale per la sua azione venne in seguito riconosciuto tra i giusti tra le nazioni[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale S. Maria di Valli del Pasubio[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale chiesa fu eretta nel 1760-1772 e definitivamente consacrata nel 1889. Nel primo dopoguerra, a causa delle distruzioni del conflitto, fu sottoposta a un drastico restauro che vide l'intervento del pittore Felice Lovato per la parte decorativa.

All'interno si conserva una preziosa Pietà in pietra tenera, risalente al Cinquecento[6].

Chiesette di S. Carlo, S. Geltrude, S. Rocco e S. Sebastiano[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale SS. Trinità di Staro[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel 1695, si trova nella frazione di Staro.

Chiesa parrocchiale di S. Antonio[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Vista della tagliata Bariola

All'interno del suo territorio comunale si trovano molti resti risalenti alla prima guerra mondiale, tra cui la tagliata Bariola e il forte Monte Maso.

Ossario del Pasubio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ossario del Pasubio.

L'ossario del Pasubio, è un monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. Si trova sul colle Bellavista che domina la val Leogra, proprio sotto il monte Cornetto a circa 2 km da Pian delle Fugazze, collegato al passo stesso dalla diramazione della ex strada statale 46. La posizione che è stata scelta permette di vedere la sagoma dell'ossario da tutta la pianura vicentina.

Monumento ai Caduti di Valli del Pasubio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nella piazza che affianca il municipio di Valli del Pasubio.

Monumento ai Caduti di Staro[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nel piazzale alla fine del paese in direzione Recoaro Terme.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Sopressa con polenta e funghi

Sagra della Sopressa[modifica | modifica wikitesto]

La sopressa di Valli del Pasubio è sicuramente uno dei prodotti più celebri di questo territorio, tanto che durante le prime due settimane di agosto viene organizzata la "Sagra della Sopressa" la quale, ogni anno, attira molti visitatori che giungono sino a Valli per gustarla insieme alla polenta, o per acquistarla.

La prima edizione della Sagra risale al 1960 e dopo una breve pausa negli anni successivi, nell'agosto del 2017 si è giunti alla sua 50ª edizione.

Dal 1982 questa manifestazione viene organizzata della Pro Loco di Valli del Pasubio la quale, per mantenere viva la tradizione di "far la sopressa in casa" premia durante la manifestazione la miglior sopressa.

Persone legate a Valli del Pasubio[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Carlotto (Castelgomberto, 3 febbraio 1919 – Baselga di Pinè, 13 luglio 2005), presbitero italiano, giusto tra le nazioni.
  • Bruno Brandellero, nome di battaglia "Ciccio" (Valli del Pasubio, 1922 – Tretto, 26 giugno 1944), partigiano italiano, medaglia d'oro al valor militare.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ponti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2016, è aperto il ponte tibetano, dedicato all'AVIS, che consente l'accesso ad alcuni sentieri. Questo si trova lungo la "Strada del Re" che porta al rifugio di Campogrosso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 luglio 1985 9 luglio 1990 Dalle Molle Pietro Democrazia Cristiana Sindaco
12 luglio 1990 24 aprile 1995 Cavion Antonio Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Filippi Farmar Corrado Lista civica Sindaco
14 giugno 1999 8 giugno 2009 Dalla Riva Fausto Centro destra Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Cunegato Armando Centro sinistra Sindaco
25 maggio 2014 In carica Cunegato Armando Centro sinistra Sindaco

Variazioni[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione del comune fino al 1926 era Valli dei Signori[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 692.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990.
  4. ^ a b Mantese, 1954,  p. 481
  5. ^ Secondo il Mantese, poteva esistere già intorno al 1000. Mantese, 1952,  pp. 229-30
  6. ^ a b c Valli del Pasubio, Vicariato di Schio. URL consultato il 30 ottobre 2014.
  7. ^ Canova, 1979, p. 25
  8. ^ Cenni storici, Comune di Valli del Pasubio. URL consultato il 30 ottobre 2014.
  9. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45, Ed. Mondadori, Milano 2006, pp. 87-88
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tarcisio Bellò, Storie di Confine, Alta via dell'Alpi Vicentine., Vicenza, La Serenissima, 2006.
  • AA.VV., Civiltà rurale di una valle veneta, la Val Leogra., Vicenza, Accademia Olimpica, 1976.
  • Antonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Vicenza, Accademia Olimpica, 1979.
  • Angelo Saccardo, Valli del Pasubio, comunità di confine in alta Val Leogra dalle origini al duemila., Valli del Pasubio, Parrocchia di Santa Maria, 2004.
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952 (ristampa 2002).
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, II, Dal Mille al Milletrecento, Vicenza, Accademia Olimpica, 1954 (ristampa 2002).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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