Monarchia asburgica

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Casa d'Asburgo.

La monarchia asburgica includeva i territori governati dal ramo austriaco della casata degli Asburgo e poi dalla Casa Asburgo-Lorena tra il 1745 e il 1867-1918; l'Arciducato d'Austria ne era il centro e Vienna la capitale.

Dal 1804 al 1867 la monarchia formò l'Impero austriaco e dal 1867 al 1919 l'Impero austro-ungarico. La monarchia si sviluppò dalle terre ereditarie degli Asburgo (per lo più la moderna Austria e Slovenia), che gli Asburgo avevano accumulato dal 1278. La monarchia crebbe nel 1526, quando l'arciduca Ferdinando, il fratello minore di Carlo V, fu eletto re di Boemia e Ungheria a seguito della morte di Luigi II, il re di questi due Paesi, caduto in battaglia contro i turchi alla battaglia di Mohács.

Da quel momento la monarchia crebbe fino al livello in cui poteva governare su più di mezza Europa, costituendo così uno dei più lampanti esempi di monarchia composita, ossia monarchia costituita da territori, tra loro non contigui territorialmente.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Nomi dei territori che – con alcune eccezioni – in seguito formarono l'Impero austro-ungarico:

  • monarchia asburgica o monarchia austriaca (1526–1867): era il nome non ufficiale, ma molto diffuso, dello Stato governato dagli Asburgo anche a quel tempo, anche se lo Stato, finché esistette il Sacro Romano Impero, non aveva alcun nome ufficiale. Tecnicamente il termine "monarchia asburgica" può anche riferirsi al periodo 1276-1918 – quando gli Asburgo hanno governato su una zona incentrata nella moderna Austria – e "monarchia austriaca" può riferirsi alla monarchia centrata nell'attuale Austria dal 1156 al 1867; entrambi i termini non sono tuttavia utilizzati in questo senso;
  • impero austriaco (1804–1867): questo fu il nome ufficiale dello Stato tra 1804 e 1867;
  • Austria-Ungheria o Impero austro-ungarico (1867–1918): il nome ufficiale era "I regni e le terre rappresentate nel concilio imperiale e le terre della corona di Santo Stefano". Un equivalente popolare, ma non ufficiale era monarchia danubiana (in tedesco Donaumonarchie);
  • terre della corona (in tedesco Kronländer) (1849–1919): è il nome di tutte le parti individuali che componevano l'Impero austriaco dal 1849 e poi l'Austria-Ungheria dal 1867. Il Regno d'Ungheria (o più esattamente le "Terre della corona ungherese") non furono più considerate terre della corona dopo l'istituzione dell'Austria-Ungheria nel 1867, cosicché le "terre della corona" divennero ciò che venivano chiamati i "regni e le terre rappresentate nel Consiglio imperiale" (die im Reichsrate vertretenen Königreiche und Länder).

Nomi di alcuni territori minori:

  • terre austriache (?–1919): era il nome non ufficiale della parte della monarchia asburgica che costituiva l'attuale Austria (eccetto il Burgenland e Salisburgo), la Slovenia (eccetto il Prekmurje), alcune parti interne dell'Istria oggi croata (Pisino, Abbazia) e le zone oggi italiane di Trieste, Gorizia, l'Alto Adige e il Trentino;
  • terre ereditarie (in tedesco Erblande o Erbländer) o terre ereditarie tedesche o terre ereditarie austriache (Medioevo; 1849–1918): in senso stretto queste erano le terre "originali" austriache degli Asburgo, cioè le terre austriache (senza quindi la Galizia, i territori italiani o i Paesi Bassi austriaci). In senso più esteso le terre della corona Boema erano anche incluse nelle terre ereditarie. Il termine fu sostituito dal termine "terre della corona" nel 1849 con la Costituzione di marzo e fu utilizzato anche in seguito.

Territori[modifica | modifica wikitesto]

Anche se i territori governati dagli Asburgo cambiarono nei secoli, il nucleo consistette sempre di quattro blocchi:

  1. Le terre ereditarie che coprivano gli Stati moderni dell'Austria e della Slovenia, come i territori dell'Italia nord-orientale e prima del 1797 anche della Germania meridionale. A questi vennero aggiunti nel 1779 la zona dell'Inn della Baviera e nel 1803 le diocesi di Trento e Bressanone. Le guerre napoleoniche causarono distruzioni e molte delle terre ereditarie vennero perse, ma tutte queste, insieme al vecchio arcivescovado di Salisburgo, furono recuperate con la pace del 1815. Le province ereditarie consistevano di:
    1. ducato dell'Austria Inferiore
    2. ducato dell'Austria Superiore
    3. ducato di Stiria
    4. ducato di Carinzia
    5. ducato di Carniola
    6. Frontiera militare
    7. Il porto adriatico di Trieste
    8. contea dell'Istria interna e orientale (la costa occidentale dell'Istria appartenne alla Repubblica di Venezia fino al 1797)
    9. contee di Gorizia e Gradisca
    10. contea principesca del Tirolo (ad esclusione dei Vescovati principeschi di Trento e Bressanone che dominarono quello che sarebbe divenuto il Sud Tirolo nel 1803)
    11. Il Vorarlberg (in realtà un'unione di sette signorie ed altre minori, unite solo nel XIX secolo)
    12. I Vorlände, un gruppo di territori nella Germania del sud-ovest (Svevia austriaca) persi nel 1797 (i territori dell'Alsazia che ne formavano una parte erano già stati persi nel 1648)
      • Vorarlberg e Vorlände erano spesso uniti col nome di Austria Anteriore e venivano governati insieme al Tirolo dopo il 1770.
    13. principato di Salisburgo (solo dopo la secolarizzazione del vescovato principesco 1805)
  2. Le terre della Corona boema inizialmente consistevano delle quattro province del regno di Boemia, margraviato di Moravia, ducato della Slesia (parte austriaca dopo il 1748) e il margraviato della Lusazia. Quest'ultima fu ceduta alla Sassonia nel 1620, mentre gran parte della Slesia fu conquistata dalla Prussia nel 1740-1742.
  3. Il Regno d'Ungheria, che prima del 1699 era chiamato Ungheria Reale, aveva perso due terzi dei suoi territori a vantaggio dell'Impero ottomano e del Principato di Transilvania, mentre gli Asburgo si erano ritirati nelle parti occidentali e settentrionali del vecchio regno. Dopo quella data quasi tutto l'ex regno ungherese cadde sotto controllo dell'Austria (1718); nella sua massima espansione il Regno d'Ungheria includeva le moderne Ungheria e Slovacchia, la Croazia, la Voivodina nell'odierna Serbia, la Transilvania nell'attuale Romania, la Rutenia carpatica (piccola regione trans-carpatica oggi in Ucraina), e il Prekmurje oggi sloveno. Tra il 1718 e il 1739 altri territori balcanici, inclusa l'area attorno a Belgrado e parti della Valacchia occidentale, caddero sotto controllo austriaco, ma furono perse dopo una guerra con la Turchia nel 1739. La maggior parte delle zone circondanti l'Impero ottomano furono separate dall'amministrazione ungherese e formarono la Frontiera militare (Militar Grenze), governata direttamente da Vienna e tramite comandati militari (Bani).
  4. Il Regno di Croazia inizialmente consisteva di quattro regioni: la Croazia, la Slavonia, la Dalmazia e la Bosnia. Il Parlamento elesse Ferdinando I come re di Croazia il 1º gennaio 1527. La Croazia rimase nella monarchia asburgica finché il Parlamento non dichiarò l'indipendenza il 29 ottobre 1918. Dopo il compromesso croato-ungherese del 1868 il nome ufficiale della Croazia divenne Regno di Croazia, Slavonia e Dalmazia.
    1. Croazia centrale: nel XVI secolo, dopo che la Slavonia e la Bosnia caddero sotto l'Impero ottomano e la Dalmazia sotto la Repubblica di Venezia, la Croazia centrale fu chiamata "La parte restante dell'ex Regno di Croazia" (Reliquiæ reliquiarum olim inclyti Regni Croatiæ).
    2. ducato di Slavonia: nel XVI secolo cadde nelle mani dell'Impero ottomano; fu liberata e tornò sotto l'amministrazione della Croazia nel 1718.
    3. ducato di Dalmazia: tra il 1409 e il 1420 la Repubblica di Venezia si impossessò di gran parte della Dalmazia, che rimase sotto il suo dominio fino al 1797. Sebbene la Dalmazia fu conquistata dall'Impero austriaco nel 1815, rifiutò di tornare sotto il dominio della Croazia.
    4. Bosnia: nel 1377 il Regno di Bosnia si separò dalla Croazia con Tvrtko, ma fu conquistata dall'Impero ottomano nel 1463 e vi rimase fino al 1878, quando fu conquistata dall'Austria-Ungheria. Non tornò mai alla Croazia.
    • La Frontiera militare della Croazia e della Slavonia (Vojna Krajina), che era una zona intorno al confine dell'Impero ottomano, si formò nel XVI secolo e fu governata dalle autorità militari della monarchia asburgica e non dal Parlamento croato (Bani e consiglio di guerra di Graz). Ritornò sotto la Croazia nel 1881.

Nel corso della storia furono sotto il dominio austriaco anche queste terre:

  1. Paesi Bassi austriaci, consistenti dei moderni Belgio e Lussemburgo (17131792), ceduti dalla Spagna come feudi dell'Impero
  2. Ducato di Milano (1713–1797), ceduto dalla Spagna come feudo dell'Impero
  3. Ducato di Mantova (1707-1797), annesso dai Gonzaga come feudo dell'Impero
  4. Regno di Napoli (1713–1735), conquistato dalla Spagna dei Borboni
  5. Regno di Sardegna (1713–1720), ceduto dalla Spagna
  6. Banato di Temeswar (1718–1778), ceduto dagli Ottomani
  7. Serbia (1718–1739), ceduta dagli Ottomani
  8. Bosnia (1718–1739), ceduta dagli Ottomani
  9. Oltenia (1718–1737), ceduta dagli Ottomani
  10. Regno di Sicilia (1720–1735), ceduto dalla Spagna
  11. Ducato di Parma (1735–1748), annesso dai Farnese e poi ceduto ai Borboni di Spagna
  12. Regno di Galizia e Lodomeria, nelle attuali Polonia e Ucraina (1772–1918), annessa dalla Polonia nel 1772
  13. Bucovina (1774–1918), annessa dalla Polonia
  14. "Nuova Galizia", le terre polacche, inclusa Cracovia, presa nella terza spartizione (17951809)
  15. Veneto e Friuli (1797–1805; 18141866), ceduti da Napoleone Bonaparte con la Repubblica di Venezia
  16. Dalmazia (1797–1805; 1814–1918), ceduta da napoleone Bonaparte con la Repubblica di Venezia
  17. Lombardia (1814–1859), riacquistata con il Congresso di Vienna
  18. Cracovia, che fu incorporata nella Galizia (1846–1918)
  19. Vojvodina di Serbia e Banato di Tamiš (18491860)
  20. Schleswig e Holstein (1864-1866), ducati ex danesi in condominio con la Prussia
  21. Bosnia ed Erzegovina (1908–1918)

Gli Asburgo d'Austria mantennero anche il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero dal 1556 al 1740 e dal 1745 al 1806, quando vi rinunciarono su pressione francese ed assunsero quello più realistico di imperatore d'Austria e dopo il 1866 di imperatore dell'Austria-Ungheria.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera asburgica

I vari possedimenti degli Asburgo non formarono mai una singola entità statale, perché ogni provincia fu governata secondo le sue particolari consuetudini. Fino alla metà del XVII secolo non tutte le province erano governate dalla stessa persona, ma membri più giovani della famiglia avevano il potere in alcune porzioni delle terre ereditarie che venivano considerate come appannaggio personale. Con Maria Teresa ci furono tentativi di centralizzazione e specialmente con il figlio Giuseppe II nella metà del XVIII secolo; molte di queste teorie furono però poi rigettate a causa della resistenza popolare originata dalle riforme radicali di Giuseppe. Una politica di centralizzazione non fu mai tuttavia abbandonata, anche durante il periodo rivoluzionario e nel periodo di Metternich che seguì.

Dopo le grandi rivoluzioni del 1848 nel 1849 ebbe inizio un tentativo di centralizzazione ancora maggiore. Per la prima volta i ministri cercarono di trasformare la monarchia in uno Stato centralizzato governato da Vienna. Il Regno d'Ungheria in particolare cessò di esistere come entità separata e fu diviso in una serie di distretti. Dopo la sconfitta asburgica nelle guerre del 1859 e 1866 questa politica fu abbandonata e, dopo anni di sperimentazione nei primi anni sessanta del XIX secolo, fu raggiunto il famoso Ausgleich (o "compromesso" del 1867), con il quale fu istituita la doppia monarchia dell'Austria-Ungheria. In questo sistema fu conferita la sovranità e un Parlamento al Regno d'Ungheria, che rimaneva legato all'Austria solo con l'unione personale e con la politica di unione militare e politica. Nonostante le terre asburgiche non ungheresi ricevettero il loro Parlamento centrale (il Reichsrat , o "Consiglio imperiale") e i ministri, il loro nome ufficiale – Il regno e le terre rappresentate nel Consiglio imperiale – mostra che non raggiunsero mai uno status di Stato unitario. Quando la Bosnia e l'Erzegovina furono annesse (dopo un lungo periodo di occupazione e amministrazione), non furono incorporate in nessuna delle due metà della monarchia, ma furono governate dal ministro delle finanze.

L'Austria-Ungheria cadde sotto il peso dei molti problemi etnici non risolti che scoppiarono con la sconfitta nella prima guerra mondiale. Negli accordi di pace che seguirono furono ceduti alla Romania e all'Italia molti territori austriaci e furono create le nuove repubbliche di Austria (composta dai territori tedeschi delle terre ereditarie) e di Ungheria (composta dal nucleo magiaro del vecchio regno); le terre rimanenti furono spartite tra i nuovi Stati della Polonia, Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (in seguito Jugoslavia) e Cecoslovacchia.

Territori asburgici fuori dalla monarchia[modifica | modifica wikitesto]

La monarchia asburgica non deve essere confusa con gli altri territori governati in diverse epoche da membri della dinastia Asburgo. La linea spagnola degli Asburgo governò sulla Spagna e su altri territori dal 1516 fino alla sua estinzione nel 1700. Una linea più giovane invece governò la Toscana tra il 1765 e il 1801 e dal 1814 al 1859. Durante l'esilio dalla Toscana questa dinastia governò a Salisburgo dal 1803 al 1805 e a Würzburg dal 1805 al 1814. Un'altra linea ebbe il potere nei Vorlände dal 1803 al 1805 e nel Ducato di Modena dal 1814 al 1859, mentre l'imperatrice Maria Luisa, seconda moglie di Napoleone e figlia dell'imperatore Francesco d'Austria, governò sul Ducato di Parma dal 1814 al 1847. Infine Massimiliano d'Asburgo, fratello dell'imperatore Francesco Giuseppe, fu per breve tempo Imperatore del Messico.

Governatori della monarchia asburgica dal 1526 al 1919 (Imperatori del Sacro Romano Impero poi Imperatori d'Austria e d'Austria-Ungheria)[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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