Stadio Pier Luigi Penzo

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Stadio comunale Pier Luigi Penzo
Sant'Elena
Stadio Pierluigi Penzo Venezia-outside1.jpg
Esterno della tribuna centrale
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Venezia, Fondamenta Sant'Elena 5
Inaugurazione 1913
Struttura Pianta rettangolare
Copertura Tribuna centrale
Pista d'atletica Rimossa nel 1991
Ristrutturazione 1991
Mat. del terreno erba
Dim. del terreno 105 x 65 m
Proprietario Comune di Venezia
Uso e beneficiari
Calcio Venezia
Capienza
Posti a sedere 7 450

Coordinate: 45°25′39.94″N 12°21′49.43″E / 45.427761°N 12.363731°E45.427761; 12.363731

Lo stadio Pier Luigi Penzo è uno stadio calcistico della città italiana di Venezia. Ubicato sull'Isola di Sant'Elena, nella laguna veneziana, è dedicato alla memoria dell'aviatore Pier Luigi Penzo.

Ospita le gare casalinghe del Venezia Football Club, principale sodalizio cittadino. È il secondo impianto più antico d'Italia dedicato alla pratica del calcio tra quelli in uso, alle spalle del solo stadio Luigi Ferraris di Genova[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Aperto nel 1913, lo stadio disponeva inizialmente di pista d'atletica leggera e di un'unica piccola tribuna coperta in legno, ubicata sul lato occidentale del campo da gioco. A metà anni venti da tale struttura si provvide ad elaborare una tribuna stabile in muratura, cui si aggiunse negli anni trenta un nuovo settore orientale, i popolari.

Nell'estate del 1939 un'ulteriore opera di ristrutturazione ed ampliamento venne implementata per adeguare lo stadio ai canoni strutturali della Serie A, cui il Venezia era frattanto stato promosso: nell'occasione la tribuna centrale e i popolari vennero allungati verso nord e sud con l'aggiunta di propaggini di forma ricurva ed ulteriormente ampliati con posti parterre, sfruttando al massimo lo spazio disponibile a ridosso dei bordi del campo di gioco. Vennero inoltre costruitre le prime curve sui lati corti del campo, sottoforma di basse strutture posticce (cinque/sei livelli) in legno.

Altri interventi si resero necessari ad inizio e metà anni sessanta, allorché il Venezia rientrò nella massima serie nazionale: nell'occasione venne ulteriormente ampliato il settore dei popolari mentre le curve vennero ricostruite più capienti in legno e tubolari d'acciaio. In questo modo (complici le regole poco restrittive in materia di sicurezza e limiti di afflusso del pubblico) lo stadio raggiunse la sua massima capienza: in occasione della partita di campionato Venezia-Milan del 1966 vennero staccati 26.000 biglietti totali.

Nel 1970 una tromba d'aria si abbatté sull'Isola di Sant'Elena, danneggiando gravemente lo stadio: dato lo scarso rendimento della formazione veneziana in quegli anni, i danni vennero riparati solo parzialmente, riducendo la capienza a poco più di 5.000 posti totali.

Nei primi anni 1980, mentre il Venezia tendeva essenzialmente ad ascendere e discendere tra i campionati dell'Interregionale e della Serie C2, lo stadio venne nuovamente ristrutturato: si provvide a chiudere il settore dei popolari, divenuto pericolante a seguito di una pluriennale assenza di manutenzione, cui venne sovrapposta una nuova tribuna in tubolari d'acciaio posizionata sopra la pista d'atletica. In tale occasione i gruppi della tifoseria organizzata veneziana, che fino ad allora avevano occupato quest'area degli spalti, decisero di trasferirsi nella curva nord (che venne a sua volta ricostruita con strutture prefabbricate metalliche).

Nel 1987, a seguito della fusione tra Venezia e Mestre voluta da Maurizio Zamparini, il club unitario che ne nacque si trasferì allo stadio Francesco Baracca (ubicato nella località di terraferma): nell'occasione alcune delle suddette tribune posticce vennero smontate dal Penzo (che rimase inutilizzato) e rimontate al Baracca.

Nel 1991, a seguito della promozione del Venezia-Mestre in Serie B, lo stadio Penzo venne preferito al Baracca e quindi radicalmente ristrutturato al fine di poter accogliere le partite del campionato cadetto; gli interventi furono comunque a carattere provvisorio a causa dell'intenzione dichiarata del club di costruire un nuovo stadio in quel di Tessera, presso l'aeroporto Marco Polo (poi mai tradottasi concretamente). Si provvide a smantellare la pista di atletica, ad abbattere i vecchi popolari (chiusi da ormai dieci anni) ed erigere al loro posto i distinti (sempre in materiale metallico). La maggiore trasformazione riguardò le curve, che vennero ricostruite in tubolari e portate ad una capienza di 4.500 spettatori. La capienza complessiva dello stadio raggiunse quindi i 16.500 posti, che nel decennio successivo andarono più volte tutti esauriti.

Terzo millennio[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'uscita di scena di Maurizio Zamparini, il Venezia entrò in una fase di difficoltà economiche che condussero nel 2005 al fallimento e alla rifondazione del club, che successivamente militò stabilmente in Serie C. A fronte di ciò, la capienza dello stadio venne dapprima limitata a 9.950 posti e poi nel 2007 (dovendo ottemperare ai nuovi regolamenti sulla sicurezza) a 7.450 posti: in tale occasione si provvide infatti a ridurre le dimensioni delle curve e dei distinti.

Il primo decennio del XXI secolo vide l'impianto ridursi in condizioni di sempre maggiore degrado, a fronte del quale si seguitò a ridurre la capienza degli spalti. Nel luglio 2012 una nuova tromba d'aria abbattutasi su Sant'Elena fece crollare i muri di recinzione dietro la curva sud e danneggiò le gradinate degli spalti; a seguito di ciò, un mese dopo si provvide a rinnovare parzialmente i seggiolini, sicché lo stadio poté nuovamente ottenere l'idoneità per la Lega Pro (obbligando comunque il Venezia a giocare la prima gara casalinga stagionale, in Coppa Italia, allo stadio Rino Mercante di Bassano del Grappa).

Sul finire della stagione 2012-2013, nel mese di giugno lo stadio viene nuovamente reso inagibile a seguito della scoperta di un cedimento strutturale alla base di una delle torri-faro: ciò costrinse nuovamente il Venezia a disputare momentaneamente le gare interne in campo neutro, segnatamente allo stadio Piergiovanni Mecchia di Portogruaro.

Nel biennio 2015-2016, a seguito di un ulteriore fallimento e rifondazione del club arancioneroverde, la cordata di imprenditori capeggiata dall'avvocato statunitense Joe Tacopina che ne ha rilevato la proprietà ha finanziato un intervento di risanamento delle strutture dello stadio: si è provveduto a rinnovare la barriera tra gli spalti e il campo di gioco, a risanare le tribune intervenendo sulle opere edilizie e sostituendo i seggiolini danneggiati, nonché a ristrutturare i locali di servizio e gli arredi[2]. Parallelamente è stata annunciata la ripresa del progetto di edificazione di un nuovo stadio, più moderno e capiente, nel quadrante di Tessera[1].

Settori dello stadio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio presenta una struttura a pianta rettangolare: a seguito degli interventi di ristrutturazione tra il 1991 e il 2016 gli spalti possono accogliere fino a 7 450 spettatori (tutti a sedere in posti numerati), suddivisi in quattro settori indipendenti e non raccordati:

  • Tribuna (suddivisa in d'onore, VIP e laterale), sorge lungo Fondamenta Sant'Elena e il Rio di Sant'Elena. È l'unico settore dell'impianto dotato di copertura; costituisce l'ingresso principale dello stadio e ne accoglie al suo interno i locali tecnici e di servizio. Peculiarità di tale struttura è la collocazione delle postazioni per gli operatori della stampa, ubicate al di sopra della tettoia.
  • Distinti (dal 2016 ridenominati Tribuna Valeria Solesin, in memoria della studentessa veneziana rimasta uccisa negli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi), sorgono sul lato opposto rispetto alla tribuna,
  • Curva Nord, settore meno capiente dello stadio, ospita le tifoserie ospiti.
  • Curva Sud, dedicata ai gruppi della tifoseria organizzata veneziana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Un secolo di calcio a Venezia, a cura di Sebastiano Giorgi, Venezia, 2007, p. 252.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]