Elezioni politiche italiane del 2006

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Elezioni politiche italiane 2006
Stato Italia Italia
Data 9-10 aprile 2006
Legislatura XV Legislatura
Prodi27marzo2007.jpg Silvio Berlusconi.jpg
Leader Romano
Prodi
[1]
Silvio
Berlusconi
[1]
Partito L'Ulivo Forza Italia
Coalizione L'Unione Casa delle Libertà
Voti 19.497.354[2][3]
49,72 %
19.357.217[2][3]
49,20 %
Seggi
348 / 630
(Camera)[4]
159 / 315
(Senato)[4]
281 / 630
(Camera)[4]
156 / 315
(Senato)[4]
Differenza % Green Arrow Up.svg14,66 Red Arrow Down.svg0,36
Differenza seggi Green Arrow Up.svg125[5] Red Arrow Down.svg106[5]
Elezioni Camera 2006 Comuni Partiti.png
Elezioni Camera 2006 Comuni Coalizioni.png
Presidente del Consiglio uscente
Silvio Berlusconi (FI)
Left arrow.svg 2001 2008 Right arrow.svg

Le elezioni politiche italiane del 2006 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano - la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica - si tennero domenica 9 e lunedì 10 aprile 2006.

La vittoria andò a L'Unione, la coalizione di centro-sinistra composta da numerosi partiti che aveva come candidato alla presidenza del consiglio Romano Prodi, a fronte di un'esigua maggioranza (circa 24.000 voti su 38 milioni) alla Camera e una consistente minoranza di circa 500.000 voti in meno al Senato, compensata dai 3 seggi conquistati in più nelle sezioni all'estero.

L'esito della tornata elettorale è stato incerto fino alla fine dello scrutinio delle schede, attirando l'attenzione della stampa internazionale.

Sistema di voto[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni politiche del 2006 si tennero con un nuovo sistema di voto (la cosiddetta "Legge Calderoli"),che sostituì le precedenti leggi numeri 276 e 277 del 1993 (cosiddetto Mattarellum), introducendo un sistema radicalmente differente.

Con il sistema introdotto dalla legge n. 270 del 21 dicembre 2005, si è modificato il precedente meccanismo misto, per 3/4 a ripartizione maggioritaria dei seggi, in favore di un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze. Sono previsti ambiti territoriali diversi per l'attribuzione del premio di maggioranza: l'intero territorio nazionale (esclusa la Valle d'Aosta) per la Camera dei deputati, la singola circoscrizione, coincidente con il territorio di una Regione, per il Senato della Repubblica[6] (escluse Valle d'Aosta, Molise e Trentino Alto-Adige).

Per la Camera dei deputati, la legge prevede che la lista o coalizione di liste che ottiene la maggioranza dei voti ma che non consegue i 340 seggi, sia assegnataria di una quota ulteriore di seggi oltre quelli già ottenuti, in modo da raggiungere tale numero. I 12 seggi assegnati dalla Circoscrizione Estero e il seggio assegnato dalla Valle d'Aosta sono attribuiti secondo regole diverse: i relativi voti non sono calcolati per la determinazione della lista o coalizione di liste di maggioranza relativa.

Per il Senato della Repubblica, la legge prevede che la lista o coalizione di liste che ottiene la maggioranza dei voti nella Regione ma che non consegue il 55% dei seggi da questa assegnati, sia assegnataria di una quota ulteriore di seggi, in modo da raggiungere tale numero. I 6 seggi assegnati dalla Circoscrizione Estero, il seggio assegnato dalla Valle d'Aosta, i 2 seggi assegnati dal Molise e i 7 seggi assegnati dal Trentino Alto-Adige sono attribuiti secondo regole diverse.

La legge prevede l'obbligo, contestualmente alla presentazione dei simboli elettorali, per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo. Prevede inoltre la possibilità di apparentamento reciproco fra più liste, raggruppate così in coalizioni. Il programma e il capo della forza politica, in caso di coalizione, devono essere unici: in questo caso viene assunta la denominazione di Capo della coalizione. Egli tecnicamente non è candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, poiché spetta al Presidente della Repubblica la nomina a quell'incarico.

Circoscrizioni[modifica | modifica sorgente]

Il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 28 circoscrizioni plurinominali ed al Senato della Repubblica in 21 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.

Camera dei deputati[modifica | modifica sorgente]

Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti:

  1. Piemonte 1 (Torino);
  2. Piemonte 2 (Cuneo, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola);
  3. Lombardia 1 (Milano);
  4. Lombardia 2 (Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco);
  5. Lombardia 3 (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova);
  6. Trentino-Alto Adige;
  7. Veneto 1 (Padova, Verona, Vicenza e Rovigo);
  8. Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno);
  9. Friuli-Venezia Giulia;
  10. Liguria;
  11. Emilia-Romagna;
  12. Toscana;
  13. Umbria;
  14. Marche;
  15. Lazio 1 (Roma);
  16. Lazio 2 (Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti);
  17. Abruzzo;
  18. Molise;
  19. Campania 1 (Napoli);
  20. Campania 2 (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno);
  21. Puglia;
  22. Basilicata;
  23. Calabria;
  24. Sicilia 1 (Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani);
  25. Sicilia 2 (Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa);
  26. Sardegna;
  27. Valle d'Aosta:
  28. Estero (a sua volta suddivisa nelle ripartizioni Europa; America Meridionale; America Settentrionale e Centrale; Africa, Asia, Oceania ed Antartide).

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Le circoscrizioni del Senato della Repubblica furono invece le seguenti:

  1. Piemonte;
  2. Valle D'Aosta;
  3. Lombardia;
  4. Trentino-Alto Adige;
  5. Veneto;
  6. Friuli-Venezia Giulia;
  7. Liguria;
  8. Emilia-Romagna;
  9. Toscana;
  10. Umbria;
  11. Marche;
  12. Lazio;
  13. Abruzzo;
  14. Molise;
  15. Campania;
  16. Puglia;
  17. Basilicata;
  18. Calabria;
  19. Sicilia;
  20. Sardegna;
  21. Estero (a sua volta suddivisa nelle ripartizioni Europa; America Meridionale; America Settentrionale e Centrale; Africa, Asia, Oceania ed Antartide).

Quadro politico[modifica | modifica sorgente]

Le tornata elettorale del 2006 si svolse dopo una legislatura durata cinque anni, segnata da una forte maggioranza parlamentare del centro-destra, che formò i governi Berlusconi II e Berlusconi III. Nel corso di questi anni, le forze politiche si consolidarono fra loro, formando un quadro più marcatamente bipolare, dando vita a due grossi schieramenti in cui erano inglobate la maggior parte delle forze politiche. Nel centro-destra, si conferma l'alleanza fra i principali partiti della coalizione (Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale e Unione dei Democratici Cristiani e di Centro). Nel centro-sinistra, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori si ricollocano in posizioni più vicine ai Democratici di Sinistra e a La Margherita.

Principali forze politiche[modifica | modifica sorgente]

Lista Collocazione Ideologia Leader[1]
L'Unione
Coalizione composta da Democratici di Sinistra, Democrazia è Libertà - La Margherita, Popolari UDEUR, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Federazione dei Verdi, Consumatori Uniti, Rosa nel Pugno[7] (Socialisti Democratici Italiani e Radicali Italiani), Italia dei Valori, Partito Pensionati, Südtiroler Volkspartei, Autonomie Liberté Démocratie, Movimento Repubblicani Europei, Lega per l'Autonomia-Alleanza Lombarda-Lega Pensionati, Lista Consumatori, Democrazia Cristiana, I Socialisti, Partito Socialista Democratico Italiano, Liga Fronte Veneto, e Democratici Cristiani Uniti
Centro-sinistra Socialdemocrazia, Cristianesimo sociale, Cristianesimo democratico, Progressismo, Ecosocialismo, Socialismo, Socialismo democratico, Liberalismo sociale, Ecologismo, Comunismo, Eurocomunismo, Neomarxismo, Marxismo-Leninismo, Antifascismo, Antiproibizionismo, Radicalismo, Laicismo, Antiliberalismo, Anticorruzione, Legalitarismo, Ambientalismo, Pacifismo Romano Prodi
Casa delle Libertà
Coalizione composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Lega Nord-Movimento per l'Autonomia, Nuovo Partito Socialista Italiano-Democrazia Cristiana per le Autonomie, Partito Repubblicano Italiano, Riformatori Liberali, Alternativa Sociale[8] (Azione Sociale, Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova), Fiamma Tricolore, L'Ambienta-Lista, No Euro, Pensionati Uniti, Partito Liberale Italiano, Patto Cristiano Esteso, Nuova Sicilia, Patto per la Sicilia e S.O.S. Italia
Centro-destra Liberalismo, Liberismo, Cristianesimo democratico, Conservatorismo, Conservatorismo liberale, Conservatorismo sociale, Conservatorismo nazionale, Populismo di destra, Destra sociale, Nazionalismo, Etnonazionalismo, Neofascismo, Libertarianismo, Repubblicanesimo, Riformismo, Socialismo liberale, Socialismo autonomista, Federalismo, Autonomismo, Regionalismo, Anticomunismo, Antistatalismo Silvio Berlusconi

Schieramenti a confronto[modifica | modifica sorgente]

La Casa delle Libertà[modifica | modifica sorgente]

Umberto Bossi, Leader della Lega Nord
Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale

La Casa delle Libertà, coalizione parte della maggioranza parlamentare di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi, si ripresenta con i suoi quattro partiti che hanno costituito l'alleanza principale nelle precedenti elezioni politiche: Forza Italia, il movimento di Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio uscente); Alleanza Nazionale, guidato da Gianfranco Fini (Vicepresidente del Consiglio uscente); Lega Nord, guidato da Umberto Bossi; UDC, partito nato successivamente all'alleanza di cinque anni prima del Biancofiore, riunente il CDU di Rocco Buttiglione e il CCD di Pier Ferdinando Casini, attualmente posto sotto la guida di Lorenzo Cesa.

A questi si aggiungono una serie di partiti e movimenti, come il Nuovo PSI di Gianni De Michelis, confermando l'alleanza della precedente appuntamento elettorale, ma subendo la scissione di Bobo Craxi, questa volta insieme alla Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi, partito che in precedenza non si era schierato per una delle due principali coalizioni. Lo stesso per il Partito Repubblicano Italiano di Giorgio La Malfa, con la differenza che il Movimento Repubblicani Europei, nato a causa del cambio di alleanza operato da La Malfa nel 2001, ora è parte integrante della coalizione avversaria di Romano Prodi. Apparentato è il Movimento per l'Autonomia fondato di recente da Raffaele Lombardo e attivo soprattutto nel meridione d'Italia, richiamante le idee della Lega Nord. Dalla scissione verificatasi nei Radicali Italiani, a causa della loro decisione di schierarsi e di favorire la vittoria del centrosinistra, sono nati i Riformatori Liberali, guidati da Benedetto Della Vedova, in appoggio alla coalizione di Berlusconi. Anche Alternativa Sociale si collega alla Casa delle Libertà, il partito di Alessandra Mussolini, che nelle precedenti politiche era stata eletta con Alleanza Nazionale, ora a guida di una sua coalizione che raccoglie anche l'appoggio di Forza Nuova di Roberto Fiore e del Fronte Sociale Nazionale di Adriano Tilgher (la Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli, stavolta, si è presentata con una lista autonoma, sempre all'interno della coalizione di centrodestra). Altre formazioni apparentate sono: L'Ambienta-Lista (Verdi Verdi), No Euro, S.O.S. Italia, Pensionati Uniti, Patto Cristiano Esteso, Nuova Sicilia, Patto per la Sicilia.

La nuova legge elettorale non prevede l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri (che viene designato dal Presidente della Repubblica, in base alla possibilità che ha di riscuotere la fiducia del Parlamento), ma richiede l'indicazione formale di un capo della coalizione, ruolo che viene assegnato dalla Casa delle Libertà a Silvio Berlusconi. Nonostante Berlusconi sia chiaramente intenzionato a tornare alle funzioni di cui si è preso carico negli anni passati, gli alleati Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini vorrebbero proporsi al suo posto nel caso riuscissero ad ottenere un numero di voti superiore a quello di Forza Italia.

L'Unione[modifica | modifica sorgente]

Piero Fassino, leader dei Democratici di Sinistra
Francesco Rutelli, leader de La Margherita

L'Unione è il nome assunto dalla coalizione del centrosinistra, già precedentemente presentatasi alle elezioni regionali del 2005, nella quale l'alleanza precedente dell'Ulivo viene estesa ad altre forze politiche, innanzitutto Rifondazione Comunista. La coalizione è guidata da Romano Prodi, già Presidente del Consiglio dei ministri nel 1996-1998 (XIII legislatura), in un governo dell'Ulivo, appoggiato soltanto esternamente da Rifondazione Comunista, e Presidente della Commissione europea nel periodo 1999-2004. La sua designazione come candidato dell'Unione alla presidenza del Consiglio è avvenuta, per la prima volta, in seguito alle elezioni primarie che si sono tenute il 16 ottobre 2005. Nella competizione interna si sono voluti misurare contro Prodi altri leader di partito come Clemente Mastella, Fausto Bertinotti, Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Di Pietro. Prodi riscuote un consenso pari al 74% dei 4.300.000 voti espressi; Bertinotti non arriva al 15%, Mastella non arriva al 5%.

I partiti della coalizione, che hanno già partecipato in alleanza alle precedenti politiche, sono: i Democratici di Sinistra, guidati da Piero Fassino; La Margherita, guidata da Francesco Rutelli (che nelle precedenti politiche era soltanto una lista elettorale unente quattro formazioni politiche distinte, ed ora invece rappresenta un soggetto politico unitario nato dall'unione del Partito Popolare Italiano, dei Democratici e della Lista Dini - Rinnovamento Italiano); l'UDEUR, con la guida di Clemente Mastella, i Verdi, di Alfonso Pecoraro Scanio; i Socialisti Democratici Italiani, di Enrico Boselli; i Comunisti Italiani, con segretario Oliviero Diliberto, la Lista Bonino, il Südtiroler Volkspartei. Bertinotti questa volta ha portato Rifondazione Comunista all'interno della coalizione di centrosinistra, similmente ad Antonio Di Pietro con l'Italia dei Valori. Presente sin dalle europee, l'alleanza con il Movimento Repubblicani Europei di Luciana Sbarbati e, dalle regionali, quella con la Lista Consumatori (che si presentano in quattro regioni).

I Socialisti Democratici Italiani, che nelle precedenti politiche avevano costituito una lista comune con i Verdi, hanno costituito la Rosa Nel Pugno sulla base di un progetto di ispirazione radical-socialista siglato tra Socialisti Democratici Italiani, Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni e Federazione dei giovani socialisti. Hanno aderito al progetto anche personalità indipendenti di orientamento laico-socialista. Alla coalizione si sono aggiunti anche I Socialisti di Bobo Craxi, il PSDI di Giorgio Carta, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo ed altre formazioni minori.

I Democratici di Sinistra, La Margherita e i Repubblicani Europei alla Camera dei Deputati si sono presentati in una lista unica utilizzando il simbolo dell'Ulivo.

Candidature[modifica | modifica sorgente]

La nuova legge elettorale in vigore imponeva l'obbligo, per ogni lista,[9] di indicare un Capo della forza politica, ovvero, in caso di liste coalizzate, un Capo della coalizione cioè, di fatto, il nome del candidato che la lista si impegnava ad appoggiare per la nomina alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Tuttavia tale nomina non è giuridicamente dovuta, poiché la Presidenza del Consiglio non è un incarico elettivo, ma di nomina del Presidente della Repubblica. La quasi totalità dei partiti politici italiani, scelsero di schierarsi all'interno delle due coalizioni principali. I candidati ufficialmente sostenuti da liste presentate nella maggioranza delle circoscrizioni per Camera e Senato furono così Silvio Berlusconi, sostenuto da Casa delle Libertà, e Romano Prodi, sostenuto da L'Unione.

Campagna elettorale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna elettorale alle elezioni politiche italiane del 2006.

Nel mese di luglio 2005, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un incontro con il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi solleva la questione dell'opportunità di anticipare di un mese le elezioni politiche rispetto alla scadenza naturale della legislatura, ossia di indirle per la prima metà di aprile 2006, allo scopo di evitare un'eccessiva sovrapposizione di appuntamenti elettorali essendo previsto nella primavera 2006 anche un turno di elezioni amministrative e l'elezione stessa del nuovo presidente della Repubblica. Il mandato di Ciampi scade, infatti, a maggio 2006.

La Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI ha approvato, con i voti della sola maggioranza di centrodestra, un regolamento di esecuzione della legge sulla par condicio che prevedeva due dibattiti tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi, leader rispettivamente della Casa delle Libertà e de L'Unione, tre tra i componenti dei maggiori partiti delle rispettive coalizioni, una conferenza stampa per ogni partito nei giorni precedenti le elezioni ed una conferenza stampa finale del presidente del Consiglio.

Prodi ha inizialmente rifiutato di partecipare ai duelli perché riteneva un'illegittima alterazione della parità di trattamento tra le forze politiche la conferenza stampa finale del premier, e solo dopo che il Presidente del Consiglio vi ha rinunciato (definendo peraltro questa rinuncia come una "violenza subita") il leader del centrosinistra ha accettato di prendere parte ai dibattiti. Come condizione ulteriore Prodi ha imposto la definizione di regole precise su tempi e modalità delle domande e delle risposte, ad imitazione del modello americano dei duelli tra George W. Bush e John Kerry. Berlusconi ha accettato questa richiesta pur affermando che simili vincoli non avrebbero permesso un dibattito interessante.

Nei duelli televisivi a cui presero parte Prodi e Berlusconi, vennero toccati i principali temi della campagna elettorale:

  • Forme di lavoro
  • Situazione economica
  • Riduzione della pressione fiscale
  • Immagine internazionale
  • Riforma costituzionale
  • Fonti energetiche
  • Questione giustizia
  • Questione dell'informazione

Sondaggi pre-voto[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo preelettorale sono stati realizzati molti sondaggi commissionati per lo più da giornali nazionali e stazioni TV, che hanno visto un predominio dell'Unione di circa il 5%. È da notare che i tre sondaggi che attribuivano un lieve vantaggio in termini di voti per la Casa delle Libertà sono stati tutti commissionati dal partito di Berlusconi, il quale ha più volte accusato una simpatia verso sinistra dei sondaggisti italiani.

Il risultato finale alla Camera (49,76% dell'Unione contro il 49,69% della Casa delle Libertà) e quello del Senato (49,2% dell'Unione contro il 49,9% della Casa delle Libertà) ha avuto un discostamento di circa il 3% dalla quasi totalità dei sondaggi, inclusi gli exit poll. I sostenitori di centrosinistra hanno provato a spiegare questa discrepanza sostenendo la tesi secondo cui ci sarebbero molti elettori della Casa delle Libertà che non comunicavano il loro voto quando venivano intervistati.

Istituto di ricerca Data L'Unione Casa delle Libertà
IPR Marketing (exit poll) 10 aprile 50-53 46-49
Nexus per RAI e Mediaset (exit poll) 10 aprile 50-54 45-49
Istituto Piepoli per SKY TG24 (in house poll) 10 aprile 52 47
IPR Marketing 22 marzo 52 47
TNS Abacus 20 marzo 51.5 48
GfK Eurisko 20 marzo 52 46.7
Ekma Ricerche 20 marzo 53.5 46
SWG 17 marzo 52.8 46.4
IPR Marketing 16 marzo 52 47.7
GfK Eurisko 15 marzo 51 46.5
TNS Abacus 13 marzo 51.5 48
Ekma Ricerche 13 marzo 53 46.3
IPR Marketing 12 marzo 52 47.7
SWG 10 marzo 52.6 46
Penn, Schoen & Berland 9 marzo 48.3 48.8
Euromedia Research 9 marzo 49.3 50
TNS Abacus 9 marzo 51 47.5
Lorien Consulting 7 marzo 51.1 48.1
IPR Marketing 7 marzo 52.2 47.5
Ekma Ricerche 6 marzo 52 47.5
SWG 3 marzo 52 47
IPR Marketing 1º marzo 52.2 47.3
TNS Abacus 1º marzo 51.5 47
Ekma Ricerche 27 febbraio 51.8 47.2
SWG 23 febbraio 51.8 47.2
TNS Abacus 22 febbraio 51.5 47
IPR Marketing 21 febbraio 52.1 47.4
Ekma Ricerche 20 febbraio 51.2 47
SWG 17 febbraio 51 47.8
IPR Marketing 16 febbraio 52 47.5
Penn, Schoen & Berland 16 febbraio 48.2 48.4
TNS Abacus 15 febbraio 51 47
Ekma Ricerche 13 febbraio 51.5 47.5
SWG 10 febbraio 51.6 47.3
TNS Abacus 8 febbraio 51 46.5
IPR Marketing 7 febbraio 52 47
Ekma Ricerche 6 febbraio 52.5 46.5
SWG 4 febbraio 51.2 46.6
TNS Abacus 1º febbraio 51 46
Euromedia Research 1º febbraio 50.9 47.9
IPR Marketing 31 gennaio 52.2 47.2
Lorien Consulting 30 gennaio 51.5 45.9
SWG 28 gennaio 51.4 46.2
TNS Abacus 25 gennaio 51 45.5
IPR Marketing 25 gennaio 52.5 47
Lorien Consulting 23 gennaio 51.3 46
SWG 22 gennaio 51.7 45.7
TNS Abacus 18 gennaio 50.5 46
Euromedia Research 18 gennaio 51.7 48.3
IPR Marketing 18 gennaio 52 46
Lorien Consulting 16 gennaio 51.4 45.7
SWG 16 gennaio 51.4 46
IPR Marketing 11 gennaio 52 46
TNS Abacus 11 gennaio 51 46
SWG 5 gennaio 49.7 47.9
IPR Marketing 11 dicembre, 2005 52.8 44.9
IPR Marketing 7 dicembre 52.5 44.5
IPR Marketing 25 ottobre 52 45

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grafico delle elezioni politiche italiane.

Lunedì 10 aprile 2006, ore 15:00: seggi chiusi e urne aperte; è iniziato lo spoglio dei voti. Gli exit poll confermavano tutti il risultato dei sondaggi preelettorali con L'Unione avanti di 5 punti percentuali sulla Casa delle Libertà ma i primi dati provenienti dal Viminale e le prime proiezioni già ridimensionavano la situazione. I dati del Ministero continuavano ad uscire con notevoli ritardi, il Viminale ha parlato di "problemi tecnici", e nel frattempo il vantaggio dell'Unione continuava lentamente ad assottigliarsi sempre più fino ad arrivare al sorpasso per quanto riguardava il voto del Senato, mentre il risultato parziale della Camera sembrava avere lo stesso tipo di andamento.

Nella notte, a scrutini non ancora finiti, il ministro Pisanu esce dalla sede del Ministero, partecipa ad una breve riunione nell'abitazione di Berlusconi e poi torna al lavoro. Le ragioni del vertice notturno non sono note. Alcuni giornali hanno riportato indiscrezioni[10] secondo le quali Berlusconi avrebbe chiesto a Pisanu di invalidare le elezioni ed il ministro avrebbe risposto di non poterlo fare. Il Senato sembra essere nelle mani della Casa delle Libertà, mancano soltanto da assegnare i seggi dei senatori votati dagli italiani all'estero, novità della nuova legge elettorale voluta dal ministro Tremaglia. Per la Camera rimane in vantaggio l'Unione ma molti si aspettano di vedere un sorpasso analogo a quanto avvenuto al Senato (nelle precedenti elezioni alla Camera era favorita la CdL). Gli scrutini della Camera si concludono intorno alle 3 di notte (dopo uno scrutinio durato oltre 10 ore) e il secondo sorpasso non arriva. Ai fini dell'assegnazione del premio di maggioranza, in base alla legge elettorale, non bisogna tener conto dei risultati della Valle d'Aosta e del voto degli italiani all'estero, entrambi nettamente a favore del centro sinistra, e ciò rende la situazione ancor più delicata, sul filo del rasoio. Alla fine il pacchetto di seggi del premio di maggioranza viene assegnato all'Unione grazie ad appena 26.000 voti di vantaggio (esclusi quindi valdostani e italiani all'estero).

Sviluppo camera2006.jpg

L'andamento del grafico è stato oggetto di osservazioni da parte di diversi giornalisti: infatti si nota come i due grafici siano speculari e il vantaggio si assottigli sempre più con l'andare del tempo. Il giornalista Enrico Deaglio, nel suo film-reportage Uccidete la democrazia, considera questo andamento un indice dei brogli elettorali da parte del centrodestra che riusciva a dirottare costantemente una parte delle schede bianche verso la coalizione, in particolare verso Forza Italia, diminuendo gradualmente lo svantaggio[11]. Secondo altri osservatori l'andamento potrebbe essere invece spiegato dalla conclusione più rapida delle operazioni di voto e di scrutinio in alcune regioni tradizionalmente più efficienti, e cosiddette "rosse", come Toscana ed Emilia-Romagna, storicamente appannaggio della sinistra. (per approfondire vedi più avanti nella voce) In ogni caso, le regioni tradizionalmente più efficienti lo erano probabilmente anche nelle elezioni precedenti e l'andamento non mostra nessuna casualità ma solo un disegno intelligente[senza fonte].

La sorpresa arriva poi dal voto degli italiani all'estero: l'Unione conquista 4 senatori contro uno solo della CdL, recuperando anche lo svantaggio al Senato. Prodi riesce a conquistare una lieve maggioranza al Senato.

I risultati delle elezioni politiche furono diffusi, a titolo provvisorio, dal Ministero dell'Interno, man mano che le prefetture ricevevano i verbali delle sezioni elettorali. I risultati definitivi, salvo reclami esaminati dalla giunte per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, furono forniti dalla Commissione elettorale centrale istituita presso la Suprema Corte di Cassazione. A seguito della proclamazione dei risultati nazionali, le singole commissioni elettorali circoscrizionali proclamarono i candidati eletti. La composizione del plenum di entrambe le assemblee legislative nella XV Legislatura, tuttavia, fu definita solo dopo che i parlamentari eletti in più circoscrizioni decisero per quale seggio optare lasciando che i primi dei non eletti nelle altre circoscrizioni accedessero in loro vece in Parlamento.

Camera dei Deputati[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Partiti maggioritari nelle singole circoscrizioni elettorali.
Coalizioni (e candidati leader) maggioritarie nelle singole circoscrizioni elettorali.
Leader Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Romano Prodi
L'Ulivo 31,27 11.930.983 220 - -
Partito della Rifondazione Comunista (PRC) 5,84 2.229.464 41 Green Arrow Up.svg0,8 Green Arrow Up.svg30
Rosa nel Pugno (RnP) 2,60 990.694 18 - -
Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) 2,32 884.127 16 - -
Italia dei Valori (IdV) 2,30 877.052 16 Red Arrow Down.svg1,9 Green Arrow Up.svg16
Federazione dei Verdi (FdV) 2,06 784.803 15 - -
Popolari UDEUR 1,40 534.088 10 - -
Partito Pensionati (PP) 0,87 333.278 0 - -
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,48 182.704 4 Straight Line Steady.svg Straight Line Steady.svg
I Socialisti[12] 0,30 115.066 0 - -
Lista Consumatori-Doveri Civici-Democrazia Cristiana (LC-DC-DC)[13] 0,19 73.751 0 - -
Lega per l'Autonomia-Alleanza Lombarda-Lega Pensionati[14] 0,12 44.589 0 - -
Liga Fronte Veneto 0,06 21.999 0 - -
Totale coalizione 49,81 19.002.598 340 Green Arrow Up.svg94[15]
Silvio Berlusconi
Forza Italia (FI) 23,72 9.048.976 137 Red Arrow Down.svg5,7 Green Arrow Up.svg77
Alleanza Nazionale (AN) 12,34 4.707.126 71 Green Arrow Up.svg0,01 Green Arrow Up.svg47
Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) 6,76 2.580.190 39 - -
Lega Nord-Movimento per l'Autonomia (LN-MpA) 4,58 1.747.730 26 Green Arrow Up.svg0,6 Green Arrow Up.svg6
DCA-Nuovo PSI[16] 0,75 285.474 4 - -
Alternativa Sociale (AS) 0,67 255.354 0 - -
Fiamma Tricolore (FT) 0,60 230.506 0 - -
No Euro (NE)[17] 0,15 58.746 0 - -
Altri centro-destra 0,16 63.741 0 - -
Totale coalizione 49,74 18.977.843 277 Red Arrow Down.svg91
Progetto NordEst (PNE)[18]
Giorgio Panto 0,24 92.002 0 - -
Altri
Altre liste 0,21 80.900 0 - -
Totale[19] 100,00 38.153.343 617

Valle d'Aosta[modifica | modifica sorgente]

Candidato Lista Voti (%) Voti Seggi
Roberto Nicco Autonomie Liberté Démocratie (ALD) 43,44 34 168 1
Marco Vierin Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (VA-APF) 30,66 24 119 0
Massimo Lattanzi Forza Italia - Alleanza Nazionale (FI- AN) 17,00 13 374 0
Luca Bringhen Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) 2,90 2 282 0
Alessandra Mussolini Alternativa Sociale (AS) 2,02 1 587 0
Vincenzo Falco Lega Nord (LN) 1,99 1 566 0
Marco Bertone Partito Pensionati (PP) 1,44 1 135 0
Marcello Pietrantonio Fiamma Tricolore (FT) 0,55 430 0
Totale 100,00 78 661 1

Estero[modifica | modifica sorgente]

Lista Voti (%) Voti Seggi
L'Unione 43,39 421.414 6
Forza Italia (FI) 20,86 202.536 3
Associazioni Italiane in Sud America (AISA) 10,28 99.817 1
Per l'Italia nel Mondo con Tremaglia (PIMT) 7,42 72.105 1
Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) 6,75 66.456 0
Italia dei Valori (IdV) 2,82 27.432 1
Lega Nord - Movimento per l'Autonomia (LN-MpA) 2,08 20.205 0
Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI) 1,46 14.205 0
Partito degli Italiani nel Mondo (PIM) 1,16 11.250 0
L'Altra Sicilia (LAS) 1,12 10.867 0
Popolari UDEUR 1,00 9.721 0
Alternativa Sociale (AS) 0,72 7.030 0
Alternativa Indipendente Italiani all'Estero (AIIE) 0,36 3.474 0
Amare l'Italia (AI) 0,38 3.732 0
Fiamma Tricolore (FT) 0,12 1.197 0
Totale[20] 100,00 971.152 12

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Partiti maggioritari nelle singole circoscrizioni elettorali.
Coalizioni (e candidati leader) maggioritarie nelle singole circoscrizioni elettorali.
Leader Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Romano Prodi
Democratici di Sinistra (DS)[21] 17,50 5.977.347 62 - -
Democrazia è Libertà - La Margherita (DL)[21] 10,73 3.664.903 39 - -
Partito della Rifondazione Comunista (PRC) 7,37 2.518.361 27 Green Arrow Up.svg2,3 Green Arrow Up.svg23
Insieme con L'Unione 4,17 1.423.003 11 - -
Italia dei Valori (IdV) 2,89 986.191 4 Red Arrow Down.svg0,5 Green Arrow Up.svg3
Rosa nel Pugno (RnP) 2,49 851.604 0 - -
Popolari UDEUR[22] 1,40 477.226 3 - -
Partito Pensionati (PP) 1,00 340.565 0 Green Arrow Up.svg0,06 Straight Line Steady.svg
I Socialisti[23] 0,37 126.431 0 - -
Lega per l'Autonomia-Alleanza Lombarda-Lega Pensionati (LpA-AL-LP)[24] 0,27 90.855 0 - -
Lista Consumatori-Doveri Civici-Democrazia Cristiana (LC-DC-DC)[25] 0,21 72.199 1 - -
L'Ulivo[26] 0,17 59.498 1 - -
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI)[27] 0,17 57.343 0 - -
Movimento Repubblicani Europei (MRE)[28] 0,15 51.219 0 - -
Altri centro-sinistra 0,09 28.656 0 - -
Totale coalizione[29] 48,96 16.725.401 148 Green Arrow Up.svg23[30]
Silvio Berlusconi
Forza Italia (FI) 24,01 8.202.890 78 - -
Alleanza Nazionale (AN) 12,40 4.235.208 41 - -
Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC)[21] 6,76 2.309.442 21 - -
Lega Nord-Movimento per l'Autonomia (LN-MpA)[31] 4,48 1.530.667 13 - -
Alternativa Sociale (AS) 0,63 214.526 0 - -
Fiamma Tricolore (FT) 0,60 204.498 0 - -
DCA-Nuovo PSI[32] 0,56 190.717 0 - -
Pensionati Uniti (PU)[33] 0,18 61.681 0 - -
Partito Repubblicano Italiano (PRI)[34] 0,13 45.098 0 - -
L'Ambienta-Lista - Ecologisti Democratici[35] 0,11 36.458 0 Green Arrow Up.svg0,01 Straight Line Steady.svg
Nuova Sicilia[36] 0,10 33.485 0 - -
Altri centro-destra 0,26 89.308 0 - -
Totale coalizione[29] 50,21 17.153.978 153 Red Arrow Down.svg23
Giorgio Panto
Progetto NordEst (PNE)[37] 0,27 93.172 0 - -
Nello Musumeci
Alleanza Siciliana (AS) 0,11 36,194 0 - -
Altri
Altre liste 0,47 153.870 0 - -
Totale[29] 100,00 34.162.615 301

Valle d'Aosta[modifica | modifica sorgente]

Candidato Lista Voti (%) Voti Seggi
Carlo Perrin Autonomie Liberté Démocratie (ALD) 44,17 32 554 1
Augusto Rollandin Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (VA-APF) 31,98 23 574 0
Luigi Magnani Forza Italia - Alleanza Nazionale (FI- AN) 15,61 11 505 0
Luigi Bracci Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) 3,07 2 264 0
Sergio Ferrero Lega Nord (LN) 2,14 1 574 0
Silvio Pedullà Partito Pensionati (PP) 1,42 1 046 0
Giancarlo Borluzzi Alternativa Sociale (AS) 1,05 775 0
Eusebio Margara Fiamma Tricolore (FT) 0,56 416 0
Totale 100,00 73 708 1

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Risultati dei collegi uninominali del Trentino Alto Adige alle Elezioni politiche italiane del 2006.
Lista Voti (%) Voti Seggi
Südtiroler Volkspartei - L'Unione (SVP-Unione) 34,54 198.156 3
Casa delle Libertà (CdL) 30,53 175.139 2
Südtiroler Volkspartei (SVP) 20,48 117.495 2
L'Unione 4,81 27.628 0
Partito Pensionati (PP) 2,86 16.381 0
Fiamma Tricolore (FT) 2,58 14.819 0
Die Freiheitlichen (DF) 2,92 16.765 0
Unione Popolare Autonomista (UPA) 1,28 7.327 0
Totale[29] 100,00 573.710 7

Estero[modifica | modifica sorgente]

Lista Voti (%) Voti Seggi
L'Unione 44,14 393.357 4
Forza Italia (FI) 20,92 186.386 1
Associazioni Italiane in Sud America (AISA)[38] 9,62 85.745 1
Per l'Italia nel Mondo con Tremaglia (PIMT) 7,30 65.055 0
Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC)[39] 6,43 57.278 0
Italia dei Valori (IdV)[40] 2,97 26.486 0
Lega Nord - Movimento per l'Autonomia (LN-MpA) 2,08 18.544 0
Popolari UDEUR[41] 1,52 13.507 0
Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI)[38] 1,41 12.552 0
Partito degli Italiani nel Mondo (PIM)[40] 1,22 10.888 0
L'Altra Sicilia-Per il Sud[40] 1,07 9.497 0
Fiamma Tricolore (FT)[42] 0,96 8.575 0
Alternativa Indipendente Italiani all'Estero (AIIE)[43] 0,36 3.191 0
Totale[29] 100,00 891.061 6

Eletti[modifica | modifica sorgente]

Camera dei deputati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Deputati della XV Legislatura della Repubblica italiana e Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2006.
La composizione della Camera dei Deputati della XV legislatura.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[44], per coalizione, alla Camera:

Lista Seggi
L'Ulivo
Partito della Rifondazione Comunista
Rosa nel Pugno
Italia dei Valori
Partito dei Comunisti Italiani
Federazione dei Verdi
Popolari UDEUR
L'Unione[45]
Südtiroler Volkspartei[46]
Autonomie Liberté Démocratie
Totale L'Unione
220
41
18
17
16
15
10
6
4
1
348
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Unione dei Democratici Cristiani e di Centro
Lega Nord- Movimento per l'Autonomia
DCA-Nuovo PSI
Per l'Italia nel Mondo con Tremaglia
Totale Casa delle Libertà
140
71
39
26
4
1
281
Associazioni Italiane in Sud America 1
Totale 630

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Senatori della XV Legislatura della Repubblica italiana e Senatori della XV Legislatura della Repubblica italiana (circoscrizioni).
La composizione del Senato della Repubblica della XV legislatura.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[47], per coalizione, al Senato:

Lista Seggi
Democratici di Sinistra
Democrazia è Libertà - La Margherita
Partito della Rifondazione Comunista
Insieme con L'Unione
Italia dei Valori
L'Unione[48]
Popolari UDEUR
L'Unione-Südtiroler Volkspartei
Südtiroler Volkspartei
Lista Consumatori-Doveri Civici-Democrazia Cristiana
L'Ulivo
Autonomie Liberté Démocratie
Totale L'Unione
62
39
27
11
4
4
3
3
2
1
1
1
158
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Unione dei Democratici Cristiani e di Centro
Lega Nord - Movimento per l'Autonomia
Casa delle Libertà[49]
Totale Casa delle Libertà
79
41
21
13
2
156
Associazioni Italiane in Sud America 1
Totale 315

Analisi territoriale del voto[modifica | modifica sorgente]

Partiti maggioritari nelle singole province per la Camera.

Rispetto alle precedenti elezioni del 2001 hanno avuto luogo le seguenti variazioni:

Coalizioni maggioritarie nelle singole regioni per il Senato.

La coalizione di centro-sinistra di Romano Prodi, alla Camera dei Deputati ottiene ottimi risultati in Basilicata e Toscana, dove alla Camera dei Deputati supera il 60% delle preferenze, sfiorandolo in Emilia Romagna. Ottiene buoni risultati anche in Calabria e Marche e Umbria, dove supera il 55% dei voti[50].

La coalizione di centro-destra di Silvio Berlusconi subisce una lieve erosione rispetto alla quota proporzionale della precedente elezione, con un voto più frazionato sulle liste minori, restando forte solamente in Lombardia, Sicilia e Veneto, dove supera il 55% delle preferenze alla Camera dei Deputati. Buoni risultati anche in Friuli Venezia Giulia, dove sfiora il 55% dei voti[50]. Dopo queste infatti le regioni in cui il centro-destra ottenne alla Camera i migliori risultati furono la Puglia ed il Piemonte (con però solo poco più del 50% dei voti) ed il Lazio e la Campania (dove il centrodestra era però già sotto, anche se di poco, al 50%).

Conseguenze del voto[modifica | modifica sorgente]

La vittoria di misura dell'Unione[modifica | modifica sorgente]

Urna per il voto alla Camera dei deputati

Sulla base dei risultati comunicati dal Viminale, l'Unione di Romano Prodi proclama la vittoria, ma la coalizione di centrodestra non ritiene di accettare immediatamente il risultato della consultazione elettorale. La contestazione nasce dal minimo scarto di voti che aggiudica al centrosinistra la maggioranza nei due rami del parlamento. Alla Camera dei deputati infatti il centrosinistra si aggiudica il premio di maggioranza con un vantaggio di 24.755 voti, ovvero dello 0,06% che assicura alla coalizione vincente una consistente maggioranza di seggi (340 deputati, poi saliti a 348 con gli eletti all'estero e in Valle d'Aosta).

Anche al Senato, nonostante un vantaggio di circa lo 0,6% per il centrodestra, l'Unione risulta avere la maggioranza dei seggi, con uno scarto positivo consistente in due senatori grazie al voto estero: tale vantaggio risulta poi rafforzato dall'appoggio quasi certo di un senatore indipendente della circoscrizione estero (che avrebbe appoggiato la coalizione vincente) e di almeno quattro senatori a vita. Qualcuno parla addirittura di una sorta di nemesi: la legge elettorale e il voto all'estero, voluti fortemente dalla Casa delle Libertà, permettono la vittoria del centrosinistra (anche) al Senato, seppur di stretta misura e nonostante il numero di elettori totali sia favorevole al centrodestra per oltre 200.000 voti: 17.713.163 contro 17.511.309.

Non era mai successo, nella storia parlamentare italiana, che le elezioni politiche si giocassero su un numero di voti così esiguo. Molti hanno parlato di un quasi pareggio e di un voto che divide l'Italia in due; peraltro, anche il risultato elettorale del 2001 - sotto il profilo dei voti raccolti - non aveva fatto emergere una maggioranza assoluta di voti a favore della coalizione vincente: alla Camera la Casa delle Libertà raccolse il 45,40% dei voti nella quota maggioritaria e il 49,9% nella quota proporzionale, ed al Senato con il 42,53% dei voti ottenne 176 seggi su 315. Sta di fatto che nel 2006, come detto, alla Camera l'Unione ha avuto 19.001.684 voti, e il Polo 18.976.460; ma a questi dati bisognerebbe aggiungere i voti della Val d'Aosta (calcolati separatamente perché hanno leggi elettorali diverse): 35.302 per l'Unione e 19.237 per il Polo; inoltre, occorre aggiungere i voti delle circoscrizioni estere: 459.454 per l'Unione e 369.952 per il Polo.

In tutto, quindi, l'Unione ottiene 130.801 voti in più alla Camera (19.496.450 contro 19.365.649) ma 201.854 in meno al Senato (17.511.309 contro 17.713.163).

Accuse di brogli e contestazioni[modifica | modifica sorgente]

L'esiguità dello scarto nei risultati, le novità introdotte nella legge elettorale, nei meccanismi dello scrutinio elettronico, e nel voto degli italiani all'estero tramite posta hanno fatto sì che le elezioni del 2006 fossero oggetto di diverse gravi denunce di brogli e contestazioni da più parti dello schieramento politico, con vaste ripercussioni nell'opinione pubblica, fino alla decisione di procedere ad una revisione delle schede valide per il Senato.

Da parte di Silvio Berlusconi[modifica | modifica sorgente]

Nell'immediato dopo voto, Silvio Berlusconi, forte del risultato di quasi parità, poco dopo aver prospettato all'Unione l'ipotesi di formare una grande coalizione, dichiara che riconoscerà la vittoria dell'avversario solo al termine delle verifiche circoscrizionali dei voti contestati. I maggiori leader della Casa delle Libertà sottolineano pertanto l'importanza di attendere il termine della verifica delle schede elettorali contestate e provvisoriamente non assegnate. Forza Italia organizza anche un sito web dal nome "Operazione ricontiamo" contenente una petizione da inoltrare al Presidente della Repubblica per richiedere il conteggio dei voti non validi, ossia il riconteggio delle schede nulle, più di un milione. Dopo una giornata di apparente distensione, il Presidente del Consiglio uscente passa all'attacco, accusando l'esistenza di supposti brogli elettorali, che sarebbero "tanti, tantissimi", così tanti che "il risultato deve cambiare", e chiedendo tempo per controllare verbali, schede, scrutini. La legge elettorale esclude però la possibilità di ricontare le schede definitivamente assegnate. Berlusconi dichiara che telefonerà a Prodi (che nel frattempo riceve i complimenti per la vittoria da diversi capi di stato) solamente dopo che saranno state finite di assegnare in sede circoscrizionale le circa 43 000 presunte schede contestate capaci numericamente di ribaltare il risultato elettorale alla Camera.

Nelle ultime ore prima della scadenza del termine a disposizione delle Circoscrizioni per ufficializzare il voto, Silvio Berlusconi ipotizza anche la promulgazione di un decreto legge che allunghi i tempi per ricontare tutte le schede e riesaminare i verbali. La proposta secondo fonti giornalistiche viene avanzata al Quirinale che esprime forte parere negativo, incontrando anche la perplessità dello stesso Ministro dell'Interno Beppe Pisanu.[51] Sia il Presidente della Repubblica che il Ministro hanno espresso soddisfazione per la correttezza della consultazione elettorale, e nessun altro esponente politico oltre Berlusconi ha denunciato brogli.

Scaduti i tempi di verifica, il Viminale ammette: «È stato un errore materiale». Il numero delle schede contestate si riduce da 43.028 a 2.131 per la Camera dei deputati, e da 39.822 a 3.135 per il Senato, chiudendo la disputa sulla legittimità del responso elettorale. Berlusconi rifiuta comunque di accettare il risultato elettorale, allo stesso tempo riproponendo l'ipotesi di una grande coalizione con la sinistra. Nel frattempo forte del risultato elettorale finale Prodi dichiara "Il premier si scusi, ha spaccato il Paese".

Nello stesso tempo alcune dichiarazioni di Gavino Angius, esponente dei DS, davano adito alla possibilità di un accordo che avrebbe potuto assegnare la presidenza di una delle due camere al centrodestra. Immediatamente arriva la smentita di Romano Prodi. Nei giorni successivi, continua il balletto di dichiarazioni e controdichiarazioni. Massimo D'Alema rilascia un'intervista sul Corriere della Sera dai toni distensivi, riguardante un possibile accordo sull'elezione del Presidente della Repubblica, seguita da una lettera di Silvio Berlusconi che con più decisione rilancia l'ipotesi di grande coalizione, invitando Romano Prodi a "trovare insieme soluzioni nuove", qualunque sia l'esito finale delle verifiche sullo spoglio in corso. Molte altre voci si sono espresse contro questa eventualità, da Rifondazione Comunista ma anche dalla Lega Nord e dall'UDC, fino a che essa è tramontata completamente alla vigilia delle prime importanti scadenze parlamentari (elezione dei Presidenti di Camera e Senato e del nuovo Presidente della Repubblica). Lo stesso giorno dell'elezione al Quirinale di Giorgio Napolitano, da parte di Berlusconi e del ministro uscente Castelli si è invece ripreso il tema delle verifiche sulla correttezza dei risultati elettorali, preannunciando che tale questione verrà posta alla Giunta dei due rami del Parlamento.

Da parte di Roberto Calderoli[modifica | modifica sorgente]

A distanza di un giorno, Roberto Calderoli, interpretando a suo modo la legge che ha contribuito a scrivere lui stesso, ha sostenuto in data 15 aprile che «la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista è data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali e quindi la Lega Alleanza Lombarda, che si è presentata con Unione, potendo contare solo sulla somma della cifra elettorale della circoscrizione Lombardia 2, non dovrebbe concorrere coi suoi 45.580 voti al calcolo del totale per il centrosinistra». La dichiarazione di Calderoli è stata tuttavia smentita dalla Corte di Cassazione il 19 aprile.[52]

Da parte della Rosa nel Pugno[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'assegnazione dei seggi, il partito della Rosa nel Pugno ha contestato la mancata assegnazione di quattro seggi del Senato a propri candidati[53]. La controversia riguardava l'interpretazione della legge elettorale in riferimento al calcolo del quorum del 3 per cento dei voti[54]. Il ricorso richiesto dalla Rosa nel Pugno non è stato accolto[55].

Il film inchiesta di Deaglio e Cremagnani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Uccidete la democrazia!.

Nel novembre 2006, pochi mesi dopo le elezioni, la questione dei brogli elettorali è stata ulteriormente infiammata dall'uscita del DVD Uccidete la democrazia!, di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, che paventa l'ipotesi che alcune schede bianche possano essere state "trasformate" in voti per la Casa delle Libertà durante la trasmissione elettronica dei dati dalle prefetture al Viminale. Questa ipotesi sarebbe avvalorata dalla mancanza di dati ufficiali sul numero delle schede bianche, e dall'andamento sospetto dei dati ufficiosi ad esse relative.[11] La procura di Roma, pochi giorni dopo, ha aperto un'indagine contro Deaglio e Cremagnani per "diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico".[56]

La denuncia di Paolo Rajo[modifica | modifica sorgente]

Irregolarità anche nelle votazioni via posta degli italiani all'estero sono state denunciate nel luglio 2007 da Paolo Rajo, candidato senatore dell'UDEUR all'estero.[57]

La revisione delle schede[modifica | modifica sorgente]

La giunta per le elezioni del Senato, nel dicembre 2006, ha deciso il riconteggio totale delle schede nulle, bianche, e contenenti voti nulli o contestati, partendo dalle regioni di Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia e Toscana, oltre che alla revisione a campione delle schede valide custodite nei tribunali. Il riconteggio si sarebbe poi esteso al resto d'Italia se i risultati evidenziassero scostamenti significativi rispetto ai dati proclamati ufficialmente. Nonostante le ipotesi di Deaglio fossero di brogli a favore di Forza Italia, anche Berlusconi appoggia la decisione del riconteggio, sostenendo che ci sono stati brogli a favore del centrosinistra.[58] Il 18 settembre 2007, il presidente della Giunta delle elezioni del Senato, Domenico Nania, ha dichiarato conclusa la revisione iniziata il 6 dicembre 2006. I Comitati di revisione schede costituiti nelle 7 regioni interessate, hanno riferito unanimemente che "gli scostamenti riscontrati rispetto ai dati di proclamazione sono assolutamente fisiologici" e quindi risulta "la legittimità delle operazioni di voto del 9 e 10 aprile 2006 per il Senato".[59]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c La legge elettorale vigente (legge Calderoli) richiede l'indicazione di un leader della forma politica che si presenta alle elezioni
  2. ^ a b Voti di tutta la coalizione alla Camera dei Deputati, il totale comprende la somma dei voti di tutte le circoscrizioni (Italia, Valle d'Aosta ed Estero)
  3. ^ a b Elezioni 2006 risultati Camera dei Deputati, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 aprile 2013.
  4. ^ a b c d Seggi riferiti a tutta la coalizione
  5. ^ a b Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di camera e senato della coalizione
  6. ^ Obbligo imposto dall'art. 57, comma 1 della Costituzione italiana.
  7. ^ Rosa nel Pugno raggruppa Socialisti Democratici Italiani e Radicali Italiani
  8. ^ Alternativa Sociale raggruppa Azione Sociale, Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova
  9. ^ Articolo 1, comma 5 della legge 270/2005 da Parlamento.it, consultato il 19-02-2008
  10. ^ Articolo di Repubblica
  11. ^ a b La notte delle schede bianche scomparse. Brogli, l'inquietante ipotesi del film di Deaglio in La Repubblica, 23 novembre 2006. URL consultato il 22 novembre 2009.
  12. ^ Lista presentata solamente undici circoscrizioni (Piemonte 1, Veneto 1, Veneto 2, Lazio 1, Lazio 2, Campania 1, Campania 2, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia 1)
  13. ^ Lista presente in quattro circoscrizioni (Toscana, Campania 1, Calabria, Sicilia 1)
  14. ^ Lista presente in una circoscrizione (Lombardia 2)
  15. ^ Confrontato con l'Ulivo, nome della coalizione di centrosinistra alle precedenti elezioni
  16. ^ Lista presentata in tutte le circoscrizioni, ad eccezione della circoscrizione Friuli Venezia Giulia
  17. ^ Lista presente solamente in quindici circoscrizioni (Piemonte 1, Piemonte 2, Lombardia 1, Lombardia 2, Veneto 1, Veneto 2, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Campania 1, Campania 2, Puglia, Sicilia 1, Sicilia 2)
  18. ^ Lista presente in tre circoscrizioni (Veneto 1, Veneto 2, Friuli Venezia Giulia)
  19. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni
  20. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni
  21. ^ a b c Lista non presentata in Molise
  22. ^ Lista non presentata in Friuli-Venezia Giulia e in Molise
  23. ^ Lista presentata solo in nove regioni (Piemonte, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia)
  24. ^ Lista presentata solo in Lombardia
  25. ^ Lista presentata solo in quattro regioni (Toscana, Campania, Calabria, Sicilia)
  26. ^ Lista presentata solo in Molise
  27. ^ Lista presentata solo in dieci regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia)
  28. ^ Lista presentata solo in otto regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia)
  29. ^ a b c d e Ministero dell'Interno - Archivio Storico Elezioni
  30. ^ Confrontato con l'Ulivo, nome della coalizione di centrosinistra alle precedenti elezioni
  31. ^ Lista non presentata in Sardegna
  32. ^ Lista presentata solo in dodici regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sardegna)
  33. ^ Lista presentata solo in sei regioni (Lombardia, Veneto, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia)
  34. ^ Lista presentata solo in nove regioni (Emilia-Romagna, Marche, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna)
  35. ^ Lista presentata solo in cinque regioni (Piemonte, Lombardia, Marche, Campania, Sicilia)
  36. ^ Lista presentata solo in Sicilia
  37. ^ Lista presentata solo in Veneto e Friuli-Venezia Giulia
  38. ^ a b Presentata solo nella ripartizione America Meridionale
  39. ^ Non è stata presentata nella ripartizione Asia-Africa-Oceania-Antartide
  40. ^ a b c Presentata solo nella ripartizione Europa
  41. ^ Non è stata presentata nella ripartizione America Settentrionale e Centrale
  42. ^ Non è stata presentata nella ripartizione America Meridionale
  43. ^ Presentata solo nella ripartizione America Settentrionale e Centrale
  44. ^ Ministro dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni
  45. ^ Nome della lista presente nella circoscrizione estero
  46. ^ Lista presente nella circoscrizione Trentino Alto Adige
  47. ^ Ministro dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni
  48. ^ Nome della lista presente nella circoscrizione Estero
  49. ^ Nome della lista presente nella circoscrizione Trentino Alto Adige
  50. ^ a b Ministro dell'Interno - risultati elezioni
  51. ^ Fonte: Articolo di Repubblica (13/04/2006)
  52. ^ La Cassazione conferma la vittoria dell'Unione in La Repubblica, 19 aprile 2006. URL consultato il 22 novembre 2009.
  53. ^ Annuncio sul sito rosanelpugno.it
  54. ^ Spiegazione della controversa interpretazione con esempio numerico da noiseFromAmeriKa.org
  55. ^ Verbale seduta della Giunta delle Elezioni del Senato
  56. ^ Elezioni, Deaglio indagato per diffusione di notizie false in La Repubblica, 28 novembre 2006. URL consultato il 22 novembre 2009.
  57. ^ Alessia Manfredi, Il video-denuncia su Repubblica.it "Ecco i brogli in Australia" in La Repubblica, 9 luglio 2007. URL consultato il 22 novembre 2009.
  58. ^ Senato: "Ricontare le schede bianche". Berlusconi: "Primo passo positivo in La Repubblica, 6 dicembre 2006. URL consultato il 22 novembre 2009.
  59. ^ "Elezioni 2006 furono regolari" in La Stampa, 18 settembre 2007. URL consultato il 22 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Costituzione della Repubblica Italiana
  • L. 21 dicembre 2005, n. 270, in materia di "Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica"
  • L. 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di "Norme per l' esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero"
  • Elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. URL consultato il 6 aprile 2008. , pubblicazione elettronica a cura del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali - Direzione Centrale dei Servizi Elettorali - del Ministero dell'Interno

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