Elezioni politiche italiane del 1996

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Elezioni politiche italiane 1996
Stato Italia Italia
Data 21 aprile 1996
Legislatura XIII Legislatura
Leader Romano
Prodi
[1]
Silvio Berlusconi[2] Umberto
Bossi
[3]
Partito Popolari per Prodi Forza Italia Lega Nord
Coalizione L'Ulivo Polo per le Libertà nessuna
Voti 16.227.983[4][5]
43,28 %
15.772.203[4][5]
42,07 %
3.776.354[5][6]
10,07 %
Seggi
299 / 630
(Camera)[7]
157 / 315
(Senato)[7]
246 / 630
(Camera)[7]
116 / 315
(Senato)[7]
59 / 630
(Camera)
27 / 315
(Senato)
Differenza % Green Arrow Up.svg8,94 Red Arrow Down.svg0,77 Green Arrow Up.svg1,71
Differenza seggi Green Arrow Up.svg120[8] Red Arrow Down.svg159[8] Green Arrow Up.svg74[9]
Elezioni Camera 1996 Comuni.png
Presidente del Consiglio uscente
Lamberto Dini (I)
Left arrow.svg 1994 2001 Right arrow.svg

Le elezioni politiche italiane del 1996 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 21 aprile 1996.

Rispetto alle precedenti elezioni politiche del 1994, quelle del 1996 segnarono più compiutamente il passaggio ad un sistema bipolare. I partiti "centristi", nel 1994, si erano presentati nel Patto per l'Italia ma, essendo stati fortemente penalizzati dal sistema elettorale maggioritario, furono indotti a trovare una collocazione nell'ambito di due schieramenti tra loro contrapposti. Il Partito Popolare Italiano promosse un'alleanza di centro-sinistra, mentre alcuni settori si dissociarono e fondarono i Cristiani Democratici Uniti, nello schieramento di centro-destra. Il Patto Segni si presentò invece all'interno di Rinnovamento Italiano.

Indice

Sistema di voto [modifica]

Le elezioni politiche del 1996 si tennero con un nuovo sistema di voto (la c.d. "Legge Mattarella"), in attuazione in seguito al referendum del 18 aprile 1993, introdotto con l'approvazione delle leggi 4 agosto 1993 n. 276 e n. 277, che prevedeva per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica un sistema elettorale misto: maggioritario a turno unico per la ripartizione del 75% dei seggi parlamentari unito, per il rimanente 25% dei seggi, ad recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato (attraverso un meccanismo di calcolo denominato "scorporo") e al proporzionale con liste bloccate e sbarramento del 4% alla Camera.

Per la parte maggioritaria quindi (75% dei seggi), il territorio nazionale venne suddiviso in 475 collegi uninominali per la Camera, e in 232 per il Senato. L'attribuzione di questo primo gruppo di seggi avveniva in base ad un sistema maggioritario a turno unico plurality: veniva eletto parlamentare il candidato che avesse riportato la maggioranza relativa dei suffragi nel collegio. Nessun candidato poteva presentarsi in più di un collegio.

I rimanenti seggi (25%) erano invece assegnati con un metodo proporzionale, funzionante però con meccanismi differenziati fra le due assemblee. Per quanto riguarda la Camera, l'elettore godeva di una scheda elettorale separata per l'attribuzione dei 155 seggi residui, cui accedevano solo i partiti che avessero superato la soglia di sbarramento nazionale del 4%. Il calcolo dei seggi spettanti a ciascuna lista veniva effettuata nel collegio unico nazionale mediante il metodo Hare dei quozienti naturali e dei più alti resti; tali seggi venivano poi ripartiti, in ragione delle percentuali delle singole liste a livello locale, fra le 26 circoscrizioni plurinominali in cui era suddiviso il territorio nazionale, e all'interno delle quali i singoli candidati — che potevano corrispondere a quelli presentatisi nei collegi uninominali — venivano proposti in un sistema di liste bloccate senza possibilità di preferenze. Il meccanismo era però integrato dal metodo dello scorporo, volto a dar compensazione ai partiti minori fortemente danneggiati dall'uninominale: successivamente alla determinazione della soglia di sbarramento, ma antecedentemente al riparto dei seggi, alle singole liste venivano decurtati tanti voti quanti ne erano serviti a far eleggere i vincitori nell'uninominale — cioè i voti del secondo classificato più uno — i quali erano obbligati a collegarsi ad una lista circoscrizionale.

Per quanto riguarda il Senato, gli 83 seggi proporzionali venivano assegnati, secondo il dettato costituzionale, su base regionale. In ogni Regione venivano assommati i voti di tutti i candidati uninominali perdenti che si fossero collegati in un gruppo regionale, ed i seggi venivano assegnati utilizzando il metodo D'Hondt delle migliori medie: gli scranni così ottenuti da ciascun gruppo venivano assegnati, all'interno di essa, ai candidati perdenti che avessero ottenuto le migliori percentuali elettorali. Ancor più che alla Camera, ove lo scorporo era parziale, lo scorporo totale previsto per il Senato faceva funzionare la quota proporzionale di fatto come una stramba quota minoritaria, in aperto contrasto con l'impianto generale della legge elettorale.

Circoscrizioni [modifica]

Come detto il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 475 collegi uninominali e 26 circoscrizioni plurinominali ed al Senato della Repubblica in 232 collegi uninominali e 20 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.

Camera dei deputati [modifica]

Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti:

  1. Piemonte 1 (Torino);
  2. Piemonte 2 (Cuneo, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola);
  3. Lombardia 1 (Milano);
  4. Lombardia 2 (Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco);
  5. Lombardia 3 (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova);
  6. Trentino-Alto Adige;
  7. Veneto 1 (Padova, Verona, Vicenza e Rovigo);
  8. Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno);
  9. Friuli-Venezia Giulia;
  10. Liguria;
  11. Emilia-Romagna;
  12. Toscana;
  13. Umbria;
  14. Marche;
  15. Lazio 1 (Roma);
  16. Lazio 2 (Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti);
  17. Abruzzo;
  18. Molise;
  19. Campania 1 (Napoli);
  20. Campania 2 (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno);
  21. Puglia;
  22. Basilicata;
  23. Calabria;
  24. Sicilia 1 (Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani);
  25. Sicilia 2 (Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa);
  26. Sardegna;
  27. Valle d'Aosta[10].

Senato della Repubblica [modifica]

Le circoscrizioni del Senato della Repubblica furono invece le seguenti:

  1. Piemonte;
  2. Valle D'Aosta;
  3. Lombardia;
  4. Trentino-Alto Adige;
  5. Veneto;
  6. Friuli-Venezia Giulia;
  7. Liguria;
  8. Emilia-Romagna;
  9. Toscana;
  10. Umbria;
  11. Marche;
  12. Lazio;
  13. Abruzzo;
  14. Molise;
  15. Campania;
  16. Puglia;
  17. Basilicata;
  18. Calabria;
  19. Sicilia;
  20. Sardegna.

Gli schieramenti a confronto [modifica]

L'Ulivo [modifica]

L'Ulivo, coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi, era costituito da Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Comitati per l'Italia che vogliamo, Rinnovamento Italiano e Federazione dei Verdi, e che giunse ad un accordo elettorale di desistenza con Rifondazione Comunista;

Il Polo per le Libertà [modifica]

Il Polo per le Libertà, coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi, era costituito da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti, con alcuni accordi minimali con la Lista Pannella.

Si presentava invece in modo autonomo la Lega Nord.

Principali coalizioni e partiti [modifica]

Coalizione Ideologia Collocazione Leader
Casa delle Libertà
Coalizione composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico e Cristiani Democratici Uniti
Centro-destra Liberalismo, Liberismo, Cristianesimo democratico, Conservatorismo, Populismo di destra, Nazionalismo, Anticomunismo Silvio Berlusconi
L'Ulivo
Coalizione composta da Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Comitati per l'Italia che vogliamo, Rinnovamento Italiano e Federazione dei Verdi
Centro-sinistra Socialdemocrazia, Cristianesimo sociale, Progressismo, Ecosocialismo, Socialismo, Ecologismo, Eurocomunismo, Neomarxismo, Antifascismo Romano Prodi
Lega Nord Centro-destra Regionalismo, Federalismo, Autonomismo Umberto Bossi

Campagna elettorale [modifica]

Nel dicembre 1994, in seguito alla comunicazione di una nuova inchiesta dei magistrati di Milano che trapelò dalla stampa, Umberto Bossi, leader della Lega Nord, ha lasciato la coalizione sostenendo che il patto elettorale non era stato rispettato, costringendo Berlusconi a dimettersi dalla carica, lasciando la maggioranza di governo al centro-sinistra.

Il governo Berlusconi venne sostituito il mese successivo con un governo tecnico guidato da Lamberto Dini. Dini era stato un ministro chiave nel governo Berlusconi, e Berlusconi disse che l'unico modo in cui lui avrebbe sostenuto un governo tecnico sarebbe stato con Dini a capo di esso. Alla fine, però, Dini venne sostenuto solo dalla maggior parte dei partiti di opposizione, ma non da Forza Italia e Lega Nord.

Nel dicembre 1995, Dini si dimise da Presidente del Consiglio, e il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, decise di avviare le consultazioni per formare un nuovo governo, sostenuto da tutti i partiti in Parlamento, per compiere alcune riforme costituzionali.

Favorevolmente a questa proposta si schierarono, in un dibattito televisivo il 19 gennaio 1996, Silvio Berlusconi e il leader del Partito Democratico della Sinistra, Massimo D'Alema. Tuttavia non si riuscì a trovare un accordo, poiché Gianfranco Fini e Romano Prodi, chiesero le elezioni anticipate. Il 16 febbraio 1996, Oscar Luigi Scalfaro sciolse le camere e indisse le elezioni anticipate.

Il 19 febbraio 1996 il Presidente del consiglio uscente Lamberto Dini, annunciò che si sarebbe schierato con L'Ulivo e non con il Polo delle Libertà. Umberto Bossi, il cui apporto fu fondamentale nel 1994 per consentire la vittoria elettorale di Berlusconi, dichiarò che la Lega Nord non avrebbe più sostenuto Berlusconi e si sarebbe presentata da sola alle elezioni. Allo stesso tempo, la coalizione di Romano Prodi fece un importante accordo pre-elettorale con il Partito della Rifondazione Comunista, in cui Fausto Bertinotti si impegnava a sostenere il governo Prodi, dopo l'elezione, nel caso di un Parlamento senza maggioranza.

Il 25 marzo 1996 Berlusconi ha organizzato una grande manifestazione a Milano contro le tasse, cui hanno partecipato molti artigiani milanesi; lo stesso giorno, a Torino, Prodi è stato fortemente contestato durante il suo discorso elettorale e accusato di non voler abbassare le tasse.

Risultati [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grafico delle elezioni politiche italiane.

Camera dei deputati [modifica]

Distribuzione geografica del voto 1996 per la Camera.
La composizione della Camera dei Deputati della XIII legislatura.

Maggioritario [modifica]

totale percentuale (%)
Elettori 48.846.238  
Votanti 40.496.438 82,91 (su n. elettori)
Voti validi 37.295.109 92,10 (su n. votanti)
Voti non validi 3.201.329 7,90 (su n. votanti)
di cui schede bianche 1.432.888 3,53 (su n. votanti)
Partiti voti voti (%) seggi
Polo per le Libertà 15.027.030 40,09 169
L'Ulivo 14.447.548 38,54 228
Lega Nord 4.038.239 10,77 39
L'Ulivo-Lega Autonomia Veneta 997.534 2,66 14
Progressisti 982.505 2,62 15
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore 624.558 1,67 0
L'Ulivo-Partito Sardo d'Azione 269.047 0,72 4
Südtiroler Volkspartei 156.708 0,42 3
Lega d'Azione Meridionale 82.373 0,22 1
Lista Pannella-Sgarbi 69.406 0,19 0
Mani Pulite 68.443 0,18 0
Socialista 44.786 0,12 0
Sardigna Natzione 42.246 0,11 0
Vallee d'Aoste 37.431 0,10 1
Democrazia e Libertà 33.326 0,09 1
Rinnovamento 28.988 0,08 0
Partito Umanista 27.694 0,07 0
Movimento Rinascita Italiana 24.074 0,06 0
Union für Südtirol 23.032 0,06 0
Noi Siciliani 20.102 0,05 0
Patto per l'Agro 18.836 0,05 0
Partito della Rifondazione Comunista 17.996 0,05 0
Verdi Verdi 12.905 0,03 0
Ambientalisti 12.299 0,03 0
Federalisti Liberali 12.905 0,03 0
Valle d'Aosta-L'Ulivo 11.526 0,03 0
Democrazia Sociale 9.760 0,03 0
Unione Nord Est 9.669 0,03 0
Gruppo Indipendentista Libertà 8.805 0,02 0
Partito della Legge Naturale 7.708 0,02 0
Moderati 6.208 0,02 0
Nuove Energie 5.627 0,02 0
Nuova Democrazia 5.333 0,01 0
Sviluppo Legalità 5.275 0,01 0
Per le Marche 4.317 0,01 0
Risorgimento del Sud 4.291 0,01 0
Nord Libero Autonomia 4.013 0,01 0
Vie Nuove 3.904 0,01 0
Stato del Friuli 3.345 0,01 0
Alleanza Solidal Liberista 3.219 0,01 0
Ingegno e Audacia 2.805 0,01 0
Solidarietà Veneta 2.655 0,01 0
Movimento Polo Sud 2.310 0,01 0
Lega Italiana Federalista 2.268 0,01 0
Donne Trieste 2.121 0,01 0
Partito Federalista 1.744 0,00 0
Lega Nazionale Istria Fiume Dalmazia 1.653 0,00 0
Altri 67.884 0,17 0
Totale 37.295.109[11] 100,00 475

Proporzionale [modifica]

Liste voti  % seggi
Partito Democratico della Sinistra 7.894.118 21,06 26
Forza Italia 7.712.149 20,57 37
Alleanza Nazionale 5.870.491 15,66 28
Lega Nord 3.776.354 10,07 20
Partito della Rifondazione Comunista 3.213.748 8,57 20
Popolari per Prodi 2.554.072 6,81 4
Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti 2.189.563 5,84 12
Rinnovamento Italiano 1.627.380 4,34 8
Federazione dei Verdi 938.665 2,50 -
Lista Pannella-Sgarbi 702.988 1,88 -
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore 339.351 0,91 -
Socialista 149.441 0,40 -
Altri -
Totale 37.484.398[12] 155

Senato della Repubblica [modifica]

La composizione del Senato della Repubblica della XIII legislatura.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Senatori della XII Legislatura della Repubblica italiana e Risultati delle elezioni politiche italiane del 1996 (Senato della Repubblica).
Liste Voti % Seggi
Maggioritario Proporzionale Totale
L'Ulivo 13.444.978 41,21 134 23 157
Polo per le Libertà 12.185.020 37,35 67 49 116
Lega Nord 3.394.733 10,41 18 9 27
Progressisti 934.974 2,87 10 10
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore 747.487 2,29 1 1
Lista Pannella-Sgarbi 509.826 1,56 1 1
Socialista 286.426 0,88
Südtiroler Volkspartei 178.425 0,55 2 2
Vallee d'Aoste 29.538 0,1 1 1
Totale 32.624.584[13] 232 83 315

Cifre elettorali [modifica]

Liste Cifra elettorale nazionale Voti scorporati
Partito Democratico della Sinistra 3.579.313 4.314.805
Forza Italia 5.046.792 2.665.357
Alleanza Nazionale 3.896.213 1.974.278
Lega Nord 2.758.140 1.018.214
Partito della Rifondazione Comunista 2.818.260 395.488
Popolari per Prodi 582.768 1.971.304
Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti 1.670.682 518.881
Rinnovamento Italiano 1.086.309 541.071
Totale 21.438.477 12.399.398

Seggi per collegamento di liste [modifica]

Gruppi e liste collegate Numero di collegamenti Seggi proclamati
L'Ulivo 444 246
Partito Democratico della Sinistra 211 130
Popolari per Prodi 136 59
Rinnovamento Italiano 39 16
Federazione dei Verdi 33 21
Partito Sardo d'Azione 8 4
PDS - Popolari per Prodi - RI - Verdi 1 -
PDS - Popolari per Prodi - Verdi 9 9
PDS - RI - Verdi 6 6
PDS - RI 1 1
Polo per le Libertà 474 169
Forza Italia 232 86
Alleanza Nazionale 162 65
CCD-CDU 80 18
Lega Nord 229 39
Progressisti 27 15
Partito della Rifondazione Comunista 22 12
PDS - PRC - Popolari per Prodi - Verdi 5 3
Südtiroler Volkspartei 3 3
Popolari per Prodi 3 3
Lega d'Azione Meridionale 1 1
Democrazia e Libertà 1 1
Popolari per Prodi 1 1
Collegio Valle d'Aosta - 1
TOTALE 475

Analisi territoriale del voto [modifica]

La coalizione dell'Ulivo di Romano Prodi ottiene la vittoria nelle regioni: Basilicata, Emilia-Romagna (tranne la provincia di Piacenza), Liguria (tranne la provincia di Imperia), Puglia (tranne le province di Bari e Brindisi), Toscana (tranne la provincia di Lucca), Marche e Umbria. Romano Prodi vince anche nella province di Teramo (Abruzzo), di Crotone (Calabria), di Avellino (Campania), di Mantova (Lombardia), di Campobasso (Molise), di Nuoro (Sardegna) e di Rovigo (Veneto)[5].

Le coalizione della Casa delle Libertà di Silvio Berlusconi conquista le regioni: Abruzzo (tranne la provincia di Teramo), Calabria (tranne la provincia di Crotone), Campania (tranne la provincia di Avellino), Lazio, Piemonte (tranne le province di provincia di Cuneo e Verbania), Sardegna (tranne la provincia di Nuoro) e Sicilia. Silvio Berlusconi vince anche nelle province di Piacenza (Emilia-Romagna), di Trieste (Friuli-Venezia Giulia), di Imperia (Liguria), di Lodi, Milano e Pavia (Lombardia), di Isernia (Molise), di Bari e Brindisi (Puglia) e di Lucca (Toscana)[5].

La Lega Nord di Umberto Bossi vince in Friuli-Venezia Giulia (tranne la provincia di Trieste), in Veneto (tranne la provincia di Rovigo) e in Lombardia (tranne le province di Pavia, Lodi e Milano). Umberto Bossi vince anche nelle province di Cuneo e Verbania (Piemonte) e in provincia di Trento (Trentino Alto Adige)[5].

Voci correlate [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Costituzione della Repubblica Italiana

Fonti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ A partire dal 1994 le coalizioni politiche indicano un leader della forza politica che si presenta all'elezioni
  2. ^ A partire dal 1994 le coalizioni politiche indicano un leader della forza politica che si presenta all'elezioni
  3. ^ A partire dal 1994 le coalizioni politiche indicano un leader della forza politica che si presenta all'elezioni
  4. ^ a b Voti di tutta la coalizione alla Camera dei Deputati (quota proporzionale)
  5. ^ a b c d e f Elezioni 1996 risultati Camera dei Deputati. Ministero dell'Interno. URL consultato in data 16 aprile 2013.
  6. ^ Voti del partito alla Camera dei Deputati (quota proporzionale)
  7. ^ a b c d Seggi di tutta la coalizione
  8. ^ a b Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di camera e senato della coalizione
  9. ^ Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di camera e senato del partito
  10. ^ Circoscrizione equivalente al solo collegio uninominale di Aosta della parte maggioritaria
  11. ^ Ministero dell'Interno - archivio storico delle Elezioni
  12. ^ Ministero dell'Interno - Archivio Storico Elezioni
  13. ^ Ministero dell'interno - Archivio Storico Elezioni

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