Castrignano de' Greci

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Castrignano de' Greci
comune
Castrignano de' Greci – Stemma Castrignano de' Greci – Bandiera
Castrignano de' Greci – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Antonio Zacheo (lista civica Progetto Democratico) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°12′00″N 18°18′00″E / 40.2°N 18.3°E40.2; 18.3 (Castrignano de' Greci)Coordinate: 40°12′00″N 18°18′00″E / 40.2°N 18.3°E40.2; 18.3 (Castrignano de' Greci)
Altitudine 90 m s.l.m.
Superficie 9,62 km²
Abitanti 4 062[1] (30-04-2012)
Densità 422,25 ab./km²
Comuni confinanti Bagnolo del Salento, Cannole, Carpignano Salentino, Corigliano d'Otranto, Cursi, Martano, Melpignano
Altre informazioni
Cod. postale 73020
Prefisso 0836
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075018
Cod. catastale C335
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti castrignanesi o kastrignanì (in griko)
Patrono sant'Antonio da Padova
Giorno festivo 23 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castrignano de' Greci
Posizione del comune di Castrignano de' Greci all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Castrignano de' Greci all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Castrignano de' Greci (o Castrignano dei Greci, Kastrignàna o Kascignàna in griko, Cascignanu in dialetto salentino) è un comune italiano di 4.062 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Castrignano de' Greci, che si estende nella parte centrale della provincia di Lecce per 9,52 km², è totalmente pianeggiante. È situato sul calcare magnesifero che si addossa sul calcare compatto nella parte nord-orientale del suo territorio. Il nucleo urbano è posizionato a 90 m s.l.m.; dista 26,3 km dal capoluogo[2], 18 km da Otranto e 34 km da Gallipoli. La morfologia pianeggiante del territorio e il clima mite favoriscono la coltivazione di piante tipiche dell'area mediterranea. Il centro è circondato da terre coltivate con alberi di ulivo, fichi, mandorli e vigneti.

Confina a nord con il comune di Martano, a est con il comune di Carpignano Salentino, a sud con i comuni di Cannole, Bagnolo del Salento, Cursi e Melpignano, a ovest con il comune di Corigliano d'Otranto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Castrignano de' Greci rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana[3].

Castrignano de' Greci Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,6 13,2 15,0 18,3 22,6 26,8 29,2 29,6 26,2 21,8 17,6 14,2 13,3 18,6 28,5 21,9 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,2 9,5 13,1 17,0 19,5 19,9 17,3 13,7 9,9 7,1 6,2 9,9 18,8 13,6 12,1
Precipitazioni (mm) 71 60 65 40 33 20 16 22 49 80 97 74 205 138 58 226 627
Umidità relativa media (%) 78,7 78,2 77,8 77,3 76,2 72,9 70,9 72,4 76,5 79,2 80,5 80,3 79,1 77,1 72,1 78,7 76,7

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Grecìa Salentina.
Le origini del nome

Il toponimo potrebbe derivare dalla parola latina castrum. Infatti, con la conquista romana della penisola salentina nel 487 d.C., i Romani insediarono un accampamento militare (Praesidium Castrinianum). Un'altra ipotesi, farebbe derivare il nome da Castrinius, il centurione romano al quale fu affidato il territorio. L'etimologia potrebbe anche ricondurre al vocabolo greco Kastron che significa castello.

Le origini di Castrignano de' Greci sono molto discusse e legate anche a leggende popolari. Secondo la tradizione, ripresa dallo storico Cosimo De Giorgi, la fondazione del paese è attribuita ai posteri dei Candioti di Minosse o dagli Ateniesi e Cretesi seguaci di Giapige[5]. Secondo Domenico De Rossi la fondazione avvenne con la colonizzazione greca del Salento, durante il periodo della Magna Grecia[6]. L'ipotesi più avvalorata è quella che i Romani, conquistata la penisola salentina nel III secolo a.C., favoriti dalla presenza di acque, vi abbiano istituito un loro presidio militare ("Praesidium Castrinianum" oppure "Castrinius")[7].

Tra il IX ed il X secolo, sotto il dominio dei bizantini che diffusero le loro leggi, le loro usanze e la loro lingua, Castrignano divenne un casale fortificato e fu costruito un castello. La lunga permanenza bizantina è ancora visibile in alcune usanze e soprattutto nella lingua locale, il griko. Castrignano conservò il rito religioso greco fino al 1614. Con i Normanni, il casale, divenuto parte della Contea di Lecce, venne donato da Tancredi d'Altavilla a Pietro Indrimi nel 1190. Nel corso dei secoli il feudo passò sotto il controllo di varie famiglie feudatarie come i Prato, gli Acaya, i Brayda, i Guarini, i Marescallo e infine fu di proprietà dei baroni Gualtieri che ne mantennero il possesso fino all'eversione della feudalità nel 1806[8].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Castrignano de' Greci-Stemma.png
Castrignano de' Greci-Gonfalone.png

Profilo araldico dello stemma:

« d'oro, al castello triturrito di rosso, chiuso e murato di nero, le torri merlate ciascuna di tre alla ghibellina, quella centrale più elevata. »

Profilo araldico del gonfalone:

« drappo partito di giallo e di rosso caricato dell'arma comunale e ornato di ricchi fregi d'argento. »

[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre
  • Chiesa madre dell'Annunziata, fu costruita nel 1878 sulle fondamenta di una preesistente risalente al XVI secolo. L'aumento demografico registrato in paese costrinse il sindaco e il parroco del tempo ad abbattere la vecchia struttura e a costruirne una nuova più ampia. Dalle fonti storiche si conosce che l'antica struttura comprendeva cinque altari (quello maggiore più quelli laterali dedicati all'Immacolata, a sant'Antonio da Padova, a san Nicodemo da Cirò e alla Madonna di Costantinopoli) e un fonte battesimale per immersione secondo il rito greco. Oggi rimangono soltanto le epigrafi sul frontone della porta maggiore e sulla porta del coro, recanti entrambe la data 1575. L'edificio, edificato dal maestro Rocco Stomeo su disegno dell'architetto Federico Elmo di Lecce, ha una pianta a croce latina, sormontata da una grande cupola, con tre cappelle laterali intercomunicanti. Nell'abside si colloca un altare maggiore in marmo policromo dedicato all'Annunziata che ospita la tela dell'artista foggiano Saverio Altamura. Altre dodici tele dell'Altamura sono posizionate nelle cappelle laterali e sono datate 1892. Sulla cantoria è presente un organo in legno costruito dal Mentasti di Napoli nel 1900. All'esterno svetta il campanile a tre piani con la cupola coperta da mattonelle di maiolica. In seguito a un grave pericolo scampato dagli abitanti del paese il 23 agosto 1898, la chiesa è dedicata anche a sant'Antonio da Padova per devozione popolare.
Chiesa dell'Immacolata
  • Chiesa dell'Immacolata, fu edificata nel 1650, come indicato dall'epigrafe posta sull'architrave dell'ingresso. La facciata presenta un sobrio portale con timpano arcuato sormontato dalla statua dell'Immacolata. La sommità è ingentilita da un rosone con motivi floreali e due lettere AM che costituiscono la dedica a Maria. Sulla sommità delle paraste, agli angoli della facciata, svettano due statue femminili. L'interno possiede una pianta ad aula unica che culmina in un pregevole altare barocco attribuito all'architetto leccese Giuseppe Zimbalo. L'altare maggiore, dorato e finemente decorato in stile barocco, ha quattro colonne di cui due tortili, adornato da numerosi putti e sormontato da una grande tela ad olio raffigurante la Madonna Immacolata. In cima troneggia un Cristo risorto in legno. La copertura a botte, interamente dipinta, presenta al centro una stella, soluzione architettonica di tradizione salentina. Lungo le pareti laterali una serie di medaglioni dipinti con cornici in stucco illustrano i momenti della vita della Vergine Maria. Sopra il portale d'ingresso troneggia la cantoria lignea settecentesca.
  • Chiesa Madonna dell'Arcona, sorge nell'area cimiteriale fuori dal centro abitato. Fu eretta nel 1731 in seguito al ritrovamento di un'icona bizantina della Vergine col Bambino e alla guarigione di uno storpio avvenuta nel 1725. La facciata è scandita da quattro lesene raccordate in sommità da un cornicione di coronamento. Fra le due paraste centrali si apre il portale d'ingresso riccamente decorato con motivi vegetali e sormontato da un timpano ad arco interrotto che presenta un'epigrafe in ricordo del miracolo del paralitico. In asse con il portale è una piccola finestra anch'essa decorata con motivi vegetali. L'interno si presenta a navata unica, coperta da una volta a botte lunettata, con due altari. L'altare maggiore, realizzato in stile barocco, è caratterizzato da quattro colonne tortili ed è decorato con angeli e statue di santi. Al centro è ospitata una tela settecentesca della Madonna e in alto, un ovale, custodisce l'affresco bizantino della Vergine col Bambino, venerata sotto il titolo dell'Arcona. L'appellativo trae origine dal termine greco Arcontissa che vuol dire Regina. Il secondo altare è dedicato a santa Filomena.
  • Cripta di Sant'Onofrio, risalente al VI secolo, costituisce il più antico luogo di culto del paese. Interrata negli ultimi anni del XIX secolo dopo la demolizione dell'omonima chiesa sovrastante, fu riportata alla luce nel 1965. La cripta è costituita da due ambienti ipogei a cui si accede attraverso due rampe di scale convergenti in un ambiente, riservato ai fedeli, sorretto da diciotto colonne di pietra leccese, frutto di interventi effettuati nel XVI secolo. L'interno presenta un altare a blocco scolpito nella pietra, alcune tombe con resti umani, silos per la conservazione del grano, un cinquecentesco fonte battesimale e un'acquasantiera incastonata nella roccia recante la data in lettere greche IBYZ (1275). Tra le tracce di affreschi superstiti è possibile ammirare una Vergine col Bambino, una figura femminile e un santo anonimo ascrivibili al XVI-XVIII secolo[10].
  • Cappella della Madonna Addolorata, fu edificata nel XIX secolo ed è di proprietà della famiglia Monosi. All'interno, nell'unica navata, si conservano dei recenti dipinti e un altare maggiore sormontato dal quadro della Madonna Addolorata. È presente una statua in cartapesta di santa Lucia costruita a Lecce.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappella di San Rocco, fu ricostruita nel XIX secolo su una struttura precedente.
  • Cappella di San Vito, edificata nel XVIII secolo, presenta un altare in pietra con un dipinto del Santo.
  • Cappella di San Leonardo, fu abbattuta nel 1975 e ricostruta negli anni novanta con un impianto planimetrico a navata unica.
  • Cappella di Santa Rita da Cascia, fu edificata nel 1967.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Castello

Il castello, di origine medievale, fu riedificato nel XVI secolo per volere della famiglia Gualtieri, come ricorda l'epigrafe sopra il portale: NICOLAUS EX ANTIQUISS. FAMILIA DE GUALTERIIS F.F. A pianta rettangolare con base scarpata, si articola su due livelli divisi esternamente da un toro marcapiano. Nel Settecento è stato oggetto di numerosi rimaneggiamenti volti a ingentilirne il prospetto e il cortile interno. Il castello viene ricordato nelle fonti come eccellente strumento di difesa, con un fossato, ancora visibile nell'Ottocento, e le cannoniere strombate disposte al piano terra per spazzare il lato a ovest e a sud. Verso est, un'epigrafe fu fatta apporre dal feudatario Giovanni Donato Prato per ammonire i nemici provenienti dal mare: 1618 FORTIS [...] INDOMITU (S). Sulla facciata troneggia un'altra iscrizione: PROCUL THAUMANTIA PROLES DULCIOR CUM PULVERE PALMA NE QUID INVITA MINERVA. (State lontano, figlie di Taumante; la palma della vittoria è più dolce con la polvere, affinché tu non faccia niente contro la volontà di Minerva). Interessanti sono i doccioni zoomorfi e quello bicefalo rivolto verso sud. All'interno si distingue il portale adornato da motivi floreali, angeli e mascheroni che dal piano terra, dove trovavano posto le scuderie, il forno e i magazzini, conduce al piano nobile.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Case a corte

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Pozzelle

Pozzelle[modifica | modifica wikitesto]

Le pozzelle (in griko ta fréata) sono un raggruppamento di piccoli serbatoi per la raccolta dell'acqua. Le pozzelle, scavate nella roccia friabile in una naturale depressione del terreno, venivano rivestite con pietre di calcare permeabile in modo tale da permettere alle acque piovane di filtrare. Hanno una profondità variabile dai quattro ai sei metri e una forma ad imbuto capovolto. Alla sommità presentano un grosso blocco lapideo forato al centro da cui si prelevava l'acqua. La dolina, ospitante circa un centinaio di piccoli pozzi, è oggi un parco attrezzato posto nelle immediate vicinanze del centro storico. Le pozzelle esistenti permettono di scorgere i solchi lasciati dalle catene e dalle funi che per secoli hanno sollevato i secchi per l'acqua o gli incavi circolari per poggiarvi le brocche. Accanto ai pozzi si trovano inoltre alcune pile in pietra, utilizzate un tempo per abbeverare i cavalli o il gregge.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a Castrignano de' Greci risultano residenti 29 cittadini stranieri.[12]:


Dislocazione dei comuni della Grecìa Salentina

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Griko e Dialetto salentino.

A Castrignano de' Greci, comune della Grecìa Salentina, oltre al dialetto salentino, si parla il Griko. Il grecanico o griko (anche grico) è un dialetto (o gruppo di dialetti) di tipo neo-greco residuato probabilmente di una più ampia e continua area linguistica ellenofona esistita anticamente nella parte costiera della Magna Grecia. I greci odierni chiamano la lingua Katoitaliótika (Greco: Κατωιταλιώτικα, "Italiano meridionale"). La lingua, scritta in caratteri latini, presenta punti in comune con il neogreco e nel frattempo vocaboli che sono frutto di evidenti influenze leccesi o comunque neolatine.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale[13].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Castrignano dei Greci hanno sede una Scuola dell'infanzia, una Scuola primaria e una Scuola secondaria di primo grado appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale. È presenta anche una scuola dell'infanzia paritaria[14].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa della Madonna Arcona - giovedì dopo Pasqua
  • Festa della pitta rustica - primo weekend di agosto
  • Premio San Leonardo -12-13 (14 luglio 2013 cerimonia di consegna)
  • Festa di sant'Antonio - 23 agosto
  • Fiera di san Leonardo - seconda domenica di novembre

Persone legate a Castrignano de' Greci[modifica | modifica wikitesto]

  • Fra' Onofrio da Castrignano, teologo e predicatore francescano.
  • Vittorio Tarantino, filosofo del XV secolo.
  • Fernando Marzo, filosofo e scienziato del XVII secolo.
  • Leonardo Mascello, sacerdote e poeta.
  • Angiolino Cotardo, ellenista del XX secolo, strenuo difensore della lingua e della cultura grecanica.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'agricoltura è alla base della economia del paese: olivo e vigneti sono le colture principali. Per buona parte del Novecento rappresentò l'unica fonte di sostentamento per gli abitanti del luogo. Attualmente l'economia poggia anche sul commercio ambulante di tessuti e abbigliamento e sul settore turistico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali che interessano il comune sono:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  2. ^ Pugliaindettaglio.it
  3. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  4. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  5. ^ Cosimo De Giorgi, Coreografia fisica e descrittiva della Provincia di Lecce (1897)
  6. ^ D. De Rossi, "Storia dei comuni del Salento", 1972
  7. ^ "Praesidium Castrinianum". "Podere di Castrinius". Gerhard Rohlfs. "Vocabolario dei dialetti Salentini".
  8. ^ L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, 1994
  9. ^ Araldica civica
  10. ^ [1] Approfondimento sulla cripta bizantina di sant'Onofrio
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Dati Istat
  13. ^ [2] Biblioteca Comunale di Castrignano dei Greci
  14. ^ Lista scuole Comuni Italiani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. De Vita (a cura di), Castelli, torri ed opere fortificate di Puglia, Editoriale Adda, Bari, 1974
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]