Santo Stefano d'Aveto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Santo Stefano d'Aveto
comune
Santo Stefano d'Aveto – Stemma Santo Stefano d'Aveto – Bandiera
Panorama di Santo Stefano d'Aveto dalla provinciale per il passo del Tomarlo
Panorama di Santo Stefano d'Aveto dalla provinciale per il passo del Tomarlo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Maria Antonietta Cella (Lista civica "Dai Voce alle idee") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°32′51.78″N 9°27′02.64″E / 44.547717°N 9.450733°E44.547717; 9.450733 (Santo Stefano d'Aveto)Coordinate: 44°32′51.78″N 9°27′02.64″E / 44.547717°N 9.450733°E44.547717; 9.450733 (Santo Stefano d'Aveto)
Altitudine 1.012 m s.l.m.
Superficie 55,4 km²
Abitanti 1 207[1] (31-12-2011)
Densità 21,79 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Bedonia (PR), Borzonasca, Ferriere (PC), Rezzoaglio, Tornolo (PR)
Altre informazioni
Cod. postale 16049
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010056
Cod. catastale I368
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 835 GG[2]
Nome abitanti santostefanesi
Patrono Nostra Signora di Guadalupe
Giorno festivo domenica successiva al 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santo Stefano d'Aveto
Posizione del comune di Santo Stefano d'Aveto nella provincia di Genova
Posizione del comune di Santo Stefano d'Aveto nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Santo Stefano d'Aveto (San Steva (o Stea) d'Aveto in ligure, San Ste' nella variante locale[3]) è un comune italiano di 1.207 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Il comune è stato insignito della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Groppo Rosso dominante il paese

Il comune è ubicato in val d'Aveto, nei pressi del fiume Aveto, in una conca alpestre dominata dalla sommità del monte Maggiorasca (1.809 m) e del monte Bue (1.775 m). Situato a 1.012 m s.l.m., dista circa 76 km ad est di Genova . Dal paese e dalle diverse frazioni sono possibili diverse escursioni naturalistiche verso il monte Groppo Rosso (1.592 m), al monte Roncalla (1.658 m), al Maggiorasca (1.804 m), al monte Penna (1.735 m) - raggiungibile dall'abitato di Casoni - e al monte Aiona (1.702 m); quest'ultimo è raggiungibile dalla frazione di Amborzasco.

Il territorio è costituito dalle frazioni di Allegrezze, Alpicella d'Aveto, Amborzasco, Ascona, Casoni, Casafredda, Cornaleto, Gavadi, Gramizza, La Villa, Montegrosso, Pievetta, Rocca d'Aveto e Villaneri per un totale di 55,4 chilometri quadrati. Confina a nord con il comune di Ferriere (PC), a sud con Borzonasca e Tornolo (PR), ad ovest con Rezzoaglio e ad est con Bedonia (PR).

Il suo territorio fa parte del Parco naturale regionale dell'Aveto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Santo Stefano d'Aveto.

La Liguria viene spesso accostata al clima mite mediterraneo delle sue coste, caratterizzato da inverni miti ed estati non troppo calde, ma non appena ci si addentra nell'entroterra la situazione cambia radicalmente. Grazie alla sua altitudine, Santo Stefano d'Aveto gode di un clima prettamente appenninico, con estati fresche ed inverni freddi e mediamente nevosi. In estate le temperature sono gradevoli e solo in concomitanza di forti ondate di calore si possono superare i 30 °C, le giornate sono spesso raffrescate da temporali pomeridiani e non a caso la val d'Aveto è una delle zone più piovose della Liguria.

Gli inverni sono freddi e spesso accompagnati da fenomeni nevosi e sono frequenti le giornate di ghiaccio con massime < di 0 °C. Però la relativa vicinanza dal mare ne fa essere soggetto a richiami miti e umidi da sud che portano la pioggia anche in quota. Le nevicate possono protrarsi anche fino ad aprile, ma in qualche caso possono arrivare fino alle porte dell'estate: negli annali sono ricordate le eccezionali nevicate a Rocca d'Aveto (1.255 metri) nel 2006 in cui caddero 10 cm di neve; e nel recente 25 maggio 2013 quando la coltre bianca ha ricoperto anche il paese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ponte sul torrente Gramizza
La "comuneglia"

Istituzione di origine pre-romana è quella della "comuneglia", unico esempio in Liguria e invece tipica di alcune zone del Trentino. La comuneglia è di fatto una zona montana, che a Santo Stefano d'Aveto va da un certo sentiero orizzontale che taglia tutta la valle fino alle vette. La zona quindi appartiene a tutti i cittadini, una volta solo ai nativi, ora tutti i residenti. Tutti sono proprietari e hanno pari diritti sul territorio e sugli eventuali proventi delle zone interessate dalla comuneglia. In epoche non recenti la comuneglia era gestita da un'assemblea che si riuniva in piazza e votava per alzata di mano.

L'insediamento del comune probabilmente risale all'epoca preistorica e divenne ben presto centro importante della val d'Aveto soprattutto per la favorevole posizione geografica, confine tra diverse culture locali, in primis la civiltà dei Liguri. Secondo alcune fonti storiche proprio alle pendici del monte Penna si svolse una delle ultime battaglie dell'Impero romano per la dominazione sui Liguri[5].

Fin dall'epoca longobarda la zona era sotto il dominio dei monaci dell'Ordine di San Colombano dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, che fondarono anche il monastero di Torrio.[6]

Nel XII secolo, più precisamente nel 1164, il feudo di Santo Stefano e l'intera valle furono ceduti alla famiglia Malaspina[7] da Federico Barbarossa tramite un diploma imperiale. Quest'ultimi dotarono il villaggio e il territorio circostante di numerose fortificazioni e castelli, tra cui l'ancora presente castello malaspiniano presso il paese. Successivamente, nel 1495, i conti di Lavagna i Fieschi, già presenti nelle altre valli adiacenti, comprarono il feudo[7] dagli stessi Malaspina e tale vendita a Gianluigi Fieschi fu confermata dall'imperatore Massimiliano I[7] prima e da Carlo V[7] poi.

Nel 1547, a seguito della celebre e storica Congiura dei Fieschi, contro la famiglia genovese Doria, il territorio fu assoggettato a quest'ultimi, nella persona dello stesso ammiraglio Andrea Doria[7], e inglobato quindi nei territori della Repubblica di Genova. La proprietà del feudo santostefanino passò dal 1649 alla discendenza dei Doria Pamphilj[7]. La nuova dominazione della famiglia Doria causò nel tempo malcontento tra la popolazione locale, a causa dei continui soprusi e malgoverno del feudo, che scatenò una vera e propria insurrezione popolare nel 1796 conclusa con l'uccisione dei padroni del locale castello; i Doria mantennero comunque la signoria santostefanina fino al 1797[7].

Da tale anno con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Santo Stefano d'Aveto rientrò nell'XI cantone, come capoluogo, della Giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 centro principale del V cantone dell'Aveto nella Giurisdizione dell'Entella.

Nel 1803 le furono aggregate le municipalità di Amborzasco e Magnasco[7], queste ultime istituite e rese autonome nel 1797 con decreto dell'arcitesoriere dell'impero francese[7] e nel 1804 i comuni di Allegrezze, Alpepiana e Pievetta anch'essi costituiti nel 1797. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini. Nel 1805 la frazione di Cabanne venne ceduta[7] al comune di Santo Stefano d'Aveto dalla municipalità di Rezzoaglio.

Con l'inserimento nel Regno di Sardegna dal 1815, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, la municipalità di Rezzoaglio venne soppressa[7] e quindi aggregata a Santo Stefano d'Aveto, pur conservandone l'ufficio locale di stato civile fino al 1876[7]. Successivamente confluito nel Regno d'Italia dal 1861, il comune di Rezzoaglio fu nuovamente ricostituito nel 1918[7][8] assieme alle principali frazioni di Alpepiana, Cabanne, Magnasco e Priosa.

Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Santo Stefano d'Aveto del Circondario di Chiavari della provincia di Genova.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Valli Aveto, Graveglia e Sturla, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale nº 23 del 29 dicembre 2010[9] e in vigore dal 1º maggio 2011[10].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Santo Stefano d'Aveto-Stemma.png
Santo Stefano d'Aveto-Gonfalone.png


« Inquartato: a) d'oro ad uno spino secco di nero; b) d'azzurro a tre bande d'argento; c) troncato d'oro e d'argento ad un'aquila di nero coronata d'oro; d) d'azzurro ad un abete sradicato al naturale. In cuore uno scudetto d'argento caricato da un castello di rosso torricellato, merlato alla guelfa; sulla torre centrale più elevata un vessillo di bianco caricato da una croce di rosso. Ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[11])
« Drappo di azzurro... »
(Descrizione araldica del gonfalone[11])

Lo stemma è stato concesso con il decreto nº 2218 del Presidente della Repubblica datato al 9 febbraio del 1985[11].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio.[12]

  • Chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo nella frazione di Alpicella d'Aveto. Fino al 1893, anno della erezione con il titolo di prevostura, la chiesa di Alpicella era comparrocchiale con quella di Allegrezze. Venne consacrata il 26 maggio del 1920. Dalla parrocchia dipendono:
  • Oratorio di Nostra Signora della Pace a Gavadi;
  • Oratorio di Nostra Signora di Montallegro o della Beata Vergine della Visitazione a Villaneri.
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Angeli Custodi nella frazione di Amborzasco. Passata dalla diocesi di Tortona alla diocesi di Bobbio, venne eretta a parrocchia nel 1824 con il titolo di prevostura. La chiesa, consacrata il 2 ottobre del 1954, è caratterizzata dall'alto campanile in pietra del 1768.
  • Istituto delle suore Figlie di Maria Santissima dell'Orto (o Gianelline) di Amborzasco.
  • Cappella del Sacro Cuore di Gesù nella frazione di Ascona. Edificata nel 1974, è situata sulla carrozzabile che porta ad Ascona. Come scritto sulla targa commemorativa una donna, Barattini Ida, volle la costruzione di quella cappella proprio nel luogo da cui per la prima volta sulla carrozzabile si intravede fra gli alberi il paese. La cappella è meta di sosta e preghiera, soprattutto fra gli anziani del luogo che nei pomeriggi di sole si recano a piedi a questa cappella per porre fiori e recitare il rosario.
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nella frazione di Pievetta. Eretta a parrocchia nel 1634.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Colonia Piaggio. L'ex colonia fu costruita in località Campomenoso tra il 1936 e il 1938 su progetto dell'architetto Luigi Carlo Daneri.
  • Ponte di Cornaleto. Nei pressi del bivio che dalla carrozzabile che collega Rezzoaglio a Caselle e Allegrezze conduce alla frazione di Cornaleto, vi è un caratteristico ponte in pietra ad unica campata sovrastante il torrente Gramizza. Il ponte fu costruito dal comune di Santo Stefano d'Aveto nel 1825 anche se, alcuni studi, attestano la presenza di un già preesistente attraversamento con struttura e forma romanica.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Santo Stefano d'Aveto.
  • Ruderi del castelluzzo dei Della Cella di Caselle di Allegrezze.
  • Casa-torre di Amborzasco.
  • Ruderi della torre di Castelà fra Pievetta e Campomenoso.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il castello locale presso il paese

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[14] i cittadini stranieri residenti a Santo Stefano d'Aveto sono 34, pari al 2,82% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

La via principale del centro storico

Nel gennaio 2006 il Comune di Santo Stefano d'Aveto ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[15]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi, in cui è molto evidente l'eredità culturale delle antiche popolazioni celtiche. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • "Complesso Musicale di Santo Stefano d'Aveto", fondato nel 1856 e rinnovato nel 1986; correlato alla banda è attivo dal 1988 il locale coro polifonico.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Santo Stefano d'Aveto

Ogni autunno, verso la fine del mese di ottobre, lungo le strade di Santo Stefano d'Aveto si svolge la "transumanza"[16], spettacolare festa strettamente legata alla tradizione agricola e culturale della val d'Aveto.

Persone legate a Santo Stefano d'Aveto[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si basa sulla produzione agricola e sul turismo. Nel periodo invernale, grazie agli impianti sciistici e agli anelli di sci di fondo, è meta di sciatori provenienti dalla provincia di Genova, dalla Fontanabuona - Tigullio e dalle altre province confinanti con la Liguria.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Santo Stefano d'Aveto è attraversata principalmente dalla strada provinciale 654 della Val Nure che gli permette il collegamento stradale con le frazioni del comune di Rezzoaglio. Dalla strada provinciale 586 della Valle dell'Aveto, primaria arteria viaria della valle omonima, dipartono la provinciale 28 di Pievetta e la provinciale 72 di Alpepiana per raggiungere le altre frazioni e località del territorio santostefanese e rezzoagliese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Emilio Fugazzi Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Emilio Fugazzi Democrazia Cristiana Sindaco
1995 2000 Maria Antonietta Cella Lista civica "Uniti per il nuovo" Sindaco
2000 2004 Maria Antonietta Cella Lista civica "Uniti per il nuovo" Sindaco
2004 2009 Cristoforo Campomenosi Lista civica "Montagna unita" Sindaco
2009 2014 Giuseppe Maggiolo Lista civica "Montagna unita" Sindaco
2014 in carica Maria Antonietta Cella Lista civica "Dai Voce alle idee" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sciistici[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto di risalita Rocca d'Aveto-Prato della Cipolla
Il Prato della Cipolla

Santo Stefano d'Aveto, grazie agli impianti di risalita posti nella vicina frazione di Rocca d'Aveto, è stata dagli anni cinquanta in poi una florida stazione sciistica che attirava sciatori e turisti dall'intera Liguria e dalle vicine Emilia e Lombardia. Gli impianti erano costituiti da una bidonvia e due skilift posti sulle pendici del monte Bue. Dopo alcuni anni di scarso innevamento e di crisi economica della società proprietaria degli impianti (di cui il comune deteneva la quota di maggioranza) nel 1993 essi sono stati chiusi ad eccezione del piccolo skilift del Pratobello che conta di una breve pista baby con illuminazione notturna ed innevamento artificiale tuttora attiva.

Dal 26 dicembre 2008, a fronte di investimenti atti allo sviluppo del turismo montano della Regione Liguria, a Santo Stefano d'Aveto è attiva una nuova seggiovia, un nuovo skilift (2009) ed un tapis roulant con snowpark sulle pendici del monte Bue costruiti per rilanciare il turismo invernale ed estivo. Ad aggiungersi alla costruzione di questi impianti è stata anche effettuata la ristrutturazione e l'ingrandimento del rifugio del Prato della Cipolla. La società che gestisce gli impianti è la Santo Stefano Servizi S.r.l. che ha dato in appalto la costruzione della seggiovia alla Doppelmayr Garaventa S.p.A.

Tra la primavera-estate del 2010 è stato appaltato un secondo lotto maggiore di lavori con la costruzione dell'impianto di innevamento artificiale (con costruzione di un laghetto artificiale), la ristrutturazione del rifugio del Monte Bue (1780 metri) e una nuova seggiovia biposto in continuazione della prima. Quest'ultima è stata definitivamente completata nel mese di settembre 2010 con l'ufficiale inaugurazione il 9 ottobre[18] alla presenza di cariche istituzionali comunali, provinciali e regionali. Nel prossimo futuro è prevista un'alleanza comprensoriale tra le due regioni confinanti, Liguria ed Emilia-Romagna, e quindi tra le province di Genova, Parma e Piacenza, per un completo sviluppo e sinergia dell'area sciistica compresa tra i comuni di Santo Stefano d'Aveto, Bedonia e Ferriere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  5. ^ Fonte dal sito del Comune di Santo Stefano d'Aveto
  6. ^ La zona immediatamente vicina al sito di Santo Stefano d'Aveto era proprietà del monastero di San Paolo di Mezzano Scotti, frazione di Bobbio, tramite la pieve di San Giovanni di Secenia, chiamata in seguito Pievetta, ora frazione di Santo Stefano. Quando Federico Barbarossa cede la zona di Santo Stefano ai Malaspina non lo fa indicando Santo Stefano, ma indicando Sesegnam cum tota curia. Al tempo dei Longobardi la zona, non piacentina, non apparteneva ai monaci di San Colombano, ai fines Sancti Pauli di Mezzano. A Bobbio, in val d'Aveto, appartenevano i territori piacentini della corte di San Pietro di Torrio - ed Ascona - e l'ospedale di Torio stesso. È impreciso parlare di monastero di Torrio.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m Fonte dal sito del Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 20 settembre 2010.
  8. ^ 28 aprile 1918, n. 621
  9. ^ Legge Regionale nº 23 del 29 dicembre 2010
  10. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  11. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  12. ^ Parrocchie e chiese di Santo Stefano d'Aveto ParrocchieMap.it
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  15. ^ Fonte dal sito Ambiente in Liguria
  16. ^ Per approfondimenti è possibile consultare l'articolo La transumanza, tradizionale festa di fine ottobre a Santo Stefano d'Aveto sul sito Valdaveto.net
  17. ^ Approfondimenti sull'Archivio Berto di Santo Stefano d'Aveto
  18. ^ Fonte sull'inaugurazione della seggiovia Prato della Cipolla-Monte Bue dal sito de Il Secolo XIX-Levante

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Alpicella d'Aveto sotto la neve
  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria