Montecchio Precalcino

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Montecchio Precalcino
comune
Montecchio Precalcino – Stemma
Villa Forni Cerato
Villa Forni Cerato
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Parisotto (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 45°40′N 11°34′E / 45.666667°N 11.566667°E45.666667; 11.566667 (Montecchio Precalcino)Coordinate: 45°40′N 11°34′E / 45.666667°N 11.566667°E45.666667; 11.566667 (Montecchio Precalcino)
Altitudine 84 m s.l.m.
Superficie 14,42 km²
Abitanti 5 038[2] (31-12-2015)
Densità 349,38 ab./km²
Frazioni Levà, Preara[1]
Comuni confinanti Breganze, Dueville, Sandrigo, Sarcedo, Villaverla
Altre informazioni
Cod. postale 36030
Prefisso 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024062
Cod. catastale F465
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 485 GG[3]
Nome abitanti montecchiesi
Patrono SS. Vito e Modesto
Giorno festivo 15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montecchio Precalcino
Montecchio Precalcino
Posizione del comune di Montecchio Precalcino all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Montecchio Precalcino all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Montecchio Precalcino (Montècio in veneto[4]) è un comune italiano di 5 038 abitanti[2] della provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è caratterizzato dal fatto che al centro del suo territorio sorge “el Monte de Montècio”, una bassa collina con numerosi sentieri e scorci panoramici. Il territorio è delimitato verso est dal torrente Astico, per secoli importante fonte di reddito per gli abitanti, che raccoglievano i sassi per fare la calce e per altri usi in edilizia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Origine dei nomi[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo compare sin dal 1261-63 nella forma Monticulus Precalcini. La prima parte riflette il latino monticulus "monticello" e si riferisce alla modesta altura alluvionale che domina il paese da ovest; la seconda sembra un composto di praedium ("podere, fondo") o pre ("prato") e calcinus ("della calce") e rimanda alle ghiaie trasportate dal torrente Astico da cui tuttora si ricava la calce[5][6].

I nomi delle frazioni di Levà e di Preara ricordano le caratteristiche dei luoghi: una strada in leggera salita e la cava di pietra, in questo caso presso l'Astico.

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

La presenza umana è testimoniata senza soluzione di continuità sin dall'epoca preistorica. Vari reperti risalgono paleolitico medio e al tardo neolitico, mentre altri rimandano all'epoca paleoveneta.

Al periodo romano risalgono le tracce di una centuriazione e, forse, i resti di uno sbarramento in muratura per regolamentare le acque dell'Astico (altri studiosi ne collocano la costruzione nel medioevo). Del periodo tardo-imperiale è una piccola necropoli[6].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

A Montecchio, ad un attento esame delle fonti storiche e come aveva intuito il Maccà[7], le fortificazioni medioevali furono sicuramente due: la più antica e più importante fu il castello vescovile, che nei documenti viene spesso indicata come il castrum vetus; la più recente e più isolata fu la bastìa che sorgeva nel luogo ove è rimasto il relativo toponimo.

Per quanto riguarda la prima fortificazione, l'ipotesi più attendibile è che la sua origine risalga all'epoca delle invasioni degli Ungari nel X secolo, momento in cui si verificò l'incastellamento di molte chiese per difenderle dalle incursioni. In questi casi il diritto del vescovo sul castello era automatico anche se non pieno, ed è probabile che anche a Montecchio Precalcino la giurisdizione vescovile abbia avuto una genesi di questo tipo. È quindi ragionevole supporre che il castello sorgesse nel centro abitato della villa, nei pressi dell'antica chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, forse nella località che i documenti del XIV secolo indicano col nome di contratta castellaris[8].

Il Pagliarini[9] scrive che "Montecchio Precalcino, già chiamato Montedegno, ... è stato castello molto bene formato, opulento, fortissimo". Ciò risulta anche da altre fonti ed è quindi evidente che dal presunto incastellamento iniziale della chiesa si passò nei secoli XI e XII alla costruzione di nuove fortificazioni e di nuove adiacenze.

Numerose sono le investiture vescovili relative al castrum vetus, a partire da quella fatta nel 1164 dal vescovo di Vicenza Ariberto in favore dei nobili da Vivaro, che per tradizione esercitavano la carica di advocatus episcopi; essi ne furono investiti per tutto il XIII secolo e fino agli inizi del secolo successivo: un atto del vescovo Altegrado in data 4 luglio 1306 concedeva, tra l'altro, ad Artusio da Vivaro l'investitura de castro monticuli precalcini. Poco più tardi, però, i Vivaro si schierarono contro i vescovi, dei quali iniziarono ad usurpare i beni; risulta dai libri dei feudi che per quanto riguarda Montecchio Precalcino i vescovi persero a quel tempo anche il diritto di investitura[10]. Ritenendo insanabile la controversia con i da Vivaro, il vescovo Temprarini tolse loro ogni diritto e investì de castro et villa Monticuli Precalcini un certo Balzanello Nievo, figlio di Siganfredo, col compito di ricuperare i beni usurpati alla mensa vescovile[11][8].

Nel frattempo, però, il castello non esisteva più, perché assalito e distrutto nel 1313 durante una delle tante e feroci incursioni fatte dai padovani dopo il passaggio di Vicenza in mano degli Scaligeri, avvenuta nel 1311.

Montecchio Precalcino non rimase senza fortificazioni per molto tempo, perché le particolarità del luogo e la sua grande importanza sotto il profilo strategico indussero presto gli Scaligeri ad erigervi intorno alla metà del Trecento una nuova fortezza, detta "la bastìa" dal tipo allora in uso. Per oltre trent'anni essa fu un potente mezzo di offesa e di difesa durante le interminabili lotte tra gli Scaligeri ed i Carraresi. Secondo Conforto da Costozza, nel 1386 la Bastìa era da poco restaurata quando i padovani sotto la guida di Arcoano Buzzacarini l'assaltarono e l'incendiarono. Il fatto preoccupò notevolmente Antonio della Scala, che l'anno successivo decise di farla demolire per impedire ai Padovani di prenderla e di servirsene a loro volta[8].

Intorno al 1337 il territorio di Montecchio Precalcino fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Thiene e tale rimase, anche sotto la dominazione viscontea e veneziana, sino alla fine del XVIII secolo[12].

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

A questo tormentato periodo successe nel 1404 la Repubblica di Venezia che assicurò un'epoca di stabilità (se si esclude la parentesi della guerra della Lega di Cambrai). Nei secoli successivi vennero allestite nuove opere di difesa contro le acque dell'Astico (il cosiddetto "murazzo" cinquecentesco), mentre l'agricoltura divenne monopolio della nobiltà che eresse nella zona numerose ville[6].

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta della Serenissima, Montecchio seguì le sorti del Veneto passando attraverso i Francesi e gli Austriaci, per approdare infine al Regno d'Italia. Sul finire dell'Ottocento e nel secondo dopoguerra il paese, a causa dell'economia depressa, fu soggetto a una massiccia emigrazione verso il Nord Europa, l'America e l'Australia[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, nel capoluogo
L'edificio fu costruito nel 1729 sulle fondamenta di un precedente cinquecentesco che, a sua volta, aveva sostituito uno medioevale.
Sulla facciata sono poste sei sculture di Giuseppe Sordina (1731); all'interno luminoso e armonico vi sono cin­que altari marmorei sei-settecenteschi, un notevole ciclo di tele e di affreschi di Costantino Pasqualotto (1732 - 1742), una pala di Alessandro Maganza (1606) e tre sculture attribuite a Girolamo Pittoni da Lumignano (1535 ca.)[13].
Chiesa parrocchiale del SS. Redentore, a Levà
Edificata su progetto dell'ingegnere Ferruccio Cattaneo nel 1901 in stile neogotico ogivale a croce latina, venne completata nella deco­razione pittorica e scultorea negli anni 1913-14. Notevoli due altari marmorei del secondo Seicento e una campana del 1691, opera dei fonditori De Maria[13].
Chiesa di San Rocco, a Preara
Posta su di uno sperone basaltico della col­lina, di forme semplicissime, fu costruita dalla Comunità rurale nel 1487 come voto mentre imperversava la peste. Il settecentesco altare accoglie una prege­vole scultura lignea policroma coeva raffi­gurante il Santo taumaturgo, mentre su una mensola laterale si trova esposta una Madonna col bambino, anch'essa in legno policromo, ascrivibile ad un maturo Cinquecento[13][14].
Chiesa di S. Pietro in Castelvecchio
Documentata a partire dal XIII secolo, sorge al centro di un piccolo promontorio, che si stacca ad occidente della collina cir­condato su tre lati da ripidissimi fianchi, sull'area del castello vescovile distrutto nel 1313.
Interessanti sono l'abside poligonale di tipo ravennate e il ciclo di affreschi che ne decora le pareti interne (l'Annunciazione e l'Eterno Padre sulla parete dell'arco trionfale e un fregio con i dodici Apostoli che si sviluppa sotto la linea delle travature) attribuiti ad un pittore vicentino dei primi decenni del XVI secolo (Francesco Verla o bottega dei Fogolino); l'abside (San Giovanni Battista e San Francesco d'Assisi) della seconda metà del Cinquecento[13][15].
Cappella della Madonna del Torniero
Piccolo santuario mariano locale, eretto agli inizi del Seicento e caratterizza­to da una vistosa serliana. Venne costruito per ospitare una venerata immagine policroma della Vergine col Bambino scolpita in pietra tenera locale nei modi tipici dell'arte popolare quattro-cinquecentesca[13].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Forni Cerato
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Forni Cerato.
Ubicata in via Venezia, fu costruita intorno al 1560 su progetto di Andrea Palladio[16], su commissione di Girolamo Forni, un commerciante di legnami e pittore dilettante del paese.
Spogliato quasi completamente della ricca decorazione scultorea, in parte opera docu­mentata di Alessandro Vittoria, versa da tempo in stato di abbandono[13].
Villa Nievo Borghin
Ubicata in via Venezia, la sua costruzione risale alla prima metà del XVII secolo, su commissione di un membro di un ramo della famiglia Nievo. Già attribuita a Giandomenico Scamozzi, in realtà l'architetto è ignoto.
La villa è stata restaurata nei primi anni settanta del Novecento ed è in buono stato di conservazione. Il parco romantico ha subito una netta trasformazione con l'interramento della peschiera e l'installazione di impianti sportivi comprendenti piscina e campi da tennis.
Villa da Schio Cita
Ubicata in via San Rocco, risale alla seconda metà del XVII secolo, la barchessa un secolo più tardi, il rustico al 1753, la cappella al 1762. È costituita da vari edifici sei-settecenteschi, in parte eret­ti su preesistenze gotiche, ruotanti attorno ad un vasto cortile lastricato che si apre ad oriente in un belvedere da cui si gode un panorama amplissimo. Il committente della villa fu un membro della famiglia Da Schio, degli altri edifici uno Stecchini; l'architetto è sconosciuto.
Fu donata al Comune di Montecchio Precalcino nel 1978 dalla signora Marianna Cita Cabianca. Posta in splendida posizione sul lato orientale della collina ospita varie associazioni ed è sede di numerose manifestazioni ricreative e culturali[13].
Villa Nievo Bonin Longare
Ubicata in via Europa Unita. Su commissione di Maria Nievo, l'edificio fu totalmente ristrutturato in stile neogotico nel 1880 dall'architetto milanese Michele Cairati che rimaneggiò la preesistente struttura seicentesca, ad eccezione del monumen­tale ingresso e dell'adiacente porticato eret­ti su disegno di Giacomo Verda intorno al 1824.
La cappella gentilizia di San Michele Arcangelo presenta l'interno del 1685 con sfarzoso altare marmoreo barocco, pala di Cristoforo Menarola e facciata neoclassica, forse di Ottone Calderari o da lui desunta dal Verda.
La villa si presenta in discrete condizioni di conservazione, tranne per gli affreschi assai deteriorati. L'ala neoclassica ha subito pesanti trasformazioni tanto da renderla irriconoscibile. La cappella gentilizia è molto ben tenuta.
Il parco adiacente, uno dei più vasti del vicentino, è stato oggetto di impegnativi lavori negli ultimi anni ed è ora godibile nella sua originaria bellezza[17].
Attualmente la villa è sede dell'U.L.S.S. n.4 Alto Vicentino.
Villa Da Schio Caretta
Situata in via San Francesco, è stata a lungo ritenuta un progetto di Andrea Palladio; è in realtà la ristrutturazione di un preesistente edificio ad opera di Pietro da Nanto che vi lavorò a partire dal 1552[13].
Villa Monza Zanin Traforetti in via Bastia
Villa Cogollo Valerio Peron in via San Pietro
Villa Franzan Carta, in via Vignole
Rimasta incompiuta, presenta caratteri sti­listici propri della prima metà del Seicento sia nel breve settore padronale lungo la strada sia nell'adiacente barchessa, il cui prospetto è scandito da sette archi insistenti su pilastri caratterizzati da vistose bugne in laterizio. La vicina sconsacrata cappella gentilizia di San Michele Arcangelo risale al 1677[13].
Villa Zanfardin Martini in via Decima
Villa Tornieri Crosara in via Bastia
Villa Brandizii Saccardo in via Feo
Villa Trissino nei pressi di Villa Nievo Bonin Longare (unico accesso)
Colombara Stecchini Vendramin in via Salgaroni
Villa Busolini Saccardo in via Preara
Villa Todeschini in via Maglio

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Bastia
Sorge sulle fondamenta del castello scaligero, distrutto dai padovani nel 1386, insieme a vari edifici in epoche diverse tra cui una villa dalla facciata neoclassica, scandita da cin­que intercolumni dorici, della fine del Cinquecento o degli inizi del Seicento[13].
Murazzo
Il "Murazzo romano" è una poderosa opera di sbarramento (2,5 - 3 metri di larghezza per altrettanti di profon­dità) ancora in parte affiorante dal terreno, che univa la collina di Montecchio Precalcino con i terrazzi alluvionali prossi­mi a villa Capra di Sarcedo, per regolamen­tare le acque dell'Astico. Da alcuni studiosi è ritenuto di epoca romana, da altri medioeva­le.
Il "Murazzo veneziano" venne invece eretto tra il 1507 e il 1532 più a sud nei pressi della Scuola Materna, di recente restaurato[13].
Monumento ai Caduti
di Ugo Pozza (1926) nella piazzetta antistante la chiesa parrocchiale del capoluogo
Fontana in piazza del Municipio
progettata da Pompeo Pianezzola e costruita nel 1992.
Cimitero di Guerra Britannico (British War Cemetery)
Posto sulla collina poco distante dalla chiesa parrocchiale, accoglie le salme di 439 sol­dati inglesi deceduti durante la prima guer­ra mondiale[13].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Nel capoluogo vi è la Biblioteca civica, che fa parte della rete di biblioteche vicentine "Biblioinrete", insieme alla maggior parte della biblioteche appartenenti alla Rete Bibliotecaria Vicentina[19].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Montecchio Precalcino, capoluogo e frazioni, vi sono tre scuole dell'infanzia (private paritarie), una scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Il corso di Laurea triennale in Infermieristica, afferente all'Università degli Studi di Padova, è stato attivato presso la sede dell'Ulss 4 Alto Vicentino, situata in Villa Nievo Bonin Longare a Montecchio Precalcino.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Fra le tradizioni enogastronomiche, prima fra tutte il piatto tipico della “Quaja con poènta onta” (Quaglia con polenta fritta) allo spiedo, accompagnato dall’ottimo vino prodotto in paese (Montecchio Precalcino rientra nell’area della zona dei vini D.O.C. di Breganze)[13].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La Sagra dei Santi Patroni di Montecchio Precalcino si svolge a metà di giugno.

Nella frazione di Levà a settembre si tiene la tradizionale "Sagra dello spiedo" e a fine ottobre quella dello "Speo dei morti", gestite dalla "Confraternita della Quaglia di Levà".

Persone legate a Montecchio Precalcino[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni sono Levà e Preara.

Altre località sono Centro Accoglienza Alto Vicentino, Capodisotto, Zona Artigianale Astichello, Roma-corvo, Marocchino, Igna-panozzo, Lovara, Prà Castello, Forni, Bastia, Bassana, Cave E.g.i., Cave Carta[20].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei primi cittadini[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1868 1899 Giannettore Bollina Sindaco [21]
1900 1902 Vittorio Saccardo Sindaco [21]
1902 1910 Domenico Todeschini Sindaco [21]
luglio 1910 maggio 1914 Antonio Caretta Sindaco [21]
maggio 1914 luglio 1914 Giuseppe Beniamino Zocche Sindaco [21]
12 agosto 1914 19 agosto 1914 Cesare Tretti Sindaco [21]
19 agosto 1914 2 settembre 1914 Alessandro Cita Sindaco [21]
2 settembre 1914 18 ottobre 1920 Gaetano Maccà Sindaco [21]
ottobre 1920 8 novembre 1920 Cesare Tretti Sindaco [21]
23 novembre 1920 25 ottobre 1925 Benvenuto Cortese Sindaco [21]
20 aprile 1926 26 maggio 1926 Ercole Poletti Commissario prefettizio [21]
26 maggio 1926 23 settembre 1930 Ercole Poletti Podestà [21]
22 ottobre 1930 15 ottobre 1931 Davide Rigoni Commissario prefettizio [21]
15 ottobre 1931 3 giugno 1933 Davide Rigoni Podestà [21]
10 luglio 1933 15 settembre 1934 Francesco Balasso Commissario prefettizio [21]
15 settembre 1934 14 agosto 1935 Arturo Novello Podestà [21]
14 agosto 1935 12 giugno 1936 Giuseppe Vaccari Commissario prefettizio [21]
12 giugno 1936 6 dicembre 1938 Giuseppe Vaccari Podestà [21]
17 dicembre 1938 Mario Boschetti Commissario prefettizio [21]
6 luglio 1939 6 luglio 1940 Cesare Tretti Podestà [21]
6 luglio 1940 Biagio Buzzacchera Commissario prefettizio [21]
27 agosto 1940 Giovanni Nicosia Commissario prefettizio [21]
14 dicembre 1940 Cesare Tretti Podestà [21]
19 aprile 1941 Giuseppe Todeschini Commissario prefettizio [21]
20 gennaio 1941 26 giugno 1942 Biagio Buzzacchera Commissario prefettizio [21]
26 giugno 1942 26 giugno 1943 Biagio Buzzacchera Sindaco [21]
7 agosto 1943 29 luglio 1944 Giuseppe Vaccari Commissario prefettizio [21]
4 agosto 1944 Francesco Balasso Commissario prefettizio [21]
27 giugno 1945 Francesco Balasso Sindaco [21]
8 aprile 1946 28 maggio 1951 Carlo Saccardo Sindaco [21]
10 giugno 1951 27 maggio 1956 Carlo Saccardo Sindaco [21]
17 giugno 1956 6 novembre 1960 Carlo Saccardo Sindaco [21]
12 dicembre 1960 29 settembre 1962 Sante Gastaldi Sindaco [21]
29 settembre 1962 14 dicembre 1964 Guido Martini Sindaco [21]
14 dicembre 1964 7 luglio 1970 Guido Martini Sindaco [21]
7 luglio 1970 7 gennaio 1972 Guido Martini Sindaco [21]
7 gennaio 1972 1º luglio 1975 Ezio Dall'osto Sindaco [21]
1º luglio 1975 7 luglio 1980 Ezio Dall'Osto Sindaco [21]
17 luglio 1980 31 maggio 1985 Luigino Campagnolo DC Sindaco [21]
31 maggio 1985 7 giugno 1990 Luigino Campagnolo DC Sindaco [22]
7 giugno 1990 23 aprile 1995 Luigino Campagnolo DC Sindaco [23]
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Egidio Fortuna Sindaco [24]
13 giugno 1999 13 giugno 2004 Egidio Fortuna Sindaco [25]
13 giugno 2004 6 giugno 2009 Imerio Borriero Sindaco [26]
6 giugno 2009 25 maggio 2014 Imerio Borriero Sindaco [27]
26 maggio 2014 In carica Fabrizio Parisotto Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Montecchio Precalcino - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 413.
  5. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 402.
  6. ^ a b c d Un po' di storia..., Comune di Montecchio Precalcino. URL consultato l'11 febbraio 2015.
  7. ^ Gaetano Maccà, Storia del territorio vicentino, XII, p. 35 e segg.
  8. ^ a b c Antonio Canova, Giovanni Mantese, I castelli medioevali del Vicentino, Vicenza, Accademia Olimpica, 1979, pp. 225-228, ISBN 88-87061-09-2.
  9. ^ Battista Pagliarini, Croniche di Vicenza, III, stampa 1663, p. 157
  10. ^ Ciò spiega perché nel 1333 il vescovo Francesco Temprarini lamentasse le alienationes factas in monticulo precalcino per illos qui decimas recognoscebant ad feudum ab episcopato vicentino et maxime per dominum Artusium quondam domini Marchabruni de Vivario.
  11. ^ L'investitura rimase ai Nievo fino a tutto il Settecento
  12. ^ Antonio Canova e Giovanni Mantese, op. cit., pp. 24-25.
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m Sito del Comune di Montecchio Precalcino
  14. ^ Eliseo Grotto, San Rocco a Montecchio Precalcino, op. cit.
  15. ^ Giuseppe e Nico Garzaro, San Pietro in Castelvecchio a Montecchio Precalcino: storia di una chiesa e di un restauro, op. cit.
  16. ^ L'attribuzione del progetto è stata assai discussa e controversa, ma sembra essersi definitivamente assestata sul nome di Andrea Palladio per gli alti valori formali che esprime
  17. ^ Mario Saccardo, La villa Nievo Bonin Longare a Montecchio Precalcino, in Realtà vicentina, A. 1, n. 1 (ott. 1990), pp. 40-41
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Biblioinrete
  20. ^ Sito Comuni e città
  21. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am Montecchio Precalcino, tra storia e memoria, a cura di Pina Meneghin, Franca Monticello, Giacinta Parise; Comune di Montecchio Precalcino, 1999
  22. ^ Ministero dell'interno
  23. ^ Ministero dell'interno
  24. ^ Ministero dell'interno
  25. ^ Ministero dell'interno
  26. ^ Ministero dell'interno
  27. ^ Ministero dell'interno

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eliseo Grotto (a cura di), San Rocco a Montecchio Precalcino, in (I Quaderni di Montecchio Precalcino), Fara Vicentino, Grafiche Leoni, 2002
  • Girolamo De Vicari, Montecchio Precalcino: cento anni fa -1914- nasceva la latteria sociale Vittorio Emanuele III, poi caseificio sociale cooperativo, in (I Quaderni di Montecchio Precalcino), Fara Vicentino, Grafiche Leoni, 2014
  • Giuseppe Garzaro, Cento anni di cartoline a Montecchio Precalcino, in (I Quaderni di Montecchio Precalcino), Padova, Imprimenda, 2001
  • Giuseppe e Nico Garzaro, Don Domenico Bortolan e le sue note storiche di Montecchio Precalcino, in (I Quaderni di Montecchio Precalcino), 1984
  • Giuseppe e Nico Garzaro, Levà: 60 anni di parrocchia e frammenti di storia antica, in (I Quaderni di Montecchio Precalcino), 1988
  • Giuseppe Garzaro, Montecchio Precalcino nella sua toponomastica, Amministrazione comunale, 1974
  • Giuseppe Garzaro, Don Gio. Pietro Zanfardin da Montecchio Precalcino, parroco di Marano Vicentino dal 1651 al 1688, in (I Quaderni di Montecchio Precalcino), Padova, Imprimenda, 2001
  • Giuseppe e Nico Garzaro, Oratori e capitelli di Montecchio Precalcino, l'umile tesoro d'un paese, Amministrazione comunale, Vicenza, Editrice veneta, 2007
  • Giuseppe e Nico Garzaro, San Pietro in Castelvecchio a Montecchio Precalcino: storia di una chiesa e di un restauro, in (I Quaderni di Montecchio Precalcino), Signum, 1985
  • Nico Garzaro, La restaurata pala dell'Immacolata di Costantino Pasqualotto, l'omonima confraternita e il suo altare nella parrocchiale di Montecchio Precalcino, in (I Quaderni di Montecchio Precalcino), 2004
  • Andrea Raffaele Ghiotto, Argini e campagne nel Veneto romano: il caso del Murazzo romano di Montecchio Precalcino, Giunta regionale del Veneto, 2002
  • Palmiro Gonzato, C'eravamo anche noi: ricordi della Resistenza a Montecchio Precalcino, Geografica Vicenza, 1996

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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