Elezioni politiche italiane del 1996

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Elezioni politiche italiane 1996
Stato Italia Italia
Data 21 aprile 1996
Legislatura XIII Legislatura
Prodi27marzo2007.jpg Silvio Berlusconi.jpg Umberto Bossi 1994.jpg
Leader Romano Prodi[1] Silvio Berlusconi[1] Umberto Bossi[1]
Partito Popolari per Prodi Forza Italia Lega Nord
Coalizione L'Ulivo Polo per le Libertà Nessuna
Voti 16.265.985[2][3]
43,39 %
15.772.203[4][3]
42,07 %
3.776.354[3][5]
10,07 %
Seggi
322 / 630
(Camera)[6][7]
169 / 315
(Senato)[6]
246 / 630
(Camera)[6]
116 / 315
(Senato)[6]
59 / 630
(Camera)
27 / 315
(Senato)
Differenza % -[8] Red Arrow Down.svg0,77 Green Arrow Up.svg1,71
Differenza seggi -[8] Red Arrow Down.svg159[9] Green Arrow Up.svg74[10]
Elezioni Camera 1996 Comuni.png
Presidente del Consiglio uscente
Lamberto Dini (Indipendente)
Left arrow.svg 1994 2001 Right arrow.svg

Le elezioni politiche italiane del 1996 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 21 aprile 1996. Furono le seconde elezioni anticipate a svolgersi negli anni novanta, quando per la prima volta in assoluto nella storia repubblicana, vi furono tre tornate elettorali in quattro anni.

Sistema di voto[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni politiche del 1996 si tennero con un nuovo sistema di voto (la cosiddetta "Legge Mattarella"), in attuazione in seguito al referendum del 18 aprile 1993, introdotto con l'approvazione delle leggi 4 agosto 1993 n. 276 e n. 277, che prevedeva per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica un sistema elettorale misto: maggioritario a turno unico per la ripartizione del 75% dei seggi parlamentari unito, per il rimanente 25% dei seggi, ad recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato (attraverso un meccanismo di calcolo denominato "scorporo") e al proporzionale con liste bloccate e sbarramento del 4% alla Camera.

Per la parte maggioritaria quindi (75% dei seggi), il territorio nazionale venne suddiviso in 475 collegi uninominali per la Camera, e in 232 per il Senato. L'attribuzione di questo primo gruppo di seggi avveniva in base ad un sistema maggioritario a turno unico plurality: veniva eletto parlamentare il candidato che avesse riportato la maggioranza relativa dei suffragi nel collegio. Nessun candidato poteva presentarsi in più di un collegio.

I rimanenti seggi (25%) erano invece assegnati con un metodo proporzionale, funzionante però con meccanismi differenziati fra le due assemblee. Per quanto riguarda la Camera, l'elettore godeva di una scheda elettorale separata per l'attribuzione dei 155 seggi residui, cui accedevano solo i partiti che avessero superato la soglia di sbarramento nazionale del 4%. Il calcolo dei seggi spettanti a ciascuna lista veniva effettuata nel collegio unico nazionale mediante il metodo Hare dei quozienti naturali e dei più alti resti; tali seggi venivano poi ripartiti, in ragione delle percentuali delle singole liste a livello locale, fra le 26 circoscrizioni plurinominali in cui era suddiviso il territorio nazionale, e all'interno delle quali i singoli candidati — che potevano corrispondere a quelli presentatisi nei collegi uninominali — venivano proposti in un sistema di liste bloccate senza possibilità di preferenze. Il meccanismo era però integrato dal metodo dello scorporo, volto a dar compensazione ai partiti minori fortemente danneggiati dall'uninominale: successivamente alla determinazione della soglia di sbarramento, ma antecedentemente al riparto dei seggi, alle singole liste venivano decurtati tanti voti quanti ne erano serviti a far eleggere i vincitori nell'uninominale — cioè i voti del secondo classificato più uno — i quali erano obbligati a collegarsi ad una lista circoscrizionale.

Per quanto riguarda il Senato, gli 83 seggi proporzionali venivano assegnati, secondo il dettato costituzionale, su base regionale. In ogni Regione venivano assommati i voti di tutti i candidati uninominali perdenti che si fossero collegati in un gruppo regionale, ed i seggi venivano assegnati utilizzando il metodo D'Hondt delle migliori medie: gli scranni così ottenuti da ciascun gruppo venivano assegnati, all'interno di essa, ai candidati perdenti che avessero ottenuto le migliori percentuali elettorali. Ancor più che alla Camera, ove lo scorporo era parziale, lo scorporo totale previsto per il Senato faceva funzionare la quota proporzionale di fatto come una stramba quota minoritaria, in aperto contrasto con l'impianto generale della legge elettorale.

Circoscrizioni[modifica | modifica sorgente]

Come detto il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 475 collegi uninominali e 26 circoscrizioni plurinominali ed al Senato della Repubblica in 232 collegi uninominali e 20 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.

Camera dei deputati[modifica | modifica sorgente]

Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti:

  1. Piemonte 1 (Torino);
  2. Piemonte 2 (Cuneo, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola);
  3. Lombardia 1 (Milano);
  4. Lombardia 2 (Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco);
  5. Lombardia 3 (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova);
  6. Trentino-Alto Adige;
  7. Veneto 1 (Padova, Verona, Vicenza e Rovigo);
  8. Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno);
  9. Friuli-Venezia Giulia;
  10. Liguria;
  11. Emilia-Romagna;
  12. Toscana;
  13. Umbria;
  14. Marche;
  15. Lazio 1 (Roma);
  16. Lazio 2 (Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti);
  17. Abruzzo;
  18. Molise;
  19. Campania 1 (Napoli);
  20. Campania 2 (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno);
  21. Puglia;
  22. Basilicata;
  23. Calabria;
  24. Sicilia 1 (Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani);
  25. Sicilia 2 (Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa);
  26. Sardegna;
  27. Valle d'Aosta[11].

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Le circoscrizioni del Senato della Repubblica furono invece le seguenti:

  1. Piemonte;
  2. Valle D'Aosta;
  3. Lombardia;
  4. Trentino-Alto Adige;
  5. Veneto;
  6. Friuli-Venezia Giulia;
  7. Liguria;
  8. Emilia-Romagna;
  9. Toscana;
  10. Umbria;
  11. Marche;
  12. Lazio;
  13. Abruzzo;
  14. Molise;
  15. Campania;
  16. Puglia;
  17. Basilicata;
  18. Calabria;
  19. Sicilia;
  20. Sardegna.

Quadro politico[modifica | modifica sorgente]

Rispetto alle precedenti elezioni politiche del 1994, quelle del 1996 segnarono più compiutamente il passaggio ad un sistema bipolare. I partiti "centristi", nel 1994, si erano presentati nel Patto per l'Italia ma, essendo stati fortemente penalizzati dal sistema elettorale maggioritario, furono indotti a trovare una collocazione nell'ambito di due schieramenti tra loro contrapposti. Il Partito Popolare Italiano promosse un'alleanza di centro-sinistra, mentre alcuni settori si dissociarono e fondarono i Cristiani Democratici Uniti, nello schieramento di centro-destra. Il Patto Segni si presentò invece all'interno della Lista Dini - Rinnovamento Italiano.

Principali forze politiche[modifica | modifica sorgente]

Lista Collocazione Ideologia Leader[1]
L'Ulivo
Coalizione composta da Partito Democratico della Sinistra, Popolari per Prodi[12] (Partito Popolare Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Unione Democratica, Comitati per l'Italia che vogliamo, Südtiroler Volkspartei e Federazione dei Liberali), Lista Dini - Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Partito Sardo d'Azione, Federazione Laburista (nel PDS), Comunisti Unitari (nel PDS), Cristiano Sociali (nel PDS), Socialisti Italiani (in RI) e Patto Segni (in RI)
La coalizione è alleata con il Partito della Rifondazione Comunista, mediante un patto di desistenza
Centro-sinistra Socialdemocrazia, Cristianesimo sociale, Cristianesimo democratico, Progressismo, Ecosocialismo, Socialismo, Ecologismo, Comunismo, Eurocomunismo, Neomarxismo, Antifascismo, Socialismo democratico, Antiliberalismo, Anticorruzione, Laicismo, Legalitarismo, Ambientalismo, Pacifismo Romano Prodi
Polo per le Libertà[13]
Coalizione composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico e Cristiani Democratici Uniti
Centro-destra Liberalismo, Liberismo, Cristianesimo democratico, Conservatorismo, Conservatorismo nazionale, Conservatorismo liberale, Populismo di destra, Nazionalismo, Anticomunismo, Antistatalismo Silvio Berlusconi
Lega Nord Centro-destra Regionalismo, Federalismo, Autonomismo Umberto Bossi
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore Destra Conservatorismo sociale, Conservatorismo nazionale, Post-fascismo Pino Rauti
Lista Pannella-Sgarbi[14] Centro Radicalismo, Liberalismo, Libertarianismo, Antiproibizionismo Marco Pannella

Schieramenti a confronto[modifica | modifica sorgente]

L'Ulivo[modifica | modifica sorgente]

L'Ulivo, coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi, era costituito da Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Comitati per l'Italia che vogliamo, Rinnovamento Italiano e Federazione dei Verdi, e che giunse ad un accordo elettorale di desistenza con Rifondazione Comunista;

Il Polo per le Libertà[modifica | modifica sorgente]

Il Polo per le Libertà, coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi, era costituito da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti, con alcuni accordi minimali con la Lista Pannella-Sgarbi.

Si presentava invece in modo autonomo la Lega Nord.

Campagna elettorale[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 1994, in seguito alla comunicazione di una nuova inchiesta dei magistrati di Milano che trapelò dalla stampa, Umberto Bossi, leader della Lega Nord, ha lasciato la coalizione sostenendo che il patto elettorale non era stato rispettato, costringendo Berlusconi a dimettersi dalla carica, lasciando la maggioranza di governo al centro-sinistra.

Il governo Berlusconi venne sostituito il mese successivo con un governo tecnico guidato da Lamberto Dini. Dini era stato un ministro chiave nel governo Berlusconi, e Berlusconi disse che l'unico modo in cui lui avrebbe sostenuto un governo tecnico sarebbe stato con Dini a capo di esso. Alla fine, però, Dini venne sostenuto solo dalla maggior parte dei partiti di opposizione, ma non da Forza Italia e Lega Nord.

Nel dicembre 1995, Dini si dimise da Presidente del Consiglio, e il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, decise di avviare le consultazioni per formare un nuovo governo, sostenuto da tutti i partiti in Parlamento, per compiere alcune riforme costituzionali.

Favorevolmente a questa proposta si schierarono, in un dibattito televisivo il 19 gennaio 1996, Silvio Berlusconi e il leader del Partito Democratico della Sinistra, Massimo D'Alema. Tuttavia non si riuscì a trovare un accordo, poiché Gianfranco Fini e Romano Prodi, chiesero le elezioni anticipate. Il 16 febbraio 1996, Oscar Luigi Scalfaro sciolse le camere e indisse le elezioni anticipate.

Il 19 febbraio 1996 il Presidente del consiglio uscente Lamberto Dini, annunciò che si sarebbe schierato con L'Ulivo e non con il Polo delle Libertà. Umberto Bossi, il cui apporto fu fondamentale nel 1994 per consentire la vittoria elettorale di Berlusconi, dichiarò che la Lega Nord non avrebbe più sostenuto Berlusconi e si sarebbe presentata da sola alle elezioni. Allo stesso tempo, la coalizione di Romano Prodi fece un importante accordo pre-elettorale con il Partito della Rifondazione Comunista, in cui Fausto Bertinotti si impegnava a sostenere il governo Prodi, dopo l'elezione, nel caso di un Parlamento senza maggioranza.

Sondaggi pre-voto[modifica | modifica sorgente]

Istituto Data L'Ulivo
(Romano Prodi)
Lega Nord
(Umberto Bossi)
Polo per le Libertà
(Silvio Berlusconi)
Abacus[15] 1 marzo 1996 49,9 - 50,1
Datamedia 12 marzo 1996 45,3 - 49,3
Piepoli 22 aprile 1996 (exit poll) 43-46 8,1 43-46
L'Ulivo
(Romano Prodi)
Lega Nord
(Umberto Bossi)
Polo per le Libertà
(Silvio Berlusconi)

I sondaggi elettorali vedevano un sostanziale pareggio tra le due coalizioni, anche se la Lega Nord sembrava erodere voti a entrambi gli schieramenti nell'ultimo mese di campagna elettorale, e secondo molti avrebbe vinto la coalizione che meno avrebbe perso consensi.[16] Ciò che faceva maturare incertezza è che con questo forte equilibrio, se anche una coalizione avesse prevalso leggermente su di un'altra questa avrebbe potuto ottenere maggiori collegi, spostando quindi dall'altra parte la maggioranza dei seggi: alcuni quotidiani indicavano infatti un lieve vantaggio di Romano Prodi, ma sembrava che il parlamento potesse avere il Polo maggioritario assieme alla Lega.[17]. Anche per questi motivi, i sondaggisti anche in sede di exit-poll andarono cauti prima di richiamare il vincitore, secondo il principio del too close to call[18].

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grafico delle elezioni politiche italiane.

Camera dei deputati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Risultati delle elezioni politiche italiane del 1996 (Camera dei deputati).

Maggioritario[modifica | modifica sorgente]

Totale Percentuale (%)
Elettori 48.846.238  
Votanti 40.496.438 82,91 (su n. elettori)
Voti validi 37.295.109 92,10 (su n. votanti)
Voti non validi 3.201.329 7,90 (su n. votanti)
di cui schede bianche 1.432.888 3,53 (su n. votanti)
Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Polo per le Libertà (PpL) 40,09 15.027.030 169 Green Arrow Up.svg3,43 Red Arrow Down.svg24
L'Ulivo[19] 38,54 14.447.548 228 -[8] -[8]
Lega Nord (LN) 10,77 4.038.239 39 - -
L'Ulivo - Lega Autonomia Veneta (Ulivo - LAV)[20] 2,66 997.534 14 - -
Progressisti[21] 2,62 982.505 15 - -
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore (MS-FT) 1,67 624.558 0 - -
L'Ulivo - Partito Sardo d'Azione (Ulivo - PSdAz)[22] 0,72 269.047 4 - -
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,42 156.708 3 Red Arrow Down.svg0,07 Straight Line Steady.svg
Lega d'Azione Meridionale (LAM) 0,22 82.373 1 Green Arrow Up.svg0,09 Straight Line Steady.svg
Lista Pannella-Sgarbi 0,19 69.406 0 Red Arrow Down.svg0,93 Straight Line Steady.svg
Mani Pulite (MP) 0,18 68.443 0 - -
Socialista 0,12 44.786 0 Red Arrow Down.svg0,24 Straight Line Steady.svg
Sardigna Natzione (SN) 0,11 42.246 0 - -
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (VA-APF) 0,10 37.431 1 Red Arrow Down.svg0,01 Straight Line Steady.svg
Democrazia e Libertà (DL) 0,09 33.326 1 - -
Altre liste 1,50 373.929 0 - -
Totale[23] 100,00 37.295.109 475

Proporzionale[modifica | modifica sorgente]

Totale Percentuale (%)
Elettori 48.744.846  
Votanti 40.401.774 82,88 (su n. elettori)
Voti validi 37.484.398 92,78 (su n. votanti)
Voti non validi 2.917.376 7,22 (su n. votanti)
di cui schede bianche 1.241.498 3,07 (su n. votanti)
Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Partito Democratico della Sinistra (PDS) 21,06 7.894.118 26 Green Arrow Up.svg0,70 Red Arrow Down.svg12
Forza Italia (FI) 20,57 7.712.149 37 Red Arrow Down.svg0,44 Green Arrow Up.svg7
Alleanza Nazionale (AN) 15,66 5.870.491 28 Green Arrow Up.svg2,19 Green Arrow Up.svg5
Lega Nord (LN) 10,07 3.776.354 20 Green Arrow Up.svg1,71 Green Arrow Up.svg9
Partito della Rifondazione Comunista (PRC) 8,57 3.213.748 20 Green Arrow Up.svg2,52 Green Arrow Up.svg9
Popolari per Prodi (PPI-SVP-PRI-UD) 6,81 2.554.072 4 - -
Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti (CCD - CDU) 5,84 2.189.563 12 - -
Lista Dini - Rinnovamento Italiano (LD-RI) 4,34 1.627.380 8 - -
Federazione dei Verdi (FdV) 2,50 938.665 0 Red Arrow Down.svg0,20 Straight Line Steady.svg
Lista Pannella-Sgarbi 1,88 702.988 0 Red Arrow Down.svg1,63 Straight Line Steady.svg
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore (MS-FT) 0,91 339.351 0 - -
Socialista 0,40 149.441 0 Red Arrow Down.svg0,06 Straight Line Steady.svg
Lega d'Azione Meridionale (LAM) 0,19 72.062 0 Green Arrow Up.svg0,04 Straight Line Steady.svg
Unione Nord Est (UNE) 0,17 63.934 0 - -
Union für Südtirol (UfS) 0,15 55.548 0 - -
Mani Pulite (MP) 0,12 44.935 0 - -
Noi Siciliani - Fronte Nazionale Siciliano (NS - FNS) 0,11 41.001 0 - -
Partito Sardo d'Azione (PSdAz) 0,10 38.002 0 - -
Altre liste 0,47 200.596 0 - -
Totale[24] 100,00 37.484.398 155

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Risultati delle elezioni politiche italiane del 1996 (Senato della Repubblica).
Totale Percentuale (%)
Elettori 42.889.825  
Votanti 35.260.803 82,21 (su n. elettori)
Voti validi 32.624.584 92,52 (su n. votanti)
Voti non validi 2.636.219 7,48 (su n. votanti)
di cui schede bianche 1.276.018 3,62 (su n. votanti)
Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
L'Ulivo[25] 39,89 13.013.276 152 -[8] -[8]
Polo per le Libertà (PpL) 37,35 12.185.020 116 Green Arrow Up.svg13,74 Red Arrow Down.svg30
Lega Nord (LN) 10,41 3.394.733 27 - -
Progressisti[26] 2,87 934.974 10 - -
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore (MS-FT) 2,29 747.487 1 - -
Lista Pannella-Sgarbi 1,56 509.826 1 Red Arrow Down.svg0,76 Straight Line Steady.svg
L'Ulivo - Partito Sardo d'Azione (Ulivo - PSdAz)[27] 1,29 421.331 5 - -
Socialista 0,88 286.426 0 Green Arrow Up.svg0,68 Straight Line Steady.svg
L'Abete - Südtiroler Volkspartei - PATT (Abete - SVP - PATT) 0,55 178.425 2 - -
Mani Pulite (MP) 0,33 109.113 0 - -
Lega per l'Autonomia Alleanza Lombarda (LpA-AL) 0,33 106.313 0 - -
Unione Nord Est (UNE) 0,22 72.541 0 - -
Noi Siciliani - Fronte Nazionale Siciliano (NS - FNS) 0,22 71.841 0 - -
Lega d'Azione Meridionale (LAM) 0,20 66.750 0 - -
Verdi Verdi (VV) 0,19 61.434 0 Red Arrow Down.svg0,02 Straight Line Steady.svg
Partito Pensionati (PP) 0,19 60.640 0 - -
Democrazia Sociale (DS) 0,18 60.016 0 - -
Sardigna Natzione (SN) 0,14 44.713 0 - -
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (VA-APF) 0,10 29.538 1 Green Arrow Up.svg0,02 Straight Line Steady.svg
Altre liste 0,81 270.188 0 - -
Totale[28] 100,00 32.624.584 315

Eletti[modifica | modifica sorgente]

Camera dei deputati[modifica | modifica sorgente]

La composizione della Camera dei Deputati della XIII legislatura.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Deputati della XIII Legislatura della Repubblica italiana e Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 1996.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[29], per coalizione, alla Camera:

Lista Seggi
L'Ulivo[30]
Partito Democratico della Sinistra
Partito della Rifondazione Comunista
Progressisti
L'Ulivo - Lega Autonomia Veneta
Lista Dini - Rinnovamento Italiano
L'Ulivo - Partito Sardo d'Azione
Popolari per Prodi
Südtiroler Volkspartei
Totale L'Ulivo
228
26
20
15
14
8
4
4
3
322
Polo per le Libertà[31]
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti
Totale Polo per le Libertà
169
37
28
12
246
Lega Nord[32] 59
Lega d'Azione Meridionale 1
Democrazia e Libertà 1
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme 1
Totale 630

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

La composizione del Senato della Repubblica della XIII legislatura.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Senatori della XIII Legislatura della Repubblica italiana.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[33], per coalizione, al Senato:

Lista Seggi
L'Ulivo
Progressisti
L'Ulivo - Partito Sardo d'Azione
Südtiroler Volkspartei
Totale L'Ulivo
152
10
5
2
169
Polo per le Libertà 116
Lega Nord 27
Lista Pannella-Sgarbi 1
Movimento Sociale-Fiamma Tricolore 1
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme 1
Totale 315

Analisi territoriale del voto[modifica | modifica sorgente]

Partiti maggioritari nelle singole province per la Camera.

La coalizione dell'Ulivo di Romano Prodi ottiene la vittoria nelle regioni: Basilicata, Emilia-Romagna (tranne la provincia di Piacenza), Liguria (tranne la provincia di Imperia), Puglia (tranne le province di Bari e Brindisi), Toscana (tranne la provincia di Lucca), Marche e Umbria. Romano Prodi vince anche nella province di Teramo (Abruzzo), di Crotone (Calabria), di Avellino (Campania), di Mantova (Lombardia), di Campobasso (Molise), di Nuoro (Sardegna) e di Rovigo (Veneto)[3].

Le coalizione della Casa delle Libertà di Silvio Berlusconi conquista le regioni: Abruzzo (tranne la provincia di Teramo), Calabria (tranne la provincia di Crotone), Campania (tranne la provincia di Avellino), Lazio, Piemonte (tranne le province di provincia di Cuneo e Verbania), Sardegna (tranne la provincia di Nuoro) e Sicilia. Silvio Berlusconi vince anche nelle province di Piacenza (Emilia-Romagna), di Trieste (Friuli-Venezia Giulia), di Imperia (Liguria), di Lodi, Milano e Pavia (Lombardia), di Isernia (Molise), di Bari e Brindisi (Puglia) e di Lucca (Toscana)[3].

La Lega Nord di Umberto Bossi vince in Friuli-Venezia Giulia (tranne la provincia di Trieste), in Veneto (tranne la provincia di Rovigo) e in Lombardia (tranne le province di Pavia, Mantova, Lodi e Milano). Umberto Bossi vince anche nelle province di Cuneo e Verbania (Piemonte) e in provincia di Trento (Trentino Alto Adige)[3].

Conseguenze del voto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Prodi I.

Come conseguenza di queste elezioni si venne a formare un governo di centro-sinistra guidato dal leader della coalizione vincente, Romano Prodi, con 17 esponenti tutti provenienti dall'Ulivo. Per ottenere la fiducia, in ogni caso, Prodi dovette ricorrere all'appoggio esterno di Rifondazione Comunista, che permise di avere una maggioranza di appena 7 deputati alla Camera; per quanto riguarda il Senato, il governo non ebbe problemi visti i 169 seggi conquistati autonomamente nella tornata elettorale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d A partire dal 1994, con la nascita delle coalizioni politiche, viene espresso un leader della forza politica che si presenta alle elezioni. Tale figura è tuttavia ufficiosa, in quanto la vigente legge elettorale (Legge Mattarella) non prevede l'indicazione di un candidato vero e proprio
  2. ^ Voti di tutta la coalizione alla Camera dei Deputati (quota proporzionale), nel totale sono compresi i voti di Rifondazione Comunista, determinati dal patto di desistenza
  3. ^ a b c d e f Elezioni 1996 risultati Camera dei Deputati, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 aprile 2013.
  4. ^ Voti di tutta la coalizione alla Camera dei Deputati (quota proporzionale)
  5. ^ Voti del partito alla Camera dei Deputati (quota proporzionale)
  6. ^ a b c d Seggi di tutta la coalizione
  7. ^ Nel totale sono compresi i seggi di Rifondazione Comunista, determinati dal patto di desistenza
  8. ^ a b c d e f L'Ulivo non è confrontabile con L'Alleanza dei Progressisti, coalizione politica di centrosinistra alle precedenti elezioni, poiché vi sono notevoli differenze di partiti componenti le due coalizioni
  9. ^ Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di camera e senato della coalizione
  10. ^ Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di camera e senato del partito
  11. ^ Circoscrizione equivalente al solo collegio uninominale di Aosta della parte maggioritaria
  12. ^ I Popolari per Prodi, nella quota proporzionale della Camera raggruppano Partito Popolare Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Unione Democratica, Comitati per l'Italia che vogliamo e Südtiroler Volkspartei
  13. ^ Il Polo per le Libertà strinse accordi elettorali con la Lista Pannella-Sgarbi, senza che essa entrasse nella coalizione
  14. ^ La Lista Pannella-Sgarbi strinse accordi elettorali con il Polo per le Libertà, senza entrare nella coalizione
  15. ^ "nell'ipotesi di due soli schieramenti"
  16. ^ TELEDEMOCRAZIA: FRA APOCALITTICI E INTEGRATI
  17. ^ Al centrosinistra più consensi al Polo più seggi
  18. ^ Sondaggisti cauti ma non mancano gli errori. Soltanto l' Abacus fa centro
  19. ^ Lista presentata in tutte le circoscrizioni, ad eccezione di Veneto 1 e Veneto 2. Non presente nei singoli collegi dov'era presente la lista Progressisti o la lista L'Ulivo-PSdA
  20. ^ Lista presentata nelle circoscrizioni Veneto 1 e Veneto 2
  21. ^ Lista presente solamente in alcuni collegi
  22. ^ Lista presente solo in alcuni collegi elettorali della circoscrizione Sardegna
  23. ^ Ministero dell'Interno - archivio storico delle Elezioni
  24. ^ Ministero dell'Interno - Archivio Storico Elezioni
  25. ^ Non presente nella circoscrizione Sardegna
  26. ^ Lista presente solamente in alcuni collegi
  27. ^ Lista presente solo nella circoscrizione Sardegna
  28. ^ Ministero dell'interno - Archivio Storico Elezioni
  29. ^ Ministero dell'Interno - Archivio Storico delle Elezioni
  30. ^ eletti nel maggioritario
  31. ^ eletti nel maggioritario
  32. ^ 39 eletti nel maggioritario e 20 eletti nel proporzionale
  33. ^ Ministero dell'Interno - Archivio Storico delle Elezioni

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Costituzione della Repubblica Italiana

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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